{"id":1369,"date":"2008-02-27T09:35:03","date_gmt":"2008-02-27T08:35:03","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.comune.potenza.it\/comune_wp\/?p=1369"},"modified":"2008-02-27T09:35:03","modified_gmt":"2008-02-27T08:35:03","slug":"consiglio-comunale-del-27-febbraio-2008","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=1369","title":{"rendered":"Consiglio Comunale del 27 febbraio 2008"},"content":{"rendered":"<p><em>La seduta ha inizio alle ore 17.00<\/em>.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si procede all&#8217;appello nominale. I presenti sono 28; la seduta \u00e8 valida. Possiamo dare inizio ai lavori.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Devo giustificare, in apertura, le assenze dei colleghi Sabatino e Russo, dovute a motivi di salute.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I lavori si svolgeranno in questo modo: procederemo con l&#8217;illustrazione del Regolamento Urbanistico, dando la parola, nell&#8217;ordine, all&#8217;assessore Singetta, poi al professor Campos Venuti e al professor Oliva &#8211; se ritiene di intervenire anche lui -, e poi daremo spazio ai Colleghi per eventuali richieste di chiarimenti o delucidazioni, con l&#8217;avvertenza &#8211; come era stato concordato in sede di Conferenza dei Capigruppo &#8211; che le richieste stesse devono essere succinte, brevi, certamente non devono essere interventi (che saranno riservati ad altra sede). Quindi: fate domande molto&#8230; a risposta chiusa, quasi, su argomenti specifici, senza mettere in discussione i &#8220;massimi sistemi&#8221;, dopo che ci sar\u00e0 la replica del Sindaco e poi decideremo il da farsi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Prego tutti gli ospiti di seguire i lavori del Consiglio in silenzio, preghiera che rivolgo anche ai Colleghi, perch\u00e9 gli argomenti sono complessi e gestire un&#8217;aula affollata come non mai richiede forse un po&#8217; di attenzione da parte di tutti. Cedo volentieri la parola all&#8217;assessore Singetta per avviare l&#8217;illustrazione del Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>SINGETTA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie, Presidente, signori Consiglieri, signor Sindaco, la presenza e l&#8217;annunciato intervento del professor Campos Venuti mi esonerano dall&#8217;obbligo di analizzare con particolare approfondimento la proposta di delibera che noi sottoponiamo alla vostra attenzione, per\u00f2 ci\u00f2 non pu\u00f2 esimermi &#8211; vista la particolarit\u00e0 dell&#8217;argomento &#8211; da alcune brevi considerazioni, proprio perch\u00e9, \u00e8 inutile nasconderlo, la proposta che la Giunta sottopone all&#8217;approvazione del Consiglio \u00e8 una proposta importante, destinata a cambiare, innanzitutto, la pianificazione della citt\u00e0, a cambiare il modo di fare urbanistica, a cambiare i criteri cui noi eravamo abituati ad improntare la nostra azione amministrativa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tutti i provvedimenti in materia urbanistica sono importanti, ma \u00e8 chiaro che quando interviene un nuovo atto amministrativo che va a dare finalmente esecuzione alla Legge Regionale 23\/99 \u00e8 giusto che tale atto sia oggetto di massima attenzione da parte di tutti quanti noi, \u00e8 giusto che tale atto sia stato e continui ad essere, ancora in queste ore, oggetto della massima attenzione da parte, soprattutto, della Terza Commissione, di cui ringrazio il Presidente, Raffaele Rinaldi, e con lui tutti i componenti per il lavoro che stanno continuando ancora a svolgere.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tale lavoro li vede impegnati quasi quotidianamente da circa un anno, quindi anche da prima che il progetto arrivasse dopo il licenziamento da parte della Conferenza di pianificazione, proprio perch\u00e9 l&#8217;importanza dell&#8217;argomento era tale che abbiamo concordemente ritenuto di cominciare questa interlocuzione con la Commissione affinch\u00e9 ci fosse la migliore conoscenza possibile da parte di tutti i Consiglieri, da parte cio\u00e8 di coloro che sono istituzionalmente deputati a prendere le decisioni in seno alla Terza Commissione Consiliare.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; un momento di scelta importante per il Consiglio Comunale; io ritengo che in questo modo, mediante l&#8217;attuazione della Legge Regionale 23\/99, finalmente le Amministrazioni Comunali riacquisiranno il diritto di programmare e pianificare la citt\u00e0. E&#8217; un momento di svolta importante; si tratta di passare da un vecchio ad un nuovo sistema. Qui non c&#8217;\u00e8 una critica politica, n\u00e9 ideologica; il professor Campos Venuti, che ringrazio in qualit\u00e0 di collaboratore del Comune di Potenza, insieme al professor Federico Oliva, lo ha ripetuto spesso: sono cambiati i tempi, \u00e8 cambiata la giurisprudenza, \u00e8 cambiato il modo di approcciare questo tipo di problematiche. Si \u00e8 anche visto che la vecchia legge, quella che prevedeva la necessit\u00e0 di ricorrere all&#8217;esproprio per la realizzazione di qualunque opera pubblica, \u00e8 una legge che, di fatto, aveva talmente tante limitazioni che non consentiva il raggiungimento, il perseguimento di quegli obiettivi che a tutti noi stanno a cuore.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 D&#8217;altronde, proprio nella nostra citt\u00e0 abbiamo avuto &#8211; anche nel recente passato &#8211; tanti esempi che hanno visto pi\u00f9 volte il Comune di Potenza, purtroppo, pagare esose richieste di risarcimento danni in virt\u00f9 di procedure espropriative che di per s\u00e9 erano, e continuano ad essere, complicate per una normativa ostica, non chiara, per una serie di sentenze, ai vari livelli (a cominciare dai Tribunali e dalle Corti di merito per arrivare alla Corte di Cassazione, per arrivare addirittura alla Corte Europea di Strasburgo), che pi\u00f9 volte hanno stravolto l&#8217;impianto normativo del nostro Paese.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A partire dalla L. 1865 del secolo passato fino ad arrivare alla Legge del 2001, ed ultimamente con le sentenze della Corte Costituzionale 348 e 349 del novembre 2007, si \u00e8 creato un panorama vasto e vario che ci induce ad un rafforzamento della scelta che abbiamo compiuto, perch\u00e9 &#8211; diciamolo chiaramente &#8211; quello che \u00e8 alla base della L. R. 23\/99 \u00e8 il principio di perequazione urbanistica, il che significa che gli Enti pubblici (e in particolare il Comune di Potenza) non saranno pi\u00f9 tenuti a sborsare somme esorbitanti per gli espropri, ma attraverso il meccanismo della compensazione &#8211; quindi della perequazione &#8211; potranno tranquillamente e gratuitamente acquisire delle aree che poi entreranno nella disponibilit\u00e0, nel patrimonio della collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo ci consentir\u00e0, da un lato, di avere aree a disposizione per risolvere uno dei problemi maggiori che affliggono la nostra citt\u00e0, vale a dire la mancanza di aree da destinare all&#8217;edilizia sociale. Io credo che basterebbe gi\u00e0 questo risultato per comprendere l&#8217;importanza di questo cambiamento. Dall&#8217;altro lato, anche i cosiddetti standard pubblici&#8230; Tenete presente che la citt\u00e0 di Potenza, attualmente, a fronte di 135 mila vani ha, se non vado errato, una media pro capite di 13 metri quadri a testa; con le previsioni del Regolamento Urbanistico noi non soltanto andiamo a raddoppiare i cosiddetti standard pubblici, e quindi questa disponibilit\u00e0 per ciascuno di noi, ma otterremo un risultato cos\u00ec con un numero di vani che \u00e8 un decimo, circa, di quelli attualmente esistenti sul mercato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La scelta che abbiamo operato \u00e8 perfettamente in linea con la Legge Regionale, vale a dire quella di completare e riqualificare la citt\u00e0. Tenete presente, anche, che rispetto al vecchio Piano Regolatore Generale noi prevediamo non soltanto oltre mille vani in meno, ma un&#8217;edificazione che complessivamente, per quanto riguarda gli edifici con destinazione direzionale-commerciale prevede un milione di metri cubi in meno da realizzare. Questi sono dei numeri che vanno sottolineati alla vostra attenzione, perch\u00e9 dimostrano come, purtroppo, le vecchie previsioni non siano state in grado di trovare, per una serie di motivazioni, per meccanismi troppo complessi e per scelte che forse non sempre erano in linea con gli obiettivi che si volevano perseguire, il soddisfacimento degli interessi e degli obiettivi che volevano proseguire. Noi ci auguriamo, attraverso l&#8217;approvazione del Regolamento Urbanistico, di raggiungere obiettivi di gran lunga superiori, che dovrebbero consentirci questo cambio di passo, questa svolta nell&#8217;urbanistica della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lascer\u00f2, poi, al professor Campos Venuti l&#8217;illustrazione analitica, per\u00f2 mi pare che un dato sia chiaro: la possibilit\u00e0 per la citt\u00e0 di Potenza di acquisire queste aree, aree che noi metteremo a disposizione dell&#8217;edilizia sociale unitamente a quelle che acquisiremo attraverso il meccanismo del piano operativo, quindi attraverso la previsione che abbiamo gi\u00e0 predisposto e che porteremo all&#8217;attenzione del Consiglio alla prossima seduta utile. Finalmente la citt\u00e0 di Potenza avr\u00e0 delle aree da destinare all&#8217;edilizia sociale. Tenete presente un dato comune, sotto gli occhi di tutti: l&#8217;ATER, azienda a ci\u00f2 predisposta, non costruisce edilizia sociale nella nostra citt\u00e0 da circa venti anni per l&#8217;assoluta mancanza di aree, quindi il fatto stesso di riuscire a reperire delle aree mi pare un obiettivo molto importante ed senz&#8217;altro da sottolineare.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Altro elemento importante \u00e8 che finalmente potremo dotarci di una serie di infrastrutture, di una serie di standard che consentiranno da un lato di migliorare la citt\u00e0 esistente, dall&#8217;altro anche di vedere, di toccare con mano, i risultati di questo cambiamento normativo, quindi i risultati concreti di una nuova programmazione urbanistica.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Abbiamo ritenuto, in questa fase, di dover dare anche delle risposte ai cittadini delle aree aperte, ritenendo che le loro istanze fossero state per troppo tempo disattese, e ritenendo anche che, per le vicissitudini che hanno accompagnato il Piano Campagne, i cittadini delle aree extraurbane, che rappresentano circa un terzo degli abitanti di Potenza, non potessero continuare ancora ad attendere invano delle risposte. Da questo punto di vista abbiamo cambiato in corsa parte della nostra impostazione, andando a prevedere la possibilit\u00e0 di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto. Sapete bene come nelle aree aperte, ormai, i cittadini che si dedicano all&#8217;attivit\u00e0 agricola &#8211; contadini o imprenditori agricoli &#8211; costituiscano una percentuale molto bassa (l&#8217;1 o il 2%); per il resto si tratta di strutture disseminate nel nostro territorio che potrebbero essere utilizzate in maniera diversa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Attraverso il meccanismo del cambio di destinazione d&#8217;uso, fatto con le modalit\u00e0 e con i limiti che tutti quanti conoscete, noi contiamo di dare risposte concrete a queste persone consentendo, quindi, di realizzare in loco, senza essere costretti a venire a Potenza, o delle residenze (quindi la possibilit\u00e0 di trasformare gli annessi agricoli in residenze), o &#8211; sempre senza parlare di nuova edificazione &#8211; di trasformare edifici esistenti, che non vengono pi\u00f9 utilizzati per l&#8217;uso primario cui originariamente erano destinati (mi riferisco a stalle, o a ricoveri di animali o altro), in studi professionali, piccoli esercizi commerciali, o anche esercizi artigianali che siano compatibili con i nuclei abitativi in cui si vanno ad inserire.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tutto ci\u00f2 vi lascia capire facilmente come non soltanto abbiamo inserito dei limiti (che sono di 100 metri quadri per quanto riguarda gli studi professionali e di 150 per gli esercizi commerciali), ma anche come la nostra attenzione si sia rivolta a cercare di evitare che queste trasformazioni andassero ad incidere in maniera tale da sconvolgere il volto delle nostre aree urbane. Abbiamo cercato di contemperare le varie esigenze in modo che tutti questi fabbricati, che purtroppo sono ancora disseminati in vario modo, possano invece diventare elemento qualificante della riqualificazione &#8211; scuserete il gioco di parole &#8211; che noi abbiamo intenzione di effettuare nelle campagne. Ci sar\u00e0, quindi, anche lo stimolo a riqualificare questi fabbricati per utilizzarli al fine di esercitare attivit\u00e0 che rappresentano una rinnovata esigenza in queste aree agricole.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Altro aspetto qualificante \u00e8 quello legato alla viabilit\u00e0; abbiamo sempre detto che la viabilit\u00e0 a Potenza \u00e8 insufficiente, \u00e8 una viabilit\u00e0 scarsa, che crea problemi alla mobilit\u00e0 di tutti i cittadini; da questo punto di vista le valutazioni da cui sono partiti i nostri consulenti &#8211; che poi sono valutazioni che troverete nel Piano Urbano della Mobilit\u00e0 &#8211; vedevano un progetto, quello del vecchio Piano Regolatore Generale, che non \u00e8 stato attuato. Tale progetto non \u00e8 stato attuato per una serie di motivi; per quanto riguarda la viabilit\u00e0, io ritengo soprattutto per gli eccessivi costi che la nostra citt\u00e0, evidentemente, non era grado di sopportare prima e che tanto meno potr\u00e0 sopportare oggi, dal momento che abbiamo una continua riduzione dei trasferimenti erariali.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Da questo punto di vista, quindi, abbiamo cercato di razionalizzare il discorso della viabilit\u00e0 e soprattutto, attraverso un meccanismo incrociato, di scaricare almeno per un terzo i costi di questa viabilit\u00e0 sui soggetti privati che vorranno esercitare il loro diritto edificatorio. Abbiamo, quindi, innanzitutto, dei costi inferiori rispetto a quelli che il vecchio Piano Regolatore Generale prevedeva e, soprattutto, dei costi che saranno sostenuti in buona parte dai privati. Credo, quindi, che gli obiettivi che l&#8217;Amministrazione intende perseguire siano ambiziosi, ma alla portata del Regolamento Urbanistico che abbiamo predisposto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Infine, attenzione particolare c&#8217;\u00e8 stata per quanto riguarda i cosiddetti percorsi verdi; noi non vogliamo assolutamente che si parli, in maniera semplicistica, di nuova cementificazione. All&#8217;inizio del mio intervento ho cercato di fornirvi alcuni dati per dire come, nonostante siano passati diciannove anni dal vecchio P.R.G., noi proponiamo alla citt\u00e0 una diminuzione netta sia in termini di vani che di metri cubi da costruire. E&#8217; bene, quindi, sgombrare il campo da ogni equivoco: non c&#8217;\u00e8 una nuova cementificazione, e non ci limitiamo soltanto a ridurre il numero dei vani previsti, ma vogliamo che ci sia veramente una particolare attenzione nei confronti di queste aree verdi. Nel Regolamento Urbanistico, quindi, gettiamo le basi per questi percorsi che siano in grado di collegare i vari parchi della citt\u00e0, che prevedano la riqualificazione di alcune aree verdi che fino a questo momento, per una serie di motivazioni a tutti note, sono rimaste verdi soltanto sulla carta.<\/p>\n<p>Mi riferisco al Vallone di Santa Lucia e al cosiddetto Centro Studi, dove sono stati realizzati alcuni edifici, ma non si \u00e8 data attuazione ad una giusta intuizione del vecchio Legislatore comunale &#8211; se mi consentite il termine &#8211; proprio perch\u00e9 sia il Vallone di Santa Lucia che il Centro Studi sono rimaste aree verdi sulla carta.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Noi vogliamo, invece, non soltanto rivitalizzare e rafforzare quella intuizione, ma vogliamo anche che oltre a quella giusta intuizione ci siano questi percorsi che leghino questi parchi, a testimonianza della nostra attenzione nei confronti del verde, un&#8217;attenzione non soltanto di facciata, non soltanto formale. Altro elemento, che credo sia noto almeno ai membri della Terza Commissione, \u00e8 che queste nostre affermazioni, questi nostri propositi, sono comunque rafforzati ed avvalorati dal fatto che parallelamente, nel Piano Strutturale Metropolitano, stiamo ponendo le basi, attraverso un discorso anche in questo caso incrociato&#8230; nel senso che il R.U. getta le basi, ma non pu\u00f2 programmare al di fuori dei limiti territoriali del cosiddetto ambito urbano&#8230; stiamo tenendo e continueremo a tenere conto delle previsioni a questo riguardo del Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io ritengo e mi auguro che questo provvedimento cos\u00ec importante per la nostra citt\u00e0 meriti senz&#8217;altro l&#8217;approvazione con la maggioranza pi\u00f9 ampia possibile, se non proprio con l&#8217;unanimit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedete: il fatto che Potenza sia una citt\u00e0 con una particolare conformazione urbanistica \u00e8 giusto, il fatto che Potenza sia una citt\u00e0 con tanti problemi \u00e8 sotto gli occhi di tutti, per\u00f2 forse \u00e8 venuto il momento di cambiare qualcosa e noi possiamo fare molto per cambiare la citt\u00e0 e soprattutto per cambiare il modo in cui, in futuro, noi e i nostri figli avremo modo di muoverci e di vivere nella nostra citt\u00e0. Ecco perch\u00e9 rivolgo un appello a tutti quanti voi, affinch\u00e9 vogliate esprimere voto favorevole alla delibera che poniamo alla vostra attenzione. Grazie.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie Assessore, pregherei il professor Campos Venuti di accomodarsi per l&#8217;illustrazione del Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>CAMPOS VENUTI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Signor Sindaco, signore e signori Consiglieri, devo dirvi che mi ha fatto molto piacere che l&#8217;amico Oliva abbia ceduto a me, e a me solo, il compito di parlarvi, riservandosi l&#8217;opportunit\u00e0 &#8211; come ha previsto il Presidente &#8211; di rispondere ad eventuali domande.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io, quindi, ho l&#8217;onore di essere quello dei due consulenti che vi introdurr\u00e0 in una rappresentazione in qualche modo sintetica di un&#8217;operazione complessa come quella del Regolamento Urbanistico di Potenza. Vi dico subito, per cominciare, che fra i piani urbanistici ai quali ho lavorato recentemente \u00e8 stato, e per me \u00e8 stato un piacere, finalmente approvato il Piano Regolatore di Roma, capitale d&#8217;Italia, che \u00e8 considerato &#8211; posso riferirlo un po&#8217; immodestamente, forse &#8211; in Italia e all&#8217;estero, come uno dei piani interessanti in Europa in questo momento, che per\u00f2 \u00e8 un piano che, con tutti i meriti che gli sono riconosciuti, \u00e8 messo in qualche difficolt\u00e0 a livello dell&#8217;attuazione operativa a causa del punto di partenza della vecchia legislazione urbanistica regionale che la Regione Lazio ha ancora, tra le rarissime in Italia, come principio cardine dell&#8217;attuazione urbanistica dei propri Comuni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sto invece, con mio piacere e per fortuna, lavorando ancora a piani urbanistici come il vostro di Potenza o, per esempio, quello di Reggio Emilia (pi\u00f9 vicino alla citt\u00e0 dove io vivo abitualmente, Bologna), che hanno invece la fortuna di poter lavorare in base alla nuova modalit\u00e0 urbanistica, dovuta alle nuove legislazioni urbanistiche regionali &#8211; quella vostra della Basilicata, quella della Regione Emilia Romagna &#8211; e alle nuove e straordinarie possibilit\u00e0 che queste legislazioni offrono ai piani.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Parliamoci chiaro: fuori da ogni posizione ideologica, \u00e8 di fatto oggi riconosciuto che l&#8217;unico modo sicuro per affrontare e risolvere in qualche modo la crisi in cui l&#8217;urbanistica italiana vive in questi giorni&#8230; modo riconosciuto, diciamolo pure, da esponenti di parti politiche molto diverse, faccio dei nomi che probabilmente non vi saranno sconosciuti: l&#8217;onorevole Lupi per Forza Italia, l&#8217;onorevole Mantini oggi per il Partito Democratico, ieri eletto con i voti della Margherita, i quali nei provvedimenti diversi che hanno portato in Parlamento (e che non sono, infine, stati congiuntamente approvati) hanno riconosciuto in questo meccanismo di cui l&#8217;Assessore ha parlato lungamente prima di me, e che io dovr\u00f2 in qualche misura riprendere, il meccanismo unico per affrontare e risolvere positivamente la crisi dell&#8217;urbanistica italiana.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si tratta di una situazione che \u00e8 stata riconosciuta di fatto dalla stragrande maggioranza delle Regioni del nostro Paese, Regioni amministrate in parte da Amministrazioni di Centrosinistra, in parte da Amministrazioni di Centrodestra, cio\u00e8 \u00e8 una valutazione in qualche misura trasversale all&#8217;arco di orientamento politico del panorama del Parlamento italiano. Si parla di una pianificazione generale strutturale programmatica e non pi\u00f9 immediatamente prescrittiva come era quella del Piano Regolatore immaginato dalla legge &#8220;antichissima&#8221;, ormai, del 1942, della redazione di un Regolamento Urbanistico &#8211; come anche il caso di Potenza &#8211; per la gestione dell&#8217;esistente, ma anche per affrontare una prima fase dell&#8217;innovazione urbanistica (che il piano strutturale metropolitano, nel caso nostro, affronter\u00e0 in una fase seconda) e poi, finalmente, dell&#8217;elemento di cui tanto s&#8217;\u00e8 parlato &#8211; l&#8217;avvocato Singetta l&#8217;ha detto molto bene prima di me -: la perequazione urbanistica, che non tende a cancellare gli espropri dall&#8217;arco della legittimit\u00e0 costituzionale (che restano pienamente uno strumento utilizzabile in alcuni casi specifici), ma nella prassi abituale delle trasformazioni urbanistiche del Paese.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Purtroppo premesse molto partitiche &#8211; posso dirlo in un&#8217;assemblea istituzionale come la vostra &#8211; hanno impedito un accordo che realizzasse gi\u00e0 una legge che garantisse l&#8217;approvazione di questo concetto che per ora \u00e8 gi\u00e0 &#8211; ripeto &#8211; condiviso dalle varie parti. Spero, francamente, che dopo le prossime elezioni questo provvedimento breve, rapido, concreto, immediato possa diventare realt\u00e0, fermo restando che la gran parte delle Regioni che gi\u00e0 l&#8217;hanno istituzionalmente approvato con legge regionale ne possano profittare, godere ed offrire ai propri cittadini i risultati positivi che da questo scaturiscono.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Regione Basilicata \u00e8 stata tra le prime che ha adottato questa innovazione urbanistica, nell&#8217;ormai lontano 1999, e si trova da questo punto di vista all&#8217;avanguardia tra le Regioni del Mezzogiorno. Non vorrei sembrare presuntuoso, perch\u00e9 il merito non va certamente a me, ma a voi, piuttosto, ma l&#8217;esperienza che stiamo facendo a Potenza mette il vostro Municipio e i dieci Municipi dell&#8217;insieme del Piano Strutturale Metropolitano all&#8217;avanguardia nell&#8217;applicazione di questa legge nella regione Basilicata e, direi, costituisce un&#8217;indicazione valida per tutto il Mezzogiorno d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;assessore Singetta, precedendomi, ha ricordato &#8211; perch\u00e9 me l&#8217;ha sentito dire pi\u00f9 di una volta &#8211; che non mi sembra il caso di condividere polemiche ideologiche con il passato, perch\u00e9 (vi ripeto io, non so quanto lo condivida il mio amico Assessore) non \u00e8 stato per nulla facile arrivare al cambiamento di questa filosofia urbanistica, non \u00e8 stato facile per nessuno di noi che aveva adoprato l&#8217;esproprio, anche con successo, nel passato, pensare che con la riforma, non approvata ma attuata coraggiosamente da alcune Amministrazioni di avanguardia, non potesse pi\u00f9 essere utilizzato oggi per lo strepitoso aumento del costo raggiunto dagli espropri.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non \u00e8 stato facile capire che il piano rigido non garantisce pi\u00f9 le regole urbanistiche, ma innesca al contrario le rendite di attesa di tutte le propriet\u00e0 cui viene conferito dal piano un diritto, senza sostanziali, effettive, sostanziose contropartite, rendendo al limite inevitabili le varianti che sono state sempre la morte del piano, perch\u00e9 un piano tappezzato di varianti perde qualunque seria credibilit\u00e0 di fronte, prima di tutto, all&#8217;opinione pubblica che deve rispettarlo.<\/p>\n<p>Nessuna polemica, dunque, come diceva l&#8217;Assessore, ideologica con i vecchi piani perch\u00e9 li abbiamo fatti tutti (io pi\u00f9 di altri, perch\u00e9 ho 82 anni e ricordavo questa mattina che ho gi\u00e0 festeggiato le nozze d&#8217;oro con il piano urbanistico &#8211; il mio primo piano \u00e8 del 1955 -), dando certamente ognuno il meglio di s\u00e9 quando ha lavorato con questi piani, come amministratore, tecnico, operatore economico indotto nell&#8217;attuazione, ma abbiamo scelto oggi nuovi modelli di piano, approfittando di quanto le nuove leggi regionali finalmente ci offrono.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Naturalmente, nel nostro caso, a Potenza vogliamo applicare la nuova Legge Regionale 23\/99 ed anche convincere, come dire, il lavoro fattivo della Commissione Urbanistica consiliare a tener fede, nella elaborazione dei propri emendamenti, a questo impegno generale che ci accomuna tutti, cio\u00e8 quello di trovare il modo di portare avanti al meglio l&#8217;applicazione della nuova Legge Regionale della Basilicata.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io vi posso confessare &#8211; non ho pudore nell&#8217;ammetterlo perch\u00e9 non \u00e8 un peccato &#8211; che credevo, all&#8217;inizio, venendo a Potenza, che le modeste differenze tra le leggi della Basilicata e quelle dell&#8217;Emilia Romagna, dove io lavoro pi\u00f9 spesso, fossero differenze che avevano un risultato non positivo nei confronti della legge della Basilicata. Ebbene, mi sbagliavo; dopo un po&#8217; l&#8217;ho capito, l&#8217;ho riconosciuto, l&#8217;ho detto apertamente e mi sono reso conto che queste differenze erano indotte, giustamente, dalla condizione oggettivamente diversa delle due situazioni urbanistiche che avevano indotto nell&#8217;un caso e nell&#8217;altro il Legislatore regionale a produrre un risultato che era consono rispetto alle necessit\u00e0 delle rispettive regioni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vi porto ad esempio i due piani che ho citato: a Reggio Emilia, nel dopoguerra, hanno gi\u00e0 approvato quattro piani che hanno completamente approvato e realizzato, e io sto lavorando al quinto di questi piani. A Potenza, invece, nel dopoguerra abbiamo avuto soltanto due piani; il primo \u00e8 stato adottato nel &#8217;62, ma approvato soltanto dieci anni dopo, il secondo \u00e8 iniziato un anno dopo, nel &#8217;73, ed \u00e8 arrivato a compimento, con l&#8217;approvazione, soltanto nell&#8217;89, dopo moltissimi anni, e per altro largamente irrealizzato. Cio\u00e8 per la gran parte dei piani particolareggiati non c&#8217;\u00e8 stata la forza, la spinta, diciamo pure la capacit\u00e0 di investimento, di mettere in attuazione le previsioni e le intenzioni del piano.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In queste due diverse situazioni era giusto che in Basilicata la Legge 23\/99, attraverso il Regolamento Urbanistico, applicasse le prime innovazioni dovute alla riforma, ai piani particolareggiati pi\u00f9 maturi, ai quali si potevano affidare, quindi, immediatamente delle previsioni da attuare, mentre le restanti, non ancora maturate, potevano e dovevano restare in prospettiva da giudicare per la seconda fase, quella che con il Piano Strutturale Metropolitano, poi con il Piano Strutturale Comunale e poi con il Piano Operativo Comunale, diventeranno di nuovo cogenti anche per la seconda fase dell&#8217;innovazione urbanistica potentina.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A Reggio Emilia il Regolamento Urbanistico Edilizio, come si chiama l\u00ec, ospita soltanto i piani gi\u00e0 approvati dal Consiglio Municipale. A Potenza sarebbero ben poca cosa, perch\u00e9 i diritti acquisiti qui rappresentano una quota relativamente bassa delle potenzialit\u00e0 previste dal vecchio Piano Regolatore Generale, quindi a Potenza i due tempi matureranno meglio l&#8217;innovazione stimolata dalla legge. Il primo tempo per assimilare le prime novit\u00e0, il secondo tempo per proporre le ulteriori innovazioni. Conclusione: sbagliavo, perch\u00e9 la Legge 23\/99 della Basilicata \u00e8, in questa situazione, la pi\u00f9 adatta a portare avanti le innovazioni che la legge regionale voleva introdurre.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Piano Regolatore dell&#8217;89 \u00e8, come sapete meglio di me, figlio della Legge Urbanistica Nazionale del 1942, e figlio anche dell&#8217;urbanistica degli anni 80, quelli che chiamammo gli anni della deregulation urbanistica, gli anni del primo condono edilizio, a torto o a ragione nato per affrontare il fenomeno certamente negativo dell&#8217;abusivismo edilizio diffuso, specialmente nel Mezzogiorno. Quella situazione, quei condizionamenti, hanno portato per quel piano ad insediamenti ed infrastrutturazioni certamente sovradimensionati, superiori alle possibilit\u00e0 oggettive di realizzarli. I fatti hanno dimostrato che era cos\u00ec, che erano sovradimensionati, e specialmente quel piano mostrava, come abbiamo capito oggi, il gap operativo nell&#8217;acquisizione delle aree per servizi pubblici, non avendo affrontato, come invece ha fatto la Legge 23, il nodo gordiano dell&#8217;acquisizione senza spese per espropri a prezzi straordinari delle aree necessarie per lo sviluppo della citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io, per\u00f2, sono convinto, e penso non possiate non rilevarlo &#8211; se io vi spingo l&#8217;attenzione su questo argomento -, che il Regolamento Urbanistico del 2008 &#8211; lo chiamo cos\u00ec perch\u00e9 spero passer\u00e0 alla storia urbanistica della citt\u00e0 con questa data di nascita -, figlio della L. R. 23\/99, raccolga il meglio dell&#8217;eredit\u00e0 che il Piano Regolatore dell&#8217;89 ha pure offerto a questa citt\u00e0, raccogliendo, per esempio, un suggerimento infrastrutturale reso realistico, ma che pure esisteva, cio\u00e8 quello di una infrastruttura a Nord, che cercasse di realizzare un collegamento teso a far arrivare sulla Basentana i traffici che provengono dal Nord e fluiscono verso l&#8217;asse pedemontano della citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vi \u00e8 un secondo suggerimento cui tengo in modo particolare: quello della proposta implicita nel piano dell&#8217;89 del verde al centro della citt\u00e0, determinata dalla registrazione puntuale, da parte del piano, della presenza del Vallone di Santa Lucia e di quello che avete chiamato il Centro Studi, che di fatto \u00e8 un&#8217;altra area destinata prevalentemente a verde e a servizi dal vostro vecchio Piano Regolatore. Ebbene, il Regolamento Urbanistico, riprendendo i piani particolareggiati pi\u00f9 maturi a Nord, a Sud-Ovest e ad Est, ne conclude l&#8217;iter, anticipando la perequazione urbanistica, moderandone, in una certa misura, la densit\u00e0 fondiaria, ma realizzando la migliore qualit\u00e0 urbanistica ed ambientale nei tessuti insediativi, con il punto centrale di quello che io continuo a chiamare il &#8220;cuore verde&#8221; della citt\u00e0, che il vecchio piano aveva immaginato, non era riuscito a realizzare e che il nuovo strumento urbanistico si offre di portare a compimento.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Disegna, inoltre, un intervento organico della viabilit\u00e0, non soltanto, come forse potrebbe sembrare implicito nel Regolamento Urbanistico, un intervento occasionale di prima fase, ma un intervento organico di sistema di viabilit\u00e0; un triangolo, praticamente, che ha per vertice a Nord i Piani del Mattino, per base la Basentana, con due sistemi viari spioventi che viaggiano verso il Sud , passando attraverso quella che abbiamo chiamato la &#8220;gronda nord&#8221; che in qualche modo inanella i principali piani particolareggiati previsti dal Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>E&#8217; un disegno che non era richiesto dalla legge per il Regolamento Urbanistico, ma che il Regolamento Urbanistico di fatto d\u00e0: da un lato un grande sistema infrastrutturale che si completa all&#8217;interno delle previsioni del R.U., e dall&#8217;altro un grande elemento innovativo nel cuore verde della citt\u00e0, che tenter\u00e0 di essere completato proprio attraverso gli strumenti del R.U. e, quindi, di potersi attuare nel corso del periodo di vigenza del Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Inizialmente, la formazione del Regolamento Urbanistico ci ha suggerito una prima ipotesi di lavoro pensata per una previsione complessiva di circa 10 mila stanze, grossomodo per la met\u00e0 dovute ai diritti acquisiti che sono &#8211; parliamoci chiaro &#8211; una realt\u00e0 incontrovertibile, sono dati, sono scelte fatte nel passato dalla citt\u00e0 che non possono essere cancellate e che noi ereditiamo e registriamo passandole in giudicato, per l&#8217;altra met\u00e0 &#8211; altre 5 mila stanze di previsione &#8211; che pensavamo potessero essere sufficienti attraverso i nuovi piani particolareggiati.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La legge stessa ci aveva, in effetti, fatto pensare in questo modo; la legge dice chiaramente che i piani particolareggiati del R.U. devono essere approvati entro cinque anni e, quindi, immaginavamo una previsione di durata pari a questo periodo di approvazione immaginato dalla legge.<\/p>\n<p>Nel corso del lavoro, un lavoro che \u00e8 stato lungo&#8230; Voi lo sapete, lo avete in parte seguito anche in prima persona, ascoltando e sentendo attraverso le vostre &#8220;antenne&#8221; quello che succedeva: la Conferenza di Pianificazione, la guida dell&#8217;Amministrazione Comunale, del Sindaco, dell&#8217;Assessore, il confronto diuturno con la Regione e con i dirigenti regionali, non soltanto con i dirigenti politici, ma anche con i tecnici, con la Provincia di Potenza&#8230; un processo lungo e complesso che ha costruito un sistema urbanistico la cui manomissione, diciamolo francamente, a lavoro finito, risulta problematica senza il rischio che l&#8217;intera organicit\u00e0 dello strumento venga messa in discussione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Resta il fatto che in corso d&#8217;opera quelle originarie previsioni per l&#8217;aggiunta di 5 mila stanze attraverso i piani particolareggiati sono andate crescendo, suggerendoci cos\u00ec il corso delle cose &#8211; l&#8217;Amministrazione Comunale in particolare &#8211; di poter in qualche misura garantire meglio le esigenze operative degli interventi economici nella citt\u00e0, i fabbisogni di realizzazioni, la necessit\u00e0, anche, delle categorie di partecipare all&#8217;operazione. Questo primo discorso di valutazione, di tendenza applicata ad una durata quinquennale, quindi, \u00e8 passato a sei anni e poi a sette, arrivando oggi a quasi 8 mila stanze (7.732, se non vado errato) che rappresentano la parte nuova, non dei diritti acquisiti, ma attribuita ai nuovi piani particolareggiati del Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; un Regolamento Urbanistico che copre un&#8217;area di poco pi\u00f9 di 300 ettari, desunti dal Piano Regolatore, ovviamente, sviluppandone le caratteristiche, con dei cambiamenti che all&#8217;interno di questa area, diciamo, trasferita dal Piano Regolatore al Regolamento Urbanistico, sono per certi aspetti non tanto radicali. La cosa non troppo radicale \u00e8 il leggero calo, quando io ho parlato di riduzione della densit\u00e0 fondiaria media, della superficie utile lorda, che non supera il 20%, in questo caso. Dove la sensibilit\u00e0 dell&#8217;interpretazione legislativa \u00e8 stata da noi seguita in modo pi\u00f9 puntuale \u00e8 nella correzione della disponibilit\u00e0 di aree per servizi messa a disposizione attraverso il Regolamento Urbanistico in forma gratuita. Qui abbiamo un incremento &#8211; l&#8217;Assessore dava la stessa versione in un&#8217;altra maniera -; io parlo di un incremento del 50% delle disponibilit\u00e0 che il Piano Regolatore offriva in quelle stesse aree, in questi 310 ettari, per la disponibilit\u00e0 di servizi pubblici.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per valutare meglio, sinteticamente, emblematicamente, che cosa significa Regolamento Urbanistico vi propongo un confronto con pochi numeri, con cifre ridotte all&#8217;osso, fra quella che chiamer\u00f2 la citt\u00e0 esistente (cio\u00e8 tutto quello che Potenza ha accumulato fino ad oggi, fino al 2008, quindi utilizzando il Piano Regolatore soltanto dall&#8217;89 ad oggi, ma ben prima del Piano Regolatore) e quella che per comodit\u00e0 di presentazione chiamer\u00f2 la citt\u00e0 nuova, che \u00e8 quella che sar\u00e0 prodotta dall&#8217;attuazione del Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La citt\u00e0 esistente, ripeto, \u00e8 quella generata dal meccanismo che ho chiamato la vecchia modalit\u00e0 urbanistica, che si rifaceva alla legge urbanistica del 1942 e alle sue ricadute normative. Ebbene, la citt\u00e0 esistente ha prodotto &#8211; qui vi do un numero che potete, se vi diverte, appuntarvi &#8211; 0,53 metri quadri di area per verde e per servizi per ogni metro quadro di superficie utile lorda costruita, costruita quando ancora la superficie utile lorda non era usata come parametro, ma si usavano soltanto i metri cubi &#8211; tanto per capirsi -, perch\u00e9 la S. U. L. \u00e8 un elemento che abbiamo introdotto nel calcolo molto recentemente. Noi tecnici urbanisti, noi amministratori, l&#8217;abbiamo desunto dagli operatori immobiliari che vendono &#8220;pavimento&#8221;, e siccome, naturalmente, quello che decide, quello che utilizza il prodotto dei piani urbanistici a cui noi lavoriamo \u00e8 questo, abbiamo, molto realisticamente, applicato questo meccanismo anche ai nostri interventi tecnici.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Devo dire, francamente, che la spinta alla nuova filosofia urbanistica ci ha gi\u00e0 fatto godere, credo, vi ha gi\u00e0 fatto godere&#8230; io mi immedesimo sempre nelle vostre Amministrazioni, quando lavoro lo faccio sempre per i Comuni&#8230; dell&#8217;ultima acquisizione di quasi 73 ettari di terreni pubblici ceduti dalle ultime operazioni che il Comune ha registrato. Non sono aree che ancora sono state piantumate, utilizzate ecc. ma sono aree ormai di propriet\u00e0 comunale, quindi le abbiamo dovute calcolare come bene esistente, oggettivamente presente per la citt\u00e0, di cui la citt\u00e0 far\u00e0 quanto \u00e8 necessario per gli usi cittadini.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Contemporaneamente la citt\u00e0 esistente, cio\u00e8 il costruito fino ad oggi, ha raggiunto una densit\u00e0 fondiaria che non \u00e8 certamente irrisoria, questo vale in parte per quanto \u00e8 stato costruito prima del Piano Regolatore dell&#8217;89 e in parte anche con quanto \u00e8 stato costruito dopo. La densit\u00e0 fondiaria media di tutta la citt\u00e0 esistente fino ad oggi \u00e8 di 1,4 metri quadri di superficie utile lorda per metro quadro di superficie fondiaria (per dire alla vecchia maniera, 4,2 metri cubi per metro quadro). La cosa che, per\u00f2, voi dovete con preoccupazione rilevare \u00e8 che di questa media il 40% \u00e8 composto da interventi che hanno una densit\u00e0 fondiaria compresa tra i 3 e i 10 metri quadri di S. U. L. per metro quadro di superficie fondiaria, cio\u00e8 tanto per dirla metri cubi: tra i 9 e 30 metri cubi per metro quadro. Cio\u00e8 nella citt\u00e0 registriamo &#8211; e credo sia in parte dovuto a quanto si \u00e8 fatto prima dell&#8217;89 &#8211; una densit\u00e0 che non pu\u00f2 non farci riflettere.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se andiamo dall&#8217;altra parte, a fare il confronto con la citt\u00e0 nuova, una valutazione di quello che potrete approvare, se come spero vorrete approvare il Regolamento Urbanistico, quello realizzato con la nostra modalit\u00e0 urbanistica, produrr\u00e0 &#8211; ancora un numero preciso &#8211; 2,67 metri quadri di area per servizi e verde per ogni metro quadro di superficie utile di pavimento costruita; tanto per capirci, detto in un italiano pi\u00f9 accessibile: cinque volte di pi\u00f9 di quanto ha prodotto la citt\u00e0 esistente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Con la nuova operazione, quindi, la citt\u00e0 avr\u00e0 a disposizione un sostanziale salto in avanti nella disponibilit\u00e0 di aree gratuite per verde e per servizi, oltre anche alla quota non irrisoria di un terzo del costo della strada di gronda, che \u00e8 un contributo che nel passato non veniva applicato e che oggi viene applicato agli operatori economici.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qui vorrei ricordarvi un solo dettaglio, cui per\u00f2 sia l&#8217;Assessore che il Sindaco tengono molto, perch\u00e9 rappresenta un elemento di grande significato per il salto qualitativo che questa legge permette di fare alla nostra strumentazione urbanistica: la novit\u00e0 del fatto che finalmente, dopo una legge praticamente contenuta nell&#8217;articolo 283, mi pare&#8230; con i numeri degli articoli della Finanziaria non sono molto esperto&#8230; quindi una legge dello Stato, noi dobbiamo considerare le abitazioni sociali un servizio pubblico, uno standard (come si diceva una volta, in base al decreto del &#8217;68 che \u00e8 ancora vigente, per altro), esattamente come i giardini, le scuole, i parcheggi e la viabilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;area per le abitazioni sociali viene ceduta gratis dagli operatori economici che costruiscono, e questo ha una duplice valenza, signor Sindaco, perch\u00e9 non solo offrirete gratis ai costruttori dell&#8217;edilizia pubblica un&#8217;area che non costa una lira, mentre oggi costa un sacco di soldi, ma eviterete il pur valido piano per l&#8217;edilizia economica e popolare, che in qualche misura era un meccanismo, un tessuto separato dal resto della citt\u00e0, cio\u00e8 un quartiere dedicato soltanto ai cittadini che potevano fruire dell&#8217;edilizia economica e popolare. Oggi, invece, l&#8217;abitazione sociale sar\u00e0 dispersa in tutti gli insediamenti, in tutti i tessuti nuovi che verranno realizzati perch\u00e9 questa area verr\u00e0 ceduta gratuitamente, sparpagliata, disseminata capillarmente in tutti gli interventi che saranno fatti nella citt\u00e0. Ebbene, gli Amministratori &#8211; Sindaco e Assessore &#8211; credo facciano bene a tenere molto a che questo tema venga messo in luce, perch\u00e9 rappresenta certamente un vantaggio che l&#8217;opinione pubblica deve conoscere e che l&#8217;Amministrazione sfrutter\u00e0, spero, adeguatamente per le realizzazioni che le competono.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La citt\u00e0 nuova ha, tra l&#8217;altro, abbassato considerevolmente al suo interno quella famosa densit\u00e0 fondiaria media che prima tendevo a far capire essere eccessiva. Insomma, la riduzione non \u00e8 insignificante, tutto sommato; siamo ad un terzo dei valori precedenti; quello che conta di pi\u00f9, per\u00f2, \u00e8 che qui i valori grossi, compresi tra 3 e 5 metri quadri di S. U. L. per metro quadro di superficie fondiaria &#8211; per dirla con i vecchi termini del metro cubo, da 9 a 15 metri cubi per metro quadro &#8211; rappresenta soltanto l&#8217;8% della densit\u00e0 fondiaria elevata. Cio\u00e8 nella citt\u00e0 nuova la densit\u00e0 fondiaria media \u00e8 sicuramente vantaggiosamente abbassata, ma non ci stanno pi\u00f9 punte negative di un certo rilievo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Naturalmente il risultato del confronto tra la citt\u00e0 esistente e la citt\u00e0 futura, la citt\u00e0 nuova, ripeto, \u00e8 un confronto che non fa nessuna ipotesi di perseguire, diciamo, una strada ideologica. Sono dati dovuti a due condizioni oggettive. Di quella di oggi, per\u00f2, noi avevamo il dovere di sfruttare al massimo le potenzialit\u00e0 e crediamo di potervi assicurare che queste potenzialit\u00e0 sono state sfruttate. La citt\u00e0 nuova avr\u00e0, in sostanza, cinque volte pi\u00f9 servizi della citt\u00e0 vecchia e l&#8217;area sempre gratis, avr\u00e0 una densit\u00e0 fondiaria media pari a circa un terzo di quella della citt\u00e0 vecchia.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un&#8217;ultima cosa, su questo confronto, che \u00e8 significativa: potremmo pensare che noi andiamo ad aggiungere a Potenza un qualche cosa di nuovo che, per\u00f2, rester\u00e0 ininfluente nei confronti della citt\u00e0 preesistente. Ebbene, questo non \u00e8 vero perch\u00e9 nei prossimi sei, sette o otto anni in cui il R.U. produrr\u00e0 questi elaborati e queste operazioni, l&#8217;edificato, cio\u00e8 le case, il commercio, le industrie&#8230; crescer\u00e0 dell&#8217;11%, cio\u00e8 la citt\u00e0 crescer\u00e0 di un decimo, per capirci, ma i servizi ed il verde cresceranno del 54%, quelli della citt\u00e0 intera, cio\u00e8 la citt\u00e0 avr\u00e0 a disposizione &#8211; ripeto &#8211; una volta e mezzo in pi\u00f9 di quello di cui disponeva dal punto di vista del verde e dei servizi in precedenza.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pensavo al Vallone di Santa Lucia. Io mi permetto di ricordarvi una sola cosa: questa area, quando entrer\u00e0 in operativit\u00e0, avr\u00e0 un valore di servizio certamente, ma avr\u00e0 un inestimabile valore paesaggistico; sar\u00e0 il cuore verde della citt\u00e0. Signor Sindaco, per realizzare questo cuore verde non basta acquisirla, bisogna piantare centinaia, migliaia di alberi in questa zona; questa zona sar\u00e0 paesisticamente un vero salto qualitativo, estetico dell&#8217;intera Potenza e, se permettete &#8211; non vorrei sembrare troppo attento alla chimica -, rappresenter\u00e0 un elemento colossale di abbattimento dell&#8217;anidride carbonica contenuta nell&#8217;atmosfera della citt\u00e0, che per forza deve vivere di traffico automobilistico, perch\u00e9 gli alberi rappresentano un&#8217;idrovora strepitosa, capace di assorbire quell&#8217;anidride carbonica che rappresenta il veleno che intasa la nostra atmosfera. Con il Regolamento Urbanistico, quindi, non solo nasce un pezzo nuovo di citt\u00e0, ma migliora la citt\u00e0 nel suo complesso.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io credo che aver lavorato agli emendamenti, dei quali stiamo seguendo il perfezionamento ed anche a qualche richiesta di suggerimento, di correzione, che abbiamo fatto come Ufficio, come consulenti tecnici, ci porter\u00e0 ad arrivare ad un&#8217;approvazione equilibrata di questo strumento che vi abbiamo presentato cos\u00ec emblematicamente e sinteticamente questa sera. Dopo il Regolamento Urbanistico che succeder\u00e0? Dopo il Regolamento Urbanistico &#8211; che mi auguro il Consiglio Comunale vorr\u00e0 approvare &#8211; il Piano Strutturale Metropolitano avr\u00e0 lo scopo di perseguire il riequilibrio territoriale dell&#8217;intero comprensorio potentino, mentre, in particolare, il Piano Strutturale Comunale e il Piano Operativo Comunale di Potenza dovranno guidare quella che ho chiamato la seconda fase della qualificazione urbana.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io vi confesso che mi auguro di esserci ancora in questa seconda fase, se mi vorrete; ancora, perch\u00e9 da questa esperienza potentina ho riportato un&#8217;esperienza molto gratificante e sono riuscito ancora, a 82 anni, ad imparare molte cose da Potenza e da voi tutti. Grazie.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie a lei, professor Campos Venuti; se c&#8217;\u00e8 qualche Collega che ha esigenza di porre quesiti, \u00e8 libero di farlo, con la raccomandazione di essere brevissimi. Collega Pace, prego.<\/p>\n<p>PACE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Buonasera; vorrei chiedere al Professore qualcosa relativamente alle zone aperte, perch\u00e9 nella sua splendida introduzione di tutto ha parlato, tranne che delle cosiddette zone agricole.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dunque, vorrei una spiegazione. E&#8217; da un anno e mezzo, forse qualcosa in pi\u00f9, che stiamo lavorando su questo Regolamento, per\u00f2 ho sempre dei dubbi relativamente alla cosiddetta zona agricola, su chi realmente pu\u00f2 costruire in questa zona, visto che l&#8217;articolo 60, mi sembra al punto 6, se non sbaglio, recita che pu\u00f2 costruire &#8211; ai sensi degli articoli 16 e 44 della L. R. 23\/99 &#8211; soltanto chi riveste la qualifica di imprenditore agricolo o&#8230; e, quindi, se questo \u00e8 vero sarebbe la prima domanda, perch\u00e9 in questo caso noi fino ad oggi a Potenza, in assenza di piano urbanistico esecutivo, abbiamo costruito utilizzando uno 0,03 di indice generalizzato per quanto riguarda le destinazioni di residenza, quindi era ammesso per ogni cittadino, non utilizzando, per chi non rivestiva la qualifica, lo 0,07 o lo 0,05.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;altra domanda \u00e8: se oggi chi non ha qualifica non pu\u00f2 costruire viene applicata in s\u00e9 tutta la legge, e mi chiedo perch\u00e9 poi nell&#8217;ambito urbano, laddove la zona \u00e8 stata suddivisa in zona controllata, limitata o di conservazione&#8230; mi sembra che nella zona in cui vi \u00e8 una pendenza inferiore al 15% sono consentiti interventi di edificazione, nel perturbano; sono consentiti interventi di nuova attuazione, ma il tutto viene rimandato al Piano Strutturale. La L. R. 23\/99, per\u00f2, alla fine recita che solo fino all&#8217;approvazione del Piano Strutturale Metropolitano sono consentiti nuovi interventi di nuove edificazioni seguendo i seguenti parametri: 0,03 per le zone agricole. Perch\u00e9 questa differenza e perch\u00e9 si applicano due pesi e due misure? Grazie.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ringrazio il collega Pace, ma vorrei invitare gli altri Colleghi ad essere, se possibile, pi\u00f9 brevi, per evitare di allungare i tempi e di porre pi\u00f9 quesiti contemporaneamente. Risponder\u00e0 alla domanda del collega il professor Oliva. Ci sono altre domande? Prego, collega Laieta.<\/p>\n<p>LAIETA<\/p>\n<p>Ho ascoltato con molto interesse quanto riferito in questo Consiglio dal professor Campos Venuti, e con molto piacere; io sono qui da 25 anni, quindi questo \u00e8 diventato un mio secondo lavoro.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel 1989, quando abbiamo approvato il Piano Regolatore Generale, noi parlavamo gi\u00e0 &#8211; e penso che agli atti di questo Comune ci siano le relazioni &#8211; di perequazione urbanistica. Se ricordano, i Colleghi, il defunto assessore Rocco Pergola, l&#8217;Assessore all&#8217;Urbanistica nella sua relazione e nei contenuti della relazione parlava di perequazione urbanistica, quindi di un concetto gi\u00e0 all&#8217;epoca ritenuto essenziale, direi di riferimento per un nuovo modo di programmare il futuro della citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo per la storia, ma quello che io chiedo al Professore \u00e8 se non ritiene che prima del Regolamento Urbanistico sarebbe stato opportuno mettere in atto, e quindi approvare, il Piano Strutturale, per la logica che il particolare sta nel generale &#8211; come diceva Aristotele &#8211; e, quindi, se regolamentiamo e diamo una struttura alla citt\u00e0 con una visione meno ampia di quella del Piano Strutturale. Ecco, io chiedo al professore se non era pi\u00f9 opportuno approvare prima il Piano Strutturale e poi il Piano Urbanistico.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0Grazie, collega Laieta. Ci sono altre domande? Collega Travaglini, prego.<\/p>\n<p>TRAVAGLINI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una sola domanda. Per quanto riguarda le superfici compensative, in particolar modo quelle destinate all&#8217;edilizia residenziale sociale, si faceva cenno alla Finanziaria, dove sono riportate come standard, una volta valutata l&#8217;esigenza territoriale di questo tipo di alloggi. Siccome sono inserite nei vari piani particolareggiati &#8211; leggi DUSS, DUT ecc. &#8211; e data la validit\u00e0 di cinque anni del R.U. per la realizzabilit\u00e0 del tutto, chiedo se la fruibilit\u00e0, la disponibilit\u00e0 di questi terreni avverr\u00e0 solo se i consorzi, i proprietari, attueranno il DUP.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Diventa, quindi, un&#8217;attesa per coloro che aspettano in graduatoria da molti anni? In che modo, invece, possiamo soddisfare questo che, in qualche modo, il Regolamento Urbanistico credo interpreti come &#8220;diritto acquisito&#8221; di coloro che non hanno propriet\u00e0 e che per reddito e per situazione sociale non possono accedere a edilizia privata, o anche convenzionata, in tempi immediati, giacch\u00e9 immediata \u00e8 l&#8217;esigenza abitativa? Qual \u00e8 un modo per acquisire queste aree senza dipendere dalla volont\u00e0 del privato, dei consorzi, per la realizzazione?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le classi sociali, in poche parole, in qualche modo dipendono dalla possibilit\u00e0 di impresa o di investimento, meglio, dei privati, quindi c&#8217;\u00e8 una dipendenza comunque. Come si pu\u00f2 sfuggire a questo, anche con regole, anche applicando la Finanziaria per l&#8217;acquisizione di questi terreni in anticipo o il prima possibile?<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie, collega Travaglini; ha chiesto di parlare il consigliere Coviello, prego.<\/p>\n<p>COVIELLO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Buonasera, Professore. Una considerazione prima della domanda. Io credo che non dobbiamo dimenticare che l&#8217;interesse pubblico \u00e8 quello che deve essere prevalente per il Consiglio Comunale. L&#8217;interesse pubblico consiste nell&#8217;acquisire le aree per fare infrastrutture, per fare edilizia sociale, verde, parcheggi&#8230; quindi il compito di un&#8217;Amministrazione \u00e8 quello di salvaguardare sempre l&#8217;interesse pubblico. Questa \u00e8 la considerazione, ora vengo alla domanda.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se il Regolamento Urbanistico \u00e8 cos\u00ec appetibile per i privati e per gli imprenditori economici, perch\u00e9 vi \u00e8 una corsa alla richiesta di licenze secondo le vecchie norme del P.R.G., che erano difficilmente attuabili? Se il Regolamento Urbanistico diventa pi\u00f9 inapplicabile del P.R.G. noi non avremo mai le zone che servono per creare standard, strade, edilizia sociale&#8230; abbiamo visto che ultimamente c&#8217;\u00e8 stata una &#8220;corsa&#8221;: per paura o perch\u00e9 hanno avvertito che \u00e8 meno applicabile il Regolamento Urbanistico?<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ringrazio il collega Coviello. Prego, consigliere Galante.<\/p>\n<p>GALANTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Solo una domanda. La domanda \u00e8 specifica; il tema \u00e8 questo. Come mai, nonostante una delle ultime circolari della Regione Basilicata, quella del dicembre 2006, esplicativa della Legge Regionale Urbanistica 23\/99 che prevedeva, in presenza di agglomerati industriali saturi come quello che ha la citt\u00e0 di Potenza, la possibilit\u00e0 di insediamenti artigianali rivolti sostanzialmente all&#8217;artigianato di servizio, non si \u00e8 inteso prevedere, col Regolamento Urbanistico (che in virt\u00f9 proprio di questa circolare aveva una potenzialit\u00e0 anche fuori dalla logica del nucleo urbano), o non si \u00e8 pensato di dare risposta ad un bisogno che in questa citt\u00e0 \u00e8 fortemente avvertito, cio\u00e8 quello di insediare almeno una o due piccole aree industriali nella dorsale Nord-Sud o Est-Ovest (dove meglio si crede, ma io penso che la linea di sviluppo dovesse essere quella Nord-Sud, la direttrice Potenza-Melfi, per intenderci)? Come mai non si \u00e8 inteso dare risposta puntuale ad un bisogno avvertito dalla collettivit\u00e0 cittadina?<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Collega Mussuto, prego.<\/p>\n<p>MUSSUTO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io ho una domanda piuttosto tecnica. E&#8217; chiaro che l&#8217;ho dato per scontato, perch\u00e9 \u00e8 una norma inserita nella norma tecnica, per\u00f2 mi \u00e8 sembrato assurdo&#8230; a mio modo di vedere, sia chiaro, poi voi mi darete la giustificazione tecnica&#8230; C&#8217;\u00e8 una norma che prevede questo: sostanzialmente, in tutti i distretti laddove ci sono dei vincoli idrogeologici o, per intenderci, degli areali in frana, in possibile frana, voi avete consentito di sfruttare tutto l&#8217;indice con una riduzione dello 0,01 &#8211; se la memoria non mi tradisce -, quindi da 0,10 passa a 0,9 computando tutta l&#8217;area. Non vi pare pi\u00f9 opportuno estrapolare quell&#8217;area assoggettata a frane? Non sarebbe &#8211; come dire &#8211; pi\u00f9 corretto? Grazie.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Prego, collega Samela.<\/p>\n<p>SAMELA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Volevo chiedere se in altre realt\u00e0 comunali \u00e8 stata data una impostazione di questo tipo, che ricadute ha avuto e quali sono stati i punti critici.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nessun&#8217;altra richiesta? Possiamo, allora, dare la parola al professor Oliva per le risposte.<\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per quanto riguarda le zone aperte, mi sembra che la norma sia chiara, quella che \u00e8 scritta nelle norme del Regolamento Urbanistico. Nel territorio aperto \u00e8 consentita la realizzazione di nuovi edifici previa dimostrazione della loro funzionalit\u00e0 all&#8217;attivit\u00e0 agricola e previo specifico controllo degli asservimenti gi\u00e0 in essere sui suoli, sulla base dei seguenti indici: 0,03 &#8211; 0,07 ecc. Non si parla di imprenditore agricolo a titolo principale, non si parla neanche &#8211; adesso si parla di un altro termine, gi\u00e0 \u00e8 stato modificato &#8211; di agricoltori; si parla &#8211; come dice la legge della Regione Basilicata &#8211; di &#8220;<em>previa dimostrazione della loro funzionalit\u00e0 all&#8217;attivit\u00e0 agricola<\/em>&#8220;. Stiamo parlando di nuove costruzioni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Diverso \u00e8 il discorso del recupero dell&#8217;esistente su cui noi abbiamo dato da tempo una sostanziale indicazione di liberalizzazione per la trasformazione. Tra l&#8217;altro, questo discorso &#8211; come Lei sapr\u00e0 bene &#8211; \u00e8 ancora in discussione, ci saranno integrazioni che proverranno, credo, mi hanno detto, dalla Commissione per quanto riguarda il riuso e la trasformazione degli annessi agricoli; una serie di questioni che arricchir\u00e0 ulteriormente il panorama sulle zone aperte. Questa, per\u00f2, \u00e8 la norma e mi sembra molto chiara; in pratica possono costruire tutti previa dimostrazione della funzionalit\u00e0 di queste trasformazioni rispetto al contesto agricolo in cui sono inserite.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 D&#8217;altronde c&#8217;\u00e8 un problema generale che non possiamo dimenticare e che il P.S.M. affronter\u00e0 meglio di quanto non possa fare il Regolamento Urbanistico, cio\u00e8 una strategia generale verso il territorio aperto andr\u00e0, ad un certo punto, assunta, perch\u00e9 \u00e8 vero che c&#8217;\u00e8 questa spinta degli abitanti, questa esigenza &#8211; anche di carattere culturale e sociale &#8211; verso la campagna, ma \u00e8 anche vero che poi ci sono delle controindicazioni (questa \u00e8 una mia opinione che non c&#8217;entra niente con il Regolamento Urbanistico) che sono importanti dal punto di vista ambientale, sanitario, dal punto di vista della gestione degli servizi&#8230; Insomma, la diffusione insediativa \u00e8 una cosa che pu\u00f2 piacere, ma \u00e8 una cosa che ha anche un costo sociale enorme, che dovrebbe essere prima o poi preso in considerazione. Questa \u00e8 una mia opinione e non c&#8217;entra niente con il Regolamento Urbanistico, il Regolamento Urbanistico \u00e8 quello che le ho detto, rispetto alla sua domanda, va bene? Cos\u00ec c&#8217;\u00e8 scritto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per quanto riguarda, invece, il perch\u00e9 l&#8217;Amministrazione non ha fatto il Piano Strutturale Metropolitano o Strutturale Comunale prima del Regolamento Urbanistico&#8230; a parte che volevo dire che il fatto che ci fosse la perequazione prima dell&#8217;89, o gi\u00e0 dall&#8217;89, non si vede, per\u00f2, a Potenza; forse c&#8217;era, ma non si vede. Come idea&#8230;<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; dagli anni 80 che in Italia si parla di perequazione e quindi&#8230; E&#8217; dagli anni 80, perch\u00e9 la prima sentenza che mette in discussione gli espropri \u00e8 del 1980, la sentenza 5 della Corte&#8230; quella che dichiara illegittime le indennit\u00e0 di esproprio allora utilizzate, quelle a valore agricolo, diciamo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non abbiamo fatto questa inversione perch\u00e9 in Basilicata il Piano Strutturale non \u00e8 obbligatorio, in realt\u00e0. Naturalmente le citt\u00e0 lo devono fare, ma la legge prevede una scadenza per i Regolamenti Urbanistici, e nel nostro caso l&#8217;adozione \u00e8 il 3 di marzo. Voi lo adotterete, forse, qualche giorno dopo; poco male, insomma, ma c&#8217;\u00e8 una scadenza che \u00e8 stata pi\u00f9 volte rinviata dalla Regione per la formazione dei Regolamenti Urbanistici. Per la natura degli insediamenti lucani, della Basilicata, per la maggior parte piccoli centri, zone interne&#8230; di fatto il Regolamento Urbanistico diventa lo strumento principale, quindi \u00e8 logico che la Regione abbia puntato complessivamente &#8211; pensando alla sua realt\u00e0 maggioritaria &#8211; sul Regolamento Urbanistico, e abbia fissato una scadenza che ci ha obbligati a correre, nel senso che la legge era gi\u00e0 approvata da sei anni e il Comune di Potenza non aveva neanche iniziato l&#8217;attivit\u00e0 di formazione del Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Naturalmente, tutti noi pensiamo che, in una logica di sviluppo, il Piano Strutturale dovrebbe anticipare il Regolamento Urbanistico, cos\u00ec \u00e8 in molte regioni, ma non \u00e8 cos\u00ec in Basilicata per la Legge 23. Questa \u00e8 la semplice spiegazione, non avremmo potuto fare diversamente da quello che abbiamo fatto.<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cos\u00ec \u00e8, per due motivi. Primo perch\u00e9 &#8211; ripeto &#8211; il Piano Strutturale per molti Comuni pu\u00f2 essere considerato facoltativo, secondo perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una scadenza di tempo pi\u00f9 volte prorogata, ed oggi non pi\u00f9 prorogata. Era per il 31 dicembre 2007 l&#8217;indizione della Conferenza da parte di tutti i Comuni per i regolamenti urbanistici, scadenza che non c&#8217;\u00e8 per i piani strutturali.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Al consigliere Travaglini rispondo che non ci sono altre modalit\u00e0 di acquisizione, se non l&#8217;esproprio. Non ci sono altre possibilit\u00e0. Per acquisire un&#8217;area, in realt\u00e0, c&#8217;\u00e8 l&#8217;acquisto, che per\u00f2 non credo sia una pratica consentita all&#8217;Amministrazione Comunale, ad una Amministrazione Pubblica, perch\u00e9 deve perseguire il massimo dell&#8217;interesse pubblico spendendo il meno possibile, quindi, per acquisire un&#8217;area o la paghiamo con dei soldi, previa una destinazione pubblica di interesse pubblico in un piano, e questo si chiama esproprio, oppure la paghiamo con dei diritti edificatori, e questa si chiama compensazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Noi abbiamo fatto la scelta che si fa dappertutto, ormai; qualsiasi Regione italiana si spinge in questa direzione, \u00e8 un processo crescente che dagli anni 2000 \u00e8 dilagato verso questa seconda soluzione, non ce ne sono altre, sostanzialmente, se ho capito bene la domanda.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ho scritto male la domanda del consigliere Coviello, che parlava dell&#8217;interesse pubblico per aree e servizi; perch\u00e9 l&#8217;ha chiesto?<\/p>\n<p>COVIELLO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se il Regolamento Urbanistico \u00e8 pi\u00f9 facilmente attuabile del P.R.G&#8230;<\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una corsa verso l&#8217;attuazione del P.R.G.<\/p>\n<p>COVIELLO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 a noi interessa, comunque, avere subito disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi pare che il professor Campos abbia gi\u00e0 risposto alla sua domanda dando i dati del &#8220;prima&#8221; e del &#8220;dopo&#8221;. Con il Regolamento Urbanistico noi rovesciamo la filosofia di intervento urbanistico nella citt\u00e0; i diritti urbanistici, l&#8217;edificabilit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 regalata, ma \u00e8 da compensare adeguatamente per la collettivit\u00e0. Questa \u00e8 la differenza. Se uno non vuole compensare adeguatamente, cerca di usare le vecchie regole, semplicemente questo. E&#8217; questa la grande differenza rispetto a prima; \u00e8 chiaro che ognuno pensa a se stesso.<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non era vantaggioso. Prima era pi\u00f9 vantaggioso perch\u00e9 c&#8217;era meno&#8230; non si \u00e8 attuato, in parte si \u00e8 attuato; non si \u00e8 attuato per le dimensioni che aveva il Piano Regolatore. Il Piano Regolatore aveva dimensioni di sviluppo tali che una citt\u00e0 come Potenza non poteva ragionevolmente mettere in campo una massa di investimenti corrispondenti a quelle dimensioni, perch\u00e9 se uno costruisce una casa la deve anche vendere, normalmente; non pu\u00f2 pensare di tenerla l\u00ec per molti anni, aspettando che il mercato lentamente assorba quello che \u00e8 stato costruito. Questo succede quando i piani sono molto sovradimensionati, e questa \u00e8 stata una conseguenza negativa del Piano Regolatore dell&#8217;89; questo penso.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La domanda del consigliere Galante. Noi avevamo cercato di fare questa soluzione, cio\u00e8 sin dall&#8217;inizio abbiamo proposto alla Regione un&#8217;area artigianale perch\u00e9 c&#8217;era questo spazio ragionevole grazie alla circolare, purtroppo non \u00e8 stato possibile concludere su questa proposta in sede di Conferenza di Pianificazione perch\u00e9 mancava una verifica di carattere geologico su quell&#8217;area, che la Regione riteneva assolutamente indispensabile, per cui l&#8217;ha stralciata rispetto alla proposta presentata in sede di Conferenza di Pianificazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sul problema dei vincoli idrogeologici non so rispondere e cedo la parola all&#8217;architetto Di Vito.<\/p>\n<p>DI VITO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per quanto riguarda queste aree derivanti dalla sovrapposizione tra le mappe di criticit\u00e0 geologica e le tavole di assetto urbanistico, in effetti si \u00e8 trattato di un&#8217;operazione che ci \u00e8 stata richiesta dall&#8217;Ufficio Geologico Regionale e che ha determinato l&#8217;individuazione di aree di limitata estensione all&#8217;interno di alcuni distretti di perequazione. Non parliamo di grosse estensioni di superficie; parliamo di estensioni abbastanza limitate.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In presenza di una richiesta di riduzione dell&#8217;indice edificatorio in corrispondenza di questi areali di criticit\u00e0, siccome non si trattava di episodi estesi o particolarmente rivelanti, si \u00e8 ritenuto di fare una riduzione di indice edificatorio molto limitata, nella misura del 10%, cio\u00e8 si \u00e8 ridotto del solo 10% l&#8217;indice edificatorio di questi piccoli areali. E&#8217; stata una scelta fatta dal gruppo di progettazione in quel frangente, dall&#8217;Amministrazione, in sede di chiusura della Conferenza di Pianificazione; si tratta comunque di aree molto limitate come estensione.<\/p>\n<p>MUSSUTO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Scusatemi, non vorrei aprire un dibattito&#8230; Presidente, me lo deve consentire, perch\u00e9 questo \u00e8 importante. Al di l\u00e0 del fatto che le aree siano limitate o meno, il discorso si pone per la caratteristica che hanno. Per quanto mi riguarda, e vi dico anche che ho presentato un emendamento in tal senso, io non so come si possa fare a dire: facciamo una riduzione del 10% e questo sicuramente ci garantir\u00e0. Se di queste aree non sar\u00e0 possibile la fruizione, noi avremo ottenuto un solo obiettivo, quello di aver super-caricato le parti restanti in un distretto qualsiasi &#8211; a prescindere dall&#8217;estensione di questi areali in frana -. Allora dico: probabilmente sarebbe stato possibile pensare prima ad un progetto di riqualificazione generale, con la possibilit\u00e0 di sfruttare anche queste piccole aree da adibire a verde, a campi da gioco, a percorsi pedonali&#8230; a tutto quello che volete voi, l&#8217;importante \u00e8 che&#8230;<\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; difficile fare questo in sede di pianificazione generale&#8230;<\/p>\n<p>MUSSUTO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non a caso dico che si bloccano e poi si vede. O quanto meno l&#8217;indice che si va sfruttare&#8230; non volevo dire assolutamente che bisogna bloccare tutto il distretto, sia chiaro; l&#8217;indice lo si pu\u00f2 determinare sulla parte che non \u00e8 assoggettata a questo rischio.<\/p>\n<p>DI VITO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una precisazione. E&#8217; chiaro che in corrispondenza di questi areali non si pu\u00f2 costruire; non stiamo dicendo che abbiamo consentito di edificare in corrispondenza di questi areali.<\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lei ritiene che si sia caricato troppo sulle altre cose?<\/p>\n<p>MUSSUTO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sulla restante area che non \u00e8 assoggettata. Credo di essere stato chiaro su questo.<\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Credo di poter interpretare l&#8217;indicazione del servizio geologico regionale. Trattandosi di areali molto minuti, quelli in cui si \u00e8 verificata una criticit\u00e0, in sede di piano attuativo &#8211; il progetto urbanistico di dettaglio, che non \u00e8 possibile fare con il Regolamento Urbanistico, ma che si fa appunto in sede di attuazione &#8211; queste aree saranno sistemate adeguatamente nell&#8217;ambito della sistemazione dell&#8217;intera area, quindi alla fine saranno messe in sicurezza, saranno sistemate a verde, saranno piantumate, saranno drenate, sar\u00e0 fatto tutto quello che deve essere fatto, mi sembra, correttamente.<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se non \u00e8 inserito va specificato, ma \u00e8 implicito, credo.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Manca, forse, qualche risposta. Alla domanda del collega Samela.<\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sia io che Campos abbiamo esperienza in questo&#8230; tra l&#8217;altro, molti piani li abbiamo fatti insieme, quindi&#8230; Il risultato del nuovo meccanismo \u00e8, per chi lo ha contabilizzato, strepitoso. La citt\u00e0 di Reggio Emilia&#8230; Campos sta lavorando al quinto piano, vi ha detto, io ho lavorato con lui al quarto&#8230; L&#8217;attuazione del quarto piano: adottato nel 1991, definitivamente nel &#8217;95, approvato l&#8217;anno successivo, mi pare, dopo meno di dieci anni nella sua gestione vede passare la citt\u00e0 di Reggio Emilia da 400 ettari di servizi pubblici &#8211; ed era gi\u00e0 una delle citt\u00e0 pi\u00f9 dotate d&#8217;Italia, come \u00e8 noto (Modena e Reggio Emilia sono sempre state quantitativamente ed anche qualitativamente leader) &#8211; a quasi 900 ettari di propriet\u00e0 comunale (sono pi\u00f9 che raddoppiati).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Naturalmente in parte sono stati gi\u00e0 utilizzati, in parte non sono ancora utilizzati, per\u00f2 il cambiamento \u00e8 radicale, in 40 anni 400 ettari (un po&#8217; di meno, perch\u00e9 qualche cosa da prima della guerra ci sar\u00e0 stato anche a Reggio Emilia, penso); in dieci anni tanto quanto era stato fatto prima. Posso citare altri casi; ci sono anche altri Comuni in cui personalmente ho lavorato e in cui i dati sono simili, molto vicini a questi, perch\u00e9 quando c&#8217;\u00e8 un&#8217;attuazione del piano, questo meccanismo automaticamente conferisce nuove dotazioni al Comune. Automaticamente. E&#8217; un processo che funziona se c&#8217;\u00e8 lo sviluppo, ecco.<\/p>\n<p>GALANTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Professor Oliva, la domanda di Samela aveva anche una seconda parte, quella relativa ai momenti di crisi di questo nuovo modo di costruire la citt\u00e0. Eventuali. Chiedeva se l&#8217;esperienza e la casistica che voi avevate affrontato vi avevano messo di fronte anche a qualche problematica particolare.<\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo non \u00e8 ancora avvenuto, perch\u00e9 noi abbiamo vissuto tutti gli ultimi dieci anni di grande sviluppo immobiliare in Italia, quindi adesso che inizia un processo di rallentamento non abbiamo ancora potuto fare un bilancio di quello che \u00e8 successo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Diciamo, per\u00f2, che tutto quello che \u00e8 compreso in un piano \u00e8 gi\u00e0 oggetto di un programma di sviluppo da parte degli imprenditori o, comunque, lo pu\u00f2 diventare facilmente, quindi &#8211; secondo me &#8211; quando metti in moto la macchina, la macchina &#8211; pi\u00f9 o meno velocemente &#8211; funziona.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Colleghi, ci eravamo dati una linea. Ci sar\u00e0 tempo e luogo per dibattere le questioni in maniera molto pi\u00f9 ampia ed articolata.<\/p>\n<p>PACE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Presidente, mi scusi. Oggi sono presenti i Professori. Per poter arrivare all&#8217;adozione del Regolamento Urbanistico con le idee chiare, se abbiamo qualche dubbio, perch\u00e9 si vieta&#8230;? Il Professore ha dato una risposta molto esauriente, per quanto mi riguarda; era la risposta che mi aspettavo. Per\u00f2 non c&#8217;\u00e8 una contraddizione nel chiamare edilizia residenziale con R3, quando R3 \u00e8 a carico urbanistico nullo?<\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo per non caricare la citt\u00e0 diffusa di oneri e di impegni che non sono adeguati a quel contesto; il carico urbanistico \u00e8 un impegno che riguarda gli standard urbanistici. Allora &#8211; credo sia anche legge, adesso non mi ricordo bene -, gli standard urbanistici non ci sono nelle zone aperte, nella diffusione insediativa; ci sono se c&#8217;\u00e8 nucleo, se c&#8217;\u00e8 una frazione, ma in territorio aperto gli standard urbanistici non ci sono, quindi un R3, che \u00e8 la tipologia edilizia residenziale del territorio aperto, non pu\u00f2 avere carico urbanistico perch\u00e9 \u00e8 un vantaggio che si d\u00e0 all&#8217;R3; non \u00e8 una penalizzazione, \u00e8 un vantaggio, perch\u00e9 non deve essere caricata di oneri per standard urbanistici. Insomma, non si deve fare un parcheggio, non si deve fare il verde&#8230; ad una casa in campagna chiediamo di fare il verde? C&#8217;\u00e8 chi lo fa, ma \u00e8 una follia totale, insomma.<\/p>\n<p>PACE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 C&#8217;\u00e8 una contraddizione nella norma? Chiedo solo questo.<\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non \u00e8 una contraddizione.<\/p>\n<p>PACE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; un&#8217;agevolazione, tutto sommato.<\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; un&#8217;agevolazione; per\u00f2 \u00e8 una cosa di legge, quindi&#8230;<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Prego, consigliere Rinaldi. Al Presidente della Terza Commissione non possiamo negare la parola.<\/p>\n<p>RINALDI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cercher\u00f2 di essere rapido. Non intendo porgere alcuna domanda ai gentili Professori che sono oggi in aula, perch\u00e9 sono ancora abbondantemente &#8220;impregnato&#8221; di Regolamento Urbanistico &#8211; e ne avremo ancora per qualche giorno -, per cui non mi posso permettere il lusso di farvi domande, perch\u00e9 magari mi confonderei le idee e, invece, devo ancora essere lucido per diversi giorni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vorrei, invece, sommessamente esprimere una riflessione che mi ha sollecitato l&#8217;intervento del professor Oliva e che non mi ha gratificato. Parlo della risposta che lei ha dato al consigliere Laieta, cio\u00e8 che il Piano Strutturale non \u00e8 stato fatto prima perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 obbligo di legge; rispetto al danno che la cosa &#8220;crea&#8221;, se vuole, sotto il punto di vista sociologico, non c&#8217;\u00e8 legge che avrebbe potuto impedirlo, giacch\u00e9 non lo obbliga, ma non lo impedisce.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dico questo perch\u00e9 mi avete insegnato a capire che la nuova filosofia urbanistica dettata dalla Legge Regionale 23\/99, che \u00e8 bella e filosoficamente molto affascinante e condivisibile, ci dice che il Regolamento Urbanistico non \u00e8 la sostituzione del Piano Regolatore. Non sostituisce il Piano Regolatore; il Regolamento Urbanistico aggiusta il tessuto urbano, tuttavia blocca il Piano Regolatore; bloccando il Piano Regolatore, ed \u00e8 stato detto a pi\u00f9 voci, dopo venti anni, crea delle devastazioni notevoli dal punto di vista sociologico ed economico; ci sono delle aspettative che vanno perdute&#8230;<\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 No, sociologico non mi sembra corretto.<\/p>\n<p>RINALDI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi consenta di completare il concetto. Le dico di s\u00ec, anche sociologico, perch\u00e9 se per venti anni il Piano Regolatore Generale (sulla cui validit\u00e0 e qualit\u00e0 anche io, come voi, non mi esprimo) ha certamente creato delle grosse difficolt\u00e0 procedurali, tanto che si \u00e8 tradotto in realt\u00e0 per meno di un quarto, o circa un quarto, il problema \u00e8 che si erano alimentate e create delle aspettative in cittadini ai quali oggi diciamo che non avevano un diritto acquisito, ma che c&#8217;era un diritto previsionale.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tale diritto \u00e8 durato il tempo di una generazione; \u00e8 durato un tempo lunghissimo (venti anni). Oggi siamo partiti con il Regolamento Urbanistico, strumento che ho studiato e che ho imparato ad apprezzare, e che ovviamente sar\u00f2 pronto &#8211; in prima fila &#8211; a votare con tutte le modeste possibilit\u00e0 di suggerimento. E&#8217; un Regolamento Urbanistico che, in qualche modo, &#8220;mischia le carte&#8221;; ci sono persone, soggetti giuridici che potevano costruire allora e possono farlo oggi; ci sono persone che avevano un diritto previsionale che svanisce; ci sono persone che non lo avevano e che oggi lo acquisiscono.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; vero che la salvaguardia e la programmazione del territorio sono l&#8217;interesse pubblico prioritario, rispetto al quale non ci si pu\u00f2 fermare e non si deve temere di avanzare proposte di rimodulazione, di riprogrammazione, per\u00f2 il Piano Strutturale in questo ci avrebbe aiutato, perch\u00e9 oggi \u00e8 difficile dire a coloro per i quali si fa rinvio al Piano Strutturale: &#8220;Ne riparleremo al Piano Strutturale&#8221;. Il professor Campos Venuti ci ha detto, nella sua relazione, che \u00e8 partito con una ipotesi di previsione di stanze a cinque anni, e che oggi siamo gi\u00e0 ad otto. Io immagino che con le lentezze che comunque la burocrazia comporta il Regolamento Urbanistico avr\u00e0 una sua capacit\u00e0 di espressione per almeno dieci\/quindici anni, anche per la quantit\u00e0 di cose significative e condivisibili che esso contiene.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pensare di rinviare a quindici anni queste previsioni differite con il Piano Strutturale significa aver distrutto&#8230; ecco perch\u00e9 il sociologico&#8230; le aspettative a tempo indeterminato.<\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Di alcune persone, non della collettivit\u00e0 di Potenza.<\/p>\n<p>RINALDI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non c&#8217;\u00e8 dubbio. Non sto contestando il Regolamento Urbanistico, io amo la Legge 23\/99; \u00e8 ottima, per\u00f2 non mi ha soddisfatto e non mi soddifa il fatto di sapere che il Piano Strutturale avrebbe potuto contemperare entrambe le esigenze, disegnando la citt\u00e0 del futuro nel suo complesso per poi entrare nel dettaglio con il Regolamento Urbanistico. Ancorch\u00e9 non obbligatorio, sarebbe stato opportuno, a mio modesto avviso, che fosse disegnato prima; sarebbe stato cos\u00ec pi\u00f9 facile spiegare alla gente quello che sta succedendo. Tutto qua.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Stare alla scrivania, in uno studio, ad elaborare ed esprimere pensieri tecnici va benissimo, essere in mezzo alla strada a colloquiare con i cittadini, a spiegare loro nel modo pi\u00f9 convincente possibile quello che sta accadendo \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 difficile. Il Piano Strutturale ci avrebbe potuto aiutare moltissimo, fermo restando il processo di formazione del Regolamento Urbanistico. Volevo offrirvi questa riflessione ad alta voce, solo perch\u00e9 probabilmente pu\u00f2 servire alla discussione.<\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Voglio contribuire alla sua riflessione, perch\u00e9 non necessita di una risposta, ovviamente, perch\u00e9 \u00e8 la sua opinione articolata. Voglio ricordare, per\u00f2, che io non ho detto che non l&#8217;abbiamo fatto per il motivo dell&#8217;obbligatoriet\u00e0 o meno. Quella era la subordinata, la risposta principale che ho dato \u00e8 che noi avevamo una scadenza precisa per il Regolamento Urbanistico, una scadenza precisa il cui non rispetto avrebbe avuto, questo s\u00ec, gravi conseguenze sulla societ\u00e0 di Potenza.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Parlo di gravi conseguenze perch\u00e9, non so se tutti lo sanno, ma dopo il 3 marzo e fino all&#8217;adozione del Regolamento Urbanistico qualsiasi attivit\u00e0 edilizia di questa citt\u00e0 \u00e8 sospesa; non \u00e8 possibile rilasciare permessi di costruire. Questo \u00e8 successo adesso, non abbiamo deciso noi o il Sindaco di Potenza questa scadenza. Questa \u00e8 la prima cosa: noi avevamo l&#8217;obbligo di salvaguardare al massimo gli interessi della citt\u00e0 cercando di non incorrere in questa forma di moratoria piuttosto pesante e giusta, secondo me, perch\u00e9 se non si facesse cos\u00ec nessuno farebbe i Regolamenti Urbanistici.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; una scelta della Regione che io condivido, un altro pu\u00f2 non condividerla, per\u00f2 \u00e8 cos\u00ec. La cosa pi\u00f9 importante, per\u00f2, \u00e8 che c&#8217;\u00e8 un passaggio da un vecchio regime ad un nuovo; questo passaggio pu\u00f2 essere indolore nel caso in cui non vi sia un residuo di piano consistente e pu\u00f2 essere, invece, pi\u00f9 problematico &#8211; come nel caso di Potenza &#8211; quando ci troviamo di fronte ad un Piano Regolatore (quindi conformativo, prescrittivo, vincolante) con grandi previsioni non ancora realizzate. E&#8217; ovvio che questa \u00e8 la difficolt\u00e0 oggettiva che abbiamo vissuto in questi anni; difficolt\u00e0 che abbiamo cercato di risolvere &#8211; come lei ha potuto sentire prima e come gi\u00e0 sapeva abbondantemente &#8211; accettando un dimensionamento del Regolamento Urbanistico piuttosto consistente al fine di garantire una transizione che non fosse drammatica per la citt\u00e0. Questo \u00e8 stato fatto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vi \u00e8 poi una responsabilit\u00e0 della Regione, secondo me, in questa situazione, s\u00ec, perch\u00e9 per fare il Piano Strutturale&#8230;<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>OLIVA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non \u00e8 una difficolt\u00e0? Ha detto la carta dei suoli. La mancanza della carta dei suoli, che la Regione non ha fatto e che \u00e8 il cardine della pianificazione della L. R. 23 per la pianificazione strutturale, noi la stiamo facendo, ma la stiamo facendo sostituendoci alla Regione. Solamente per fare la carta dei suoli&#8230; un anno? Cio\u00e8, \u00e8 un lavoro di analisi oggettiva della situazione di un territorio vasto, perch\u00e9 a Potenza abbiamo aggiunto anche i nove Comuni limitrofi, quindi \u00e8 una cosa consistente ed anche questo \u00e8 una cosa che noi stiamo facendo, ma che&#8230; sono cose oggettive, queste.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La parola al Sindaco per ulteriori delucidazioni e per le conclusioni.<\/p>\n<p>SINDACO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi tocca, innanzitutto, esprimere dei ringraziamenti. Grazie a quanti ci hanno consentito oggi di essere qui, di essere nel Consiglio Comunale, nell&#8217;assise pi\u00f9 alta del nostro territorio, per discutere di questa proposta di Regolamento Urbanistico, vale a dire per discutere di una proposta che, dal momento in cui sar\u00e0 attuata, per le cose che abbiamo ascoltato determiner\u00e0 nella nostra comunit\u00e0 una svolta radicale. Il Regolamento Urbanistico, diciamolo subito, non \u00e8 uno strumento di arrivo, ma \u00e8 uno strumento di partenza per una nuova stagione, la struttura portante di un cambiamento vero e profondo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie, dunque, al professor Campos Venuti, e grazie al professor Federico Oliva; grazie per essere qui a Potenza, per aver accettato la nostra richiesta, per aver accettato una sfida non semplice, una sfida che &#8211; lo sappiamo &#8211; vi ha anche esposti, una sfida non semplice, perch\u00e9 non \u00e8 e non \u00e8 stato semplice proporre un modello d&#8217;avanguardia qui, nel Mezzogiorno, qui, in una realt\u00e0 dalle vicende urbanistiche complesse, dalle vicende urbanistiche che, quanto meno, non hanno consentito di raggiungere gli obiettivi che uno strumento urbanistico si deve dare; scarsi servizi, scarse infrastrutture, scarsa edilizia sociale&#8230; Grazie, quindi, a voi per essere i nostri consulenti, cosa di cui siamo profondamente onorati.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie all&#8217;Ufficio di Piano, grazie al suo dirigente, Carlo Di Vito. Tre anni fa l&#8217;Ufficio di Piano non c&#8217;era, e questa era una grave carenza per la nostra struttura; oggi tale ufficio \u00e8 uno dei fiori all&#8217;occhiello del Comune di Potenza, una realt\u00e0 che ci invidiano da Roma in gi\u00f9, perch\u00e9 \u00e8 una realt\u00e0 che ha imparato a farsi conoscere, una realt\u00e0 fatta di professionisti, di giovani, nostri e bravi professionisti che hanno saputo sviluppare al meglio il loro lavoro. Grazie all&#8217;Ufficio di Piano.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie all&#8217;Ufficio Edilizia del nostro Comune, al suo dirigente, Rocco Robilotta; grazie a quanti con lui collaborano per l&#8217;azione di interazione che \u00e8 stata portata avanti, per aver contemporaneamente sviluppato l&#8217;azione di attuazione del P.R.G. per il quale abbiamo gi\u00e0 cominciato a mettere &#8220;paletti&#8221; innovativi, come per le questioni che riguardano la infrastrutturazione ed altro.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie all&#8217;assessore Singetta per la dedizione con la quale in questo ultimo anno e mezzo si \u00e8 dedicato a questo tema, con passione, con competenza, con grande onest\u00e0 intellettuale; grazie ad Alessandro Singetta per tutto quello che ha fatto e per quello che far\u00e0 e grazie a chi lo ha preceduto; grazie a Roberto Logiudice e a Salvatore Blasi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie all&#8217;Esecutivo, che ha sempre condiviso la battaglia sul Regolamento Urbanistico e sui principi innovatori. Grazie, ovviamente, al Consiglio Comunale, grazie a voi tutti, innanzitutto per questo pomeriggio, per l&#8217;attenzione che avete prestato su questo tema, per le domande fatte, per aver compreso la portata di tutto ci\u00f2; ma grazie soprattutto per avere compreso l&#8217;importanza di questa sfida, pur rilanciando con critiche, preoccupazioni, richieste di analisi e di approfondimento fin dal momento nel quale siamo partiti con una presentazione, fatta in questa sala, nel dicembre del 2006.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie alla Commissione Consiliare. Il professor Campos Venuti ed il professor Federico Oliva ci hanno detto &#8211; forse il professore nella sua relazione lo ha ribadito -: non abbiamo conosciuto realt\u00e0 comunale in cui la Commissione Consiliare si sia ripiegata con tale dedizione, con tanti approfondimenti, con tante sedute dedicate alla conoscenza di questo strumento. Grazie, quindi, al presidente Raffaele Rinaldi, a tutti i membri della Commissione, a quanti stanno lavorando nell&#8217;analisi di questa proposta.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Consentitemi, poi, un grazie alla Legge Regionale 23\/99; una legge regionale che forse merita qualche sistemazione (addirittura, in un convegno, qualche giorno fa, professor Campos Venuti, siete stato formalmente invitato a favorire una riflessione su questa legge, se c&#8217;\u00e8 necessit\u00e0 di favorire qualche modifica, qualche ulteriore elemento di innovazione), ma \u00e8 questa legge che ci ha consentito non solo di poter dire che la nostra regione \u00e8 affiancata, in termini di innovazione e di capacit\u00e0 di proposta, ad altre realt\u00e0 notoriamente pi\u00f9 avanzate nei risultati (come l&#8217;Umbria, l&#8217;Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte), ma anche di poter ragionare in maniera profondamente innovativa nell&#8217;urbanistica.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; una legge di cui &#8211; con orgoglio dobbiamo dirlo, tutti insieme, in questa Assise &#8211; la citt\u00e0 di Potenza \u00e8 la &#8220;testa d&#8217;ariete&#8221;. Sicuramente rappresentiamo la realt\u00e0 pi\u00f9 avanzata nell&#8217;attuazione della legge, almeno tra le comunit\u00e0 maggiori e che maggiormente necessitano di un intervento in linea con la Legge 23.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Abbiamo patito &#8211; il professor Campos Venuti potrebbe parlarne a lungo, magari avessimo tante occasioni per ascoltarlo! &#8211; una legge urbanistica che non \u00e8 sbagliata, quella del 1942, ma \u00e8 semplicemente datata. E&#8217; una legge che aveva completato il suo percorso, che era nata con obiettivi precisi ed in un&#8217;epoca precisa della storia del nostro Paese, quando l&#8217;urbanistica poteva essere conciliata con una cosa importante per i Comuni: le risorse per gli espropri.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo \u00e8: quella legge non \u00e8 pi\u00f9 adeguata; quella legge, purtroppo, \u00e8 rimasta riferimento e faro per tutte le norme e tutti i vari piani che si sono succeduti nel Paese ed anche qui. C&#8217;\u00e8 chi ha avuto l&#8217;intuizione di modificarla, a livello territoriale (le Regioni che lo hanno fatto), anticipando le future norme nazionali, che ci auguriamo il prossimo Governo (qualunque esso sia) vada a modificare. Abbiamo bisogno &#8211; dobbiamo dirlo da qui, da Potenza, alla luce dell&#8217;esperienza che abbiamo fatto &#8211; di una legge urbanistica nazionale nuova, di nuove norme in questo settore.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se ne \u00e8 cominciato a parlare nella Legislatura: abbiamo bisogno di un&#8217;accelerata e lo possiamo dire a ragion veduta. E&#8217; stata una legge che inevitabilmente ha prodotto i suoi guasti, alla distanza; ha prodotto le rendite urbane, gli intrecci su queste questioni; ha prodotto quegli elementi di rigidit\u00e0 che non hanno consentito all&#8217;urbanistica di potersi modellare sulle esigenze dei territori e dei Comuni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; bastato respirare questa aria nuova, \u00e8 bastato cominciare a ragionare su questo nuovo modello di urbanistica &#8211; Alessandro verr\u00e0 in Commissione a discuterne &#8211; per poter adattare il Piano Operativo a queste nuove esigenze, quindi sicuramente abbiamo bisogno di cambiare la vecchia impostazione, attuare la legge regionale e chiedere al Governo nazionale un cambiamento profondo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Avremo finalmente i suoli per l&#8217;edilizia sociale, e li avremo gratuitamente, come \u00e8 giusto che sia in un Paese civile ed avanzato. Avremo un sistema infrastrutturale, legato al territorio e alla pianificazione, che sar\u00e0 attuato come mai \u00e8 avvenuto grazie al contributo dei privati, come \u00e8 giusto che sia, e avremo realizzato uno strumento &#8211; diciamo anche questo con grande chiarezza &#8211; che ha due cardini, ha due elementi ispiratori.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ha un&#8217;anima profonda nel Piano Urbano della Mobilit\u00e0 &#8211; con Donato Coviello avremo modo di discuterne, lo abbiamo gi\u00e0 presentato con l&#8217;ingegner Ciurnelli e abbiamo potuto comprendere come sia concretamente calato sulle esigenze del territorio e calato, soprattutto, rispetto a numeri praticabili da un punto di vista economico (60 milioni di euro, per parte in quota ai privati e per parte, praticabile, in quota nostra) &#8211; e in un sistema del verde di cui il Professore ci ha parlato in maniera chiara e precisa. Si tratta, quindi, di un piano che ha due grandi fondamenta su cui, poi, si articola il sistema innovativo della perequazione degli obiettivi da raggiungere; un piano che rappresenta una base formidabile per il Piano Strutturale Metropolitano che grazie ad esso si potr\u00e0 costruire pi\u00f9 rapidamente e pi\u00f9 velocemente, anche esso un elemento di grande innovazione per il nostro territorio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In ordine alle questioni pi\u00f9 complessive: viviamo in citt\u00e0 una fase di transizione che sta facendo discutere; ognuno di noi \u00e8 diventato il riferimento di attese, di preoccupazioni&#8230; il vecchio P.R.G. che non \u00e8 pi\u00f9 tale ha determinato la corsa a cui faceva riferimento il collega Coviello perch\u00e9 non si comprendono bene gli elementi dell&#8217;innovazione e nell&#8217;incertezza la gente pensa che non vuole perdere quello che il P.R.G. oggi d\u00e0. Dobbiamo saper governare questi elementi; dobbiamo saper governare queste spinte; dobbiamo saper coniugare tutto ci\u00f2 con l&#8217;interesse primario, che \u00e8 quello del bene comune, il bene di tutti, l&#8217;interesse primario della Pubblica Amministrazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dobbiamo comprendere tutto ci\u00f2, ma non farcene un problema. E&#8217; comprensibile, ma non giustificabile fino in fondo il fatto di doverci preoccupare della tutela di quegli interessi. Sono convinto anche io che il Piano Strutturale, che sicuramente &#8211; ha ragione Raffaele &#8211; sar\u00e0 l&#8217;elemento centrale e definitivo della costruzione del futuro, sarebbe stato bene averlo subito, ma non so se quello strumento&#8230; Innanzitutto, avremmo potuto attuarlo in una serie di equivoci, sia di strumenti &#8211; mancando gli elementi di pianificazione e le carte cui faceva riferimento il professor Oliva -, sia temporali.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando, all&#8217;inizio del 2005, avevamo la scadenza del dicembre 2005 entro la quale o si adottava il R.U. o si bloccava tutto, cosa avremmo dovuto fare? Lavoravamo ad uno strumento per il quale bisognava avere una prospettiva di anni o andavamo a chiudere il R.U.? Abbiamo puntato a chiudere il R.U. che, tra l&#8217;altro, credo sia l&#8217;elemento che meglio tutela la fase di transizione rispetto alle attese del vecchio P.R.G.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Piano Strutturale, entrando in vigore immediatamente, avrebbe di fatto determinato una svolta, annullando anche le previsioni del vecchio P.R.G.; il Regolamento Urbanistico, invece, con l&#8217;abbinata dell&#8217;articolo 45 e dei piani operativi, consente realmente una fase di transizione, tutelando ancora, in qualche modo, le vecchie previsioni del P.R.G. Paradossalmente, quindi, questa \u00e8 la strada che consente di dare una risposta a quelle preoccupazioni, a quelle attese, anche se personalmente non le considero elemento prioritario di discussione rispetto alle questioni primarie della nostra comunit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Detto questo, ho il sogno che la discussione vada avanti in Commissione serenamente, con il tempo necessario. Sono io che chiedo al Presidente del Consiglio e a voi tutti di annullare la seduta di dopodomani, prevista per la discussione, e farla slittare al giorno dieci, per consentire alla Commissione, secondo le richieste che lo stesso Presidente ci ha fatto, di avere il tempo necessario per una valutazione serena di tutto il Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si vada al giorno dieci per discutere in questo Consiglio in maniera chiara, con tutta la cognizione di causa di cui abbiamo bisogno, del Regolamento Urbanistico. Mi auguro che poi si proceda rapidamente, anche perch\u00e9 &#8211; come \u00e8 stato ricordato &#8211; da luned\u00ec 3 marzo noi avremo il blocco dell&#8217;attivit\u00e0 urbanistica nella citt\u00e0 per effetto delle norme regionali che hanno accompagnato la definizione del Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Regolamento Urbanistico ha&#8230; e qui probabilmente ho dimenticato di ringraziare, lo vorrei ricordare&#8230; ha avuto gi\u00e0 una fase di analisi e di approfondimento rigorosissima, Professore, in sede di Conferenza di Pianificazione Regionale. 22 tecnici seduti al tavolo per riunioni su riunioni, a confrontarsi con un Ufficio, con un Assessore portatore fedele delle sensibilit\u00e0 che recepiva nelle Commissioni; \u00e8 cos\u00ec, \u00e8 vero. Gi\u00e0 quello \u00e8 stato un momento di riflessione, di filtro, di analisi che ci ha portato, dopo quattro mesi e mezzo, ad avere un parere favorevole, e ricordiamoci che a quel tavolo dobbiamo ritornare subito, per effetto di una normativa regionale che comunque lo richiede.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Consentitemi di esprimere questo desiderio &#8211; lo ha detto in analisi finale il nostro Assessore -: quello di sperare che questo documento, con tutte le meditazioni, le analisi, le riflessioni, anche con le modifiche, ovviamente, che possono venire, sia lo strumento di tutti, della citt\u00e0, della Maggioranza e dell&#8217;Opposizione, comprendendone gli elementi innovatori. Per la prima volta in questa regione, probabilmente, con orgoglio possiamo dire che la citt\u00e0 di Potenza \u00e8 all&#8217;avanguardia &#8211; il Professore lo ha riconosciuto -, avanguardia regionale e meridionale. Questo \u00e8 un vessillo che dobbiamo con orgoglio sventolare in questa consiliatura.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Potenza \u00e8 stata sempre additata come il non luogo dell&#8217;urbanistica, e quante volte ce lo siamo detto anche noi! Per una volta che riusciamo a vivere un&#8217;esperienza di cos\u00ec alto profilo, credo che l&#8217;orgoglio di cittadini di una comunit\u00e0 che \u00e8 riuscita, grazie al contributo di tutti, a vivere un&#8217;esperienza cos\u00ec alta, innovativa e riformatrice, debba essere un elemento da rimarcare. La nostra citt\u00e0 vive, in questo momento, una fase in cui si propone all&#8217;avanguardia meridionale e regionale, ma probabilmente anche nazionale, per la capacit\u00e0 con la quale \u00e8 riuscita a farsi avanti con questa proposta. Ancora grazie ai nostri docenti ed auguri di buon lavoro alla Commissione e a noi tutti.<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>LAIETA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; per la storia. Ho chiesto io al Professore se non sarebbe stato opportuno di fare prima il Piano Strutturale e poi quello&#8230; non altri. So che quando deve citare il sottoscritto lei ha paura, non so perch\u00e9. Questo \u00e8 per la storia.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Raccogliendo la richiesta del Sindaco e valutando adeguatamente il lavoro che sta svolgendo la Terza Commissione consiliare, che non \u00e8 ad oggi ancora terminato, \u00e8 ovvio che le sedute gi\u00e0 convocate del Consiglio Comunale del 29 febbraio e del 1\u00b0 marzo sono da intendersi revocate (riceverete in tal senso apposita comunicazione) e che i lavori del Consiglio per l&#8217;aggiornamento, per la prosecuzione dell&#8217;ordine del giorno restano rinviati al 10 marzo, a luned\u00ec 10 marzo, data per la quale riceverete, ovviamente, convocazione e comunicazione.<\/p>\n<p>PICERNO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La data non possiamo deciderla insieme dopo? Perch\u00e9 bisogna vedere anche i lavori della Terza Commissione; non decidiamo oggi&#8230;<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Allora ci aggiorniamo a data da destinarsi, ma presumibilmente al 10 marzo. Riceverete, comunque, comunicazione scritta.<\/p>\n<p>IMBESI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Presidente, domani \u00e8 convocata la Conferenza dei Capigruppo per stabilire l&#8217;eventuale convocazione del Consiglio o no? Mi era sembrato di capire questo dalle sue parole. Pu\u00f2 essere pi\u00f9 chiaro?<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una volta verificata la disponibilit\u00e0 della sala, perch\u00e9 siamo ospiti&#8230; Ci vedremo in Conferenza dei Capigruppo, ma non domani. La seduta \u00e8 aggiornata a data da destinarsi. Riceverete comunicazione. Grazie.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>La seduta del Consiglio Comunale termina alle ore 19.10.<\/em><\/p>\n<p>Mostra le delibere approvate nel corso della seduta:<\/p>\n<ol>\t<\/p>\n<li>\n<table><\/p>\n<tr><\/p>\n<td class=\"tableDelibere\"><\/td>\n<p><\/p>\n<td class=\"tableDelibere\"><a href=\"http:\/\/www.rete.potenza.it\/IterDelibere\/MostraProposta.do?id=2591&amp;tipo=2\" class=\"Elenco\">ILLUSTRAZIONE DEL REGOLAMENTO URBANISTICO DI POTENZA.<\/a><\/td>\n<p><\/tr>\n<p><\/table>\n<p><\/li>\n<p><\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seduta ha inizio alle ore 17.00. PRESIDENTE \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si procede all&#8217;appello nominale. I presenti sono 28; la seduta \u00e8 valida. Possiamo dare inizio ai &#8230; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"single-sidebar.php","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[385],"tags":[],"class_list":["post-1369","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-c242-resoconti-dei-consigli-comunali-242"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1369"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1369"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1369\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}