{"id":1370,"date":"2008-03-13T09:44:57","date_gmt":"2008-03-13T08:44:57","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.comune.potenza.it\/comune_wp\/?p=1370"},"modified":"2008-03-13T09:44:57","modified_gmt":"2008-03-13T08:44:57","slug":"consiglio-comunale-del-13-marzo-2008","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=1370","title":{"rendered":"Consiglio Comunale del 13 marzo 2008"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<em>La seduta ha inizio alle ore 11.35.<\/em><\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si procede all&#8217;appello nominale. I presenti sono 33; la seduta \u00e8 valida.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il consigliere Laieta ha giustificato la sua assenza. In apertura dei lavori, consentitemi di rinnovare al collega Tommaso Samela, a nome mio e dell&#8217;intero Consiglio, le pi\u00f9 sentite condoglianze per la recente scomparsa del padre.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Passiamo all&#8217;ordine del giorno odierno. Il primo punto \u00e8: &#8220;Progetto strategico dell&#8217;hinterland potentino &#8211; adozione del Piano Urbano della Mobilit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Come gi\u00e0 concordato in sede di Conferenza dei Capigruppo, tenuto conto che la Terza Commissione Consiliare non ha ancora avuto il tempo (perch\u00e9 oberata da questioni pi\u00f9 urgenti e pi\u00f9 pressanti) di procedere all&#8217;esame del Piano, propongo al Consiglio di rinviare il primo punto all&#8217;ordine del giorno ad una successiva riunione. Se non ci sono motivi ostativi, il primo punto viene, quindi, rinviato ad una prossima riunione del Consiglio Comunale.<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Collega, chiede di intervenire?<\/p>\n<p>PETRULLO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Volevo solo contraddire la sua espressione &#8220;se non ci sono motivi ostativi&#8221;. Ce ne sono, eccome! Per quanto mi riguarda, faranno parte dell&#8217;intervento che far\u00f2 sul secondo punto all&#8217;ordine del giorno. Volevo, per\u00f2, solo contestare l&#8217;espressione.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Va bene, Collega, la ringrazio; questo mi impone, in ogni caso, di mettere ai voti la proposta di rinvio. Favorevoli? Contrari? Astenuti? La proposta di rinvio \u00e8 approvata a maggioranza, con il voto contrario della Minoranza.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Passiamo ai punti 2 e 3 all&#8217;ordine del giorno, tenendo conto che la Commissione Consiliare e la Conferenza dei Capigruppo hanno ritenuto che dovessero essere raggruppati, cio\u00e8 discussi in un solo contesto, considerate le strette correlazioni e connessioni esistenti tra i due punti, per evitare di fare interventi di tipo ripetitivo. Partendo da questo presupposto, siccome c&#8217;\u00e8 stata gi\u00e0 una seduta di illustrazione da parte dei consulenti, da parte dell&#8217;Amministrazione, del Regolamento Urbanistico, come d&#8217;accordo con la Commissione e con la Conferenza dei Capigruppo, oggi apriamo i lavori con una relazione dell&#8217;Amministrazione sul Piano Operativo, quindi sul punto 3 all&#8217;ordine del giorno.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Abbiamo convenuto, dopo questa relazione introduttiva, di dare la parola al Presidente della Terza Commissione, per un suo intervento di carattere generale ed anche per illustrare al Consiglio l&#8217;andamento, lo svolgimento dell&#8217;ottimo lavoro fatto dalla competente commissione consiliare, per prevedere poi &#8211; in relazione ai tempi che questo richieder\u00e0 &#8211; una sospensione di un&#8217;ora e mezza al massimo per il pranzo e la ripresa pomeridiana dei lavori con gli interventi di carattere generale sui punti 2 e 3.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Domani, invece, il Consiglio riprender\u00e0 con&#8230; ovviamente se riusciremo ad esaurire in giornata gli interventi di carattere generale&#8230; domani il Consiglio riprender\u00e0 con le votazioni e con i punti successivi all&#8217;ordine del giorno. Ci siamo chiariti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Abbiamo lasciato indefiniti gli orari perch\u00e9 dipendono&#8230; la durata dell&#8217;interruzione \u00e8 strettamente connessa a quella della relazione dell&#8217;Amministrazione e dell&#8217;intervento generale del Presidente della Terza Commissione. L&#8217;intesa con la Conferenza dei Capigruppo \u00e8 che al termine dell&#8217;intervento del collega Rinaldi i lavori vengano sospesi per un&#8217;ora e mezza circa, per poi riprendere nel pomeriggio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Conferenza dei Capigruppo ha anche ritenuto di dover prefissare il tempo di durata degli interventi, come da Regolamento. Certamente non useremo il cronometro, per\u00f2 preghiamo i Colleghi di cercare di contenere i loro interventi nel rispetto dei tempi prefissati dal Regolamento. Al collega Rinaldi abbiamo assegnato, dovendo egli svolgere una relazione preliminare sui lavori della Commissione su entrambi i punti all&#8217;ordine del giorno, un tempo di 60 minuti, anche qui con la preghiera di cercare di contenersi in questi termini. Per i Capigruppo e gli altri Consiglieri i tempi stabiliti dal Regolamento sono di 30 minuti per i Capigruppo e 20 minuti per ciascun consigliere.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ripeto: non useremo il cronometro, la preghiera \u00e8 quella di cercare di rispettare questi tempi. Nulla toglie, ovviamente, che il Consigliere possa esprimere tranquillamente il suo parere anche in tempi, per cos\u00ec dire, &#8220;europei&#8221;. Fatte queste premesse, c&#8217;\u00e8 ancora una questione da affrontare pregiudizialmente; pregherei l&#8217;Ufficio di far rientrare il Segretario Generale.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In via del tutto preliminare rispetto allo svolgimento dei lavori \u00e8 stata posta la questione dell&#8217;eventuale obbligo per i Consiglieri di non partecipare alla seduta, quindi alle votazioni, alla discussione, per l&#8217;eventuale sussistenza di interessi propri o di propri parenti o affini. Io mi limiter\u00f2 a leggervi quello che prevede il secondo comma dell&#8217;articolo 78 del Testo Unico: &#8220;<em>Gli amministratori di cui all&#8217;articolo 77 comma 2 devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L&#8217;obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell&#8217;Amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La normativa viene poi ripresa, sostanzialmente e testualmente, anche dal secondo comma dell&#8217;articolo 39 del Regolamento del Consiglio Comunale. E&#8217; inutile dire che, se non sussiste questa relazione immediata e diretta, il consigliere \u00e8 tenuto per ufficio a restare al suo posto, per evitare &#8211; lo ricordava poc&#8217;anzi l&#8217;assessore Messina &#8211; quanto \u00e8 successo in passato. Chi era con me in Consiglio ricorder\u00e0 perfettamente che per un&#8217;interpretazione eccessivamente rigida di questa norma l&#8217;allora Piano delle Campagne fu discusso in Consiglio Comunale da una sparuta pattuglia di consiglieri. Non ricordo se erano 12 o 14, ma un gruppo assolutamente esiguo, irrisorio&#8230; tenendo conto che l&#8217;eventuale astensione obbligatoria del consigliere non viene computata nel numero di consiglieri necessario perch\u00e9 la seduta sia valida.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 C&#8217;\u00e8 una nutrita rassegna di giurisprudenza che ci viene in aiuto su questo punto, per cui ritengo che se non c&#8217;\u00e8 questa correlazione diretta, non ci sono problemi. Pregherei, per\u00f2, il Segretario Generale di farci conoscere in maniera pi\u00f9 precisa quali sono i termini della questione. Prego, collega Petrullo.<\/p>\n<p>PETRULLO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Intanto volevo intervenire prima, perch\u00e9 volevo porre anche un altro quesito al Segretario Generale, che cos\u00ec non dovr\u00e0 intervenire pi\u00f9 di una volta. La normativa richiamata fa riferimento espresso ai piani generali.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il nostro Regolamento Urbanistico \u00e8 qualcosa di misto, \u00e8 per certi versi un piano generale e per mille altri versi un piano particolareggiato vero e proprio, che va a disciplinare ogni singola zona. Di fronte a questo strumento che presenta entrambe le caratteristiche, quella della generalit\u00e0 e quella della particolarit\u00e0 pi\u00f9 piccola, come dobbiamo porci?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Seconda domanda: gli emendamenti, che sono puntuali, e che si riferiscono a circostanze particolarissime, devono avere lo stesso regime? Devono essere considerati, anche quelli, di carattere generale? Tutti, quindi, possono votarli?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Terza domanda: alla luce di quanto ci dir\u00e0 sul voto degli emendamenti, quando poi si va a votare tutto il Regolamento non si votano anche gli emendamenti, che sono particolari? Cosa dovrebbe succedere, quindi? Un consigliere si astiene agli emendamenti e partecipa poi al voto generale, approvandoli in via generale? Ci pu\u00f2 dare un&#8217;illustrazione anche da questo punto di vista? Grazie.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Prego, Segretario, se vuole rispondere&#8230;<\/p>\n<p>SEGRETARIO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questa pregiudiziale riguarda due fasi della procedura deliberativa: la fase della discussione e quella della valutazione, ed \u00e8 ovvia la funzione che la legge stabilisce e prevede per questa preclusione, perch\u00e9 si vuole evitare che anche la sola presenza dell&#8217;amministratore, del consigliere, in questo caso, interessato possa &#8211; in qualche modo &#8211; dirigere la discussione e, quindi, anche la valutazione successiva in un determinato senso.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La soluzione pi\u00f9 ovvia che si potrebbe adottare per superare questa impasse, qualora ci fosse, \u00e8 quella di votare il Regolamento Urbanistico articolo per articolo, e con riferimento a questo tipo di votazione il soggetto potenzialmente interessato pu\u00f2 decidere, caso per caso, se con riferimento a quell&#8217;articolo particolare \u00e8 interessato o meno, e quindi se si deve allontanare o meno. Questa sarebbe l&#8217;<em>extrema ratio<\/em>, alla quale io ritengo non si debba ricorrere, perch\u00e9 tutto sommato stiamo parlando di uno schema di ordine regolamentare, cio\u00e8 di uno schema che dovrebbe disciplinare i casi generali e generalissimi che riguardano la situazione urbanistica di questo territorio, quindi da questo punto di vista non si dovrebbe profilare interesse di sorta.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se poi&#8230; mi \u00e8 stato detto in via ufficiale in questo momento, e lo sapevo ovviamente gi\u00e0 da prima&#8230; si deve discutere di determinati emendamenti, con riferimento ai singoli emendamenti&#8230; che vanno votati uno per uno, vanno letti, vanno discussi, se \u00e8 il caso, va verificata l&#8217;esistenza del parere di regolarit\u00e0 tecnica e poi vanno votati&#8230; con riferimento ai singoli emendamenti, nella misura in cui ciascuno di essi possa essere specifico, si possa specializzare su una parte del territorio determinata, \u00e8 indispensabile, obbligatorio, che il consigliere interessato direttamente, o attraverso il parente, si allontani e non partecipi n\u00e9 alla discussione, n\u00e9 alla votazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Potr\u00e0, poi, partecipare alla votazione finale di tutto il Regolamento, evitando che venga a mancare in quella fase sintetica il numero legale, perch\u00e9 l&#8217;importante \u00e8 che non abbia partecipato alla discussione e alla votazione del singolo emendamento che lo interessi, influenzando il consesso su quell&#8217;emendamento.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il mio parere, quindi, \u00e8 questo: di allontanarsi in relazione ai singoli emendamenti presentati e poi partecipare tranquillamente alla votazione finale, perch\u00e9 in quella sede l&#8217;emendamento sar\u00e0 gi\u00e0 stato votato in senso favorevole o contrario dal Consiglio Comunale, e sull&#8217;emendamento che pu\u00f2 avere una co-essenza di interesse per il consigliere gi\u00e0 si sar\u00e0 formata una maggioranza favorevole o contraria.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ringraziamo il Segretario Generale per il suo intervento preciso&#8230;<\/p>\n<p>SEGRETARIO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Voglio chiarire che la delibera che ci apprestiamo a fare non \u00e8 una sola delibera; il Consiglio Comunale deliberer\u00e0 tante volte quanti sono gli emendamenti presentati, quindi ci saranno tante singole delibere e poi la delibera finale, quindi l&#8217;obbligo di astensione si riferisce alle singole deliberazioni relative agli emendamenti che si vanno a fare, e non al provvedimento finale, il quale gi\u00e0 sar\u00e0 stato depurato o nel quale verranno inseriti gli emendamenti senza la presenza del consigliere che \u00e8 interessato a quell&#8217;emendamento.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chiarissimo, Segretario. Abbiamo dissipato i dubbi su queste questioni; ritengo che ciascun consigliere sia in grado di verificare l&#8217;eventuale sussistenza di motivi ostativi alla sua presenza in aula.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Detto questo, possiamo tranquillamente e finalmente passare all&#8217;inizio dei lavori, all&#8217;esame dell&#8217;ordine del giorno. Per quanto dicevo in premessa, darei la parola all&#8217;assessore Singetta per l&#8217;illustrazione della delibera che riguarda il Piano Operativo, quindi la delibera iscritta al terzo punto dell&#8217;ordine del giorno. Prego, Assessore.<\/p>\n<p>SINGETTA<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie, Presidente. La delibera che proponiamo all&#8217;approvazione del Consiglio \u00e8 frutto di un lavoro lungo e complesso degli Uffici, in particolare dell&#8217;Ufficio Edilizia e Territorio, e ringrazio per tutto l&#8217;ufficio il dirigente, ingegner Robilotta, qui presente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vorrei ricordare che questa delibera prende l&#8217;avvio dalla decisione che la Giunta &#8211; e in particolare il Sindaco &#8211; assunse in occasione del Consiglio Comunale del 5 marzo 2007, in cui furono ritirati i sette piani particolareggiati all&#8217;ordine del giorno proprio perch\u00e9 ci rendemmo conto che non era possibile, in una fase di transizione, in cui stavamo per approvare un nuovo strumento urbanistico con nuove regole, andare avanti in maniera distonica.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Da un lato ci trovavamo con i piani che rappresentavano ancora l&#8217;epigono del vecchio Piano Regolatore Generale, dall&#8217;altro c&#8217;era la nuova normativa; abbiamo fatto il possibile per cercare di armonizzare e trovare elementi comuni che potessero avvicinare quanto pi\u00f9 possibile situazioni giuridiche che, pur partendo da dati di fatto e di diritto differenti, meritavano una trattazione comune.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 C&#8217;\u00e8 stata una serie d&#8217;incontri, anche con gli operatori privati, con i soggetti interessati, per verificare se l&#8217;indirizzo dell&#8217;Amministrazione, che \u00e8 poi stato trasfuso in una serie di atti deliberativi, sia di Giunta che di Consiglio Comunale, potesse trovare anche l&#8217;adesione da parte di questi operatori privati. E&#8217; inutile che vi ricordi come abbiamo sottoscritto un protocollo d&#8217;intesa con i sette soggetti interessati, come la Giunta Comunale prima (in data 12 aprile) ed il Consiglio Comunale poi (il 13 aprile 2007), abbiano approvato questo atto di indirizzo in cui si dava mandato all&#8217;Unit\u00e0 Edilizia e Territorio di recepire i principi fondamentali di queste intese, di questo nuovo modo di procedere.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Siamo andati avanti in questo modo, cercando di verificare dove fosse possibile intervenire effettivamente, e questo \u00e8 stato possibile farlo soltanto in quei comparti in cui era prevista sin dall&#8217;inizio edilizia pubblica, verificando anche quali erano i nostri margini di manovra. Vi voglio ricordare che il vecchio PRG prevedeva un indice di edificabilit\u00e0 nelle varie zone pari ad uno; noi abbiamo anche chiesto alla Regione Basilicata se fosse possibile distaccarsi da questo indice, e la risposta, devo dire, \u00e8 stata negativa; noi avevamo ed abbiamo tuttora l&#8217;obbligo di mantenere inalterato l&#8217;indice territoriale.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Soltanto, ci \u00e8 stato possibile, nell&#8217;ambito di quell&#8217;indice territoriale, arrivare ad una diversa ripartizione tra interventi pubblici e privati. Inizialmente si prevedeva che il 60% delle aree fosse destinato ad interventi pubblici e il 40% ad interventi privati. Noi non potevamo neanche limitare questa scadenza temporale, e quindi la delibera di adozione del Piano Operativo, soltanto ai sette piani allora in essere. E&#8217; passato un anno e nel frattempo, chiaramente, la situazione si \u00e8 evoluta. Sono arrivati altri piani che si sono trovati nelle stesse condizioni di quei sette. Oggi, quindi, parliamo di un&#8217;unica delibera, del primo Piano Operativo (in attuazione sempre dell&#8217;art. 45 L. R. 23\/99), che comprende dieci piani.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gli interventi che siamo riusciti ad attuare attraverso l&#8217;adesione dei privati che avevano dei diritti acquisiti, riconosciuti, che nessuno poteva scalfire&#8230; quindi tutti gli sforzi che noi abbiamo cercato di compiere dovevano necessariamente avere l&#8217;adesione da parte di questi privati&#8230; Dicevo: siamo intervenuti soprattutto in quei comparti che prevedevano fin dall&#8217;inizio una certa quota destinata ad edilizia pubblica.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 D&#8217;intesa anche con la Commissione, abbiamo effettuato una serie di consultazioni che ci hanno consentito, attraverso incontri con l&#8217;ATER, con la Confcooperative, con la Lega Cooperative&#8230; non soltanto di avere il quadro preciso dell&#8217;esigenza di edilizia convenzionata e di edilizia cooperativistica nella nostra citt\u00e0, ma anche di capire quali potevano essere i margini economici entro cui condurre questa operazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Noi siamo arrivati alla determinazione di cercare di soddisfare in questa prima fase&#8230;che, ripeto, \u00e8 s\u00ec una fase di transizione, ma \u00e8 comunque una fase che precede temporalmente quella legata all&#8217;attuazione dei meccanismi previsti nel Regolamento Urbanistico&#8230; Dicevo che in questa prima fase, anche per dare una risposta immediata, abbiamo ritenuto di dover fare il possibile per soddisfare esigenze differenziate presenti nella nostra citt\u00e0. In questo caso, quindi, oltre ai diritti e agli interessi dei privati abbiamo anche cercato di immettere sul mercato quote significative da destinare sia all&#8217;edilizia residenziale e sociale, sia all&#8217;edilizia convenzionata di carattere cooperativistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Attraverso il confronto, il contatto, anche lo scontro con questi tre consorzi siamo arrivati ad avere una serie di offerte differenziate. Il Consorzio Malvaccaro 3, che \u00e8 stato il primo a formalizzare la propria disponibilit\u00e0, ci ha offerto la cessione gratuita del 20% delle aree di propria pertinenza, a fronte del raddoppio dell&#8217;indice territoriale per i privati. Su questa proposta, dove c&#8217;era la sostanziale convergenza anche degli altri due consorzi, abbiamo per\u00f2 ottenuto dagli altri due consorzi qualcosa di pi\u00f9, qualcosa di aggiuntivo, in maniera tale da differenziare questa nostra proposta.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Consorzio relativo al Comparto C5, al Comparto 5, ha invece inteso, oltre al 20% di edilizia pubblica da cedere gratuitamente al Comune, anche riservare un 15% all&#8217;edilizia convenzionata, il che significa che il loro indice, la parte destinata all&#8217;edilizia privata, \u00e8 del 65%. L&#8217;ultimo in ordine di tempo, ma non in ordine di importanza, che sarebbe il Consorzio di Macchia Giocoli, Comparto 1, ha inteso, invece, oltre a confermare la disponibilit\u00e0 alla cessione gratuita all&#8217;Amministrazione del 20% delle aree, con il raddoppio dell&#8217;indice privato, proporre anche un&#8217;altra opzione, che poi \u00e8 quella che abbiamo scelto e che vedete inserita nella delibera che proponiamo alla vostra approvazione, vale a dire: mettere a disposizione dell&#8217;Amministrazione l&#8217;intero 60% da destinare ad edilizia pubblica ad un prezzo concordato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tale prezzo \u00e8 di 90 euro al metro quadro, che da valutazioni effettuate dall&#8217;Ufficio Edilizia e Territorio, confermate e suffragate da una serie di atti formali a disposizione dell&#8217;Amministrazione (parlo di una serie di espropri in zone limitrofe e piuttosto recenti, relativi a Macchia Romana), \u00e8 stato giudicato &#8211; con una relazione a firma del dirigente dell&#8217;Ufficio Patrimonio ed espropri &#8211; un prezzo congruo, in quanto il prezzo della zona \u00e8 non inferiore a 104 euro a metro quadro.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questa ricostruzione tende a farvi capire come l&#8217;operazione che l&#8217;Amministrazione sta cercando di effettuare preveda, in effetti, di spalmare il ricavato delle aree che l&#8217;Amministrazione acquisir\u00e0 gratuitamente attraverso due tipi di operazioni; da un lato la cessione all&#8217;ATER ad un prezzo che stimiamo di 40 euro al metro quadro, che l&#8217;ATER ci ha detto essere un prezzo interessante, tanto che l&#8217;ATER non effettua da anni investimenti nella nostra citt\u00e0 per due motivi: il primo \u00e8 legato alla carenza di suoli, il secondo che questi suoli costano molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; chiaro che l&#8217;ATER riesce in paesi, in comuni vicini a Potenza ad effettuare investimenti con costi di terreno molto inferiori a quelli di Potenza. Per questo abbiamo ipotizzato di cedere all&#8217;ATER queste aree a 40 euro al metro quadro. Il ricavato di questi terreni noi potremo, poi, spalmarlo sull&#8217;operazione complessiva, nel senso che dovremmo riuscire a mettere a disposizione delle cooperative la parte residua dei terreni ad un prezzo finale di 69 euro al metro quadro.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questa, quindi, \u00e8 un&#8217;operazione che per l&#8217;Amministrazione non ha costi, perch\u00e9 noi non andiamo ad acquistare direttamente questi terreni dal Consorzio; noi abbiamo intenzione ed abbiamo gi\u00e0 iniziato le procedure per attivare un bando pubblico a cui le cooperative potranno partecipare e decidere se il prezzo di acquisto di questi terreni \u00e8 conveniente o meno. Io ho scritto una lettera al Consorzio Comparto 1 di Macchia Giocoli, dicendo che laddove le cooperative non dovessero ritenere, contrariamente a tutti gli approfondimenti che abbiamo compiuto, che il prezzo di acquisto delle aree \u00e8 conveniente, varranno le previsioni iniziali e quindi sar\u00e0 il Consorzio Macchia Giocoli Comparto 1 che dovr\u00e0 effettuare, sempre nell&#8217;ambito delle previsioni del vecchio PRG, gli interventi che prevedono il 60% di edilizia pubblica convenzionata ed il 40% di edilizia privata.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La cosa che penso sia opportuno sottolineare \u00e8 che, in effetti, noi riusciamo, con questa operazione, ad immettere immediatamente, o comunque in tempi estremamente rapidi, sul mercato una serie di appartamenti. Penso siate tutti quanti a conoscenza dei dati relativi all&#8217;edilizia privata; costituiscono comunque un ulteriore perfezionamento, un&#8217;ulteriore definizione dei programmi iniziati con l&#8217;approvazione del vecchio PRG e della variante dell&#8217;89. Si tratta, in ogni caso, di interventi importanti che si pongono al di fuori del perimetro urbano cos\u00ec come regolamentato in sede di R.U., e che costituiscono scelte importanti per questa Amministrazione, in grado di dare ad una pluralit\u00e0 di cittadini (quindi non alle solite imprese, ma anche ad imprese diverse dai maggiori operatori del settore, e soprattutto a tanti privati cittadini) la possibilit\u00e0 di edificare case molte volte destinate al soddisfacimento di bisogni ed esigenze primarie di natura privata.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Penso, per\u00f2, che l&#8217;aspetto qualificante per questa Amministrazione sia la possibilit\u00e0, finalmente, di immettere sul mercato complessivamente&#8230; abbiamo 95 alloggi di edilizia residenziale e sociale che l&#8217;ATER potr\u00e0 costruire, quindi questi terreni consentiranno all&#8217;ATER di costruire immediatamente 95 alloggi da destinare alle fasce pi\u00f9 deboli della popolazione; ce ne sono, poi, circa 247\/250 destinati all&#8217;edilizia di natura cooperativistica, e capirete bene che anche questo serve a soddisfare un&#8217;esigenza della nostra citt\u00e0 di cui noi abbiamo tenuto conto nel Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anche il bilancio di questo tipo di esigenze nel Regolamento Urbanistico \u00e8 stato tenuto presente, quindi questi sono alloggi che si vanno ad aggiungere rispetto ad una richiesta che \u00e8 stata gi\u00e0 quantificata e che trova gi\u00e0 soddisfazione nell&#8217;ambito del Regolamento Urbanistico, quindi andiamo a parlare di abitazioni che si vanno ad aggiungere a questa offerta che il Regolamento Urbanistico sar\u00e0 senz&#8217;altro in grado di soddisfare.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;ulteriore elemento che vorrei sottolineare, portare alla vostra attenzione, \u00e8 questo: anche in Commissione si \u00e8 discusso pi\u00f9 volte, in maniera approfondita, in maniera accesa&#8230; d&#8217;altronde, trattandosi di argomenti importanti per lo sviluppo della nostra citt\u00e0, la discussione non poteva che essere approfondita cos\u00ec come \u00e8 stata&#8230; per\u00f2 voglio ricordare che per quanto riguarda il Piano Operativo ed i Piani Particolareggiati, poich\u00e9 sono previsioni che provengono dal vecchio Piano Regolatore Generale, \u00e8 chiaro che le esigenze legate anche all&#8217;edilizia cooperativistica (quindi al 40% di edilizia pubblica che doveva essere soddisfatto con i Piani Particolareggiati) trovano la loro soddisfazione non soltanto e non tanto in questi piani, ma nell&#8217;intero P.R.G.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il calcolo e la valutazione, quindi, in questo caso sono stati fatti a monte, questo anche per cercare di prevenire eventuali osservazioni che ci sono state, anche in Commissione, che giustamente volevano conoscere se l&#8217;Amministrazione avesse o meno tenuto presenti i dettami di legge. Vi ricordo che in questo caso la cosa \u00e8 stata fatta a monte, proprio perch\u00e9 con il vecchio Piano Regolatore Generale c&#8217;era una previsione complessiva dove questi parametri trovavano risposta.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si tratta, quindi, di un&#8217;operazione che l&#8217;Amministrazione ritiene importante per una serie di motivazioni di carattere sociale, di carattere pratico, di carattere economico. In questo modo dovremmo, effettivamente, riuscire a dare risposte a ceti differenti della popolazione, e questo mi pare sia stato anche l&#8217;indirizzo della Terza Commissione, con la quale ci siamo confrontati quasi quotidianamente, quindi questa \u00e8 la delibera che vi invito ad approvare.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ringrazio l&#8217;Assessore. Volevo fare altre due piccole comunicazioni: giustifico l&#8217;assenza del consigliere Picerno e poi comunico ai Colleghi che \u00e8 disponibile, per chi non ne fosse gi\u00e0 in possesso, la raccolta degli emendamenti, per cui possono rivolgersi all&#8217;Ufficio per acquisirne copia.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Come da programma, cedo volentieri la parola al Presidente della Terza Commissione Consiliare per la sua relazione sui due punti all&#8217;ordine del giorno. Lo ringrazio, e ringrazio la Terza Commissione che ha lavorato (e mi risulta direttamente, perch\u00e9 ho pi\u00f9 volte partecipato, o fatto dei veloci passaggi in Commissione) in questi mesi veramente in maniera encomiabile.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cedo, quindi, la parola al Presidente, e sono certo che si atterr\u00e0 ai tempi stabiliti; i 60 minuti che avevamo deciso, grazie.<\/p>\n<p>RINALDI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie a Lei, signor Presidente. Non vorrei essere irriguardoso nei confronti del Sindaco, che non c&#8217;\u00e8, e del Vicesindaco. Eccolo; lo richiamo affettuosamente al suo posto, cos\u00ec da poterlo guardare mentre io mi esprimo, perch\u00e9 a me piace anche seguire i cenni di assenso o dissenso rispetto alle cose che andr\u00f2 a dire.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Riguardo al tempo assegnatomi, Presidente, io la ringrazio per la magnanimit\u00e0 sua e di chi la ha eventualmente autorizzata a darmene tanto. Io, per evitare di splafondare, sto facendo una cosa che non ho mai fatto in vita mia, cio\u00e8 non parler\u00f2 a braccio. Ho tentato di sintetizzare il mio pensiero in un dattiloscritto; credo sia venuto in soccorso alla vostra pazienza anche il mio computer, che tra una telefonata e l&#8217;altra ha fatto un po&#8217; le bizze, e temo che qualche pezzo si sia perduto. Spero, tuttavia che non si sia perduto il filo di continuit\u00e0 che ho tentato di dare al mio intervento. Rispetto ai 60 minuti concessimi, quindi, vi tranquillizzo: far\u00f2 di tutto per stare molto al di sotto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Solo due accenni, prima di entrare nel vivo del &#8220;Rinaldi-pensiero&#8221;, alle situazioni di incompatibilit\u00e0 rispetto all&#8217;interesse legato ad una correlazione diretta ai temi adesso in trattazione e sulle modalit\u00e0 della votazione, per quanto mi riservi di esprimermi in maniera pi\u00f9 dettagliata quando entreremo nel vivo della votazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per adesso, vorrei solo ricordare che stiamo discutendo di due argomenti che, per quanto importantissimi, strategici, fondamentali, direi epocali per la citt\u00e0 di Potenza, sono due strumenti che attengono a pianificazione di carattere generale, ed anche se uno dei due &#8211; il Regolamento Urbanistico &#8211; apparentemente contiene degli elementi pi\u00f9 puntuali (DUT, DUSS, tessuti disomogenei ecc.), rammento ai Consiglieri della Terza Commissione che proprio uno degli emendamenti della Terza Commissione mira a riportare al potere volitivo politico alcune previsioni di semplificazione che c&#8217;erano nelle norme tecniche, che quindi, nella improbabile ipotesi che ci si possa ritrovare in una situazione di apparente interessamento diretto, verrebbe automaticamente annullata, cancellata e rinviata. Questo lo dico anche a beneficio di me stesso, perch\u00e9 non vorrei ritrovarmi in aula a votare i due provvedimenti da solo o con altre poche &#8220;unit\u00e0&#8221;. Sono argomenti che meritano di essere trattati e votati con la massima presenza possibile in Consiglio Comunale perch\u00e9 trasformeranno il volto della citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sulle modalit\u00e0 di votazione, sull&#8217;accenno fatto dal Segretario Generale al criterio di votazione degli emendamenti, alla necessit\u00e0 di acquisire pareri e quant&#8217;altro dir\u00f2 qualcosa, ma quando entreremo nel vivo della votazione. Per adesso, tengo a ribadire &#8211; come ha fatto anche l&#8217;Assessore all&#8217;Urbanistica &#8211; che i due argomenti (Regolamento Urbanistico e Piano Operativo) sono di importanza straordinaria per la citt\u00e0 di Potenza. Lo sono perch\u00e9, tra oggi e domani, se noi avvieremo &#8211; come auspico che faremo &#8211; l&#8217;adozione di questi due importantissimi strumenti, con piena consapevolezza anche del lavoro svolto dalla Commissione, noi staremo prefigurando, fondamentalmente, un restyling della citt\u00e0, un ridisegno, un aggiustamento complessivo che passa attraverso impianti, trapianti, aggiustamenti e riqualificazioni.<\/p>\n<p>Per comprendere tutto ci\u00f2, e l&#8217;importanza degli argomenti in discussione, ho provato &#8211; come ha fatto molto velocemente l&#8217;Assessore &#8211; a rivivere i tempi che abbiamo trascorso e durante i quali abbiamo affrontato queste tematiche. Immagino, naturalmente, che il discorso sar\u00e0 piuttosto tedioso e noioso per quelli che hanno fatto parte della Terza Commissione, perch\u00e9 conoscono bene quanto me le cose che dir\u00f2, ancorch\u00e9 sorvolando, non entrando proprio nello specifico delle cose; spero, tuttavia, di essere pi\u00f9 o meno interessante per coloro i quali, non avendo avuto il privilegio di appartenere alla Terza Commissione, forse avranno possibilit\u00e0 di cogliere l&#8217;essenza del lavoro che si \u00e8 consumato in diversi anni. Parto proprio dal 5 ottobre del 2004, quando si \u00e8 insediata la Terza Commissione Consiliare: gi\u00e0 in quella circostanza si diede atto del ruolo fondamentale e della missione strategica che poteva e doveva essere svolta dalla stessa nell&#8217;ambito delle materie di competenza (dall&#8217;assetto e utilizzazione del territorio urbanistico, alle opere pubbliche, all&#8217;immagine urbana, alla mobilit\u00e0 e alla tutela dell&#8217;ambiente).<\/p>\n<p>Apparve immediatamente comprensibile a tutti i Consiglieri Comunali appartenenti alla Commissione, a prescindere dalla diversit\u00e0 di opinione politica e partitica di ciascuno, la delicatezza della missione da svolgere, ispirata unicamente dall&#8217;interesse per il soddisfacimento dei bisogni della nostra comunit\u00e0, ed in questo contesto forte \u00e8 stata per me la sensazione di grande responsabilit\u00e0 che mi ha pervaso da subito, unitamente al sentimento di lusinga che pure ho provato quando \u00e8 stato deciso di affidarmene la Presidenza.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; proprio da queste considerazioni che \u00e8 partito il viaggio politico di una Commissione che ha dovuto fare i conti da subito con il P.R.G., quello cosiddetto vecchio (l&#8217;Assessore l&#8217;ha detto otto volte: &#8220;vecchio P.R.G.&#8221;), e con la nuova filosofia di approccio all&#8217;Urbanistica, quella indicata dalla Legge Regionale 23\/99, fatta di Piano Strutturale, di Regolamento Urbanistico, di Piani Operativi e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; stato un viaggio difficile che per oltre due anni, fino ad oggi, ci ha visti impegnati nello sforzo comune di capire come affrontare il quasi contemporaneo dualismo concettuale dei due diversi approcci ed orientamenti urbanistici, cio\u00e8 come proiettarsi verso il futuro &#8211; quello della Legge 23\/99 &#8211; senza violare le previsioni vigenti del P.R.G., cos\u00ec come senza mai trascurare l&#8217;attivit\u00e0 posta in essere dal Sindaco e dalla Giunta e rinviata al parere della Commissione, che ha sempre offerto priorit\u00e0 nell&#8217;agenda dei propri lavori, lavori assolti categoricamente, con il massimo della seriet\u00e0 e del rigore, molto spesso &#8211; o quasi sempre &#8211; approdati a valutazioni unanimi sia quando il giudizio \u00e8 stato positivo, sia in situazioni possibili di censura (e ve ne sono state certamente alcune).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Del grande lavoro svolto in questi due anni e mezzo si potrebbe fornire puntuale elenco cronologico, come pure documentabile \u00e8 ogni singolo passaggio amministrativo e politico dell&#8217;iter di formazione delle deliberazioni attinenti ai protagonisti di queste vicende (il P.R.G. e il Regolamento Urbanistico, in altri termini, l&#8217;urbanistica).<\/p>\n<p>Ma passiamo, ora, al contesto in cui si \u00e8 lavorato e si sta lavorando in Commissione, con uno sguardo sempre rivolto al passato e ad un P.R.G. che nessuna legge fino ad oggi ha mai sospeso o annullato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il 26 ottobre 2004 al Park Hotel si tenne un interessante convegno: &#8220;L&#8217;urbanistica del fare: scelte ed interventi per lo sviluppo dell&#8217;area metropolitana di Potenza&#8221;. Si parl\u00f2 di Legge Regionale 23\/99 e di Piano Strutturale, furono presentati due insigni urbanisti, Federico Oliva e Campos Venuti. In verit\u00e0 erano tre&#8230; c&#8217;era anche Boigas, di cui per\u00f2 non si \u00e8 saputo pi\u00f9 nulla. Il 7 dicembre 2005, al Grande Albergo, si tenne un&#8217;altra interessante iniziativa: &#8220;Verso Potenza 2009: la citt\u00e0 possibile verso il Piano Strutturale Metropolitano&#8221;.<\/p>\n<p>In questo spazio temporale pensavo di aver compreso che il ruolo della politica, e quindi della Terza Commissione Consiliare Permanente e mio personale, fosse quello di stimolare e promuovere ragionamento e riflessioni con dibattiti veri sull&#8217;argomento della citt\u00e0 futura, che partissero anche dall&#8217;analisi delle disfunzioni croniche della stessa, una citt\u00e0 urbanisticamente disordinata &#8211; premetto che amo la mia citt\u00e0, sono considerazioni purtroppo crudeli, ma realistiche -, una citt\u00e0 in cui i rioni pi\u00f9 funzionali sono quelli culturalmente pi\u00f9 bistrattati (ad esempio, Parco Tre Fontane e Verderuolo); una citt\u00e0 in cui i rioni pi\u00f9 nuovi sono privi di piazze e luoghi di svago. Si porta sempre come esempio negativo Macchia Romana e non si parla mai del caos della zona G, ben pi\u00f9 recente, dove i palazzoni sono frammisti a sontuose ville. Una citt\u00e0 dove nei quartieri pi\u00f9 nuovi si sono costruite prima le palazzine e poi le opere di urbanizzazione; una citt\u00e0 dove \u00e8 improgettabile &#8211; lo vedremo &#8211; un Piano Urbano di mobilit\u00e0 che funzioni al 100%, a fronte di diverse decine di migliaia di persone che ogni luned\u00ec arrivano in citt\u00e0 (se ne stimano oltre 100 mila, 140 mila). Una citt\u00e0 che, fatta salva l&#8217;eccezione del Centro Storico, neanche il terremoto dell&#8217;80 \u00e8 riuscito a riconfigurare completamente, perch\u00e9 ricca di centri direzionali e strutture amministrative sparpagliate sul territorio. Una citt\u00e0 dove non si \u00e8 mai badato al recupero e rifacimento dell&#8217;esistente, magari per migliorare il patrimonio edilizio, la viabilit\u00e0, la disponibilit\u00e0 di spazi aperti: la vivibilit\u00e0, in altri termini.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una citt\u00e0 dove il solo vivere \u00e8 difficile per lo strano mercato immobiliare che impone prezzi proibitivi sia di acquisto sia di fitto, anche perch\u00e9 risente proprio del forte stallo dei piani attuativi. Una citt\u00e0, in sostanza, con una travagliata storia urbanistica, di profilo indefinito, dotata di una variante generale al P.R.G., dal &#8217;75 all&#8217;87, con numerose stesure parziali prima dell&#8217;approvazione del 1988 e dell&#8217;ultima versione PRUSST del 2002; una citt\u00e0 attanagliata da seri problemi che l&#8217;hanno paralizzata insieme all&#8217;economia indotta.<\/p>\n<p>Che la nostra citt\u00e0, in sostanza, necessitasse di un nuovo disegno urbanistico era del tutto evidente, impellente ed urgente. All&#8217;uopo la direzione indicata e percorsa dal Sindaco nel suo bilancio del primo anno con le varie opere pubbliche realizzate e realizzande (scale mobili, tangenziali, Nodo Complesso, riqualificazione e quant&#8217;altro), e realizzabili ancora (chiusura del Centro Storico alle automobili, delocalizzazione dello Stadio Viviani e quant&#8217;altro) era ed \u00e8 senz&#8217;altro quella giusta verso la citt\u00e0 possibile, che doveva necessariamente rianimarsi per poter entrare in un circuito di tipo metropolitano.<\/p>\n<p>Il tema, quindi, \u00e8 sembrato da subito essere il superamento dell&#8217;attuale ed anacronistico Piano Regolatore Generale. Ma come? La Regione Basilicata \u00e8 stata tra le prime in Italia ad aver promulgato una legge, la numero 23\/99, che dispone norme per il governo ed uso del territorio, con una visione della pianificazione urbanistica meno rigida e mutevole; una legge apparentemente semplice, fatta prevalentemente di definizioni, ma tecnicamente complessa, atteso che \u00e8 stato necessario emanare una circolare interpretativa nel 2001, un regolamento di attuazione nel 2003 e, come se non bastasse, un&#8217;ulteriore circolare esplicativa nel novembre del 2006.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lodevole \u00e8 stata, quindi, l&#8217;iniziativa di offrire un approccio alla nuova normativa con il coinvolgimento di due insigni urbanisti di fama internazionale e con un&#8217;idea di progettualit\u00e0 estesa all&#8217;hinterland potentino, in una visione olistica di area metropolitana.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La sfida che attendeva l&#8217;Amministrazione consisteva nel saper progettare il grande cambiamento della filosofia di gestione e utilizzazione del territorio, passando dall&#8217;antiquato P.R.G. al Piano Strutturale previsto dalla nuova disciplina. Il passaggio non era e non \u00e8 solo di carattere etimologico, bens\u00ec di sostanza: si sarebbe dovuti passare in concreto da un piano, come detto, rigido e paradossalmente non sufficientemente approfondito ad un piano concettuale, leggero e mutabile. Ma, allora, \u00e8 l&#8217;esaltazione della politica, chiamata ad esercitare la propria azione in una azione di sistema che certamente prelude ad un approfondito dibattito che non poteva che essere incoraggiato attraverso la comunicazione e l&#8217;informazione. Un Piano, dunque, che fosse di orientamento, che fornisse delle idee di sviluppo e di crescita del benessere collettivo, e non dei vincoli. Questo avrebbe permesso alla citt\u00e0 di modellarsi nel tempo, in base all&#8217;evoluzione delle proprie esigenze.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Era giunta l&#8217;ora di avviare un serio dibattito in ragione delle oggettive vocazioni del territorio per ipotizzare, sempre in un contesto di visione d&#8217;area metropolitana, riordino e sistemazione di scuole, strutture sportive, servizi, attivit\u00e0 artigianali ecc. Ebbene, guardando alla filosofia urbanistica affermata durante i lavori del convegno del Park Hotel si immaginava si potesse e dovesse giungere, nel breve periodo, al disegno di una citt\u00e0 libera dalle industrie e calibrata per gli usi abitativi, una citt\u00e0 capace anche di recuperare una propria identit\u00e0 storico\/culturale e di assurgere non ad epicentro del territorio provinciale e regionale, ma a centro di eccellenza e punto di snodo di energie politiche, economiche, sociali e culturali del territorio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel medio periodo, invece, si aspettava che un sostanzioso aiuto per la soluzione di talune questioni potesse essere offerto ai cittadini dallo strumento di transizione o, forse meglio, di mediazione, previsto sempre dalla L. 23\/99, cio\u00e8 il Regolamento Urbanistico, per il quale esistevano ed esistono dei termini di adozione previsti dalla stessa Legge, termini che ad oggi sono stati differiti pi\u00f9 di una volta, per un totale di circa sette anni complessivi, ed oramai &#8211; fortunatamente &#8211; scaduti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; importante che sia compreso da tutti che il termine di adozione del Regolamento Urbanistico \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 \u00e8 da quella data che sarebbe stato e sar\u00e0 congelato il P.R.G., fatti salvi i diritti acquisiti e poche altre tipologie di interventi di recupero, di interventi diretti ecc. Si tratta di un Regolamento Urbanistico che va a bloccare un P.R.G. trasformato per il solo 28%, dopo essere stato accusato, per altro, di essere sovradimensionato nelle sue previsioni. Un P.R.G. che in verit\u00e0, per stessa ammissione degli Assessori che si sono avvicendati dall&#8217;88 ad oggi, a partire dal primo di quel tempo, \u00e8 stato di difficile traduzione, perch\u00e9 l&#8217;Amministrazione Comunale non ha mai redatto i Piani Esecutivi. Perch\u00e9 impossibilitata?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma la dimostrazione che non fosse sovradimensionato \u00e8 data dalla quantit\u00e0 di persone che hanno dovuto, in questi anni, stabilirsi con la dimora nei paesi limitrofi a Potenza e da quanti non hanno trovato ospitalit\u00e0 nel mercato immobiliare potentino e continuano a frequentare la citt\u00e0, per studio o per lavoro, in modo pendolare, con tutti i rischi annessi e connessi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La verit\u00e0 \u00e8 che la politica non ha preso iniziative serie e concrete per la trasformazione del P.R.G., che i cittadini proprietari di suoli edificabili hanno pagato l&#8217;ICI per anni senza mai produrre alcun reddito dai suoli medesimi, ed i piani urbanistici esecutivi sono rimasti in concreto accessibili solo a chi avuto la capacit\u00e0 economica e tecnica di redigerli in proprio, principalmente imprenditori; imprenditori cui &#8211; sia chiaro, nessuno escluso &#8211; va il mio sincero e convinto ringraziamento, perch\u00e9 senza di loro neanche quel 28% di trasformazione del P.R.G. sarebbe stato prodotto, con la conseguenza che la fuga di centinaia di famiglie verso i paesi limitrofi, che si \u00e8 verificata nell&#8217;ultimo decennio, sarebbe potuta essere una vera e propria emorragia demografica.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tutto ci\u00f2 ha causato, e non sono solo io a dirlo, un mercato immobiliare alterato. I prezzi molto alti che sono praticati, sia per l&#8217;acquisto delle case, sia per i fitti, non sono coerenti con la capacit\u00e0 economica locale. Il caro-casa ha raggiunto livelli ormai insostenibili per le famiglie con reddito medio e medio basso; i costi per l&#8217;acquisto ed i prezzi dell&#8217;affitto sono rapportabili ad almeno uno stipendio per le famiglie con due redditi, e sono superiori all&#8217;intero reddito familiare delle fasce deboli.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una crescita continua di prezzi dovuta principalmente alla quantit\u00e0 della domanda e ad un mercato immobiliare sempre pi\u00f9 finanziarizzato e proiettato al massimo rendimento degli investimenti nel settore: tali tendenze hanno bloccato una domanda abitativa nuova, articolata e diversificata sul territorio, con un allargamento anche dello stock di residenze in affitto, e non gi\u00e0 una sua contrazione. Da qui il disagio abitativo che colpisce le famiglie a reddito medio, mono-reddito e mono-genitore, gli anziani, i singoli, i giovani e i lavoratori che si trasferiscono per motivi di studio o di lavoro, gli immigrati, costretti a vivere in condizioni di precariet\u00e0 e di sovraffollamento. Questa era ed \u00e8 la condizione di partenza, la verit\u00e0 sullo stato comatoso in cui versa la citt\u00e0, tutto il resto \u00e8 fatto di chiacchiere e bugie.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In tale quadro ecco, allora, che la Commissione si \u00e8 interrogata su quale fosse il percorso pi\u00f9 corretto da intraprendere, e lo ha fatto chiedendo ripetutamente, nei due anni scorsi, all&#8217;Amministrazione &#8211; politici e dirigenti degli Uffici preposti di volta in volta interessati &#8211; come porsi a fronte di proposte di piani ancora attuativi del P.R.G. rispetto all&#8217;apparente incombenza della scadenza dei termini per l&#8217;adozione degli Regolamento Urbanistico. Ricordo, ancora una volta, che la data di scadenza \u00e8 stata differita per sette anni. Altra cosa sarebbe stata se la Legge Regionale avesse imposto, sin dalla sua entrata in vigore, il blocco del P.R.G., con fissazione di tempi brevi e certi per la redazione dei nuovi strumenti di pianificazione, cio\u00e8 il Piano Strutturale e poi il Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Abbiamo continuato a farlo, in Commissione, anche mentre l&#8217;Amministrazione ha cessato di parlare di Piano Strutturale ed ha lanciato forte l&#8217;iniziativa per la redazione del Regolamento Urbanistico. Anche in questa circostanza la Commissione non si \u00e8 preoccupata di sapere perch\u00e9 si invertisse il senso di marcia (quello idealmente pi\u00f9 corretto si immaginava potesse essere: Piano strategico strutturale e quindi il R.U.), ma si \u00e8 preoccupata, essenzialmente, di sapere come affrontare i piani urbanistici presentati e in itinere presso gli uffici tecnici, proprio in ragione di una incombente norma di salvaguardia insita nell&#8217;adozione del Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Abbiamo, cos\u00ec, chiesto e tentato di ragionare con l&#8217;Amministrazione per comprendere cosa si prospettasse per il Regolamento Urbanistico e quali fossero i potenziali piani esecutivi in itinere, al fine di svolgere un ragionamento politico univoco, ma purtroppo non si \u00e8 approdati a nulla, se non alla constatazione &#8211; sempre la stessa &#8211; che finch\u00e9 non intervenisse la norma di salvaguardia a bloccare l&#8217;efficacia del P.R.G. gli Uffici, e di conseguenza la Commissione Consiliare, avevano l&#8217;obbligo di istruire e di valutare le proposte che arrivavano dai privati ai sensi ed in attuazione del P.R.G. vigente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Abbiamo chiesto di capire, inoltre, se i due diversi uffici comunali che si occupano, rispettivamente, di P.R.G. e di Regolamento Urbanistico lavorassero in sinergia per rendere compatibili i due diversi lavori, ed abbiamo chiesto di offrirci una ricognizione dei piani e delle pratiche giacenti (fu fatto il 12 aprile 2005) e quali fossero le bozze di Regolamento Urbanistico eventualmente pronte da offrire alla Commissione (27 ottobre 2005).<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 stato il seguente: dei piani pendenti in istruttoria presso l&#8217;Ufficio Edilizia abbiamo avuto contezza pi\u00f9 dettagliata, in prima battuta, grazie alla socializzazione da parte di un consigliere della risposta ad una sua interrogazione, in seconda battuta da una nota inviata al Sindaco da parte del dirigente dell&#8217;Unit\u00e0 di Direzione Edilizia. Per quanto riguarda, invece, il Regolamento Urbanistico, dopo pur flebili tentativi siamo riusciti ad avere &#8211; il 23 febbraio dello scorso anno &#8211; le norme tecniche, o per meglio dire la proposta di norme tecniche, e una serie di elaborati grafici.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per ci\u00f2 che concerne la sinergia tra i due uffici comunali, neanche a parlarne. I due uffici hanno proceduto autonomamente, su binari paralleli, che non si incontrano mai perch\u00e9 \u00e8 giusto che sia cos\u00ec, fu affermato, giacch\u00e9 il lavoro di quello che si occupa di P.R.G. non deve essere influenzato da quello dell&#8217;altro che si occupa di Legge Regionale 23\/99, e viceversa, o meglio di Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Stessa identica cosa pu\u00f2 e deve fare la Commissione, fu stabilito: andare avanti alla giornata, esprimendo i pareri di competenza su tutte le pratiche, ancorch\u00e9 relative a piani urbanistici, che vengono trasmesse alla stessa. Questo fu detto alla Commissione, ed \u00e8 esattamente ci\u00f2 che la Terza Commissione ha fatto, essendo decisamente l&#8217;unica e sola cosa che tanto gli uffici regionali e comunali, quanto il Sindaco, la Giunta e, in ultimo, la Commissione potevano e dovevano fare nel rispetto della legge, innanzitutto, e di quei cittadini &#8211; imprese e non &#8211; che, comunque, sono riusciti ad adoperarsi in uno sforzo, anche economicamente significativo, per produrre piani urbanistici.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non si poteva fare diversamente senza rischiare l&#8217;abuso d&#8217;ufficio, e non poteva essere altrimenti anche rispetto ad una scadenza dall&#8217;orizzonte incerto e variabile. Nel 2002, ad esempio, non si poteva immaginare che la scadenza del R.U. arrivasse al 2008, ma ci\u00f2 non ha impedito, per\u00f2, di approvare un piano di lottizzazione di cui, il 5 marzo 2007, avremmo pure dovuto votare, addirittura, una banale variante (cosa che fu fatta nei mesi successivi).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci siamo ritrovati, in sostanza, con sei piani urbanistici esecutivi, figli dell&#8217;intelligente previsione di piano quadro di due aree (la C4\/C5 e la C8B), approvati &#8211; i piani quadro, intendo &#8211; entrambi nell&#8217;anno 2000, unici esempi di concreto sforzo di semplificazione all&#8217;approccio al P.R.G. che si \u00e8 prodotto in venti anni, sforzo peraltro prodotto &#8211; sia chiaro &#8211; da parte di privati, e non dall&#8217;Amministrazione Comunale. Il settimo piano arriva, addirittura, da molto pi\u00f9 lontano, dal 1995.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Commissione ha fatto esattamente ci\u00f2 che doveva fare, pur tra mille difficolt\u00e0; ha valutato e poi licenziato le proposte in maniera rigorosa, responsabile e corretta; un lavoro serio, che ha dovuto fare i conti, in ben otto mesi, anche con il rischio di lasciarsi trascinare, in tutta buona fede, in valutazioni di tipo tecnico, per le quali si \u00e8 dovuto ricordare a noi stessi (quando ne \u00e8 ricorsa la circostanza) che il merito tecnico \u00e8 di appannaggio esclusivo del dirigente dell&#8217;Unit\u00e0 di Direzione competente, e che il nostro giudizio, invece, doveva riferirsi al merito politico in uno alla coerenza con il P.R.G. vigente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Abbiamo anche dovuto fare i conti con quanti ci hanno accusato di ritardare l&#8217;approvazione dei PUE (Piani Urbanistici Esecutivi), quando in uno di essi (Comparto 1 del C4\/C5) sono sorte delle perplessit\u00e0 in ordine alla legittimit\u00e0 della proposta di deliberazione. Si \u00e8 aperto un dibattito sulla questione, che dopo richieste di pareri e formulazione degli stessi ha portato ad un valido quanto opportuno chiarimento che ha messo intorno al tavolo della Terza Commissione il Sindaco, l&#8217;Assessore all&#8217;Urbanistica, il Segretario Generale, il Dirigente dell&#8217;Ufficio Legale, il Dirigente dell&#8217;Ufficio Edilizia e quello dell&#8217;Ufficio di Piano, chiarimento che ha indotto la Giunta a ritirare le prime quattro proposte di deliberazione che accompagnavano i piani, due, addirittura, gi\u00e0 iscritte all&#8217;ordine del giorno di un Consiglio Comunale del dicembre 2006 (una di queste anche ingiustamente ritirata) per riformularle alla luce delle valutazioni procedurali e di merito svolte intorno a quel tavolo, per poi ripresentarle per l&#8217;analisi in Commissione nuovamente con il parere favorevole della Giunta.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quello stesso valido chiarimento poi, in definitiva, \u00e8 stato ripetuto e riutilizzato in formato standard per i successivi piani che ci sono giunti, fino ad arrivare al 7, quando &#8211; paradossalmente ed inaspettatamente &#8211; piuttosto che elogiare il virtuoso meccanismo di omogeneit\u00e0 e semplificazione amministrativa che si era riusciti, tutti insieme, a costruire, le nuove accuse lanciate &#8211; ancorch\u00e9 a destinatari non propriamente definiti &#8211; sono state quelle di rallentamento dell&#8217;iter di approvazione del Regolamento Urbanistico o, addirittura, di osteggiamento alla realizzazione del Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Altro tipo di accuse, fatte forse in buona fede, perch\u00e9 magari miravano altrove, sono giunte, comunque, all&#8217;attenzione della Commissione da parte di chi ha paventato il pericolo di produrre &#8220;mostri&#8221; urbanistici figli di approvazioni frettolose di piani. Non erano e non sono n\u00e9 mostri urbanistici &#8211; ancorch\u00e9 piccoli -, n\u00e9 approvazioni frettolose. La pi\u00f9 veloce aveva subito un iter complessivo di otto mesi dalla presentazione, ottenendo tutti i pareri prescritti dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, comunali e regionali.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Orbene, premesso e compreso &#8211; spero &#8211; che in vigenza di P.R.G. i cittadini avevano diritto di presentare i piani, e che gli Uffici avevano il dovere di istruirli, il Sindaco e la Giunta li hanno approvati, bando ad ogni diversa ipotesi, la Terza Commissione Consiliare non poteva fare valutazioni di mera opportunit\u00e0 rispetto ai piani, che viceversa sono stati tutti meritevoli di positiva valutazione &#8211; direi obbligatoria -. Ma allora? Allora, i sette piani avevano l&#8217;opportunit\u00e0 di essere approvati, anche in questo caso non sono solo io a dirlo, ma anche i tre uffici regionali e comunali che se ne sono occupati, oltre alla Giunta e alla Commissione, perch\u00e9 rispettavano e rispettano il PRG vigente, perch\u00e9 non erano e non sono mostri urbanistici, ma perfettamente coerenti con la vocazione naturale e giuridica stabilita per le tre diverse zone della citt\u00e0 in cui si chiedeva fossero realizzati, perch\u00e9 non potevano contrastare con un Regolamento Urbanistico che, di fatto, ancora non esisteva.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Forse \u00e8 opportuno ricordare a quanti pensassero di poter sigillare la proposta tecnica di Regolamento Urbanistico che appunto tale \u00e8, cio\u00e8 una proposta tecnica che deve essere approvata dal Consiglio Comunale mediante lo stesso iter amministrativo seguito dai sette piani all&#8217;epoca incriminati; per cui sia chiaro una volta per tutte che la decisione finale su cosa doveva e poteva contenere il Regolamento Urbanistico \u00e8 attribuita alla politica e sar\u00e0 esercitata dal Consiglio Comunale e non da altri.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vi \u00e8 un&#8217;altra ragione per la quale quei piani avevano il diritto di essere approvati. Le nuove abitazioni che si immettono sul mercato o, come le chiamano i tecnici, le nuove stanze &#8211; quelle vere &#8211; sono queste, perch\u00e9 partono dal mercato; non sono quelle imposte in un R.U. che non si comprendeva, all&#8217;epoca, fino a quale punto intendesse assolvere al compito conferitogli dalla legge di regolamentare gli insediamenti esistenti e sembrava volesse assumere con presunzione la dimensione di un nuovo P.R.G., dimenticando che la Legge Regionale prevede ben altri strumenti chiamati ad esprimersi sulla vocazione e trasformazione dei suoli (Piano Strutturale, Piani Operativi e Piani Attuativi).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma i piani non furono approvati, bens\u00ec ritirati per poter essere revisionati ed armonizzati con il redigendo Regolamento Urbanistico di cui, nei primi mesi dell&#8217;anno 2007, come dicevo, arrivano le prime bozze delle norme tecniche di attuazione anche in Terza Commissione Consiliare. Da l\u00ec parte la svolta. La Terza Commissione Consiliare si avvia in questa difficile e faticosa avventura conoscitiva della proposta tecnica di Regolamento Urbanistico che si va via, via formando, anche a latere delle stimolazioni prodotte dalla stessa Commissione, in un lavoro assiduo e costante, fatto di presentazioni, sopralluoghi, approfondimenti e confronti non privi di criticit\u00e0 e scontri, ma condotti con la determinazione di quanti vogliono tentare a tutti i costi di orientare verso un prodotto il migliore possibile.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo periodo \u00e8 durato quasi un anno, un anno durante il quale l&#8217;Ufficio di Piano \u00e8 arrivato alla proposta definitiva di Regolamento Urbanistico approdata e licenziata dalla Conferenza di Pianificazione il 3 dicembre 2007. Da tale ultima data, la Commissione ha raddoppiato l&#8217;attivit\u00e0, passando quasi in &#8220;vivisezione&#8221; la proposta di Regolamento Urbanistico mediante l&#8217;organizzazione di incontri tematici nei quali sono stati resi edotti della proposta quanti hanno avuto voglia, passione e tempo per ascoltare e capire. Chi non sa non ha voluto n\u00e9 sapere, n\u00e9 capire, o non ha partecipato. Impegno precipuo della Commissione \u00e8 stato, infatti, finanche quello di pubblicizzare il calendario dei lavori, con la speranza che cittadini e stampa potessero assistere e, a margine, perch\u00e9 no, commentare e suggerire.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Abbiamo persino registrato e stampato l&#8217;intero svolgimento dei lavori della Commissione per gli interi mesi di gennaio e febbraio scorsi, e distribuito a tutti i componenti della Commissione la copia del CD contenente tali registrazioni, al fine di rendere i lavori al massimo possibile trasparenti ed accessibili a tutti. Malgrado gli sforzi prodotti, tuttavia, l&#8217;amara constatazione che ad onorare l&#8217;impegno della Commissione siano stati, invece, solo un cittadino, una giornalista ed un fotografo, che con costanza di interesse hanno seguito i lavori, \u00e8 stata unicamente compensata dai giudizi che gli stessi hanno ricavato dalle modalit\u00e0 di svolgimento dei lavori; essi hanno offerto a noi tutti, in modo assai lusinghiero, un attestato per il modo vero di conoscere, capire, confrontare e proporre con passione, che ha contraddistinto e gratificato ogni componente della Commissione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Altri erano fuori, o forse pi\u00f9 dentro di noi, a commentare, criticare o elogiare, anche nel dettaglio, tanto il Regolamento Urbanistico quanto il Piano Operativo in cui sono confluiti i piani, magari anche tramite stampa, ma non in Commissione Consiliare. Quando si dice partecipazione&#8230; quella offerta, ma non accolta. Strano modo di essere! Ciononostante il lavoro \u00e8 continuato in maniera operosa, categorica e rigorosa, tanto da produrre ben 87 emendamenti, esaminati e discussi in maniera asettica e, addirittura, anonima, tutti stimolati ed animati dallo stesso comune interesse: sottoporre la proposta tecnica ad un tentativo di maggiore umanizzazione degli strumenti urbanistici in discussione. E&#8217; proprio di questo impegno aggiuntivo che la Terza Commissione ha tentato di offrire che vorrei tentare di fare cenno in modo sintetico, senza rischiare di dover fare il percorso daccapo, durato quasi tre mesi in Commissione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci\u00f2 di cui, invece, non voglio parlare, perch\u00e9 \u00e8 pleonastico per me, anche perch\u00e9 arrivo a farlo dopo aver ascoltato e letto giudizi e commenti di personaggi pi\u00f9 o meno autorevoli, sono i principi generali, la filosofia di impianto su cui \u00e8 stata redatta la proposta di Regolamento Urbanistico, i principi, quelli fatti di perequazione, di adeguamento qualitativo e quantitativo di standard, di aumento di verde e percorsi di verde e via dicendo. Su questo \u00e8 difficile dissentire e non accogliere &#8220;a quattro braccia&#8221; tale filosofia, pertanto del tutto superfluo sarebbe dilungarmi da parte mia.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vorrei precisare, invece, che l&#8217;azione posta in essere dalla Commissione \u00e8 stata proprio quella di partire dalla consapevolezza della bont\u00e0 dei principi ispiratori che, tuttavia, proprio perch\u00e9 principi, sono stati tradotti in fatti, in oggetti di cui \u00e8 composto il Regolamento Urbanistico, analizzando i quali sicuramente ci si \u00e8 accorti che qualche critica, pure giunta attraverso la stampa, non era del tutto peregrina e che passare dalla teoria alla pratica non \u00e8 quasi mai semplice. Ed \u00e8 cos\u00ec che, tornando agli 87 emendamenti, gli stessi hanno rappresentato per la Commissione, e spero rappresenteranno per il Consiglio, il tentativo di apporre aggiustamenti non capillari, ma di sostanza, in un universo di cose fatte di DUP, DUT, DUSS, tessuti disomogenei, ambito urbano, ambito extraurbano, periurbano e quale altra diavoleria di acronimo \u00e8 stata inventata all&#8217;uopo, che non sempre &#8220;dialogano&#8221; urbanisticamente tra loro.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; intento, quindi, del tutto asettico e, mi permetto di dire, nobile, perch\u00e9 prodotto con l&#8217;obiettivo di azionare il riequilibrio tra diritti e aspettative che vanno e vengono, tra diritti e aspettative che si trasformano e che migrano; la maggiore concretezza nella effettiva possibilit\u00e0 di realizzazione di taluni essenziali interventi di opere pubbliche e di riqualificazione utili alla citt\u00e0; la possibilit\u00e0 di recuperare al patrimonio pubblico ulteriori aree da acquisire gi\u00e0 trasformate ed attrezzate a parcheggio e verde pubblico in ambiti strategici del territorio urbano, in cui non \u00e8 detto che si debbano necessariamente riempire i vuoti con ulteriori sagome edilizie; la certezza che la perequazione non rischi di trasformarsi, seppure in buona fede, in sperequazione; la necessit\u00e0 di offrire qualche garanzia in pi\u00f9 a quella gente che, dopo aver atteso per venti anni il concretizzarsi di un sogno, rischierebbe di tramandare la stessa pia illusione alla generazione successiva, nonostante il Regolamento Urbanistico; la giustezza di ripararsi dal pericolo di frettolose fughe in avanti, ispirate da pseudo-principi di efficienza, efficacia e celerit\u00e0 dei procedimenti, che nell&#8217;interesse collettivo \u00e8 necessario, e indispensabile direi, che entro certi limiti restino di appannaggio propedeutico del potere volitivo politico e non gi\u00e0 del tutto demandati ai tecnici degli uffici (parlo di procedimenti amministrativi, naturalmente); il dovere di consentire, al di fuori dell&#8217;ambito urbano di una citt\u00e0 capoluogo di regione, che utopicamente qualcuno, forse nostalgico, continua a pensare debba, possa o, addirittura, abbia ancora una vocazione agricola, la possibilit\u00e0 di intervenire per rendere pi\u00f9 ortodosse ed allineate a condizioni ambientali pi\u00f9 civili la propria esistenza in vita anche nel territorio extraurbano e nel periurbano; l&#8217;opportunit\u00e0 di eliminare strade o, per meglio dire, pezzi di strada che giudicare inopportune \u00e8 generoso, perch\u00e9 duplicazioni e produttrici di spese inutili, che meglio potrebbero essere impiegate&#8230;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Potrei continuare cos\u00ec, ma preferisco fermarmi per affermare, ancora una volta, se non l&#8217;avessi gi\u00e0 fatto, che la Commissione si \u00e8 ispirata fortemente ed in maniera quasi sempre unanime al miglioramento politico in assoluto della proposta tecnica, e lo ha fatto con grande senso di responsabilit\u00e0 e coscienza, attraverso una prova di vera maturit\u00e0, che si \u00e8 manifestata fino all&#8217;autocritica, anche nel ritiro di tanti di quegli 87 emendamenti inizialmente presentati e nella trasformazione di altri di essi in ordini del giorno, anche per la consapevolezza di dover essere attenti a non sconvolgere, comunque, l&#8217;impianto, l&#8217;impalcato generale tecnico del Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo ha fatto la Commissione, e questo ho consegnato al Presidente del Consiglio Comunale per il prosieguo dei lavori in Aula e, rispettoso come sono delle Istituzioni e di questo consesso in particolare, ritengo sia appena il caso di ricordare anche a quanti nei giorni scorsi hanno voluto sottolineare che la potest\u00e0 di approvazione \u00e8 del Consiglio, giacch\u00e9 quello della Commissione \u00e8 solo un parere, che tuttavia \u00e8 un parere espresso da ben 19 Consiglieri comunali, quanti ne appartengono alla Terza Commissione, la met\u00e0 del Consiglio Comunale. Io ho rispetto di questi 19 consiglieri, me compreso.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tornando con l&#8217;attenzione ad una visione pi\u00f9 macroscopica degli argomenti all&#8217;ordine del giorno di questo Consiglio &#8211; cio\u00e8 Regolamento Urbanistico e Piano Operativo &#8211; voglio appena affermare che, in coerenza e continuit\u00e0 con l&#8217;approvazione del lavoro svolto dalla Commissione, con questa duplice azione amministrativa &#8211; Regolamento Urbanistico e Piano Operativo, ripeto &#8211; stiamo veramente compiendo il miracolo di avviare il riequilibrio economico di un mercato immobiliare drogato. E&#8217; il mio sogno di quasi nove anni di impegno da consigliere comunale: far abbassare il prezzo del mattone, ed \u00e8 quello che accadr\u00e0, non significa mettere in crisi il settore. Al contrario, significa renderlo pi\u00f9 stabile e duraturo, solo appena pi\u00f9 diluito nel tempo, cos\u00ec come \u00e8 stato fatto con l&#8217;euro, con cui, con ogni probabilit\u00e0, \u00e8 stato evitato il tracollo economico, perch\u00e9 non potevamo continuare a sostenere dei lussi che non ci potevamo permettere in questa economia di mercato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I vantaggi che ci offrono questi due importantissimi strumenti urbanistici, peraltro, derivano anche dal fatto che essi sono essenzialmente relativi a zone dove l&#8217;antropizzazione \u00e8 gi\u00e0 presente e con essa le urbanizzazioni primarie e secondarie, che grazie proprio alla realizzazione di nuovi piani (DUSS, DUT, DUP, piani operativi) non potranno che trarne giovamento, con l&#8217;esaltazione delle caratteristiche qualitative anche in termini migliorativi e di completamento. Con queste operazioni di aggiustamento ed ampliamento urbanistico, e con la loro effettiva e concreta capacit\u00e0 di realizzazione, si offrono centinaia di nuove case a prezzi variegati, alla portata di tutti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci sar\u00e0 da scegliere per tutti i ceti sociali, con la quota riservata all&#8217;edilizia privata per i ricchi, medi e piccoli borghesi, e con quella che \u00e8 garantita anche per l&#8217;edilizia pubblica convenzionata, che \u00e8 parte significativa dei tre piani riferibili alla zona Malvaccaro\/Macchia Giocoli, e quella relativa all&#8217;edilizia economico-popolare, attivata con un ragionamento per un collaterale intervento pubblico orientato a favore delle famiglie con reddito basso o medio-basso, per le quali la soluzione del problema abitativo non pu\u00f2 essere affidata al mercato privato, ma deve essere trovata nell&#8217;ambito di un rilancio dell&#8217;edilizia sociale, mediante l&#8217;individuazione immediata di aree per l&#8217;edilizia residenziale popolare da ratificare, come sar\u00e0 fatto, con l&#8217;approvazione del R.U. e della proposta di Piano Operativo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il rilancio dell&#8217;edilizia residenziale popolare \u00e8, quindi, altra condizione essenziale per il riequilibrio dell&#8217;intero mercato, in quanto risolvendo i problemi abitativi per le famiglie pi\u00f9 povere si permetter\u00e0 una maggiore dinamicit\u00e0 del mercato privato. Abbiamo, dunque, la straordinaria occasione di passare alla storia di questa citt\u00e0 come il Consiglio Comunale che ha determinato le condizioni per ri-offrire ospitalit\u00e0 a tutte quelle categorie di persone gi\u00e0 prima citate che finalmente potranno vivere di minori stenti, come quel Consiglio Comunale che, orientato solo dalla coscienza e dall&#8217;umanit\u00e0 di ciascun singolo consigliere che contribuisce alla politica, \u00e8 stato capace di infrangere il tabu di chi, essendo sazio, non crede e non si occupa di chi \u00e8 digiuno.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Realizziamo e progettiamo, quindi, la citt\u00e0 possibile, con un pizzico di altruismo, ben sapendo che lo faremo per i nostri figli e per i nostri nipoti. Facciamolo con trasparenza e partecipazione, nel rispetto e per l&#8217;affermazione dei diritti di tutti i cittadini, proprietari immobiliari e non, imprenditori e clienti, per un equilibrio biologico possibile del genere umano e non solo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Concludo il mio, come promesso, ridotto intervento con i ringraziamenti, non di circostanza, n\u00e9 di rito, ma sentiti e sinceri. Un ringraziamento alla politica che, pur togliendomi quattro anni or sono l&#8217;opportunit\u00e0 di spendermi per un incarico esecutivo, mi ha comunque offerto la possibilit\u00e0 di rivestire un ruolo istituzionale per me assai utile e prestigioso. Ho imparato tanto, e sono riuscito anche ad appassionarmi, talvolta a pregiarmi del ruolo, talora, purtroppo, anche ad esserne amareggiato sotto il profilo umano.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un ringraziamento fortissimo va alla Commissione, ad ogni singolo consigliere, di Maggioranza e Minoranza, tutti, nessuno escluso, che in un&#8217;azione spontaneamente congiunta hanno saputo sostenere ed elevare in me i valori e le necessit\u00e0 di espressione asettica della funzione che devono essere propri di ogni presidenza di carattere istituzionale. Bravi tutti nel premiare, con gesti, parole e comportamenti, il loro sentimento di stima e di riconoscimento di una interpretazione <em>super partes<\/em> cui spero di essere riuscito ad ottemperare, e per la quale mi scuso se talvolta posso aver mancato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un bravo e un bravissimo li rivolgo anche agli Uffici, a ciascun singolo componente, dirigente o collaboratore, strutturato e non, perch\u00e9 hanno saputo essere protagonisti su un palcoscenico difficile, dimostrando competenza, capacit\u00e0, abnegazione e infaticabilit\u00e0, anche se non sempre condivise nel merito degli oggetti trattati da me e\/o dalla Commissione, allora come ora, in quel dualismo che deve contraddistinguere la politica e la parte tecnica in uno sforzo finale di chi, per un verso o per l&#8217;altro, \u00e8 chiamato o mandato ad occuparsi della cosa pubblica. A loro rivolgo anche la mia stima sincera, perch\u00e9 tutti sono stati in prima linea a difendere il prodotto del loro lavoro con dignit\u00e0 e con caparbiet\u00e0, e non dietro le quinte, nascosti, magari per suggerire subdolamente strategie ed operazioni, perch\u00e9 in tal caso avrei provato sdegno e disapprovazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie a tutti voi, Presidente, Sindaco, signori della Giunta, Consiglieri tutti, per avermi gratificato della vostra attenzione e, perch\u00e9 no, per avermi sopportato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Si d\u00e0 atto che assume la Presidenza il consigliere Lovallo.<\/em><\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie, Presidente. Grazie anche da parte mia, che sono componente della Commissione, per l&#8217;illustrazione puntuale e dettagliata. I lavori, come da accordi presi all&#8217;inizio della mattinata, si aggiornano, per la pausa pranzo, alle ore 15.30. Grazie.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>La seduta del Consiglio Comunale viene sospesa alle ore 13.00; riprende alle ore 16.10<\/em>.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si procede all&#8217;appello nominale. I presenti sono 23; la seduta \u00e8 valida. Il Consiglio pu\u00f2 riprendere tranquillamente i propri lavori con gli interventi di carattere generale sui punti 2 e 3 all&#8217;ordine del giorno, sempre con la raccomandazione che abbiamo fatto questa mattina: cercate di contenere gli interventi nei tempi prefissati.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chi chiede di intervenire? Vi pregherei di iscrivervi, cos\u00ec possiamo cercare di alternare la partecipazione al dibattito dei diversi Gruppi. Prego, consigliere Pace.<\/p>\n<p>PACE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Innanzitutto, sento il dovere di ringraziare il Presidente della Terza Commissione per come ha organizzato ed armonizzato i lavori attinenti sia al R.U. che al Piano Operativo. Certamente, a mio parere, il Presidente non poteva utilizzare un metodo pi\u00f9 efficiente di quello che ha in effetti utilizzato, che ha permesso a tutti i componenti, attraverso le varie sedute ed i vari sopralluoghi, di capire e soprattutto di toccare con mano il contenuto del Regolamento Urbanistico e del Piano Operativo. Vorrei pure ringraziare l&#8217;Ufficio di Piano, nella persona dell&#8217;architetto Di Vito e di tutti i suoi componenti, l&#8217;ingegner Viggiano, Maggio, l&#8217;architetto Martinese, Mariani e De Angelis.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ringrazio anche l&#8217;ingegner Rocco Robilotta e Giuseppe D&#8217;Onofrio, che a mio parere hanno lavorato con grande professionalit\u00e0 e profonda dedizione al dovere. Per quanto riguarda il R.U., la Legge Regionale 23\/99 modifica, come sappiamo, radicalmente il modo di fare urbanistica in Basilicata, infatti il vecchio P.R.G. da oggi sar\u00e0 sostituito da tre nuovi strumenti urbanistici, quali il Piano Strutturale Comunale, che domani sar\u00e0 Metropolitano, il Piano Operativo e il R.U. Oggi noi ci apprestiamo ad adottare il Regolamento Urbanistico, strumento, questo, che per come \u00e8 stato redatto e per come ci \u00e8 stato illustrato dal professor Campos Venuti e dal professor Federico Oliva disciplina tutti gli insediamenti esistenti sul territorio comunale e attraverso nuove modalit\u00e0 dovr\u00e0 riqualificare e migliorare l&#8217;edificato esistente oltre, naturalmente, ad elevare la qualit\u00e0 della vita e delle infrastrutture.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; uno strumento che individua aree sulle quali \u00e8 possibile effettuare interventi diretti di edificazione, completamento ed ampliamento degli edifici esistenti, nonch\u00e9 aree da destinare ad opere di urbanizzazione e quelle da destinare a piani attuativi e delle infrastrutture. A proposito dei piani attuativi, ovvero di quei sette piani particolareggiati ritirati dal Consiglio Comunale in data 5 marzo 2007 e oggi riconfermati insieme ad altri tre piani all&#8217;ordine del giorno di questo Consiglio, non ho nulla da dissentire, anzi apprezzo gli sforzi che negli ultimi tempi ha fatto l&#8217;Amministrazione, insieme ai proponenti, ottenendo un ottimo risultato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ritornando al Regolamento Urbanistico, questo, per come \u00e8 stato redatto, \u00e8 finalizzato a raggiungere altri due importanti obiettivi: quello di immettere sul mercato 400 nuovi appartamenti l&#8217;anno al fine di calmierare i prezzi e quello di reperire aree da destinare ad edilizia residenziale sociale attraverso la cessione preventiva gratuita al Comune di aree pubbliche, a seguito della perequazione a salvaguardia dei diritti dei privati. Il Regolamento Urbanistico si occupa, inoltre, della viabilit\u00e0, riappropriandosi della proposta del PUM, che sviluppa e valorizza il sistema ferroviario, il trasporto su gomma e, soprattutto, completa ed utilizza il sistema viario esistente a servizio della citt\u00e0 e dei quartieri, inoltre prevede la tangenziale. Il tracciato di tangenziale definito dal PUM \u00e8 a nord-ovest, al quale si innestano la tangenziale Est e la nuova viabilit\u00e0 gi\u00e0 appaltata, che \u00e8 la cosiddetta tangenziale di Dragonara.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Premesso questo, verrebbe da dire che non c&#8217;\u00e8 nulla su cui dissentire, ma il R.U., da parte del sottoscritto, \u00e8 stato sempre poco condiviso, perch\u00e9 non ha mantenuto la sua definizione originaria, cio\u00e8 quella di disciplinare gli insediamenti esistenti, ma \u00e8 diventato &#8211; questa \u00e8 la mia interpretazione &#8211; un megapiano particolareggiato a favore del solo ambito urbano. Il suo dimensionamento ammonta a circa 13.200 stanze, di cui 4.650 relative ai cosiddetti diritti acquisiti e alle previsioni riconfermate, e pi\u00f9 di 5 mila stanze derivanti dai piani particolareggiati che dopo le note vicende sono stati &#8211; come oggi abbiamo gi\u00e0 detto &#8211; ricomprese nel Piano Operativo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Diversamente, invece, \u00e8 stata considerata la zona periurbana ed extraurbana dove risiede &#8211; come sappiamo &#8211; un terzo della popolazione. Le previsioni del R.U. al riguardo tengono conto di una diffusa domanda, tendendo a consentire, senza nuova edificazione, alcuni cambiamenti di destinazione d&#8217;uso (abitazioni, piccole attivit\u00e0 artigianali e commerciali, studi professionali), ma vietano l&#8217;edificazione in gran parte della zona periurbana, rinviando il tutto al Piano Strutturale, consentono invece l&#8217;edificazione nell&#8217;ambito extraurbano ai soli insediamenti legati effettivamente alla conduzione agricola di fondi e pi\u00f9 in generale all&#8217;attivit\u00e0 agricola. Questa \u00e8 una definizione riportata nella relazione generale, come pure \u00e8 riportato nelle norme tecniche: previa dimostrazione della loro funzionalit\u00e0 all&#8217;attivit\u00e0 agricola.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Di sicuro &#8211; a mio avviso &#8211; queste due definizioni offrono poca chiarezza, e di certo il tutto contribuisce a trascurare le aspettative di tutti quei cittadini che oggi rappresentano il terzo della popolazione della citt\u00e0 di Potenza. La mancata condivisione di quanto sopra ho detto ha permesso al sottoscritto di presentare degli emendamenti, sia al R.U. che alle norme di attuazione, emendamenti esaminati ed approvati dalla Terza Commissione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questi emendamenti tengono conto delle esigenze dei cittadini perch\u00e9, come \u00e8 noto a tutti, non \u00e8 un fenomeno nuovo che un numero sempre maggiore di cittadini scelga di andare a vivere nelle cosiddette campagne di Potenza. Le radici storiche di questo fenomeno risalgono a molti anni prima dell&#8217;ultimo dopoguerra e trovano il loro fondamento in quei coloni e mezzadri che popolavano i latifondi patrizi e della casta clericale. Con l&#8217;avvento della Repubblica tale vicenda ha avuto un&#8217;evoluzione, un&#8217;evoluzione positiva, nel senso che coloni e mezzadri sono diventati cittadini, cittadini veri che sono soggetti portatori di diritti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questi nostri concittadini hanno, nel tempo, scelto di continuare a vivere nelle campagne, conservando cos\u00ec uno stile di vita tradizionale e sano, profondamente connaturato alla nostra stessa natura di lucani. Negli ultimi anni la tendenza ad andare a vivere nelle cosiddette zone rurali si \u00e8 addirittura rafforzata, pur differenziandosi nelle motivazioni e negli stili di vita di chi ha operato questa scelta, ed \u00e8 innegabile che questa vicenda abbia prodotto degli effetti positivi, primo tra tutti il presidio del territorio: le nostre campagne non sono mai rimaste abbandonate a se stesse, e questo ha impedito che si producessero quei fenomeni di degrado che hanno interessato altre zone del Paese. Tale risultato, mai abbastanza valorizzato, va evidenziato ed \u00e8 assolutamente necessario operare nel senso di rafforzare questi benefici effetti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le mie proposte, i miei emendamenti, vanno proprio nel senso di raccogliere questa forte istanza che ci viene dal territorio, nel tentativo di programmare e pianificare azioni ad ampio raggio con il redigendo &#8211; almeno speriamo &#8211; Piano Strutturale Metropolitano, partendo dalle esigenze veramente espresse dalla cittadinanza. Si promuove in questo modo un nuovo metodo di intervento, opposto a quello praticato fino al pi\u00f9 recente passato, che ha prodotto mostri urbanistici (vedi la nave del Serpentone e la riqualificazione di Piazza delle Regioni).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questa mia proposta, invece, sorge sulla scorta di concrete e radicate esigenze e tende a raccoglierle e razionalizzarle nel miglior modo possibile nell&#8217;interesse della collettivit\u00e0. Molteplici sono le ragioni che spingono i cittadini a scegliere di abitare nelle campagne; prima di tutto la scelta di uno stile di vita legato alle tradizioni e ai nostri radicati valori, il costo eccessivo delle abitazioni nella cinta urbana della citt\u00e0, la necessit\u00e0 di trovare uno sbocco ad iniziative produttive che la mancanza di interventi in questo senso delega totalmente all&#8217;iniziativa dei singoli.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si propone, quindi, una soluzione per mezzo di un intervento di razionalizzazione degli esistenti nuclei rurali: essa consisterebbe nel restauro, nel recupero, nella riqualificazione e nell&#8217;adeguamento a migliori standard dell&#8217;esistente. Seguirebbe, poi, un intervento di pianificazione per raccogliere e promuovere le nuove istanze provenienti dalla cittadinanza attraverso un&#8217;azione tendente a produrre i seguenti effetti: contribuire ad una soluzione abitativa per molti cittadini, contribuire a calmierare i prezzi delle abitazioni in citt\u00e0, contribuire a decongestionare una citt\u00e0 che nella sua area urbana \u00e8 quasi al collasso, rafforzare notevolmente il presidio del territorio, sia in senso ecologico che sociale, permettere una continuit\u00e0 produttiva a numerose piccole e piccolissime imprese edili ed ai tanti piccoli studi di progettazione, offrire uno sbocco ragionevole a tante piccole iniziative economiche artigiane e commerciali, tutto quanto armonizzato alle attivit\u00e0 e alle esigenze tipiche delle tante grandi e piccole aziende agricole che insistono sul territorio della citt\u00e0, il cui apporto economico, sconosciuto, purtroppo, nella sua reale entit\u00e0, ma sicuramente sottovalutato, rappresenta un notevole contributo all&#8217;economia cittadina e, soprattutto, un validissimo sostegno ai bilanci di tante famiglie proprio in un momento come questo, in cui le nostre complessive condizioni economiche ed occupazionali non brillano.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le attivit\u00e0 squisitamente agricole potrebbero ricevere uno slancio positivo da un&#8217;azione innovativa ed equilibrata di promozione delle aree rurali, permettendo l&#8217;incremento e l&#8217;adeguamento strutturale delle aziende in s\u00e9 e beneficiando, inoltre, di tutti gli arricchimenti in termini di servizi di cui le campagne beneficerebbero con la mia proposta. Grazie.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ringrazio il collega Pace, anche per essere riuscito a mantenere il suo intervento nei tempi programmati. La parola al collega Mitro.<\/p>\n<p>MITRO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie, Presidente, e grazie ai Consiglieri che mi ascolteranno. Avrei preferito ringraziare anche il Sindaco, che per\u00f2 non \u00e8 presente. Sebbene io debba accogliere l&#8217;invito saggio, come al solito, del collega Luciano Petrullo, devo ringraziare il presidente Rinaldi. Lo ringrazier\u00f2 brevemente, sebbene il presidente Rinaldi meriti che io mi spenda e spenda qualche parola in pi\u00f9, per il lavoro duro ed intenso che ha svolto in Commissione, un lavoro paziente, nel quale io devo esprimere la piena mia personale ed incondizionata fiducia. Non so quante altre persone, al posto di Raffaele Rinaldi, seppure con qualche ingenerosa considerazione durante il suo percorso, sarebbero riuscite a mantenere i nervi saldi e a continuare nel suo lavoro prezioso.<\/p>\n<p>Io ti dico con grande chiarezza che io personalmente, sebbene sia un tipo moderato e tranquillo, non ci sarei riuscito. Al di l\u00e0 di questo mio personale convincimento, mi interessa in questo consesso, invece, esprimere il mio apprezzamento per la tua relazione. Poi metter\u00f2 in evidenza alcuni aspetti che mi hanno convinto e che mi convinceranno nel momento in cui il mio personale convincimento trasformer\u00f2 in un voto, alla fine dei lavori di domani, dopo la discussione sugli emendamenti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La tua relazione \u00e8 stata chiara. Hai consentito a tutti &#8211; me compreso, che non ho una conoscenza tecnica degli argomenti &#8211; di capire, di partecipare e di seguire la tua relazione, che \u00e8 stata anche concisa. Per te \u00e8 stata un&#8217;impresa essere conciso e compendioso, perch\u00e9 sappiamo che molto spesso, opportunamente, ti soffermi a lungo sugli argomenti perch\u00e9 il tuo intervento e i tuoi convincimenti diventino pi\u00f9 efficaci. E&#8217; stata una relazione lineare e coerente &#8211; su questo io personalmente non avevo dubbio &#8211; che mette in evidenza la tua onest\u00e0 e la tua lealt\u00e0 intellettuale, i tuoi sani principi di rettitudine, ed \u00e8 stata anche sincera. Sebbene tu appartenga ad una Maggioranza qualificata hai fornito anche degli spunti critici e questo aumenta ed avvalora di pi\u00f9 il tuo senso di responsabilit\u00e0 nei confronti non solo dei componenti della Commissione, ma anche dell&#8217;intero Consiglio Comunale. Non sei stato solo, sei stato aiutato da tutti i componenti della Commissione, sia di Maggioranza che di Minoranza, e nella tua relazione hai evidenziato la delicatezza della missione cui eri stato chiamato, ispirata al soddisfacimento dei bisogni della nostra comunit\u00e0. Questo \u00e8 un passaggio che hai fatto spesso, ed \u00e8 questo che mi soddisfa e mi rincuora principalmente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Condivido pure la parte sulle disfunzioni rilevate nell&#8217;analisi della citt\u00e0, cercando di dare, con il contributo di tutti, elementi nuovi per trasformare questa citt\u00e0. Tu hai parlato di una citt\u00e0 urbanisticamente disordinata, una citt\u00e0 priva di piazze e di luoghi di svago, una citt\u00e0 dove si sono costruite prima le palazzine e poi le opere di urbanizzazione, una citt\u00e0 che aveva bisogno in maniera impellente, urgente, di un nuovo regolamento e di un nuovo disegno urbanistico, ed \u00e8 l&#8217;argomento sul quale noi oggi siamo chiamati tutti ad esprimere il nostro parere.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Adesso vado ad evidenziare ed illustrare due o tre situazioni che mi hanno colpito in particolare nella tua relazione. Parlo dei Piani Urbanistici Esecutivi. Tu sai qual \u00e8 stato, durante il percorso, il mio personale convincimento in merito. Le valutazioni fatte dalla Commissione sono state tutte corrette, esatte ed equilibrate. A mio giudizio, la Commissione ha fatto &#8211; e lo dici tu nella tua relazione &#8211; esattamente ci\u00f2 che doveva fare: ha licenziato le proposte in maniera responsabile. A mio giudizio, i sette piani avevano il diritto di essere approvati, perch\u00e9 rispettavano il Piano Regolatore Generale vigente, perch\u00e9 erano coerenti &#8211; lo dici tu, e rimarco alcuni tuoi passaggi &#8211; con la vocazione naturale e giuridica, perch\u00e9 le tre zone richiedevano che tali interventi fossero fatti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il tuo lavoro, la motivazione che tutti i componenti della Commissione hanno avuto, era quello di orientare il lavoro verso un prodotto che fosse il migliore possibile; questo mi conforta, mi rassicura, perch\u00e9 la Commissione, cos\u00ec come dicevo inizialmente, nessun suo componente escluso, ha avuto la possibilit\u00e0 di proporre, di confrontarsi, di capire e di conoscere. Nel momento in cui tu hai reso pubbliche le date delle tue Commissioni hai dato la possibilit\u00e0 a tutti, a tutta la citt\u00e0, di essere presente. Alla luce della trasparenza avuta durante questo percorso, a mio giudizio, nessun cittadino della citt\u00e0 di Potenza potr\u00e0 dire che il Consiglio Comunale ha approvato un regolamento che egli non conosceva. Dobbiamo rilevare la scarsa partecipazione, eccezion fatta &#8211; come hai detto tu nella tua relazione &#8211; per un cittadino che ha partecipato ai lavori della Commissione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;elemento essenziale, a mio giudizio, che d\u00e0 la possibilit\u00e0 a tutti di discutere, sono gli emendamenti che sono stati approvati dalla Commissione e che saranno domani portati in discussione al Consiglio. Il fatto stesso che vi siano 87 emendamenti va inteso nel senso che i singoli componenti della Commissione, rispetto alla proposta tecnica, hanno avvertito l&#8217;esigenza (in maniera asettica &#8211; dicevi tu -, e io aggiungerei anche in maniera rigorosa, trasparente, efficace, perch\u00e9 animati tutti dallo stesso comune interesse) di cercare di apportare degli aggiustamenti agli strumenti urbanistici in discussione, il che significa che in realt\u00e0 si trattava &#8211; ed \u00e8 stato questo il vostro intento &#8211; di apportare un miglioramento alla proposta tecnica.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;amico Raffaele, nelle sue motivazioni, ha parlato di tutti gli intenti degli emendamenti proposti, ma ve ne sono alcuni che assumono, a mio giudizio, un rilievo e un significato particolare: quello di riequilibrare diritti e aspettative; la possibilit\u00e0 di recuperare al patrimonio pubblico ulteriori aree da acquisire, da attrezzare a parcheggi e a verde pubblico; la necessit\u00e0 di offrire, con questo Regolamento Urbanistico &#8211; e di questo elemento l&#8217;intero Consiglio Comunale dovrebbe avere grande consapevolezza -, la possibilit\u00e0 di avere delle risposte a tutta la gente che da oltre vent&#8217;anni aspetta di concretizzare il proprio sogno, nel senso che tale sogno non rimanga nel cassetto. Penso, poi, alla maggiore concretezza nel realizzare taluni servizi essenziali negli interventi per le opere pubbliche.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A mio giudizio, gli elementi sono tutti condivisibili, giusti, corretti. Io ho rispetto del lavoro fatto dall&#8217;intera Commissione. Sarebbe un&#8217;offesa, un grave danno, vanificare il lavoro fatto dalla Commissione andando a stravolgere le regole e l&#8217;impianto complessivo che la Commissione ha approvato. Con il fatto stesso di aver rinviato i lavori del Consiglio, il Consiglio ha preso atto della necessit\u00e0 che tutti i componenti della Commissione avessero un quadro chiaro per portare in Consiglio Comunale un atto che rispondesse alle esigenze della citt\u00e0 e fosse legittimo nella sua interezza.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questi emendamenti (pi\u00f9 volte l&#8217;ho ripetuto, ed anche il presidente Rinaldi questa mattina lo ha detto) sono emendamenti che migliorano una proposta tecnica, e a mio giudizio, sebbene vada il mio ringraziamento sia all&#8217;Ufficio Piano che all&#8217;Ufficio Urbanistico, la politica \u00e8 importante. Per quelle che sono le responsabilit\u00e0 che ciascun consigliere ha nei confronti citt\u00e0, la politica deve intervenire, perch\u00e9 altrimenti andremmo a svuotare di significato l&#8217;intero Consiglio Comunale. Con questi aggiustamenti, a mio giudizio, si rende la citt\u00e0 nuova, vivibile e pi\u00f9 rispondente alle sue reali esigenze e necessit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un altro passaggio &#8211; le chiedo ancora qualche minuto, Presidente, mi pare di non aver ancora sforato, mi riprenda, nel caso -: il rilancio dell&#8217;edilizia popolare. E&#8217; importante; risolve i problemi delle famiglie pi\u00f9 povere. Dobbiamo creare un riequilibrio del mercato; questa mattina hai chiamato, Raffaele &#8211; ti ringrazio per questo -, tutti i Consiglieri ad avere uno scatto d&#8217;orgoglio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ebbene, io ti dico che sono orgoglioso, personalmente, del tuo richiamo; anche io, insieme a te e a tutti i consiglieri comunali, vorrei passare alla storia come consigliere comunale che non solo ha guardato agli interessi collettivi della citt\u00e0, ma che ha guardato con particolare attenzione ai bambini, ai pi\u00f9 poveri, agli anziani e alle giovani coppie che da questa citt\u00e0, proprio in relazione al discorso sul costo della casa che tu stamattina evidenziavi, sono state costrette ad allontanarsi, giovani coppie che per poter comprare un appartamento devono pagare mutui per molti anni e vivere, di conseguenza, con molti stenti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Noi dobbiamo guardare al futuro e dare la possibilit\u00e0, attraverso i nostri interventi, ai nostri cittadini di guardare con pi\u00f9 fiducia e rinnovato slancio ed entusiasmo al prossimo futuro. Il mio auspicio e la mia certezza &#8211; per il rispetto che personalmente nutro per l&#8217;intelligenza di tutti i Consiglieri Comunali &#8211; \u00e8 che in questo consesso, atteso l&#8217;argomento cos\u00ec importante, ciascun consigliere, con le proprie motivazioni, dar\u00e0 il proprio contributo con altruismo (ed \u00e8 una parola che trovo nella tua relazione) per il bene della citt\u00e0, perch\u00e9 essa diventi pi\u00f9 accogliente, ospitale e vivibile. Vi ringrazio per l&#8217;attenzione e, veramente di cuore, ringrazio Raffaele.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ringrazio il collega Mitro. Ha chiesto di intervenire il collega Mussuto; prego. Pregherei gli altri Consiglieri di iscriversi per intervenire.<\/p>\n<p>MUSSUTO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie, Presidente. Io inizier\u00f2 dal primo punto all&#8217;ordine del giorno. Abbiamo ritirato il PUM perch\u00e9, come lei giustamente diceva questa mattina nella parte iniziale, non c&#8217;\u00e8 stato il tempo per &#8220;digerirlo&#8221;, discuterlo, eventualmente approvarlo. Non credo che sia stata una cosa di poco conto. A parer mio, il PUM, poich\u00e9 si interseca molto violentemente con le scelte del Regolamento Urbanistico, era un provvedimento che doveva in ogni caso essere portato insieme al Regolamento Urbanistico perch\u00e9 sappiamo bene che determinate scelte del PUM le ha recepite il Regolamento Urbanistico e viceversa. Le due cose si intersecano, proprio per quanto \u00e8 stato detto anche da coloro che mi hanno preceduto. Non si pu\u00f2 prima, come dire, costruire i fabbricati e poi pensare alle infrastrutture, e il PUM \u00e8 una parte essenziale di questo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; vero pure che tante scelte sono cadute &#8211; in termini di viabilit\u00e0, sto parlando &#8211; all&#8217;interno dei distretti e degli ambiti in cui si opera, in modo da realizzare le viabilit\u00e0 (diceva qualcuno, \u00e8 stato detto da pi\u00f9 di qualcuno) a carico dei consorzi. E&#8217; vero che sono a carico dei consorzi, ma \u00e8 altrettanto vero che sono a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Sostanzialmente, quindi, io vorrei chiarire questo concetto: i consorzi non regalano nulla, sia chiaro questo. I consorzi urbanizzano, appunto, la loro area con i soldi che dovrebbero pagare come oneri di urbanizzazione, per cui devono comunque rientrare in quello che \u00e8 il plafond stabilito.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se non ce la fanno&#8230; cosa impossibile, perch\u00e9 tecnicamente (i tecnici che sono presenti me lo insegnano) comunque si arriva alla chiusura, in un modo o in un altro. Io confido molto, su questo tema, nel controllo degli uffici preposti, nei quali &#8211; su questo non c&#8217;\u00e8 dubbio &#8211; ho piena fiducia. Ripeto, per\u00f2, che sarebbe stato opportuno, per una conseguenzialit\u00e0, che anche il PUM venisse discusso ed approvato in questa sede, insieme al Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non a caso, in Commissione &#8211; dove, bene o male, ci sono le rappresentanze di tutte le forze politiche &#8211; avevo proposto di prenderci un ulteriore tempo, molto limitato, di dieci\/quindici giorni. Vorrei sottolineare anche io &#8211; come \u00e8 stato fatto da qualcuno, in particolare dal Presidente della Terza Commissione &#8211; che \u00e8 stato fatto un lavoro immane in questo periodo, a torto o a ragione. Forse alcune cose potevano anche essere migliorate, pu\u00f2 essere; per\u00f2 credo che abbiamo dato il meglio di noi stessi. Il rischio \u00e8 che in queste circostanze, in un momento in cui siamo particolarmente presi da una serie di argomentazioni, emendamenti, discussioni&#8230; qualcosa l&#8217;abbiamo addirittura sovrapposta o contrapposta. Potrebbe anche essere, e per questo avevo chiesto un altro periodo di riflessione. Ripeto: sarebbe stata bastevole una settimana, o dieci giorni, senza rinviare alle calende greche, nella considerazione e nella consapevolezza che, comunque, le norme di salvaguardia, in ogni caso, sono scattate. Se fosse passata ancora una settimana, o dieci giorni, non credo sarebbe stata la fine del mondo per nessuno. Comunque \u00e8 andata cos\u00ec, va bene lo stesso, non c&#8217;\u00e8 problema.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per quanto riguarda &#8211; andiamo nello specifico &#8211; il Regolamento Urbanistico, io sono stato molto attento alla relazione che il professor Campos Venuti ha fatto in questa sede. Se la memoria non mi tradisce, egli ha sottolineato due aspetti principali di questo regolamento, a parte il distinguo che ha fatto sulla legge nazionale del &#8217;42 rapportata alla Legge Regionale 23\/99, che noi ci pregiamo di avere&#8230; cosa che, per la verit\u00e0, non \u00e8 condivisa dal professor Lascasas, che addirittura la giudica una disgrazia.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non sono in grado di giudicare, io, se questa legge \u00e8 una &#8220;disgrazia&#8221; &#8211; se non ricordo male \u00e8 proprio il termine che \u00e8 stato usato -; non ne sono in grado, perch\u00e9 non sono un urbanista, sono un tecnico, ma di altra natura; per\u00f2, voglio dire, vediamo come le cose non si incrociano, a volte, non seguono lo stesso percorso, e parliamo con profondo rispetto del professor Campos Venuti e con altrettanto rispetto del professor Lascasas, che non \u00e8 comunque l&#8217;ultimo degli urbanisti. Staremo a vedere. Da quello che diceva il professor Campos Venuti, la differenza sostanziale tra la &#8220;23&#8221; e la Legge Urbanistica del 42, che sostanzialmente era riferita ai Piani Regolatori Generali, sta nel fatto che la L. R. 23 prevede una pianificazione strutturale programmatica, a differenza dell&#8217;altra che, invece, \u00e8 prescrittiva, quindi questo avrebbe agevolato il percorso dell&#8217;acquisizione delle aree. Non so&#8230; io non sono nelle condizioni di poter dire: &#8220;\u00e8 cos\u00ec&#8221;. Lo vedremo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sicuramente la L. R. 23 introduce un concetto che \u00e8 assolutamente nuovo e pu\u00f2 portarci a risultati positivi, che \u00e8 quello della perequazione, per\u00f2 attenzione! Attenzione, perch\u00e9 mi pare che la normativa, o forse io non sono stato in grado di sviscerarla fino in fondo, mi pare abbastanza controversa. Cito alcuni esempi: in merito all&#8217;acquisizione, chiaramente, c&#8217;\u00e8 la L. 166\/98, se non vado errato&#8230; la L. 136 \/99, la quale darebbe diritto ai privati proprietari, secondo qualcuno, chiaramente, di destinare i propri terreni, nell&#8217;ambito di un contesto&#8230; di eseguire direttamente gli interventi di edilizia economica e popolare (ERP). Per la verit\u00e0, \u00e8 un po&#8217; controverso anche questo, perch\u00e9 cozza con la L. 865\/61.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sembrerebbe, a parere di qualcuno, che invece, proprio nel rispetto della &#8220;136&#8221;, le propriet\u00e0 potrebbero essere acquisite dal Comune. Mi riferisco, ovviamente, alla parte pubblica, nel caso specifico dei piani particolareggiati, laddove abbiamo le varie proporzioni, a prescindere da quello che \u00e8 successo negli ultimi tempi (ma partiamo dall&#8217;origine: 60 pubblico e 40 privato). Secondo alcuni il 60% di pubblico poteva essere acquisito dal Pubblico, quindi dal Comune, sostanzialmente, e affidato a consorzi, o ad ATER, nel caso specifico in particolar modo l&#8217;ATER che \u00e8 l&#8217;ente preposto, non lo dimentichiamo, ad eseguire &#8211; perch\u00e9 altamente specializzato &#8211; edilizia di tipo convenzionato e sovvenzionato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Fermo restando, ovviamente, che avrebbero potuto partecipare, qualora ce ne fossero le condizioni, anche i proprietari, per cui bisognava, sostanzialmente, bandire questa gara. Allora, se cos\u00ec \u00e8, e questo poteva essere un ulteriore motivo di discussione, se ci fosse stata&#8230; di approfondimento, pi\u00f9 che di discussione, ovviamente supportato da aspetti legali&#8230; se ci fosse stata questa proroga che io avevo chiesto. Probabilmente saremmo arrivati ad una convinzione pi\u00f9 netta su questa possibilit\u00e0, perch\u00e9 ovviamente capite benissimo che \u00e8 molto importante; \u00e8 molto importante perch\u00e9 qualcuno diceva che in questo regolamento noi abbiamo introdotto ed iniziato, finalmente, a parlare di edilizia convenzionata e sovvenzionata.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Mi riferisco sempre alle case popolari da dare in locazione semplice, per intenderci, e convenzionate, pseudo-cooperative, cooperative o similari, che possono essere gestite anche da privati, di cui c&#8217;\u00e8 forte bisogno in questo Comune, fortissimo bisogno. Non so se quello che esce fuori da questi piani particolareggiati, in modo particolare, e dall&#8217;altra parte minimale&#8230;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Architetto Di Vito, devo dire che non \u00e8 che poi ci sia questa grossa presenza di edilizia sociale nel Regolamento Urbanistico. Porto qualche esempio: il DUT numero 7 prevede un lotto di ERP, con superficie di 3.500 metri; nel DUT di Via Appia, suddiviso in tre parti &#8211; A, B, C -, complessivamente dovrebbero essere venti alloggi, tra l&#8217;altro con un appunto sulla scheda riferita a questo DUT, cio\u00e8 che potranno essere anche pubblici soggetti attuatori. Mah&#8230; potranno essere, gi\u00e0 questo, quindi, crea un altro punto interrogativo. DUSS numero 1: eventuale ubicazione di volumetria destinata ad edilizia convenzionata. Eventuali: mi pare che di certezze ce ne siano ben poche; l&#8217;unica certezza \u00e8 quella che ci proviene dai piani particolareggiati.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il fabbisogno non lo risolveremo mai, perch\u00e9 a nessuno di voi sfugge che nel 2004 \u00e8 stato fatto un bando generale per l&#8217;assegnazione di edilizia economica e popolare, e in questo bando erano posizionati in modo utile (qualcuno molto, molto in fondo alla &#8220;classifica&#8221;, diciamo cos\u00ec) circa 900 persone, poco pi\u00f9, poco meno. Ora, io voglio anche intravedere un abbattimento di questo dato; diciamo che di questi 900, sono 500 coloro che hanno un bisogno impellente, ma stiamo parlando di edilizia sovvenzionata, di edilizia che deve costruire un Ente, una struttura pubblica, e affidarla a locazione semplice. Quanti alloggi ricaviamo da questi provvedimenti che andiamo ad approvare? Siamo fortemente distanti da quella che \u00e8 l&#8217;esigenza, probabilmente allora dobbiamo pensare ed attivare altre strade per poter approdare ad un risultato accettabile.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Forse quello che rappresenta una parte pi\u00f9 consistente \u00e8 l&#8217;edilizia convenzionata, della quale pure c&#8217;\u00e8 bisogno, perch\u00e9 stiamo parlando, sostanzialmente, di una fascia media, o pseudo-tale, che non pu\u00f2 assolutamente accedere all&#8217;edilizia privata, visti i costi che tanti hanno gi\u00e0 sottolineato e che sono sotto gli occhi di tutti (non c&#8217;\u00e8 bisogno di fare chiss\u00e0 quali salti per capire dove si arriva). Probabilmente&#8230; anzi, c&#8217;\u00e8 bisogno assolutamente anche di quella.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Allora, io vedo che in numero assolutamente maggiore \u00e8 prevista l&#8217;edilizia convenzionata anche se questa non \u00e8 bastevole &#8211; anche questa &#8211; in rapporto a quelle che sono le esigenze. E&#8217; chiaro che poi, come diceva qualcuno stamattina, ci meravigliamo perch\u00e9 la gente &#8220;evade&#8221;, se ne va nei Comuni limitrofi&#8230; Non a caso mi pare che Pignola e Tito siano gli unici piccoli comuni della provincia di Potenza che hanno un incremento demografico. Questo perch\u00e9 &#8211; non credo di aver scoperto l&#8217;acqua calda &#8211; \u00e8 nei fatti: non potendo accedere neanche a locazione, perch\u00e9 non ne esiste la possibilit\u00e0 sul territorio, la gente si rivolge e per l&#8217;acquisto e per la locazione a questi due comuni che offrono un mercato pi\u00f9 accessibile.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io, allora, per l&#8217;amor di Dio, dico che un passo avanti \u00e8 stato fatto rispetto a venti anni fa, quando \u00e8 stato fatto l&#8217;ultimo intervento di edilizia economica e popolare, dall&#8217;allora EPER, mi pare si chiamasse. Sicuramente abbiamo fatto un passo avanti, ma non \u00e8 bastevole, non ci possiamo arrendere. Tante altre possibilit\u00e0 le lasciamo al Piano Strutturale Metropolitano, per\u00f2, Sindaco, Lei mi deve consentire&#8230; io non voglio essere &#8220;l&#8217;uccello del malaugurio&#8221;, assolutamente, credo anche che tutto questo possa avvenire in tempi brevi, per\u00f2 qualche dubbio Lei me lo deve consentire.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per come \u00e8 congegnato il Regolamento Urbanistico, sostanzialmente questo \u00e8 un Piano Regolatore, una nuova variante al Piano Regolatore Generale, visto che abbiamo allargato i confini dell&#8217;urbano, abbiamo bloccato il periurbano e l&#8217;extraurbano. Io non so quando il Piano Strutturale sar\u00e0 redatto. Io mi auguro e voglio essere veramente fiducioso&#8230; per\u00f2 dobbiamo partire da subito, perch\u00e9 ci sono troppe cose che sono legate al Piano Strutturale Metropolitano. Se non sar\u00e0 &#8220;metropolitano&#8221; non credo che sar\u00e0 un problema, lo facciamo comunale, ma dobbiamo dare assolutamente la possibilit\u00e0 di utilizzare il territorio, e di utilizzarlo nel miglior modo possibile.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il professor Campos Venuti ha sottolineato fortemente due aspetti di questo Regolamento Urbanistico, oltre &#8211; ripeto &#8211; ad elogiare la Legge 23; uno \u00e8 quello del verde, quindi ha parlato del Centro Studi, ha parlato del Vallone Santa Lucia e del verde in generale, e l&#8217;altro aspetto \u00e8 quello della viabilit\u00e0, ponendo l&#8217;accento sul collegamento nord-ovest che va a &#8220;sbarcare&#8221; sulla Basentana. Diciamo che quella era gi\u00e0 una previsione del Piano Regolatore Generale, per cui il R.U. e, quindi, il PUM l&#8217;hanno fatta propria.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma parliamo del verde. In taluni casi, noi abbiamo visto che nel Piano Regolatore Generale c&#8217;erano zone destinate a verde. Non voglio scendere nei particolari perch\u00e9 ne avremo modo, eventualmente, domani, quando si discuter\u00e0 degli emendamenti. Queste zone sono state recuperate e trasformate in servizi, parcheggi, per consentire, probabilmente, a qualche DUT di realizzare volumetria, perch\u00e9 ovviamente senza gli standard non sarebbe stato possibile; avremmo cozzato fortemente con la filosofia del Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io, con un pizzico di malignit\u00e0, lo ammetto, dico che \u00e8 stata recuperata quella zona verde, trasformata, per poter consentire l&#8217;atterramento di quelle volumetrie. Credo che non sia possibile una cosa del genere, a maggior ragione quando parliamo&#8230; perch\u00e9 \u00e8 vero, concordo: se dobbiamo riqualificare, se dobbiamo sanare determinate situazioni posso anche essere d&#8217;accordo, ma vediamo punto per punto. Non si possono assolutamente atterrare volumetrie in zone che hanno pendenza proibitiva, dove probabilmente nemmeno le capre o gli stambecchi, che sono &#8220;preposti&#8221; a queste pendenze, stanno bene.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dico, allora: ci vogliamo rendere conto di quello che facciamo? Ho sempre parlato di soluzioni ragionate, ma capisco che ci pu\u00f2 essere anche un errore&#8230; una leggerezza, un&#8217;azione che non \u00e8, come dire, granch\u00e9 verificata pu\u00f2 portare ad una cosa del genere, per\u00f2 fino a quando siamo in tempo vediamo se riusciamo a recuperare queste situazioni. Io avevo presentato anche un emendamento, per la verit\u00e0, in Commissione, ma poich\u00e9 non avevo tutti gli emendamenti aggiornati l&#8217;ho ritirato, perch\u00e9 mi era stato detto che quello stesso emendamento era stato riveduto e, quindi, aveva lo stesso obiettivo, sostanzialmente voleva raggiungere lo stesso obiettivo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando sono venuto in possesso degli emendamenti modificati, mi sono reso conto che, s\u00ec, era quello, ma che salvava determinati DUT. Io non sono d&#8217;accordo, francamente, e mi auguro che questa posizione possa essere rivista, nel rispetto di quelli che sono i presupposti del Regolamento Urbanistico e di quelli che sono gli obiettivi del professor Campos Venuti, del professor Oliva, di tutto l&#8217;Ufficio di Piano, ai quali dobbiamo riconoscenza e gratitudine per il lavoro fatto, non fosse altro per lo stress a cui li abbiamo sottoposti (credo che non vorranno pi\u00f9 sentire parlare di Terza Commissione); di questo dobbiamo dargli atto, ci vuole veramente una grande dose di forza.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vediamo se riusciamo a recuperare certe situazioni che, francamente, penso che ci faranno pentire domani, e mi riferisco non a domani, all&#8217;approvazione, ma alla fase di gestione di questo regolamento. Per il resto (chiudo qui, non voglio entrare nel merito di altre cose, perch\u00e9 ormai il lavoro l&#8217;abbiamo fatto), formulo un auspicio: che i cittadini, se questo regolamento verr\u00e0 adottato, si facciano carico di presentare una serie di osservazioni puntuali, mirate, in modo da poter offrire loro il miglior strumento possibile.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non dimentichiamo, per\u00f2, che noi avevamo chiesto anche una riperimetrazione (qualcuno l&#8217;ha gi\u00e0 detto prima di me, ma lo voglio sottolineare); un altro aspetto importante \u00e8 che c&#8217;erano delle zone che erano edificabili, come previsione del Piano Regolatore Generale, e che oggi sono state accantonate nel periurbano. I miei sospetti, i miei dubbi &#8211; che vi prego di consentirmi &#8211; sono legati a lungaggini nella redazione ed approvazione del Piano Strutturale Metropolitano; in tal caso questi cittadini se lo sogneranno; stiamo parlando di gente che fino ad oggi ha pagato fior di quattrini per l&#8217;ICI, quindi non so dove tutto questo ci porter\u00e0. Per questo mi auguro che arrivi una serie di osservazioni, sulle quali noi ci piegheremo &#8211; come abbiamo fatto per gli emendamenti &#8211; giorno e notte per dare un risultato che sia il pi\u00f9 convincente possibile. Grazie.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ringrazio il collega Mussuto, e lo ringrazio anche nella sua qualit\u00e0 di Vicepresidente della Terza Commissione Consiliare, per cui penso che, cos\u00ec come tutti gli altri componenti della Commissione, vada accomunato agli elogi giustamente rivolti al Presidente della Commissione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Colleghi, il numero legale c&#8217;\u00e8, altrimenti avremmo tranquillamente proceduto ad una verifica. Qualcuno ha definito questa giornata storica. Io non voglio, pi\u00f9 di tanto, riempire di enfasi la giornata ed i provvedimenti, per\u00f2 questo certamente \u00e8 un momento determinante e importante e qualificante dell&#8217;intera consiliatura. Pregherei, allora, i Capigruppo di far rientrare in aula i componenti dei rispettivi gruppi. E&#8217; gi\u00e0 oltre modo avvilente, in un momento cos\u00ec importante, in cui il Consiglio Comunale sta discutendo e delineando il futuro dell&#8217;assetto urbanistico della citt\u00e0 per i prossimi anni, vedere, salvo qualche volontario che ringraziamo per la presenza, la galleria della sala consiliare cos\u00ec desolatamente vuota&#8230;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Comunque, siamo proprio ai limiti, per cui vi pregherei di far rientrare i Colleghi in aula, in modo da dare al dibattito un po&#8217; pi\u00f9 di partecipazione, quella partecipazione che &#8211; ripeto &#8211; l&#8217;appuntamento certamente merita. La parola al consigliere Bongiovanni, prego.<\/p>\n<p>BONGIOVANNI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie, Presidente. Mi verrebbe da dire che normalmente la Storia la fanno gli uomini, per cui uno non pu\u00f2 immaginare di scrivere la Storia se non con le mani che ha a disposizione; non si pu\u00f2 pretendere di dipingere il mondo senza avere &#8211; come me &#8211; la capacit\u00e0 di affrescare la Cappella Sistina. Qualcun altro ritiene che la Storia la faccia la ragione, qualcun altro che la faccia Dio&#8230; E&#8217; un concorso, per\u00f2 il libero arbitrio sollecita profondamente e in prima persona gli uomini nel fare la Storia.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anche io ho seguito con attenzione la relazione del Presidente della Terza Commissione, e lo ringrazio soprattutto perch\u00e9, non avendo fatto parte della Terza Commissione, \u00e8 stato utile il suo puntuale, dettagliato e preciso <em>excursus<\/em> per consentire ad un consigliere come me che, appunto, non ha partecipato ai fittissimi lavori della Terza Commissione di essere portato dentro all&#8217;iter, al processo di valutazione di questo importante strumento. Per questo lo ringrazio sinceramente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Devo dire subito che condivido la sua premessa, nel senso che abbiamo detto pi\u00f9 volte, e mi sento di doverlo ribadire oggi, che probabilmente sarebbe stato pi\u00f9 opportuno che questo importante processo di ripensamento della citt\u00e0 seguisse l&#8217;iter che egli ha ribadito, cio\u00e8 che quanto meno nelle sue linee strategiche fondamentali ci fosse un&#8217;indicazione del piano strategico per poi arrivare a regolamentare l&#8217;esistente, cos\u00ec come si fa con il Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi rendo conto che, probabilmente, questo sarebbe stato uno sforzo notevole e avrebbe richiesto una generosit\u00e0 di consegna, da parte di noi tutti, di un lavoro forse non cos\u00ec compiutamente organizzato come quello di oggi, per\u00f2 forse sarebbe stato &#8211; questa \u00e8 la mia opinione &#8211; pi\u00f9 utile; quanto meno sarebbe stato funzionale a quello che oggi diciamo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anche in linea di premessa sarebbe stato importante, proprio perch\u00e9 facciamo la Storia, un attimo di memoria storica (perch\u00e9 quando si fa la Storia, normalmente si fa un minimo di memoria storica) rispetto ai processi e alle decisioni e all&#8217;organizzazione degli interessi e alla configurazione di volont\u00e0 che si sono realizzati nel corso degli anni, dei decenni, e che, per esempio, hanno fatto s\u00ec che questo Centro Storico fosse questo, che il Piano Regolatore facesse scelte ben precise&#8230;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Voglio dire: i piani regolatori e l&#8217;urbanistica in generale, ma soprattutto nella citt\u00e0 di Potenza, hanno configurato interessi, hanno codificato spinte, hanno modellato la citt\u00e0, che poi \u00e8 quella che \u00e8 perch\u00e9 le scelte sono state modellate sulla base di quel passato. Sarebbe stato opportuno, quindi, anche fare un minimo di memoria storica rispetto a questo. Ci avrebbe aiutato, probabilmente, a dirci alcune cose.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anche la relazione introduttiva, generale, al Regolamento Urbanistico, giustamente, rimane legata a valutazioni di carattere esclusivamente, meramente tecnico-urbanistico; rispetto allo strumento, per\u00f2 &#8211; ripeto -, noi che siamo l&#8217;assise comunale deliberante, almeno un minimo di memoria rispetto a questo avremmo potuto e dovuto fare; per\u00f2 tant&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io mi vorrei soffermare soltanto su due o tre questioni di carattere generale, perch\u00e9 non entro nello specifico, non mi permetto. Il lavoro fatto dalla Commissione \u00e8 un lavoro puntuale, per cui poi, al limite, nel corso della discussione per gli emendamenti, per gli articoli, se ci sar\u00e0 qualcosa di rilevante, non abdicando alla mia funzione di consigliere comunale, interverr\u00f2. Mi sono interrogato rispetto alle valutazioni che sono state fatte nella passata seduta dai professori che ci hanno illustrato il Regolamento Urbanistico, rispetto alle deficienze del Piano Regolatore Generale, che di fatto viene a conclusione in queste ore.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Abbiamo visto segnalate anche le incongruenze, le difficolt\u00e0 di applicazione di quel Piano Regolatore Generale. Devo essere sincero: quello che \u00e8 stato detto del Piano Regolatore Generale, condivisibile, perch\u00e9 i dati sono quelli che sono, non tranquillizza rispetto alla realizzazione delle previsioni del Regolamento Urbanistico, rispetto all&#8217;attuabilit\u00e0, all&#8217;attuazione di questo. Questo significa non che sia sbagliato il Regolamento Urbanistico, ma che il processo \u00e8 ovviamente in itinere, che sar\u00e0 necessario un vivo e costante accompagnamento del Regolamento Urbanistico, sia da parte della politica (che deve, cio\u00e8, continuare ad accompagnare queste scelte), sia da parte della tecnostruttura.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per esempio, noi abbiamo sentito parlare dell&#8217;importanza&#8230; uno degli elementi importanti, innovativi del Regolamento Urbanistico \u00e8 proprio il tema della perequazione, \u00e8 il tema della possibilit\u00e0 pi\u00f9 rapida da parte del Pubblico e dell&#8217;interesse pubblico di vedere realizzate scelte che nel vecchio Piano Regolatore Generale hanno avuto una difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sono stati citati i casi dell&#8217;edilizia sovvenzionata e convenzionata, dai Colleghi, per\u00f2 \u00e8 ovvio che, per esempio, poich\u00e9 tutta l&#8217;applicazione del Regolamento Urbanistico non \u00e8 immaginabile in un attimo, il tema \u00e8 quali priorit\u00e0 noi segniamo proprio rispetto alla realizzazione di questi interessi pubblici. Le priorit\u00e0 non sono indifferenti; non \u00e8 indifferente scegliere una priorit\u00e0 o un&#8217;altra, insomma. Una piazza rispetto ad un asilo, una casa di edilizia sovvenzionata o convenzionata rispetto a una strada non sono scelte indifferenti. Le scelte, le priorit\u00e0 rispetto a questo &#8211; dobbiamo dircelo &#8211; ancora non ce le siamo dette.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Rispetto alla difficolt\u00e0 che dicevamo prima e che io non vedo, al momento attuale, superabile facilmente (la difficolt\u00e0 riscontrata nell&#8217;attuazione del Piano Regolatore Generale ed oggi del Regolamento Urbanistico), un caso particolare, un caso emblematico, a mio avviso, \u00e8 questa esigenza legittima, giusta, della citt\u00e0 di avere uno spazio verde che sia un po&#8217; pi\u00f9 ampio rispetto a quelli circoscritti delle ville comunali o anche di questa villa qui sotto, che \u00e8 spesso chiusa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dico del Vallone di Santa Lucia: una scelta giusta, legittima, opportuna; dobbiamo fare in modo che la nostra citt\u00e0 abbia un polmone verde. Per\u00f2, ecco la difficolt\u00e0, era una zona verde, vincolata, gi\u00e0 nel Piano Regolatore Generale. Mi dicono che la difficolt\u00e0 sia stata nell&#8217;elaborazione di un piano particolareggiato che rendesse attuativa quella previsione. Oggi quella previsione, giustamente, viene confermata, per\u00f2 ancora non sappiamo, concretamente, quel Vallone di Santa Lucia, come verde, in che modo viene attrezzato, quale grado di fruibilit\u00e0 avr\u00e0 quello spazio per la citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Intanto, intorno costruiamo delle cose e poi, ancora oggi, non sappiamo se effettivamente, come e quando questa strada verde, questo polmone verde, possa essere veramente e finalmente il luogo di fruibilit\u00e0 di quel necessario verde che una dimensione umana di citt\u00e0 deve avere.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dicevo, quindi, che questo richiede una priorit\u00e0 nelle scelte che ancora oggi non siamo stati e forse non siamo in grado di fare; non siamo in grado di elencare queste priorit\u00e0, che per\u00f2 devono sollecitare la nostra discussione. Il Piano Regolatore Generale e tutti gli strumenti urbanistici hanno conformato gli interessi di una comunit\u00e0, hanno fatto in modo, a volte, che interessi che fino ad un certo momento storico erano marginali diventassero importanti, che alcuni interessi fossero consolidati, che altri si trasformassero; hanno inevitabilmente, insomma, quelle discussioni, dato un impulso al dinamismo sociale, alla dinamica di questa societ\u00e0, della societ\u00e0 potentina.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io mi auguro, in generale, che questo Regolamento Urbanistico, che prevede una interrelazione di un certo tipo tra il soggetto pubblico e il soggetto privato, faccia fare a quella che una volta si diceva borghesia, noi diremo imprenditoria, classe imprenditoriale, chiamiamola come vogliamo&#8230; faccia fare, consenta, aiuti essa a fare uno sforzo di generosit\u00e0 rispetto alla comunit\u00e0 cittadina che, devo dire, negli ultimi decenni non c&#8217;\u00e8 proprio stato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dobbiamo dire chiaramente che quegli interessi che si sono consolidati e si sono sviluppati nei decenni passati hanno consentito, giustamente, di usufruirne e di tramutarsi in interessi concreti che, per\u00f2, poi, difficilmente si sono riversati anche a beneficio della comunit\u00e0. Io ritengo che questo sia anche uno strumento con cui giustamente si sollecitano le classi dirigenti in generale ad uno sforzo, ad un&#8217;istanza di generosit\u00e0 verso la comunit\u00e0 cittadina.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se immaginiamo semplicemente l&#8217;organizzazione, la tutela dei microinteressi individuali, probabilmente come visione complessiva noi falliremmo; se riusciamo a fare in modo che questo, parzialmente, sia anche uno strumento per consentire finalmente di essere protagonisti della propria citt\u00e0, di averla a dimensione d&#8217;uomo, di ridare al territorio in termini non soltanto economici, ma in termini di generosit\u00e0, di progettualit\u00e0, di dinamismo sociale&#8230; questo, s\u00ec, sarebbe un risultato storico, visto che dobbiamo registrare che nel passato, purtroppo, non c&#8217;\u00e8 stato.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ringrazio il collega Bongiovanni. La parola al consigliere Coviello.<\/p>\n<p>COVIELLO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io credo che sia stato detto molto sulla giornata di oggi, su quale sia l&#8217;importanza dello strumento che andiamo ad approvare oggi, su quali sono le ripercussioni che pu\u00f2 avere sulla citt\u00e0&#8230; Ho letto nell&#8217;ultimo strumento approvato nell&#8217;89 frasi analoghe, che dicevano che il Piano Regolatore Generale, come era impostato per la citt\u00e0 di Potenza, le avrebbe dato una dimensione di 100 mila abitanti, che avrebbe cercato di portare la citt\u00e0 al d\u00e0 di l\u00e0 dell&#8217;attuale Basentana, dando quindi un respiro pi\u00f9 ampio alla citt\u00e0. Dopo qualche anno, l&#8217;Assessore al ramo ci dice che il regolamento che abbiamo approvato \u00e8 difficilmente attuabile, che \u00e8 uno strumento vecchio; quindi dal &#8217;91 ad oggi la citt\u00e0 ha subito quello strumento sbagliato, quel modo di fare urbanistica sbagliato, quella filosofia che dalle nostre parti \u00e8 pi\u00f9 difficile attuare, perch\u00e9 quando si tratta di stare insieme vi \u00e8 sempre un atteggiamento, un approccio diverso da quello delle altre realt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Piano, piano la citt\u00e0 si \u00e8 immobilizzata; l&#8217;Amministrazione &#8211; per disgrazie amministrative &#8211; non ha avuto la forza n\u00e9 politica, n\u00e9 economica, per presentare dei piani operativi che andassero incontro alle esigenze normali di un pubblico pi\u00f9 vasto, quindi abbiamo lasciato l&#8217;urbanistica in mano ai palazzinari di questa citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Adesso credo ci sia un nuovo vento, un nuovo modo di fare urbanistica, una nuova filosofia, e la Legge 23\/99 ci d\u00e0 dei paletti, ci dice che dobbiamo cominciare a fare una nuova filosofia, magari con metodi pi\u00f9 restrittivi di quelli di prima. Le difficolt\u00e0, quindi, credo che aumentino e non diminuiscano sull&#8217;aggregazione per l&#8217;attuazione di questi strumenti. Oggi \u00e8, quindi, un giorno importante, in cui la citt\u00e0 dovrebbe rispondere positivamente ad un invito fatto dall&#8217;Amministrazione: discutiamo insieme di quale deve essere il futuro di questa citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per\u00f2 la presenza del cittadino, anche nella fase interlocutoria, e che in questa fase dell&#8217;adozione \u00e8 ancora pi\u00f9 importante, \u00e8 stata scarsa; vi \u00e8 stata una contrapposizione politica ed economica, quindi contrapposizione di interessi, che hanno alimentato anche il dibattito politico, per\u00f2 l&#8217;interesse reale sulla qualit\u00e0 della citt\u00e0 e sull&#8217;approccio, la curiosit\u00e0 verso lo strumento urbanistico \u00e8 prettamente &#8220;zero&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io credo che questo strumento debba cercare di risolvere qualche problema; almeno sulla filosofia qualche concetto lo condividiamo, e pi\u00f9 avanti dir\u00f2 anche che cosa. Credo, quindi, che oggi sia una giornata importante e che questo Consiglio Comunale, anche in mancanza della partecipazione, deve cercare di riflettere per capire quanto e se \u00e8 migliorabile questo strumento.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io devo ringraziare Raffaele Rinaldi per il lavoro che ha fatto in questi anni, perch\u00e9 comunque condivido alcuni passaggi, in cui mi pareva parlasse un esponente dell&#8217;Opposizione. Condivido, quindi, e sottoscrivo, tutte le criticit\u00e0 che ha sottolineato nel suo intervento e lo ringrazio soprattutto per l&#8217;atteggiamento <em>super partes<\/em> che ha avuto in Commissione. Ha dato la possibilit\u00e0 a tutti di migliorare questo strumento con la presentazione di emendamenti, quindi con una partecipazione allo strumento. Noi, invece, dal nostro canto, abbiamo dovuto farne non una questione di miglioramento dello strumento, ma una questione di diritto. Dicevamo: noi collaboriamo alla modifica, al concetto del Regolamento Urbanistico, solo e solamente se vi sono riconosciuti i diritti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qualcuno dice che vi erano dei diritti che erano stati calpestati, qualcuno dice che erano delle aspettative; noi diciamo che erano diritti; qualcuno che per anni ha pagato delle tasse su alcuni terreni oggi si vede escluso, e la cosa pi\u00f9 grave di questo Regolamento Urbanistico, salvandone e condividendone alcuni aspetti filosofici, \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 un ragionamento su quali sono i tempi per l&#8217;attuazione del Piano Strutturale.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quello che \u00e8 stato detto a quel famoso comitato delle campagne era un contentino; ma un Piano Strutturale deve essere vicino, perch\u00e9 la soddisfazione delle esigenze, cos\u00ec come \u00e8 la proposta, credo sia minimale. La portata del Regolamento Urbanistico &#8211; \u00e8 stato detto qui dai professori pi\u00f9 illustri dell&#8217;urbanistica italiana &#8211; esclude un ragionamento immediato sul Piano Strutturale, pertanto credo che noi difficilmente riusciremo a soddisfare l&#8217;esigenza di questo territorio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oggi il Regolamento Urbanistico diventa importantissimo se avvia un progetto che porti ad un Piano Strutturale veloce; siccome la portata del Regolamento Urbanistico \u00e8 soddisfacente dal punto di vista dei contenuti, ma anche dei nuovi insediamenti che si andranno a fare, non vi \u00e8 una proposta che vada a vedere la citt\u00e0 nel suo complesso. Sindaco, non ci nascondiamo; il PUM, correlato al Regolamento Urbanistico, gi\u00e0 traccia uno sviluppo della citt\u00e0; gi\u00e0 traccia la direzione che ha scelto l&#8217;Amministrazione su dove deve andare la citt\u00e0, perch\u00e9 le grosse infrastrutture vanno tutte in un certo senso, gli insediamenti vanno tutti in un certo senso, quindi questo \u00e8 un vero e proprio Piano Strutturale, per\u00f2 della cinta urbana.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le zone aperte hanno avuto qualche contentino di edificazione, ma soprattutto di cambio di destinazione d&#8217;uso &#8211; e poi ritorno anche su questo argomento -, ma credo che sia fondamentale che noi abbiamo un Piano Strutturale in cui decidiamo che cosa dobbiamo fare delle nostre zone aperte, se vogliamo far costruire nelle campagne, nei nuclei aggregati, in alcune zone&#8230; decidiamo, poi, se quel 15% di persone che abita in campagna ha diritto anche al 15% di nuove volumetrie nelle campagne.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo oggi non \u00e8 stato detto, ed \u00e8 un ragionamento che noi oggi non affrontiamo; l&#8217;Amministrazione lo ha lasciato da parte. Redigere il Piano Strutturale \u00e8 difficile; \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile perch\u00e9 lo dobbiamo fare con dieci Comuni; mettere insieme le varie posizioni politiche \u00e8 difficile e mettere insieme dieci posizioni di dieci Comuni con diverse posizioni politiche \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile, diventa impossibile. E&#8217; per questo che il percorso che ci porta al Regolamento Urbanistico \u00e8, secondo me, orfano di un passaggio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Legge 23\/99 era condivisibile fin a quando \u00e8 rimasta la L. 23\/99, poi la politica si \u00e8 messa a fare rinvii, modifiche, circolari, interpretazioni&#8230; snaturandola. Se noi oggi avessimo un Piano Strutturale e una Carta regionale dei suoli potremmo affrontare il Regolamento Urbanistico facendo degli interventi migliorativi della citt\u00e0, che andassero a riqualificare alcuni ambiti che vanno riqualificati. Questa \u00e8 la ragione per la quale il Regolamento Urbanistico non pu\u00f2 essere oggi, solo, la soluzione per tutti i problemi, se non va visto in un contesto pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p>I punti cardine. Scusate, qua che facciamo? L&#8217;interesse, legittimo, di tanti piccoli imprenditori oppure&#8230;? Io non ho sentito ancora parlare di interesse pubblico. L&#8217;interesse della politica \u00e8 soprattutto quello di vedere quali sono gli interessi pi\u00f9 forti, parlo della perequazione, parlo del Vallone di Santa Lucia e parlo delle infrastrutture. Oggi il compito dell&#8217;Amministrazione, dell&#8217;amministratore, \u00e8 quello di guardare soprattutto e soltanto all&#8217;interesse pubblico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qualcuno, quindi, mi dica un punto cardine di questo Regolamento Urbanistico, il piano del Vallone di Santa Lucia, come lo vogliamo fare, dove, con quali soldi, con quali tempi&#8230; Come dobbiamo realizzare la maggior parte delle infrastrutture che sono di parte dell&#8217;Amministrazione, se il Regolamento Urbanistico, in alcuni in ambiti, quelli che chiamano DUT, DUSS, \u00e8 inapplicabile, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 restrittivo di prima? Se prima era difficile, oggi sar\u00e0 ancora pi\u00f9 difficile; anche se l&#8217;imprenditore attuer\u00e0 questo strumento, alla fine dovr\u00e0 per forza rivalersi sull&#8217;acquirente finale aumentando i prezzi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se oggi un imprenditore, con un indice di 0,50, non riesce a mettersi d&#8217;accordo, perch\u00e9 non lo ritiene conveniente, con un indice di 0,35, facendo anche le infrastrutture, secondo voi si attiver\u00e0 o no? Quindi, l&#8217;interesse pubblico viene meno.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I punti cardine, dicevo, di pubblica utilit\u00e0: il Vallone di Santa Lucia \u00e8 uno di quelli, l&#8217;altro cuore verde \u00e8 il Centro Studi, vi sono poi le infrastrutture necessarie, la tangenziale che deve collegare il nord al sud della citt\u00e0 e portare le persone che visitano la citt\u00e0 da nord verso la Basentana e poi dalla Basentana verso il polo ospedaliero. E&#8217; su questi punti che pecca, secondo noi, perch\u00e9 l&#8217;Amministrazione, oggi, si affida totalmente, per la realizzazione dei servizi, ai privati, che \u00e8 una cosa che, secondo me, viene meno&#8230;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vi faccio un esempio: noi abbiamo a nord, a centro e a sud tre DUT; questi hanno come prescrizione quella di fare una tangenziale che porta dall&#8217;Epitaffio alla Basentana. Se uno di questi tre DUT non si attiva, ed \u00e8 la parte centrale, secondo voi riusciremo mai a fare quell&#8217;anello che congiunge una parte all&#8217;altra della citt\u00e0? E&#8217; su questi punti che, secondo me, dobbiamo riflettere pi\u00f9 dettagliatamente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io ringrazio il presidente Rinaldi per l&#8217;atteggiamento avuto in Commissione; credo, per\u00f2, che qui vada anche ammirato il nostro approccio (anche se non abbiamo collaborato alla stesura di emendamenti). Abbiamo avuto un approccio migliorativo rispetto agli emendamenti proposti, nonostante avessimo presentato quella pregiudiziale sui diritti che avevano i cittadini sulle fasce C ed F, perch\u00e9 andavano riconosciuti, perch\u00e9 se nell&#8217;89 abbiamo definito un perimetro urbano, con zone di espansione, oggi &#8211; dopo venti anni &#8211; non possiamo dire che quelle zone di espansione vengono annullate, che quei diritti vengono calpestati.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nonostante quell&#8217;atteggiamento pregiudiziale, che ha visto non ascoltare le istanze dei cittadini, noi abbiamo avuto comunque un approccio serio, responsabile; tutte le proposte emendative fatte dalla Maggioranza noi le abbiamo affrontate criticamente, quando c&#8217;era da affrontarle criticamente, ed approvate quando c&#8217;era da dare un&#8217;approvazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Noi abbiamo dato un approccio positivo, di collaborazione, nonostante vi fosse un difetto che nasce in tutti gli strumenti. Noi, come Consiglio Comunale, abbiamo due compiti: uno dell&#8217;indirizzo e l&#8217;altro del controllo; oggi stiamo facendo un controllo di quelli che dovevano essere gli indirizzi, per\u00f2 chi ha dato gli indirizzi per questo Regolamento Urbanistico? Il Sindaco dice sempre (\u00e8 una cosa che non condivido, poi dir\u00f2 anche delle cose che condivido tra quelle che ha detto il Sindaco) che sta capendo che cosa \u00e8 il Regolamento Urbanistico anche grazie al lavoro fatto dalla Commissione. Io gli dico sempre che non ci credo, che guai se fosse cos\u00ec, se la politica, in questa citt\u00e0, fosse affidata solo alla proposta tecnica, senza un indirizzo politico. Rabbrividisco al solo pensare che la politica non governi i processi di questa citt\u00e0. Non gli interessi, i processi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando il Sindaco dice che non conosce la proposta e non ha dato indirizzi per questo Regolamento Urbanistico io stigmatizzo, sorrido e non ci credo. Condivido alcune cose dette dal Sindaco: nella seduta precedente, con il professor Campos Venuti, il Sindaco ha detto quattro cose, tre vere e una falsa. Ha detto che questa citt\u00e0 ha scarsi servizi, che ha scarse infrastrutture, che questa citt\u00e0 ha una scarso livello di edilizia sociale. Ha detto, poi, che la proposta di Regolamento Urbanistico nasce da un&#8217;integrazione di collaborazione tra gli Uffici. A quanto mi risulta, la quarta affermazione \u00e8 una bugia, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 stata una sinergia del lavoro&#8230; Lo spiego con dati di fatto, poi ognuno potr\u00e0 replicare e dire che non \u00e8 vero, per\u00f2 gli uffici del settore non sono stati messi in grado di lavorare di concerto; la mano destra non sapeva quello che faceva la mano sinistra, come sempre succede.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Abbiamo visto l&#8217;Ufficio di Piano che progettava il Gallitello e l&#8217;Ufficio di Robilotta che rilasciava le concessioni, secondo la legge e legittimamente, quindi non c&#8217;\u00e8 stato il coraggio di affrontare queste situazioni.<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>COVIELLO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Arrivo anche ad altro. No, \u00e8 la politica che deve cercare di raccordare l&#8217;uno all&#8217;altro, credo&#8230; Quindi c&#8217;\u00e8 stato un rincorrersi su una progettualit\u00e0 che vedeva un intervento con filosofia nuova e un altro ufficio che dava concessioni&#8230; abbiamo visto un imbarbarimento di alcuni rioni, tipo Gallitello (concessioni ogni giorno, ed oggi ancora non sappiamo quanti palazzi hanno gi\u00e0 la concessione).<\/p>\n<p>Io credo che entrambi gli uffici abbiano lavorato in maniera egregia, quindi da parte di tutta l&#8217;Opposizione all&#8217;architetto Di Vito e all&#8217;ingegner Robilotta va un ringraziamento per il lavoro svolto. Non sto qui a dire che gli uffici non hanno fatto il loro dovere, anzi lo hanno fatto benissimo e li ringrazio per la pazienza e per la capacit\u00e0 progettuale che hanno avuto, ed anche per l&#8217;interpretazione della legge. E&#8217; la politica che ha mancato di collaborazione.<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria <\/em><\/p>\n<p>COVIELLO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quale contraddizione? Quindi, sulla quarta dichiarazione credo che il Sindaco abbia detto una bugia. Le prime tre verit\u00e0&#8230; Sindaco, ma se questa citt\u00e0 ha scarsi servizi, scarse infrastrutture, scarsa edilizia sociale, di chi \u00e8 la colpa? Chi ha amministrato questa citt\u00e0? Non certo la parte politica di cui io vesto la casacca. Voi siete la continuit\u00e0 amministrativa, con l&#8217;architetto Graziadei, con l&#8217;avvocato Singetta che sono la continuit\u00e0 di partito&#8230;<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>COVIELLO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Architetto della nave, infatti&#8230; qualcuno ha detto che la nave \u00e8 stato un obbrobrio. L&#8217;Architetto della nave \u00e8 qua&#8230; va bene, poi discutiamo, noi abbiamo gi\u00e0 discusso&#8230; quella benedetta continuit\u00e0 amministrativa&#8230; questi disastri qualcuno li ha provocati, credo che bisogna fare autocritica, perch\u00e9 &#8211; non nascondetevi &#8211; voi siete figli di questo sistema, di quella politica, quindi ogni tanto bisogna ricordarsi&#8230;<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>COVIELLO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Noi siamo stati sempre all&#8217;Opposizione, quindi non abbiamo mai avuto il piacere di modificare e migliorare questa citt\u00e0, forse potevamo avere qualche idea migliore.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il coinvolgimento dell&#8217;Opposizione, nonostante l&#8217;approccio positivo, non c&#8217;\u00e8 stato, quindi noi stiamo facendo solo opera di controllo di una proposta. L&#8217;indirizzo non era compito nostro darlo, anche per il ruolo di Opposizione che abbiamo; l&#8217;indirizzo era un compito della Maggioranza e non so se l&#8217;ha svolto. La filosofia del Regolamento Urbanistico \u00e8 quella di riempire la citt\u00e0, recuperare tutti gli spazi per poi andare a vedere i suoli migliori all&#8217;esterno per poter edificare in un secondo momento. La filosofia di questo Regolamento Urbanistico \u00e8 importante per un nuovo approccio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sulla filosofia, noi condividiamo l&#8217;acquisizione di terreni per edilizia sociale, per verde pubblico, condividiamo che l&#8217;imprenditore collabori con l&#8217;Amministrazione per la realizzazione di opere pubbliche importanti, perch\u00e9 noi sappiamo che se non vi \u00e8 il coinvolgimento dei privati questa Amministrazione non potr\u00e0 affrontare certe situazioni, perch\u00e9 anche la situazione di bilancio (che non c&#8217;entra con il Regolamento Urbanistico) \u00e8 una situazione penosa. Per questo alcune filosofie vanno abbracciate; il percorso che ha portato a questa filosofia \u00e8 discutibile, perch\u00e9 andavano fatti prima il Piano Strutturale e la Carta regionale dei suoli&#8230;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Veniamo, ora, alla proposta urbanistica. Abbiamo detto che dovevamo vedere prima l&#8217;interesse pubblico e poi dovevamo riflettere, secondo me &#8211; perch\u00e9 non abbiamo avuto il tempo di riflettere &#8211; su alcuni aspetti importanti. Per esempio: ci poniamo l&#8217;obiettivo di migliorare il buco nell&#8217;ozono con strutture biocompatibili, architetture moderne, con un nuovo modo di interpretare e di rispettare l&#8217;ambiente? Ci siamo mai chiesti se vi \u00e8 uno studio che faccia un impatto minore rispetto a quello che \u00e8 attualmente l&#8217;impatto ambientale di alcuni edifici?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alcuni argomenti forti che riguardano una politica globale non sono stati, credo, affrontati da questo Consiglio Comunale. Quello \u00e8 l&#8217;indirizzo che doveva dare l&#8217;Amministrazione: noi vogliamo un Regolamento Urbanistico dove vi siano bioarchitettura. Era un indirizzo forte; ci potevamo spendere a livello nazionale come una citt\u00e0 moderna, che faceva qualcosa di serio per noi, per gli altri e per il futuro. Su queste cose noi dovevamo vivere. Possiamo vedere se nel complesso la citt\u00e0 \u00e8 una citt\u00e0 vivibile, se \u00e8 una citt\u00e0 che potr\u00e0 sopportare l&#8217;incremento di abitazioni, come e dove andarle ad ospitare? Su questi temi, secondo me, andava fatto un approfondimento maggiore.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Voglio ora concentrare il mio ragionamento su altri punti, innanzitutto sui diritti calpestati. Noi avevamo un Piano Regolatore Generale che aveva individuato delle zone di espansione; oggi consentiamo, magari, di edificare in zone abbastanza acclivi, che non erano state considerate nel Piano Regolatore Generale perch\u00e9 gi\u00e0 sature, perch\u00e9 non disponibili, non edificabili, mentre calpestiamo il diritto di quanti nel passato avevano pagato delle tasse. Noi avevamo fatto un emendamento in questo senso; la riflessione non \u00e8 proprio venuta; noi abbiamo lasciato fuori 10 ettari dei 40 delle vecchie zone di espansione, delle piccole fasce residuali che non sono state ricomprese nel perimetro urbano, e l\u00ec abbiamo fatto un danno che si ripercuoter\u00e0 su questa Amministrazione per parecchio tempo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oggi lancio un monito: riprendiamo il nostro emendamento, un emendamento che sancisce un diritto. Lancio questo messaggio alla Maggioranza; se lo vorr\u00e0 accogliere, bene, altrimenti ognuno si assume le proprie responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sindaco, noi abbiamo convocato una Quarta commissione &#8211; io sono Vicepresidente di quella Commissione &#8211; dicendo che alcuni argomenti di natura urbanistica erano importanti e fondamentali per questa citt\u00e0. Avevamo la necessit\u00e0 di prevedere campi da gioco, nuove palestre, un palaghiaccio (una cosa che ha sempre colpito me e i consiglieri Speranza e Mascolo, tanto che abbiamo fatto anche un ordine del giorno e poi un&#8217;interlocuzione in proposito, e da qui nasce l&#8217;idea di questa pista)&#8230; Ci hanno detto che queste cose importanti, la grande viabilit\u00e0, la zona artigianale, l&#8217;individuazione di una zona per gli spettacoli viaggianti (giostre, zoo&#8230;) sono tutte cose che vanno allo Strutturale, ma come ho detto prima nessuno qui ha intenzione di affrontare questo discorso.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Piano Strutturale \u00e8 fondamentale per questa citt\u00e0, di zone artigianali non abbiamo discusso, di zone industriali non abbiamo discusso, abbiamo tolto anche quelle previste in questa proposta di Regolamento Urbanistico. Se noi non ci ripieghiamo subito sul Piano Strutturale, \u00e8 un guaio per questa citt\u00e0; non avremo mai il palaghiaccio, non avremo mai la possibilit\u00e0 di individuare un terreno dove un privato potr\u00e0 fare un progetto di finanza, non avremo mai un progetto per mettere una palestra in pi\u00f9, una piscina, che serve a questa citt\u00e0, tanti campi da calcetto e da tennis, perch\u00e9 queste strutture non sono previste in questo Regolamento, perch\u00e9 ci hanno detto che sono cose importanti che riguardano anche l&#8217;hinterland, quindi il Piano Strutturale. E il Piano Strutturale sta l\u00ec ad aspettare.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Poi dicevo una cosa&#8230; non c&#8217;\u00e8 l&#8217;avvocato Singetta, che dovrebbe essere testimone di questo passaggio. Io ero seduto in quel posto quando tu sei arrivato come Assessore all&#8217;Urbanistica, e in quell&#8217;occasione con l&#8217;architetto Di Vito e con l&#8217;assessore Singetta chiamammo il Sindaco, perch\u00e9 avevamo un&#8217;idea per l&#8217;extraurbano. Perch\u00e9 non dare la possibilit\u00e0 di cambiare le destinazioni d&#8217;uso da annessi ad abitazioni ed artigianali? Qualcuno disse che non era possibile, che bisognava vedere, che le campagne vanno allo Strutturale&#8230; per\u00f2 da l\u00ec nacque un ragionamento, che io lasciai perch\u00e9 dissi che secondo me era necessario riprendere questo discorso. Lo ritrovai dopo un po&#8217; di tempo e mi rallegrai del fatto che una proposta che avevo fatto all&#8217;Assessore era stata recepita sia dagli uffici che dalla parte politica; quindi da l\u00ec nacque questa cosa del cambio di destinazione d&#8217;uso.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Oggi noi, alle zone aperte, che cosa diamo? La possibilit\u00e0 di accorpare e fare cambio di destinazione d&#8217;uso, perch\u00e9 la nuova edificazione credo che sia una cosa abbastanza difficile, perch\u00e9 abbiamo detto che nei nuclei vogliamo costruire pari a quanti sono gli abitanti, magari nello Strutturale. Per\u00f2 oggi che cosa c&#8217;\u00e8? Magari qualcuno adesso dovrebbe ringraziare per quell&#8217;intuizione che ho avuto io due anni fa, quando era ancora in itinere&#8230; Io lo avevo visto su un altro Regolamento Urbanistico e mi sembrava una cosa opportuna per le nostre campagne: andavamo a riqualificare una serie di stalle, una serie di fienili che non erano pi\u00f9 in uso, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la cultura del contadino in campagna.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io sono nipote di contadino, figlio di operai, per\u00f2 intendo stare nella mia terra perch\u00e9 vi sono attaccato per origine; anche se mi costa di pi\u00f9, non voglio venire ad abitare in citt\u00e0, \u00e8 una questione di cultura; io sono legato alla mia terra, alla mia frazione, alla mia gente. Quindi non darmi oggi la possibilit\u00e0 di costruire, ma chiss\u00e0 quando, per me \u00e8 una cosa molto negativa. Da dove siamo partiti (cambio di destinazione d&#8217;uso, piccoli insediamenti) \u00e8 un primo passo, per\u00f2 \u00e8 sempre il discorso dello Strutturale. Se non diamo risposte serie, la gente non sar\u00e0 disponibile a vivere in citt\u00e0, a costo di costruire abusivamente nelle campagne, come succede ed \u00e8 successo. Poi, magari, condona e va a sanare, per\u00f2 \u00e8 una questione culturale.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io, come dico sempre, se uno ha la fortuna di avere una propria casa, una propria famiglia&#8230; non vorr\u00f2 mai abitare in citt\u00e0, perch\u00e9 sono abituato a stare l\u00ec. Se non riflettiamo su questi temi sar\u00e0 un problema per tutti quelli come me e per tanti che l\u00ec vogliono vivere perch\u00e9 sono abituati a stare nelle campagne. Qualche punto sulla filosofia \u00e8 stato affrontato; qualche proposta \u00e8 accoglibile dal punto di vista politico; per\u00f2 ora, caro Luciano, tocca a te fare sintesi di tutte le proposte, anche in virt\u00f9 degli emendamenti, del lavoro che abbiamo fatto, e dare una risposta politica a questo strumento e alla proposta di deliberazione. Grazie.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ringrazio il collega Coviello. Consigliere Lomonaco, prego.<\/p>\n<p>LOMONACO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Signor Presidente del Consiglio, signor Sindaco, Assessori, colleghi Consiglieri, oggi, per quello che mi riguarda, ma penso per tutto il Consiglio Comunale e per la nostra citt\u00e0, veramente si celebra un grande evento. Anche se il Presidente del Consiglio dice di andare cauti sulla situazione, io non sono di questo avviso, perch\u00e9 l&#8217;evento che ci riguarda \u00e8 di vasta portata.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In questi anni abbiamo parlato, si \u00e8 discusso, ma oggi parliamo di qualcosa di straordinario, di qualcosa che per decenni interesser\u00e0 il futuro della nostra citt\u00e0, interesser\u00e0 la nostra citt\u00e0. Di questo atto che \u00e8 stato presentato abbiamo discusso a lungo nella Commissione competente, e ne stiamo discutendo oggi in Consiglio Comunale. Ha avuto un iter condiviso dalla maggioranza dei gruppi che sostengono il governo della citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Prima di entrare nel merito, mi corre l&#8217;obbligo di ringraziare il Presidente della Terza Commissione Consiliare Permanente, Raffaele Rinaldi, per la pazienza avuta nel portare avanti i lavori, cosa non facile. Dicevo pazienza, e prima di questo mettendo in atto tutta la sua bravura, esperienza e quanto altro. Di nuovo grazie, Raffaele, di vero cuore.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vorrei ringraziare gli uffici, sempre presenti e puntuali, anche se a volte non hanno condiviso le nostre idee e le nostre necessit\u00e0, le nostre proposte.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vorrei ringraziare il dottor Curti, il quale, nonostante qualche volta non gli venga pagato lo straordinario &#8211; almeno per quello che dice lui &#8211; e subisca ogni giorno il divieto di fumare, anche davanti al portone, \u00e8 stato sempre con noi, dalla mattina alla sera tardi quando c&#8217;\u00e8 stato da lavorare. Grazie, Leonardo, veramente; chi ti conosce da anni sa l&#8217;impegno che ci hai messo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il nostro impegno d&#8217;Amministrazione \u00e8 speso sulla necessit\u00e0 di costruire e disegnare una citt\u00e0 migliore, mi auguro che siamo riusciti a dare risposte positive a tutti, cosa difficile da ottenere, questa. Mi rendo conto che su argomenti di questa portata ci possano essere sicuramente contenti e scontenti. L&#8217;importante \u00e8 aver lavorato con coscienza ed avere la stessa tranquilla, e su questo mi sento tranquillo al massimo. Abbiamo lavorato per il bene comune, considerato che il bene comune non \u00e8 n\u00e9 di Destra n\u00e9 di Sinistra. Il mio auspicio \u00e8 di avere anche dalla Minoranza il contributo politico affinch\u00e9 il Regolamento Urbanistico dia i suoi frutti, perch\u00e9 questo passaggio il sottoscritto l&#8217;ha fatto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io, con fortuna o sfortuna, ero presente anche alla variante generale del Piano Regolatore Generale, dove votai contro &#8211; al pari del mio gruppo di appartenenza di allora -. Votai contro e dico il perch\u00e9; forse l&#8217;ho detto gi\u00e0 altre volte, per\u00f2 lo voglio ricordare. Noi votammo contro perch\u00e9 in quel Piano Regolatore Generale all&#8217;ultimo momento vennero escluse le aree rurali. Poi si fece tutta la trafila, si concluse il mandato elettorale della Giunta Fierro, si pass\u00f2 alla Giunta Sampogna, alla Giunta Potenza, alla Giunta Fierro, ed attualmente a quella che \u00e8 oggi in itinere. Beh, sul Piano Campagne si pensava, dopo la Giunta Fierro, con la Giunta Sampogna, che si arrivasse a definire un piano per le zone rurali; dopo tanto parlare, dopo tante petizioni dei cittadini, cittadini che naturalmente abitavano ed abitano nelle aree rurali, sembrava sempre che si arrivasse alla conclusione dell&#8217;iter, per\u00f2 non fu mai tradotto in opera. Si pass\u00f2, successivamente, alla Giunta Potenza; il Piano Campagne fu portato In Consiglio Comunale e, forse, la colpa di quel Piano delle Aree Rurali della Giunta Potenza fu quella di essere portato molto tardi, alla vigilia delle elezioni amministrative.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ricordiamo un po&#8217; tutti, Presidente Campagna, perch\u00e9 anche Lei, al pari di me, era in questa aula, io consigliere della Maggioranza e lei della Minoranza, che tutti &#8220;scappavano&#8221; per l&#8217;incompatibilit\u00e0 dei Consiglieri comunali. Fu allora messo in atto uno stratagemma proprio per far andare a vuoto quel Piano delle aree rurali, dicendo che chi aveva pure un pezzettino di terreno, anche chi aveva solo un po&#8217; di terreno nel vaso sul balcone&#8230; magari solo quello era esente, per il resto, parenti ed affini fino al quarto grado, era impossibile votare in Consiglio Comunale.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A quel punto anche io mi feci da parte, al pari del collega Lovallo e di qualche altro. Il Consiglio Comunale &#8211; io ero Vicepresidente del Consiglio &#8211; fu portato avanti dall&#8217;attuale assessore Messina, perch\u00e9 si andava a scalare, e c&#8217;erano solo otto o nove persone ad adottare quel Piano Campagne.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alla fine si arriv\u00f2 alle elezioni, nacquero tanti comitati spontanei nelle aree rurali, dei quali non ho mai condiviso gli obiettivi, perch\u00e9 quello era un Piano, andava corretto, ma oggi saremmo stati in condizione di avere un Piano. Cos\u00ec non fu, ci furono parti politiche che si attrezzarono con ciclostile ecc., arrivarono tanti emendamenti, cambi\u00f2 la strategia politica, si arriv\u00f2 ad una nuova Giunta Fierro (niente da dire, perch\u00e9 \u00e8 con le elezioni che si va avanti), e pensavo tra me e me: &#8220;Vabb\u00e8, Fierro lasci\u00f2 appesa la questione del Piano Campagne e Fierro la va a chiudere&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cos\u00ec non fu, anche se c&#8217;\u00e8 stata la volont\u00e0 un po&#8217; di tutti, per\u00f2 si \u00e8 tirata troppo la corda, forse, da parte di parecchie persone; l&#8217;ex assessore Graziadei &#8211; qui in aula &#8211; ce l&#8217;ha messa tutta, al pari di tutti; forse, per\u00f2, sarebbe stato opportuno che allora si tirasse un po&#8217; tutti quanti di meno la corda e quel Piano sarebbe stato approvato, poi, dalla Regione Basilicata.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Siamo arrivati ad oggi, con la Giunta Santarsiero. Stiamo portando avanti &#8211; ho detto che \u00e8 un grande evento &#8211; il Regolamento Urbanistico ed anche oggi \u00e8 nato un Comitato delle aree aperte, un comitato che molto ha dato riguardo a questo evento, per\u00f2 c&#8217;\u00e8 da premettere, senza nulla togliere a nessuno, che noi Consiglieri Comunali non siamo stati con le mani in mano, perch\u00e9 su molti provvedimenti che il Comitato portava all&#8217;attenzione del Sindaco o dell&#8217;Assessore, noi gi\u00e0 eravamo preparati. Per\u00f2 l&#8217;unione fa la forza, bene \u00e8 stato che abbiano dato questo contributo.<\/p>\n<p>All&#8217;interno di questo Regolamento Urbanistico molte cose sono cambiate, e credo che molte cose cambieranno successivamente, in base almeno agli emendamenti che sono stati portati in aula. Tengo a ribadire che gli emendamenti che sono stati portati in aula non hanno una matrice personale; \u00e8 una matrice della Commissione; bisogna dare atto al Presidente della commissione che si \u00e8 dato un ordine; gli emendamenti arrivati sono della Commissione, non c&#8217;\u00e8 quindi primogenitura della Maggioranza, n\u00e9 della Minoranza, e spero che gli emendamenti, cos\u00ec come sono stati portati in Commissione, vengano accolti, perch\u00e9 se venissero accolti sarebbero un grosso vantaggio per gli abitanti delle aree rurali (e tra questi ci sono anche io).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In Commissione io mi sono speso (perch\u00e9 non abitiamo tutti nelle aree rurali &#8211; salvo magari le prospettive -), come altri che come me abitano nelle aree rurali, per il cambio di destinazione d&#8217;uso. Sarebbe un calmiere anche per quanto riguarda il prezzo del mattone. Mettere in atto i cambi di destinazione d&#8217;uso significa calmare il prezzo all&#8217;interno della citt\u00e0. Questa \u00e8 una valutazione che ognuno pu\u00f2 fare; per\u00f2 se passano gli emendamenti proposti dalla Commissione sul cambio di destinazione d&#8217;uso significa avere tanto, significa spendere molto di meno e significa non speculare pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sullo Strutturale faccio solo un passaggio per poi ritornarvi brevemente. Il Piano Strutturale \u00e8 parte integrante&#8230; quando sar\u00e0; io spero che gi\u00e0 questa Amministrazione riesca a portare a termine il lavoro dello Strutturale, perch\u00e9 oltre alla nostra citt\u00e0 ci sono i paesi limitrofi che possono dare un grosso contributo di crescita. Io, proprio perch\u00e9 si va all&#8217;adozione del Regolamento Urbanistico, voglio ringraziare questa Amministrazione per lo sforzo fatto, e non ci dobbiamo dimenticare che, nonostante questo, il Regolamento Urbanistico ha avuto un percorso un po&#8217;&#8230;<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Colleghi, ordine in sala, per cortesia.<\/p>\n<p>NAPOLI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Presidente, visto che \u00e8 un evento di vasta portata, come qualcuno ha&#8230; Se Lei, Presidente, ci mette al corrente di ci\u00f2 che sta avvenendo, perch\u00e9 vediamo un po&#8217; di confusione&#8230;<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non sta avvenendo niente. C&#8217;\u00e8 un po&#8217; di chiacchiericcio in aula, che andrebbe evitato.<\/p>\n<p>NAPOLI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dettato da cosa? Ci spieghi&#8230; Pare che siano arrivate delle controdeduzioni da parte dell&#8217;Ufficio rispetto agli emendamenti proposti dalla Commissione; correttezza vorrebbe&#8230; Se ci\u00f2 fosse vero, correttezza vorrebbe&#8230;<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non le ho dato la parola! Le sto dicendo che \u00e8 arrivato il parere dell&#8217;Ufficio, che la Presidenza sta facendo fotocopiare e consegnare ai Consiglieri, quindi la pregherei di restare seduto.<\/p>\n<p>NAPOLI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Personalmente, ma credo anche gli altri Colleghi, vorrei un lasso di tempo per poterli quanto meno leggere.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ha tutta la notte.<\/p>\n<p>LOMONACO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Regolamento Urbanistico ha avuto un percorso un po&#8217; travagliato, perch\u00e9 nell&#8217;attuale percorso c&#8217;\u00e8 stato il cambio di tre assessori, pi\u00f9 il periodo in cui il Sindaco ha avocato la delega a s\u00e9, e non \u00e8 facile su un regolamento, su un piano di questa portata, cambiare gli assessori, non perch\u00e9 vi siano state crisi della Regione e cos\u00ec via, ma per necessit\u00e0 (chi si \u00e8 dimesso, chi un fatto, chi un altro). Di questo, allora, va dato atto all&#8217;Amministrazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Prima di concludere, voglio dire &#8211; al di l\u00e0 degli esiti della valutazione sugli emendamenti &#8211; che annuncio gi\u00e0 il mio voto favorevole. Il mio voto sar\u00e0 favorevole proprio perch\u00e9 ritengo che \u00e8 stato fatto un lavoro eccezionale, che siano accolti o meno gli emendamenti della Terza Commissione. E&#8217; un iter che migliorer\u00e0 la qualit\u00e0 della vita, la vivibilit\u00e0 della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Prendo giusto due minuti per commentare quello che \u00e8 stato detto nella presentazione da parte dell&#8217;architetto Campos Venuti, anzi in una risposta dell&#8217;architetto Campos Venuti che criticava un po&#8217; il Piano Regolatore Generale attuale. Beh, ogni strumento porta un&#8217;innovazione; a quei tempi, venti anni fa, il Piano Regolatore Generale era un qualcosa di straordinario. Oggi qualcosa di straordinario non \u00e8 pi\u00f9; per\u00f2 forse tra vent&#8217;anni anche il Regolamento Urbanistico potr\u00e0 perdere la sua valenza, perch\u00e9 ci sono vedute e pensieri diversi, ci sono tempi diversi, tecnologie diverse e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Ricordo quando fu approvata la variante al Piano Regolatore Generale; nel salone della Giunta Provinciale, sul tavolo, c&#8217;era la cartografia; si andava, si guardava, qualcuno aggiungeva qualcosa, qualcuno voleva togliere&#8230; Il Presidente Rinaldi dice che si trova delle carte diverse, beh, questo \u00e8 frutto di quando qualcuno arrivava e all&#8217;insaputa degli altri allungava un po&#8217; la linea e cos\u00ec via. Oggi la cosa \u00e8 diversa, perch\u00e9 con i computer si va, si cambia e cos\u00ec via, perci\u00f2 dico che non mi meraviglierei pi\u00f9 di questo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Voglio dire qualcosa riguardo alla Legge 23\/99. Campos Venuti ha dato atto che Potenza \u00e8 stata la prima in Italia a mettere in atto questo evento. Allora, noi facciamo finta che nulla \u00e8 successo e vogliamo criticare anche questo? Se vogliamo criticare, possiamo criticare, per\u00f2 non mi sembra opportuno.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per quanto riguarda il Piano Strutturale, al di l\u00e0 del fatto che \u00e8 in itinere, lo stesso Campos Venuti diceva che non \u00e8 obbligatorio, in Basilicata. Poi, vorrei portare a conoscenza del collega Coviello che per le attivit\u00e0 sportive \u00e8 stato aggiunto un emendamento in Terza Commissione che prevede di riqualificare le aree rurali per nuove attivit\u00e0, aree sportive intorno agli aggregati. Non dimentichiamo che intorno agli aggregati qualcosa di nuovo avverr\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sindaco mi deve dare atto &#8211; se ricorda &#8211; che con il mio gruppo (con i DS; allora eravamo DS, oggi siamo DS ancora per pochi giorni) sollecitai di togliere i nuclei rurali, non perch\u00e9 non fossi d&#8217;accordo con i sei nuclei rurali, ma perch\u00e9 allora ero convinto che se non fosse avvenuto questo le campagne sarebbero rimaste per fatti propri.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Riguardo ai Piani Attuativi non voglio aggiungere nulla, perch\u00e9 i piani furono ritirati dal Consiglio Comunale, e votai anche io per il ritiro di quei piani. Fu una scelta politica che noi, per la Maggioranza, ritenemmo opportuno fare, proprio in relazione al Regolamento Urbanistico. Vi ringrazio per l&#8217;attenzione.<\/p>\n<p>NAPOLI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chiedo scusa, Presidente dovr\u00e0 necessariamente concedermi&#8230;<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lei non pu\u00f2 alzarsi e prendere la parola.<\/p>\n<p>NAPOLI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi concede un attimo?<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Su cosa, Collega?<\/p>\n<p>NAPOLI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io leggo&#8230; Su questo, Presidente.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vuole intervenire sull&#8217;argomento in discussione?<\/p>\n<p>NAPOLI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Interverr\u00f2 domani per dichiarazione di voto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Leggo &#8211; perch\u00e9 mi \u00e8 stato in questo momento di fatto &#8220;prestato&#8221; dal consigliere Graziadei, che ringrazio &#8211; un &#8220;libricino&#8221; a firma dell&#8217;architetto Di Vito datato 13 marzo 2008, cio\u00e8 data odierna, e che &#8211; pare &#8211; soltanto in questo momento sar\u00e0 distribuito ai Consiglieri. Leggo formalmente, nell&#8217;oggetto: Pareri di regolarit\u00e0 tecnica sugli emendamenti presentati dai Consiglieri comunali della Terza Commissione e in tale sede assoggettati a votazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Credo che correttezza istituzionale volesse che questo opuscolo fosse consegnato ai Consiglieri comunali prima dell&#8217;inizio dei lavori, per poter proporre qualche pregiudiziale in ordine alla regolarit\u00e0 della seduta. Se \u00e8 vero, Presidente, Lei me lo consentir\u00e0, che stiamo trattando una questione importante che produrr\u00e0 effetti per il futuro della citt\u00e0, proprio per rispetto di quella Commissione tanto elogiata da parte di tutti quelli che sono intervenuti prima di me, sarebbe stato opportuno (per una questione di delicatezza, di correttezza istituzionale e di rispetto per il lavoro fatto dalla Commissione) che questo opuscoletto fosse nelle mani in tempo utile per poterlo quanto meno vedere. Non nelle mie mani, ma in quelle del Presidente della Commissione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pare strano &#8211; e lo dico senza timore di smentita &#8211; che l&#8217;Ufficio, che \u00e8 stato cos\u00ec solerte e presente nei lavori della Commissione, non si sia preoccupato o degnato di far pervenire, con la medesima correttezza nei confronti dei Consiglieri, questo opuscoletto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per cortesia, mi faccia finire&#8230; Credo che noi siamo stati eletti&#8230;<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Collega, la prego; non deve&#8230;<\/p>\n<p>NAPOLI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 No, no, no&#8230;<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non deve interloquire con l&#8217;Ufficio. Si rivolga al Presidente, Collega.<\/p>\n<p>DI NAPOLI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E l&#8217;Ufficio non deve interloquire con il sottoscritto. Doveva interloquire nella sede preposta per l&#8217;istruttoria, che era la Commissione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Presidente, io chiedo una sospensione dei lavori per il tempo strettamente necessario a che la Commissione si riunisca con urgenza, esamini questo libretto e dopo di che si ritorni in Commissione come correttezza istituzionale vuole. Qui giochetti non se ne fanno, qui passi in avanti oltre i limiti della correttezza non se ne fanno, per cui metta in votazione la mia pregiudiziale, per favore.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La prego di moderare i toni; si calmi.<\/p>\n<p>NAPOLI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non \u00e8 certamente Lei a dire a me quanto devo moderare i toni. Io ho posto una questione pregiudiziale; Lei, per favore, metta in votazione la mia proposta, dettata dalle ragioni che ho poc&#8217;anzi spiegato, cio\u00e8 correttezza dei rapporti, rispetto per il lavoro fatto, ed anche per consentire a tutti i Consiglieri, che possono aver sbagliato nel presentare emendamenti in Commissione, di prendere visione ed intervenire compiutamente sulle questioni indicate dall&#8217;Ufficio. Credo sia un nostro diritto sacrosanto; vorrei lo mettesse in votazione; grazie.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Collega, giusto per chiarirci: questo documento cui lei fa riferimento, con il parere tecnico&#8230;<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria <\/em><\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si calmi, Collega. Stavo dicendo che il parere dell&#8217;Ufficio sugli emendamenti \u00e8 pervenuto in Consiglio Comunale, direttamente in Consiglio Comunale, nel pomeriggio. Come Presidente del Consiglio Comunale, perch\u00e9 il Regolamento affida a me il compito di aggiornare i Consiglieri e di metterli in condizione di essere a conoscenza degli atti in discussione, mi sono premurato di disporre che venissero fatte delle fotocopie del parere dell&#8217;Ufficio, fotocopie che sono in corso di distribuzione, compatibilmente con i tempi di riproduzione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le ho gi\u00e0 detto prima che Lei ha tutta la nottata di tempo per studiare, toglier\u00e0 tempo alla sua bellissima figlioletta, ma ha tempo tutta la nottata, non trascuri&#8230;<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non trascuri un elemento, che il Regolamento del Consiglio, su questo&#8230; Assessore Singetta, la prego&#8230; non pone dei termini per la presentazione degli emendamenti, per cui &#8211; a rigore &#8211; anche domani, quando abbiamo deciso che entreremo nel merito degli emendamenti e voteremo gli emendamenti, nessuna norma regolamentare vieta al Consigliere Comunale di produrre ulteriori emendamenti, sui quali sar\u00e0 necessario acquisire in aula il parere dell&#8217;Ufficio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lei pone dei problemi che, dal punto di vista della sostanza e della necessit\u00e0 di approfondimento delle questioni, che sono complesse e delicate, posso anche condividere; ma sotto l&#8217;aspetto formale il Regolamento non fa come il bilancio, dove ci sono dei tempi cadenzati per la presentazione degli emendamenti, non fa alcuna discriminazione, per cui non vedo che differenza c&#8217;\u00e8 tra gli emendamenti presentati ed approvati dalla Commissione nella serata di marted\u00ec &#8211; vorrei ricordarle &#8211; rispetto a quelli che ciascun Consigliere Comunale pu\u00f2 produrre addirittura domani mattina in corso di seduta, e sui quali sar\u00e0 necessario seduta stante acquisire il parere dell&#8217;Ufficio, senza che Lei o altri possano avere il tempo per ulteriori approfondimenti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pertanto, se Lei pone formalmente una questione pregiudiziale, io non posso che metterla ai voti. Prego, Sindaco.<\/p>\n<p>SINDACO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vorrei chiarire alcune questioni per evitare che un clima estremamente positivo, collaborativo, di approfondimento preciso, di ragionamenti tutti centrati sul bene e sul futuro della citt\u00e0 possano essere compromessi da una situazione che fa riferimento, probabilmente, ad un equivoco oppure ad una cattiva interpretazione di quello che \u00e8 successo negli ultimi dieci minuti in aula.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gi\u00e0 il Presidente del Consiglio lo ha puntualizzato. Io comprendo la reazione del collega Napoli, per\u00f2 vorrei anche chiarire &#8211; per correttezza nei riguardi dell&#8217;Ufficio, che stamane non a caso non era presente -. L&#8217;ufficio ha ricevuto due giorni fa, a valle del poderoso lavoro che \u00e8 stato sviluppato in Commissione e che tutti avete evidenziato, e che ha prodotto decine &#8211; credo che Raffaele Rinaldi abbia dato anche il numero preciso stamattina, 87 &#8211; di emendamenti&#8230; ha ricevuto due giorni fa 87 emendamenti, che da un punto di vista formale e procedurale necessitano del parere dell&#8217;Ufficio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo \u00e8 stato oggetto di chiarimento con il Segretario Generale ieri mattina, dopo che l&#8217;Ufficio ha ricevuto gli emendamenti. Il Segretario generale ha dato mandato formale all&#8217;Ufficio di procedere alla valutazione e all&#8217;espressione di un parere emendamento per emendamento. Capite bene che 87 emendamenti, con una data gi\u00e0 fissata &#8211; quella di oggi &#8211; per il Consiglio Comunale, che abbiamo voluto confermare, perch\u00e9 \u00e8 uno strumento urbanistico di cui abbiamo assolutamente bisogno&#8230;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Come sapete, dal 3 marzo \u00e8 bloccata l&#8217;attivit\u00e0 edilizia in citt\u00e0. Questa data \u00e8 stata fissata da noi prendendoci un margine di tempo che avevamo ritenuto anche abbondante. I lavori della Commissione si sono conclusi solo 48 ore fa. Bene, era necessario; \u00e8 giusto che sia stato utilizzato tutto questo tempo, ma cos\u00ec solo due giorni fa l&#8217;Ufficio ha ricevuto gli emendamenti e il mandato di doversi esprimere. L&#8217;Ufficio stamani non era presente; ha lavorato fino al primo pomeriggio; ha portato il suo parere e lo ha consegnato a chi era in indirizzo (Presidente del Consiglio, Sindaco, Segretario, Assessori e Presidente della Terza Commissione).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Appena ricevuto, abbiamo cominciato a comandare; il Presidente, con la sua copia, ha mandato a fare le copie per voi. Voi, giustamente, in dieci minuti avete visto i primi capannelli per i commenti. Questo \u00e8 successo; non c&#8217;\u00e8 alcuna volont\u00e0 di nascondersi, n\u00e9 di altro.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Siamo in una fase di discussione, una fase nella quale, a valle del lavoro della Commissione, di quel grande lavoro che \u00e8 stato sviluppato, in aula bisogna affrontare vari argomenti (riguardo agli emendamenti, non a caso il Presidente, stamattina, ci ha detto che saranno in discussione domani). Gli interventi di oggi &#8211; in maniera esplicita \u00e8 stato detto &#8211; sono gli interventi di carattere generale sull&#8217;impostazione del R.U., sulle relazioni di Campos Venuti, dell&#8217;Assessore, sulla mia della volta scorsa, su quella del presidente Rinaldi di stamattina&#8230; il tutto per poter fare un ragionamento di carattere generale, anche alla luce di quello che era maturato all&#8217;interno della Commissione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gli emendamenti, anche alla luce di quello che \u00e8 il parere degli uffici, da domani mattina diventeranno l&#8217;oggetto della nostra discussione; quindi questo opuscolo resta quello che abbiamo a disposizione da domani; se domani ci serviranno ore di discussione, giornate, forse&#8230; ce le prenderemo, Collega; non credo ci sia interesse a sopprimere un dibattito o a voler creare zone d&#8217;ombra in una situazione che tutti, credo, abbiamo dimostrato di voler affrontare con la massima trasparenza e chiarezza. Volevo solo puntualizzare questo.<\/p>\n<p>NAPOLI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Intervengo doverosamente. Io rivendicavo, Sindaco&#8230; forse i toni sono stati esagerati, e mi scuso se li ho utilizzati, ma capir\u00e0 bene che chi, nel corso di questi due mesi e mezzo, non ha conosciuto, lasciando studio e famiglia, altro che i lavori della Commissione, imperterriti, fino a notte inoltrata &#8211; e Lei ne \u00e8 testimone, come il Presidente del Consiglio -, si vede arrivare di pomeriggio, alle 18.00, questo&#8230; rivendica il suo diritto di poter esprimere in maniera compiuta la sua opinione su questioni che attengono al futuro della citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Di fronte a questa, che mi pare essere una legittima rivendicazione, sfido chiunque a dire&#8230; Se sotto il profilo formale \u00e8 corretta l&#8217;interpretazione del Presidente, sotto il profilo sostanziale non pu\u00f2 che essere corretta la mia rivendicazione, che sottolineo essere determinata dall&#8217;impegno profuso da parte di tutti, ma anche dall&#8217;amore che abbiamo nei confronti della nostra citt\u00e0. Su questioni cos\u00ec delicate non si pu\u00f2 da un momento all&#8217;altro chiederci di ragionare sulla base di atti che neppure conosciamo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dico di pi\u00f9: \u00e8 vero che domani tratteremo emendamento per emendamento, ma Lei \u00e8 tanto intelligente da sapere che ogni singolo emendamento \u00e8 stato fatto sulla base della filosofia generale dell&#8217;intero strumento. Per cui \u00e8 troppo semplice dire: &#8220;Va bene, ma poi affrontiamo emendamento per emendamento e quindi la questione la superiamo&#8221;. Bisogna vedere se queste risposte, alla luce degli emendamenti proposti dalla Commissione, che sono frutto dell&#8217;esame generale dell&#8217;intero strumento, combaciano con le opinioni di ciascuno o meno, ma senza voler creare alcun tipo di ostacolo n\u00e9 all&#8217;Amministrazione, n\u00e9 all&#8217;Ufficio. E&#8217; anche nostro interesse che venga fuori dal Consiglio Comunale il migliore dei regolamenti urbanistici possibili. E se uno che sta all&#8217;Opposizione rivendica questo sacrosanto diritto&#8230; beh, chiedo se nella sostanza \u00e8 sbagliato o meno.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chiedo scusa ancora per i toni, mi scuso con l&#8217;architetto Di Vito se ho usato, forse, un linguaggio troppo forte. Ritiro, a questo punto, la richiesta perch\u00e9 non ha senso, per\u00f2 con l&#8217;impegno da parte di tutti, senza pregiudiziali, che, nel momento in cui avvertiremo il bisogno e la necessit\u00e0 di approfondire la questione, non ci saranno tempi che reggano.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Collega, la ringrazio perch\u00e9 ha ricondotto la questione nei giusti termini. Noi, anche d&#8217;intesa con la Conferenza dei Capigruppo, non a caso avevamo organizzato l&#8217;andamento dei lavori di queste due sedute di Consiglio Comunale rinviando a domani la discussione e la valutazione dei singoli emendamenti, proprio per dare tempo all&#8217;Ufficio di predisporre il suo parere, che non va ovviamente valutato o considerato come un intervento di natura politica, ma come parere tecnico che compete al dirigente competente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Domani noi inizieremo, emendamento per emendamento, a valutare, a discutere per poi pervenire alla votazione, e Lei ha la garanzia che, qualora per alcuni emendamenti dovesse risultare necessario un momento di ulteriore approfondimento, i lavori del Consiglio potranno essere sospesi per il tempo strettamente indispensabile ad acquisire ulteriori pareri o delucidazioni, oppure potremmo anche pensare di andare avanti con gli emendamenti e di rinviare quelli sui quali il Consiglio riterr\u00e0 di dover approfondire, di dover richiedere ulteriori momenti di riflessione, ad un&#8217;altra seduta. Posso garantirle, quindi, che da parte della Presidenza Lei avr\u00e0, come tutti i colleghi Consiglieri, tutto il tempo per poter esprimere serenamente le sue valutazioni anche sugli emendamenti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Prego, consigliere Rinaldi, ritengo in qualit\u00e0 di Presidente della Commissione.<\/p>\n<p>RINALDI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Solo una parola. Mi sembra giusto e corretto intervenire per testimoniare, essendo io uno dei destinatari del parere dell&#8217;Ufficio, che effettivamente il plico \u00e8 stato consegnato non pi\u00f9 di un&#8217;ora fa. Volevo, poi, a titolo personale, chiedere scusa al consigliere Napoli, che ovviamente capir\u00e0 &#8211; spero capisca; mi dia l&#8217;attenuante, insomma &#8211; che, se si \u00e8 verificata una piccola &#8220;comunella&#8221;, questa \u00e8 stata dovuta semplicemente all&#8217;ansiet\u00e0 con la quale, ricevuto il documento, ho sentito io per primo il bisogno di socializzarlo.<\/p>\n<p>Il Consigliere conosce il piglio che ho sempre usato in Commissione rispetto ai lavori; dovendo socializzarlo, e non avendo io il potere di sospendere il Consiglio per riunire la Commissione, chi \u00e8 stato vicino a me ha condiviso la curiosit\u00e0 di andare a sfogliarlo. Io di questo chiedo scusa formalmente al consigliere Napoli e mi rendo totalmente disponibile, sicuramente non nel corso del Consiglio di oggi, perch\u00e9 \u00e8 del tutto inutile, ma anche domattina, di primo mattino, se la Commissione lo ritenesse, a convocare la Commissione prima dello svolgimento del Consiglio Comunale.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io sono a completa disposizione. Ripeto: mi dispiace che con questa piccola &#8220;fuga in avanti&#8221; in termini di intraprendenza si sia verificato questo incidente che ha messo lo stesso consigliere Napoli in condizioni di minore ortodossia. Gliene chiedo ancora scusa.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chiuso questo piccolo intermezzo, saranno poi il Presidente e la Commissione a valutare se pu\u00f2 essere utile, domani mattina, prima dell&#8217;inizio dei lavori del Consiglio &#8211; cos\u00ec come programmati -, fare un&#8217;ulteriore seduta di approfondimento. Riprendiamo la discussione generale. Aveva chiesto di intervenire il collega Travaglini. Prego.<\/p>\n<p>TRAVAGLINI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie, Presidente, riprendiamo la discussione generale. Mi associo al Presidente, che stamattina ringraziava tutti, dalla Commissione all&#8217;Ufficio. Un particolare ringraziamento va al Presidente di Commissione, che ha avuto la pazienza di sopportare tutti noi, oltre che per il lavoro materiale svolto in questi mesi finali, che sono stati sicuramente abbastanza intensi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Riprendo un attimo quanto ricordava lo stesso presidente Rinaldi, questa mattina, nel suo intervento. Quali sono state le tappe di questo processo che va a conclusione con l&#8217;adozione del Regolamento Urbanistico? Tutto nasce nel 2004, quando ci fu un primo convegno sull&#8217;urbanistica, alla presenza degli stessi Campos Venuti e Oliva, in cui si introdusse l&#8217;argomento sottolineando un aspetto fondamentale, l&#8217;aspetto della pianificazione e del conseguente Piano Strutturale, Metropolitano per idea del Sindaco, l&#8217;idea di andare al di l\u00e0 del Piano Strutturale Comunale, che \u00e8 d&#8217;obbligo, che la legge regionale impone tra gli strumenti di pianificazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;idea nasce proprio alla luce della visione di una citt\u00e0 che \u00e8, s\u00ec, piccola, ma attorno alla quale orbitano paesi significativi (10 Comuni contigui alla citt\u00e0 di Potenza); l&#8217;idea fu accolta bene anche dai consulenti e si cominci\u00f2 ad operare. Il tutto, quindi, si basa sul concetto di pianificazione, e quindi di Piano Strutturale Metropolitano o Comunale che sia.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Noi oggi andiamo, invece, ad adottare, non perch\u00e9 sia fuori norma, ma per scelta procedurale, un Regolamento Urbanistico. Dico in premessa che il giudizio sul Regolamento Urbanistico, per quanto si possa dare, possa essere completo e senza nessuna sbavatura, non sar\u00e0 mai definitivo e mai certo fino a quando non sar\u00e0 scritto, ratificato, il Piano Strutturale Metropolitano o Comunale. Dico questo perch\u00e9 se un regolamento regola qualcosa, regola ci\u00f2 che si va a pianificare, quindi lo strumento &#8220;regolamento urbanistico&#8221; per essere valutato deve avere per forza una prospettiva, che non deve essere precedente, ma pu\u00f2 anche essere anche immediatamente successiva, di principio e di pianificazione. Quindi, un giudizio definitivo su questo Regolamento Urbanistico potr\u00e0 essere dato solo quando sar\u00e0 completo il quadro, con i principi che gli stanno in qualche modo al di sopra.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Riprendiamo, un attimo, il concetto della pianificazione. E&#8217; l&#8217;articolo 1 di una proposta di legge sull&#8217;urbanistica che riporta alla pianificazione quello che \u00e8 il compito principale dell&#8217;Amministrazione nei suoi vari livelli (sia statale, sia regionale, sia comunale). Il territorio e le sue risorse sono patrimonio comune e le Autorit\u00e0 pubbliche &#8211; ai vari livelli &#8211; ne sono custodi e garanti nel quadro delle specifiche competenze. Io aggiungo che sono anche coloro che, essendo custodi del bene comune territorio, sono garanti per le future generazioni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo \u00e8 il primo presupposto della pianificazione, quindi la pianificazione come governo del territorio\/bene comune. Alcuni sono i punti fondamentali della pianificazione, cui si atterr\u00e0 il Regolamento Urbanistico o i vari Regolamenti Urbanistici che sottendono. I punti fondamentali sono sicuramente questi, tra gli altri: il diritto alla citt\u00e0 e all&#8217;abitare. Il diritto all&#8217;abitare \u00e8 uno dei diritti fondamentali, su cui ci siamo spesi pi\u00f9 che su altri; sto parlando del diritto alla casa, sto parlando dell&#8217;edilizia residenziale sociale e dell&#8217;edilizia cooperativa che tornano prepotentemente nel dibattito politico in un momento di crisi in cui in Italia (ma non \u00e8 solo italiana la situazione, \u00e8 mondiale) ci si \u00e8 accorti che l&#8217;avere abbandonato l&#8217;edilizia residenziale sociale (in Italia, ma anche altrove) ha creato disfunzioni e disastri di proporzioni mondiali.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi riferisco all&#8217;insolvenza dei mutui, che dall&#8217;America sta avendo un trend fino ad arrivare, credo, tra poco anche da noi. Per il problema dell&#8217;insolvenza dei mutui in America sta succedendo che i cittadini&#8230; ma questo sta succedendo anche in Italia; in America ha creato un crac finanziario&#8230; non hanno pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di pagare i mutui per l&#8217;acquisto della casa. Quando c&#8217;\u00e8 un vuoto di edilizia residenziale sociale, in un&#8217;economia che va abbastanza bene il povero si fa un mutuo, da pagare con il suo lavoro (che poi diventa precario o il salario diventa insufficiente) e pu\u00f2 pagare il mutuo, quindi contribuire ad una rendita immobiliare e finanziaria che \u00e8 stata il governo del mercato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo anche in Italia \u00e8 accaduto, perch\u00e9 \u00e8 da decenni che non si parla pi\u00f9, dalla vecchia &#8220;167&#8221;, di edilizia residenziale sociale. E&#8217; tornata ora forte nel dibattito, \u00e8 tornata anche nella Finanziaria di quest&#8217;anno con un aspetto particolare, che \u00e8 quello che prevede tra gli standard urbanistici, fatto il calcolo del fabbisogno immobiliare, i suoli per l&#8217;edilizia residenziale sociale insieme agli standard primari (fognatura, acqua ecc.).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo \u00e8 il primo punto; anche il secondo punto sta in una legge di carattere generale sulla pianificazione ed \u00e8 la partecipazione e condivisione. Vado a leggere qualcosa su questo aspetto, che \u00e8 fondamentale, anche alla luce del generoso tentativo che hanno fatto la Presidenza, la stessa Terza Commissione, lo stesso Sindaco, la stessa Amministrazione di dare l&#8217;informazione massima possibile. Evidentemente non \u00e8 sufficiente solo questo, dato il risultato. Non \u00e8 la buona volont\u00e0 che fa il risultato, ma evidentemente ci vuole qualcosa di pi\u00f9 per implementare questo tipo di passaggio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La partecipazione dei cittadini alla formazione delle scelte della pianificazione \u00e8 condizione essenziale per la loro efficacia; essa ha la necessaria premessa nella condivisione di tutte le informazioni riguardanti il territorio, la pianificazione e le trasformazioni. Gli Enti pubblici promuovono la costituzione di strutture atte a garantire la diffusione di esaurienti e adeguate forme di conoscenza continua e di monitoraggio attinente ai processi di pianificazione e trasformazione urbana nelle loro premesse, formazione ed attuazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Forse quello che \u00e8 mancato, come idea, \u00e8 l&#8217;accompagnare l&#8217;Ufficio di Piano, che ha lavorato sodo in questi due anni, anche con figure con il compito di partecipare in maniera scientifica e non solo informativa, ma invadente, al processo di Regolamento Urbanistico e del futuro Piano Strutturale. Un altro aspetto fondamentale della pianificazione, che poi si ritrova nei vari strumenti come piano strutturale o regolamento urbanistico, \u00e8 il contenimento dell&#8217;uso del suolo e la tutela delle attivit\u00e0 agrosilvopastorali. Questo \u00e8 un aspetto che riguarda tutto il territorio nazionale, nonch\u00e9 europeo, ed \u00e8 un aspetto &#8211; per quanto riguarda il contenimento dell&#8217;uso del suolo &#8211; strettamente legato all&#8217;emissione di CO2, all&#8217;inquinamento.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Altro aspetto \u00e8 la tutela degli insediamenti storici, cio\u00e8 dei centri urbani. La tutela e la valorizzazione del paesaggio \u00e8 un altro aspetto fondamentale, innovativo, rispetto a visioni anche di pochi anni fa. Il ruolo del paesaggio all&#8217;interno degli strumenti urbanistici e della pianificazione \u00e8 un ruolo che torna prepotente in tema di qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gli aspetti pi\u00f9 importanti (li ho inseriti in coda forse proprio per questo), poi, sono la tutela ambientale ed il diritto alla sostenibilit\u00e0 ambientale (e tra questi ci metto anche il diritto a una mobilit\u00e0 sostenibile). Questi sono gli aspetti che riguarderanno sicuramente, che dovranno riguardare il Piano Strutturale Metropolitano, ma anche il Regolamento Urbanistico, che in qualche modo a queste cose risponde.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Veniamo ora al Regolamento Urbanistico. Il Regolamento Urbanistico ha un suo aspetto; sostituisce, in qualche modo, e sostituir\u00e0 poi, nel suo quadro complessivo, con il Piano Strutturale, il vecchio Piano Regolatore. Il nostro vecchio Piano Regolatore, quello attualmente vigente, nasce nell&#8217;89, ci sono le modifiche essenziali nel &#8217;99 e nel &#8217;02, e nasce con un peccato di origine di valutazione, quello degli 80 mila abitanti al &#8217;99 (questi dati sono presi dalla relazione che accompagna il Regolamento Urbanistico). Vi \u00e8, poi, una variante PRUSST che al 2002 prevedeva 82.100 abitanti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oggi gli abitanti sono circa 70 mila; diciamo che il trend di crescita della citt\u00e0 di Potenza \u00e8 stabile, quindi non \u00e8 previsto nei nuovi trend un incremento. Le stanze gi\u00e0 non realizzate dal PRG, che erano circa 17.000, oggi andranno a diminuire, non di tantissimo, a 15.000. Questi sono i dati relativi al vecchio Piano Regolatore Generale e al numero delle stanze attuali che fanno intendere che il vecchio Piano Regolatore Generale e non so quanto anche questo Regolamento Urbanistico siano informati in maniera pi\u00f9 forte, pi\u00f9 sensibile, piuttosto alle quantit\u00e0 e al mantenere il mercato delle costruzioni a certi standard, che agli altri punti della pianificazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anche oggi, infatti, ci possiamo chiedere, a livello numerico, se tutto sommato non sia sovrabbondante, anche se rispetto al Piano Regolatore Generale un abbattimento del numero di stanze previste c&#8217;\u00e8 (da 17 mila, che dovevano completare il vecchio PRG, non si va sopra, anzi si va a circa 2 mila stanze sotto). Possiamo dire che c&#8217;\u00e8 una consapevolezza di dover dimensionare in maniera corretta rispetto agli standard demografici il Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo non significa assolutamente che non si possa lavorare in edilizia ecc., perch\u00e9 se non si costruisce il nuovo, oggi sar\u00e0 fondamentale, e ancora di pi\u00f9 domani, il dedicarsi alla ricostruzione, rivalutazione, riadattamento per le esigenze ambientali&#8230; quindi il lavorare su manufatti \u00e8 sempre un lavoro materiale, un lavoro che faranno imprese, e quindi \u00e8 fuorviante dire che se non si costruisce si penalizza un certo tipo di mercato. E&#8217; molto fuorviante, perch\u00e9 noi creiamo un mercato drogato che pu\u00f2 lavorare soltanto per nuovi insediamenti. Credo che il trend debba essere invertito e che bisogna puntare sulla ristrutturazione e rivalutazione ambientale dei fabbricati.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Credo (l&#8217;ho rilevato anche qualche volta in Commissione con lo stesso Campos Venuti, non mi ricordo quando, comunque l&#8217;unica volta che venne in Terza Commissione) che forse il Regolamento Urbanistico doveva essere informato pi\u00f9 ad un approccio di sostenibilit\u00e0 generale che ad un approccio che ci ha legato sempre pi\u00f9 spesso a dare le risposte alla soddisfazione dei diritti acquisiti e alla domanda dell&#8217;abitare in quanto nuovo insediamento.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In tutta questa discussione, in questi mesi nei quali abbiamo lavorato e ci sono stati i vari emendamenti, abbiamo perso di vista o ci siamo in qualche modo soffermati (e questo \u00e8 emblematico) su qualche aspetto fondamentale che sono le zone aperte e il costruire o non costruire in zone aperte, cambiamenti di destinazione uso e quant&#8217;altro, sui piani operativi &#8211; ovvio, perch\u00e9 questo era un atto dovuto, ecc. -, ma soprattutto sui diritti acquisiti, sulle quantit\u00e0 e sul costruito. Non dimentichiamo che non siamo riusciti, proprio per i diritti acquisiti, a far decongestionare la citt\u00e0 su alcuni progetti che si riferiscono ai PRUSST del 2002 che vedremo poi sorgere, e io dico alla citt\u00e0 di stare attenti a dove si collocano le date e le scelte, condivise o non condivise.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se la Fornace del Gallitello vedr\u00e0 una cubatura significativa, il primo centro direzionale, che si \u00e8 cercato in tutti i modi di abbattere in quanto a cubatura, riuscendovi in parte, vedr\u00e0 &#8211; in una zona congestionata, quella del Tribunale del Campo Sportivo &#8211; sorgere altra cubatura significativa (dico significativa perch\u00e9 di impatto). Se la stessa Fornace Ierace vedr\u00e0 un&#8217;altra cubatura significativa, questa \u00e8 la costruzione, la realizzazione di una citt\u00e0 programmata con la variante PRUSST. E&#8217; chiaro che anche il Regolamento Urbanistico ci mette altri insediamenti, quindi la crescita di questa citt\u00e0 dipende da un completamento di diritti acquisiti che in qualche modo, forse, sforzandosi, potevano essere attutiti, con i nuovi insediamenti che abbassano, comunque, gli indici. In Terza Commissione abbiamo ragionato su questo, di tenere al massimo, anche con un emendamento, quegli indici, o anche pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Altri punti fondamentali sono la perequazione, l&#8217;edilizia residenziale e sociale e i Piani Operativi. Per quanto riguarda l&#8217;edilizia residenziale e sociale, il 20% sulle stanze totali sono dedicate a questo tipo di edilizia. Un po&#8217; pi\u00f9 bassa, in una maniera forse significativa, su cui dobbiamo soffermarci, \u00e8 la percentuale di case per la cooperazione che, se non vado errato, \u00e8 intorno al 5%, quindi \u00e8 sottostimato questo bisogno, e forse questo, conoscendo tutte le problematiche relative alla ricerca dei suoli, al costo dei suoli ecc. va un attimo rivisto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sull&#8217;edilizia residenziale e sociale c&#8217;\u00e8 da dire questo; chiaramente, anche in questo caso i criteri con cui \u00e8 costruito il Regolamento Urbanistico sottendono alla realizzazione dei Consorzi privati per poter cedere suoli da destinare all&#8217;edilizia residenziale sociale. Rimane soltanto Bucaletto come situazione acquisita, con la problematicit\u00e0 del gi\u00e0 abitato da fare, e rimane, come novit\u00e0 dei Piani Operativi, quella scelta che permette la costruzione, se non sbaglio, di circa una sessantina di case di edilizia residenziale e sociale, di case di edilizia residenziale sovvenzionata, a fronte delle circa 300 di edilizia convenzionata.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questi sono i dati. Chiaramente, lo sforzo per ricercare suoli e zone per l&#8217;edilizia residenziale e sociale \u00e8 necessario soprattutto per anticipare il bisogno della casa: non sono tanto le quantit\u00e0, ma questa volta sono i tempi e, ovviamente, le risorse finanziarie.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Altra situazione rispetto al Regolamento Urbanistico e a quello che ci leggo vicino \u00e8 una tendenza, forse troppo diffusa (anche rispetto a questa edilizia residenziale sociale; ci siamo trovati a dibatterne in Terza Commissione), al dipendere troppo, al parlare troppo facilmente di privato quando possediamo delle cose. Mi riferisco a due situazioni che sono nel Regolamento Urbanistico. Una riguarda la Via Appia, vedi deposito militare. Se dismesso, si prevede anche la realizzazione di privato: giacch\u00e9 \u00e8 un uso demaniale approfittiamo per tenerlo tutto noi (c&#8217;\u00e8 stato un emendamento, c&#8217;\u00e8 stata una discussione, c&#8217;\u00e8 stata una situazione di compromesso che poi vedremo domani). L&#8217;altra situazione riguarda l&#8217;autoparco provinciale. Se sar\u00e0 dimesso, anche l\u00ec potremmo sfruttare il suolo per edilizia convenzionata o edilizia sociale piuttosto che cedere ai privati, perch\u00e9 l&#8217;esperienza vuole&#8230;<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>TRAVAGLINI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Provinciale, sopra il parco Baden Powell, a Principe di Piemonte. Quando sar\u00e0 spostato, se sar\u00e0 spostato, c&#8217;\u00e8 un articolo nel R.U. su questo. La nostra &#8220;povert\u00e0&#8221; ci impone di tenerci care tutte queste aree pubbliche e di fare edilizia residenziale sociale o, quando non facciamo edilizia, di tenere gli spazi liberi, perch\u00e9 la citt\u00e0 ne ha bisogno, per acquisirli al patrimonio pubblico. Dipendere meno dai privati \u00e8 fondamentale perch\u00e9 sappiamo che, come per i Piani Operativi, non \u00e8 facile avere cedute ad un prezzo possibile le aree stesse.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Passiamo al secondo punto, ce ne sar\u00e0 poi soltanto un terzo, \u00e8 la questione del sistema dei parchi e del sistema del verde. Qui c&#8217;\u00e8 da dire questo: come linea di principio ci sono queste cose, ci sono le Green Ways, ci sono i due parchi (abbiamo parlato della Fondovalle ma gi\u00e0 Campos Venuti parl\u00f2 del Centro Studi) ed il parco fluviale sul fiume Basento. Anche qui non ho visto una forza, in questo Regolamento Urbanistico (perci\u00f2 spero poi che ci sia una forza operativa, realizzativa concreta) che faccia vedere gi\u00e0 ora qual \u00e8 il progetto e che in qualche modo si metta in contrasto, in complementariet\u00e0 con il costruito, per esempio, nel Vallone di Santa Lucia. Sono ben chiare, pi\u00f9 o meno, le cose costruite, meno chiara e meno &#8220;aggredita&#8221; la parte che riguarda i parchi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci soffermeremo domani sul problema del Centro Studi, per non andare oltre. Il problema del fiume Basento e del parco fluviale del fiume Basento, dobbiamo legarlo, gioco forza, alla zona ASI; questo \u00e8 un punto sul quale non vado a criticare il Regolamento Urbanistico, ma \u00e8 un punto programmatico fondamentale di questa consiliatura vedere il parco, almeno nella parte che va dal Nodo del Gallitello fino alla Ferriera, tornare a patrimonio della citt\u00e0 di Potenza (ormai quello non dico che \u00e8 centro, ma \u00e8 una zona di citt\u00e0), per poterlo conciliare, nel rispetto dell&#8217;obiettivo della creazione di un parco fluviale del Basento pi\u00f9 ampio possibile, con quello che poi l&#8217;Amministrazione pu\u00f2 e deve decidere.<\/p>\n<p>Credo sia un dovere (perch\u00e9 stiamo parlando del Regolamento Urbanistico, ma stiamo parlando anche di Urbanistica in generale), ogni qualvolta ci troviamo a parlare di questo tema, dire che quella zona dev&#8217;essere restituita alla citt\u00e0. A non interessano le competenze e come debba avvenire: l\u00ec non c&#8217;\u00e8 un proprietario, il proprietario \u00e8 la collettivit\u00e0, la collettivit\u00e0 deve essere governata da se stessa, ovvero dai suoi rappresentanti, e quindi sar\u00e0 una lotta politica, credo lo sia, ed \u00e8 gi\u00e0 in corso. Quello \u00e8 uno dei cuori della nostra possibilit\u00e0 di pianificare e di trovare aree con standard di qualit\u00e0 che, in qualche modo, migliorino quello che abbiamo.<\/p>\n<p>Poi, arrivo ad uno dei punti che ci ha visti dibattere e che ha visto la partecipazione pi\u00f9 alta da parte della gente, che \u00e8 quello delle zone extraurbane. Questo tema ci ha visti dibattere anche in maniera divergente, anche tra vicini (tra vicini politicamente), perch\u00e9 credo che sia la novit\u00e0 pi\u00f9 forte che ci troviamo ad affrontare, novit\u00e0 pi\u00f9 forte anche rispetto al panorama della difesa dell&#8217;uso del suolo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io parto, ovviamente, con quello che diceva anche Donato, che abbiamo ribadito pi\u00f9 volte: \u00e8 chiaro che l&#8217;impostazione di questo Regolamento Urbanistico e del futuro piano partiva gi\u00e0 da un problema di come gestire l&#8217;extraurbano, in base anche all&#8217;articolo 44 della Legge Regionale, che consente l&#8217;edificazione, prima della pianificazione, in ambito extraurbano, con indice 0,03 (pi\u00f9 0,07 per gli annessi agricoli) per &#8211; leggo testualmente &#8211; &#8220;insediamenti legati effettivamente alla conduzione agricola dei fondi e pi\u00f9 in generale all&#8217;attivit\u00e0 agricola&#8221;. La relazione parla chiaro, perch\u00e9 parla addirittura della conduzione agricola di un fondo, cio\u00e8 hai da condurre un fondo agricolo.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 questa che non \u00e8 un&#8217;anomalia, ma una caratteristica della citt\u00e0 di Potenza di avere 18 mila abitanti nel territorio extraurbano e 50 mila abitanti all&#8217;interno. E&#8217; una caratterizzazione del territorio di Potenza, per\u00f2 noi non possiamo negarci il governo del territorio; dire che il territorio extra urbano deve essere quasi alla pari del territorio urbano destinabile, se non destinato, all&#8217;edificazione vuol dire privarsi del territorio extraurbano, vuol dire privare la citt\u00e0 di Potenza della possibilit\u00e0 di pianificare le attivit\u00e0 che sul territorio extraurbano saranno agricole o pastorali e la possibilit\u00e0 di uno sviluppo agricolo e pastorale sul territorio.<\/p>\n<p>Non pensiamo di poter fare l&#8217;industrializzazione del territorio di Potenza; o riprendiamo l&#8217;agricoltura anche per i nostri giovani come possibilit\u00e0, oppure noi costringiamo i nostri giovani al pi\u00f9 ad abitare in campagna, ma mai a poterci lavorare. Questo \u00e8 legato ad un problema di sviluppo, ma se noi destiniamo le aree extraurbane alla potenzialit\u00e0 dell&#8217;edificabilit\u00e0, i costi dei suoli, giocoforza, per un problema di domanda e offerta, salgono e se una giovane coppia, se giovani che si mettono insieme vogliono acquistare degli ettari di suolo per fare un&#8217;attivit\u00e0 agricola e fare gli annessi agricoli pi\u00f9 l&#8217;abitazione, andranno in competizione con il sottoscritto che semmai, per farsi la casa, offre il doppio di quanto pu\u00f2 offrire chi, invece, ci vuole lavorare. Significa, quindi, perdere la possibilit\u00e0 di pianificare il territorio.<\/p>\n<p>Io ero e sono &#8211; \u00e8 la mia convinzione attuale, insomma &#8211; per demandare l&#8217;extraurbano. Si doveva demandare l&#8217;extraurbano al Piano Strutturale Metropolitano e il Regolamento Urbanistico doveva arrivare al confine dell&#8217;armatura urbana, deciso con i criteri che sappiamo. Anche il periurbano ha la stessa problematicit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 C&#8217;\u00e8 su questo una nota, che \u00e8 quella della debolezza con cui abbiamo affrontato questo problema, una debolezza dell&#8217;agire collettivo perch\u00e9 quello che ne \u00e8 venuto fuori, in fondo &#8211; legittimo, non sto a criticare la legittimit\u00e0 di alcuni bisogni -, \u00e8 il guardare il proprio vissuto, il proprio terreno, e credere che la sola risorsa per s\u00e9 e per i propri figli sia l&#8217;avere un terreno, avere la possibilit\u00e0 di farsi una casa. Sul problema del prezzo di mercato, siccome in territorio aperto non ci andranno chiss\u00e0 quante persone, non incide pi\u00f9 di tanto, dati i numeri.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima cosa credo sia fondamentale su questo tema. Il Piano Strutturale Comunale di Reggio Emilia, di cui si \u00e8 parlato anche in questo Consiglio &#8211; Campos Venuti consulente -, su questa cosa scrive cose molto significative, parla in particolare del fenomeno della dispersione delle residenze; attivit\u00e0 produttive ed altre funzioni urbane in territorio agricolo danneggiano il settore agricolo, peggiorano la qualit\u00e0 del paesaggio rurale e creano danni ambientali e costi sociali pi\u00f9 alti per garantire i servizi necessari. Poi, c&#8217;\u00e8 un altro passaggio&#8230;<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>TRAVAGLINI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec, s\u00ec; ma il problema \u00e8 come si pianifica, \u00e8 dedicare il suolo all&#8217;agricoltura, evitare la dispersione. Poi c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra ragione per cui non dobbiamo edificare, perch\u00e9 dovremmo parlarne solo del Piano Strutturale? C&#8217;\u00e8 il concetto di paesaggio, ne parlavo prima. E&#8217; un concetto che la Commissione Europea ha inserito come dato fondamentale nella pianificazione dei territori, di tutti i territori europei. La Commissione ha segnato un punto di svolta importante nella concezione del paesaggio nelle politiche di gestione e tutela del territorio, in primo luogo nell&#8217;affermare che tutto \u00e8 paesaggio, passando in tal modo da una concezione estetica, fino ad oggi prevalente, ad un approccio onnicomprensivo che rende la dignit\u00e0 del paesaggio ad ogni porzione di territorio.<\/p>\n<p>In secondo luogo, ricordo la stessa definizione di paesaggio data dalla Commissione Europea: una determinata parte di territorio cos\u00ec com&#8217;\u00e8 percepita dalle popolazioni il cui carattere deriva dall&#8217;azione di fattori naturali e umani e dalla loro interrelazione. Sto parlando anche di quelli che attualmente abitano nel territorio aperto, che \u00e8 il nostro paesaggio fondamentale. Chi ha vissuto storicamente la citt\u00e0 di Potenza &#8211; sappiamo com&#8217;\u00e8 nata e quali sono le zone rurali -, in fondo in campagna che cosa vorrebbe? Vorrebbe continuare a viverci perch\u00e9 \u00e8 tradizione, ma vorrebbe conservare che cosa? O la possibilit\u00e0 di coltivare o almeno il paesaggio. La ruralit\u00e0 del territorio urbano di Potenza, cio\u00e8, dovrebbe essere in qualche modo mantenuta e tutelata, perci\u00f2 non dobbiamo fissarci su questa possibilit\u00e0 di costruire o non costruire, destinazione d&#8217;uso o quant&#8217;altro, ma dovrebbe essere patrimonio di tutti la tutela delle zone aperte, soprattutto di chi ci abita (nessuno vuole cacciare persone dalle zone aperte, questo mi sembra fondamentale).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dice un&#8217;altra cosa sui territori aperti, per quanto riguarda l&#8217;economicit\u00e0 e la sostenibilit\u00e0, e questo \u00e8 fondamentale. Tra gli effetti indesiderati di questa diffusione nelle zone aperte, la nuova popolazione di provenienza urbana (sto parlando di Reggio Emilia, ma il paragone pu\u00f2 essere similare anche per le nostre esperienze, e qualcuno pu\u00f2 farsi un&#8217;idea) che si insedia nelle case di campagna non vive in simbiosi con il territorio rurale circostante come la precedente famiglia di coltivatori, ma istituisce con esso legami molto deboli quando non inesistenti, desidera e richiede servizi di tipo urbano che in quei contesti non \u00e8 plausibile realizzare e spesso entra in conflitto con le esigenze produttive degli agricoltori (odori, rumori o quant&#8217;altro, se sta vicino).<\/p>\n<p>Infine, genera un&#8217;elevata mobilit\u00e0 e comporta nuovi costi ambientali, infatti una famiglia urbana che vada ad abitare in una casa sparsa d\u00e0 luogo ad un impatto ambientale maggiore che non abitando in un centro abitato dotato di servizi. La popolazione sparsa sovente non \u00e8 allacciata n\u00e9 allacciabile alla rete fognaria (abbiamo ora speso 2 milioni e mezzo per servire 8 mila cittadini&#8230; servire, cio\u00e8 allacciare alla fognatura 8 mila cittadini, <em>pro capite<\/em> \u00e8 una spesa notevole). Poich\u00e9 non ha alcun servizio a distanza pedonale e spesso non \u00e8 ben servita dal trasporto pubblico pu\u00f2 dare luogo ad aumenti di traffico sulla rete stradale di campagna, inadatta a reggerlo e che non \u00e8 possibile potenziare in modo diffuso su territori estesi, infine comporta una maggiore onerosit\u00e0 di determinati servizi pubblici (scuolabus, raccolta rifiuti, ecc.).<\/p>\n<p>Complessivamente \u00e8 una famiglia che consuma pi\u00f9 energia, inquina di pi\u00f9 e impatta di pi\u00f9, in molti modi, sull&#8217;ambiente. Qua torna il tema dell&#8217;ambiente, questo lo scrivono a Reggio Emilia, lo scrivono sulla consulenza di Campos Venuti, diciamo che lo scrive l&#8217;ufficio ed \u00e8 un principio che su tutti i territori \u00e8 valido. Il costo non so se \u00e8 stato calcolato, ma chi amministra la citt\u00e0 di Potenza sa quanto vale il costo dell&#8217;urbanizzazione, del mantenere in urbanizzazione (vedi luce e quant&#8217;altro) nelle zone urbane se uno si affaccia e vede il panorama di Potenza noter\u00e0 che \u00e8 illuminato in profondit\u00e0 notevoli rispetto anche ad altre citt\u00e0. Questi sono costi ambientali ed economici per il Comune.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ridimensioniamo quel vedere il territorio aperto come unica possibilit\u00e0, perci\u00f2 il mio confronto \u00e8 stato forte. Una volta che c&#8217;\u00e8 la casa, il diritto ce l&#8217;hanno, il costo poi&#8230; \u00e8 se incentiviamo quest&#8217;altra cosa che il costo diventa insostenibile per l&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Si d\u00e0 atto che la Presidenza viene assunta dal consigliere Lovallo.<\/em><\/p>\n<p>TRAVAGLINI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Rocco Coviello, rispetto al merito del R.U. poneva il problema della CO2, dell&#8217;impatto ambientale e della bioedilizia; nello stesso Regolamento Urbanistico c&#8217;era un capitolo dedicato a questo, anche per quanto riguarda quindi l&#8217;invito a un costruire di bioedilizia \u00e8 stato fatto un emendamento, ma non era nuovo, non era una novit\u00e0, era soltanto un aggiustamento, quindi un avvicinamento alle esigenze.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quell&#8217;articolo, quel capitolo del Regolamento Urbanistico (il capitolo 6) sulla sostenibilit\u00e0 rimanda &#8211; quello che dice anche il consigliere Rocco Coviello &#8211; al Regolamento Edilizio, che sar\u00e0 un atto dovuto (c&#8217;\u00e8 scritto nel Regolamento Urbanistico), e quel capitolo ne \u00e8 un atto di indirizzo. Il bonus si pu\u00f2 avere, ma il Regolamento Edilizio stabilir\u00e0 anche degli obblighi, oltre gli obblighi che gi\u00e0 sono di legge. In pi\u00f9 il nostro Regolamento Edilizio pu\u00f2 andare avanti (lo pu\u00f2 scegliere perch\u00e9 siamo autonomi), facendo scattare, secondo dei punteggi, anche un bonus di tipo economico o di volumetria. Nel capitolo 6 l&#8217;atto di indirizzo c&#8217;\u00e8, quindi questa parte \u00e8 in qualche modo assorbita. In Terza Commissione siamo andati anche pi\u00f9 avanti rispetto alla funzione pubblica, al dovere pubblico di costruire sostenibile, anche per l&#8217;edilizia residenziale sociale, quindi su questo aspetto possiamo fare; ora sono ovviamente questioni di principio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un ultimo aspetto riguarda &#8211; ne ho parlato con il Sindaco e ne abbiamo discusso in Commissione &#8211; la tutela dei beni del Comune. Il Comune in citt\u00e0 non ha tanti beni, uno di questi \u00e8 la Caserma dei Vigili del Fuoco. Sappiamo tutti qual \u00e8 la questione, sappiamo tutti che \u00e8 un patrimonio da mantenere e da conservare. Dicevo al Sindaco, l&#8217;altro giorno, che \u00e8 la prima costruzione in cemento armato della citt\u00e0 di Potenza: i cantieri nel &#8217;29 gi\u00e0 erano aperti e il progetto \u00e8 del 1926, quindi \u00e8 un patrimonio storico dal punto di vista dell&#8217;ingegneria e dello sviluppo ingegneristico, anche del nostro Paese (era uno dei primi in Italia, ai primi del &#8216;900). Anche della storia dell&#8217;ingegneria e del costruire va ovviamente tenuto conto, anche di questo una collettivit\u00e0 deve farsi carico, perch\u00e9 se pensiamo sempre di dover ripianare i debiti vendendo i beni, credo che si sia miopi da questo punto di vista; bisogna, in qualche modo, sapere come risanare questo debito con il dovere di mantenere alla collettivit\u00e0 questo patrimonio. Grazie.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie, Consigliere. La parola al consigliere Graziadei.<\/p>\n<p>GRAZIADEI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie, Presidente. E cos\u00ec, siamo arrivati alla discussione in Consiglio di queste tanto attese misure urbanistiche. E&#8217; stato detto che quella di oggi \u00e8 una data importante perch\u00e9 definisce un punto di arrivo ovvero di partenza di un percorso ancora molto lungo ed impervio, che dobbiamo prepararci ad affrontare con la giusta responsabilit\u00e0 e consapevolezza.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 C&#8217;\u00e8 chi \u00e8 contento che siamo arrivati a questo risultato, c&#8217;\u00e8 chi, invece, si augurava altre soluzioni. Speranze e timori hanno caratterizzato questa prima fase del procedimento, ed ancora oggi siamo pervasi da questi duplici stati d&#8217;animo che non fanno che accrescere il nostro senso di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La citt\u00e0 ci guarda, sta aspettando, Sindaco, l&#8217;abbiamo fatta aspettare anche troppo. La politica urbanistica, come gestione delle trasformazioni della citt\u00e0 e del territorio, rimane l&#8217;anima su cui si articola lo sviluppo complessivo della nostra comunit\u00e0, da cui dipende non solo il miglioramento della qualit\u00e0 della vita sotto l&#8217;aspetto ecologico, ambientale e di utilizzazione della citt\u00e0, ma anche e soprattutto il rilancio economico e produttivo alla base di ogni nuova possibilit\u00e0 di sollecitare investimenti e di incrementare l&#8217;occupazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;abbiamo detto gi\u00e0 tante volte, l&#8217;abbiamo anche sentito tante volte: ormai si sono tutti convinti, ma purtroppo \u00e8 ancora troppo lenta a partire la macchina che deve costruire, attraverso le nuove soluzioni urbanistiche, le effettive condizioni di rilancio. Non si possono pi\u00f9 attendere le soluzioni di una difficile applicazione della Legge Urbanistica Regionale che non riesce ancora ad offrire certezze e che, pi\u00f9 passa il tempo, pi\u00f9 tutti si stanno accorgendo che funziona poco e male. S\u00ec, diciamolo subito: le cose complicate che non sempre si riescono a comprendere, quelle formule difficili che nemmeno chi le sostiene \u00e8 in grado di governare non ci hanno mai convinto.<\/p>\n<p>Non c&#8217;era bisogno della Legge Regionale 23; l&#8217;avevamo capito gi\u00e0 da tempo, avevamo capito che tra le varie realt\u00e0 comunali va avviata una validissima concertazione per addivenire a scelte programmatorie condivise, basate sul rafforzamento della coesione di ciascuna identit\u00e0 locale da cui far partire il sistema locale. Siamo stati sempre convinti &#8211; da anni &#8211; che solo questo non basta perch\u00e9 va avviata anche una positiva negoziazione tra le Amministrazioni ed il tessuto imprenditoriale, per costruire le condizioni di uno sviluppo fondato sull&#8217;effettiva valorizzazione delle potenzialit\u00e0 locali, che vanno ovviamente sostenute da coerenti interventi pubblici di infrastrutturazione.<\/p>\n<p>L&#8217;avevamo detto con il programma di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile; nel 1999 ci eravamo attivati con splendidi risultati, con un&#8217;ampia condivisione da parte dell&#8217;intero territorio del potentino, e quando sembrava che si potesse effettivamente passare alla fase attuativa qualcosa non ha pi\u00f9 funzionato. Sono passati nove anni da allora, e sul piano di una concertazione allargata ai Comuni del territorio siamo ancora al punto di partenza. Da un lato la macchina burocratica, dall&#8217;altro per i cambi di amministrazione il bisogno di ripensare la politica del territorio, la necessit\u00e0 di sentirsi sempre e comunque protagonisti, la difficolt\u00e0 di utilizzare scelte di seconda mano&#8230; E cos\u00ec continuiamo a perdere tempo e siamo arrivati quasi alla fine di un&#8217;altra consiliatura, con il pericolo che se non si conclude definitivamente niente entro un anno chi arriva nel prossimo quinquennio potrebbe fare altrettanto, rinviare tutto accapo e farci ripartire nuovamente da zero.<\/p>\n<p>Oggi tutti siamo in concorrenza, anche i territori sono in concorrenza. Concorrenza significa efficienza, efficacia, velocit\u00e0, bisogno di organizzarsi meglio degli altri ed arrivare prima degli altri. Questa \u00e8 la logica del globalismo e del mercato. Le politiche per la citt\u00e0 e per il territorio devono garantire tempi celeri e hanno bisogno di una continuit\u00e0 dell&#8217;azione amministrativa che, se interrotta per ripensamenti o altri capricci, fanno perdere a tutti il sospirato tram. Ecco perch\u00e9 continuo disperatamente a chiedermi quello che dobbiamo fare nell&#8217;immediato, a stretto giro, per innescare una reale ripresa produttiva. Tutti gli studi e le sperimentazioni sono sempre ben accetti, ma alla condizione che essi non vadano a bloccare o, comunque, a frenare quel bisogno di crescita che la nostra comunit\u00e0 richiede.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se solo per avviare la Legge 23\/99 la Regione ha impiegato otto anni, c&#8217;\u00e8 da immaginare che per vederla andare a regime ce ne vorranno altri otto, ed allora dove arriviamo? Non possiamo aspettare il 2015 per trovare la risoluzione a tutti i nostri problemi; essi, tra l&#8217;altro, saranno tutti vecchi e superati. La nostra societ\u00e0 ha una velocit\u00e0 di trasformazione tale che solo due anni sono gi\u00e0 estremamente lunghi per vedere attuati i programmi dei relativi progetti ad essi connessi. Le risposte vanno date subito, ove con &#8220;subito&#8221; non intendo, ovviamente, all&#8217;istante ma certamente non posso neanche accettare l&#8217;idea di decenni. Se c&#8217;\u00e8 troppo tempo per pensare, se c&#8217;\u00e8 troppo tempo per programmare, per risolvere un problema, la probabilit\u00e0 di rincorrere sempre problemi nuovi, senza riuscire a risolverne mai uno, \u00e8 fortissima.<\/p>\n<p>Far presto oggi \u00e8 pi\u00f9 importante che far bene, perch\u00e9 corriamo il rischio che il nostro territorio si spopoli e che la rassegnazione faccia dimenticare le nostre stesse richieste. Dopo che i nostri figli saranno andati via, lontani dalla nostra terra, per mancanza di occupazione, perch\u00e9 non possono farsi una casa, perch\u00e9 non \u00e8 facile avviare una qualsiasi attivit\u00e0 imprenditoriale, perch\u00e9 \u00e8 impossibile anche aprire una pizzeria o mettersi a vendere panini, che senso potr\u00e0 mai avere la soddisfazione di proclamare che abbiamo saputo tutelare il nostro territorio, che l&#8217;abbiamo preservato da ogni possibile insediamento e che la nostra terra \u00e8 pi\u00f9 bella di prima?<\/p>\n<p>E non vi dico, poi, quando si parla di cose nuove, quando qualcuno tira fuori nuove terminologie, quando si vogliono applicare modelli importati da altre regioni che non sono stati mai sperimentati e di cui non si ha l&#8217;idea precisa di cosa possano comportare; dove i pensamenti ed i ripensamenti sono tanti, e in attesa di definirne i contenuti si blocca tutto e si aspetta qualche studio, magari qualche luminare che si pronunci, per poi registrare altri studi e altri luminari che, su posizioni esattamente contrarie, ci fanno ritornare al punto di partenza.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La nostra societ\u00e0 in genere, ed il nostro territorio in particolare, ha la necessit\u00e0 di un&#8217;azione politica ed amministrativa celere e non equivoca, ove la consapevolezza di ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare deve essere alla portata di tutti, ove chiunque abbia un&#8217;idea o solo un&#8217;occasione da sfruttare non pu\u00f2 patire dietro a lungaggini ed incertezze che spezzano ogni entusiasmo e fanno tirar fuori ai nostri giovani, un&#8217;altra volta, la valigia che li porta lontani. Non riguarda solo il Comune di Potenza, ma ovviamente sul nostro territorio comunale si concentrano pi\u00f9 attenzioni; esso \u00e8 pi\u00f9 densamente popolato e gli effetti economici sono pi\u00f9 evidenti, ma il tutto si riscontra anche nell&#8217;intero hinterland e sul resto del territorio regionale, quello nostro e non solo nel nostro.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ed allora ecco che l&#8217;Urbanistica, ovvero la gestione del territorio, con tutte le sue connessioni pi\u00f9 intrinseche, diventa ancor pi\u00f9 che fondamentale nel processo di sviluppo e di rilancio dell&#8217;economia. L&#8217;Urbanistica \u00e8 la chiave di volta per un&#8217;azione politica generale che coinvolge sia il nostro amico potentino, che quello di Pignola o di Picerno, sia l&#8217;industriale che vuole investire per un&#8217;attivit\u00e0 produttiva nell&#8217;area di Vaglio o di Tito, sia chi aspetta di realizzare un programma costruttivo o semplicemente una casa a Potenza o ad Avigliano.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Parlare di Urbanistica non \u00e8 semplice per i difficili contenuti disciplinari, ovviamente, e per noi Popolari Uniti \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile per il ruolo che abbiamo assunto nella precedente consiliatura e che tutt&#8217;oggi ricopriamo. Non \u00e8 semplice perch\u00e9 vogliamo essere concreti, non vogliamo rincorrere chimere, non vogliamo far credere ai nostri concittadini che solo con i grandi progetti ed a lungo termine si potranno dare delle reali risposte. Siamo convinti che in questo ruolo siamo ancora pi\u00f9 impegnati a tirar fuori soluzioni concrete, a dare risposte certe, veloci e, naturalmente, coerenti.<\/p>\n<p>Il nostro interesse non si limita alla sola citt\u00e0 capoluogo, \u00e8 ovviamente allargato all&#8217;intero territorio, a &#8220;Potenza citt\u00e0-regione&#8221; &#8211; come \u00e8 stata definita una volta &#8211; a &#8220;Potenza apre&#8221;. S\u00ec, certamente, anche al Piano Strutturale, anche intercomunale, o come meglio individuato Piano Metropolitano. Tutte ottime formulazioni che dovrebbero ispirarsi ad un Piano Strategico generale, all&#8217;interno del quale si attua anche un Piano della mobilit\u00e0. Tutte cose belle, anzi bellissime, che sul piano accademico e disciplinare sono fiori all&#8217;occhiello per una gestione completa del territorio, ma tutto questo quando? Ai nostri concittadini cosa possiamo garantire in termini di rilancio dell&#8217;economia, dell&#8217;occupazione e della valorizzazione del territorio?<\/p>\n<p>Anche la precedente Amministrazione aveva concluso con successo una serie di operativit\u00e0 che potevano essere la base per avviare il rilancio della citt\u00e0 e del suo hinterland. Era stato attivato ed approvato, anche a livello ministeriale, un programma di sviluppo comprendente il capoluogo e i 14 altri comuni facenti parte del sistema locale come individuato dallo stesso schema del Piano regionale di sviluppo, collocato all&#8217;interno delle strategie generali di intervento formalizzate dalla Regione Basilicata e corrispondente agli obiettivi ed ai contenuti dei propri programmi.<\/p>\n<p>Avigliano, Pietragalla, Acerenza, Oppido, Vaglio, Brindisi di Montagna, Pignola, Anzi, Sasso, Abriola, Calvello, Laurenzana, Picerno, Tito: \u00e8 stata una prima, vera prassi programmatoria, con l&#8217;applicazione anticipata degli indirizzi metodologici e dei contenuti dettati dagli strumenti di pianificazione e programmazione regionale, nonch\u00e9 una grande occasione per avviare un dialogo politico-amministrativo tra tutti i comuni dell&#8217;hinterland potentino in funzione di nuovi e pi\u00f9 moderni strumenti di gestione del territorio, che superano lo stretto ambito comunale individuando sistemi locali pi\u00f9 o meno coesi, all&#8217;interno dei quali diviene pi\u00f9 efficace individuare e concretizzare un&#8217;azione strategica di sviluppo comune, pur nel rispetto delle originalit\u00e0 dei propri percorsi di crescita.<\/p>\n<p>Alla base di tale intesa, storica per la nostra regione (non si era mai verificata), era stata individuata la concertazione tra le Amministrazioni locali interessate, per addivenire a scelte programmatorie condivise che si basano sul rafforzamento della coesione delle articolate identit\u00e0 locali che compongono, appunto, il sistema locale e l&#8217;impegno assunto era che tale concertazione doveva essere permanente. La negoziazione tra Amministrazioni e tessuto imprenditoriale per costruire le condizioni di uno sviluppo fondato sulla valorizzazione delle potenzialit\u00e0 locali, sostenute da coerenti interventi pubblici di infrastrutturazione; la sostenibilit\u00e0 &#8211; oggi abbiamo sentito molti interventi che parlavano di sostenibilit\u00e0 &#8211; di questi interventi sia pubblici che privati, affinch\u00e9 la tutela e la valorizzazione dell&#8217;ambiente e dei beni culturali siano resi compatibili con il potenziamento delle infrastrutture del territorio, che costituisce precondizione per gli investimenti e per il consolidamento dello sviluppo. Infine, c&#8217;era anche l&#8217;impegno ad avviare efficaci azioni amministrative, capaci di creare, appunto, le migliori condizioni operative per l&#8217;attuazione degli obiettivi programmatici, sempre che detti obiettivi non cambino continuamente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La citt\u00e0 di Potenza \u00e8 il luogo nodale dei servizi territoriali, con l&#8217;inserimento anche di interventi volti a creare offerte innovative, grazie all&#8217;attivazione, nell&#8217;ambito della concertazione, di risorse finora non valorizzate.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questa aggregazione ha rappresentato e rappresenta, di fatto, la terza entit\u00e0 istituzionale della regione, gi\u00e0 avviata ad essere ulteriormente allargata con l&#8217;ingresso di altre Amministrazioni, che gi\u00e0 da tempo hanno fatto richiesta di aggregarsi. Ma questa, Sindaco, risulta bloccata; perch\u00e9 \u00e8 bloccata? Perch\u00e9 nonostante sia stata finanziata, riconosciuta e nonostante sia stata confermata, addirittura, una specifica delega assessorile all&#8217;interno della nostra Amministrazione, nessuno ne parla pi\u00f9? Dov&#8217;\u00e8 finita questa visione del territorio positivamente valutata a tutti i livelli istituzionali ed approvata all&#8217;unanimit\u00e0, cosa alquanto rara, dal Consiglio Comunale di questa citt\u00e0? Qualcuno ci ha riferito che \u00e8 stato definito un nuovo ambito territoriale intorno alla citt\u00e0, un ambito metropolitano, appunto, di dieci comuni; e gli altri cinque che fine hanno fatto?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Con il passare degli anni, su una politica di sviluppo comune del territorio, dopo aver raccolto impegni e consensi formalmente sottoscritti anche con la Regione, con la Provincia e direttamente con il Ministero, invece di allargare il territorio intorno al capoluogo, si scaricano cinque Amministrazioni locali e si comincia a pensare ad un nuovo ambito metropolitano tutto ancora da inventare, ove ancora non \u00e8 stata raccolta ufficialmente la disponibilit\u00e0 di adesione con la sottoscrizione del documento preliminare, atto fondamentale per avviare e concretizzare tutti gli impegni.<\/p>\n<p>Di questo documento preliminare noi stessi, Consiglieri della citt\u00e0 di Potenza, Sindaco, ancora non sappiamo nulla. Chiss\u00e0 se qualcuno lo sta predisponendo e chiss\u00e0 come. Qualcuno dar\u00e0 la colpa al solito &#8220;pasticciaccio brutto&#8221; della Legge Urbanistica Regionale, eppure il programma di intesa dei 14 Comuni dell&#8217;hinterland potentino \u00e8 stato approvato con pieni voti proprio dalla stessa Regione Basilicata, quando gi\u00e0 imperava la Legge 23, quindi con la piena consapevolezza di quello che si faceva.<\/p>\n<p>Che fine ha fatto il progetto &#8220;Potenza apre&#8221;? Ha dato forse fastidio a qualcuno? Ed il piano intercomunale che si stava predisponendo fra i 15 comuni? Perch\u00e9 e da chi la citt\u00e0 \u00e8 stata stoppata? E, se parliamo del rapporto tra citt\u00e0 e suo territorio, non possiamo non prendere in considerazione anche un altro aspetto importante, che era stato gi\u00e0 affrontato, intorno al quale tutto il Consiglio Comunale aveva riscosso grandi consensi. Mi riferisco al Piano Campagne. Qualcuno mi ha pregato di non fare pi\u00f9 riferimento al passato, ma il passato ci appartiene, quel passato \u00e8 presente, oggi pi\u00f9 che mai, alla luce proprio di quanto si sta discutendo nel Regolamento urbanistico, alla luce anche di quel poco che \u00e8 stato positivamente inserito sulle aree aperte.<\/p>\n<p>Attraverso l&#8217;approfondimento delle proposte del Regolamento Urbanistico proprio nelle aree aperte, spesso abbiamo pensato al Piano Campagne e nel verbale della Conferenza di pianificazione del Regolamento Urbanistico &#8211; bisogna darne atto &#8211; \u00e8 riportato un apprezzamento a quanto era stato analizzato e previsto per le zone aperte. L&#8217;intransigente posizione assunta dagli uffici regionali e la rigida applicazione della Legge 23 hanno consentito solo minime anticipazioni di quanto in quel Piano era stato proposto e sono convinto che la questione &#8220;aree aperte&#8221; trover\u00e0 la sua definitiva soluzione attraverso il recupero dell&#8217;intera normativa che quel Piano aveva saputo anticipare; ma dovremo aspettare il Piano strutturale. Peccato!<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ed \u00e8 passato anche il Piano di sostenibilit\u00e0, che torner\u00e0 ad essere pi\u00f9 che mai presente quando si comincer\u00e0 a parlare di questo piano metropolitano. Quelle intuizioni, quella progettualit\u00e0, quella capacit\u00e0 di saper interpretare i bisogni dell&#8217;intero territorio sono state la forza di un intero Consiglio Comunale che all&#8217;unanimit\u00e0 ha espresso il proprio consenso; hanno rappresentato il filo conduttore di una politica attenta, di una chiarezza di idee e di una capacit\u00e0 a saperle partecipare. Indubbiamente \u00e8 stata scarsa la forza a sostenere quella progettualit\u00e0, a farla condividere ai nuovi arrivati, a renderla attuabile, ma questo \u00e8 il limite della capacit\u00e0 di far politica di questa citt\u00e0, dove alleanze e grandi intese, insieme alla continuit\u00e0 amministrativa, valgono spesso per una sola stagione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il nuovo affascina sempre, tutti siamo diventati superriformisti, extraprogressisti&#8230; guardiamo avanti, sempre e comunque, per non essere accusati di vecchiume, di arretratezza, di incapacit\u00e0 di adeguarci alle mutate esigenze e dimentichiamo facilmente anche tutto quello che in precedenza abbiamo fatto di buono. Quel buono &#8211; lo ribadisco &#8211; non \u00e8 appartenuto a questo o a quel partito, a questo o a quel gruppo; \u00e8 appartenuto a tutti, a molti che oggi siedono in questo consesso, anche se non vogliono pi\u00f9 ricordarlo. E cos\u00ec una nuova Amministrazione, un nuovo Sindaco, un nuovo Consiglio Comunale, un nuovo Consiglio Provinciale, un nuovo Consiglio Regionale, un nuovo tutto di tutto&#8230; siamo ripartiti da zero, per fare cose pi\u00f9 belle e migliori, certamente; per fare sognare i nostri concittadini ed offrire loro una citt\u00e0 ed un territorio pi\u00f9 moderno ed efficiente, ma comunque ancora da ridisegnare.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Proprio quando potevamo cominciare a tradurre in azioni efficaci il programma e le concertazioni qualcuno ha pensato che si potesse far meglio, ed ha voluto anche allargare la programmazione ed approfondire lo studio. La Regione, poi, di colpo si \u00e8 svegliata e si \u00e8 ricordata che esisteva una legge dimenticata che andava applicata. Altri, poi, si sono inseriti per complicare le cose, e cos\u00ec oggi siamo ritornati a consultarci, siamo chiamati ancora a decidere, e nel frattempo la gente si esaspera, i giovani vanno via, la citt\u00e0 perde il suo ruolo ed il territorio si scompatta.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 C&#8217;\u00e8 qualcuno che, addirittura, si sfoga e fa la reclame ai grandi risultati che nessuno vede, nessuno crede, ma che ovviamente tutti sperano e noi, che da dentro abbiamo vissuto tutta questa storia, ci convinciamo ancor di pi\u00f9 che per questa citt\u00e0, in fondo, non \u00e8 stato fatto molto; forse dovevamo fare poco, ma fare qualcosa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8220;L&#8217;urbanistica del fare&#8221;: cos\u00ec avevamo avviato questa consiliatura; l&#8217;urbanistica del fare meglio rispetto a prima, l&#8217;urbanistica che riesce a dare le giuste risposte ai bisogni dei cittadini, che riesce a rilanciare l&#8217;economia, che \u00e8 alla base di un nuovo sviluppo dell&#8217;intero territorio. Abbiamo capito anche che non \u00e8 semplice come sembrava, che ogni risultato \u00e8 comunque un passo avanti e che il passo del gambero non ce lo possiamo permettere quando c&#8217;\u00e8 in gioco la sopravvivenza del nostro territorio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E cos\u00ec questo Regolamento urbanistico, questo frutto ancora troppo acerbo di una legge urbanistica regionale che ancora non convince, approda in Consiglio Comunale. E&#8217; troppo acerbo perch\u00e9, nonostante i proclami che qualcuno ha fatto, ha ancora troppe cose che devono maturare, che necessitano di essere riviste e che devono trovare la giusta condivisione da parte dei cittadini.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Regione ha voluto forzare la mano per far partire questa sperimentazione urbanistica. Proprio essa Regione, che non ha fatto niente per questa legge, che non ha mosso un dito nemmeno per predisporla, infatti ha delegato all&#8217;esterno non solo la definizione dell&#8217;articolato legislativo, ma anche lo stesso regolamento attuativo, ha voluto forzare la mano per far partire questa legge; ma la mano, stranamente, l&#8217;ha forzata agli altri, rimanendo perfettamente inadempiente su tante cose previste dalla stessa legge, che essa Regione avrebbe dovuto fare e che non solo non ha fatto, ma ancora oggi non intende fare. Mi riferisco, tanto per dirne una, alla Carta dei suoli, al nucleo di valutazione e ad altre cose.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Indubbiamente, dopo tanti anni dall&#8217;emanazione della legge, considerando tutte le mancanze ed i ritardi proprio della stessa Regione per attivare un simile provvedimento per il governo del territorio, francamente nessuno nutriva pi\u00f9 la certezza di veder riesumata la Legge 23. E&#8217; vero, infatti, che la legge \u00e8 del &#8217;99 e solo nel 2003 \u00e8 stato predisposto il Regolamento di attuazione ed ancora oggi non \u00e8 stata predisposta la Carta dei suoli. Qualcuno \u00e8 venuto incontro alla stessa Regione e, pur di mandare in applicazione la legge, ha inventato la circolarit\u00e0 delle conoscenze, ovvero ha demandato agli altri la ricognizione del territorio; meglio ancora, ha trasferito ad altri la lettura del territorio.<\/p>\n<p>Stranamente si \u00e8 anche riconosciuta inadempiente, ma ha comunque preteso di andare avanti lo stesso con l&#8217;attuazione ed al tavolo della Conferenza di pianificazione quella verifica di coerenza e compatibilit\u00e0 come riesce a tenerla, in mancanza del quadro conoscitivo del territorio regionale? Quel quadro sarebbe dovuto scaturire, appunto, dalla Carta regionale, nonch\u00e9 dal programma regionale di sviluppo, che non c&#8217;\u00e8. Con tutta questa inadempienza, come pu\u00f2 sedersi ai tavoli della pianificazione ed imporre i paletti?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec, l&#8217;abbiamo sentito dire molte volte: &#8220;La Regione non lo consente&#8221;. E&#8217; un&#8217;espressione che ha troncato molto spesso ogni possibilit\u00e0 di dibattito ed ogni confronto \u00e8 risultato impossibile, perch\u00e9, appunto, quando si sente dire che &#8220;la Regione non permette&#8221;, ogni tentativo sembra inutile. E cos\u00ec, dall&#8217;alto dei loro poteri, gli uffici regionali dettano legge, decidono e dispongono esattamente come la stessa legge non consente, attraverso circolari, note esplicative, interpretazioni. Il ruolo della Conferenza \u00e8 quello di concertare le scelte con tutti gli Enti, in attuazione dei principi di sussidiariet\u00e0 e co-pianificazione, di verificare quali siano le condizioni per procedere alla formazione degli strumenti in regime di compatibilit\u00e0 con la Carta regionale, che non c&#8217;\u00e8, nonch\u00e9 con la pianificazione sovraordinata. Ma non solo manca la Carta regionale, anche la stessa pianificazione sovraordinata non c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se la legge la attuiamo partendo dal Regolamento Urbanistico, che \u00e8 lo strumento pi\u00f9 basso della catena, il punto di arrivo inferiore, appunto, \u00e8 ovvio che non \u00e8 pronta la pianificazione sovraordinata. La scelta di partire dal basso, cio\u00e8 dal Regolamento Urbanistico e non dal Piano Strutturale e dalla Carta regionale dei suoli, riduce di fatto il ruolo sia dell&#8217;ente Regione che della stessa Provincia, ovvero elimina di fatto tutte le argomentazioni con le quali questi Enti possono costruire e sostenere, per parte loro, la coerenza e compatibilit\u00e0 nella Conferenza di pianificazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ed allora, come si fa a sentirsi dire: &#8220;La Regione non lo consente&#8221;? Sulla base di quale valutazione si esprime? A quale piano di sviluppo economico, a quale pianificazione territoriale ha da fare riferimento per dire che &#8220;non si pu\u00f2 fare&#8221;? Ai grandi sostenitori della &#8220;23&#8221; chiederei un&#8217;applicazione coerente, non una tollerante accettazione per avviare solo quello che fa pi\u00f9 comodo, non un&#8217;interpretazione attraverso note e circolari che, per chiarire un articolo, offuscano la comprensione del successivo. Ecco perch\u00e9 il Regolamento Urbanistico \u00e8 ancora acerbo: perch\u00e9 \u00e8 il frutto di un albero che ancora non riesce ad andare in produzione, perch\u00e9 forse \u00e8 stato piantato alla rovescia ed alla rovescia lo si vuol far crescere, con il suolo che sta in alto ed il cielo in basso.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Da tante parti \u00e8 stato pi\u00f9 volte ripetuto che dovevamo arrivare al Regolamento Urbanistico dopo aver predisposto il Piano Strutturale. Tutti hanno convenuto che questa sarebbe stata la strada giusta, gli stessi uffici regionali ed i nostri consulenti, ovvero &#8211; per meglio dire &#8211; la stessa Regione attraverso i nostri ed i suoi consulenti. Ed allora perch\u00e9 si \u00e8 proceduto lungo questa strada? Questa Amministrazione, il nostro Sindaco, l&#8217;intera Maggioranza hanno pensato al Piano metropolitano, all&#8217;attivazione dell&#8217;Ufficio di Piano ovvero allo Strutturale allargato ad altri Comuni, magari in continuit\u00e0 amministrativa con quanto era stato gi\u00e0 intrapreso, a parte, naturalmente, ovvie e legittime variazioni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Bene, ed allora non poteva essere questo il grande obiettivo da cogliere in questa consiliatura? Possibile che non siamo stati capaci di far capire agli uffici regionali che potevamo attuare la &#8220;23&#8221; nel modo pi\u00f9 congeniale, dotandoci <em>in primis<\/em> di un Piano Strutturale per poi arrivare al Regolamento Urbanistico? S\u00ec, perch\u00e9 mentre per un piccolo Comune il Regolamento Urbanistico \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente per coordinare l&#8217;attivit\u00e0 edilizia ed urbanistica, certamente per noi, ma anche per qualche altro Comune &#8211; e non sono molti -, lo Strutturale non solo \u00e8 reso obbligatorio, ma \u00e8 certamente necessario. Necessario anche per applicare la perequazione ovvero per avere riferimenti di aree nuove ove trasferire i diritti edificatori di tutti gli spazi interni all&#8217;abitato che necessitano di essere acquisiti per realizzare attrezzature, servizi o comunque opere di pubblico interesse.<\/p>\n<p>Ed invece, non avendo nuovi indirizzi ove trasferire i diritti edificatori, ecco che la perequazione viene applicata in sito, ovvero negoziando qualche metro quadro di area disponibile in cambio di nuova cubatura da realizzare, appunto, in sito, in quei piccoli brandelli di spazi ancora liberi, che il denso tessuto urbano ha &#8211; chiss\u00e0 perch\u00e9 &#8211; dimenticato; dimenticato o semplicemente gi\u00e0 sfruttato, anche questo \u00e8 ancora tutto da verificare.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ed abbiamo cos\u00ec attribuito edificabilit\u00e0 ad aree che non se lo sarebbero mai sognato, a lembi di terra tra due strade, a scarpate impervie, a relitti, come catastalmente vengono chiamate. Quando furono ritirati i famosi sette Piani, nonostante ci fosse la diffusa convinzione di mandarli avanti perch\u00e9 ormai considerati diritti acquisiti, qualcuno ci aveva rassicurato che uno dei motivi del ritiro era quello di rielaborarli, di renderli pi\u00f9 rispondenti alle nuove necessit\u00e0 della citt\u00e0 e dei suoi cittadini, di rivederli alla luce della legge urbanistica e del redigendo Regolamento, in fase di stesura e pronto per essere varato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi ero quasi convinto che potesse essere vera l&#8217;interconnessione di detti Piani con il Regolamento Urbanistico e la prima cosa a cui avevo pensato era stata proprio la perequazione. Ho creduto che la rivisitazione dei Piani potesse consentire, anche se in minima parte, il trasferimento dei diritti edificatori delle aree super addensate del tessuto urbano esistente. S\u00ec, ho subito pensato che le aree nell&#8217;abitato esistente si potevano spogliare del valore edificatorio, perch\u00e9 appunto trasferito, riducendone drasticamente il complessivo valore di trasformazione, quindi con la possibilit\u00e0 di poterli acquisire a prezzo agricolo, ovvero ad un prezzo che non avrebbe scombinato i quadri economici dei progetti di riqualificazione dell&#8217;Amministrazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ho creduto, proprio come recita l&#8217;articolo 15 della Legge Regionale, che il Piano operativo \u00e8 lo strumento con il quale l&#8217;Amministrazione Comunale attua le previsioni del Regolamento urbanistico ovvero, come riportato nello stesso Regolamento, regola e definisce le modalit\u00e0 di trasferimento e di compensazione dei diritti edificatori in relazione ai regimi urbanistici nei distretti urbani per l&#8217;adozione di politiche perequative dei regimi immobiliari interessati dall&#8217;attuazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Invece, niente di tutto questo: non \u00e8 cambiato nulla in questi Piani, nemmeno l&#8217;indice, che \u00e8 rimasto quello di prima, se non per una proposta di diversa ripartizione tra il Pubblico ed il privato, proposta che &#8211; francamente &#8211; ancora non mi convince pi\u00f9 di tanto. Non mi convince perch\u00e9 in qualche altro caso, ove questo indice \u00e8 stato modificato in diminuzione, \u00e8 stata giustamente invocata la variante al Piano e si \u00e8 tenuta aperta una Conferenza di pianificazione per oltre tre anni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se fossimo stati capaci di imporre il trasferimento dei diritti edificatori fuori dall&#8217;abitato esistente, fuori dalla citt\u00e0 storica, gi\u00e0 brutta e disastrata &#8211; come definita da pi\u00f9 di qualcuno in questi giorni -, avremmo potuto disporre di aree libere e magari, attraverso un programma reale di interventi, avviare una positiva integrazione alla riqualificazione che attraverso i fondi POR stiamo realizzando.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oggi i Piani sono diventati dieci. Finalmente arrivano anche i Piani del PRUSST; qualcuno era pronto per essere portato in Consiglio gi\u00e0 alla fine della precedente consiliatura ed invece hanno subito quasi tutti lo stesso destino.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 non abbiamo utilizzato anche questi per accogliere i diritti edificatori delle aree interne dell&#8217;abitato? Perch\u00e9, se si deve perequare per realizzare il grande Parco del Vallone di Santa Lucia, non si interviene anche sull&#8217;ex F12, che \u00e8 un&#8217;area rilevante ove \u00e8 possibile acquisire ulteriore superficie per allargare il parco?<\/p>\n<p>Nonostante ci fosse un Piano approvato in Consiglio Comunale, risulta che non \u00e8 stata firmata alcuna convenzione su detta area e, quindi, non mi pare che siano maturati i diritti acquisiti. Eppure a quest&#8217;area non solo quei diritti sono stati riconosciuti, non solo non si propone di guadagnare nemmeno un metro quadrato per il parco, ma addirittura si concede (non so a quale titolo) la destinazione abitativa al 35% e quella commerciale al 40%, contrariamente a quanto il Consiglio Comunale, in una pi\u00f9 che travagliata delibera di appena qualche anno fa, aveva approvato. Nella zona del parco, nonostante questo sia stato individuato come elemento portante di progetto del Regolamento urbanistico, vengono rosicchiate anche altre aree, questa volta perequando e concedendo addirittura nuove cubature.<\/p>\n<p>Questo ed altro doveva e poteva essere meglio considerato nella logica perequativa. Si \u00e8 scelta, invece, un&#8217;altra strada, quella appunto della perequazione in sito, quella di considerare edificabili, e quindi trasformabili, tutte le aree. Meno male che qualche emendamento della Commissione &#8211; staremo a vedere che cosa le risponde l&#8217;Ufficio &#8211; ha posto rimedio, anche se dobbiamo comunque stare sempre vigili ad aspettare fino alla definitiva approvazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ed allora, se i Piani non sono serviti ad integrarsi con il Regolamento urbanistico, se non \u00e8 cambiata la filosofia del vecchio P.R.G., dobbiamo ammettere che potevamo vararli un anno fa. Lasciamo, allora, tutto come sta, lasciamo 40 e 60, cos\u00ec non dobbiamo neppure la preoccupazione di dover fare una variante o, comunque, tornare in Conferenza di pianificazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anche perch\u00e9, se vogliamo attivare una seria politica della casa, ricordo a me stesso che l&#8217;articolo 2 della Legge 10 del 1977, meglio nota come &#8220;Bucalossi&#8221;, impone la previsione per un decennio dell&#8217;esigenza di edilizia economica e popolare e, comunque, riserva all&#8217;edilizia pubblica non meno del 40% del fabbisogno complessivo di tutta l&#8217;edilizia abitativa prevista nel periodo considerato. Francamente, non ho verificato se questa percentuale \u00e8 rispettata, ma certamente ridurre dal 60 al 20 l&#8217;edilizia pubblica e portare dal 40 all&#8217;80 quella privata fa sorgere in me molte preoccupazioni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Poi qualcuno ci dir\u00e0 anche che tutto \u00e8 possibile. Abbiamo visto, in questi anni, che si \u00e8 addirittura invertito il verso di applicazione di una legge. E&#8217; stato possibile l&#8217;impossibile, come \u00e8 vero che era stato negato in un primo momento quello 0,03 nelle zone aperte. Fra gli illustri consulenti, fra l&#8217;Ufficio di Piano e gli uffici regionali, abbiamo sempre da apprendere cose nuove ed abbiamo avuto modo anche di renderci conto di quanto \u00e8 diventata opinabile la disciplina urbanistica. S\u00ec, proprio quella che in un recente passato abbiamo, invece, conosciuto come pi\u00f9 rigorosa e puntuale, capace cio\u00e8 di garantire la certezza del diritto, anche se &#8211; non nascondiamolo &#8211; gli escamotage si sono sempre ricercati ed &#8211; ahim\u00e8! &#8211; troppe volte trovati.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Insieme al Regolamento Urbanistico abbiamo anche il Piano Urbano della Mobilit\u00e0, ma su questo, naturalmente, rinviamo la discussione a quando arriver\u00e0 in Consiglio Comunale.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Noi abbiamo provato pi\u00f9 volte a dire tutte queste cose, non \u00e8 vero che nessuno le ha tirate fuori, piuttosto \u00e8 stata pi\u00f9 dura la linea di chi queste cose non le ha volute ascoltare; noi abbiamo dato il nostro contributo. Far parte di una Maggioranza non significa appiattirsi su posizioni e far finta che non esistano alternative. Il nostro Assessore ha avuto il grande merito di consentire una partecipazione pi\u00f9 allargata e di porre anche molte note critiche che, pur se non risolte, ci hanno consentito di dibattere e di rinviare le speranze al Piano Strutturale. Il suo incarico \u00e8 troppo recente per attribuirgli meriti o responsabilit\u00e0 sui risultati, ma certamente si \u00e8 distinto sul metodo con il quale ha condotto la difficile questione.<\/p>\n<p>Non voglio tralasciare gli uffici, quelli comunali, si intende, e l&#8217;Ufficio di Piano in particolare. Ci hanno dato prova di una professionalit\u00e0 di alto profilo, tanto pi\u00f9 esaltata dalla presenza di competenze specifiche che hanno saputo gestire la difficile questione urbanistica con l&#8217;utilizzo di tutte le pi\u00f9 moderne tecnologie. E&#8217; un vanto per tutti noi e per la citt\u00e0. Credo che i tanti soldi che abbiamo investito &#8211; e sono veramente tanti &#8211; per mettere in piedi questa struttura siano sicuramente serviti per avere un data base urbano di grande affidabilit\u00e0, che ci torner\u00e0 utile per tutte le successive fasi della gestione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Commissione, nella quale ho avuto l&#8217;onore ed il piacere di lavorare, ha saputo entrare bene nello specifico, effettuando anche approfondimenti di alto spessore politico e tecnico. Una questione cos\u00ec difficile, gestita da una Legge Regionale di nuova applicazione, ci ha fatto molto soffrire, ma il risultato complessivo al quale siamo giunti \u00e8 certamente apprezzabile.<\/p>\n<p>Gli emendamenti che abbiamo allegato sono, appunto, il frutto di questo approfondimento, sono il risultato di molti mesi di duro lavoro. Tutte le criticit\u00e0 evidenziate, tutte le discussioni sulla non condivisione di tante impostazioni sono state comparate con il buonsenso di andare comunque avanti ed evitare ulteriori polemiche ed inutili disquisizioni. Abbiamo fatto tutto quello che andava fatto. Questo \u00e8, indubbiamente, il miglior risultato di Regolamento Urbanistico che questa citt\u00e0 poteva aspettarsi da questa Amministrazione, da questo Consiglio, da noi tutti. Questo \u00e8 il migliore Regolamento Urbanistico che noi potevamo definire ed ognuno di noi si prenda i meriti, se ritiene, o, viceversa, le responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oggi, con questo atto amministrativo, siamo chiamati, con tutte le criticit\u00e0 che abbiamo la necessit\u00e0 comunque di evidenziare, a fare il primo passo, che \u00e8 appunto l&#8217;adozione. E&#8217; solo un primo passo verso un lungo cammino che il Regolamento urbanistico deve compiere. E&#8217; lungo, questo cammino, e noi continueremo ad accompagnarlo, seguiremo le osservazioni della gente, faremo anche noi eventualmente altre osservazioni, cercheremo di comprendere, ancor pi\u00f9 di quanto abbiamo fatto fino ad oggi, le effettive esigenze di una citt\u00e0 che non pu\u00f2 pi\u00f9 perdere tempo, che deve trovare il suo ruolo definitivo, che non pu\u00f2 pi\u00f9 rincorrere i progetti ed i programmi delle varie Amministrazioni che si susseguono senza mai raggiungere l&#8217;obiettivo.<\/p>\n<p>Facciamo subito qualcosa per la nostra citt\u00e0, meglio questo che niente, meglio un Regolamento Urbanistico con tanti &#8220;se&#8221; e tanti &#8220;ma&#8221; piuttosto che solo parole, enunciazioni e polemiche inutili. Riprendiamo la politica e ripensiamo la citt\u00e0 ed il suo territorio. Questo \u00e8 quanto noi vogliamo sottolineare, non per voli pindarici e sogni senza senso, non per differenziarci o per stare alla finestra, ma per ribadire con forza il nostro ruolo politico, assumendoci le nostre responsabilit\u00e0 per inaugurare con i nostri alleati una nuova stagione di intesa, una nuova stagione nella quale vogliamo essere protagonisti, pi\u00f9 di quanto ci sia stato concesso fino ad oggi, per l&#8217;attuazione di idee semplici ed operative, fattibili e concrete, per condividere un risultato che ci deve appartenere e deve essere comune a tutti nella forma e nella sostanza.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sindaco, Presidente, alla luce delle osservazioni dell&#8217;Ufficio che sono arrivate in Consiglio, c&#8217;\u00e8 senza ombra di dubbio la necessit\u00e0 di valutare in Commissione queste osservazioni, non fosse altro per riportare al giusto indirizzo, appunto alla Commissione, queste obiezioni e considerazioni che l&#8217;Ufficio ha fatto. Credo che questo offra sicuramente una maggiore garanzia circa la corretta ricezione delle note che l&#8217;Ufficio propone, per evitare anche confusioni quanto meno comprensibili, poi, all&#8217;interno del Consiglio Comunale. Quindi, concludo anche con questa proposta. Grazie.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie, consigliere Graziadei; poi valuteremo anche la proposta fatta dal Consigliere. Do la parola al consigliere Santangelo.<\/p>\n<p>SANTANGELO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il consigliere Graziadei ha guardato le ombre del Regolamento urbanistico; io, invece, avevo impostato la mia scaletta sulle luci del Regolamento Urbanistico. Le due cose sicuramente saranno complementari, in quanto non ho dubbio che pure il consigliere Graziadei voter\u00e0 il Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Noi oggi ci troviamo a discutere in Consiglio Comunale di uno strumento innovativo, innovativo non so quanto per nostra volont\u00e0 o quanto perch\u00e9 indotti, comunque c&#8217;\u00e8 un dato oggettivo con quale siamo costretti a confrontarci e che ha portato poi oggi a questa discussione. C&#8217;\u00e8 una legge regionale che gi\u00e0 da anni dice che bisogna realizzare il Regolamento Urbanistico, c&#8217;\u00e8 stata una scadenza, peraltro fortunosamente e fortunatamente prorogata, con cui oggi ci stiamo confrontando. In ogni caso, a prescindere dal fatto che si voglia guardare in positivo o in negativo a questa legge regionale, un dato \u00e8 indubbio: con il Regolamento urbanistico si realizza una innovazione, una rivoluzione copernicana nella pianificazione urbanistica della citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qualcuno potrebbe dire: &#8220;S\u00ec, ma siamo indotti, era meglio lo strumento urbanistico precedente, era meglio la disciplina, la metodologia del P.R.G.&#8221;. Il problema, secondo me, non \u00e8 quello; potremmo anche dire semplicemente che facciamo di necessit\u00e0 virt\u00f9. Il dato oggettivo \u00e8 quello. Rispetto a questo io vorrei valutare gli effetti del Regolamento urbanistico della citt\u00e0 di Potenza. Ragionando, anche per quella che \u00e8 la <em>vox populi<\/em>, sembrerebbe che il Regolamento urbanistico della citt\u00e0 di Potenza si riduca al meccanismo della perequazione. Ove fosse questo, gi\u00e0 sarebbe di per s\u00e9 un fatto importante; ma io, invece, la leggo in termini diversi. Io dico che il meccanismo della perequazione, che \u00e8 lo strumento fondamentale per l&#8217;attuazione del Regolamento urbanistico, serve a portare a compimento una serie di interventi nell&#8217;ambito della citt\u00e0 che altrimenti non sarebbero potuti essere realizzati.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo lo dico anche alla luce dell&#8217;esperienza della previgente pianificazione. La mia non \u00e8 una valutazione negativa sull&#8217;operato di chi ha pianificato in precedenza, perch\u00e9 esiste un principio fondamentale, che \u00e8 quello della continuit\u00e0 amministrativa. Peraltro, in questa citt\u00e0 c&#8217;\u00e8 stata anche la condivisione amministrativa, oltre che la volont\u00e0. Il problema \u00e8 che noi ci siamo confrontati per lungo tempo con strumenti urbanistici (mi riferisco al P.R.G.) assolutamente inidonei a garantire il raggiungimento degli obiettivi, a garantire lo sviluppo ordinato della citt\u00e0, a garantire il soddisfacimento di esigenze fondamentali quali quelle che il Regolamento Urbanistico almeno inizia a garantire (poi le valuteremo, forse, un po&#8217; pi\u00f9 dettagliatamente). Quella strumentazione era una macchina che non funzionava; la strumentazione che ci veniva consentita dalla legge aveva dei limiti. La Legge Regionale, in un modo o nell&#8217;altro, tenta di superare questi limiti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Noi oggi, discutendo del Regolamento Urbanistico, dimostriamo che, con le imperfezioni che pu\u00f2 avere, questo strumento comunque, probabilmente, garantir\u00e0 &#8211; \u00e8 un investimento che facciamo per il futuro &#8211; soluzioni migliori ed il raggiungimento migliore di obiettivi rispetto alla previgente legislazione. D&#8217;altronde, il 28% del Piano Regolatore realizzato in un lasso di tempo lunghissimo non mi pare un esito positivo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma veniamo al merito. Con la proposta che oggi ci viene sottoposta noi riusciamo a raggiungere obiettivi fondamentali in questa citt\u00e0, innanzitutto riusciamo a mettere a disposizione della citt\u00e0 &#8211; rispetto a quella che \u00e8 la storia recente della pianificazione urbanistica &#8211; le aree per gli standard e per i servizi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci diceva il consulente, il super consulente, il professor Campos Venuti, che le aree che noi riusciamo a mettere a disposizione per standard raddoppiano in termini percentuali, per ogni singolo cittadino, lo standard di aree per servizi. Gi\u00e0 questo \u00e8 primo dato fondamentale, che ci induce ad essere ottimisti, a ritenere che se questo Regolamento Urbanistico sar\u00e0 attuato coerentemente con la filosofia di ispirazione, in un tempo non lungo (mi pare che quasi tutti gli interventi abbiano durata quinquennale) si potr\u00e0 raggiungere una diversa strutturazione della citt\u00e0. Altro obiettivo: ci consente la ricucitura dell&#8217;area urbana.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questa citt\u00e0 \u00e8 fatta &#8220;a buchi&#8221;, edificata non so quanto scientemente, quanto incoscientemente, in modo schizofrenico. C&#8217;\u00e8 la necessit\u00e0 fondamentale di colmare questi buchi; colmare questi buchi non necessariamente &#8211; e con il Regolamento Urbanistico questo si realizza &#8211; attraverso nuova edificazione, ma attraverso una razionalizzazione dell&#8217;insieme urbano.<\/p>\n<p>La proposta che l&#8217;Ufficio di Piano ci fa, quindi, anche emendata&#8230; ci sono 87 emendamenti, rispetto ai quali mi pare che l&#8217;Ufficio di Piano non abbia opposto un rifiuto netto, ovviamente rispetto ad alcuni ha fatto le proprie obiezioni, ma mi pare che per la gran parte siano stati valutati favorevolmente, se non addirittura condivisi&#8230; ci consente una ricucitura dell&#8217;ambito urbano superando i limiti della precedente esecuzione della pianificazione; ci consente la riqualificazione di importanti aree della citt\u00e0; ci consente la riqualificazione &#8211; e questo \u00e8 un elemento fondamentale &#8211; del patrimonio edilizio della citt\u00e0, per molti versi, perch\u00e9 tutti gli interventi generali di demolizione e ricostruzione previsti a questo mirano.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il R.U., poi, realizza, progetta un sistema di verde nella citt\u00e0 che fino ad oggi non \u00e8 mai stato ipotizzato, e questo \u00e8 un altro elemento da valorizzare in questo strumento. Realizza un progetto strategico delle aree verdi. E&#8217; ovvio che \u00e8 un progetto lungo, c&#8217;\u00e8 il Vallone di Santa Lucia, c&#8217;\u00e8 il Centro Studi, questo collegamento costante e continuo, ma pone i presupposti per la realizzazione di questo progetto. Peraltro, proprio con il principio della perequazione, quello che fino a ieri sembrava impossibile, vale a dire l&#8217;acquisizione delle aree, oggi diventa un dato possibile, reale, concreto; dipender\u00e0 dalla nostra capacit\u00e0 di attuazione se riusciremo poi a concretizzarlo.<\/p>\n<p>Questo strumento consente la realizzazione anche di una parte importante delle infrastrutture attraverso il principio della perequazione. Noi abbiamo esaminato il PUM ed il Regolamento urbanistico; abbiamo verificato che parte delle infrastrutture previste nel PUM sono a carico dei privati che realizzeranno gli interventi (i DUSS, i DUT, i DUP). Anche questo \u00e8 un elemento che scarica, in sostanza, sgrava la citt\u00e0 dall&#8217;onere di realizzazione di queste infrastrutture e, dall&#8217;altro lato, rende partecipi coloro che andranno a realizzare questi interventi dell&#8217;interesse pubblico, ovviamente non come regalo di questi alla citt\u00e0, ma attraverso un equo ristoro dello sforzo che questi realizzeranno.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Prevede la possibilit\u00e0 &#8211; e questo \u00e8 un dato fondamentale, irrinunciabile &#8211; che nell&#8217;ipotesi in cui gli strumenti (i DUSS, i DUT, i DUP) non siano realizzati dai soggetti privati, ci sia l&#8217;obbligo di intervento da parte del soggetto pubblico nella pianificazione di questi strumenti attuativi. Questo ci d\u00e0 la garanzia del realismo degli obiettivi che noi ci poniamo e ci d\u00e0 la garanzia che non \u00e8 vero che tutto viene delegato alla buona volont\u00e0 dei soggetti privati. Si cerca la partecipazione, il coinvolgimento dei soggetti privati, della collettivit\u00e0, nella gestione della pianificazione urbanistica, nell&#8217;attuazione della pianificazione urbanistica, ma allo stesso tempo si mantiene il controllo e la possibilit\u00e0, il potere di intervento nell&#8217;ipotesi in cui ci sia inadempimento, incapacit\u00e0, impossibilit\u00e0 allo svolgimento di questo tipo di attivit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo strumento urbanistico pianifica l&#8217;ambito urbano, ma non dimentica, perch\u00e9 era nelle sue funzioni, l&#8217;ambito extraurbano. Ovviamente, non interviene con attivit\u00e0 pianificatorie generali nell&#8217;ambito extraurbano, ma consente tutta una serie di interventi fondamentali sui singoli immobili che avranno certamente effetti positivi sulla qualit\u00e0 della residenzialit\u00e0, garantisce una flessibilit\u00e0 dell&#8217;uso del patrimonio edilizio nelle campagne, il cambiamento di destinazione d&#8217;uso; garantisce la riqualificazione del patrimonio edilizio nelle campagne: demolizione, ricostruzione, accorpamento delle strutture, e allo stesso tempo, secondo me, comunque non va a destrutturare la funzione dell&#8217;ambito extraurbano, la cui pianificazione viene riservata per scelta politica al Piano Strutturale.<\/p>\n<p>Riservare l&#8217;ambito extraurbano come scelta al Piano Strutturale non \u00e8 una dimenticanza o ignavia dell&#8217;Amministrazione, o semplicemente un obbligo di legge, ma \u00e8 la consapevolezza che l&#8217;ambito extraurbano della citt\u00e0 di Potenza, come alcune aree del perturbano, che pure sono state riservate alla pianificazione dello Strutturale, ha come obiettivo quello di connettere l&#8217;ipotesi di sviluppo della citt\u00e0 di Potenza con l&#8217;ipotesi di sviluppo di tutto l&#8217;hinterland. Un&#8217;esperienza &#8211; ci veniva detto &#8211; che gi\u00e0 \u00e8 stata tentata nel passato, \u00e8 stata avviata nel passato. Beh, io penso che il dato che bisognerebbe rilevare, in questa come in altre ipotesi, \u00e8 che il Regolamento Urbanistico va a recuperare importanti pezzi della pianificazione precedente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi si consenta: non \u00e8 vero che tutto quello che \u00e8 stato pianificato in precedenza \u00e8 stato &#8220;buttato all&#8217;aria&#8221; e che con questo Regolamento Urbanistico \u00e8 iniziata <em>ex novo<\/em> la via della pianificazione di questa citt\u00e0. C&#8217;\u00e8 un altro problema, secondo me: per motivi che non \u00e8 qui il caso di sindacare, ci sono tutta una serie di strumenti di pianificazione che sono andati enormemente in ritardo, ma questo riguarda una patologia, probabilmente, o una fisiologia generale della macchina di questa citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;architetto Graziadei ha molto a cuore i PRUSST e ci ha dimostrato in concreto qual \u00e8 la lentezza di questi strumenti, nonostante siano stati elaborati per essere uno strumento celere di pianificazione, ma ce ne sono anche altri. I Piani: c&#8217;\u00e8 un Piano che dal &#8217;95, mi pare, sta in giro ed \u00e8 arrivato nel 2006 in Commissione.<\/p>\n<p>Comunque, con tutti i suoi limiti, questo strumento urbanistico avvia a soluzioni questioni fondamentali ataviche della citt\u00e0; interviene, io non dico che risolve, ma comunque apre &#8211; concettualmente ed in concreto &#8211; la strada per risolvere il problema delle esigenze e delle emergenze abitative in questa citt\u00e0, perch\u00e9, comunque la si voglia valutare, in questa citt\u00e0 con il Regolamento urbanistico avr\u00e0 spazio l&#8217;edilizia privata, ed \u00e8 giusto, la libera imprenditoria; avranno spazio l&#8217;edilizia sovvenzionata &#8211; e su questo ritorner\u00f2 tra un attimo &#8211; e l&#8217;edilizia sociale.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dico con chiarezza, perch\u00e9 su questo ci possono essere opinioni diverse, che sono un pieno fautore e condivido al 100% la scelta che l&#8217;Amministrazione fa con i piani operativi. Secondo me, bisognava dare uno sbocco, bisognava togliere un tappo allo sviluppo dell&#8217;edilizia sovvenzionata, dopo la sciagurata esperienza che ha caratterizzato in questa citt\u00e0 l&#8217;edilizia cooperativa. Questo \u00e8 il punto. Noi, con i piani operativi, iniziamo a dare una risposta, come per altro verso diamo una risposta, ancorch\u00e9 non grande, all&#8217;edilizia popolare attraverso gli interventi dell&#8217;ATER. E&#8217; ovvio che questo \u00e8 solo il primo passo, ma \u00e8 un primo passo che &#8211; se coerenza c&#8217;\u00e8, ed io non ho dubbio che ci sia questa coerenza &#8211; trover\u00e0 effetti successivi anche nell&#8217;ambito dello Strutturale.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Regolamento Urbanistico non ha soltanto questi effetti; ci sono degli effetti che potrebbero essere indotti, ma che comunque sono la conseguenza diretta. Io considero questo Regolamento Urbanistico, probabilmente a torto, probabilmente esagerando, uno strumento di democrazia economica di questa citt\u00e0, per il semplice motivo che d\u00e0 la possibilit\u00e0 (con la miriade di interventi che prevede) a moltissime persone, che prima non avevano la possibilit\u00e0 di attuare capacit\u00e0 edificatorie, la possibilit\u00e0 di edificare e di realizzare piccoli interventi.<\/p>\n<p>Questo realizza un meccanismo molto semplice; legittimamente i grandi imprenditori continueranno a fare il loro mestiere, ma si apriranno spazi rilevanti per la piccola imprenditoria in questa citt\u00e0, si apriranno spazi rilevanti per i piccoli proprietari, che potranno mettere sul mercato i propri immobili. Questo avr\u00e0 un effetto indubbio sull&#8217;economia ed avr\u00e0 &#8211; mi auguro &#8211; un effetto indubbio sul costo degli alloggi nella citt\u00e0 di Potenza.<\/p>\n<p>Mi pare che il R.U. vada a spalmare meglio ed in modo pi\u00f9 equo la ricchezza in questa citt\u00e0, che l&#8217;attuazione di questo strumento pu\u00f2 creare, il tutto finalizzato, ovviamente, all&#8217;interesse pubblico, l&#8217;interesse di avere una citt\u00e0 di tipo diverso, in cui ci siano spazi, ci siano le aree per i servizi, ci siano le aree per garantire la vivibilit\u00e0 ai cittadini.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In Commissione noi abbiamo avuto una discussione, e questo \u00e8 merito innanzitutto del Presidente, molto aperta, molto serrata e siamo riusciti a fare sintesi anche in momenti problematici, su questioni nodali del Regolamento. La cosa di cui mi dolgo \u00e8 che la fase partecipativa, che era stata utilmente stimolata innanzitutto dal Presidente della Commissione non \u00e8 stata utilizzata dai cittadini, la fase di conoscenza. Mi auguro, non sto qui a stimolare le osservazioni, che l&#8217;adozione di questo Regolamento possa poi indurre i cittadini a scuotersi, almeno a capire in concreto che cosa abbiamo fatto. E&#8217; vero che alla presentazione c&#8217;era una platea pi\u00f9 folta, anche se non eccessiva&#8230; ma non avevo dubbi che fosse cos\u00ec; d&#8217;altronde chi non ha terra, difficilmente interviene.<\/p>\n<p>Vorrei sottolineare un fatto meritorio della Commissione, che ha saputo, nonostante le difficolt\u00e0 e la fatica enorme (che mi auguro stia per finire &#8211; come diceva il collega Michele Napoli stamattina, sar\u00e0 un mese e pi\u00f9 che abbiamo lasciato lo studio -), trovare le soluzioni, anche attraverso gli emendamenti che abbiamo approvato, soluzioni che io ritengo anche innovative rispetto a quella che era la proposta che ci veniva formulata.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Con lo stesso spirito con cui ci siamo confrontati in Commissione ritengo che ci confronteremo anche in Consiglio Comunale ed, eventualmente, se il Consiglio lo riterr\u00e0 opportuno, nuovamente nella Commissione rispetto ai pareri che sono stati resi sugli emendamenti, non avendo dubbi sul senso di responsabilit\u00e0 di tutti i Consiglieri Comunali. E&#8217; assolutamente indubbio ed indiscusso che nell&#8217;approccio, nella volont\u00e0 di dare un contributo fattivo alla discussione, Maggioranza ed Opposizione si sono comportate nello stesso modo, non c&#8217;\u00e8 stata alcuna distinzione. Poi, ovviamente, nel merito della votazione del provvedimento ognuno far\u00e0 le proprie scelte.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non ho dubbi, quindi, che il senso di responsabilit\u00e0, la capacit\u00e0, la conoscenza del provvedimento e la consapevolezza che approvare il Regolamento Urbanistico \u00e8 un fatto fondamentale (non voglio dire epocale, perch\u00e9 sembrerebbe che senza il Regolamento urbanistico cada il mondo) per l&#8217;avvio di una fase nuova in questa citt\u00e0 ci porteranno a trovare una sintesi in Commissione, ove si ritornasse in Commissione, sugli emendamenti, o comunque in Consiglio Comunale. Grazie.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Si d\u00e0 atto che il presidente Campagna riassume la Presidenza.<\/em><\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ringrazio il collega Santangelo. Ribadisco, ovviamente, che resta nella facolt\u00e0 del Presidente e dei componenti della Commissione Consiliare competente la possibilit\u00e0 di convocare un&#8217;eventuale riunione domani mattina, prima dell&#8217;inizio del Consiglio, qualora lo ritengano opportuno per un ulteriore approfondimento sul parere tecnico degli uffici, ma sono questioni di organizzazione dei lavori della Commissione, su cui questo Consiglio non pu\u00f2 dire niente di pi\u00f9. La parola al consigliere Petrullo.<\/p>\n<p>PETRULLO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Stancamente ci avviamo alla fine della giornata di discussione, ma stancamente si avvia ad esecuzione anche la Legge 23 del &#8217;99; ci ha messo nove anni per riuscire a compiere l&#8217;ultimo passo che era previsto nella scaletta. Complimenti alla nostra Regione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il consigliere Santangelo (il cui intervento ricordo meglio perch\u00e9 \u00e8 ultimo, anche se ho seguito tutti gli interventi) ha parlato di una rivoluzione copernicana. In effetti \u00e8 vero, io dico anche che si ripete il miracolo delle nozze di Cana. Ho letto qualche giorno fa sul giornale che ci saranno pi\u00f9 case, pi\u00f9 standard, pi\u00f9 parcheggi, pi\u00f9 verde senza aumentare la superficie quadrata che c&#8217;\u00e8 a Potenza; pi\u00f9 miracolo di questo penso che sia veramente e difficilmente immaginabile. Evidentemente ci deve essere il trucco, ci deve essere qualche segreto; stiamo riempiendo forse all&#8217;inverosimile il nostro abitato; dico forse perch\u00e9 \u00e8 probabile anche che il miracolo sia avvenuto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La relazione del professor Campos Venuti &#8211; ve lo dico francamente, parto da l\u00ec &#8211; non mi ha entusiasmato. Non \u00e8 riuscito a rapportare le sue ormai famose teorie urbanistiche con quello che \u00e8 stato il frutto del lavoro che si \u00e8 portato avanti a Potenza. Probabilmente ha dovuto stravolgere qualche sua teoria se \u00e8 vero, come \u00e8 vero, che in Commissione, ad una mia specifica domanda se fosse mai avvenuto in altre realt\u00e0 che si era invertito l&#8217;ordine previsto dalla nuova filosofia urbanistica, e cio\u00e8 se fosse mai successo che un Regolamento Urbanistico precedesse i piani strutturali, lui mi rispose: &#8220;No, non \u00e8 mai successo, per\u00f2 la politica ci comporta dei compromessi&#8221;. Mi suon\u00f2 male allora, mi suon\u00f2 molto male allora, perch\u00e9 fu una specie di annuncio di un fallimento. Ovviamente quando io parlo di annuncio di un fallimento non mi riferisco all&#8217;attivit\u00e0 precipua di questo Consiglio Comunale, ma mi riferisco al fallimento di un progetto generale che parte nel &#8217;99 con una legge che oggi, a mio modesto parere, \u00e8 vecchia, \u00e8 gi\u00e0 molto, molto vecchia.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; stato generico l&#8217;intervento del professor Campos Venuti; non oso dire che probabilmente cambiando i nomi propri potrebbe riproporlo in qualsiasi altro palcoscenico; ma mi sarei aspettato qualcosa di pi\u00f9 specifico, mi sarei aspettato che parlasse delle scelte pi\u00f9 strategiche, pi\u00f9 particolari che erano state fatte a Potenza&#8230; non lo poteva fare. Non lo poteva fare perch\u00e9 non aveva alle spalle un piano strutturale che avesse seguito la sua filosofia. Lo capisco perfettamente. I compromessi. I compromessi sono sempre positivi o qualche volta sono dei bocconi amari che siamo costretti ad ingoiare? E&#8217; una domanda alla quale, probabilmente, avremo una risposta tra sette, otto, nove, dieci anni.<\/p>\n<p>In ogni caso, cambiando punto di riferimento in questa discussione, io voglio fare un plauso al coraggio mostrato dall&#8217;Amministrazione quando ha deciso di dotarsi di un Piano Strutturale Metropolitano. E&#8217; coraggiosa la scelta, \u00e8 affascinante, ma soprattutto coraggiosa, perch\u00e9 non \u00e8 neanche prevista dal legislatore, quindi \u00e8 un passo in avanti che non pu\u00f2 che entusiasmare chi effettivamente nell&#8217;urbanistica vede lo sviluppo del territorio. Cominciare a guardare oltre confine \u00e8 un discorso che io ho accettato di buon grado; certo, avrei preferito che quel discorso arrivasse a compimento, prima di dover mettere l&#8217;ultima casella.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Commissione ha lavorato tanto, ha lavorato bene, lo hanno detto tutti prima di me e devo dirlo anche io, anche se in maniera molto sobria per non ripetere quello che hanno detto gli altri; ha lavorato, per\u00f2, con un approccio esclusivamente tecnico; ha lavorato sui particolari, ha cercato di superare tante contraddizioni, probabilmente c&#8217;\u00e8 riuscita proponendo tanti emendamenti; ha cercato di superare evidenti sperequazioni, delle scelte ingiustificate che pur c&#8217;erano nella proposta di Regolamento Urbanistico, per\u00f2 ha ragionato in termini esclusivamente tecnici.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io vorrei avere &#8211; ma ho sempre cercato di averlo, dal primo giorno in cui si \u00e8 trattato di questo argomento &#8211; un approccio pi\u00f9 generale, perch\u00e9 uno strumento urbanistico \u00e8 qualcosa di generale, \u00e8 qualcosa che deve valere per tutti, che deve durare negli anni, e dal momento che faccio la professione che faccio, ho cercato di avere un approccio che chiamer\u00f2 tridimensionale al problema e cio\u00e8 un approccio di tipo giuridico, un approccio di tipo sistemico e un approccio, alla fine, di tipo politico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;approccio di tipo giuridico non deve spaventare tutti i cultori della funzione specificamente o precipuamente politica del consigliere comunale. Io, in questi quasi quattro anni che ho vissuto felicemente con voi, mi sono sentito dire spesso: quello che \u00e8 tecnico, tocca ai tecnici, quello che \u00e8 formale, anche giuridicamente parlando, tocca agli specialisti; noi dobbiamo fare politica. Per\u00f2 noi facciamo provvedimenti. Noi facciamo provvedimenti che sono atti giuridici, che sono atti che domani possono andare al vaglio del magistrato; dobbiamo fare dei provvedimenti che siano non viziati da illegittimit\u00e0, per cui dall&#8217;approccio giuridico non si pu\u00f2 prescindere nella nostra attivit\u00e0; \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 domani, se un T.A.R. o qualche altro organismo, come \u00e8 successo per il Piano Campagne, dovesse dire: &#8220;Avete sbagliato tutto&#8221;, la responsabilit\u00e0 sarebbe la nostra! Hai voglia a dire: &#8220;Ma noi abbiamo avuto un approccio politico, perch\u00e9 a noi compete di fare i politici&#8221;, no! Noi, da amministratori, dobbiamo avere per forza, secondo me, anche un approccio giuridico, perch\u00e9 ce lo impone la legge e perch\u00e9 produciamo provvedimenti, e uno strumento urbanistico \u00e8 un super provvedimento.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gi\u00e0 l&#8217;architetto Graziadei ha fatto degli accenni a questo: io ho dei dubbi sul modello esclusivamente perequativo, e questo modello perequativo ha suscitato problemi seri laddove \u00e8 stato applicato; ha dato spazio ad interventi giurisdizionali, abbiamo avuto una serie di sentenze, molto spesso negative; c&#8217;\u00e8 stato un periodo &#8211; tra il 2000 ed il 2003 &#8211; in cui si sono succedute molte sentenze negative (T.A.R. Lombardia, T.A.R. Emilia Romagna) laddove veniva messo in discussione proprio il modello perequativo, perch\u00e9 si \u00e8 ritenuto che una legge regionale non potesse andare a modificare pi\u00f9 di tanto quello che \u00e8 l&#8217;impianto statale sull&#8217;argomento. In ogni caso, questa giurisprudenza ha aperto una grande finestra sul modello perequativo e ha detto: &#8220;S\u00ec, perch\u00e9 no; \u00e8 ammissibile, purch\u00e9 l&#8217;impianto legislativo previsto sull&#8217;urbanistica statale non subisca sconvolgimenti, soprattutto &#8211; hanno detto i giudici della legittimit\u00e0 &#8211; il modello perequativo non sia un fine ma esclusivamente un mezzo&#8221;. Allora, attraverso il sistema perequativo possiamo arrivare a disegnare uno strumento urbanistico, ma non deve essere mai il fine.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La nostra legge parte in tromba dicendo: noi abbiamo come fine la perequazione e cio\u00e8 la distribuzione giusta fra tutti i proprietari; allora vogliamo ridisegnare con il fine della giustizia sociale in campo urbanistico, della costruzione; c&#8217;\u00e8 un approccio molto forte, perch\u00e9 era molto politicizzato l&#8217;approccio dell&#8217;impianto legislativo del &#8217;99.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io non ho alcuna difficolt\u00e0 a dire che probabilmente questa filosofia urbanistica \u00e8 figlia di una cultura troppo di sinistra, gi\u00e0 oggi abbandonata, proprio perch\u00e9 troppo di sinistra, dai partiti storicamente della Sinistra. E&#8217; un approccio che nel &#8217;99 si capiva, per\u00f2, per questo dico che \u00e8 vecchia, molto vecchia. Si capiva nel &#8217;99 perch\u00e9 era l&#8217;unica cultura che veniva portata avanti, quella forte di sinistra, nell&#8217;urbanistica. Probabilmente era il filone maggioritario che facilmente s&#8217;impose, probabilmente senza grossi avversari in linea teorica, ma nel &#8217;99.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Noi andiamo a fare il primo passo di perequazione nel 2008; lo cominciamo oggi, poi si svilupper\u00e0 nel 2009, nel 2010, nel 2011, quando probabilmente non sar\u00e0 assolutamente attuale, quando avremo tutto l&#8217;impianto urbanistico nuovo figlio di questa cultura forse troppo di sinistra, quando ormai i guai saranno fatti, perch\u00e9 probabilmente potranno intervenire anche delle sentenze che vadano a decidere sulla costituzionalit\u00e0 di alcune leggi regionali. Non ci possiamo aspettare, non possiamo immaginare che se non \u00e8 successo oggi, non succede pi\u00f9; no, perch\u00e9 noi oggi andiamo ad applicarle per la prima volta, con ritardo &#8211; quello s\u00ec &#8211; epocale: nove anni per fare il primo passo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci sono dubbi di costituzionalit\u00e0, dicevo: i rapporti con la legislazione statale; si parla di perequazione parziale, perequazione a posteriori. In Basilicata pare che si sia applicata la perequazione preventiva. La Legge Regionale di Basilicata, quando ancora non si pensava assolutamente che dovesse trovare applicazione, perch\u00e9 venne fatta evidentemente sulla scorta di un umore forte che spingeva a dipingersi un volto moderno (perch\u00e9 se poi non si applicano le leggi, se non le si eseguono, \u00e8 chiaro che era un intento soltanto fumoso), fu oggetto di interventi da parte di tantissimi studiosi.<\/p>\n<p>La Legge Regionale di Basilicata sta su tutti i manuali di urbanistica; c&#8217;\u00e8 un paragrafetto specifico &#8211; mi sono preoccupato di andare a vedere anche questo &#8211; sulla Legge Regionale di Basilicata. C&#8217;\u00e8 come c&#8217;\u00e8 per la Lombardia, per l&#8217;Emilia Romagna, mi pare anche per la Campania e qualche altra cosina. Viene criticata, la nostra perequazione preventiva; viene criticata perch\u00e9 &#8211; dicono gli studiosi &#8211; potrebbe collidere fortemente con il principio costituzionale sancito dall&#8217;articolo 117, n. 2, lettera l), cio\u00e8 quello che tratta della competenza assolutamente inderogabile dello Stato per quanto riguarda la materia che attiene all&#8217;ordinamento civile, laddove questi studiosi inseriscono anche ogni disciplina del territorio quando va ad influenzare il diritto di propriet\u00e0 per questo ordinamento civile.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cosa ci dicono gli studiosi? Il sistema della Legge Regionale di Basilicata, ovvero quello di attribuire, a prescindere dal Piano, un diritto edificatorio meramente convenzionale alle aree considerate, \u00e8 operazione estranea al concetto di conformazione dei beni attraverso la valutazione tipica del procedimento pianificatorio. Allora dice: si pongono due questioni. La prima riguarda il tema della legalit\u00e0 dei poteri dell&#8217;Amministrazione; se sia ammissibile cio\u00e8 in via amministrativa l&#8217;applicazione di un metodo del genere, come \u00e8 fatto in alcuni piani urbanistici (e si riferisce a noi), o non sia necessaria una definizione normativa dei poteri dell&#8217;Amministrazione, che definendo aprioristicamente valori convenzionali di edificabilit\u00e0 dei suoli, modifica il contenuto dei poteri urbanistici vigenti.<\/p>\n<p>La seconda (riferendosi alle leggi regionali che introducono tale modello perequativo generalizzato a priori) \u00e8 se non esiste un problema di competenza statale, come dicevo prima, di questo tipo. Conclude lo studioso: &#8220;Sarebbe il caso che lo Stato rivedesse le disposizioni statali per renderle pi\u00f9 attuali&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Continuo con l&#8217;approccio giuridico, se quest&#8217;assemblea me lo consente e se ha questa pazienza, ma io credo che sia doveroso. L&#8217;articolo 44 della Legge Regionale \u00e8 un autentico papocchio; io dico che \u00e8 veramente e vergognosamente un papocchio, perch\u00e9 se la volessimo applicare per intero, noi oggi qua stiamo scherzando, eh! Stiamo scherzando, stiamo perdendo del tempo. Perch\u00e9? Perch\u00e9 arriva a dire, il nostro esimio Legislatore regionale&#8230; Badate bene: dopo nove anni di incubazione, ha fatto la modifica e ha cacciato, ovviamente, il colpo di classe, come il professionista che nell&#8217;ultimo tempo supplementare, ancora ha il genio di inventarsi una cosa bellissima. Bravo!<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Che cosa dice: i Comuni che hanno formato il Regolamento Urbanistico, secondo le risultanze della ricognizione degli atti deliberativi comunali pervenuti entro la data di pubblicazione della presente Legge Regionale&#8230; Articolo 44. La data di pubblicazione &#8220;della presente Legge Regionale&#8221; \u00e8 il &#8217;99 o il 2000, qualche mese dopo. Quindi noi oggi dovremmo andare a fare un Regolamento urbanistico sulla scorta della ricognizione di tutti gli atti e deliberazioni presenti al &#8217;99.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La legge non pu\u00f2 essere interpretata! Noi oggi dobbiamo fare uno sforzo che non \u00e8 consentito, molto spesso, neanche al giudice della legittimit\u00e0, neanche alla Corte Costituzionale, probabilmente, se non per dire che \u00e8 una legge che fa schifo, perch\u00e9 probabilmente il Legislatore regionale voleva dire &#8220;alla data di pubblicazione della modifica&#8221;, che \u00e8 del 2007, ma non lo ha detto, ed \u00e8 andato a modificare un articolo che oggi recita (articolo 44 della Legge 23\/99, cos\u00ec modificata): &#8220;alla data di entrata in vigore della presente legge&#8221;, che ovviamente non pu\u00f2 essere che la L. R. 23\/99 e non la sua modifica, perch\u00e9 avrebbe dovuto dirlo specificamente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io non so come sar\u00e0 possibile superare questa impasse; io l&#8217;ho fatto presente qualche mese fa in Commissione, per\u00f2 la Commissione ha avuto un approccio tecnico, n\u00e9 potevo pretendere che fosse diversamente; il problema non ha entusiasmato nessuno; io oggi lo ripropongo perch\u00e9, trattando di leggi come professione, penso che il problema potrebbe diventare molto pesante se dovessimo trovare qualcuno che ricorre per questo motivo e se non dovessimo trovare un magistrato che va ad interpretare oltre il consentito.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;approccio giuridico lo concludo con un altro problema che ritengo insormontabile, che per\u00f2 vedo ha trovato l&#8217;indifferenza generale, e questo mi meraviglia. Ci sono delle direttive europee; il Legislatore italiano fa un bel decreto legislativo, nel 2006, e che cosa dice? Dice che per tutti gli strumenti urbanistici, per tutti i piani (ma riduce anche di pi\u00f9, non dice solo piani, dice addirittura progetti) che vadano ad incidere sul territorio, ci vuole la cosiddetta V.A.S., e cio\u00e8 la valutazione ambientale strategica, obbligatoria, pena la nullit\u00e0 del piano.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ne avete sentito parlare? Ne abbiamo mai parlato in Consiglio? No. L&#8217;ho fatto presente qualche giorno fa. Niente! Anche questo \u00e8 un problema che io credo sia difficilmente superabile, non solo per\u00f2 per il Regolamento urbanistico, anche per il PUM. La valutazione la vogliamo acquisire, vogliamo pensare che le leggi si applicano anche in Basilicata? Ditemi voi se un approccio politico pu\u00f2 prescindere da valutazioni di questo tipo. Va bene, comunque non se ne \u00e8 parlato, non \u00e8 importato niente a nessuno; probabilmente sono fuori rotta io, per\u00f2 sull&#8217;argomento, sulla questione io vorrei che il Segretario generale ci fornisse il suo parere, su questa applicabilit\u00e0 anche ai nostri piccoli piani del Decreto Legislativo 152\/06, cos\u00ec come modificato con un ulteriore decreto legislativo del gennaio di quest&#8217;anno. L&#8217;approccio giuridico, finisce qui, ma ce n&#8217;\u00e8 gi\u00e0 fin troppo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Approccio sistemico. Vi facevo cenno prima, che succede alla Regione? Perch\u00e9 noi non possiamo parlare di Regolamento Urbanistico se non diciamo in quale ambito nasce, in che contesto nasce: politico, culturale e giuridico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Regione, nel &#8217;99 &#8211; probabilmente il fidanzamento era incominciato da prima &#8211; s&#8217;innamora di questa nuova filosofia urbanistica, e fa la legge. L&#8217;avranno fatta loro? Se la sono fatta fare? Non lo so! Certo \u00e8 che risponde ad un filone urbanistico molto di moda in quel momento. Dimenticano, per\u00f2, che rimaniamo Basilicata; non siamo l&#8217;Emilia Romagna! Dimenticano questo, perch\u00e9? Perch\u00e9 la Regione Emilia Romagna non ci ha messo nove anni per fare il Regolamento Urbanistico, ma ha fatto i piani strutturali. Dimenticano che siamo in Basilicata e che quindi con calma, per piacere, quando sar\u00e0, poi vediamo&#8230; va bene, andasse avanti il Comune, perch\u00e9 noi non abbiamo tempo. Questo si \u00e8 verificato. Questo \u00e8 l&#8217;approccio della Regione Basilicata al problema urbanistico. Pensate come lo teneva a cuore, da andare a sposare l&#8217;ultimo filone dell&#8217;urbanistica nazionale per poi dimenticare di metterla in esecuzione il giorno dopo&#8230;<\/p>\n<p>Badate bene, per la Carta dei suoli erano previsti tre mesi. E&#8217; meraviglioso! Erano previsti tre mesi, non sono bastati nove anni. Ora non ci vuole pi\u00f9 neanche la Carta regionale dei suoli! Non ci serve! Facciamo direttamente il Regolamento Urbanistico, campiamo altri dieci anni e poi si vede. Questa consiliatura verr\u00e0 meno, probabilmente non faremo in tempo a fare un Piano Strutturale come lo vogliamo, Metropolitano, che mi affascina, ripeto, ma che anche per questo motivo richieder\u00e0 sicuramente pi\u00f9 tempo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Allora, la Regione Basilicata vive questo fidanzamento con la nuova urbanistica, che dura nove anni, dopo di che decide di sposarsi nella maniera meno vistosa. Dice: &#8220;No, non facciamo la Carta dei suoli, scordatevelo, abbiamo altro a cui pensare, non facciamo i piani strutturali, non facciamo &#8211; bellissimo! &#8211; quel documento, il documento preliminare&#8230;&#8221;&#8230; Il documento preliminare, per la stessa definizione, uno si immagina che venga prima di qualsiasi altra cosa, e quindi prima anche del Regolamento Urbanistico. Un documento preliminare che preliminare \u00e8 se lo dobbiamo&#8230;? E va bene, niente. Abbiamo lo strutturale provinciale; non se ne parla neppure: &#8220;Fate i Regolamenti urbanistici, andate avanti voi, perch\u00e9 noi abbiamo da elucubrare altre leggi, probabilmente come questa&#8221;. Bravi!<\/p>\n<p>Dicevo di questo fidanzamento con le filosofie troppo di sinistra da parte della Regione. Perch\u00e9 dico troppo di sinistra? Perch\u00e9 neanche voi, che siete stati gli interpreti del pensiero di sinistra, andate pi\u00f9 tanto d&#8217;accordo con determinate impostazioni, ma credo che sia anche una normale evoluzione della dialettica politica, anche interna ai singoli partiti. Insomma, che cosa si va trovando con questa perequazione? Che i proprietari, e solo loro, paghino la parte pubblica, gli altri no. Se io ho rendite finanziare da morire, no, non pagher\u00f2 niente. Vi farete la strada voi proprietari che volete costruire. E&#8217; giustizia sociale questa? Fatemi capire.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Allora dico: non \u00e8, con le virgolette, ci mancherebbe, non \u00e8 una forma di &#8220;estorsione amministrativa&#8221;? &#8220;Se vuoi costruire, mi costruisci la strada pubblica&#8221;. E&#8217; un approccio che oggi, nel 2008, non \u00e8 pi\u00f9 accettabile; non \u00e8 giustizia sociale questa. Se io ho un pezzettino di terreno, mi dite perch\u00e9 devo subire l&#8217;estorsione di dover regalare qualche cosa ad un Comune che si vuole affrancare dalla spada di Damocle delle espropriazioni?<\/p>\n<p>Sono troppo costose. Scusatemi, noi non lo possiamo dire. Con i soldi che abbiamo speso di espropriazioni (sbagliate), potevamo espropriare tutta la terra che c&#8217;\u00e8 da qui a Rionero in Vulture, tutta la potevamo espropriare! Se avessimo applicato la normativa che c&#8217;era in tema di espropriazioni quello che abbiamo pagato fior di miliardi, lo avremmo pagato pochi milioni!<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Allora, dico, noi oggi non possiamo dire: &#8220;Siamo costretti ad affrancarci dal problema delle espropriazioni&#8221;. &#8220;Grazie &#8211; potrebbe rispondere qualcuno &#8211; se le hai fatte tutte in quella maniera, ci mancherebbe altro! E&#8217; un&#8217;esigenza primaria per voi; ci mancherebbe altro&#8221;.<\/p>\n<p>Sulla perequazione, mi permetterete: a me non scende gi\u00f9, anche perch\u00e9 \u00e8 sensibile a deviazioni, \u00e8 sensibile a momenti di caduta, perch\u00e9 la perequazione &#8211; ci insegnano gli studiosi che l&#8217;hanno immaginata &#8211; si basa principalmente su un accordo con il privato; il che significa che esistono tanti mini rapporti diretti tra l&#8217;Amministrazione pubblica e il singolo privato. Non si sfugge, perch\u00e9 alla fine si deve fare una convenzione, si deve scrivere, e la convenzione avverr\u00e0 tra il singolo privato e&#8230; Quale garanzia abbiamo che venga attuato un sistema assolutamente indifferente ed impermeabile nell&#8217;esclusivo interesse&#8230;? Le stagioni politiche sono tante, poi dopo tanti anni si viene a sapere che semmai qualcosa&#8230; Questo sistema, forse, poteva andare bene in Svezia o in Danimarca, dove i rapporti con la Pubblica Amministrazione nascono freschi, puliti e trasparenti e finiscono cos\u00ec, ma in Italia no.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E allora ci chiediamo: il modello perequativo \u00e8 davvero il migliore? Forse no; per\u00f2 veniamo a noi, lo abbiamo e lo dobbiamo applicare. Quale poteva essere la maniera migliore per applicarlo, se non quella di fare il Piano Strutturale prima? Perch\u00e9? Perch\u00e9 il credito edilizio che un singolo proprietario poteva vantare non andava realizzato pi\u00f9 in sito, andando ad occupare i &#8220;centimetri&#8221; che avanzano in una citt\u00e0 il cui il vizio maggiore, abbiamo detto, \u00e8 l&#8217;esuberanza di cemento, ma poteva essere esatto fuori, in zone di espansione, in zone individuate dalla Carta regionale dei suoli quali naturalmente portate per poter supportare quel tipo di insediamento. Allora ci sarebbe stato un discorso organico; forse la perequazione, in quei termini, la potevamo accettare, visto che comunque la dobbiamo buttare gi\u00f9 come un boccone amaro, almeno io. Pu\u00f2 aversi una seria perequazione senza che sia coinvolto tutto il territorio comunale? Temo di no.<\/p>\n<p>Vado avanti con l&#8217;approccio sistemico. Dice la Legge Regionale che ogni regime di nuovo impianto deve fare i conti con la Carta regionale dei suoli. Lo dice e non \u00e8 stato cancellato con le ultime modifiche. Il nostro \u00e8 un nuovo impianto? Immagino di s\u00ec. Se poi me lo volete chiamare diversamente&#8230; E facciamo finta che non debba fare i conti con la carta regionale dei suoli.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Piani operativi. Sui sette piani ci dobbiamo mettere d&#8217;accordo; ne abbiamo discusso qui; c&#8217;\u00e8 stato anche un dibattito televisivo con il Sindaco. Io ho sostenuto che erano diritti sacrosanti, quelli dei Consorzi; il Sindaco in quella occasione mi ha detto che non gli sembravano assolutamente sacrosanti, tanto \u00e8 vero che si era pensato di farli dopo il Regolamento. Oggi l&#8217;assessore Singetta ci dice che erano diritti acquisiti. Allora mettiamoci d&#8217;accordo: erano acquisiti o non erano acquisiti? Perch\u00e9 se erano acquisiti, noi abbiamo fatto della barbarie giuridica. Poi li andiamo ad approvare oggi come piano operativo senza che sia cambiata una virgola? Ma, scusate, a che gioco giochiamo? Che senso ha, a cosa \u00e8 servito aspettare un Regolamento Urbanistico per poi portarli pari, pari, in numero raddoppiato?<\/p>\n<p>Si usarono parole forti: evitiamo di costruire all&#8217;impazzata, di fare un altro terremoto di cemento in questa citt\u00e0. Oggi li andiamo a fare pari, pari! Rifacciamo pari, pari, dopo aver negato &#8211; badate bene &#8211; un diritto che oggi siamo i pi\u00f9 a dire che era sacrosanto, perch\u00e9 tutti gli interventi di oggi sono stati in questo senso, e con una bella causa sulle spalle. Ve lo ricorder\u00f2 sempre, fino all&#8217;ultimo giorno: noi lasceremo alla prossima consiliatura una bella causa. Ci hanno chiesto 50 milioni di euro; l&#8217;hanno levata quella causa? No! Ancora no. Che cosa lasciamo in eredit\u00e0? Perch\u00e9? Perch\u00e9 dovevano subire il filtro del Regolamento Urbanistico e della nuova filosofia, e sono rimasti uguali.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I piani operativi &#8211; recita la legge regionale &#8211; necessitano di una nuova verifica di coerenza con le previsioni della Carta regionale dei suoli o con le previsioni (le chiama proprio schede tecniche) che sono allegate al Piano Strutturale Provinciale, articolo 15. Allora possiamo fare oggi i piani operativi, se non abbiamo il Piano Strutturale Provinciale? Bisognerebbe fare questa valutazione di coerenza. Non la facciamo? Dice, ancora, che i piani operativi possono essere fatti sulla scorta della previsione del programma triennale dei lavori pubblici. Lo dice la Legge Regionale e questa parte non \u00e8 stata mondata; \u00e8 rimasta pari, pari. L&#8217;abbiamo fatto? A me pare di no, per\u00f2 correggetemi se sbaglio. Il programma triennale dei lavori pubblici non c&#8217;entra niente. Io la legge ce l&#8217;ho sottocchio e ho riportato i vari pezzi, li ho ricopiati, insomma, possiamo leggerla, \u00e8 quella. E poi c&#8217;\u00e8 il rapporto con il PUM. Si pu\u00f2 fare un Regolamento Urbanistico senza PUM?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I dubbi sono sorti a pi\u00f9 di qualcuno. Io non credo che si possa fare, sono interconnessi. E i piani operativi si possono fare prima dell&#8217;approvazione del Regolamento Urbanistico? Sono mille dubbi; mille dubbi che io riporto in assemblea perch\u00e9 ritengo che l&#8217;approccio sia stato sempre ed esclusivamente soltanto tecnico. La Legge Regionale parla pure, nei piani operativi, dell&#8217;asta pubblica; io sinceramente non ho capito bene come funziona il meccanismo dell&#8217;asta pubblica, ma mi ha colpito, perch\u00e9 asta pubblica significa che ci sono pi\u00f9 persone che fanno una serie di proposte diverse e si prende la migliore. E nel nostro piano operativo \u00e8 stato fatto?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non mi sembra che l&#8217;asta pubblica ci sia, nei nostri piani operativi; mi sembra che ci sia gi\u00e0 la convenzione con i privati, invece il piano operativo pare che non possa prescindere da un&#8217;assegnazione del progetto a seguito di un&#8217;asta pubblica che garantisca, ovviamente, il miglior risultato al minor prezzo. Ora la mia critica non \u00e8 pi\u00f9 nei confronti della Regione, che ne ha combinate di cotte e di crude, e penso che siamo tutti d&#8217;accordo, per\u00f2 il problema ora \u00e8 nostro. Possiamo fare un piano operativo senza rispettare la legge? Non lo so, io credo di no.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Approccio politico. C&#8217;\u00e8 stato un trattamento conforme per tutti i proprietari? Io non lo so. Il trattamento delle zone disomogenee non \u00e8 stato obiettivamente conforme. Abbiamo zone disomogenee che si sono fermate, correggetemi se sbaglio, all&#8217;edificato, all&#8217;esistente, come si \u00e8 sentito dire qualche volta, altre zone no. In alcune zone non si \u00e8 data la forma dei fabbricati sul territorio, si \u00e8 tirata una linea dritta. Mi diceva un architetto, qualche giorno fa, che quando si fa un piano difficilmente si fanno troppe curve, insenature, ecc.; si fanno delle linee pi\u00f9 o meno dritte, perch\u00e9 ha un senso. Questo Regolamento Urbanistico no, per\u00f2 a volte ci sono zone disomogenee trattate diversamente. Abbiamo affrontato la questione in Commissione e mi pare ci fosse anche un emendamento che andava a migliorare questa situazione.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 stato un trattamento conforme per tutti? Non lo so. Il mio impegno politico \u00e8 in questi termini: che sia garantito questo prima di ogni altra cosa. Che ci siano dei dubbi su un trattamento conforme per tutti lo testimoniano anche gli 87 emendamenti, perch\u00e9 molti degli emendamenti andavano a sanare delle pi\u00f9 o meno evidenti sperequazioni. Oggi noi abbiamo anche un problema di tipo tecnico-politico, quello di dover approvare un Regolamento Urbanistico che \u00e8 stato &#8211; perdonatemi il termine &#8211; violentato da 87 emendamenti. Io mi chiedo pure se il disegno tecnico originario rimanga confermato approvando gli 87 emendamenti o no.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; un problema serio per me, che discuto per problemi generali e non mi fermo al particolare, perch\u00e9 altrimenti stiamo continuando quel discorso cos\u00ec come lo aveva cominciato Campos Venuti in Commissione quando attestava che la politica fa dei compromessi. Allora stiamo continuando a fare compromessi? Io non voglio che si faccia a tutti i costi un compromesso quando questo non risponde e non d\u00e0 tutte le garanzie politiche che noi dobbiamo pretendere.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Come \u00e8 stata disegnata, allora, la cinta urbana dell&#8217;esistente? Io un criterio &#8211; e in Commissione qualche volta ho fatto la domanda &#8211; non l&#8217;ho avuto; non l&#8217;ho avuto perch\u00e9 si diceva: &#8220;No, ma l&#8217;esistente \u00e8 questo&#8221;, per\u00f2 poi quando c&#8217;era l&#8217;eccezione si diceva: &#8220;Ma qua l&#8217;esistente \u00e8 un altro&#8221;; io una risposta, francamente, non l&#8217;ho avuta. Questa domanda l&#8217;ho ripetutamente fatta anche ai colleghi in Terza Commissione, ma la risposta io non l&#8217;ho avuta.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dicevo: il documento preliminare a tutti, anche al Regolamento Urbanistico, alla Carta dei suoli, che dovrebbe prevedere, all&#8217;articolo 10, la perimetrazione dei sistemi. Mi hanno impressionato questi termini, perch\u00e9 la Legge Regionale, se fosse stata applicata immediatamente, avrebbe anche ammorbidito quei difetti che, secondo me, ha un sistema perequativo, perch\u00e9 comunque aveva un suo <em>excursus<\/em> normale, logico, sensato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Carta regionale dei suoli &#8211; articolo 10 &#8211; disegna la perimetrazione dei sistemi; tra i sistemi parla di quello ecologico e anche di quello insediativo. Ma che significa sistema insediativo, se non la citt\u00e0? Allora chi la deve disegnare: la Carta regionale dei suoli o il Regolamento Urbanistico? Si contraddice, il Legislatore. Ma noi che cosa facciamo? Seguiamo l&#8217;articolo 10 o l&#8217;articolo 35? Lo scegliamo noi? E&#8217; una facolt\u00e0 di questo Comune? Doveva essere perimetrata l\u00ec.<\/p>\n<p>&#8220;Piano Strutturale Comunale. Contiene il quadro conoscitivo dei sistemi (c&#8217;\u00e8 anche quello insediativo)&#8221;. E&#8217; l&#8217;articolo 14. Non c&#8217;entra niente? Non lo so. La lettera g) dell&#8217;articolo 14 dice: &#8220;La definizione delle dimensioni massime ammissibili degli insediamenti&#8221;. Il Piano Strutturale Comunale ha un senso che debba essere redatto prima, \u00e8 ovvio, perch\u00e9 va anche a definire le dimensioni massime ammissibili degli insediamenti e non pu\u00f2 essere che cos\u00ec, perch\u00e9 soltanto uno strumento di livello superiore, che affronta i temi in una maniera pi\u00f9 generale, pu\u00f2 dirci come dovremo andare a disegnare la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Se, invece, disegniamo la citt\u00e0 come vogliamo noi, senza che ci sia stata neanche dettata la dimensione massima ammissibile degli insediamenti, andiamo ad ingolfarla ancora di pi\u00f9 di cemento, perch\u00e9 \u00e8 matematico che questo succeda. Se mi venite a dire che si faranno 12-13 mila stanze in pi\u00f9, ed \u00e8 certificato che si faranno queste stanze, non potete pi\u00f9 venirmi a dire che Potenza \u00e8 una colata di cemento, perch\u00e9 ne stiamo facendo una che ne prevede di pi\u00f9. Si dice: &#8220;Ma prevede pure le strutture&#8221;, ma dove le avete prese le strutture? S\u00ec, ci sar\u00e0 pure qualche garage in pi\u00f9, ma la filosofia nuova dove sta, se continuiamo a fare cemento? Mi dite dove sta la filosofia nuova? La rivoluzione Copernicana dov&#8217;\u00e8, se continuiamo a costruire cemento?<\/p>\n<p>Si dice: &#8220;Ma si abbassa il prezzo del mattone&#8221;. Alt! Feci una domanda specifica a Campos Venuti &#8211; ve lo ricordo ancora una volta -: &#8220;Ma si calmierer\u00e0 il prezzo delle case?&#8221;, &#8220;Scordatevelo!&#8221; mi ha detto, in maniera decisa, aggiungendo: &#8220;Questi sono problemi della provincia e non degli urbanisti&#8221;. E diede anche una bella spiegazione, accompagnato dal professor Oliva sull&#8217;argomento, sul perch\u00e9 non si sarebbe abbassato il prezzo del mattone.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, poi, il Piano Strutturale Comunale deve definire le dimensioni massime ecc.? Perch\u00e9 deve garantire la realizzazione entro tempi coerenti con i programmi triennali, cui facevo cenno poco fa. Allora noi oggi che stiamo facendo? Commenti sulla Legge Regionale (ne ho riportato uno): &#8220;La ripartizione equa tra propriet\u00e0 privata dei gravami derivanti dalla realizzazione della parte pubblica della citt\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Traduciamolo: voi proprietari vi dividete il peso del costo della parte pubblica della citt\u00e0. Io, cittadino che guadagno &#8211; e mi meraviglio, perch\u00e9 un sistema di sinistra questo lo doveva superare &#8211; 150 mila euro al mese, che pago un sacco di tasse che per\u00f2 non vengono utilizzate per darmi gli standard pubblici&#8230; Questo \u00e8 il sistema contorto nel quale viviamo perch\u00e9 noi paghiamo un sacco di tasse, ma non si traducono in quei servizi nei quali si dovrebbero tradurre!<\/p>\n<p>Una strada la pago con le tasse? Sappiamo che con le buste paga non si arriva a fine mese; abbiamo pagato la strada? No, quella non era inclusa! Quella la pagheranno quei poveretti dei proprietari, che diventano cos\u00ec una categoria da proteggere. Io mi chiedo anche se questo sistema perequativo vada d&#8217;accordo con l&#8217;articolo 3 della Costituzione: qua c&#8217;\u00e8 un trattamento diverso, cio\u00e8 una parte dei servizi pubblici \u00e8 esclusivamente a carico dei proprietari, della propriet\u00e0 privata. Ma io non lo so!<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Marcello ha toccato da par suo il problema della partecipazione. Noi non abbiamo avuto una partecipazione seria, per quanto i tentativi posti in essere dal Presidente della Terza Commissione siano stati notevoli, io dico anche da parte del Comune. Per\u00f2 che tipo di partecipazione siamo andati a sollecitare? Siamo andati a sollecitare la partecipazione &#8211; qualche volta ottenendola (vedi le riunioni, le assemblee degli interessati alle zone aperte) &#8211; su temi particolari, siamo andati a sollecitare la partecipazione quando si andava a discutere di qualcosa di relativo ad una piccola zona. No, non \u00e8 quella la partecipazione che pretende la legge, scusatemi, eh! La partecipazione \u00e8 un&#8217;altra: \u00e8 alle scelte grandi, \u00e8 alle scelte generali, \u00e8 ad una scelta sul verde che bisogna far partecipare.<\/p>\n<p>Mi si dice: &#8220;Ma quelli non vengono&#8221;. No, un momento; la partecipazione deve essere indotta, ed allora si fanno dei tavoli programmati dal Comune ai quali si invitano formalmente associazioni, ordini professionali, comitati di proprietari&#8230; tutti, perch\u00e9 si partecipi all&#8217;organizzazione del disegno globale della citt\u00e0, non a discutere se in questo rione faremo una strada, una chiesa o una scuola. Quelli sono particolari che devono essere destinati esclusivamente agli uffici. Le grandi scelte sulle quali si deve partecipare sono quelle serie: come vogliamo la citt\u00e0? La vogliamo con pi\u00f9 verde, la vogliamo con pi\u00f9 cemento o la vogliamo in maniera diversa? Sono quelle le scelte sulle quali la sollecitazione nei confronti della partecipazione \u00e8 doverosa perch\u00e9 lo prevede la legge, ma \u00e8 moralmente ancora pi\u00f9 doverosa, nel momento in cui dobbiamo andare a condividere il futuro di questa citt\u00e0 con qualcuno, e cio\u00e8 con chi la dovr\u00e0 abitare.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Dicevo che abbiamo sollecitato una partecipazione di tipo pi\u00f9 interessato, localistica. Ben venga anche quella, ci mancherebbe altro! Ma non \u00e8 quella che conta, \u00e8 un&#8217;altra. Manca, secondo me, a questo Regolamento Urbanistico un progetto organico che ci faccia guardare alla citt\u00e0 in maniera diversa. Io chiedo: quali erano i momenti di caduta forte di questa citt\u00e0? Siamo subito d&#8217;accordo: troppo cemento, pochi standard, zero verde. Pi\u00f9 o meno \u00e8 questo, e poi il problema della casa, ovviamente. Dico: sono questi i problemi attorno ai quali, secondo me, bisognava architettare un disegno organico per vedere la citt\u00e0 del futuro. Siamo sicuri di aver fatto questo? Io non credo proprio, perch\u00e9 se alla fine il polmone verde&#8230;<\/p>\n<p>Su questo Campos Venuti non ha potuto tacere e l&#8217;ha dovuto dire: &#8220;Un momento, voi avete immaginato un bel polmone verde, per\u00f2 ci dovete spendere un sacco di soldi, dovete metterci milioni e milioni di alberi, se no scordatevi il polmone verde!&#8221; e noi, con il Regolamento Urbanistico, diamo questa garanzia alla citt\u00e0 o no? Non la diamo, non li abbiamo i soldi per fare il polmone verde l\u00ec, per piantare centinaia di migliaia di alberi. Allora ci siamo presi in giro? Il verde va trattato diversamente, ci vogliono dei percorsi. La Legge Regionale, tra le cose buone, dice anche questa: &#8220;Prima di tutto pensate all&#8217;ambiente, prima di tutto pensate al verde&#8221;. Per noi \u00e8 un discorso che \u00e8 stato troppo residuale, relegato, nelle relazioni di presentazione, in un angolino, dopo di che andiamo a discutere di polmone verde e di parchi.<\/p>\n<p>Parchi, a Potenza &#8211; lo sappiamo perfettamente -, non ce ne sono, ci sono delle ville, pi\u00f9 o meno attrezzate. E&#8217; stato fatto uno studio per garantire un sistema ecologicamente valido esclusivamente attraverso la realizzazione del polmone verde del Vallone di Santa Lucia? No, io non l&#8217;ho letto. Ed allora che cosa devo pensare? Che avanzava quello. Dove \u00e8 avanzato spazio si \u00e8 fatta la zona verde. Io, purtroppo, devo arrivare a questa considerazione perch\u00e9 non trovo un discorso logico di costruzione di un verde fatto in maniera diversa. Avreste dovuto spiegarmi che, avendo come problema principale quello del verde in citt\u00e0 (perch\u00e9 il problema del verde in citt\u00e0 \u00e8 un problema importante), partendo da questo presupposto, lo avete risolto in quella maniera perch\u00e9 ritenete che sia l&#8217;unica, spiegandomelo anche con un minimo di scientificit\u00e0. No. Avanzava quello e l\u00e0 ci facciamo il polmone verde, tra l&#8217;altro andando ad erodere pezzettini di terra al polmone verde, perch\u00e9 si costruisce pure nel Vallone di Santa Lucia (mi pare che sia previsto pure un centro direzionale) e quindi questo crea confusione su qual era l&#8217;obiettivo e se effettivamente lo realizzeremo attraverso questo Regolamento Urbanistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Allora dico: d\u00e0 le risposte che chiedevamo? Non credo. Si abbasser\u00e0 il prezzo della casa? Boh! Si realizzer\u00e0 molta edilizia pubblica, economica e popolare? Boh! Che tempi ci sono di realizzazione? Boh! Il polmone verde di Santa Lucia quando diventer\u00e0 polmone verde? Domani, dopodomani, il mese prossimo o fra quattro anni ancora dovremo piantare il primo albero? Non lo sappiamo questo, perch\u00e9 il Regolamento Urbanistico non ce lo dice.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0, allora, che stiamo perdendo un&#8217;occasione? Visto che bisognava fare miracoli, in base ad una decisione regionale che dire scellerata \u00e8 poco, perch\u00e9 ha indotto i Comuni a munirsi del Regolamento Urbanistico senza aver dettato le linee generali (\u00e8 una cosa gravissima), in questo contesto nel quale siamo costretti ad operare, forse non abbiamo perso un&#8217;occasione non ponendoci come obiettivi principali quelli che la citt\u00e0 ci chiedeva? Quelli che noi avevamo individuato come problemi principali?<\/p>\n<p>Torno a ripetere: problema della casa, problemi degli standard, problema del verde, eccessiva cementificazione. Sono i quattro punti fondamentali attorno ai quali avremmo potuto sviluppare un discorso, pur con le mille difficolt\u00e0 che il nostro beneamato Legislatore ha pensato di lasciarci in eredit\u00e0. Queste sono le riflessioni che io ho voluto portare al Consiglio, riflessioni che sono il frutto di una mia tendenza, per la verit\u00e0 molto altalenante: in questi mesi alternavo momenti di entusiasmo per lo strumento urbanistico che andavamo ad adottare a momenti di totale critica; non mi sono dato ragione di tante scelte, alla fine mi \u00e8 sembrato che il momento tecnicistico, il momento della costruzione necessitata di tot fabbricati, fosse lo scopo principale al quale pervenire.<\/p>\n<p>Non era questo l&#8217;obiettivo che ci eravamo posti all&#8217;inizio e, se il risultato dovesse essere solo questo, allora dovremmo certificare che effettivamente abbiamo perso una grandissima occasione. Di epocale c&#8217;\u00e8 solo una cosa: questo strumento rimarr\u00e0 operativo per molti anni; non sappiamo se verr\u00e0 attuato o se rimarr\u00e0 inattuato come il Piano Regolatore Generale. Qualcuno ha detto che anche di quello si disse che era il meglio che ci poteva essere. Che cosa ci diremo tra qualche anno? Non lo so. Chiss\u00e0 se, visto che la legge regionale ha consentito tante fustigazioni&#8230;<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>PETRULLO<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo \u00e8 il contributo che ho inteso dare, senza voler demolire niente, per\u00f2 con il massimo del senso critico che ho ritenuto doveroso da parte di un&#8217;Opposizione, ma prima che di un&#8217;Opposizione da parte di un consigliere che cerca di fare fino in fondo il suo dovere. Grazie.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie a lei, Collega. Come vede, le abbiamo consentito di recuperare il tempo risparmiato dagli altri; per\u00f2 \u00e8 stato comunque utile ascoltarla. La parola al collega Galante, con la preghiera di recuperare rispetto a Luciano Petrullo.<\/p>\n<p>GALANTE P.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie, Presidente. Io direi che il pomeriggio \u00e8 stato ricchissimo, per cui arriviamo alla fine ancora in tanti, per\u00f2 sufficientemente stanchi. Io sono &#8211; come dire &#8211; assalito da qualche dubbio perch\u00e9 i Colleghi che mi hanno preceduto sono tutti componenti della Terza Commissione, persone che, in questi ultimi mesi, hanno dedicato tantissimo tempo a questo Regolamento Urbanistico, che hanno lavorato molto, che hanno sviscerato le tante problematiche, analizzato aspetti&#8230; per cui chi non \u00e8 cultore della materia qualche dubbio e qualche perplessit\u00e0 in pi\u00f9 degli altri \u00e8 normale che l&#8217;abbia, qualche preoccupazione \u00e8 altrettanto normale che l&#8217;abbia.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io, ad ogni buon conto, come hanno fatto gli altri, mi associo ai ringraziamenti fatti al Presidente Rinaldi e alla Commissione. Personalmente consentitemi di fare un ringraziamento in pi\u00f9 a Rocco Continolo, perch\u00e9 ha avuto la pazienza di trasferirmi, nonostante la mia difficolt\u00e0 di approccio alla materia, gran parte delle cose fatte in Commissione, dandomi uno strumento in pi\u00f9 per poter capire quanto sia difficile.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; vero, \u00e8 stato difficile ed io ne sono consapevole. Che cosa dirvi? Io ho seguito quasi tutti gli interventi, se non tutti, ed ho qualche perplessit\u00e0. Mi piacerebbe &#8211; siccome sono un inguaribile ottimista &#8211; recuperare il 5% dell&#8217;intervento di Michele Graziadei, perch\u00e9 io amo le costruzioni, cio\u00e8 amo le cose positive, il costruire insieme, il fare percorsi, per cui mi dimentico del restante 95%, non perch\u00e9 non mi piaccia, ma perch\u00e9 credo che esista una eterna dicotomia tra ci\u00f2 che viene prima e quello che viene poi, tra ci\u00f2 che \u00e8 nuovo e ci\u00f2 che \u00e8 vecchio, tra ci\u00f2 che \u00e8 Amministrazione e ci\u00f2 che \u00e8 continuit\u00e0 nell&#8217;Amministrazione&#8230;sono tanti i temi dove poi la sintesi, in fondo, per chi come noi ha scelto di fare politica, \u00e8 la politica stessa. E la sintesi probabilmente, come dici tu, \u00e8 quel 5%.<\/p>\n<p>Io ti ho ascoltato con la dovuta attenzione e mi sono anche reso conto delle tante cose da te dette. Da alcune trapelava anche un po&#8217; di amarezza non per aver fallito, ma per aver tentato di fare e, probabilmente, per non avere portato a casa una serie di risultati. Molte volte non \u00e8 neanche dipeso da noi perch\u00e9 sono stati altri a decidere su quello che veniva fatto in quel momento, per\u00f2 l&#8217;impegno di questa Amministrazione, visto che c&#8217;ero anche nei cinque anni precedenti, \u00e8 stato quello di tentare di dare delle risposte a questa citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ritengo, infine, che l&#8217;errore pi\u00f9 grave che noi potessimo fare era quello di non far nulla, non scegliere \u00e8 il peggio che un politico possa fare nell&#8217;interesse della citt\u00e0. Non scegliere significa non dare risposte; poi potremmo anche aver sbagliato, per\u00f2 aver fatto una scelta, aver prodotto in questo anno e mezzo un Regolamento Urbanistico che &#8211; piaccia o non piaccia &#8211; si propone una serie di risultati da conseguire, mi sembra che sia assumersi una responsabilit\u00e0, e questo \u00e8 compito della politica; \u00e8 compito della politica governare i processi, governarli nel migliore dei modi guardando all&#8217;interesse di un&#8217;intera collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Come ci ricordava Luciano Petrullo &#8211; che \u00e8 oratore affabile, piacevole da ascoltare, per cui il tempo in pi\u00f9 che ha preso in fondo ci ha dato anche soddisfazione &#8211; quando ci diceva che la nostra legge regionale \u00e8 una legge&#8230; pi\u00f9 che di sinistra io la chiamerei &#8220;riformista&#8221;, mi piace di pi\u00f9, questo fatto, della legge di sinistra&#8230;<\/p>\n<p><em>Fase interlocutoria<\/em><\/p>\n<p>GALANTE P.<\/p>\n<p>Ma no, non perch\u00e9&#8230; Mi piace immaginarla come legge riformista, ma non mi scandalizzerei se la Regione Basilicata avesse inteso far propria una corrente di pensiero dell&#8217;urbanistica vicina alla Sinistra. La cosa non mi crea alcuno scompenso. Dico: grazie a Dio, i modelli non sono i modelli di alcune leggi nazionali, come quella sul falso in bilancio; sarebbe grave quello, non quell&#8217;altro! Meno male che non \u00e8 la &#8220;salvapreviti&#8221; il modello, meno male che il modello non \u00e8 quello delle leggi <em>ad personam,<\/em> dei decodificatori digitale terrestre, meno male che i modelli sono altri, e qualche volta, se sentiremo che questo \u00e8 un modello di sinistra, non succeder\u00e0 nulla. E&#8217; un modo di interpretare.<\/p>\n<p>La Regione Basilicata ha voluto interpretare in una certa maniera e discuteremo se quell&#8217;interpretazione \u00e8 un&#8217;interpretazione riformista che guarda ad alcuni bisogni e ad alcune innovazioni, per\u00f2 \u00e8 anche vero &#8211; e di questo ti do atto, Luciano &#8211; che, a distanza di nove anni, qualche dubbio pure dovremmo porcelo. Ci arriviamo in ritardo? Ci arriviamo in ritardo, o ci arriviamo &#8211; direi meglio &#8211; compatibilmente con una produzione normativa che passa attraverso la legge del &#8217;99, attraverso il suo regolamento di attuazione del 2003 fino alla circolare esplicativa del novembre 2006, per giungere alle ultime innovazioni della Finanziaria 2008 della Regione Basilicata.<\/p>\n<p>Per\u00f2 dico: tu poni, nell&#8217;approccio pi\u00f9 giuridico, una serie di problematiche sulla costituzionalit\u00e0 della norma che, a mio avviso, hanno goduto dell&#8217;attenzione e del visto di legittimit\u00e0 del Commissario di Governo, che non ritengo essere persona sprovveduta a tal punto da non poter rilevare alcune censure di costituzionalit\u00e0 della norma nella parte perequativa, in quella parte dedicata alla perequazione che, a mio avviso, resta uno strumento per raggiungere obiettivi e finalit\u00e0 importanti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sono sempre stato convinto che i sette piani operativi, di cui tutti abbiamo discusso, rappresentassero dei diritti puntuali, tant&#8217;\u00e8 che anche in questo caso bene fa l&#8217;Amministrazione a recuperarli, per\u00f2 ritengo che ci sia una novit\u00e0, nel senso che una parte dei piani sicuramente recupera un concetto nuovo, il concetto perequativo, nel senso che con il piano operativo noi recuperiamo la possibilit\u00e0 di acquisire una serie di suoli da destinare all&#8217;edilizia sociale che prima (ancorch\u00e9 prevista come edilizia sociale cooperativa) restava nella gestione e nella titolarit\u00e0 dei proprietari dei suoli.<\/p>\n<p>Oggi, con i piani operativi, facciamo un passo diverso: all&#8217;Amministrazione Comunale, attraverso il sistema della perequazione, che si coniuga con quello della compensazione, si permette di risolvere il problema degli espropri, anche se non a titolo gratuito, perch\u00e9 la concessione di maggiori cubature, ovviamente, \u00e8 un prezzo che si paga ai proprietari dei suoli. Il problema degli espropri \u00e8 stato &#8211; e noi lo sappiamo, e credo ci sia una commissione che si sta occupando di un tema cos\u00ec delicato &#8211; quello di come si portano a termine in maniera corretta le procedure espropriative, quanto queste siano costate e quanto abbiano influito sui bilanci di questa Amministrazione.<\/p>\n<p>Non possiamo far finta che tutto questo sia nulla. Questo \u00e8 uno degli elementi pi\u00f9 delicati che va coniugato necessariamente con le risorse finanziarie dell&#8217;Ente in un periodo che possiamo definire non di vacche magre&#8230; ci sono le ossa ormai! Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente, pertanto riuscire a recuperare, senza ulteriori esborsi, dei suoli da destinare alla politica abitativa di natura sociale mi sembra che sia un importante passo in avanti che gi\u00e0 da s\u00e9 giustifica un impianto. Quello che abbiamo sempre rimproverato \u00e8 che la politica abitativa nella citt\u00e0 di Potenza, e in particolare la politica abitativa sociale, ha un deficit ventennale.<\/p>\n<p>Noi abbiamo sempre detto questo, ed \u00e8 uno degli elementi per cui calmierare i prezzi \u00e8 sempre stato impossibile, perch\u00e9 si \u00e8 costretti tutti, indistintamente, a ricorrere alla casa privata, anche con sacrifici enormi, con sacrifici che comportano oggi, dopo quattro aumenti di tassi ufficiali di sconto da parte della Banca Centrale Europea, che famiglie intere siano impegnate in maniera sovradimensionata a restituire questi soldi, con tassi che non sono pi\u00f9 quelli di tre o di quattro anni fa, pur di avere la certezza di un tetto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Credo che questo non sia elemento di poco conto. Questo strumento urbanistico \u00e8 in grado di cogliere gi\u00e0 questo aspetto, e credo che sia una risposta ad un bisogno radicato, sentito, forte di questa citt\u00e0. Dunque gli elementi nuovi del Regolamento sono, s\u00ec, la compensazione, la perequazione, ma anche gli standard. Sugli standard vi \u00e8 un discorso serio, attento, per quello che io ho potuto capire dalle interlocuzioni, dalle discussioni fatte con alcuni consiglieri della Terza Commissione.<\/p>\n<p>Gli standard servono a migliorare la qualit\u00e0 della nostra vita; servono a rendere una citt\u00e0 pi\u00f9 vivibile; servono a riconoscere ai cittadini la possibilit\u00e0 di parcheggiare, la possibilit\u00e0 di godere del verde, la possibilit\u00e0 di avere dei marciapiedi. Ancora oggi, se ci accostiamo a Via del Gallitello (tanto per dirla fino in fondo, agli ambulatori Madre Teresa di Calcutta), ci rendiamo conto di come il disordine e il caos regnino in quella via, che ha bisogno pi\u00f9 che mai di una rivisitazione che tenga presente che c&#8217;\u00e8 bisogno di parcheggi, che c&#8217;\u00e8 bisogno di verde, che c&#8217;\u00e8 bisogno di marciapiedi.<\/p>\n<p>Lo sforzo &#8211; ed io di questo do atto agli uffici &#8211; \u00e8 stato quello di cercare di recuperare questa migliore vivibilit\u00e0. Mi \u00e8 sembrato di capire, anche dal tenore degli emendamenti, che la Commissione in qualche misura ha rafforzato questa tendenza, cercando di salvaguardare una serie di aree verdi o le aree verdi nel loro complesso, proprio in una logica che \u00e8 quella non di cementificare tout court, ma quella di far salvi nel centro urbano gli spazi di verde che sono necessari.<\/p>\n<p>La nostra \u00e8 una citt\u00e0 complessa e complicata. E&#8217; complessa perch\u00e9 ha una funzione di servizio per l&#8217;intera regione che la rende difficile. Si \u00e8 tanto parlato di &#8220;Potenza apre&#8221;, &#8220;Potenza citt\u00e0 regione&#8221;, &#8220;Potenza citt\u00e0 dei servizi&#8221;&#8230; \u00e8 dunque una funzione che deve svolgere, una funzione che la porta ad ospitare 120 mila persone nei giorni di lavoro, o 110 mila, per poi la sera tornare ad essere 70 mila. Questa \u00e8 la verit\u00e0. C&#8217;\u00e8 l&#8217;Universit\u00e0, c&#8217;\u00e8 l&#8217;ospedale, ci sono i centri regionali di maggiore rilevanza&#8230;<\/p>\n<p>Diventa, poi, complicata perch\u00e9 orograficamente \u00e8 complicata questa citt\u00e0, perch\u00e9 ha un disegno particolare, perch\u00e9 si sviluppa tra vallate e colline. E&#8217; una citt\u00e0 che ha una complessit\u00e0 sicuramente di rilievo. Dove, probabilmente, potevamo fare qualcosa di pi\u00f9 con il Regolamento Urbanistico? Forse nella parte legata pi\u00f9 al marketing territoriale, quella parte pi\u00f9 dedicata allo sviluppo, quella parte che dovrebbe essere l&#8217;elemento di propulsione della produzione della ricchezza, perch\u00e9 laddove c&#8217;\u00e8 produzione di ricchezza vengono messi in circolazione flussi finanziari che significano, inevitabilmente, maggiore benessere.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io credo che su questa particolarit\u00e0, sullo sviluppo, non abbiamo colto fino in fondo ci\u00f2 che la circolare del novembre 2006, sostanzialmente, ci diceva, cio\u00e8 che in presenza di aree industriali o con vocazione promiscua (direzionale, artigianale ecc.), attraverso il Regolamento Urbanistico, e fuori dalla cinta urbana, potevano immaginarsi una serie di insediamenti tesi allo sviluppo ed in particolare rivolti all&#8217;artigianato di servizio e quant&#8217;altro. Probabilmente in qualcosa abbiamo mancato, ma io credo che avremo strumenti e tempo per poter dare, anche l\u00ec, una risposta pi\u00f9 puntuale, pi\u00f9 precisa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Certo \u00e8 che se il Piano Regolatore dell&#8217;89 \u00e8 stato realizzato nella misura del 28%, a distanza di venti anni, evidentemente c&#8217;\u00e8 qualcosa che non funziona in quel piano; sostituire uno strumento che aveva una serie di previsioni non diventa improvvisamente necessit\u00e0 di un&#8217;Amministrazione. Diventa necessit\u00e0 di un&#8217;Amministrazione quando ad un bisogno dei cittadini non vi \u00e8 pi\u00f9 risposta. Se quel piano \u00e8 stato realizzato in una percentuale che non voglio definire ridicola, ma sicuramente non quella delle aspettative, se quel piano \u00e8 stato realizzato nella misura del 28%, c&#8217;\u00e8 qualcosa che in quel piano non ha funzionato, non fosse altro che per il trascorrere del tempo. Gi\u00e0 il solo trascorrere del tempo permette, a mio avviso, che uno strumento inevitabilmente invecchi e non sia pi\u00f9 adeguato ai tempi, alle esigenze di una collettivit\u00e0 ed alle esigenze dei cittadini.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Torno a ripetere che ho ascoltato con attenzione i tanti interventi, quasi tutti interventi di componenti della Terza Commissione, e riconosco la difficolt\u00e0 ad inoltrarsi in un campo difficile come questo, ma \u00e8 compito della politica governare tutti i processi e se siamo qui \u00e8 perch\u00e9 abbiamo scelto di fare politica. Governare processi che siano di sviluppo e di crescita per questa collettivit\u00e0, ci impone soltanto un comandamento imperativo, in buona sostanza: essere convinti che attraverso questo strumento si fanno gli interessi della nostra collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io credo che questo strumento sia stato fatto con la dovuta attenzione da parte degli uffici; \u00e8 stato poi ripensato ed integrato con la dovuta attenzione da parte della Commissione, che ha fatto un lavoro serio, proficuo, intelligente perch\u00e9, come ci hanno ricordato &#8211; anche se non ce ne era bisogno -, si \u00e8 guardato agli interessi di questa collettivit\u00e0. Sarebbe paradossale per chiunque, di Maggioranza o di Opposizione, avere delle riserve su questo. Io credo che non ci siano spazi per avere delle riserve su questi temi. Credo che quello che si \u00e8 fatto, si \u00e8 fatto veramente perch\u00e9 si voleva finalmente dare una svolta, perch\u00e9 certi errori del passato non si ripropongano in una citt\u00e0 che vuole essere punto di riferimento per l&#8217;intera regione Basilicata e non solo, perch\u00e9 ha una sua centralit\u00e0 proprio rispetto al Mezzogiorno.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io concludo, Presidente, sperando &#8211; perch\u00e9 questa \u00e8 davvero una speranza &#8211; che questo non sia stato un esercizio di sperimentazione, perch\u00e9 questa citt\u00e0 ha bisogno di tutto fuorch\u00e9 di sperimentazione. Ha bisogno, probabilmente, di poche cose puntuali, precise e, come gi\u00e0 detto, del recupero di quelle qualit\u00e0: la compensazione, la perequazione, gli standard. Sono poche cose puntuali. Se ci perdessimo nella sperimentazione faremmo, probabilmente, male. Io sono convinto che l&#8217;operativit\u00e0 di questo strumento non avr\u00e0 bisogno dei tanti anni che pure Luciano Petrullo ci ha, in termini di prospettiva, indicato.<\/p>\n<p>Mi auguro davvero che sia, alla fine, uno strumento utile. Lo voglio credere fino in fondo, perch\u00e9 io non ho la presunzione (ma credo che non fosse neanche quella di Raffaele Rinaldi) di essere ricordato nella storia di questa citt\u00e0 per aver fatto delle cose&#8230; io vorrei essere ricordato, come tutti voi, probabilmente, con affetto da parte dei nostri concittadini per aver loro fornito uno strumento utile. Gi\u00e0 questo sarebbe sufficiente e mi gratificherebbe per il tempo, per gli anni dedicati con tanto piacere alla politica. Grazie.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie a Lei, collega Galante. Devo dare la parola al collega Napoli, che in un primo momento si era gentilmente offerto di intervenire solo in dichiarazione di voto. Ha il diritto di intervenire; prego, Collega.<\/p>\n<p>NAPOLI<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo invito ad esercitare la mia facolt\u00e0 \u00e8 quasi anche un invito a ridurre, sotto il profilo temporale, l&#8217;intervento. Cercher\u00f2 di accontentare il Presidente e l&#8217;intero Consiglio. Capir\u00e0 bene, per\u00f2, il Presidente che di fronte ad un evento cos\u00ec importante era inevitabile che prendessi la parola, e dico subito che quello che ci rester\u00e0, al di l\u00e0 della conclusione che vedr\u00e0 questo provvedimento, \u00e8 senz&#8217;altro il rapporto &#8211; Sindaco, mi creda &#8211; cordiale, ottimale che si era creato all&#8217;interno della Commissione.<\/p>\n<p>Lo dico perch\u00e9 \u00e8 stato un momento importante, in cui tra galantuomini, tra persone che guadavano davvero al bene della citt\u00e0, \u00e8 stato stretto un patto non scritto, quello di lavorare quotidianamente con impegno, con seriet\u00e0 per cercare di offrire il nostro contributo migliore, che potesse caratterizzare poi il Regolamento Urbanistico, senza nasconderci le difficolt\u00e0, la complessit\u00e0 di una materia alquanto difficile da metabolizzare, da affrontare, da approfondire, cercando in ogni occasione (gli uffici ne sono testimoni) ogni minimo supporto capace quanto meno di sminuire i nostri disagi, le nostre perplessit\u00e0, le nostre preoccupazioni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ebbene, al di l\u00e0 di come andr\u00e0 a finire con l&#8217;approvazione dell&#8217;adozione o meno di questo provvedimento, rester\u00e0 certamente questo elemento importante nella mente di chi parla, ma anche di tutti i componenti della Commissione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cosa si \u00e8 pensato di fare, Sindaco? Lo dico senza timore di smentita. Si \u00e8 pensato di mettere da parte le appartenenze politiche e cercare davvero di cimentarci con i problemi reali, con le esigenze che la citt\u00e0, che la comunit\u00e0 chiedeva di affrontare; si era immaginato di pensare un Regolamento Urbanistico capace di dare alla citt\u00e0 un nuovo disegno di tipo organico, di tipo strutturale.<\/p>\n<p>Ci siamo accorti subito delle difficolt\u00e0, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 dubbio alcuno che, in un corretto iter procedimentale, necessitassimo &#8211; lo hanno detto bene coloro i quali mi hanno preceduto -, innanzitutto, di confrontarci con una legge, quella regionale, che avrebbe dovuto imporre non l&#8217;adozione, da parte dei Comuni, del Regolamento Urbanistico, bens\u00ec quella di un piano strutturale capace di dettare alcune linee guida sulle quali, poi, i Comuni dovevano cimentarsi per disciplinare il particolare.<\/p>\n<p>Tutto questo non \u00e8 stato possibile. Colpa della Regione, colpa dei ritardi, colpa di altri Enti&#8230; Non ci \u00e8 sfuggito, neanche in quel momento, che purtroppo la funzione dei Comuni &#8211; e questo \u00e8 un tema che il Presidente dell&#8217;ANCI regionale deve porre sul tavolo della discussione politica &#8211; \u00e8 semplicemente quella di attuare, mentre diversi dovrebbero essere il compito e la funzione dell&#8217;Amministrazione comunale e dei Comuni, volano di sviluppo non solo economico ma anche sociale di un territorio, di una comunit\u00e0. Si \u00e8 pensato, allora, di migliorare, per quanto possibile, questo strumento.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qualcuno, se non sbaglio il collega Galante, sul finire del suo intervento, diceva che non c&#8217;\u00e8 peggiore decisione che quella del non scegliere; probabilmente ha ragione, anzi sicuramente ha ragione. Facciamo per\u00f2, Sindaco, in maniera tale da non buttare al vento il lavoro di due mesi e mezzo della Commissione, perch\u00e9 gli emendamenti proposti dalla Commissione sono l&#8217;esatta sintesi di un lavoro certosino fatto da tutti, senza pensare all&#8217;appartenenza di questo o quel consigliere alla Maggioranza o alla Minoranza. Abbiamo lavorato per rendere migliore questo strumento urbanistico, tra mille difficolt\u00e0, tra mille problemi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A tal proposito, un inciso: un merito reale va dato al Presidente che ha saputo condurre i lavori anche in momenti in cui la tensione si tagliava a fette, in cui la conflittualit\u00e0 era all&#8217;ordine del giorno. Capirete bene che decidere il futuro di una citt\u00e0 sotto il profilo urbanistico, fa sentire il suo peso; il Presidente \u00e8 stato bravo, equilibrato, a volte ci ha bacchettato, a volte \u00e8 stato come il buon padre di famiglia capace di rimettere le cose a posto al momento giusto, senza creare frizioni, anzi lavorando perch\u00e9 le stesse scemassero.<\/p>\n<p>Cosa \u00e8 mancato, Sindaco? Cosa ci saremmo attesi? Una scelta coraggiosa. Una scelta coraggiosa! Qualcuno diceva: &#8220;Forse abbiamo perso un&#8217;occasione&#8221;. Senz&#8217;altro \u00e8 stata persa un&#8217;occasione. A volte arriva il momento in cui bisogna scegliere, \u00e8 l\u00ec che una classe dirigente deve andare avanti per la sua strada con grande coraggio. Sono rimaste fuori &#8211; in taluni casi, in altri no &#8211; alcune aree della citt\u00e0 che, ad avviso di chi parla e dell&#8217;intera Commissione, non meritavano questo trattamento, non perch\u00e9 fossero aree meno o pi\u00f9 appetibili rispetto ad altre, ma perch\u00e9 questa citt\u00e0, come qualcuno sosteneva, ha un suo retroterra: vi \u00e8 una sorta di memoria che fa da filo conduttore, anche in materia urbanistica.<\/p>\n<p>Avevamo un Piano Regolatore Generale che, per quanto vecchio, per quanto di fatto superato, prevedeva delle zonizzazioni in talune aree. Quelle aree, sulle quali i cittadini hanno pagato l&#8217;ICI per anni, in attesa che gli fosse concessa la possibilit\u00e0 di edificare, di dare concretezza ad un sogno che avevano cullato nel tempo, sono rimaste fuori, a differenza di altre, senza una logica, senza quel disegno organico, senza il rispetto di quell&#8217;ambizione che era in tutti noi: quella di cercare di armonizzare l&#8217;intero territorio e dare, quindi, risposte ai cittadini.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qualcuno correttamente ha sottolineato il concetto di giustizia sociale. Ma vi \u00e8 giustizia sociale? Avremo dato risposta ad un principio di giustizia sociale quando costringeremo, qualora non venissero accolti alcuni emendamenti, alcuni cittadini &#8211; gi\u00e0 vessati dalla Pubblica Amministrazione, visto che hanno dovuto pagare per decenni l&#8217;ICI come se le loro aree fossero edificabili &#8211; a rimanere fuori dalla cinta urbana? Cittadini che, magari, sono stati vessati ulteriormente dall&#8217;Agenzia delle Entrate (e ne abbiamo portato prova in Commissione) nel momento in cui sono stati sanzionati dalla stessa.<\/p>\n<p>E&#8217; giustizia quella che non tiene conto della omogeneit\u00e0 di alcune aree e, quindi, della necessit\u00e0 di considerare questa peculiarit\u00e0 per dare un disegno importante all&#8217;urbanistica cittadina? E&#8217; una scelta coraggiosa quella di aver lasciato fuori dal Regolamento Urbanistico le aree aperte, salvo poi, grazie ad alcuni emendamenti, tentare di far rientrare dalla finestra ci\u00f2 che si era cacciato dalla porta? E&#8217; giustizia sociale quella che non consente ai cittadini di soddisfare alcune loro legittime aspettative? Credo di no! Credo che ci\u00f2 che \u00e8 mancato a questa classe dirigente \u00e8 stato il coraggio di andare fino in fondo.<\/p>\n<p>Si era partiti bene: &#8220;Il Piano Strutturale, linee guida&#8221;, un cambiamento, questo s\u00ec rivoluzionario, nell&#8217;immaginare lo sviluppo della citt\u00e0. Invece no, probabilmente &#8211; dico probabilmente &#8211; si \u00e8 pensato di capitalizzare, prima della chiusura di questa consiliatura, qualche obiettivo che pure ci si era prefissati durante questo percorso politico. Il guaio \u00e8 un altro! E&#8217; che, pur di capitalizzare il raggiungimento di un risultato, dimentichiamo l&#8217;interesse preminente, l&#8217;interesse della comunit\u00e0, l&#8217;interesse dei cittadini, ma soprattutto il futuro delle prossime generazioni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non voglio addentrarmi nelle questioni che attengono alla legittimit\u00e0 o meno della legge regionale, per\u00f2 se \u00e8 vero, come \u00e8 vero, quello che ha detto il collega Petrullo, vuol dire che c&#8217;\u00e8 qualcuno che capisce poco di legge o che, probabilmente, si vende come legge buona una legge che buona non \u00e8. Noi abbiamo il sacrosanto dovere di dire queste cose, e con chiarezza, alla gente. Il rischio \u00e8 quello di fuorviare la pubblica opinione, il rischio \u00e8 quello di offrire alla comunit\u00e0, e quindi alle future generazioni, l&#8217;immagine di una classe dirigente che non ha il coraggio neppure di dire la verit\u00e0, invece noi dobbiamo parlare il linguaggio della verit\u00e0. Abbiamo il sacrosanto dovere di farlo, soprattutto in quella che \u00e8 la sede della massima assise cittadina.<\/p>\n<p>E verit\u00e0 per verit\u00e0 &#8211; mi sar\u00e0 consentito -: non ci saremmo mai attesi di dover registrato l&#8217;assoluto scollamento tra gli uffici comunali. Guardi, Sindaco, io ho letto le sue motivazioni al riguardo; il responsabile dell&#8217;Ufficio Edilizio \u00e8 bene che faccia la sua parte, il responsabile dell&#8217;Ufficio di Piano \u00e8 bene che faccia la sua parte, ma si lavora tutti per il bene comune o no? Era quanto mai opportuno, visto l&#8217;ambizioso progetto, che gli uffici comunali lavorassero di concerto, in maniera sinergica, perch\u00e9 non deve sfuggire a nessuno (sempre per l&#8217;obiettivo di far emergere la verit\u00e0 in questa sede, la massima assise comunale) che l&#8217;impianto originario, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, semestre dopo semestre, veniva in qualche maniera stravolto.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che dico vale o non vale per la zona di Gallitello? Abbiamo o no anche questo peccato da doverci far perdonare? Vogliamo dirci le cose come stanno senza far finta che tutto vada bene, tanto arriver\u00e0 la prossima consiliatura, cambieranno i consiglieri, cambieranno gli assessori e magari anche il sindaco? E no. No, qui c&#8217;\u00e8 in ballo il futuro di una comunit\u00e0 e, soprattutto, c&#8217;\u00e8 la necessit\u00e0 di porre rimedio ad alcuni errori del passato. Occorre, allora, dirci davvero tutta la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Ha fatto bene qualcuno a rimarcare e a smentire l&#8217;assunto secondo il quale con questo Regolamento Urbanistico si risolve il problema casa. A Potenza non \u00e8 il problema casa &#8211; inteso nell&#8217;accezione pi\u00f9 riduttiva del termine &#8211; il problema dei problemi. A Potenza il problema casa va inteso nella sua accezione pi\u00f9 ampia: nelle difficolt\u00e0 che ha la nostra comunit\u00e0, il nostro ceto medio (per non parlare delle fasce pi\u00f9 deboli) di accedere al credito, di poter acquistare a costi accessibili una casa, perch\u00e9 ci\u00f2 che si paga \u00e8 la differenza tra il costo della casa ed il prezzo della stessa. La casa costa mille, il prezzo \u00e8 duemila. Noi dobbiamo superare questo gap, noi abbiamo la necessit\u00e0, come classe politica, di affrontare questo problema, perch\u00e9 la risposta di Campos Venuti, che bene ha sottolineato il collega Petrullo, dice proprio questo: non esiste proprio! E&#8217; la politica che deve far fronte a questo problema, a quella che \u00e8 la vera emergenza della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ed allora dico che \u00e8 il momento di fare qualche scelta &#8211; raccolgo l&#8217;invito di Paolo -. Io dico di pi\u00f9, e rilancio: la scelta facciamola, consapevoli che non sar\u00e0 la migliore, consapevoli che non sar\u00e0 quella che volevamo assumere, certi che il nostro impegno era per offrire alla citt\u00e0 un disegno urbanistico diverso, per davvero innovativo, sicuramente moderno, certamente organico, sicuramente strutturale&#8230; Per\u00f2 &#8211; attenzione &#8211; facciamo la scelta e rispettiamo la volont\u00e0 che \u00e8 emersa in Commissione senza tentennamenti, senza temere che venga in qualche maniera modificata la filosofia del Regolamento Urbanistico, una filosofia scellerata.<\/p>\n<p>Non facciamoci nessuna preoccupazione; la Commissione \u00e8 stata il momento in cui si \u00e8 fatta sintesi, il momento in cui tutte le forze politiche, con le loro espressioni, hanno offerto il proprio contributo per migliorare lo strumento urbanistico. Allora scegliamo; scegliamo la soluzione che non \u00e8 certamente la migliore, ma che \u00e8 quella possibile. Allora lo scatto d&#8217;orgoglio a cui ci chiamava e sollecitava il Presidente della Commissione, quello stesso scatto di orgoglio che il collega Mitro nel suo intervento ha rivendicato, facciamolo nostro. Sindaco, Lei per primo raccolga la sfida che la Commissione, nella sua interezza, ha lanciato proponendo quegli emendamenti all&#8217;impianto proposto dagli uffici.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 l&#8217;inizio di un percorso diverso, l&#8217;inizio un percorso che vuole tutti impegnati per migliorare il futuro della propria comunit\u00e0. E&#8217; un&#8217;occasione ultima, forse persa; io dico: non ancora persa. Impegniamoci tutti affinch\u00e9 quello che \u00e8 un auspicio diventi realt\u00e0. Credo che domani coloro i quali subentreranno a noi, le future generazioni, prederanno atto dell&#8217;impegno assunto. Certo rileveranno una serie, credo anche cospicua, di errori commessi ma certamente non avranno dubbi sulla buona fede, sull&#8217;impegno e su una consapevolezza che appartiene a tutti noi: migliorare per quanto possibile la nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>PRESIDENTE<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ringrazio il collega Napoli. Visto che non ci sono altri interventi, possiamo ritenere chiuso il dibattito generale sui punti 2 e 3 all&#8217;ordine del giorno e considerare chiusa la seduta odierna. Ci rivedremo, come da avviso di convocazione, alle ore 9.00 di domani mattina per proseguire i lavori. Grazie e buonanotte.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>La seduta del Consiglio Comunale termina alle ore 21.30.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0La seduta ha inizio alle ore 11.35. PRESIDENTE \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si procede all&#8217;appello nominale. I presenti sono 33; la seduta \u00e8 valida. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il consigliere Laieta &#8230; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"single-sidebar.php","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[385],"tags":[],"class_list":["post-1370","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-c242-resoconti-dei-consigli-comunali-242"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1370"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1370"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1370\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1370"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1370"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}