{"id":1628,"date":"2011-01-05T09:31:47","date_gmt":"2011-01-05T08:31:47","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.comune.potenza.it\/comune_wp\/?p=1628"},"modified":"2011-01-05T09:31:47","modified_gmt":"2011-01-05T08:31:47","slug":"biografia-g-modica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=1628","title":{"rendered":"Biografia G. Modica"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-left: 12pt;\" align=\"justify\">Giuseppe Modica nasce a Mazara del Vallo, Trapani, nel 1953. L\u2019interesse per la pittura si mostra assai precocemente e appena quattordicenne dipinge le sue prime tele, nature morte nelle quali \u00e8 gi\u00e0 presente la tensione verso una \u201cmetafisica\u201d delle cose quotidiane. Si iscrive alla facolt\u00e0 di Architettura di Palermo nel 1972 e l\u2019anno successivo si trasferisce a Firenze, citt\u00e0 nella quale instaura un dialogo intenso e proficuo con il \u201cmuseo\u201d e dove frequenta l\u2019Accademia di Belle Arti, completando gli studi nel 1978. Nel gennaio 1973 esordisce, a diciannove anni, con una mostra a Mazara del Vallo; poi, nel giugno, a Palermo. Nel 1976 la Galleria La Stufa ospita la sua prima personale a Firenze; nella presentazione in catalogo il critico Elvio Natali parla gi\u00e0 di \u201cmetafisica\u201d. <br \/>Nel 1978, ultimati gli studi rimane a Firenze dove prosegue la sua attivit\u00e0 di ricerca artistica. Sono anni durissimi nei quali la sopravvivenza \u00e8 assicurata dall\u2019appoggio di pochi amici appassionati d\u2019arte e di piccoli collezionisti. Anni di sperimentazione, fondamentali per la sua formazione nei quali si va strutturando il suo linguaggio pittorico, quella \u201cmisura\u201d, quel rigore essenziale che saranno elemento sostanziale e vitale della sua opera futura. Gli \u00e8 a fianco la moglie Carla, conosciuta nel 1976. Del 1982 e 1984 sono le mostre di Firenze che riscuotono l\u2019interesse della critica toscana pi\u00f9 accreditata: Pier Carlo Santini, Tommaso Paloscia, Renzo Federici, Giuseppe Nicoletti. In questi anni conosce il pittore Bruno Caruso, al quale \u00e8 ancora oggi legato da stima e amicizia, che scrive nel 1985 un significativo saggio per la mostra alla galleria romana \u201cIncontro d\u2019arte\u201d. <br \/>La mostra costituisce il momento di partenza per un dialogo con studiosi che hanno poi sostenuto il suo lavoro: Dario Micacchi, Enzo Bilardello, Guido Giuffr\u00e8 e altri. In quell\u2019occasione incontra Maurizio Fagiolo dell\u2019Arco che da quel momento si \u00e8 interessato con viva attenzione all\u2019evoluzione della ricerca di Modica. Del 1986 \u00e8 la prima mostra personale alla Galleria \u201cLa Tavolozza\u201d di Palermo, nel corso della quale fa conoscenza con lo scrittore Leonardo Sciascia, che manifesta interesse e apprezzamento per le sue opere e gli dedica un intervento sul \u201cCorriere della Sera\u201d, una pagina di grande chiarezza, rivelatrice e premonitrice di una nuova verit\u00e0 per la ricerca di Modica. Nel 1987 si trasferisce a Roma. <br \/>Nel 1989 vince la Cattedra di Pittura nelle Accademie di Belle Arti. Attualmente \u00e8 Docente Ordinario di Pittura presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Roma. Nello stesso anno apre un dialogo con Vittorio Sgarbi che focalizza in termini storico-critici lo spessore e l\u2019autonomia della ricerca di Modica ne L\u2019ammodicazione del sogno, testo per le personale alla galleria \u201cLa Tavolozza\u201d di Palermo e \u201cJannone\u201d di Milano. La critica continua ad occuparsi di lui, fra gli altri Marcello Venturoli, Sebastiano Grasso, Giorgio Soavi, Claudio Strinati. Del 1991 \u00e9 la sua prima retrospettiva museale alla Tour Fromage di Aosta su invito di Janus, direttore del prestigioso Museo Internazionale d\u2019Arte Contemporanea. Per questa mostra Maurizio Fagiolo dell\u2019Arco scrive il saggio Le stanze inquiete nel catalogo edito da Fabbri. <br \/>E\u2019 un testo fondamentale per comprendere la pittura dell\u2019artista: scandaglia in modo originale ed approfondito il lavoro di Modica mettendone in evidenza la complessa fenomenologia delle tematiche: artificio &#8211; luce &#8211; memoria &#8211; sicilitudine &#8211; geometria &#8211; specularit\u00e0 &#8211; tecnica. Tramite Maurizio Fagiolo conosce Alfredo Paglione della \u201cGalleria Trentadue\u201d di Milano, con il quale si creer\u00e0 una proficua collaborazione e una duratura amicizia. Significativo l\u2019incontro, nel 1992, con Antonio Tabucchi che ha scritto il racconto Le vacanze di Bernardo Soares per accompagnare una cartella di incisioni realizzate da Modica e pubblicate dall\u2019editore Sciardelli di Milano. Nel 1993, invitato da Franco Farina con testo di Maurizio Fagiolo e poesia di Cesare Vivaldi, presenta una retrospettiva al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. <br \/>Del 1997-98 \u00e8 l\u2019ampia mostra antologica alla Casa dei Carraresi di Treviso, curata da Marco Goldin con monografia Marsilio, che illustra aspetti significativi della ricerca di Modica dal 1980 in poi, con testi di Guido Giuffr\u00e8, Massimo Onofri, Claudio Strinati. Nel 1999 \u00e8 invitato alla XIII Quadriennale d\u2019Arte al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 2002 la Citt\u00e0 di Mazara del Vallo gli rende omaggio con la mostra antologica La luce \u00e8 la luce \u00e8 la luce, a cura di Maurizio Fagiolo dell\u2019Arco, con catalogo edito da Umberto Allemandi. Significative sono in questi anni le partecipazioni a manifestazioni nazionali e internazionali, fra le altre: Art Basel 13 e 14, Basilea; VI Triennale dell\u2019incisione, Milano; XXXIV e XXXV Premio Suzzara; XXVII Premio Vasto; Pitture \u2013 Il sentimento e la forma, Treviso; XXVIII Premio Sulmona; VIII Biennale Internazionale d\u2019Arte Contemporanea, Il Cairo; LIII Premio Michetti; Novecento Siciliano, Minsk, Mosca, Barcellona, Londra, Palermo; Lo sguardo italiano. Ventidue artisti per Bufalino, Comiso. Nel 2004 il Soprintendente prof. Claudio Strinati, con il patrocinio del Polo Museale Romano, gli dedica nel Complesso del Vittoriano la mostra retrospettiva \u201cRiflessione\u201d come metafora della pittura. Opere 1989-2003, con catalogo Umberto Allemandi.<br \/>Nello stesso anno il Museo Civico d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo, a cura di Giovanni Faccenda, gli dedica un\u2019altra retrospettiva: Piero ed altri enigmi, incentrata sui rapporti enigmatici e arcani che legano da sempre la pittura di Modica al sublime magistero pierfrancescano. Nel 2005 sar\u00e0 la Provincia di Palermo ad organizzare nel Loggiato di San Bartolomeo, a cura di Aldo Gerbino, un\u2019altra rassegna a carattere retrospettivo: L\u2019enigma del tempo e l\u2019alchimia della luce. Ultima solo in ordine di tempo, nel 2007 la retrospettiva La realt\u00e0 dell\u2019illusione sar\u00e0 allestita al Convento del Carmine di Marsala, voluta dalla Presidenza della Regione Sicilia e dall\u2019Ente Mostre d\u2019Arte Contemporanea \u201cCitt\u00e0 di Marsala\u201d. La rassegna si sposter\u00e0 successivamente nel 2008 al Museo Diocesano di Barcellona e a Palazzo Venezia a Roma.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Modica nasce a Mazara del Vallo, Trapani, nel 1953. 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