{"id":1924,"date":"2011-02-17T11:13:25","date_gmt":"2011-02-17T10:13:25","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.comune.potenza.it\/comune_wp\/?p=1924"},"modified":"2011-02-17T11:13:25","modified_gmt":"2011-02-17T10:13:25","slug":"la-nuova-europa-giovani-artisti-ungheresi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=1924","title":{"rendered":"La nuova Europa. Giovani artisti Ungheresi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"multimediali\/immagini\/manifesto_ungheresi.jpg\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">La nuova Europa. Giovani artisti Ungheresi<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>4 marzo 2011 \u2013\u00a022 maggio 2011<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Galleria Civica di Palazzo Loffredo<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Ingresso libero<\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<strong>Orario: dal marted\u00ec alla domenica: ore 9.00-13.00 e 16.30 &#8211; 20.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Mostra \u00e8 una ricognizione sulla giovane Arte Ungherese, erede di una grande tradizione artistica, che ha conservato, e oggi sta\u00a0 rivitalizzando, la propria identit\u00e0 culturale, memore del retaggio della Mitteleuropa, dopo il lungo travaglio determinato dagli avvenimenti storici del primo e del secondo 1900 durante la lunga permanenza dell&#8217;Ungheria nella sfera del blocco sovietico. Saranno esposte a Potenza circa 60 opere tra dipinti e sculture di 21 giovani artisti ungheresi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Amministrazione Comunale di Potenza \u2013<strong>ha detto il Sindaco Vito Santarsiero<\/strong>&#8211; propone, da alcuni anni, eventi culturali di notevole importanza che hanno riscosso un notevole successo di critica e di visitatori a livello nazionale. Il progetto si fonda sulla profonda convinzione che l\u2019investimento in cultura e il recupero della propria identit\u00e0, rappresentino un fattore\u00a0 determinante per lo sviluppo socio-economico di un territorio. L\u2019evento si propone di continuare l&#8217;indagine sui linguaggi artistici del realismo, un percorso intrapreso gi\u00e0 da anni, attraverso lo studio, la ricerca e il progetto espositivo delle opere d&#8217;arte appartenenti tanto al realismo italiano quanto a quello spagnolo e russo con le mostre \u201cVisionari, Primitivi, Eccentrici\u201d, \u201cRealidad arte spagnola della realt\u00e0\u201d, \u201cVerit\u00e0 e bellezza Realismo Russo\u201d e \u201cL\u2019Enigma del Vero\u201d. Ed \u00e8 stata proprio parte della mostra \u201cVisionari, Primitivi, Eccentrici\u201d che con il titolo di \u201cVisionari, Reale e fantastico nell\u2019arte italiana contemporanea\u201d che \u00e8 stata presentata a Budapest nella Galleria Koller dal 3 maggio al 3 giugno del 2007 con il Patrocinio dell\u2019Istituto Italiano di Cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi l&#8217;Ungheria \u2013 scrive la curatrice della mostra, <strong>Laura Gavioli<\/strong>&#8211; \u00e8 un paese europeo e dentro questa compagine la sua identit\u00e0 culturale, tanto ricca di apporti, anche contrastanti, e di preziose sedimentazioni, pu\u00f2 aspirare ad un ruolo molto importante per una svolta di modernit\u00e0. Questo concetto \u00e8 valido soprattutto nell&#8217;ambito della cultura figurativa che si esprime con un vivaio interessante di artisti, ultime generazioni che hanno goduto di una storia ricca di valore e di un patrimonio d&#8217;arte di livello nazionale e internazionale, per comprendere il quale \u00e8 sufficiente una visita alle bellissime istituzioni museali di Budapest.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella selezione degli artisti si percepisce il trascorrere di tre generazioni che possono essere comprese tra il 1964, nascita di Robert Cs\u00e1ki, e il 1982, anno di nascita di M\u00e1rta Czene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima generazione, che maggiormente ha sofferto la condizione politica, \u00e8 caratterizzata da un gruppo che si \u00e8 concentrato con passione e rigore negli studi della grande tradizione dell&#8217;arte internazionale del passato, come si pu\u00f2 comprendere osservando l&#8217;opera pittorica di Cs\u00e1ki, o le sculture di Taubert e P\u00e1rk\u00e1nyi; altri artisti, partendo dagli stessi presupposti hanno letteralmente reinventato un canone espressivo personale, strettamente individuale all&#8217;interno del linguaggio pittorico, come nel caso di Attila Sz\u0171cs e di Adri\u00e1n Kupcsik.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla seconda generazione, nella quale \u00e8 compreso il maggior numero di artisti, possiamo collegare personalit\u00e0 che sentono fortemente il bisogno del racconto, come M\u00e1rton Tak\u00e1ts, Moz\u00e9s Incze, Gab\u00f3r Szenteleki oppure, come nel caso di Dorottya Szab\u00f3, di Bal\u00e1zs Duronelly e di Rab\u00f3czky Judit, tutti artisti che cercano, attraverso mezzi espressivi meno convenzionali, di portare l&#8217;osservatore ad una riflessione diversa, sia sull&#8217;opera d&#8217;arte che sul suo destino. Casi isolati di riflessione intima sono impersonati da Attila Kondor, Imre Elek, Borb\u00e1la Szanyi e, nella maniera originale di un primitivismo metropolitano, da Krisztian S\u00e1ndor.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla generazione dei pi\u00f9 giovani, nati negli anni Ottanta, appartengono scelte stilistiche molto individuali come possiamo riscontrare nel lavoro di J\u00f3zsef Csat\u00f3 e di Andrea Papageorgiu, di Eszter Sipos e di \u00c1gnes Verebics, di \u00c1gnes\u00a0 T\u00f3th e M\u00e1rta Czene. Si passa da una figurazione del quotidiano con un pensiero a Bonnard di Csat\u00f3, all&#8217;impostazione pop di Sipos, alla passione per la manipolazione del fotogramma di Verebics, fino al rapporto di riflessione sull&#8217;io di \u00c1gnes Toth e a quello letteratura-cinema privilegiato da M\u00e1rta Czene,\u00a0 due delle artiste di punta di questa selezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giovani ungheresi, artisti nel tempo della globalizzazione, sono presenti nel panorama internazionale come i loro colleghi inglesi o cinesi, americani o giapponesi. Tutti hanno il loro sito internet e non perdono occasione per rimandarti a quel luogo dell&#8217;anima per mostrarti tutta la loro produzione, ma io credo \u2013 conclude Laura Gavioli- che internet sia praticamente un importantissimo luogo della documentazione, pi\u00f9 utile come memoria di un&#8217;immagine che per comprendere il valore artistico di quell&#8217;opera: come si pu\u00f2 capire quello di cui si sta parlando attraverso una misera e neanche tanto stabile riproduzione? In questo senso il computer ci offre un panorama di figurine, utile se abbiamo gi\u00e0 visto quelle opere oppure se l&#8217;artista \u00e8 un filmaker o un fotografo, per la maggiore affinit\u00e0 dei mezzi in questione, ma per i giovani artisti ungheresi, pittori e scultori, il momento della conoscenza \u00e8 la mostra, il luogo della verit\u00e0.<\/p>\n<p><BR><A HREF =\"attachments\/article\/2291\/Invito_ungheresi.jpg\" title=\"Invito_ungheresi.jpg\" target=\"_blank\" >Invito_ungheresi.jpg<\/A><BR><A HREF =\"attachments\/article\/2291\/MANIFESTO.jpg\" title=\"MANIFESTO.jpg\" target=\"_blank\" >MANIFESTO.jpg<\/A><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova Europa. 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