{"id":20985,"date":"2017-04-04T13:38:36","date_gmt":"2017-04-04T11:38:36","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=20985"},"modified":"2017-04-04T13:39:36","modified_gmt":"2017-04-04T11:39:36","slug":"20985","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=20985","title":{"rendered":"Consumo del suolo, mozione di Giannizzari"},"content":{"rendered":"<p>4.04.17-ore 13,40: mozione del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Savino Giannizzari su: CONTRASTO AL CONSUMO DI SUOLO E ALLA RICONVERSIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE NEL COMUNE DI POTENZA<\/p>\n<p>Premesso che :<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>impronta ecologica<\/strong> misura l&#8217;area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria per rigenerare le risorse consumate da una popolazione umana e per assorbire i rifiuti corrispondenti.<\/p>\n<p>Semplificando molto, ci d\u00e0 un&#8217;indicazione circa la domanda dell&#8217;uomo sulle risorse del pianeta.<\/p>\n<p>Per sostenere noi Italiani, con il nostro stile di vita, le nostre abitudini, le nostre passioni e i nostri vizi, ci servirebbero almeno tre ulteriori Italie.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il dato che emerge dal <strong>Living Planet Report del 2008 del WWF<\/strong>.<\/p>\n<p>I dati del WWF ci dicono che la domanda dell&#8217;umanit\u00e0 sulle risorse del pianeta supera del 30% la capacit\u00e0 rigenerativa del pianeta stesso e che oltre tre terrestri su quattro vivono in nazioni (e l&#8217;Italia \u00e8 tra esse) che sono debitrici ecologiche.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente, pertanto, che la terra ci serve e che dovremmo tenercela stretta, preservarla e aumentare, laddove possibile, la sua capacit\u00e0 di dare vita.<\/p>\n<p>Il dissesto idrogeologico \u00e8 sempre pi\u00f9 manifesto.<\/p>\n<p>Piangiamo tutti gli anni decine di sue vittime.<\/p>\n<p>Ma poi, passata la bufera, si ritorna a cementificare.<\/p>\n<p>La spinta al consumo di suolo \u00e8 venduta all&#8217;opinione pubblica come una necessit\u00e0 dell\u2019economia, che avr\u00e0 certamente ricadute positive sul benessere dei cittadini.<\/p>\n<p>Quindi, visto il tasso di cementificazione che abbiamo vissuto in Italia, dovremmo essere una delle locomotive economiche d\u2019Europa e uno dei paesi dove il livello di qualit\u00e0 della vita \u00e8 pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>E invece non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Perch\u00e9?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la pianificazione urbanistica, in Italia, \u00e8 pressoch\u00e9 assente, e dove non vi sono regole a garanzia dell\u2019interesse collettivo, prevalgono gli interessi di pochi, di chi domina il mercato.<\/p>\n<p>Il livello di cementificazione del nostro Paese \u00e8, infatti, tra i pi\u00f9 alti in Europa, e l\u2019impressionante tasso di consumo di suolo, certificato dai dati <strong>ISPRA<\/strong> (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) del <strong>2014<\/strong>, impone una risposta delle Istituzioni.<\/p>\n<p>Non va per questo contrapposta la tutela del territorio alla, auspicata, ripresa del settore edilizio.<\/p>\n<p>Lo sviluppo di questo comparto e la disponibilit\u00e0 di nuovi alloggi possono essere assicurati attraverso idonei programmi di rigenerazione urbana, di recupero, ristrutturazione, riuso e riqualificazione energetica degli edifici esistenti, sviluppo delle energie rinnovabili, di bonifica dei siti contaminati e delle aree industriali dismesse, riducendo il consumo di nuovo suolo.<\/p>\n<p>Va rilevato che il <strong>Testo Unico degli Enti Locali (art. 13)<\/strong> afferma con chiarezza che \u201cSpettano al Comune tutte le funzioni amministrative riguardanti l\u2019assetto e l\u2019utilizzo del territorio.\u201d<\/p>\n<p>In realt\u00e0,a causa della legge, che consente di applicare alla parte corrente dei bilanci gli oneri di urbanizzazione, si pratica la monetizzazione del territorio.<\/p>\n<p>Una prassi che fino ai primi anni &#8217;90 era tassativamente vietata e che vede l&#8217;ente comunale come soggetto debole nei confronti dell&#8217;operatore privato, il quale pu\u00f2 mettere in gioco quelle risorse necessarie alla chiusura annuale dei bilanci.<\/p>\n<p>Un circolo vizioso che sta portando al collasso urbanistico, dovuto ad una espansione disordinata e senza limiti.<\/p>\n<p>Ovviamente, le dichiarazioni e le motivazioni elencate a sostegno delle scelte urbanistiche indicano sempre grandi e durature utilit\u00e0 per le comunit\u00e0, ma la destinazione d\u2019uso dei terreni, in realt\u00e0, non \u00e8 stabilita a partire dalle necessit\u00e0 della comunit\u00e0 che vive su quella stessa terra, bens\u00ec da un processo decisionale orientato dalla forza contrattuale di chi detiene la propriet\u00e0 dei terreni.<\/p>\n<p>Un meccanismo deleterio, che permette di finanziare i servizi ai cittadini con l\u2019edilizia e che di fatto droga i bilanci comunali, finanziando spese correnti con entrate una tantum che per\u00f2, siccome il suolo non \u00e8 infinito, prima o poi termineranno.<\/p>\n<p>Un processo decisionale sovente infarcito da proclami, prodotti dalla convinzione che<\/p>\n<p>ha ormai intossicato la quasi totalit\u00e0 della classe politica: \u201cnon si pu\u00f2 stare fermi,bisogna crescere ed essere competitivi, l\u2019economia non si pu\u00f2 rallentare, bisogna<\/p>\n<p>ammodernare il Paese, occorre dare una risposta alle esigenze del mercato\u201d.<\/p>\n<p>Non \u00e8 raro,poi, che il consumo di suolo diventi addirittura spreco: sono migliaia i capannoni vuoti, milioni le case sfitte.<\/p>\n<p>Sprechi che non hanno nessun beneficio, n\u00e9 sull\u2019occupazione n\u00e9 sulla qualit\u00e0 della vita dei cittadini, ma che al contrario, e paradossalmente, producono brillanti effetti sul PIL, perch\u00e9 un capannone dove mai nessuno lavorer\u00e0 o una casa dove mai nessuno abiter\u00e0, aumentano comunque il PIL della nazione.<\/p>\n<p>Il concetto di benessere andrebbe ridefinito, da ciascuno di noi.<\/p>\n<p>Come?<\/p>\n<p>Misurando e acquistando consapevolezza della nostra impronta ecologica.<\/p>\n<p>Cercando di fare in modo che il segno del nostro passaggio, del nostro camminare, non pregiudichi nulla per chi verr\u00e0 dopo di noi.<\/p>\n<p>Per tutte le decisioni, dobbiamo domandarci se davvero crescer\u00e0 il benessere.<\/p>\n<p>Il benessere inteso\u00a0 come stare bene, che non \u00e8 da confondersi con il PIL.<\/p>\n<p>Un indicatore, il Prodotto Interno Lordo, del tutto inadatto a dirci quanto sta bene un Paese.<\/p>\n<p>Il Paese \u00e8 al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l\u2019agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identit\u00e0 culturali e le peculiarit\u00e0 di ciascun territorio e di ogni citt\u00e0, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.<\/p>\n<p><strong>Potenza<\/strong> in questo senso rappresenta un esempio negativo di consumo di suolo dissennato con un tessuto urbano corroso da colate di cemento, nate dal nefasto connubio di conflitti di interesse tra certa politica e un comparto edilizio senza scrupoli.<\/p>\n<p>Da questo connubio sono nati i tanti quartieri dormitorio di una citt\u00e0 che ha svenduto il patrimonio del verde agli appetiti dei soliti noti.<\/p>\n<p>Una citt\u00e0 che ha messo al centro delle sue attenzioni il cemento e le automobili a discapito della vivibilit\u00e0 e della sostenibilit\u00e0 ambientale.<\/p>\n<p>Ci siamo giocati negli anni gli scorci naturali pi\u00f9 belli del capoluogo come il lungotorrente Gallitello, il vallone di Santa Lucia, brutalmente lottizzato e che verr\u00e0 massacrato dall&#8217;ennesima colata di cemento in zona F12, le colline di rione Cocuzzo, parte dei boschi di Macchia Romana, solo per citarne alcuni.<\/p>\n<p>\u00c8 giunto il momento di prendere atto con responsabilit\u00e0 che Potenza \u00e8 malata di cemento ed agire di conseguenza.<\/p>\n<p>Per salvaguardare il patrimonio naturalistico rimasto, come l&#8217;area del Basento che potrebbe ospitare un grande Parco e vedere nella riconversione di alcune strutture come la ex Vivalat una prospettiva di sviluppo sostenibile, occorrono azioni concrete.<\/p>\n<p>Ripensare l&#8217;urbanistica, restituendo dignit\u00e0 alla pianificazione territoriale e rimettendola nelle mani del soggetto pubblico slegandole dai soliti speculatori, comporta un radicale cambio di prospettiva che modifichi completamente il quadro entro il quale si assumono le decisioni che riguardano il destino del nostro territorio.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione, il rispetto e l\u2019oculatezza nella gestione del suolo scateneranno un\u2019influenza a 360\u00b0, in tutte le sfere della politica amministrativa, restituendo lo smalto all&#8217;impegno nelle istituzioni.<\/p>\n<p>Faranno incontrare un nuovo e diverso modo di fare politica.<\/p>\n<p>Almeno fino a quando non verranno previsti e introdotti canali di finanziamento specifici per i Comuni che decidono di tutelare e <strong>non consumare suolo<\/strong>.<\/p>\n<p>Pertanto<\/p>\n<p><strong>CONSIDERATO CHE:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; In Italia soltanto negli ultimi 15 anni circa tre milioni di ettari, un tempo agricoli, sono stati asfaltati e\/o cementificati.<\/p>\n<p>&#8211; Questo consumo di suolo sovente si \u00e8 trasformato in puro spreco, con decine di migliaia di capannoni vuoti e case sfitte: suolo sottratto all\u2019agricoltura, terreno che ha cessato di produrre vera ricchezza.<\/p>\n<p>&#8211; La sua cementificazione riscalda il pianeta, pone problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche e non reca pi\u00f9 alcun beneficio, n\u00e9 sull\u2019occupazione n\u00e9 sulla qualit\u00e0 della vita dei cittadini.<\/p>\n<p>&#8211; Da una parte lo svuotamento di molti centri storici e dall\u2019altra l\u2019aumento di nuovi residenti in nuovi spazi e nuove attivit\u00e0 hanno effetti alla lunga devastanti, perch\u00e9 significano a loro volta nuove domande di servizi e cos\u00ec via all\u2019infinito, dando vita a quella che si pu\u00f2 definire la \u201ccitt\u00e0 continua\u201d.<\/p>\n<p>&#8211; L&#8217;articolo<strong> 9 della Costituzione italiana<\/strong> impone a tutti gli enti della Repubblica di salvaguardare il paesaggio, oltre che il patrimonio storico e artistico del Paese.<\/p>\n<p>&#8211; Occorre ripristinare un corretto equilibrio tra Uomo ed Ambiente sia dal punto di vista della sostenibilit\u00e0 (impronta ecologica) sia dal punto di vista paesaggistico.<\/p>\n<p>&#8211; Il suolo di una comunit\u00e0 \u00e8 una risorsa insostituibile perch\u00e9 il terreno e le piante che vi crescono catturano l\u2019anidride carbonica, per il drenaggio delle acque, per\u00a0\u00a0 che rilascia d\u2019estate, per le coltivazioni, per il benessere psicofisico delle persone ecc.<\/p>\n<p>&#8211; Riguardo a tutti i temi in questione occorre senso di responsabilit\u00e0 verso le future<\/p>\n<p>generazioni.<\/p>\n<p>&#8211; Un Comune anche solo minimamente attento alla salute e al benessere dei propri cittadini deve concretizzare almeno i seguenti obiettivi in <strong>campo urbanistico<\/strong>:<\/p>\n<ol>\n<li>a) Salvaguardare il sistema naturale ambientale, individuando gli opportuni vincoli di protezione, ma anche proponendo interventi di riqualificazione del territorio;<\/li>\n<li>b) Promuovere il recupero del patrimonio edilizio di interesse storico ambientale e la riconversione delle strutture produttive collocate nell\u2019abitato;<\/li>\n<li>c) Proporre sviluppi insediativi coerenti con le suddette misure di tutela ambientale limitando gli interventi ad aree limitrofe all\u2019edificato tenendo conto che il tetto insediativo massimo deve far riferimento alla proiezione del saldo naturale medio cui sommare il fabbisogno endogeno di abitazioni: matrimoni, nuove unioni,tendenza a vivere da soli ecc.<\/li>\n<li>d) Valorizzare le potenzialit\u00e0 insite in alcune zone con proposte di fruizione del paesaggio agrario e di alcune sue peculiarit\u00e0.<\/li>\n<li>e) Salvaguardare e valorizzare l\u2019attivit\u00e0 di produzione agricola.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>PRESO ATTO CHE:<\/strong><\/p>\n<p>Come risulta dal Rapporto Ispra 2014 il consumo di suolo effettivo\u00a0 in Basilicata, che non considera cio\u00e8 quelle aree naturalmente protette dal consumo di suolo, <strong>\u00e8 del 3,10%<\/strong>.<\/p>\n<p>Il dato preoccupante riguarda tuttavia l\u2019incremento di consumo di suolo negli anni tra 1989-2008 con un tasso annuo del 2,92% e il <strong>conseguente sprawl (espansione cementizia disordinata) urbano per il Comune di Potenza<\/strong>.<\/p>\n<p>Il consumo di suolo \u00e8 associato ad <strong>una modalit\u00e0 di ampliamento del tessuto urbano che vede la diffusione di insediamenti a bassa densit\u00e0 dal centro urbano verso l\u2019esterno<\/strong>, producendo una forma di semplificazione del paesaggio che perde le sue peculiarit\u00e0 e si banalizza.<\/p>\n<p>Lo sprawl, quindi, equivale dell\u2019indice di dispersione urbana che indica la frammentariet\u00e0 dei margini urbani.<\/p>\n<p>Per il <strong>Comune di Potenza tale valore \u00e8 tra i pi\u00f9 alti in Italia,<\/strong> attestandosi circa al <strong>90%<\/strong>: valori crescenti si hanno all\u2019aumentare della distanza dai poli centrali, restituendo valori di picco nelle aree di montagna, ultraperiferiche e con popolazione contenuta al di sotto dei 3.000 abitanti.<\/p>\n<p>Tale fenomeno ha come conseguenza diretta <strong>l\u2019abbandono dei centri storici alla volta delle periferie generando non poche problematiche:<\/strong> si sono sconvolti gli equilibri ambientali e paesistici dell\u2019area, complicando la gestione delle infrastrutture e dei servizi e rendendo instabili le relazioni tra l\u2019area urbana e le aree periferiche.<\/p>\n<p>Osservando i dati <strong>ISTAT<\/strong>, si nota che la popolazione nella provincia del Comune di Potenza mostra un non trascurabile decremento di popolazione che vede i dati del 2015 con saldo naturale fortemente negativo con 2.660 nascite e 4.325 decessi<\/p>\n<p>Il consumo di suolo continua a ritmi molto pi\u00f9 alti della contenuta crescita del numero di abitanti.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>Agenzia Europea per l&#8217;Ambiente<\/strong> definisce \u201cincontrollata\u201d quella espansione urbana che si verifica quando il tasso di trasformazione e di consumo di suolo per usi urbani supera quello di crescita della popolazione.<\/p>\n<p><strong>IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA<\/strong><\/p>\n<p><strong>A:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>che si blocchi il consumo di suolo e si costruisca esclusivamente su aree gi\u00e0 urbanizzate;<\/li>\n<li>che il suolo libero non sia pi\u00f9 utilizzato come moneta per la parte corrente dei bilanci comunali;<\/li>\n<li>che si indirizzi il comparto edile esclusivamente alla ricostruzione e ristrutturazione<\/li>\n<\/ol>\n<p>energetica del patrimonio edilizio esistente;<\/p>\n<p>4. che il verde pubblico venga valorizzato puntando alla realizzazione di Parchi attrezzati e difendendo gli spazi verdi naturali per fini paesaggistici, ambientali e a tutela dal dissesto idreogeologico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>4.04.17-ore 13,40: mozione del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Savino Giannizzari su: CONTRASTO AL CONSUMO DI SUOLO E ALLA RICONVERSIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE NEL &#8230; 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