{"id":3330,"date":"2011-08-29T13:16:39","date_gmt":"2011-08-29T11:16:39","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.comune.potenza.it\/comune_wp\/?p=3330"},"modified":"2011-08-29T13:16:39","modified_gmt":"2011-08-29T11:16:39","slug":"cattolici-in-politica-interviene-il-consigliere-lacerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=3330","title":{"rendered":"Cattolici in politica: interviene il consigliere Lacerra"},"content":{"rendered":"<p>Da tempo si discute del ruolo dei cattolici e della loro collocazione politica. Il dibattito \u00e8 nazionale ma da noi ha assunto una verve particolare per lo scritto fatto dal Senatore Colombo. Mi permetto di fare alcune considerazioni sull\u2019argomento,\u00a0 importante non solo per i cattolici,\u00a0 ma per la intera comunit\u00e0, sia essa nazionale o locale.<\/p>\n<p>Durante gli anni della mia adolescenza e poi della FUCI, ho partecipato al dibattito sulla rappresentanza politica \u00a0dei cattolici; sul ruolo della D. C. ; sul rapporto \u00a0ed il legame con \u00a0gli eletti e sulle scelte\u00a0 dell\u2019associazionismo Cattolico. Formidabili quegli anni, come \u00a0\u00a0il titolo dato da Mario Capanna al suo libro, mirabili perch\u00e9 vi era un associazione: l\u2019Azione Cattolica che era a livello nazionale ed in Diocesi un punto di riferimento. Da noi operavano menti eccelse, preparate, competenti, generose, dico generose e disinteressate che aspiravano all\u2019attuazione del Concilio; al riconoscimento del ruolo del laicato; alla partecipazione; che si incontravano, discutevano elaboravano ed avevano il coraggio di manifestare il loro pensiero. Anche di denuncia se necessario, ma richiamandosi a valori alti e senza paura di prendere posizione su questioni concrete. Ma nel mentre si parlava di politica, si facevano le scuole di formazione politica si organizzavano\u00a0 incontri, dibattiti \u00a0e anche cene a cui partecipavano le figure pi\u00f9 rappresentative del mondo cattolico e non solo.\u00a0 Ecco che in quel frangente si discuteva e poi purtroppo si realizzava a livello nazionale la \u201cscelta religiosa\u201d, da parte dell\u2019Azione Cattolica, la pi\u00f9 grande associazione cattolica e sicuramente quella pi\u00f9 vicina al clero ed alla gerarchia.<\/p>\n<p>La scelta, mai da me condivisa, ma forse giustificata da una confusione tra la\u00a0 fede e la politica e forse in alcune realt\u00e0,.\u00a0 (come penso la nostra)\u00a0 da un ribaltamento del primato, che passa dalla fede alla politica, ovvero di una chiesa in qualche modo succube ed al seguito di una politica in grado di incidere su scelte e\u00a0 nomine,\u00a0\u00a0 vedo che oggi lentamente, molto lentamente, viene riesaminata sembrando, col senno di poi, quella scelta, quasi un volersi ritrarre rispetto a compiti e responsabilit\u00e0 che pure \u00a0spettano al laicato cattolico. \u00a0Ma forse \u00e8 stata quella scelta anche di pi\u00f9: un tradimento rispetto allo stesso Concilio, quasi un rinnegare quell\u2019incipit bellissimo espresso nelle prime frasi della Gaudium et spes <em>.\u201d<\/em><em> Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d&#8217;oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi \u00e8 di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore\u201d<\/em><\/p>\n<p>Sembra quindi un ritrarsi dal mondo afflitti dalla mancanza di speranza, quasi mancanza di\u00a0 fiducia nell\u2019azione della \u00a0Grazia.<\/p>\n<p>Sul tema intervengono in molti, alcuni per sancire la definitiva morte della D.C.; altri per chiederne la rinascita; altri ancora per sollecitare le gerarchie ecclesiastiche a dare una dritta;\u00a0 altri ancora per chiarire lo scritto del Senatore dividendosi tra estimatori dello stesso e non.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che la nascita della D.C. avveniva in un mondo diverso dove la presenza Cattolica ed i valori Cristiani di riferimento erano maggioranza, maggioranza era il mondo cattolico ed i valori portati erano chiari in tutti, riconosciuti e riconoscibili. Forse vi era l\u2019ipocrisia ma si sapeva dov\u2019era il giusto e l\u2019ingiusto, il bene ed il male, se e quando si sbagliava.<\/p>\n<p>Oggi il mondo \u00e8 diverso. Ognuno ha una sua morale, ciascuno giustifica il suo operato a proprio uso e consumo e di certo i non cattolici non stanno meglio, anzi. Per fortuna abbiamo un Papa che tiene la barra dritta, che non ha timore di denunciare gli errori e gli orrori del Clero e del Mondo, che prima di altri ha indicato la necessit\u00e0 che i cattolici si impegnassero in politica. Ma i cambiamenti sono lenti.<\/p>\n<p>Penso che sul tema la lucidit\u00e0 dell\u2019articolo di Galli Della Loggia di alcuni giorni addietro (25-7)\u00a0 sul Corriere sia emblematico e non lasci dubbi e se anche il Senatore oggi, nel porsi la questione, riconosce che la scelta da Lui fatta all\u2019epoca si \u00e8 dimostrata \u00a0una scelta sbagliata, allora, forse il percorso per una discussione sul tema ha gi\u00e0 premesse favorevoli.<\/p>\n<p>Evidentemente epurato il dibattito da inutili dettagli, gli elementi sui quali confrontarsi diventano pochi ed essenziali e scarsa diventa la possibilit\u00e0 di divisioni o fraintendimenti. Se poi, e questo mi pare un aspetto non trattato, si tiene conto che a livello europeo tutti quelli che si rifanno a quella tradizione e quei valori gi\u00e0 si trovano in un unico partito allora, forse, anche grazie al nuovo impulso\u00a0 progettuale che necessita dare alla politica europea, le spinte per una riunione e ricomposizione del cattolicesimo in politica, troveranno ascolto.<\/p>\n<p>Nonostante\u00a0 una formazione cattolica, mai nascosta,\u00a0\u00a0 non\u00a0 mi sono mai presentato o patentato rappresentante di quel mondo, del cattolicesimo democratico o del cattolicesimo liberale, non per timore o paura, anzi, ma perch\u00e9 ho capito che l\u2019operare in politica significa assumere responsabilit\u00e0 che sono solo ed unicamente personali ed anche perch\u00e9 quel patentino che molti\u00a0 richiedono deve essere accreditato da altri.\u00a0 I \u00a0miei valori sono quelli cattolici ed a quelli mi riferisco nel mio agire, anche politico. Registri alti, come richiamava il Senatore.<\/p>\n<p>Mi chiedo per\u00f2 che fine abbiano fatto gli eredi del Senatore, quelli che pure dichiarano di seguirne gli orientamenti, la tradizione, il solco, riconosciuti sia chiaro non quali espressione di un mondo\u00a0 cattolico, ma quali semplici eredi di una certa appartenenza politica. \u00a0Non sento le loro voci, non vedo la loro progettualit\u00e0, non ho notizie di loro scelte lungimiranti, anzi.\u00a0 Sento invece il\u00a0 loro balbettio, la diatriba e la maldicenza che li divide, vedo la loro stupida corsa a postazioni e posizioni di potere in nome di una rappresentanza per altro tradita,\u00a0 ma non vedo altro. Se qualcuno pensa di avere posizioni di rendita, primogeniture, postazioni precostituite\u00a0 o autorevolezza derivante\u00a0 da gestione di potere\u00a0 frutto di compromessi o rinunce alla propria identit\u00e0, si sbaglia.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Occorre avviare un dibattito serio ove il peso di ciascuno deve misurarsi con la sua coerenza, occorre che anche tutta la chiesa ed il mondo associazionistico laico si ritrovino e abbandonando facili slogan, scelte d\u2019utilit\u00e0 e non profetiche, diano corpo a percorsi selettivi di una nuova classe politica\u00a0 che sappia avere come riferimento anche nelle piccole cose i valori ed i registri alti.<\/p>\n<p>Io accetto la sfida.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da tempo si discute del ruolo dei cattolici e della loro collocazione politica. 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