{"id":34,"date":"2010-07-29T12:09:08","date_gmt":"2010-07-29T10:09:08","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.comune.potenza.it\/comune_wp\/?p=34"},"modified":"2010-07-29T12:09:08","modified_gmt":"2010-07-29T10:09:08","slug":"le-qporteq","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=34","title":{"rendered":"Le &#8220;Porte&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><strong>PORTA DI SAN GIOVANNI<\/strong><br \/>Vico 49 Porta San Giovanni<br \/>UBICAZIONE ATTUALE: via Caserma Lucania<br \/>DENOMINAZIONI DIVERSE: strada Spirito Santo &#8211; quintana di Nol\u00e8 &#8211; vico Pietrafesa &#8211; vico Mantiglia &#8211; vico Cherubino &#8211; vico Claps.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"multimediali\/immagini\/La_Citta\/porta-san-giovanni1.jpg\" border=\"0\" alt=\"Porta San Giovanni\" title=\"Porta San Giovanni\" width=\"122\" height=\"141\" style=\"margin: 10px; float: left; border: 0px;\" \/><\/span><\/p>\n<p>Fu edificata in et\u00e0 normanna (XI-XII secolo). La Porta di San Giovanni deve il suo nome all\u2019ospedale gestito dai Fatebenefratelli di San Giovanni di Dio (dal XIII al XVI secolo). L\u2019antica porta presenta un arco a tutto sesto attraversato da una rampa a gradoni. La porta, originariamente affiancata da due torri di avvistamento, \u00e8 stata ricostruita a causa dei gravi danni riportati a seguito del terremoto del 23 novembre del 1980 ed \u00e8 oggi inglobata in costruzioni moderne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><strong>PORTA DI SAN GERARDO<\/strong><br \/>Vico 78 San Gerardo<br \/>UBICAZIONE ATTUALE: via Vincenzo Scafarelli<br \/>DENOMINAZIONI DIVERSE: strada del Seminario &#8211; vico Muccetto <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"multimediali\/immagini\/La_Citta\/porta-sangerardo2.jpg\" border=\"0\" alt=\"Porta San Gerardo\" title=\"Porta San Gerardo\" width=\"148\" height=\"182\" style=\"margin: 10px; float: left; border: 0px;\" \/><\/span><\/p>\n<p>La Porta di San Gerardo \u00e8 stata costruita in et\u00e0 normanna (XI-XII secolo) lungo il tratto settentrionale delle mura; prende il nome dal duomo omonimo situato nei pressi. La porta si apre tra il Palazzo del Vescovado e il Palazzo Scafarelli, e costituiva l\u2019accesso diretto all\u2019interno delle mura ai possedimenti della curia vescovile. Il passaggio \u00e8 caratterizzato da una volta a botte a sesto ribassato e sormontato da una piccola finestra, forse ultimo residuo di un antico posto di guardia, mentre all\u2019esterno si evidenzia una struttura a blocchi del contrafforte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><strong>PORTA DI SAN LUCA<\/strong><br \/>Vico 6 Porta San Luca<br \/>UBICAZIONE ATTUALE: via e rampa Manhes<br \/>DENOMINAZIONI DIVERSE: strada di la Porta vecchia<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><img decoding=\"async\" src=\"multimediali\/immagini\/La_Citta\/porta-san-luca2.jpg\" border=\"0\" alt=\"Porta San Luca\" title=\"Porta San Luca\" style=\"margin: 10px; float: left; border: 0px;\" \/><\/span><\/p>\n<p>La porta prende il nome dal convento delle chiariste di San Luca. Ai lati dell\u2019arco a tutto sesto sono visibili i conci di pietra calcarea a cui erano fissati i cardini che consentivano l\u2019apertura della porta.Il monastero di San Luca era, come l\u2019antecedente dedicato a San Lazzaro, di origine femminile e di regola benedettina. L\u2019esiguit\u00e0 delle fonti sul monastero di San Lazzaro deriva dalla sua repentina e cruenta scomparsa intorno alla met\u00e0 del \u2018400, in seguito all\u2019epidemia di peste che dilag\u00f2 in molte regioni meridionali. Il monastero, successivamente, fu probabilmente aggregato a quello di San Luca con tutti i suoi beni. Edificio pi\u00f9 volte ampliato, restaurato e rimaneggiato nei secoli; oltre al convento ed alla chiesa, comprendeva nella parte bassa a sud del fabbricato, un giardino con un muro di cinta che si dilungava fino all\u2019attuale via Garibaldi. Il monastero fu soppresso con il decreto del 17 febbraio 1861, col quale si sopprimevano nelle Provincie napoletane e siciliane gli ordini monastici di ambo i sessi. Attualmente \u00e8 sede del Comando Provinciale dei Carabinieri. Intorno al 1925 l\u2019antico monastero fu abbellito dalla costruzione di portici. La caserma dei carabinieri fu inizialmente dedicata a Mario Pagano e successivamente al tenente dei carabinieri il potentino Orazio Petruccelli, morto a Cefalonia nel 1943.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><strong>PORTAMENDOLA<\/strong><br \/>Non pi\u00f9 esistente<br \/>DENOMINAZIONI DIVERSE: quintana di Pomponio &#8211; via delle Scuole<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><img decoding=\"async\" src=\"multimediali\/immagini\/La_Citta\/porta-amendola1.jpg\" border=\"0\" alt=\"Porta Amendola\" title=\"Porta Amendola\" style=\"margin: 10px; float: left; border: 0px;\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\">Il toponimo deriva dal nome della &#8220;porta&#8221; sul lato meridionale dell&#8217;abitato, dove, secondo la tradizione popolare, fioriva l&#8217;albero del mandorlo. Le prime notizie rinvenute su questo sito risalgono al XVI secolo: Riviello definisce il luogo fuori della porta, ossia la scarpata incisa di calanchi, versante luridissimo e scosceso. <br \/>Si tratta, in effetti, di una &#8220;porta&#8221; che non aveva alcuna importanza per la strategia di difesa della citt\u00e0, per l&#8217;accesso pedonale e per i traffici veicolari. La porta era adiacente alla torretta, che il popolo chiamava la &#8220;torre dalle uova d&#8217;oro&#8221;, abbattuta da circa 50 anni. Nel 1830 il confratello Gerardo Genovese la&#8221;cede&#8221; alla Confraternita del Monte di Morti. Nel 1862 si decide di risanare il luogo con l&#8217;abbattimento di alcune casupole e dei ruderi antichi, per iniziare la costruzione della scalinata di collegamento tra via del Popolo e via Meridionale, denominata dapprima Scala del Popolo e poi Gradinata Vittorio Emanuele II. <br \/>Nel 1864 il Consiglio Comunale approva una delibera con la quale si affida la redazione del progetto per realizzare il collegamento tra via del Popolo e via Pretoria mediante &#8220;un accesso provvisorio nel punto di Portamendola&#8221;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><strong>PORTASALZA<\/strong><br \/>Non pi\u00f9 esistente<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><img decoding=\"async\" src=\"multimediali\/immagini\/La_Citta\/portasalza1.jpg\" border=\"0\" alt=\"Portasalza\" title=\"Portasalza\" style=\"margin: 10px; float: left; border: 0px;\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\">Il toponimo deriva dall&#8217;antico nome del casale, costruito a margine dell&#8217;abitato e da questo separato dal fossato e dall&#8217;omonima porta che fino alla sua demolizione ha significato l&#8217;unico ingresso carrabile controllato alla citt\u00e0. <br \/>La forma architettonica dell&#8217;ingresso non \u00e8 documentata neppure dalla descrizione dell&#8217;entrata in citt\u00e0 di don Alfonso de Guevara nel 1578 che il cancelliere dell&#8217;Universit\u00e0 annota nel Verbale, conservato nel Registro relativo al triennio 1578-1580. Il ponte levatoio ed il fossato costituivano l&#8217;unica struttura di accesso.<br \/>Sull&#8217;importanza della porta e sull&#8217;esatta ubicazione della stessa non vi sono incertezze dopo la lettura della &#8220;relazione Marchi&#8221;, che porta alla compilazione della &#8220;prima&#8221; toponomastica ufficiale di Potenza: &#8221; Nel 1816 venne abbattuta. In questo modo il borgo o rione di Portasalza, sorto al di fuori della porta, venne aggregato alla Citt\u00e0. <br \/>La detta porta cittadina era situata all&#8217;inizio di via Pretoria nell&#8217;attuale crocevia costituito dalle due vie laterali presso cui finisce la salita di Portasalza&#8221;. All&#8217;inizio del secolo scorso il complesso edilizio nel quale \u00e8 inserita la &#8220;porta&#8221; mostra i segni di una avanzata vetust\u00e0, per cui diventa necessario l&#8217;adozione del provvedimento di demolizione del 18.8.1818: &#8220;dopo aver rilevato che le 5 casette che sostengono Portasalza hanno le soffitte e i muri cadenti e in special modo la casetta di detto Pomponio nonch\u00e8 la stessa Portasalza devono essere demolite per evitare il pericolo. <br \/>Viene deciso di abbattere con urgenza tali immobili e quindi ricostruirli. L&#8217;esistenza del casale, ipotizzata per la Potentia romana, \u00e8 accertata in pieno medioevo: la presenza della cappella di San Giacomo \u00e8 documentata sin dal 1206, anteriore a quella di Santa Lucia; questa, pur rappresentando una datazione certa, non pu\u00f2 essere considerato il limite temporale pi\u00f9 antico per datare l&#8217;insediamento antropico del sito.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><strong>PORTA TRINITA&#8217;<\/strong><br \/>Non pi\u00f9 esistente<br \/>DENOMINAZIONI DIVERSE: Tassiello<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><img decoding=\"async\" src=\"multimediali\/immagini\/La_Citta\/porta-trinita1.jpg\" border=\"0\" alt=\"Trinit\u00e0\" title=\"Trinit\u00e0\" style=\"margin: 10px; float: left; border: 0px;\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\">Porta Trinit\u00e0, detta anche Tassiello fu una porta di minore importanza rispetto alle altre e per quanto si sa, non ebbe mai uno sbocco per uscire dalla Citt\u00e0. Consentiva, infatti di accedere a Largo Tassiello denominato successivamente piazza Duca della Verdura (dal nome di Francesco Benso Duca della Verdura, Intendente della provincia di Basilicata dal 1842 al 1847. Il Regolamento di Polizia Urbana e Rurale stabil\u00ec che dal 1845 nel largo si dovesse svolgere la vendita della carne e del pesce. <br \/>Il sito era centrale, ma piuttosto angusto, malsano, inospitale; era invaso dalla spazzatura, non era pavimentato e di giorno e di notte circolavano animali in cerca di cibo. Nel luglio del 1943, a seguito dei lavori di ampliamento del Largo Tassiello, la Porta Trinit\u00e0 fu sostituita da una sorta di vicolo virtuale. <br \/>Gli ultimi lavori di sistemazione furono realizzati in appalto sulla base di un progetto di completamento del novembre del 1843. Gi\u00e0 nel settembre del 1844 furono realizzate due gradinate in pietra da taglio: una per il collegamento con Via Pretoria e un&#8217;altra per l&#8217;uscita sulla strada poderale (la strada di confine che correva lungo le mura di cinta della citt\u00e0, l&#8217;attuale Via del Popolo).<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PORTA DI SAN GIOVANNIVico 49 Porta San GiovanniUBICAZIONE ATTUALE: via Caserma LucaniaDENOMINAZIONI DIVERSE: strada Spirito Santo &#8211; quintana di Nol\u00e8 &#8211; vico Pietrafesa &#8211; vico &#8230; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"single-sidebar.php","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[68],"tags":[],"class_list":["post-34","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-c14-le-porte-14"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}