{"id":3414,"date":"2011-09-12T13:33:45","date_gmt":"2011-09-12T11:33:45","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.comune.potenza.it\/comune_wp\/?p=3414"},"modified":"2011-09-12T13:33:45","modified_gmt":"2011-09-12T11:33:45","slug":"consiglio-comunale-del-12-settembre-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=3414","title":{"rendered":"Consiglio Comunale del 12 settembre 2011"},"content":{"rendered":"<p>La seduta si apre alle 10 e il presidente Vincenzo Santangelo , che dopo aver ringraziato i vertici del nosocomio potentino, introduce il primo intervento, quello del capogruppo del Mpa Salvatore Lacerra, consigliere portavoce del gruppo di consiglieri che ha richiesto lo svolgimento di questa particolare seduta del Consiglio comunale. \u201cRitengo che il vero patrimonio dell\u2019Azienda ospedaliera sia la risorsa umana che vi opera. Mi \u00e8 stato conferito il compito di\u00a0 rappresentare la relazione introduttiva del Consiglio Comunale Aperto chiesto per discutere del tema dell\u2019Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza. La richiesta di questo consiglio Comunale \u00e8 scaturita da diversi fattori che hanno indotto a formalizzare la\u00a0 istanza sottoscritta da diversi Consiglieri Comunali e ritengo, fatta propria dal\u2019intero Consiglio. Certo per alcuni pu\u00f2 sembrare irrituale, anomala, quasi fuorviante, trattando di tema che esula dai compiti attribuiti all\u2019Amministrazione Comunale. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Una Citt\u00e0,\u00a0 un Consiglio Comunale, un amministratore di una Comunit\u00e0 Locale ha l\u2019obbligo di vedere ed analizzare tutto quanto vive, tutto quanto accade ed incide sul territorio e sulla Comunit\u00e0 che rappresenta ed a cui deve dar conto. Non pu\u00f2 per altro nascondersi\u00a0 che l\u2019Azienda S. Carlo \u00e8 tra le pi\u00f9 grandi ed importanti realt\u00e0 produttive presenti in regione, \u00e8 sicuramente la pi\u00f9 importante a livello Comunale ed \u00e8 la pi\u00f9 significativa per il movimento quotidiano che provoca sia in ordine al flusso umano che\u00a0 viario, alla mole di sentimenti e reazioni\u00a0 a cui induce, al flusso di danaro che muove, alla forte caratterizzazione che un servizio di tal fatta imprime sul contesto. Ecco allora che un Capoluogo di Regione, Potenza,\u00a0 che \u00e8 e che vuole caratterizzarsi in futuro, come Citt\u00e0 di Servizi non pu\u00f2 non affrontare\u00a0 il tema, nell\u2019ottica di capire, ricevere e dare\u00a0 utili suggerimenti, se possibile, ma soprattutto di ritrovare un senso di coesione e di appartenenza oggi pi\u00f9 che mai indispensabile per piccole realt\u00e0 come le nostre che devono ritrovarsi su progetti\u00a0 e programmi condivisi e nei quali ciascuno deve adoperarsi, per quanto gli compete e nel rispetto delle singole responsabilit\u00e0, perch\u00e9 si raggiungano gli obiettivi. Fare sistema \u00e8 oggi pi\u00f9 che mai un imperativo categorico che consente di affrontare con fiducia ed ottimismo il futuro,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e la coesione, l\u2019identit\u00e0, l\u2019appartenenza, quegli elementi imprescindibili\u00a0 che il Censis nel suo ultimo rapporto indica come requisiti indispensabili per ogni azione futura di rilancio e sviluppo da noi\u00a0 non mancano. La colorazione della sala ( rosso-blu) idealmente lega l\u2019Azienda alla Citt\u00e0, ma la identit\u00e0 lucana, quello \u00e8 il vero quid genetico che garantisce la necessaria coesione per ogni futura azione. L\u2019elemento, che va oltre i confini politico amministrativi, viene del resto ripetuto nello stemma aziendale, simbolo che riprende l\u2019antica Torre Guevara, gi\u00e0 sede dell\u2019Ospedale, richiama i fiumi che attraversano la Regione, immagine racchiusa in un emblema cruciforme che\u00a0 ricorda le origini ecclesiali della struttura\u00a0 chiarite anche dalla denominazione. Forse siamo qui anche per festeggiare il bicentenario della\u00a0 istituzione dell\u2019ospedale, avvenuta nell\u2019Ottobre del 1810 grazie al re di Napoli, Gioacchino Murat,\u00a0 che questa amministrazione, pure\u00a0 sollecitata,\u00a0 pare non voler ricordare. Ma per dire quale sia il legame tra Citt\u00e0 e Ospedale, ricordo che il Leone rampante \u00e8\u00a0 stato ritrovato nella\u00a0 antica sede ospedaliera di\u00a0 largo S. Giovanni. So con questa mia indicazione di scontentare molti, ma il mio sar\u00e0\u00a0 solo un approccio\u00a0 \u201cpolitico\u201d, non sindacale, rivendicativo, di parte. Il mio vuol essere l\u2019approccio di un amministratore che si sente parte di questa realt\u00e0 e aspira\u00a0 al suo miglioramento, sicuro che tutti gli interlocutori abbiano a cuore il futuro dell\u2019Azienda Ospedaliera S. Carlo. La concomitanza della nomina del nuovo Direttore Generale \u00e8 l\u2019occasione per un approfondimento che confidiamo trovi concretezza nell\u2019agire, nel suo agire e assunzione di responsabilit\u00e0 politica in chi ha fatto la scelta. Le notizie, che tempo addietro hanno provocato la richiesta sono state diverse e tutte temporalmente concomitanti: \u00a0l\u2019annuncio di forti riduzioni finanziare da parte della Regione Basilicata e prima\u00a0 ancora che la Nazione fosse coinvolta nei problemi attuali; la perdita di professionalit\u00e0 significative all\u2019interno dell\u2019azienda ospedaliera e che universalmente erano considerate eccellenze nel loro campo e punti di riferimento nella loro disciplina; la condivisione e frammentazione di competenze, ruoli, compiti direzioni, funzioni, segnale che indica la volont\u00e0 di sminuire il ruolo e la funzione\u00a0 pure riconosciuta dalla stessa normazione sanitaria al San Carlo; la mancanza di scelte chiare da parte della politica che dopo aver preannunciato ed approvato piani sanitari con\u00a0 tagli agli sprechi e oculate attivit\u00e0\u00a0 negli utilizzi degli ospedali meno frequentati e pi\u00f9 marginali, ecco che di fronte alle inevitabili lamentele addirittura\u00a0 parla di rilanci di queste realt\u00e0 sapendo gi\u00e0 di trovarsi di fronte ad equilibri\u00a0 precari. Diversi sono stati i segnali di preoccupazione, manifestati anche dal nostro Sindaco e da tanti altri Consiglieri Comunali. Apprezzo lo sforzo di individuare processi di verifica e soddisfazione per le attivit\u00e0 svolte, lo sforzo per la creazione dell\u2019Hospice per malati terminali e le cure palliative, lo sforzo per il ripiano del passivo degli anni addietro, lo sforzo per il rinnovo del parco tecnologico ma\u00a0 non basta. Un primo nodo da sciogliere all\u2019interno ed all\u2019esterno dell\u2019Azienda Ospedaliera riguarda l\u2019individuazione di\u00a0 quale livello di intervento privilegiare. Se il ruolo ed il compito, la vera mission \u00e8 quella di operare in settori \u201csecondari\u201d complessi di eccellenza o invece privilegiare interveti primari o in volgare di base.- Un secondo punto cruciale \u00e8 il mantenimento delle eccellenze e il loro completamento. Non so oggi se le eccellenze indicate nella presentazione fatta dalla stessa Azienda Ospedaliera siano da questa riconfermate o meno. Bisogna tutti impegnarsi affinch\u00e8 le specializzazioni e le esperienze vengano potenziate e non sminuite. Una terza questione \u00e8 la politica del personale. Si ha la sensazione di una notevole discrezionalit\u00e0 in incarichi, compiti, mansioni, discrezionalit\u00e0 che scavalca criteri certi e giuste e naturali selezioni per merito, ingenerando disinteresse all\u2019impegno. E al sacrificio. Da ultimo sottolineo la necessit\u00e0 di lottare le inefficienze, le sacche di potere parassitario, lo spreco. Sapere che per un qualche cavillo vi sono reparti chiusi\u00a0 con operativit\u00e0 limitata alla mattina, non \u00e8 bello. Qual \u00e8 la visione e l\u2019idea: &#8211; Fare una notevole cura dimagrante, epurando tutte quelle mansioni, compiti, ruoli che hanno scarsa attinenza con il ruolo specifico di Ospedale Regionale.\u00a0 L\u2019Azienda \u00e8 encomiabile per l\u2019impegno che profonde ma non pu\u00f2 essere un grande laboratorio d\u2019analisi o una grande macchina per raggi\u00a0 o un grande studio per svolgere attivit\u00e0 pseudo professionale. &#8211; Introdurre criteri di premialit\u00e0 per i migliori, i pi\u00f9 bravi, i pi\u00f9 produttivi, siano essi medici, paramedici o amministrativi. &#8211; semplificare i processi, i percorsi, le decisioni, la trasmissione del sapere e la stessa organizzazione aziendale. Il grande numero di unit\u00e0, reparti, in alcuni casi duplicati senza giustificazione alcuna, servizi che\u00a0 forse dovrebbero essere incorporati dai rispettivi reparti e che forse per ragioni di pura premialit\u00e0 politica sono diventati reparti con ulteriore attribuzione di incarichi ed emolumenti,\u00a0 sono oggi insostenibili. &#8211; ricreare un clima favorevole. La potenzialit\u00e0 di una piccola realt\u00e0 come la nostra ha necessit\u00e0 di caratterizzarsi per la tempestiva reattivit\u00e0 nei processi decisionali e per quella vitalit\u00e0 che caratterizza la provincia italiana. Occorre ricreare interesse ed unitariet\u00e0 di vedute, intese progetti, sull\u2019Azienda Ospedaliera e ritrovare una unit\u00e0 che di per s\u00e9 rende appetibile ed allettante l\u2019operarVi. &#8211; affidarsi ai maestri. La sfida, forse la pi\u00f9 difficile e quella di trovare maestri, affidarsi a professionalit\u00e0 vogliose e capaci di spendersi ed in grado di trasmettere tecniche, passione, impegno. La strategia: la\u00a0 Regione: ridare futuro, investire, implementare, il Comune: porre attenzione ai servizi collaterali, alle mansioni e funzioni collegate, alla ricettivit\u00e0 in tutte le sue forme, ad un piano di zona particolare che ne garantisca la specificit\u00e0 e lo sviluppo collegandolo anche alla presenza universitaria. L\u2019Universit\u00e0: l\u2019insediamento della Universit\u00e0 della Basilicata ha un unico motivo giustificativo: l\u2019adiacenza con l\u2019Azienda Ospedaliera San Carlo. E\u2019 sempre stata vista come una risorsa e la presenza di facolt\u00e0 quale farmacia, chimica biotecnologie deve trovare intese ed essere la premessa per ulteriori intese e accordi la formazione. La presenza dei corsi universitari di primo livello fatti all\u2019interno dell\u2019Azienda in collaborazione con la Universit\u00e0 Cattolica \u00e8 un banco di prova da cui partire e deve utilizzarsi come volano, aumentando continuamente i livelli di crescita, di conoscenza, di preparazione, soprattutto della docenza\u00a0 ma iniziando a pensare a percorsi e processi in grado di contaminare. Accentrare i corsi per evitarne la chiusura. Le rappresentanze:\u00a0 partecipazione e abnegazione. L\u2019Azienda: autorevolezza. Gli obiettivi: Medio lungo: facolt\u00e0 di medicina e Policlinico Universitario Immediato: Clinicizzazione dei reparti e dell\u2019Azienda.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ricerca clinica Specializzazione con quote riservate a medici lucani. (Farmacia e biotecnologie Universit\u00e0 Basilicata). La proposta: la vera risorsa dell\u2019azienda e la sua forza \u00e8 il patrimonio umano che la sorregge. I suoi Dirigenti, i Sanitari, il personale Medico, ParaMedico\u00a0 ed Amministrativo e gli operatori tutti, questa risorsa deve essere sfruttata e potenziata e la politica trovare processi e percorsi condivisi che lo permettano\u201d. Il direttore generale Andrea Des Dorid\u00e8s prende la parola spiegando che \u201cmuovendoci in un ambito che vede nuovi tagli e prevede una tendenza che confermer\u00e0 questa direzione, le strutture devono fare il proprio compito rivedendo la rete degli ospedali per agire in sinergia. Altro tema \u00e8 quello che vede il cittadino inserito in un percorso integrato che sappia inquadrarlo sia prima che dopo il periodo di degenza. Il San Carlo mira a essere protagonista in un sistema di reti. E\u2019 un buon ospedale con ottime professionalit\u00e0 che cercheremo di migliorare ulteriormente\u201d. Per l\u2019assessore regionale alla Sanit\u00e0 Attilio Martorano si tratta di \u201cun confronto utile e prezioso. Parlare di questo ospedale significa parlare del sistema sanitario regionale. La legge di assestamento ultimamente approvata in Regione si sofferma particolarmente sugli aspetti sanitari. Che ruolo svolge l\u2019azienda San Carlo all\u2019interno del sistema di reti? Il san Carlo \u00e8 incardinato al centro. Non c\u2019\u00e8 rete sanitaria regionale che non lo veda al centro. A breve, quando i ricoveri per acuti non saranno pi\u00f9 consentiti nelle strutture senza pronto soccorso, si determiner\u00e0 un trasferimento degli stessi ricoveri dalla periferia verso il San Carlo. Riguardo all\u2019oncologia, mi sembra impossibile concentrare cura, diagnosi, protocolli possano essere concentrati in un&#8217;unica struttura. Tavoli tecnici stanno disegnando il panorama futuro. Al di l\u00e0 della disponibilit\u00e0 tecnologica i piani terapeutici siano condivisi, il tutto inquadrato in quadri scientifici di riferimento. Dobbiamo scegliere di stare con gli eccellenti. In alcune discipline i numeri fanno la differenza. A luglio \u00e8 stato approvato uno schema di convenzione tra il San Carlo e il \u2018Bambin Ges\u00f9\u2019, con la clinicizzazione del nostro ospedale, abbiamo creato qui il reparto per curare la bassa e la media clinicit\u00e0 in pediatria. Il modello avanzato adottato per la pediatria penso si possa trasferire anche in altri reparti. \u00a0Una logica di integrazione ci apre sempre di pi\u00f9 alla realt\u00e0 nazionale\u201d. Primo intervento dei consiglieri \u00e8 quello del gruppo \u2018Con Santarsiero per Potenza\u2019, Filippo Gesualdi. \u201cSvolgere questo Consiglio Comunale aperto presso questo Auditorium per discutere di Sanit\u00e0 dimostra l\u2019interesse nostro e dell\u2019intera comunit\u00e0 nei riguardi dell\u2019Azienda\u00a0 San Carlo e del\u00a0 suo futuro. L\u2019Ospedale\u00a0 San Carlo\u00a0\u00a0 \u00e8 considerato da tutti \u201c il gioiello della nostra citt\u00e0 \u201c con i suoi\u00a0 201 anni di storia , diventato nel 1993 Ospedale di rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione. In questo momento di rigore economico bisogna avere il coraggio di fare delle scelte oculate riducendo gli sprechi ; non basta solo ridurre i costi della politica. E\u2019 utile ribadire\u00a0 in particolare che le attivit\u00e0 dei presidi sanitari sono al centro dell\u2019attenzione, ed il lavoro che viene svolto da tutti gli organismi preposti alla tutela della salute, ed in\u00a0 particolare quello dell\u2019Ospedale San Carlo, fa registrare\u00a0 , per la nostra Regione , risultati\u00a0 estremamente positivi rispetto ad altre regioni ove si intensificano pressioni, restringimenti e\u00a0 controlli sulla spesa\u00a0 sanitaria. La Basilicata \u00e8 quindi in contro tendenza riuscendo ancora ad investire in sanit\u00e0 per\u00a0 dotare il territorio di nuove e pi\u00f9 idonee strutture innovative e all\u2019avanguardia . Ne \u00e8 di\u00a0 esempio l\u2019inaugurazione della nuova palazzina degli uffici e dell\u2019accoglienza dell\u2019Ospedale\u00a0 San Carlo di pochi mesi fa\u00a0 . Un edificio costato meno di una palazzo popolare\u00a0 ed il cui merito\u00a0 va senz\u2019altro ai Direttori Generali che si sono succeduti nell\u2019arco dell\u2019opera , da\u00a0 Michele\u00a0 Cannizzaro a Giovanni De Costanzo\u00a0 che sono stati capaci di mettersi in sintonia con la programmazione regionale ed assumersi le proprie responsabilit\u00e0 , consapevoli che queste\u00a0 battaglie si vincono solo se si determina una vasta condivisione di obiettivi , una entusiasta\u00a0 partecipazione collettiva in perfetta sinergia con le istituzioni pubbliche. considero estremamente positivi i dati relativi al numero di persone residenti fuori Regione che si sono rivolti nel 2010 al nostro Ospedale, per usufruire delle prestazioni di ricovero, ambulatoriali e farmacologiche.\u00a0 In particolare nel 2010 ben 4.767 ricoveri sono stati effettuati a favore di cittadini di fuori Regione con una crescita del 10% rispetto all\u2019anno precedente\u00a0 con un fatturato in aumento dell\u201911%. Bisogna per\u00f2 continuare a lavorare e la nomina del professor De Dor\u00ecdes alla Direzione Generale del San Carlo \u00e8 una novit\u00e0 che genera grandi aspettative nella Comunit\u00e0 della citt\u00e0 di Potenza oltre che nell\u2019intera utenza Regionale specie per superare alcuni segnali di \u201cdisaffezione\u201d che pure si sono manifestati da qualche tempo. C\u2019\u00e8 l\u2019esigenza di continuare nella politica di una stretta sinergia tra Azienda Ospedaliera San Carlo e Comune di Potenza che ha portato a grandi risultati dal completamento\u00a0 ed adeguamento del sistema di viabilit\u00e0 e di accesso al polo ospedaliero, al rinnovo della convenzione della gestione dei parcheggi che esistono sull\u2019area del polo ospedaliero per 865 posti disponibili, una dotazione questa che si \u00e8 rilevata insufficiente, dato sempre il pi\u00f9 crescente afflusso di utenti in area ospedaliera, e che ha indotto l\u2019azienda in sintonia con l\u2019Amministrazione Comunale ad avviare le procedure per la costruzione di un parcheggio coperto che occuper\u00e0 il vallone sottostante il parcheggio della stazione ferroviaria di Macchia Romana nell\u2019area confinante con il polo universitario e che assicurer\u00e0 circa 663 posti auto distribuiti su 4 livelli. Compito del Direttore Generale rimane la riorganizzazione delle prestazioni ospedaliere superando le criticit\u00e0 che sono purtroppo evidenti, rimotivare il personale che svolge l\u2019attivit\u00e0 con impegno , dedizione e sacrificio\u00a0 con una valorizzazione dell\u2019esperienza professionale, costruire un rapporto diretto con l\u2019utenza, ascoltare i problemi di tutti e non trincerarsi solo dietro i capi-dipartimento che spesso pensano di essere loro stessi i direttori generali,\u00a0 essendo in buona parte espressione della politica, ed avere un giusto rapporto con tutte le Unit\u00e0 Operative complesse ( i vecchi primari di una volta tanto per intenderci)\u00a0 che sono il vero asse portante dell\u2019Ospedale. Altro importante problema \u00e8 quello delle liste di attesa. Ai tempi in cui il Direttore Generale era Cannizzaro le liste d\u2019attesa per una Risonanza Magnetica rientravano nei 60 giorni\u00a0 ed era disponibile una sola macchina, questo perch\u00e9 il lavoro era affrontato anche di sabato e domenica; oggi pur avendo a disposizione 2 risonanze i tempi d\u2019attesa superano i\u00a0 150 giorni,\u00a0 cos\u00ec come\u00a0 un eco-addome\u00a0 richiede circa 2 mesi d\u2019attesa,\u00a0 una visita neuro-chirurgica 5 ed un ecocolordoppler 4, o leggevo ieri sulla stampa locale per una visita di controllo alla tiroide sono richiesti 18 mesi. Bisogna poi ridurre al minimo\u00a0 il ricorso all\u2019intramoenia. Di certo, assessore Martorano e Direttore Generale , bisogna guardare con occhio meritocratico e puntare, incentivare, su chi pi\u00f9 mostra attaccamento al lavoro dando qualit\u00e0, ad iniziare dalle nuove nomine dei direttori amministrativi e sanitari del S. Carlo e del nostro sistema Sanitario, scegliendoli tra quel personale interno che nel tempo ha maturato ed acquisito professionalit\u00e0 e competenze. Cos\u00ec come penso assessore Martorano, che la proposta di riduzione dei punti di continuit\u00e0 assistenziale sia sbagliata non solo<strong> <\/strong>perch\u00e9 non risponde ai bisogni di salute dei cittadini lucani, ma soprattutto\u00a0 perch\u00e9 determinerebbe inevitabilmente un ricorso improprio al servizio di emergenza urgenza\u201d. \u201cLa citt\u00e0 ha fornito servizi di eccellenza all\u2019ospedale o \u00e8 in grado solo di chiederli? \u2013 cos\u00ec esordisce il consigliere comunale del gruppo misto Rocco Coviello \u2013 L\u2019ospedale San Carlo \u00e8 sempre stato un riferimento per i potentini, un pezzo della storia di ciascuna famiglia, una struttura della quale eravamo fieri. Oggi dobbiamo riflettere sul fatto che si sta tornando all\u2019emigrazione sanitaria, il potentino come in lucano. La giunta regionale intende investire ancora sull\u2019Ospedale San Carlo?\u201d. Il capogruppo dei Dec Angelo Laieta: \u201cIl piano sanitario, chiedo all\u2019assessore Martorano, quando sar\u00e0 approvato. Che somme si intendono investire nel e per l\u2019Ospedale San Carlo? I cittadini ci chiedono un San Carlo sempre pi\u00f9 rispondente alle loro richieste. Riguardo alla collocazione dell\u2019Universit\u00e0 nei pressi del San Carlo, la stessa non ha impedito che fosse scelta Salerno come sede per l\u2019Ateneo. Il territorio deve essere tale da non creare conflittualit\u00e0. L\u2019ospedale \u00e8 fornito di professionalit\u00e0 valide. In un momento di difficolt\u00e0 economica a maggior ragione ci si deve ripiegare per compiere scelte oculate. Il cittadino deve essere convinto che i nostri presidi siano tali da consentire inutili viaggi\u201d. Il consigliere del gruppo misto Emilio Libutti sottolinea come \u201cil diritto alla salute dei cittadini sia fondamentali, anche in presenza di una politica fatta di tagli. I rapporti tra chi gestisce e chi deve programmare deve fondarsi su una netta distinzione dei ruoli. La politica deve definire i programmi, le priorit\u00e0 e gli obiettivi. La parte gestionale deve procedere alla gestione e alla rendicontazione di quanto fatto. Se non ci sono gli equilibri necessari difficilmente il settore sanitario dar\u00e0 le risposte che i cittadini ci chiedono. Il rapporto tra citt\u00e0 e Azienda Ospedaliera, la prima risorsa, la prima eccellenza di questa citt\u00e0 ci conduce a una riflessione. La piccola citt\u00e0 di provincia deve puntare sulle eccellenza per essere attrattrice anche nei confronti del territorio italiano. In molte realt\u00e0 simili alla nostra, il ruolo delle strutture sanitarie \u00e8 anche un attivatore dell\u2019economia delle citt\u00e0 che le ospitano. Il Comune deve puntare a realizzare quel sistema di servizi di contorno per agevolare e assecondare lo sviluppo del nosocomio potentino\u201d. Il presidente del gruppo del Pdl Fernando Picerno evidenzia come \u201ci consiglieri comunali siano il front office dei cittadini. La prima criticit\u00e0 che ci sottopongono \u00e8 quella dei parcheggi e della mancanza di navette. I parcheggi non dovrebbero essere a pagamento. Le liste d\u2019attesa sono un altro problema che ci sottopongono. Riguardo al pronto soccorso, i \u2018codici bianchi\u2019 e i \u2018codici gialli\u2019 sono costretti ad attese di ore. L\u2019assessore regionale dovrebbe pensare all\u2019incremento di questo reparto. Mancano protocolli d\u2019intesa per diminuire il carico burocratico per le aziende. Vanno individuati specialisti di grande qualit\u00e0, un po\u2019 in tutti i reparti\u201d. Il coordinatore dei gruppi di minoranza Giuseppe Molinari spiega\u00a0 che \u201cquesto Consiglio si \u00e8 tenuto per una nostra richiesta sorta all\u2019indomani del paventarsi di nuovi tagli che si prospettavano per la struttura sanitaria potentina. L\u2019Ospedale ha avuto un ruolo di eccellenza. Quali sono le scelte per confermarlo tale che la Regione compie? Si pensa a tagliare strutture ormai improduttive per puntare sul nostro nosocomio. L\u2019unit\u00e0 didattica, che pare erano concentrate a Potenza, sembra saranno distribuite su tutto il territorio regionale. Forse \u00e8 pi\u00f9 opportuno che rimangano in un\u2019unica sede. E\u2019 il tempo delle scelte e del coraggio. E\u2019 il tempo per esempio di istituire l\u2019istituzione della facolt\u00e0 di Medicina qui a Potenza, per investire sui nostri talenti, per investire sul futuro di questa citt\u00e0, privilegiando la ricerca e la formazione\u201d. Il consigliere del Pdl Michele Napoli esordisce chiedendo \u201cgrande attenzione nella nomina dei direttori sanitari. Il nostro sistema sanitario va incontro al fallimento, con una moltiplicazione di sedi e funzioni che non ha ragione di essere e che \u00e8 figlio di un sistema vecchio di un secolo, dettato solo da logiche della vecchia politica spartitoria. Siamo chiamati invece a dare risposte concrete ai cittadini evitando i punti di caduta che il sistema regionale sanitario ha. Elementi di positivit\u00e0 ci sono, penso ai bilanci. Dal 2008 al 2010 la Basilicata registra il tasso di emigrazione sanitaria pi\u00f9 alto, circa il 23%, basso l\u2019indice di attrattivit\u00e0 e quello di stanzialit\u00e0. Vedo di buon occhio la necessit\u00e0 di concentrare nelle principali strutture regionali, i ricoveri per gli acuti anche se a piccoli ospedali va restituita la competenza su pazienti per patologie meno articolate. Attenzione va posta alle residenze sanitarie e all\u2019assistenza domiciliare. Il Comune deve fare di pi\u00f9 per il trasporto pubblico, oggi largamente inefficiente. Passando all\u2019alta specialit\u00e0, bisogna lavorare affinch\u00e9 vengano destinate maggiori risorse. Vanno evitate spese come quella per un centro Asl, in fitto che coster\u00e0 220.000 euro l\u2019anno per sei anni, pur avendo strutture pubbliche che potrebbero essere all\u2019uopo utilizzate\u201d. Il presidente assegna la parola ad alcuni consiglieri regionali presenti. Il primo \u00e8 il capogruppo dei Dec, Roberto Falotico che apre l\u2019intervento ringraziando \u201cil direttore generale uscente Giovanni De Costanzo, per l\u2019ottimo lavoro svolto,\u201d ed evidenziando \u201cche il San Carlo nasce, e oggi ancora di pi\u00f9 \u00e8 chiamato, essere polo di riferimento e polo di eccellenza per l\u2019intero Mezzogiorno italiano. E\u2019 s\u00ec il tempo delle scelte, ma \u00e8 anche il tempo delle scelte coraggiose\u201d. E\u2019 la volta del capogruppo regionale dei Popolari uniti, Luigi Scaglione: \u201cLa citt\u00e0 oggi vive una difficolt\u00e0, ma manca una vera attenzione nei confronti del capoluogo di regione da parte delle istituzioni. L\u2019idea che la Regione sta portando avanti \u00e8 quella di costruire una rete che punti su distretti sanitari forti. Il taglio dei 10 milioni di euro per\u00f2 appaiono agli occhi del mio partito, seppur di maggioranza, inspiegabili. L\u2019ospedale San Carlo non \u00e8 e non pu\u00f2 essere l\u2019ospedale di Potenza, ma \u00e8 quello del territorio, della Regione e del Mezzogiorno\u201d. Si torna ai consiglieri comunali e per il gruppo misto Vito Mitro interviene sostenendo \u201cche le scelte fatte in ambito manageriale sono state fatte con grande oculatezza. I sindacati si sono comportati in maniera responsabile. E\u2019 importante che le scelte future siano assunte senza passare sulla testa dei lavoratori, ma coinvolgendoli attivamente. Tutti i consiglieri sono attenti ai problemi del San Carlo\u201d. Il capogruppo dei Pu, Sergio Potenza afferma che \u201cnel dibattito in qualche caso si \u00e8 uscito fuori tema. L\u2019azienda ospedaliera regionale di Potenza, e il capoluogo troppo spesso vengono sottovalutati dai vertici di via Anzio. Se il San Carlo deve essere struttura di riferimento, bisogna guardare in primis alla formazione. Non possiamo nasconderci dietro la scure dei tagli che pure esiste e va considerata. Non si pu\u00f2 continuare a penalizzare l\u2019ospedale guardando ai compiti dell\u2019Asl e dell\u2019Asp. Bisogna porre attenzione alla messa in sicurezza dei padiglioni ospedalieri. Probabilmente la competizione tra aziende sanitarie sta penalizzando il San Carlo. La politica deve interrogarsi su un manager che chiude un bilancio in passivo dovrebbe poter essere revocato\u201d. Il capogruppo del Pd Gianpaolo Carretta nel ringraziare \u201cl\u2019opposizione per aver voluto questo dibattito, esprimendo un sentire comune dei nostri cittadini. Mi convince la relazione dell\u2019assessore alla Sanit\u00e0, che traccia le linee di conduzione di sviluppo dell\u2019ospedale San Carlo e della sanit\u00e0 regionale. La politica regionale ha compiuto una scelta precisa, quella di rivolgersi a una managerialit\u00e0 di competenza extraregionale. Scelta che consente al nuovo manager un autonomia gestionale assoluta. Il primo dato che mi convince la strada della razionalizzazione e dell\u2019accorpamento, in una regione che non pu\u00f2 pi\u00f9 consentirsi 17 ospedale. La rete va implementata, i protocolli vanno uniformati, per evitare confusione nei fruitori della sanit\u00e0. Dobbiamo riflettere sulla qualit\u00e0 dell\u2019offerta sanitaria di questa struttura. C\u2019erano reparti di alta eccellenza, c\u2019era un protocollo d\u2019intesa con l\u2019universit\u00e0 Cattolica, positiva il protocollo con il Bambin Ges\u00f9, ma bisogna perseguire, razionalizzazione, alta qualit\u00e0 e meritocrazia. La politica deve fare un passo indietro, per assicurare una grande offerta sanitaria a questa nostra comunit\u00e0. Va affidata all\u2019assetto manageriale la possibilit\u00e0 di assumere scelte coraggiose. L\u2019Amministrazione comunale deve essere di supporto alla struttura sanitaria.\u00a0 Gi\u00e0 \u00e8 stato fatto molto con il Polo ospedaliero, c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di un\u2019attenzione sistematica. Questo Consiglio comunale deve essere l\u2019inizio di un\u2019attenzione costatante nei confronti dei temi sanitari in generale e delle problematiche legate al San Carlo in particolare\u201d. Intervengono ora alcuni ospiti dell\u2019assemblea comunale. Il primo \u00e8 il consigliere regionale dell\u2019Idv Enrico Mazzeo Cicchetti \u201ccondivide pienamente la relazione dell\u2019assessore Martorano. Siamo alle soglie di un nuova piano regionale sanitario. Va affrontato un problema metodologico: non bisogna ricadere nelle rivendicazioni campanilistiche dei servizi. Le valutazioni devono essere di tipo tecnico scientifico, evitando fughe in avanti. Il San Carlo non pu\u00f2 disfarsi di alcuni settori se l\u2019Asl non ha presentato ancora un piano per dare servizi in quei medesimi settori. La citt\u00e0 di Potenza deve smetterla con il provincialismo, troppi credono che chi viene da fuori regione siano meglio di chi nella regione \u00e8 nato, e lavora\u201d. Il deputato del Pd Salvatore Margiotta nel confermare \u201cl\u2019ottima relazione dell\u2019assessore Martorano,\u201d evidenzia che \u201cil ruolo della citt\u00e0 nei confronti dell\u2019ospedale resta centrale. Un tempo la Dc parlava di \u2018Potenza citt\u00e0 regione\u2019, un\u2019idea che la locomotiva forte e veloce potesse trainare i vagoni di tutta la regione. Oggi la nuova idea politica \u00e8 quella di una regione policentrica. Il policentrismo non deve far perdere il ruolo e la forza della citt\u00e0 di Potenza. La sanit\u00e0 regionale o la si fa attorno al San Carlo oppure si commette un errore\u201d. Il senatore del Pdl Vincenzo Taddei sostiene che \u201cal centro delle politiche sanitarie regionali non debbano essere messe le strutture ma i cittadini. Il 118 da Melfi a Teana a Potenza deve essere garantito a tutti con livelli di qualit\u00e0 ed efficacia. La citt\u00e0 di Potenza dovrebbe avere il polo d\u2019eccellenza della sanit\u00e0 lucana. La giunta regionale deve presentare un vero piano sanitario regionale che ponga al centro le esigenze dei cittadini\u201d. Il segretario generale della Funziona pubblica Cgil Angelo Summa evidenzia che \u201cil fondo sanitario nazionale sottostima le esigenze regionali lucane, e i tagli si vanno a sommare a un trasferimento di fondi gi\u00e0 carente da anni. La sanit\u00e0 non sono solo sprechi, ma anche puntare sulla qualit\u00e0 dei servizi erogati e sullo sviluppo anche nell\u2019ambito delle politiche lavorative. A livello sindacale, grave il blocco delle assunzioni, con personale carente un po\u2019 dovunque\u201d. In qualit\u00e0 di Rsu delle Rdb del San Carlo, Tommaso Maiorino sottolinea \u201cle difficolt\u00e0 che si vivono anche nelle sale operatorie dell\u2019emergenza, piccole, con materiale che manca o che comunque non \u00e8 sufficiente. Faccio l\u2019esempio del reparto di endocrinologia: come \u00e8 possibile che il reparto resta chiuso\u201d.\u00a0 Giuseppe Costanzo, dipendente dell\u2019ospedale, rappresentante della Fials (Federazione italiana autonomi lavoratori sanit\u00e0): \u201ctroppi i tagli perpetrati dalla Regione ai danni del San Carlo. Continua la fuga di professionalit\u00e0 verso altri lidi cos\u00ec come cresce l\u2019emigrazione sanitaria. La dotazione organica \u00e8 inidonea a quella necessaria, con il personale infermieristico costretto a condizioni lavorative critiche. Auspichiamo un cambio di rotta con un maggiore coinvolgimento della componente lavorativa di questa struttura\u201d. Conclude il dibattito il Sindaco di Potenza Vito Santarsiero: \u201cE\u2019 stata una buona idea quella di convocare questa seduta del Consiglio comunale. Parto da una valutazione: una buona classe dirigente guarda alle strutture d\u2019eccellenza per i giusti e legittimi interessi locali. Posti di lavoro, ricadute economiche, soprattutto salute della propria comunit\u00e0, con una visione sopraterritoriale. Se siamo capoluogo, abbiamo l\u2019obbligo di dare servizi d\u2019eccellenza, abbiamo il diritto di rivendicare servizi d\u2019eccellenza, per una citt\u00e0 che \u00e8 citt\u00e0 di servizi. Rafforzare il San Carlo significa rafforzare la sanit\u00e0 regionale. Vanno evitate diatribe campanilistiche. Siamo orgogiosi del nostro ospedale, una parte imprescindibile del nostro dna. Siamo qui, perch\u00e9 da qualche tempo abbiamo la percezione, che ci sia una caduta d\u2019immagine di questa struttura. Emergono elementi di criticit\u00e0, dalla quotidianit\u00e0 dell\u2019emigrazione sanitaria alle liste d\u2019attesa. Siamo qui perch\u00e9 da classe dirigente di questa citt\u00e0 siamo preoccupati. Contemporaneamente abbiamo avuto anche risposte importanti e significative. Il direttore Des Dorides ci ha detto che il San Carlo deve essere azienda e ospedale del territorio e della citt\u00e0. Il San Carlo deve essere luogo d\u2019eccellenza delle risposte in tema di sanit\u00e0. Bisogna operare con professionalit\u00e0 anche attraverso la nuova organizzazione. Il territorio deve fare il territorio, il San Carlo deve fare il San Carlo. Rivendicare tecnologie ovunque \u00e8 sbagliato, non lo si pu\u00f2 pi\u00f9 fare. E\u2019 importante che Rionero abbia il polo oncologico d\u2019eccellenza, \u00e8 difficile comprendere l\u2019assenza della radioterapia a Potenza. San Carlo, rete di assistenza , Crob, Asp devono avere un rapporto chiaro e inequivoco. San Carlo deve tornare a rivestire il ruolo che ha rivestito per anni, quello di un nosocomio di riferimento per il Mezzogiorno italiano. La citt\u00e0 per il San Carlo, in attesa della strada lungo il canale che costeggia via dei Mille, ha realizzato uno svincolo per il polo ospedaliero costato 5 milioni di euro. Sappiamo di dover migliorare i collegamenti, anche se gi\u00e0 oggi ci sono 80 corse di autobus urbani e 17 fermate della metropolitana. Nella stagione in cui viene messo in discussione il localismo, Potenza guarda comunque al futuro, cercando di uscire dal buco nero di citt\u00e0 accentratrice, dividendo la sua missione di citt\u00e0 capoluogo condividendola con i dieci Comuni vicini. Oggi guardando all\u2019Europa, muovendosi nella politica di Europa 2020, dobbiamo sviluppare la funzione trainante dei territori. Le aree urbane sono il luogo delle sviluppo, Lisbona \u00e8 fallito per una mancata applicazione di questo principio. Ripieghiamoci e lavoriamo insieme per far crescere il territorio\u201d. 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