{"id":35,"date":"2010-07-29T12:18:01","date_gmt":"2010-07-29T10:18:01","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.comune.potenza.it\/comune_wp\/?p=35"},"modified":"2019-08-29T18:48:47","modified_gmt":"2019-08-29T16:48:47","slug":"torre-guevara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=35","title":{"rendered":"Torre Guevara"},"content":{"rendered":"<p><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"4\" style=\"font-size: large;\"><span face=\"Palatino Linotype, serif\" style=\"font-family: 'Palatino Linotype', serif;\"><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Torre Guevara \u00e8 un antico monumento costruito nel secolo X-IX d.C., facente parte del castello cittadino (non pi\u00f9 esistente), situata nella parte est del centro storico della citt\u00e0 di Potenza. La torre aveva una precisa ed autonoma funzione di vedetta e fu probabilmente costruita precedentemente al castello, che sarebbe sorto soltanto dopo.<\/p>\n<p>La storia del castello di Potenza \u00e8 incerta, poich\u00e9 anche nell&#8217;Istoria della Citt\u00e0 di Potenza (1673) compilata da Giuseppe Rendina, cui fanno riferimento i maggiori storici della citt\u00e0, mancano informazioni precise circa le sue origini. Forse l&#8217;edificio venne costruito sui resti di un&#8217;altra struttura fortificata, forse una struttura di detenzione. Di sicuro l&#8217;edificio \u00e8 precedente all&#8217;anno mille, quindi di origine longobarda. Presentava in origine un impianto costituito da una torre cilindrica collegata ad un breve recinto murario. La torre potrebbe risalire al IX sec. in concomitanza con la ristrutturazione della cinta urbana, \u00e8 formata da tre piani che raggiungono l&#8217;altezza di venti metri. Ha un diametro interno di 7 metri e un diametro esterno di 10. Inoltre presenta 86 scalini e 7 finestre. <br \/>La torre, posta all&#8217;estremit\u00e0 est del centro storico, ebbe nel corso del Medioevo grande importanza per la difesa dalle scorribande dei barbari e per il controllo della sottesa ansa fluviale del Basento dalla sorgente alla stretta di Albano. Data la sua importanza strategica, inoltre si suppone che la torre in origine fosse ben pi\u00f9 elevata; il Riviello, infatti, narra dell&#8217;antico castello con la sua altissima merlata ed inaccessibile torre fatta logora e screpolata dal lavorio dei secoli e dalla forza dei terremoti.<br \/>La storia del castello comunque \u00e8 legata a quella delle casate che ebbero in feudo la citt\u00e0. Nel 1268, dopo la vittoria di Carlo I d&#8217;Angi\u00f2 su Corradino di Svevia, la citt\u00e0, fedele a quest&#8217;ultimo, fu quasi distrutta ed il Castello, occupato dagli Angioini, fu tolto ai Conti e affidato ad un Regio Castellano.<\/p>\n<p>Durante il Medioevo la torre aveva la funzione di torre di avvistamento, o maschio, adibita alla funzione di avvistare i nemici grazie alla propria altezza e alla sua posizione strategica.<\/p>\n<p>Con la fine del regno angioino e l&#8217;arrivo degli Aragonesi, il re Alfonso concesse la citt\u00e0, divenuta contea, al fido Don Indico de Guevara. Tra i tanti padroni avvicendatisi alla guida della contea, i Guevara lasciarono segni tangibili della loro presenza mostrandosi partecipi alle vicende socio-politiche della citt\u00e0. Nel 1445 Indico de Guevara diede inizio ai lavori di ristrutturazione della cinta muraria di origine normanno-sveva, in parte distrutta e ricostruita gi\u00e0 in et\u00e0 angioina; essa fu fortificata e dotata di numerose porte di accesso nonch\u00e9 di torri di avvistamento e di difesa. Dovrebbero infatti risalire a questo periodo la Porta de la Mendola, citata per la prima volta nel 1481, Porta San Luca e Portasalza. Quest&#8217;ultima, posta sul lato ovest del centro antico, si presentava come una struttura fortificata la cui mole faceva da contrappunto a quella della torre. Altre opere riconducibili ai Guevara sono la ristrutturazione del palazzo del Seggio, la ricostruzione del chiostro duecentesco di San Francesco nonch\u00e9 del convento e della chiesa di Santa Maria del Sepolcro, luogo di culto prediletto e cimitero dei conti. Inoltre verso la fine del Quattrocento terminato il nuovo palazzo comitale, commissionato dai Guevara stessi, il castello perder\u00e0 l&#8217;originaria funzione di residenza e verr\u00e0 abbandonato. In seguito e fino al 1612, questa costruzione, non pi\u00f9 curata, serv\u00ec ad un ordine di Frati Cappuccini per ospizio. Quando poi Don Alfonso de Guevara, sesto conte di Potenza, diede in sposa sua figlia Beatrice a Enrico di Loffredo, la citt\u00e0, che costituiva la dote nuziale, pass\u00f2 ai Loffredo.<\/p>\n<p>Nel 1621 Beatrice de Guevara don\u00f2 l&#8217;antico castello ai Frati Cappuccini di San Carlo ad eccezione della torre, che i conti vollero tenere per s\u00e9. Pi\u00f9 tardi, nel 1626, il conte Carlo di Loffredo, figlio di Beatrice, lasci\u00f2 ai frati una somma considerevole a condizione che nel castello fondassero una chiesa ed un monastero. Soltanto nel 1810 il castello fu tolto ai religiosi e adibito a sede dell&#8217;Ospedale San Carlo, con Decreto del re di Napoli Gioacchino Murat.<br \/>Il castello, ormai divenuto ospedale, sub\u00ec varie ristrutturazioni e nel 1927 fu aggiunto un vasto fabbricato che si affacciava sull&#8217;attuale piazza Bonaventura. Dopo l&#8217;ultimo conflitto mondiale il castello fu demolito e oggi, unica testimone di secoli di storia, resta soltanto l&#8217;antica Torre.<\/p>\n<p>Nel 1980 la torre resistette solidamente al rovinoso terremoto dell&#8217;Irpinia. Essa sub\u00ec ugualmente vari restauri. Attualmente \u00e8 la sede dell&#8217;Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Potenza. L&#8217;Ordine esternamente ha realizzato un giardino pubblico, denominato \u201cIl Giardino dell\u2019Agronomo &#8211; Gioacchino Viaggiani\u201d in memoria del primo iscritto nella Provincia di Potenza mentre all&#8217;interno c&#8217;\u00e8 un museo permanente a lui dedicato. La segreteria dell\u2019Ordine della Provincia di Potenza si occuper\u00e0 della gestione sia del giardino esterno, sia del suddetto museo, interno alla Torre.<\/p>\n<p>La torre \u00e8 un edificio molto spoglio a causa del logorio dei secoli, costruito mediante l&#8217;utilizzo di alcune particolari pietre che si trovano sul letto del fiume Basento. Infatti analizzando queste pietre con quelle della torre si \u00e8 potuta osservare l&#8217;uguaglianza fra le due. Molte strutture medievali dello stesso periodo presentano la medesima pietra.<\/p>\n<p>L&#8217;edificio \u00e8 rimasto sostanzialmente intatto fino al giorno d&#8217;oggi, resistendo anche a terremoti molto forti, come quello del 1980, ed \u00e8 oggi utilizzata come galleria d&#8217;arte e struttura a uso culturale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00a0Testo a cura dei volontari\u00a0 del progetto di Servizio Civile \u201c\u2026\u2026\u2026\u2026 c\u2019\u00e8 TURISMO e CULTURA a POTENZA\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonti:<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14px;\">wikipedia.org<\/span><\/p>\n<p>www.paesionline.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span face=\"Palatino Linotype, serif\" style=\"font-size: large; font-family: 'Palatino Linotype', serif;\"><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La Torre Guevara \u00e8 un antico monumento costruito nel secolo X-IX d.C., facente parte del castello cittadino (non pi\u00f9 esistente), situata nella parte est &#8230; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"single-sidebar.php","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[67],"tags":[],"class_list":["post-35","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-c13-antichita-13"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}