{"id":36716,"date":"2019-11-23T13:17:55","date_gmt":"2019-11-23T12:17:55","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=36716"},"modified":"2019-11-23T13:17:56","modified_gmt":"2019-11-23T12:17:56","slug":"le-radici-della-comunita-interviene-il-vicepresidente-del-consiglio-comunale-pergola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=36716","title":{"rendered":"Le Radici della Comunit\u00e0, interviene il vicepresidente del Consiglio comunale Pergola"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Pergola-le-radici-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36717\" srcset=\"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Pergola-le-radici-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Pergola-le-radici-300x169.jpg 300w, https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Pergola-le-radici-768x432.jpg 768w, https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Pergola-le-radici-1080x608.jpg 1080w, https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Pergola-le-radici-1280x720.jpg 1280w, https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Pergola-le-radici-980x551.jpg 980w, https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Pergola-le-radici-480x270.jpg 480w, https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Pergola-le-radici.jpg 1328w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>23.11.2019 &#8211; ore 13,10: &#8220;Il 23 Novembre 1980-2020 &#8211; ha spiegato il vicepresidente del Consiglio comunale Rocco Pergola, intervenuto a nome dell&#8217;Ufficio di Presidenza all&#8217;incontro &#8216;Le Radici della Comunit\u00e0&#8217; &#8211;  ha rappresentato una discussione qualificata sugli effetti antropologici e sociali che il sisma del 1980 ha determinato per i nostri borghi e per la citt\u00e0 di Potenza ed allo stesso tempo con uno sguardo al futuro cogliendo l\u2019occasione per dire tecnicamente con il coinvolgimento dei tecnici, della protezione civile e delle forze dell\u2019ordine e dei relatori come si pu\u00f2 migliorare, prevenire e far evolvere le nostre radici che con la teoria del ricostruire <strong><em><strong><em>DOV\u2019ERA<\/em><\/strong><\/em><\/strong>\u00a0e<strong><em><strong><em>\u00a0COM\u2019ERA<\/em><\/strong><\/em><\/strong>\u00a0si \u00e8 cercato di preservare dopo il sima del 1980.<\/p>\n\n\n\n<p>Il momento pi\u00f9 decisivo nel post-sisma \u00e8 caratterizzato dalla responsabilit\u00e0 di decidere e di far fronte ai servizi prioritari (viveri, energia, assistenza sfollati, ecc), ma si ha anche la responsabilit\u00e0 di cercare di non snaturare il senso di appartenenza ad una comunit\u00e0 in momento di smarrimento determinato dalla forza della natura. Per ridurre il senso di disorientamento e di smarrimento \u00e8 fondamentale il contributo di tutti, delle istituzioni, delle associazioni, della chiesa, del mondo sanitario e del mondo tecnico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il percorso di questa sera sar\u00e0 proprio focalizzato su questa azione sinergica dei tutti i soggetti interessati e sul confronto di due teorie che spesso si sono scontrate quella del ricostruire attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente e quella della \u201cNew town\u201d cio\u00e8 delle \u201ccitt\u00e0 nuova\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I numerosi fenomeni sismici che hanno interessato l\u2019Italia e i relativi approcci alla ricostruzione sono stati affrontati in maniera diversa in base a caratteristiche territoriali, economiche e sociali diverse con l\u2019influenza degli approcci politici e culturali differenti. Dal punto di vista strategico-progettuale si sono confrontati due modelli di fondo: le <strong>\u201ccitt\u00e0 nuove\u201d<\/strong>&nbsp;e il <strong>\u201cdov\u2019era-com\u2019era\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I casi pi\u00f9 significativi di ricostruzione sono stati quello del terremoto del 1976 in Friuli e poi quello dell\u2019Irpinia del 1980. Nei luoghi del terremoto, si \u00e8 deciso paese per paese, zona per zona, in base ai danni e al carattere del territorio, se ricostruire in loco o altrove e con quali materiali e tipologia abitativa. Il risultato \u00e8 stato positivo grazie alla partecipazione consapevole della comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre nel Belice, colpito dal sisma del 1968, il degrado strutturale e demografico era talmente avanzato gi\u00e0 prima dell\u2019evento distruttivo, che nemmeno si \u00e8 cercato di recuperare&nbsp;i vecchi paesi, puntando su nuovi agglomerati privi di identit\u00e0 ma \u201ccaratterizzati\u201d da interventi edilizi d\u2019avanguardia per l\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stimolo all\u2019Innovazione alla Prevenzione a nuovi modelli per gestire l\u2019emergenza, e la fase della ricostruzione. <\/strong>Un esempio pratico dell\u2019innovazione che si \u00e8 attuata per affrontare gli eventi sismici lo ritroviamo dopo i ritardi dei soccorsi nel terremoto dell\u2019Irpinia, dopo il quale si \u00e8 cominciato a <strong><em><strong><em>costruire seriamente il servizio di protezione civile<\/em><\/strong><\/em><\/strong>&nbsp;nazionale. Sul piano della ricostruzione, il solo caso \u201cchiuso\u201d \u00e8 quello del Friuli post 1976, mentre il piano di ricostruzione del 1980 deve essere ancora completato se pensiamo ad esempio all\u2019erogazione delle risorse della legge n.219.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tempi urbanistici e tempi della comunit\u00e0. <\/strong>Gli eventi sismici spesso hanno messo in risalto la \u201clentezza\u201d del recupero architettonico e urbano, a fronte dell\u2019esigenza di tempi rapidi nel ripristino di una normalit\u00e0 dignitosa per le popolazioni colpite e soprattutto del loro tessuto produttivo che rappresenta l\u2019unico tessuto in grado di assicurare identit\u00e0 e sviluppo territoriale. <\/p>\n\n\n\n<p>Per il modello delle \u201ccitt\u00e0 nuove\u201d invece spesso si \u00e8 assistito alla realizzazione strutture presto obsoleti o addirittura mai usati come palestre, palazzetti dello sport, uffici pubblici, scuole in prossimit\u00e0 di centri storici fantasma in attesa di ripristino da cui la popolazione ormai si era allontanata a causa dei tempi troppo lunghi per vedere le opere realizzate.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il principio dell\u2019investire nella prevenzione invece di sostenere i costi dei terremoti. <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se si valutano i costi economici diretti ed indiretti si capisce benissimo che investire nella prevenzione nell\u2019adeguamento sismico del patrimonio edilizio esistente \u00e8 l\u2019unico modo anche per risparmiare in termini di vite umane e di risorse economiche. Gli oneri che derivano da un sisma comprendono in primo luogo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 il ripristino del patrimonio abitativo e degli edifici pubblici esistenti; <\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 i danni alle infrastrutture (rete viaria e ferroviaria, sistema idraulico, rete idrica, fognature, rete gas e opere per la raccolta rifiuti); <\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 i danni al patrimonio storico e artistico;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>&nbsp;i danni alle attivit\u00e0 produttive (industria, servizi e agricoltura);<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>\u2022 i costi dei mancati guadagni per le aziende e i danni economici in termini di occupazione;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 gli sgravi fiscali e le esenzioni dalle imposte dopo il sisma;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 i costi per la governance che comprende la gestione burocratico-amministrativa ed i costi<\/p>\n\n\n\n<p>per il personale da dedicare alla gestione dell\u2019emergenza;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 gli aggravi di spesa corrente per garantire nella fase di emergenza i servizi pubblici essenziali, come l\u2019attivazione dei <em>presidi medici e di assistenza<\/em>&nbsp;ai pi\u00f9 fragili (anziani) per le cure eseguite a domicilio, le risorse necessarie per consentire la ripresa dell\u2019attivit\u00e0 scolastica, con soluzioni alternative per le scuole gravemente danneggiate.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine non possiamo non considerare gli effetti negativi in termini sanitari e sociali in quanto si verificano fenomeni:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; di aumento del consumo di alcol;<\/p>\n\n\n\n<p>-l\u2019aumento dei fenomeni di dipendenza da sostanze stupefacenti; <\/p>\n\n\n\n<p>che a loro volta innescano problemi psicologici, aumento degli incidenti stradali e problemi di ordine pubblico che poi impegnano le forze dell\u2019ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal bilancio tracciato si evince chiaramente il disequilibrio tra costi sostenuti nel post sisma e risorse da investire nella prevenzione. Il messaggio che bisogna far arrivare all\u2019utente finale \u00e8 di investire nella sicurezza della propria abitazione (per il cittadino) e negli edifici pubblici (per le istituzioni).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il destino del paesaggio italiano. <\/strong>Un evento sismico cosi come i cambiamenti climatici provocano trasformazioni ed effetti significativi sui nostri territori in particolare sul futuro dei piccoli borghi e dei loro centri storici.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei 60 milioni di italiani, ormai 22 milioni vivono in 14 citt\u00e0 e la tendenza segue quella globale di spostarsi nei grandi centri abitati, nonostante il diffuso ed eccellente patrimonio di vicoli, monasteri, mura, scorci, arte, cultura, tradizioni lentamente i nostri paesi si svuotano e scompare il paesaggio italiano. <\/p>\n\n\n\n<p>Rianimare i luoghi sconvolti dai sismi, spesso gi\u00e0 logorati dalla marginalizzazione e dalle difficolt\u00e0 sociali, richiede progetti di area vasta, orientati al recupero e rilancio della produzione economica di quel territorio e di quella culturale, che spesso sono strettamente intrecciate per la presenza, nelle zone colpite, di beni artistici e di siti di interesse storico e culturale, come nei casi dei terremoti in Abruzzo, in Umbria e, in ultimo, dell\u2019Italia centrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi vi \u00e8 la necessit\u00e0 di innescare quella <strong><em><strong><em>pianificazione di area vasta<\/em><\/strong><\/em><\/strong>&nbsp;che garantisca le interconnessioni con i borghi caratterizzati da una omogeneit\u00e0 territoriale e cercare di <strong><em><strong><em>mettere a sistema<\/em><\/strong><\/em><\/strong>&nbsp;e di fare rete tra i diversi tessuti produttivi delle diverse comunit\u00e0 limitrofe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Programmazione e tempistica d\u2019intervento. <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La<strong>&nbsp;programmazione <\/strong>attraverso la pianificazione e l\u2019incentivazione diventa fondamentale per innescare gli interventi di mitigazione del rischio. L\u2019utilizzazione degli strumenti di oggi e il loro affinamento \u00e8 il futuro della prevenzione su cui bisogna impegnarsi. <\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>tempistica d\u2019intervento<\/strong>&nbsp;deve essere compatibile con l\u2019evoluzione, tutto si evolve e il tempo di attuare interventi di prevenzione deve essere rapido in modo da farsi trovare pronti e prevenire le emergenze.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In qualit\u00e0 di vicepresidente del consiglio comunale del Comune di Potenza vi ringrazio della partecipazione tutti i rappresentati istituzionali, i rappresentanti di tutte le forze dell\u2019ordine, i rappresentanti della protezione civile regionale e comunale e a tutte le associazioni di protezione civile che hanno partecipato. Un ringraziamento \u00e8 doveroso a tutti gli ordini professionali che hanno aderito e patrocinato questo evento, a tutti i relatori che sono intervenuti e all\u2019ufficio di presidenza con cui abbiamo condiviso la necessit\u00e0 di organizzare questa importante occasione di riflessione sulla nostra comunit\u00e0 con la disponibilit\u00e0 del sindaco, degli assessori e dei consiglieri comunali del comune di Potenza&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>23.11.2019 &#8211; ore 13,10: &#8220;Il 23 Novembre 1980-2020 &#8211; ha spiegato il vicepresidente del Consiglio comunale Rocco Pergola, intervenuto a nome dell&#8217;Ufficio di Presidenza all&#8217;incontro &#8230; <\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"single-sidebar.php","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[383,384],"tags":[],"class_list":["post-36716","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-c416-attivita-del-consiglio-416","category-c243-comunicati-stampa-dei-consiglieri-243"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36716"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36716"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36716\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}