{"id":3775,"date":"2011-10-27T08:36:53","date_gmt":"2011-10-27T06:36:53","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.comune.potenza.it\/comune_wp\/?p=3775"},"modified":"2011-10-27T08:36:53","modified_gmt":"2011-10-27T06:36:53","slug":"becce-pdlla-svolta-delle-amministrazioni-il-valore-economico-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=3775","title":{"rendered":"Becce (PDL):la svolta delle amministrazioni, il valore economico sociale"},"content":{"rendered":"<p>Valore economico o valore sociale? Costi o qualit\u00e0 dei servizi?Concetti ed interrogativi dai quali inevitabilmente le realt\u00e0 pubbliche non possono e non devono prescindere. Il difficile periodo di crisi internazionale e nazionale sta avendo pesanti ripercussioni sul <em>modus<\/em> <em>operandi et vivendi<\/em> della pubblica amministrazione che, con foga e, in alcuni casi, eccessiva fretta adotta provvedimenti volti ad arginarne gli effetti negativi. Sempre pi\u00f9, al giorno d\u2019oggi, gli Enti e le Amministrazioni pubbliche operano in un\u2019ottica prettamente aziendale: al pari di un\u2019azienda anch\u2019essi assoggettano la propria attivit\u00e0 al famoso principio delle \u201c3E\u201d (efficienza, efficacia ed economicit\u00e0); principio che si concretizza con l\u2019adozione di interventi in grado di perseguire gli obiettivi prefissati con il minor dispendio possibile di risorse.Mentre nell\u2019ambito privatistico la fredda logica del contenimento dei costi ben si adatta al fine ultimo del profitto; considerazioni e ragionamenti diversi merita l\u2019ambito pubblico, alla luce della sua particolare natura giuridica fortemente orientata alla socialit\u00e0.L\u2019ente pubblico, da un punto di vista economico-finanziario, non si prodiga per il perseguimento di un utile aziendale ma del pareggio di bilancio, condizione necessaria e sufficiente per consentire la sua sopravvivenza nel lungo termine. Tale condizione, tuttavia, non pu\u00f2 essere unica ed esclusiva in quanto deve tener conto della natura dell\u2019Ente in questione, pubblica appunto!Sopravvivenza economico-finanziaria e socialit\u00e0 sono due \u201celementi\u201d interconnessi e inscindibili che consentono ad un Ente\u00a0 di poter operare nel lungo periodo, realizzando attivit\u00e0 indirizzate al soddisfacimento dei bisogni della collettivit\u00e0 di riferimento.Se si pensa, tuttavia, alle molteplici manovre economiche realizzate negli ultimi mesi per contenere i deficit\u00a0 di bilancio ben si comprende come i concetti di costo e di finanza abbiano preso il sopravvento anche nelle realt\u00e0 a vocazione prettamente pubblica. Ed il valore sociale? La propensione al soddisfacimento dei cittadini che fine ha fatto? Esiste ancor oggi una coerenza tra le logiche di contenimento dei costi e la salvaguardia e la tutela dei diritti sociali? Il perseguimento ossessivo della condizione aziendale del pareggio di bilancio sta \u201cammazzando\u201d completamente il cittadino, i suoi bisogni e consequenzialmente la vera ragion d\u2019essere delle amministrazioni pubbliche?Si avverte la sensazione che a pagare le conseguenze di questa lotta quotidiana al deficit sia il Welfare, ovvero quelle politiche volte alla tutela dei diritti dei cittadini; tale sensazione emerge se si considerano i recenti tagli sui trasferimenti agli enti locali, i ticket sanitari ed altri provvedimenti che colpiscono in modo diretto la collettivit\u00e0 nelle sue fasce pi\u00f9 bisognose. Con questo passo si rischia di trovarsi davanti l\u2019incresciosa scelta di decidere se eliminare alcuni servizi (la cui erogazione costa troppo), andando a ridurre spese e deficit pubblico, oppure aumentare la tassazione, andando ad incrementare i ricavi, o addirittura entrambe. Scelte di tal genere inevitabilmente porterebbero ad un impoverimento delle famiglie che saranno costrette a pagare pi\u00f9 tasse e ad usufruire di meno servizi.Purtroppo nell\u2019immaginario comune vi \u00e8 la convinzione che l\u2019ente locale non sappia gestire adeguatamente le risorse, probabile conseguenza di una cattiva gestione del passato, caratterizzata da uno spreco eccessivo delle risorse elargite dall\u2019alto, in particolare zone come la Basilicata, beneficiaria di ingenti trasferimenti statali ed europei.Al contempo \u00e8 doveroso ricordare la natura dell\u2019Ente locale, quale amministrazione pi\u00f9 vicina ai cittadini e, secondo il fondamentale principio della sussidiariet\u00e0 orizzontale, unico soggetto in grado di collaborare e cooperare con gli stessi. La riduzione dei trasferimenti comporter\u00e0 nel tempo un graduale allontanamento della collettivit\u00e0 delle istituzioni territoriali di riferimento che non saranno pi\u00f9 in grado di comprendere e soprattutto soddisfare i relativi bisogni.Se il nord europa rappresenta l\u2019eccellenza nelle politiche di Welfare, per noi aim\u00e8 il Welfare rappresenta sempre pi\u00f9 una tematica obsoleta e di scarsa importanza!Se da un lato \u00e8 spontaneo criticare l\u2019operato del Governo \u00e8 altrettanto vero ammettere che in un contesto di crisi generale e di emergenza economico-finanziaria, che ci espone ai giudizi dell\u2019Unione europea, inevitabilmente gli ambiti sociali ne sarebbero stati coinvolti. Secondo il mio modesto parere l\u2019unica critica che si pu\u00f2 muovere al\u00a0 Governo \u00e8 la mancanza di stimoli riformatori e lungimiranti, soprattutto negli ambiti sociali: non \u00e8 giusto penalizzare la qualit\u00e0 della vita, in particolare le fasce pi\u00f9 deboli della popolazione con azioni che modificano la natura del Welfare riducendola ad una mera operazione economica.La migliore soluzione sarebbe riformare l\u2019intero sistema di welfare, ormai simile ad un \u201cpaludamento da museo\u201d che mal si adatta all\u2019attuale situazione economica e sociale del nostro paese. I soldi a disposizione sono pochi, non si pu\u00f2 spendere come prima, ed \u00e8 per questo che le poche risorse a disposizione non devono essere utilizzate per politiche che discriminano le fasce pi\u00f9 deboli e non tutelano i bisogni essenziali.\u00a0Il cambiamento pu\u00f2 avvenire solo se si considera la Pubblica Amministrazione e l\u2019Ente locale nella loro globalit\u00e0 e completezza, nella loro duplice natura di soggetto volto alla sopravvivenza economica nel lungo periodo e di soggetto animato da principi di socialit\u00e0: la componente economica e sociale, il costo e la qualit\u00e0 dei servizi devono essere considerati elementi inscindibili. Parlare di perseguimento di valore economico-sociale \u00e8 la nuova svolta politica: pensare ad interventi di contenimento dei costi intelligenti alla luce dei bisogni e delle esigenze della comunit\u00e0 di riferimento. L\u2019efficienza economica e l\u2019efficacia sociale devono fondersi nel concetto di economicit\u00e0 rappresentata dal valore economico-sociale.Gli enti locali dal canto loro, devono essere in grado di ricoprire il duplice ruolo di interlocutori primari del cittadino (in quanto istituzione geograficamente pi\u00f9 vicina) e di abili manager (nell\u2019ambito delle politiche di contenimento e controllo dei costi. E\u2019 un passo complesso e al tempo stesso rivoluzionario, ma un passo doveroso che potrebbe definire un nuovo agire pubblico e condurre ad \u201cilluminate\u201d politiche di Welfare.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Valore economico o valore sociale? Costi o qualit\u00e0 dei servizi?Concetti ed interrogativi dai quali inevitabilmente le realt\u00e0 pubbliche non possono e non devono prescindere. 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