{"id":49213,"date":"2022-03-15T11:08:46","date_gmt":"2022-03-15T10:08:46","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=49213"},"modified":"2022-03-31T18:17:54","modified_gmt":"2022-03-31T16:17:54","slug":"palazzo-loffredo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=49213","title":{"rendered":"Palazzo Loffredo"},"content":{"rendered":"\n<p>ndirizzo: Via Andrea Serrao, \u2013 85100 Potenza<\/p>\n\n\n\n<p>Telefono: 0971\/21719<\/p>\n\n\n\n<p>Sito web: www.archeobasi.it<\/p>\n\n\n\n<p>E-mail: archeopz@arti.beniculturali.it<\/p>\n\n\n\n<p>Orari di apertura al pubblico: luned\u00ec, 14.00-20.00; marted\u00ec-domenica, 9.00-20.00<\/p>\n\n\n\n<p>Giorni di chiusura: 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre<\/p>\n\n\n\n<p>Biglietto di ingresso museo: intero \u20ac 2,50; ridotto \u20ac 1,25; gratuito la prima domenica del mese; agevolazioni secondo le disposizioni vigenti nei musei statali<\/p>\n\n\n\n<p>Palazzo Loffredo \u00e8 un palazzo storico di Potenza, situato nel centro storico, si affaccia su Piazza Duomo, Largo Pignatari e Via Andrea Serrao. L\u2019edificio aveva come prima funzione quella di ospitare gli uffici della sede amministrativa della contea ed \u00e8 fra gli esempi pi\u00f9 rilevanti dell\u2019edilizia civile potentina. Dopo aver ospitato l\u2019Ufficio dell\u2019Intendenza e il Real Collegio nel XIX secolo e il Conservatorio di Potenza \u201cGesualdo da Venosa\u201d, l\u2019Istituto Tecnico-Commerciale \u201cLeonardo Da Vinci\u201d e il Convitto Nazionale \u201cSalvator Rosa\u201d nel corso del XX secolo, dal 2005 \u00e8 la sede del Museo Archeologico Nazionale della Basilicata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il palazzo comitale fu costruito da I\u00f1igo De Guevara, a cui era stata assegnata da Re Alfonso V D\u2019Aragona la contea di Potenza con le terre di Vignola, Anzi, Vietri e Rivisco. Il Palazzo sorge su uno stabilimento nato come monastero della Congregazione dei celestini, nella prima met\u00e0 del XIV secolo.<br>La citt\u00e0 pass\u00f2 nel 1596 ai conti di Lannoy, che si trovarono a fronteggiare un terremoto che danneggi\u00f2 gravemente la Cattedrale e il palazzo comitale: quello del 1694 prima e quello del 1698 poi.<\/p>\n\n\n\n<p>Agli inizi dell\u2019800, con l\u2019elevazione di Potenza a Capoluogo di Provincia, sorse il problema dell\u2019ubicazione dell\u2019ufficio dell\u2019Intendenza, simbolo della nuova identit\u00e0 della citt\u00e0. Diversi furono gli edifici candidati ad accogliere tale prestigioso ufficio, fra cui il convento francescano; tuttavia, nel 1813, il regime murattiano dispose la temporanea ubicazione dell\u2019Intendenza a Palazzo Loffredo. Nel 1822 Palazzo Loffredo si rese inoltre disponibile ad ospitare il Real Collegio di Basilicata, grazie alla sua posizione ottimale (di fronte al Vescovado) e la necessaria rappresentativit\u00e0. Gli ingegneri Scodes e Massari lavorarono al progetto di adattamento dell\u2019edificio, eseguito entro il 1830.<br>Le vicende del \u201948 interessarono tutto il Regno e a Potenza un focolaio di rivoluzione si ebbe proprio all\u2019interno del corpo docente del Collegio. A seguito di tali eventi, nel 1850, la direzione della scuola venne affidata ai Padri Gesuiti, che giunsero nel capoluogo e Ritenendo Palazzo Loffredo inadatto, decisero di costruire un nuovo edificio, ma i lavori non andarono avanti.<br>Nel 1862, il Real Collegio, dopo aver ospitato nel \u201961 un reparto dell\u2019esercito giunto in citt\u00e0 per la lotta al brigantaggio, verr\u00e0 convertito in Liceo.<br>Nel corso del Novecento il palazzo ha ospitato fra i suoi locali il Conservatorio di Potenza \u201cGesualdo da Venosa\u201d, l\u2019Istituto Tecnico-Commerciale \u201cLeonardo Da Vinci\u201d e il Convitto Nazionale \u201cSalvator Rosa\u201d. Dal 2005 ospita il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata \u201cDinu Adame\u0219teanu\u201d, figura di studioso di assoluto rilievo internazionale oltre che \u201cfondatore\u201d dell\u2019archeologia lucana.<br>Lo stabilimento conserva la struttura monasteriale del chiostro centrale, attualmente esistente. Nell\u2019attuale corpo del palazzo vennero inglobate le fondamenta del monastero, che costituirono materiale di spoglio per la costruzione del nuovo Palazzo Guevara, secondo l\u2019abitudine di non demolire completamente edifici sacri ed includerli nei nuovi progetti di costruzione, sia per conservare la sacralit\u00e0 dell\u2019edificio sacro, sia per conservarne la memoria nella mentalit\u00e0 collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei primi due secoli del dominio borbonico il palazzo comitale aveva una forma quasi cubica e priva della corte antistante. Il palazzo si ergeva su tre livelli: un primo, seminterrato, con accesso carrabile a valle; un piano nobile caratterizzato, nel prospetto da una loggia cinquecentesca a cinque archi a pieno sesto; un ultimo livello privo di aperture sul fronte principale, coperto da un tetto a spioventi. Dopo il Concilio di Trento l\u2019edilizia religiosa ebbe uno sviluppo pi\u00f9 notevole rispetto a quella nobiliare, soprattutto per disponibilit\u00e0 economica dei conti. Imponente tuttavia risultava il Palazzo Comitale, che occupava una vasta area di fronte all\u2019episcopato e alla Cattedrale. Era dotato di un ampio cortile con le scuderie e di una cappella privata. Sul volgere del \u2018500, prospiciente il palazzo sorse la Cavallerizza dei Conti: la fabbrica, dotata di un\u2019ampia corte, presenta ancor oggi un fronte definito da un robusto portale bugnato, che si apre su Largo Pignatari, sorto nello stesso periodo. Nel 1709 vennero accorpate nel complesso alcune case costruiti su terreni attigui di propriet\u00e0 del monastero di San Francesco e nel 1722 il palazzo e le sue pertinenze occupavano un\u2019area che si estendeva a sud fino all\u2019attuale via Pretoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Il restauro dell\u2019edificio compiuto nel Settecento dai conti Loffredo, diede all\u2019edificio il suo aspetto attuale. La novit\u00e0 pi\u00f9 rilevante fu la costruzione della gradinata monumentale che conduce all\u2019attuale ingresso, sormontata da una loggia d\u2019ingresso dove sono ubicate le due porte con fastosi portali in stile catalano-durazzesco e dello stesso stile sono i numerosi archi, che adornano con i loro stipiti e archi a tutto sesto, le sovrastanti finestre che donano completezza e bellezza architettonica a tutto il prospetto d\u2019ingresso del palazzo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Address: Via Andrea Serrao, -85100 Potenza<\/p>\n\n\n\n<p>Telephone: 0971\/21719<\/p>\n\n\n\n<p>Website: www.archeobasi.it<\/p>\n\n\n\n<p>E-mail: archeopz@arti.beniculturali.it<\/p>\n\n\n\n<p>Opening hours to the public: Monday, 14:00-20:00; Tuesday-Sunday, 9:00-20:00<\/p>\n\n\n\n<p>Closing days: January 1st, May 1st, December 25th<\/p>\n\n\n\n<p>Ticket: full \u20ac 2.50; reduced \u20ac 1.25; free on first Sunday of the month; concessions according to the provisions in force in state museums<\/p>\n\n\n\n<p>Palazzo Loffredo is a historic building in Potenza, located in the historic center, overlooking Piazza Duomo, Largo Pignatari and Via Andrea Serrao.<\/p>\n\n\n\n<p>It had the primary function of hosting the offices of the county administrative headquarters, and it\u2019s among the most relevant example of the civil construction of the province of Potenza.<\/p>\n\n\n\n<p>At the beginning of the 19th century, with the elevation of Potenza to the provincial capital, the problem of the location of the Intendenza office arose, a symbol of the new identity of the city. Several buildings were candidated to host this prestigious office, including the Franciscan convent; however, in 1813, the Murattian regime ordered the temporary location of the Intendenza at Palazzo Loffredo.<\/p>\n\n\n\n<p>During the twentieth century, the building hosted the Conservatory \u201cGesualdo da Venosa\u201d, the technical-commercial institute \u201cLeonardo da Vinci\u201d and the school \u201cSalvator Rosa\u201d. Since 2005, it\u2019s housing the National Archaeological Museum of Basilicata \u201cDinu Adamesteanu\u201d, a figure of absolute international importance as well as the \u201cfounder\u201d of Lucan archeology.<\/p>\n\n\n\n<p>The plant preserves the monastery structure of the central coister, which currently exists. The foundations of the monastery were incorporated in the current body of the palace, which constituted material for the construction of the new Palazzo Guevara. In the first two centuries of the Bourboun age, the palace had an almost cubic shape and had no front courtyard. The building stood on three levels: a first, basement, with driveway access to the valley; a noble floor characterized in facade by a sixteenth-century loggia with five full-arched arches; a last level without opening on the main front, covered by a pitched roof. After the Council of Trent, religious constructions had a more remarkable development than the aristocratic ones, due above all to financial availability of the accounts. However, the palace was imposing, occupying a large area in front of the episcopate and the Cathedral. It had a large courtyard with stables and a private chapel. At the turn of the 16th century, the Cavallerizza dei Conti was built in front of the building: the factory, equipped with a large courtyard, still has a front defined by a robust rusticated portal, which opens onto Largo Pignatari, built in the same period.<\/p>\n\n\n\n<p>The restoration of the building, made in the eighteenth century by the Loffredo Counts, gave the building its current appearance. The most noteworthy novelty was the construction of the monumental staircase, leading to the current entrance, topped by an entrance loggia where the two doors with sumptuous Catalan-Durazzo portals are located; of the same style are the numerous arches, which adorn the overlying windows, giving completeness and architectural beauty to the entire entrance prospect of the building itself.<\/p>\n\n\n\n<p>Testo e foto a cura dei volontari del progetto di Servizio Civile \u201c\u2026\u2026\u2026\u2026 c\u2019\u00e8 TURISMO e CULTURA a POTENZA\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>FONTI:<\/p>\n\n\n\n<p>wikipedia.org<br>epotenza.it<br>archeobasilicata.beniculturali.it<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/1-31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" 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