{"id":5526,"date":"2012-07-03T16:12:28","date_gmt":"2012-07-03T14:12:28","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.comune.potenza.it\/comune_wp\/?p=5526"},"modified":"2012-07-03T16:12:28","modified_gmt":"2012-07-03T14:12:28","slug":"santarsiero-su-finanza-dei-comuni-e-mezzogiorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=5526","title":{"rendered":"Santarsiero su finanza dei Comuni e Mezzogiorno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Il rapporto SVIMEZ sulla finanza dei Comuni, accanto alla riflessione riguardante la situazione pi\u00f9 generale delle Amministrazioni nel nostro Paese, consente di poter sviluppare analisi e valutazioni pi\u00f9 specifiche sullo stato degli Enti Locali nel nostro Mezzogiorno.Appare evidente quanto in Italia siamo ben lontani da ogni forma di federalismo e di reale autonomia dei territori.&#8221;<br \/>Cos\u00ec il Sindaco di Potenza, Vito Santarsiero per il quale &#8220;i\u00a0principi innovatori del Titolo V della Costituzione, pur avendo trovato nel dettato della Legge 42\/09 un significativo momento di indirizzo normativo, risultano del tutto inattuati ed i Comuni vivono la peggiore stagione amministrativa del dopoguerra.Il calo di entrate correnti (-5,6% in 20 anni) e di spesa del personale (-27,9% in 20 anni) a fronte di una crescita del PIL del 18,5% sono l\u00ec a testimoniare come il comparto dei Comuni sia quello che pi\u00f9 di tutti ha abbattuto e razionalizzato la spesa ordinaria sino a non produrre pi\u00f9 deficit da\u00a0 3 anni.<br \/>E bene fa il Prof. Pica ad evidenziare che il sistema di indebitamento dei Comuni \u00e8 tutto gravato per norma sulla spesa corrente, con una forte responsabilizzazione gestionale delle Amministrazioni, cosa che al contrario non succede per lo Stato che invece pu\u00f2 alimentare il debito per pagare il debito storico che inevitabilmente finisce col\u00a0 crescere sempre di pi\u00f9.<br \/>Basterebbe una banale applicazione di tali procedure per i livelli di gestione centrale della finanza pubblica per vedere avviato un reale processo di razionalizzazione della spesa\u00a0 e abbattimento del debito statale.<br \/>Non \u00e8 un caso che su 1900 MLD \u20ac di debito pubblico i Comuni gravano solo per 50 MLD\u20ac, cio\u00e8 oltre il 50% in meno del proprio peso in termini di spesa rispetto agli altri comparti.<br \/>Il rapporto fa altres\u00ec giustizia del falso incremento di entrate tributarie.<br \/>Negli ultimi anni &#8211; continua- \u00e8 cambiato\u00a0 il modo attraverso il quale vengono\u00a0 accreditati ai Comuni i trasferimenti diretti dello Stato,\u00a0\u00a0\u00a0 e si \u00e8 fatta gravare la spesa storica\u00a0\u00a0 su IRPEF, o IVA o altro, determinando\u00a0 una situazione per cui \u00e8 semplicemente cambiato il modo di chiamare il trasferimento storico e nulla c\u2019\u00e8 di reale autonomia tributaria.<br \/>Chiara la sottolineatura inoltre dei gravi danni causati ai Comuni da vari strumenti, dal Patto di Stabilit\u00e0 alla Tesoreria Unica, alla esigenza di ricorrere sempre pi\u00f9 ad anticipazioni di cassa (+81% tra il 1991 e il 2000), come \u00e8 chiaro che l\u2019IMU diventa per il 50% una vera patrimoniale secca dello Stato e per l\u2019altro 50% l\u2019ennesimo modo di fare cassa per il trasferimento storico, lasciando all\u2019autonomia impositiva dei Comuni la sola parte di duro incremento dell\u2019imposta a danno dei territori.<br \/>E\u2019 cos\u00ec che i Comuni non solo si trovano in grandi difficolt\u00e0 per garantire i servizi essenziali ma hanno anche, nel contempo, ridotto di ben il 21% i propri investimenti negli ultimi 20 anni con grave danno per l\u2019economia dei territori.<br \/>Il quadro che ne\u00a0 emerge \u00e8 evidente: mentre l\u2019Europa con i propri programmi guarda sempre pi\u00f9 alle aree urbane quali poli da rafforzare per lo\u00a0 sviluppo dei territori vasti, l\u2019Italia marginalizza sempre pi\u00f9 gli Enti Locali e le aree urbane\u00a0\u00a0 rinnegando il proprio DNA di Nazione che ha sempre creduto nei territori e nello sviluppo locale.<br \/>L\u2019ultima stagione di vero decentramento, quella degli anni \u201990 e inizio 2000, partita con la L. 142\/90, culminata con la modifica del Titolo V e accompagnata da strumenti veri messi a disposizione dei territori quali la programmazione negoziata, &#8211; aggiunge Santarsierio- \u00e8 stata anche l\u2019ultima stagione di vera crescita del Paese e di vera crescita del Mezzogiorno, con ritmi che nel 1999, 2000, 2001 sono stati anche\u00a0 nell\u2019ordine del +3% all\u2019anno del PIL.<br \/>Quando l\u2019Italia ha creduto nei Comuni il Paese \u00e8 cresciuto ed il Sud, forte del proprio protagonismo, \u00e8 addirittura cresciuto a ritmi superiori a quelli del resto del Paese.<br \/>In merito al Sud il rapporto fa chiarezza anche sullo stato dei Comuni del Mezzogiorno.<br \/>Occorre leggere i dati globali per ben comprenderlo.<br \/>I Comuni del Mezzogiorno hanno avuto un gettito di entrate correnti negli ultimi 20 anni mediamente inferiori del 20% rispetto al resto del Paese.<br \/>Nel 2011 le entrate correnti pro capite sono state pari a 755 \u20ac contro i 945 \u20ac pro capite del Centro Nord; ci\u00f2 significa minori entrate correnti pari a 19,5 MLN\u20ac ogni 100.000 abitanti.<br \/>Trattasi di un dato forte che sottolinea l\u2019importanza della definizione dei fabbisogni e dei costi standard previsti dalla legge sul Federalismo, nonch\u00e9 l\u2019importanza del fondo perequativo che non potr\u00e0 che essere di tipo verticale e di competenza dello Stato per favorire il riequilibrio a favore dei territori a minore gettito fiscale e non gi\u00e0 orizzontale e di competenza del sistema dei Comuni.<br \/>Come pure penalizza molto il Sud il mancato avvio della perequazione infrastrutturale mirabilmente prevista dall\u2019art. 32 della Legge 42\/09.<br \/>Significativo in merito il dato degli investimenti in conto capitale che, nel periodo 2004 \u2013 2009, nel Sud \u00e8 stato pari a 251 \u20ac pro capite comprensivo dei fondi UE contro i 300 \u20ac pro capite del resto dell\u2019Italia.<br \/>Tale dato \u00e8 drammatico, espressione pi\u00f9 vera dell\u2019abbandono del Sud, soprattutto se si tiene conto\u00a0 che i fondi nazionali ordinari per il Sud dovrebbero essere superiori del 7% alla media nazionale secondo un vecchio piano di rilancio del Mezzogiorno\u00a0 e ad essi\u00a0\u00a0 dovrebbero sommarsi i fondi europei.<br \/>Questo dato esprime in maniera chiarissima l\u2019effetto dello scippo avvenuto negli anni scorsi di 60 MLD\u20ac di fondi FAS, destinati invece ad altre parti del Paese,\u00a0 e della mancanza di politiche per il Mezzogiorno.<br \/>I fondi europei sono inevitabilmente diventati sostitutivi di quelli nazionali abbassando cos\u00ec di almeno un ordine di grandezza la loro efficacia e la qualit\u00e0 strategica delle opere finanziate.<br \/>C\u2019\u00e8 dunque un problema Sud che emerge con grande chiarezza.<br \/>Aggredito dalla criminalit\u00e0, con investimenti esteri praticamente nulli, con le citt\u00e0 in grave ritardo nei processi di riqualificazione, con il turismo e l\u2019agricoltura marginali, con il sistema bancario crollato, senza ricerca ed innovazione, con una terziarizzazione patologica ed una pubblica amministrazione inadeguata, il Sud oggi \u00e8, con la Grecia e la Turchia, la macroarea europea maggiormente in crisi.<br \/>Il fallimento dell\u2019intervento straordinario del Mezzogiorno ha avuto effetti gravissimi, non solo\u00a0 il Sud non \u00e8 cresciuto e non si \u00e8 dotato delle infrastrutture necessarie a qualsiasi processo di crescita, ma \u00e8 successo che da area da sostenere \u00e8 via via diventato luogo dell\u2019assistenza e della dipendenza economica e politica, fino ad esser percepito\u00a0 come palla al piede per lo sviluppo del Paese.<br \/>Con una sbagliata lettura storica ed economica, sempre meno il Sud \u00e8 sentito come problema nazionale e sempre pi\u00f9 problema dei Meridionali.<br \/>Sarebbe facile\u00a0 dimostrare come l\u2019intervento straordinario del Mezzogiorno ha s\u00ec favorito ingenti finanziamenti alle Regioni meridionali ma il tutto \u00e8 avvenuto non gi\u00e0 per sostenere un modello di sviluppo tarato sulle esigenze e potenzialit\u00e0 del Sud bens\u00ec per sostenere un modello di sviluppo centrato sulle esigenze della grande industria del Nord.<br \/>Il Sud &#8211; dice Santarsiero- deve oggi rivendicare una storia pi\u00f9 equilibrata e chiedere di far emergere nel Sud la presenza dei vari Sud, quelli delle capacit\u00e0 e dell\u2019eccellenza, non gi\u00e0 per un fatto statistico di immagine ma per far comprendere che il Sud non \u00e8 tutto omogeneo e far emergere dai territori politiche e strumenti per sviluppo endogeno e fare quindi oggi quello che ieri non ha fatto l\u2019intervento straordinario. Abbiamo bisogno di una strategia ampia, che tenga conto delle carenze del Sud e della sua condizione di marginalit\u00e0 geopolitica e geoeconomica.<br \/>E\u2019 necessaria cio\u00e8 &#8211; conclude- una strategia capace di coniugare lo sviluppo locale sia con un programma di infrastrutturazione sovra regionale sia con una naturale proiezione mediterranea dei processi complessivi di crescita offrendo cos\u00ec l\u2019opportunit\u00e0 di operare su orizzonti economici e territoriali pi\u00f9 vasti sia all\u2019Italia che all\u2019Europa.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Il rapporto SVIMEZ sulla finanza dei Comuni, accanto alla riflessione riguardante la situazione pi\u00f9 generale delle Amministrazioni nel nostro Paese, consente di poter sviluppare analisi &#8230; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"single-sidebar.php","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[],"class_list":["post-5526","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5526"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5526"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5526\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5526"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5526"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5526"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}