{"id":893,"date":"2010-01-25T11:43:38","date_gmt":"2010-01-25T10:43:38","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.comune.potenza.it\/comune_wp\/?p=893"},"modified":"2010-01-25T11:43:38","modified_gmt":"2010-01-25T10:43:38","slug":"sebastiano-papa-partito-democratico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.comune.potenza.it\/?p=893","title":{"rendered":"Sebastiano Papa (Partito Democratico)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Oggetto:<\/strong> Ponte attrezzato.<\/p>\n<p>Il 15 gennaio una delle opere pubbliche pi\u00f9 grandi e discusse della citt\u00e0 capoluogo entrer\u00e0 in funzione: Le scale mobili Santa Lucia. Una storia durata oltre un decennio trova il suo compimento. Inutile ripercorrere le vicende di questa opera, i suoi incidenti, le sue variazioni. Ora apre e bisogna sfruttarne tutte le potenzialit\u00e0, che sono molte e che in questo testo vorrei elencare e condividere con la classe dirigente della citt\u00e0 e con i cittadini. Finalit\u00e0 generale di questo articolo, per me che rappresento, in quanto consigliere comunale, la pubblica amministrazione della citt\u00e0 capoluogo, \u00e8 quella di aprire un dialogo sulla citt\u00e0, sulle sue opere e trasformazioni, sulle sue potenzialit\u00e0 future. Il ponte che non \u00e8 ponte, potrebbe intitolarsi cosi il testo, soprattutto a partire da quelle che dovevano essere le prime intenzioni di un progetto ambizioso le cui funzioni sarebbero state: un sistema di scale mobili interrato, con una serie di servizi ed attrezzature utili ai cittadini, secondo un riferimento rintracciabile nelle pi\u00f9 grandi citt\u00e0 e anche in vista di una denominazione non propria ma reale. Infatti non \u00e8 ponte, \u00e8 vero, ma forse \u00e8 di pi\u00f9 o qualche cosa di diverso o in ogni caso un ponte lo crea ed \u00e8 quello che attraversa il vallone di S.Lucia e unisce due parti di citt\u00e0. Una delle quali, verso rione Cocuzzo, nella storia della nostra comunit\u00e0, ha segnato una svolta, aprendo nuovi scenari urbanistici, nuovi quartieri, nuovi uffici, scuole e da ultimo tutta l&#8217;area del Gallitello diventata fondamentale per la presenza di servizi e locali commerciali. Una volta i quartieri sul lato del Cocuzzo erano detti forse a ragione &#8220;dormitori&#8221; ora non dormono pi\u00f9 e sono vissuti quotidianamente da migliaia di persone che vi risiedono vivono, si recano per lavoro, svago, studio. Le popolazioni avvertono la necessit\u00e0 di un collegamento immediato col centro. E&#8217; cos\u00ec le scale mobili riannodano il cordone ombelicale di parte di una citt\u00e0 nuova, ampia ed in continua trasformazione, con il nucleo storico. Sono convinto che questa opera dar\u00e0 nuovo respiro al centro; ne potr\u00e0 ridefinire anche le funzioni, l&#8217;identit\u00e0 e vitalit\u00e0, ma vorrei concentrarmi, ed invitare i miei colleghi del consiglio a confrontarsi, su quello che potr\u00e0 essere e diventare il lato di Via Tammone. Invito tutti ad una discussione costruttiva, franca e politica, prima che tecnica, su cosa succeder\u00e0 nei pressi della cooperativa S. Spirito dove sono previste nuove costruzioni, proprio in prossimit\u00e0 dell&#8217;ingresso alle scale; invito tutti a confrontarsi, serenamente, su cosa potrebbe accadere sul versante via Tirreno per giungere con facilit\u00e0 in via Tammone e consentire ai residenti del quartiere di utilizzare al meglio la struttura. Tutta l&#8217;area sul lato rione Cocuzzo \u00e8 diventata una citt\u00e0 a s\u00e9. Le scale rappresentano una grande area pedonale verso il centro se il sistema di trasporto su gomma intercetta un bacino di utenza enorme, variegato, esteso. Poggio Tre Galli, rione Cocuzzo, le scuole, gli uffici regionali e tutta la zona del Gallitello devono legarsi alla nuova opera ed incontrare le necessit\u00e0 di migliaia di persone e ad una serie di servizi: Il poliambulatorio (ASP), la motorizzazione, la biblioteca. Per questo non deve fermarsi, invece, la realizzazione del ridisegno delle linee di trasporto, gi\u00e0 avviato e che ha tenuto conto della apertura delle scale mobili, per intercettare cittadini, grazie ad un servizio navetta ed al ridisegno delle linee e degli orari di trasporto. I cittadini, altrimenti, saranno costretti in automobile ad arrivare l\u00ec dove buona parte del tempo lo si passa in macchina, fermi, o a cercare parcheggio. Una immagine, che tanto immaginaria non \u00e8, mi porta a pensare che un cittadino residente in viale Marconi, o in viale Dante, potr\u00e0, con il solo utilizzo delle scale mobili e lo scambio con un mezzo su gomma in via Tammone, raggiungere gli uffici della regione, o la scuola, o il poliambulatorio o evitare in ogni caso l&#8217;utilizzo dell&#8217;auto privata. Ed arrivo all&#8217;altro elemento di ricchezza dell&#8217;impianto di S.Lucia. La possibilit\u00e0 di non utilizzare l&#8217;auto \u00e8 un segno di civilt\u00e0. Ma la civilt\u00e0 e la qualit\u00e0 della vita pu\u00f2 e deve avere un contributo anche da parte del cittadino. Se prima mi sono rivolto ai miei colleghi ora mi rivolgo ai cittadini della citt\u00e0, ma direi dell&#8217;intero territorio regionale. Utilizziamo le scale mobili della citt\u00e0. Lasciamo le auto nei parcheggi prossimi agli impianti e sfruttiamo l&#8217;intero sistema di scale mobili di cui la citt\u00e0 si \u00e8 dotata. Scale che oggi sono gratuite e ritengo doveroso ed intelligente lasciarle tali. Il nostro compito \u00e8 quello di offrire servizi, che il cittadino deve utilizzare e, come nel caso della mobilit\u00e0, \u00e8 necessario da parte di tutti un cambio culturale sul tema. Le scale di via Armellini sono adiacenti ai parcheggi multipiano; anche viale Dante ne \u00e8 dotata; in via Vespucci c&#8217;\u00e8 un&#8217;ampia area di sosta, e da ultimo in viale dell&#8217;Unicef \u00e8 in costruzione un parcheggio che accoglier\u00e0 numerose auto ed in particolare le linee extraurbane per evitare che queste circolino in citt\u00e0 contribuendo alla congestione che spesso caratterizza le vie cittadine. Facciamo in modo, quindi, con un ampio sforzo di tutti, che il sistema della mobilit\u00e0 cambi il volto della citt\u00e0. Io credo che lo si possa fare. I progetti realizzati ed in via di realizzazione lo permettono. Intorno al sistema della mobilit\u00e0 pu\u00f2 crearsi una lunga serie di iniziative che contraddistinguono la nostra citt\u00e0. Diamo corpo, con i vari piani e strumenti, ad una nuova politica della mobilit\u00e0. &#8220;Queste, per ora, sono parole&#8221;, potr\u00e0 tranquillamente commentare qualcuno. In parte \u00e8 vero. Vorrei, per\u00f2, proprio con questo articolo, aprire un filo diretto con i cittadini, prima di tutto, e con la politica, dopo. E&#8217; un\u2018occasione storica per la citt\u00e0. Non ho citato la ZTL, non ho citato la metropolitana leggera, che nel futuro si completer\u00e0 a vantaggio dell&#8217;intero trasporto cittadino ed extracittadino, ho dimenticato tante cose ma non \u00e8 questa la sede, o il momento. Ho sentito il dovere e piacere di cogliere questa inaugurazione come una festa sui temi della mobilit\u00e0 che, a partire dalle scale mobili, possa significare vivere meglio la citt\u00e0, nel rispetto dell&#8217;ambiente, delle fasce pi\u00f9 deboli, degli studenti e lavoratori che quotidianamente percepiscono come chiuso e difficile, il capoluogo di regione. Invertiamo la percezione della citt\u00e0, ed apriamola al territorio. Questa la scommessa, del resto abbiamo detto: <strong>&#8220;ed ora il futuro, ed ora la citt\u00e0&#8221;.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggetto: Ponte attrezzato. 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