Che la città di Potenza sia indebitata fino al collo non é un mistero per nessuno, anzi lo si sapeva già prima dell’insediamento del nuovo consiglio. Tra debito ereditato, debito strutturale e gli errori ammessi dallo stesso, già sindaco, Santarsiero stiamo parlando di cifre da capogiro, difficilmente appianabili, soprattutto se la politica non decide di cambiare marcia e volare alto.Si legge da ogni dove di colpe di questa o quell’amministrazione, di questo o quel politico ma di certo oggi c’è soltanto il fatto che Potenza si troverà a breve, se non si apportano i dovuti correttivi, di fronte al “famigerato” Commissario: la parola stessa di per sé incute terrore.Ai cittadini poco importa se chi ha governato la città sino ad oggi possa o meno essere ricandidato o dichiarato decaduto.Al cittadino comune interessa sapere se sarà chiamato a pagare o meno il massimo delle tasse, se usufruirà dei servizi dovuti dall’ente, ovvero se continuerà a mantenere il posto di lavoro.Si, proprio così, una gestione commissariale alzerebbe al massimo tutte le aliquote, escluderebbe le esenzioni, ridurrebbe servizi e personale, bloccherebbe eventuali contributi europei, insomma un vero dramma in una città già di per sé in affanno.In tutto ciò si continua a giocare al gatto e il topo senza capire chi insegue chi e/o cosa.Che la gestione Santarsiero, seppure in buona fede, come lui stesso dice, sia stata intrisa di errori e contraddizioni è un dato di fatto ed è certificato, anche, nel disavanzo statuito nel bilancio consuntivo 2013 approvato nello scorso mese di luglio.Il PD e l’intero centro sinistra non è stato in grado di ridare splendore alla città capoluogo, anzi, per quello che si legge, sembrerebbe che abbia continuato a spendere oltre ogni misura pur non avendone le possibilità. C’è stata sicuramente una cattiva gestione delle entrate, basti pensare ai mancati incassi per la fruizione gratuita del passaggio sulle scale mobili e, per un periodo, per l’utilizzo, senza pagare alcun biglietto, del trasporto urbano su gomma, sino alla fallimentare gestione della vendita del tribunale e le proroghe senza bando delle convenzioni in essere.Il tutto parzialmente superato dall’aiutino che la regione di volta in volta si premurava di assicurare per nascondere il disavanzo.Ora va salvata la città e va fatto senza se e senza ma, con l’aiuto di tutti ma con delle prese d’atto indispensabili.In primo luogo il PD non può chiedere le chiavi della giunta. Capisco che c’è stato un rinnovo generazionale ma la città è stata chiara: tutti con De Luca, sostenuto da una diversa classe politica.In secondo luogo si appoggi questa giunta, prevalentemente tecnica, che sta facendo bene e ha già segnato un passo di marcia rispetto al passato. In terzo luogo si stabiliscano dei punti programmatici su cui lavorare per risollevare la città ed evitare il commissariamento.Condizione indispensabile è leggere, quanto prima, il bilancio previsionale 2014 in modo da capire se dobbiamo celebrare un funerale o siamo ancora in tempo a mettere “u uarniedd” per fare un matrimonio.