Pietro Campagna (Centro Democratico): Tariffe T.A.R.I.

In relazione alle tariffe TARI,  approvate dal Consiglio Comunale nel corso dell’ultima seduta del 30 settembre, con l’astensione del Gruppo del Centro Democratico, mi preme  tentare di chiarire alcune circostanze che, a mio giudizio, vengono trasferite in modo non del tutto corretto alla Cittadinanza.

            E’ evidente ed è stato da più parti sollevata la questione relativa alla pratica impossibilità di apportare una qualsiasi modifica migliorativa alla manovra tariffaria tenuto conto che la stessa è stata dall’Amministrazione sottoposta all’attenzione della competente Commissione Consiliare Permanente solo in data 25 settembre e quindi con una tempistica, che ha praticamente precluso la possibilità di un’attenta disamina preordinata alla formulazione di una ipotesi alternativa, che pure era possibile come ho avuto modo di specificare nel corso del dibattito consiliare.

            E’ vero che il costo del servizio (di cui per legge bisogna assicurare l’integrale recupero a carico dei cittadini) si è incrementato in maniera esponenziale rispetto agli anni in cui la Città ed il suo bacino di riferimento hanno avuto la possibilità di utilizzare la discarica di proprietà comunale di località Pallareta, ma è altrettanto inopinabile che sono ormai diversi anni che l’Amministrazione Comunale si batte per ottenere l’autorizzazione all’ampliamento della predetta discarica e che solo nel giugno scorso è stato peraltro deliberato dalla Regione Basilicata l’attribuzione dei fondi assegnati alla Città per la raccolta differenziata “porta a porta”, con la conseguenza che la Città e tutti gli altri Comuni del cosiddetto bacino centro sono da anni costretti a soggiacere ai costi di conferimento dei rifiuti stabiliti dalle società private proprietarie delle stesse ed a sostenere oneri altrettanto ingenti per il trasporto verso le stesse discariche, che prima non c’erano.

             Così com’è vero che la disciplina nazionale relativa a questa nuova (nel nome) tariffa lasciava poche possibilità di modifica dei coefficienti ministeriali, che potevano essere ridotti o aumentati  solo in misura del 50%, e bene ha fatto l’Amministrazione ad applicare tale possibilità ad alcune categorie per ridurre l’impatto degli aumenti derivanti dall’integrale applicazione dei predetti coefficienti ministeriali, però, mi scuserete, ma mi fa sorridere quando pomposamente in tanti ci si appella al principio (sacrosanto) del “chi più inquina più paga” .

            Ciò perchè, come ho avuto modo di evidenziare in Consiglio Comunale, non mi pare che l’impianto tariffario, portato in extremis in Consiglio Comunale, sia coerente con tale principio nel momento in cui comunque si determinano incrementi tariffari che vanno dal 57% all’88% per ristoranti, pizzerie, pub, bar, pasticcerie, ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio, etc. (con una incidenza che va da 19,39 a 33,53 euro/mq!!!), nel mentre si determina, ad esempio, un sostanziale decremento tariffario del 19% per le “attività industriali con capannoni di produzione” (con una incidenza tariffaria di soli euro 6,86/mq.).

            Ma, vi chiedo e mi chiedo, produce più rifiuti uno stabilimento industriale o il bar sotto casa che porta a rifiuto poco più dei “fondi” del caffe????

            E non si poteva, sempre ad esempio, incrementare tali tariffe, cosi come quelle applicate a “banche ed istituti di credito” (- 14%), in modo da ridurre comunque l’incidenza della spesa da ripartire sulle altre categorie????

            Sono queste le valutazioni che si potevano fare in Commissione ed in Consiglio Comunale se il provvedimento fosse arrivato per tempo e sono comunque sempre queste le valutazioni sulle quali dovremo in ogni caso ripiegarci in sede di determinazione delle tariffe per il prossimo anno.