Giuseppe Giuzio (Fratelli d’Italia): Consulte territoriali o di quartiere.

I quartieri sono luoghi dove sviluppare percorsi di partecipazione virtuosi e in cui coltivare il senso civico nell’interesse generale.
Ad oggi, con vicende alterne, il comune di Potenza ha affidato la partecipazione dei rioni e contrade alle questioni comunali ai c.d. comitati di quartiere.
L’idea di chi scrive è quella di passare dai comitati alle consulte.
Il termine “consulta” non deve ingannare sul ruolo partecipativo che si vuole conferire alle stesse in ambito di impulso all’attività dell’amministrazione comunale.
Anzi, come cercherò di spiegare di seguito brevemente e nelle commissioni consolari più approfonditamente, l’idea è proprio quella di rendere esponenziale la partecipazione, coinvolgendo tutte le realtà territoriali.
Le consulte devono essere organi creati per consentire la partecipazione e consultazione dei cittadini, in forma associata, favorire il senso di appartenenza alla propria comunità e facilitare i rapporti ed il confronto con l’Amministrazione, attraverso funzioni consultive e propositive delle istanze territoriali del quartiere di riferimento.
È necessario premiare le realtà già attive sul territorio e lo si può fare consentendo la partecipazione alle consulte delle associazioni locali, degli attuali comitati di quartiere, delle istituzioni scolastiche, delle Parrocchie e Oratori, delle Chiese di tutte le confessioni, delle fondazioni, delle associazioni di promozione sociale e di tutte le associazioni senza scopo di lucro.
Le singole Consulte di quartiere saranno composte dai referenti dei soggetti iscritti nella relativa sezione dell’Albo Comunale, in ragione di un componente per ogni soggetto che vi vuole aderire.
A tal fine, l’Amministrazione Comunale inviterà i soggetti che intendono aderire all’Albo a designare un referente che parteciperà alla Consulta di Quartiere.
Il referente di ciascun soggetto può essere nominato o sostituito in qualsiasi momento.
In altri termini si istituisce un Albo, si invitano le realtà locali ad iscriversi e ad indicare un proprio portavoce.
Tutto su base volontaristica e senza costi per le casse comunali.
Fondamentale per il funzionamento delle consulte sarà il c.d. moderatore: un tecnico interno al Comune che, in uno con la figura della segreteria delle consulte, contribuisce a favorire l’aggregazione, garantire il funzionamento e la programmazione dei lavori delle stesse.
Uno strumento semplice da attuare e agile nel suo funzionamento ma in grado di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini già organizzati in forma associata sui territori alle attività Amministrative dell’ente comunale.