Antonio Vigilante (Lista Civica per la Città): Carretta e il fantomatico buco di bilancio

In un recente comunicato il consigliere Carretta ha affermato testualmente che la notizia del debito potentino è in realtà solo “un fantomatico buco che non esiste in quanto non esistono sostanzialmente debiti fuori bilancio ma solo un disavanzo, di gran lunga inferiore alle somme annunciate, che poteva essere affrontato con responsabilità e competenza senza aspettare che fosse nominato un Commissario ad acta”.
Dunque delle due l’una: o il consigliere Carretta non distingue i concetti di disavanzo, debito fuori bilancio e debito storico (il che non può essere, trattandosi di un valente avvocato), o crede che tutti i potentini abbiano l’anello al naso. Su quest’ultimo punto intendiamo tranquillizzarlo: i cittadini hanno compreso benissimo in quale situazione ci hanno cacciato i predecessori di Carretta, e comprendono benissimo che ogni taglio della spesa corrente è la conseguenza dello sperpero di denaro pubblico di quegli amministratori, che Carretta continua eroicamente a difendere. Negare il buco di bilancio non servirà a trovare il denaro per evitare il dissesto, e proporre escamotage di “finanza creativa” per evitare il dissesto, oggi, e rovesciarlo (moltiplicato) sulle generazioni future, domani, non può che peggiorare la situazione. Situazione che abbiamo il dovere morale di risolvere, oggi, e di risolvere una volta per tutte.
Ci rendiamo conto di quanto ci perda (politicamente e non solo) la filiera politica del consigliere Carretta ad ammettere le magagne della passata amministrazione, ma non possiamo accettare che, chi ha provocato il disavanzo attuale, e il collegato rischio dissesto, non solo non taccia pudicamente, ma si avventuri persino nella temeraria impresa di criticare (sic!) gli altri.
Auspichiamo che le forze giovani del centrosinistra sappiano individuare (e perché no, indicare) un percorso di crescita e di confronto con la giunta comunale espressione del voto popolare, e che evitino di seguire il cattivo esempio, amministrativo e politico, di chi, quando è al governo della città, è capace soltanto di coltivare clientele abbandonando tutto il resto, e quando è all’opposizione, è capace soltanto di vestire i panni della provocazione, senza apportare alcun contributo.
Ritengo che la crescita culturale della classe dirigente (di centro, destra e sinistra) della nostra città passi attraverso la liquidazione dei vecchi (non solo anagraficamente) schemi del consigliere Carretta, e la sperimentazione di intese nuove, trasversali e costruttive.
I cittadini, di politici buoni solo a scaldare la sedia e strepitare per una poltrona, ne hanno abbastanza.