Oggetto: Lettera aperta ai miei Presidenti.
Senza retorica ed eliminando tutti i convenevoli sento di dover esprimere il ringraziamento personale al Prefetto,al Presidente Colombo,al Presidente della Regione De Filippo al Presidente del Consiglio Regionale Folino ed al Presidente della Provincia Lacorazza per la loro partecipazione alla commemorazione del 18 agosto 1860. Evito di ringraziare il Sindaco Santarsiero perchè nelle sedi opportune provvedero a quanto di dovere non risparmiandolo da rilievi e critiche che sarebbe ingeneroso fare ora ma che devono essere fatte avendo lo scopo unico di migliorare l’operato dell’ Amministrazione Comunale.
Ringrazio il personale tutto dell’Amministrazione Comunale di Potenza che ha partecipato fattivamente e preziosamente per la riuscita del primo incontro commemorativo e la cui collaborazione sarà ancora piu importante per il futuro.
La paventata assenza balneare dei Consiglieri Comunali non vi è stata, mentre si è notata la quasi totale assenza dei parlamentari e dei consiglieri regionali Lucani. Evidentemente ritengono che la vicenda non meritava un loro intervento o che il consenso che è stato loro concesso dalla Città di Potenza non meritasse un segno di doveroso rispetto.
Il rischio che una commemorazione facilmente ricada nella retorica è forte, soprattutto quando si parla di Unità, Patria, Nazione.
Il ringraziamento ai “miei” Presidenti è dovuto principalmente agli spunti di riflessione che hanno indotto con i loro interventi, riflessioni che cerco di rappresentare:
penso che Voi più di altri avete l’onore e l’onère di tenere alta la bandiera dell’Unità, bendiera che può sventolare solo con un agire virtuoso. Quanto detto del Presidente De Filippo:”è necessario che il nostro operato non scenda mai sotto la soglia dell’eccellenza” è una conferma, ma questa consapevolezza non basta se non seguita da una pratica virtuosa.
Se la rivolta, come ha confermato il Presidente Folino, è stata una rivolta anticipata e partecipata da altri comuni lucani, se questo sentire unitario dai ceti più ricchi e culturalmente aperti si è esteso a quelli più disagiati e chiusi allora ha ragione il Presidente Colombo quando ci ricorda che celebrare necessità del ricordare e del partecipare a questo vissuto collettivo e comunitario.
Ma questa celebrazione deve fare i conti con la storia e con il nostro presente, e se la storià è sempre scritta dai vicnitori questo non può esimerci da una approfondimento anche critico e dalla necessità che vengano evidenziati gli errori commessi proprio per evitare che noi li si ripeta, come ci ricorda il Vico.
Il Presidente Folino rimarca la necesssità di una visione corretta o revisione della storia, ma noi tutti sappiamo che le spinte ideali unitarie, ben presto furono piegate ad altre logiche e in un momento, l’attuale, in cui le ideologie sono venute meno mi chiedo e Vi chiedo: oggi il nostro agire politico verso chi opera, chi rappresenta.
Penso Presidente Colombo che forse questo è il punto centrale della discussione e deve essere condotta non per pregiudizi o facili assimilazioni ma deve toccare con mano i problemi.
Chi pensiamo e concretamente rappresentiamo: gli idealisti, quelli che con il loro coraggio, la loro visione fortemente morale ed ideale si sdoganarono per rivendicare concetti di democrazia e giustizia o rappresentiamo quelli che ne appofittarono quelli che strumentalmente
forse proclamarono anche ideali che poi tradirono. In altri termini noi rappresentiamo quelli
che con il loro operare di fatto diedero un futuro alla comunità e alla nazione o rappresentiamo quelli che rifiutavano quel futuro, o che di quel futuro, da altri costruito, meschinamente ne approfittarono.
Rappresentiamo i ceti deboli, i nuovi poveri, le classi borghesi ed i ricchi accumunati da ideali e passioni non circoscritte da calcoli egoistici e desiderosi di una prospettiva futura, o rappresentiamo quelli che semmai nascosti dietro un politicalli correct tutelano posizioni di comodo, privilegi che ad una mente libera appaiono assurdi, posizioni di retroguardia che non hanno nessuna prospettiva di sviluppo e di futuro.
Sfruttiamo questa occasione per evitare che il 18 agosto sia una sterile auto celebrazione con scarso valore storico e tanta retorica e iniziamo a ipotizzare percorsi politici virtuosi che vadano oltre la soglia dell’eccellenza come suggerito dal Presidente De Filippo.
Presidente De Filippo, non sarebbe ora di iniziare a valutare la spesa regionale con parametri costi benefici; non le sembra indispensabile finalizzare le entrate straordinarie derivanti dalle roialty per un reale progetto di sviluppo “e per dare futuro” e non per sterili ed inutili sperperi localistici che nemmeno evitano il morire delle piccole comunità; vogliamo impegnarci in un reale progetto di sviluppo capace anche di tagli ma che rilanci la bravura e la eccellenza; vogliamo smettterla di riempire la macchina amministrativa regionale di personale inutile, impreparato, assoggettato al giogo dei potenti e semmai sottopagato da società convenzionate che assumono solo gli amici i compari e quelli che dicono sempre di si; vogliamo finalmente eliminare tirrocini formativi che ingenerano clientelismo e nel contesto attuale di ristrettezza risultano insensati; vogliamo ripristinare concetti di meritocrazia e vogliamo nuovamente inserire nell’ottica dell’eccellenza sistemi di controllo (comitati provinciali di controllo) che una frettolosa e sciocca riforma ha eliminato?
Presidenti: vogliamo “costruire futuro”, per noi, i nostri figli, la nostra comunità la nostra nazione?