Salvatore Lacerra (Movimento Autonomia Lucana)

Oggetto: Figli di nessuno. Mensa e bocca chiusa!

Che la politica sia in crisi è un dato, ma che si perdano i più elementari punti di riferimento è sconcertante. Alcuni anni addietro le politiche sociali erano il fiore all’occhiello di una sinistra che per il loro tramite cercava di assicurare un minimo di ridistribuzione e un minimo di condizioni di vita  anche a quelli veramente poveri.

Il servizio mensa scolastica, o come si diceva, refezione, era un tema nobile di una parte politica che per il suo tramite  educava alla condivisione, alla apertura sociale ed anche mentale e sicuramente assicurava anche ai più sfortunati un vero pasto.

I tempi sono cambiati ed anche la politica, e oggi con raccapricciante noncuranza, vuoi anche per scelte che vedono convivere sotto lo stesso simbolo tradizioni diverse che invece di pescare sul meglio o sulle spinte ideali, si trincerano dietro interessi di gruppi di potere o dietro la ristrettezza del momento.  Così alcuni giorni addietro ci siamo sorbiti i rimproveri di chi,  evidentemente  si ritiene figlio di nessuno, e invece di ispirarsi a quella nobiltà che una volta rendeva grande la sinistra, allarga le braccia e tenta di ricordarci che governare è faticoso e che con le ristrettezze del momento non può farsi di più, ed anche il servizio mensa può essere abolito nella Citta di Potenza.

Eppure dice di guardare al futuro, forse il suo non quello della Città.

Il debito è un dato storico e non di oggi, che vi fossero ulteriori riduzioni di sovvenzioni statali era risaputo, ma allora viene da chiedersi:  l’Amministrazione persegue una sana politica di virtuosismo finanziario?    Non mi pare, anzi.

Se conosciamo da inizio anno il costo dei servizi da rendere, costo storico, e che per la mensa prevede il recupero di buona parte della spesa, allora perchè non sono state previste le risorse?

Una vera politica virtuosa avrebbe avviato nei fatti il recupero dei milioni di euro che vanta l’amministrazione comunale e che non esige; avrebbe ridotto il numero dei dirigenti e ottimizzato il personale, avrebbe ridotto il numero di assessori, di cui alcuni in bilancio hanno una spesa prevista di 1.000,00 euro, dico mille euro; avrebbe in mancanza di liquidità, ricapitolato, con variazione di bilancio le risorse che in alcuni settori sono disponibili, pur di   avviare il servizio mensa.

Ma la sinistra non c’è, in Consiglio Comunale non si sente, tace, sonnecchia e guarda al futuro.

Se questo era il futuro che volevano costruire allora aspettatevi altre sorprese.

La opposizione, quella che veniva definita conservatrice e irresponsabile, che stupidamente è stata etichettata spocchiosa e presuntuosa, ha deciso di proporre al Consiglio Comunale di Potenza una variazione di bilancio che destini a questi importanti servizi le risorse non spese in altri settori.

Ad oggi l’Amministrazione  prefrerisce tacere e rimanere a bocca chiusa, gioendo per il triste primato di essere l’unico comune d’Italia ad avere la mensa chiusa.

Bel modo di iniziare i festeggiamenti per i 150 anni! Dopo la caserma si chiudono le mense!

Grazie Sindaco Santarsiero.