Nicola Becce (Popolo della Libertà)

Oggetto: Scrutatori, si alla nomina ma con criteri che tutelano giovani, donne, disoccupati over 40enni.

Ho letto con particolare attenzione la “vicenda scrutatori” sollevata dalla Nuova, condividendo gran parte delle osservazioni fatte in ordine ad una “questione morale” giustamente sollevata. Come consigliere comunale non posso turarmi il naso e far finta di nulla: ecco perché ritengo giusto aprire un confronto sul metodo di scelta degli scrutatori che va tuttavia alimentato non solo sui giornali, ma discusso e approfondito in consiglio comunale riformulando il regolamento. Quello che penso però è che in un momento di grande crisi, non possiamo rimanere insensibili all’appello di aiuto che quotidianamente ci giunge dai nostri concittadini, soprattutto giovani e disoccupati. Per questo, nella nomina degli scrutatori per le prossime consultazioni elettorali propongo di adottare dei chiari criteri di individuazione. Pur non condividendo l’ipotesi del sorteggio, proporrò alla commissione elettorale di trovare un punto di convergenza, dei parametri sui quali è giusto in nessun modo rinunciare. Su tutti: lo stato di disoccupazione, l’equa suddivisione donne/uomini, la scelta per under 40 ed over 40enni (evitando di individuare più di uno scrutatore per famiglia), dando per scontata l’esclusione di persone appartenenti al proprio nucleo familiare. Del rispetto di questi criteri vanno investiti – nel ruolo di garanti super partes – il presidente del Consiglio comunale, il segretario generale e il responsabile dell’Ufficio elettorale.  Parlo di criteri per la nomina e non di sorteggio in virtù della pertinente – a mio modo di vedere – osservazione che nell’albo degli scrutatori risultano iscritte 7-8mila persone, molte delle quali impiegate a tempo indeterminato. E poiché il regolamento prevede o il sorteggio dall’elenco integrale o la nomina diretta, per evitare di assegnare il ruolo di scrutatore a persone già in possesso di un lavoro, mi sembra più giusto optare per l’ipotesi della nomina diretta rispettando quei “paletti” di cui parlavo ma anche garantendo un turn over, in modo tale che chi è stato scrutatore nella precedente tornata elettorale, non potrà esserlo anche in quella successiva.