Oggetto: Federalismo ed Enti pubblici lucani.
“Il Federalismo , che purtroppo al Sud viene ancora percepito da alcuni come un innocuo argomento da convegno, porterà inevitabilmente, tra gli altri effetti, la necessità di organizzare gli enti pubblici in maniera più efficiente”, ha dichiarato il portavoce regionale di ApI, Emilio Libutti.
” Infatti sono già all’orizzonte consistenti riduzioni dei trasferimenti finanziari agli enti locali che incideranno sui servizi reali e sulle “tasche” dei cittadini, ivi compresi i lucani . E’ pacifico che il danno alla nostra economia sarà consistente sia perchè le statistiche del Governo riportano (in teoria) maggiori entrate nazionali rispetto a quanto versato dalla nostra comunità , sia perchè da Roma andranno a determinare le risorse sulla base di costi standard ( non rispondenti alle peculiarità territoriali) e tenendo conto del numero di abitanti, dato questo che oggettivamente non giova ad una regione con meno di seicentomila residenti”
“In questo quadro generale – ha continuato Emilio Libutti – vi sono vari aspetti da valutare ed una serie di interventi da porre in essere da parte delle amministrazioni e delle forze politiche. In presenza di fondi sempre più limitati credo che una priorità resta la maggiore efficienza, economicità ed efficacia della pubblica amministrazione”.
” A differenza delle dichiarazioni propagandistiche e strumentali del Ministro Brunetta – ha detto Libutti – dalle nostre parti , con tutti i limiti ed i difetti, la “burocrazia” è una risorsa positiva da riformare e da utilizzare al meglio per ridurre i costi ed i tempi ai cittadini ed al sistema produttivo, per innescare processi di sviluppo e per elevare la qualità complessiva del nostro sistema regionale”.
” In questa ottica , a parere di Emilio LIbutti, sono indispensabili due interventi urgenti . Uno sul piano della informatizzazione e sulla implementazione delle procedure della pubblica amministrazione, l’altro sulla formazione del personale pubblico” . Sotto il primo aspetto, il portavoce dell’ApI ritiene che sia più utile ed al tempo stesso più facile accelerare le previsioni programmatiche di informatizzazione dei sistemi che pensare di intervenire con i metodi tradizionali (regolamenti, piante organiche, piani, programmi, ecc.); si pensi, ad esempio, al progetto in itinere della “Città digitale” ( o ad altre azioni già avviate) che consentirebbe di avere in tempo reale provvedimenti e certificati dei comuni ma che metterebbe in rete tutto il mondo variegato degli enti pubblici . “L’altra esigenza concreta – ha concluso Libutti – è la realizzazzione di una struttura stabile a livello regionale che curi la formazione permanente dei dipendenti delle nostre pubbliche amministrazioni. Ogni ente manda in giro in Italia i propri funzionari per i più disparati corsi con un esborso finanziario notevole e spesso con un beneficio pratico trascurabile. Con un modesto investimento potremmo consentire anche a coloro che operano nelle piccolissime realtà amministrative di apprendere le nuove tecniche operative e, al tempo stesso, di assecondare l’indispensabile mutamento di mentalità che il nostro tempo esige”.