Antonino Imbesi (Popolo della Libertà)

Oggetto: Richiesta di modifica del Regolamento Urbanistico.

Il Consigliere Municipale di Potenza, Antonino Imbesi, in una nota, ha comunicato di aver chiesto una modifica del Regolamento Urbanistico che consenta di poter risolvere molti dei problemi causati dalla eccessiva celerità a voler approvare lo strumento e dalla poca elasticità imposta dalla Maggioranza di  Centro-Sinistra che sul finire della precedente consiliatura (pur di addivenire all’approvazione dello stesso prima delle elezioni amministrative comunali del 2009) ha soprasseduto su molte problematiche importanti.

Il Regolamento Urbanistico della città di Potenza – ha detto il Consigliere Comunale – sarà anche, come sostiene il Sindaco Santarsiero, uno dei pochi in Regione Basilicata ad essere stato approvato (sebbene è bene sottolinearlo a maggioranza e con il voto non favorevole dei gruppi di Minoranza) ma risulta anche uno strumento affastellato di errori e di grossolanità che, di fatto, non permettono lo sviluppo di iniziative edili, imprenditoriali e private e dall’altro creano grande disuguaglianza nei trattamenti nei confronti dei cittadini!.”

Imbesi ha ricordato che fino ad oggi con questo Regolamento pochissimi soldi sono entrati nelle casse comunali, segno che qualche cosa non va.

Il Sindaco sosteneva che con l’adozione del Regolamento Urbanistico l’edilizia in generale ne avrebbe tratto giovamento ed il Municipio sarebbe stato sommerso dalle pratiche di concessione ed adeguamento… – ha sottolineato il Consigliere Invece dalla sua adozione il numero di pratiche si è ridotto sensibilmente e gli introiti comunali diminuiti a dismisura! Il Regolamento ha di fatto paralizzato l’attività nel Municipio, fatto figli e figliastri in relazione alle opzioni di edificabilità ed impedito di risolvere definitivamente situazioni quali, per esempio, i cambi di destinazione d’uso nelle aree rurali, a cui pure voleva dare soluzione attraverso il sistema della perequazione. In realtà tale sistema è stato un vero fallimento nelle zone di campagna dato che nessuno ad oggi lo ha utilizzato a dimostrazione di come sia anacronistico pensare di risolvere tale problematica con uno strumento che costringe a spese folli!”

Imbesi ha spiegato che il sistema perequativo costringe i proprietari di case che in area rurale hanno fatto modifiche di destinazione d’uso o piccoli ingrandimenti a dover acquistare nuovi terreni ed a imputare l’indice di edificabilità di tali “nuovi” suoli a tale scopo.

Orbene il problema sta nel fatto che per ottenere il risultato voluto, una normale famiglia dovrebbe assicurarsi decine di migliaia di metri quadrati di superfici non sfruttate dal punto di vista dell’indice di edificabilità e spendere, quindi, cifre che spesso si aggirano sui 30-40.000 Euro! Cosa che ai giorni nostri è davvero impensabile con la crisi economica esistente! – ha continuato il Consigliere Comunale – È, invece, necessario, anche per rimpinguare le casse municipali, trovare un sistema per autorizzare le modifiche già fatte che sia similare al condono edilizio e che permetta, da un lato, ai cittadini di poter sanare i piccoli abusi, e, dall’altro, al Comune di introitare cifre importanti che diano una boccata di ossigeno alle sfitiche casse comunali che sono sull’orlo (come lo stesso Assessore competente ha più volte sottolineato nella sua relazione annuale di bilancio) del crack economico per la incapacità di attrarre adeguate risorse e per la gravosità dei mutui da pagare rivenienti dal dissesto finanziario!.”

Imbesi ha, quindi, concluso ricordando che bisogna anche verificare con maggiore attenzione alcune aree urbane e peri-urbane dove i proprietari sono stati trattati in maniera palesemente difforme gli uni dagli altri ed ha richiesto uno snellimento di procedure per determinate iniziative.

Bisognerebbe consentire una semplificazione delle procedure per poter realizzare impianti sportivi ed attività artigianali perché se si aspetta che sia pronto il Piano Metropolitano passeranno ancora almeno 5-6 ani (se non 10 anni addirittura) perché sia completato ed approvato da tutte le Amministrazioni coinvolte e la città non se lo può assolutamente permettere! – ha chiuso IMBESI – Per questo motivo, da neocomponente della 3a Commissione Consiliare Permanente (ossia quella competente sui problemi di Urbanistica) ho chiesto al Presidente di iniziare un iter di revisione del Regolamento Urbanistico che vada a risolvere tutti i problemi citati.”