Gianpaolo Carretta (Partito Democratico)

Oggetto: Riconversione dei piccoli ospedali.

Il Sistema Sanitario Nazionale è costretto a fare i conti quotidianamente con problematiche di varia natura, prima tra tutte la carenza di “camici bianchi”, che nel periodo 2012-2018 vedrà un’ulteriore perdita di 18mila unità.

Le grandi sfide assistenziali che caratterizzano la programmazione nazionale riguarderanno i problemi di assistenza socio sanitaria connessi alla non autosufficienza, vista l’elevata presenza ormai di anziani e grandi anziani e di disabili non autosufficienti, e l’incremento dei costi legato allo sviluppo della tecnologia e ai nuovi farmaci.

Obiettivi specifici sono, da un lato, quelli di valorizzare gli elementi d’eccellenza del Servizio Sanitario e di investire in settori strategici quali la prevenzione, le nuove tecnologie, i sistemi informatici ed informativi, la clinical governance e la sicurezza delle cure, la ricerca e le innovazioni mediche; dall’altro, quelli di affrontare le criticità del sistema, con particolare attenzione al recupero di efficienze e di appropriatezza e al miglioramento della qualità percepita da parte dei cittadini.

L’invecchiamento della popolazione e la conseguente maggiore diffusione di malattie croniche tra gli assistiti rappresentano, invece, una delle principali cause dell’incremento della domanda di prestazioni ambulatoriali. A questo fenomeno si aggiunge una diffusione non ancora adeguata di assistenza domiciliare e residenziale sul territorio nazionale che comporta, quale conseguenza, l’erogazione in regime ambulatoriale di prestazioni, specialmente terapeutiche, che invece potrebbero essere erogate in setting assistenziali più appropriati.

La riconversione dei piccoli ospedali gioca un ruolo fondamentale nella creazione della rete ospedaliera e nel potenziamento della risposta territoriale.

I piccoli ospedali hanno una difficoltà oggettiva ad acquisire adeguate caratteristiche di complessità, che permettano di garantire nel tempo il mantenimento ed il perfezionamento delle competenze professionali e il raggiungimento dei livelli di sicurezza richiesti nella erogazione delle prestazioni per minimizzare i rischi per i pazienti.

In questa prospettiva, i piccoli ospedali serviranno per offrire prestazioni di tipo alternativo al pronto soccorso, per evitarne l’affollamento, per i codici a bassa complessità.

Nell’attuale quadro di federalismo sanitario la definizione specifica dei servizi da realizzare rientra nell’autonomia riconosciuta alle singole Regioni, al fine di poter delineare l’organizzazione dei servizi in relazione alle esigenze della popolazione, alle specificità del territorio e alle risorse della collettività locale.

Le scelte regionali di riconversione delle piccole strutture dovranno però essere sostenute comunque dalla programmazione nazionale.

È, infatti, necessario che Stato e le Regioni si impegnino in una cooperazione sinergica per individuare le strategie condivise al fine di superare le disuguaglianze ancora presenti in termini di risultati di salute, di accessibilità e di promozione di una sempre maggiore qualità dei servizi, nel rispetto delle autonomie regionali e delle diversità territoriali.