Oggetto: Impegno sindaci del 1980.
“Tra i protagonisti che impegnarono tempo ed energie, con abnegazione, per sostenere e garantire aiuti ai cittadini vittime del terremoto che colpì la Basilicata il 23 novembre del 1980, è necessario ricordare i sindaci e gli amministratori dei comuni lucani costretti ad affrontare una grande emergenza”.
Lo evidenzia il Coordinatore dei gruppi di opposizione al Comune di Potenza, Giuseppe Molinari che in occasione dei trent’anni dal sisma del 1980 rivolge un pensiero ai primi cittadini ed agli amministratori che “nonostante i pochi mezzi a loro disposizione in confronto all’entità del dramma, non si scoraggiarono ma cercarono in tutti i modi di restare vicino alla propria gente, adoperandosi per affrontare le prime urgenze e poi, in seguito, la ricostruzione. Ricordo – continua Molinari – l’impegno e la passione di molti sindaci che riuscirono ad ottenere per la loro comunità risultati anche importanti. Alcuni di questi amministratori hanno saputo dare valide idee per lo sviluppo delle loro aree”.
“Nel 1980 la maggior parte dei comuni lucani colpiti gravemente dal sisma aveva uffici tecnici ridotti al minimo. Furono i coraggiosi sindaci e amministratori dei nostri piccoli comuni – sottolinea Molinari – i veri eroi che dovettero prendere di petto una situazione a dir poco difficile, venendo incontro alle esigenze di una popolazione in molti casi disperata, senza ormai una casa dove alloggiare”.
“Furono i primi cittadini e amministratori degli anni ottanta – continua Molinari – a progettare e seguire i piani di recupero dei centri storici, utilizzando nella maggior parte dei casi i finanziamenti stanziati nel post terremoto in maniera corretta e tempestiva, nel rispetto profondo del loro ruolo istituzionale e ben consapevoli della grande responsabilità affidatagli dai cittadini. Molti di loro – evidenzia il Coordinatore dei gruppi di opposizione – oggi non ci sono più ma sono tra i primi a dover essere ringraziati e ricordati. Sarebbe ora necessario per onorare la loro memoria ed il loro impegno, attuare azioni che servano a far rivivere i centro storici dei nostri comuni così che il lavoro di ricostruzione non sia stato vano. Sono troppe le case e gli edifici ristrutturati ma ancora vuoti, simbolo – conclude – di una ricostruzione che, dopo trent’anni, è ancora da completare”.