Oggetto: Terremoto.
La memoria di eventi tanto tragici, come quello del terremoto che ci ha colpiti trent’anni fa, risulta essere elemento fondamentale di coesione sociale ed umana, proprio in occasione dell’approssimarsi della fatidica data: il 23 novembre, ormai scolpita nella mente di ciascun lucano, sia di chi ha vissuto quei tragici momenti, sia di chi magari non era ancora nato, ma che attraverso i racconti si è potuto comunque fare un’idea di ciò che è accaduto, deve rappresentare un momento di rievocazione di un grande dolore collettivo, ma anche di una grande rinascita materiale e morale.
Il trentennale che ricorre quest’anno sembra far affiorare ancora di più quei ricordi così nitidi di un dramma durato un minuto e mezzo, i cui effetti devastanti hanno riguardato intere famiglie, interi centri abitati, intere comunità.
Il fitto calendario di appuntamenti organizzati per non dimenticare, deve servire anche per farci riflettere su quanto è stato fatto, soprattutto dal punto di vista della ricostruzione, in questi ultimi trent’anni e su tutta la macchina dei soccorsi, guidata dalla Protezione civile; è stato il momento della solidarietà, espressa attraverso tante associazioni di volontariato, che si sono messe in moto durante i giorni immediatamente successivi al sisma.
Di grande impatto e ricca di grande valore simbolico è stata l’udienza a Roma da Papa Benedetto XVI, di tutti i sindaci delle aree terremotate e di tutti coloro che hanno voluto, attraverso quest’incontro di così grande spiritualità, ricordare l’evento con l’intimità della propria fede.
Si auspica ora un rapido completamento del processo di ricostruzione che necessariamente si è protratto così a lungo, visti i danni ingenti che hanno coinvolto il 60% del patrimonio abitativo dei comuni interessati.
La Basilicata attraverso la memoria è chiamata ad un nuovo impegno materiale e morale, individuale e collettivo.