Oggetto: Il lavoro nelle carceri, una parte integrante della pena.
Il sottoscritto Consigliere Comunale Nicola Becce
Gli incontrollati aumenti demografici di cittadini stranieri nelle nostre città, mettono in forte preoccupazione il vivere quotidiano per una mancanza di sicurezza.
Inoltre la popolazione carceraria nel nostro paese oramai ha raggiunto quota 700.000 un numero veramente spropositato, con un costo pro-capite di 180 euro a testa al giorno, tradotto perciò’ in milioni di euro l’anno;
CONSIDERATO
Che le carceri sono quindi un costo elevatissimo per la collettività, e in particolar modo ne risente di questo problema il nostro carcere che oramai è in forte sovraffollamento con tutte le problematiche che ne conseguono a livello operativo e gestionale;
CONSIDERATO
inoltre che buona parte della popolazione carceraria è rappresentata da cittadini stranieri che dobbiamo mantenere nelle nostre carceri fino a quando non verrà stabilito con i dovuti accordi, fra i paesi, che chi ha compiuto atti delinquenziali dopo il processo sconti la pena detentiva nelle carceri del paese di origine;
CHE
prima dell’entrata in vigore della costituzione italiana il lavoro per i detenuti, nell’ambito delle carceri, veniva considerato come una funzione strettamente punitiva. infatti il r.d. 18/06/1931 n. 787 configurava il lavoro come una parte integrante della pena, i condannati avevano l’obbligo di lavorare nelle varie attività produttive organizzate negli istituti;
PRESO ATTO
Che nei principi dettati dalla Carta Costituzionale, si concretizza un nuovo concetto di educazione penale , una evoluzione del concetto di sanzione penale: la pena detentiva, oltre a rappresentare un provvedimento repressivo, deve tendere anche alla rieducazione del condannato e che Il lavoro deve essere inteso come strumento rieducativo e non solo punitivo, Anche se questo per alcuni versi rappresenta una interpretazione della pena spesso discutibile e a volte troppo permissiva;
INTERROGA
la giunta comunale per sapere:
Se questa amministrazione intende attivarsi con la direzione della struttura penitenziaria di via appia al fine di coordinare le eventuali possibilità per fare intervenire i detenuti (quelli coi requisiti e considerati idonei) a svolgere lavori di ordinaria manutenzione, pulizia , cura dei parchi, negli ospedali, magari coadiuvati da personale delle cooperative di manutenzione e controllati da agenti della polizia municipale.
In questo modo i reclusi possono partecipare e contribuire ad attività socialmente utili e portare cosi un beneficio, anche in termini economici alla società tutta e non solo un danno.
Potenza, lì 09/12/2009
Il Consigliere Comunale
Nicola Becce