Antonio Vigilante (Lista Civica per la Città): Servizio mensa scolastica

Mio malgrado mi trovo a dover commentare l’ennesimo ‘Coup de théâtre’ del camaleontico, smemorato e anche un po’ triste consigliere Carretta. Isolato dentro e fuori il suo partito prosegue in questa sua battaglia, francamente di ardua lettura, tranne che per psicologi di comprovata fama. Può un amministratore di un Comune capoluogo di regione scrivere che c’è confusione amministrativa in un momento nel quale i suoi colleghi, evidentemente non lui, non possono che fare i conti con una realtà economico-finanziaria drammatica? Può un amministratore affermare che una ‘Consulta’ (già solo per il significato della parola basterebbe un qualsiasi vocabolario) non è stata adeguatamente interpellata per prendere una decisione che lui stesso definisce essere stata assunta in un settore strategico e che, dunque, aveva il carattere dell’urgenza? Può un amministratore chiedersi come mai non è indicato fino a quando il servizio mensa sarà assicurato, se non sa se la prossima settimana sarà ancora in carica o, se per il dissesto, ripeto drammatico per tutta la città, sarà costretto a tornare esclusivamente alle sue attività di privato cittadino? Può affermare che ‘gran parte di questa giunta è impregnata di un’arrogante cultura di estrema destra che sta immobilizzando la città,’ rappresentando un partito che in Regione sostiene che non consentirà di violare ulteriormente il suo territorio e al Parlamento vota lo Sblocca Italia? Può affermare che la Regione si sta ripiegando, ‘con un oggettivo approccio di alto profilo istituzionale’, per riconoscere al Comune capoluogo il ruolo di erogatore di servizi regionali, quando Pittella fa trapelare che darà 5 milioni di euro, poi che ne darà 50 in dieci anni, poi che istituisce un tavolo tecnico e che poi si accorge che il Ministero non darà il placet al mutuo prospettato? Può infine proporre una revoca dell’assessore all’Istruzione, quando gli assessori da lui sostenuti nella precedente consiliatura, pur continuando ad asserire che ‘le difficoltà economiche sono ultraventennali’ e non decennali, hanno reso le casse del Comune così floride, hanno quasi venduto il Tribunale (novella Fontana di Trevi di Totò), hanno raddoppiato i costi sostenuti dai cittadini per mantenere in piedi due contratti capestro con Cotrab e Acta, contratti che hanno definitivamente affondato le casse comunali? Può fare tutto questo, se l’ha fatto evidentemente sì, solo però a patto che si chiami consigliere Carretta.