Gianpaolo Carretta (Partito Democratico): Dissesto voluto

È ormai chiaro che il sindaco di Potenza De Luca vuole trascinare il Comune al dissesto: fatti e non parole o opinioni. Il percorso è iniziato revocando l’assessore al bilancio Martoccia presentata come esperta nazionale di finanza ed economia degli enti locali e poi revocata quando voleva mettere in atto un percorso di riequilibrio pluriennale per gestire il disavanzo del Comune che, ribadiamo, non è assolutamente gravato da problemi di debito fuori bilancio.

Ha poi proseguito creando una unità di progetto alternativa alla UD bilancio provocando un conflitto tra organi e una sovrapposizione di funzioni, che ha creato una oggettiva confusione nei numeri, con cifre e percorsi differenti. Per perseguire questa strategia, con un comportamento altamente censurabile sotto il profilo istituzionale, si è messo in discussione  l’Ufficio bilancio, senza poi revocarne il dirigente, nonostante si fosse affermato che era venuto meno il rapporto di fiducia tra l’organo amministrativo e quello dirigenziale; quindi a confusione altra confusione.

Da ultimo nonostante il dirigente dell’UD Bilancio avesse sollecitato al Sindaco la richiesta di inoltrare un motivato parere al Ministero degli Interni per sapere se i crediti derivanti dalle sentenze passate in giudicato potessero essere inserite nel bilancio previsionale, al fine di contenere il disavanzo, tale operazione non è stata compiuta ed addirittura ritenuta inutile. Ma ad oggi  ancora non si è riferito se questi crediti certi, sono stati recuperati dall’Amministrazione comunale.

Registriamo esclusivamente una lucida strategia che vuole portare il Comune al dissesto pur di continuare a governare nonostante tutto e di essere abbarbicati ad una inutile poltrona che potrà gestire male solo l’ordinaria amministrazione data la distanza politica che c’è tra la Giunta di destra e la maggioranza consiliare di centro sinistra.

Ci stanno conducendo ad una disastrosa meta che è quella del dissesto, che porterà i fornitori e gli operatori economici della città a dover rinunciare inevitabilmente a parte dei loro crediti, a contrarre un nuovo mutuo con la cassa depositi e prestiti, per gestire il disavanzo, dimostrando di essere incapaci di governare le emergenze della città e anche l’ordinaria amministrazione. Siamo di fronte ad una città immobile e quel poco che è stato fatto sia in relazione al ciclo dei rifiuti, che  alla programmazione dei fondi europei, sono tutte procedure e poste economiche ottenute e programmate dall’amministrazione uscente di centro sinistra.

Quel centro sinistra che ha sempre fatto fronte con tante iniziative politiche ed economico finanziarie a scongiurare il dissesto ed i problemi finanziari ad esso collegati. Oggi la strategia è cambiata, invece di ripiegarsi nel trovare soluzioni ci si adagia su situazioni di comodo: meglio il dissesto che cimentarsi nel duro e faticoso lavoro quotidiano dell’amministrare tra tante difficoltà a servizio della propria comunità.

Noi siamo contro questa idea della gestione della cosa pubblica, finalizzata alla gestione del potere per il potere, senza avere la possibilità di ideare e programmare. L’obiettivo politico perseguito dalla amministrazione ci è ormai chiaro: quello di azzerare il disavanzo 2014 con il dissesto, per poi chiedere solo questue politico amministrative alla Regione nei settori dei servizi per governare  la sola ordinarietà. Non è questo l’obiettivo di prospettiva che Potenza merita. La Regione ne deve riconoscere il ruolo strategico di Città erogatrice di servizi all’intera comunità lucana, senza alimentare contrapposizioni con gli altri Comuni.

Serve pertanto una legge con una posta economica strutturale e non regalie fine a se stesse al di fuori di una logica amministrativa.

Noi siamo decisamente contro il dissesto, contro lo scioglimento anticipato della consiliatura e per gestire una fase difficile con le nuove generazioni, che sono dentro e fuori il Consiglio Comunale.

E’ giunto il momento che il partito democratico che è forza di maggioranza relativa in consiglio comunale, si faccia carico di indicare un percorso progettuale ed amministrativo per la città, prima di raccogliere le sole macerie di questo momento storico.

Occorre convocare ad oras il congresso cittadino che da un lato deve legittimare l’autonomia e la rappresentatività della classe dirigente, chiamata a governare il partito, e dall’altro aprire un confronto ampio e democratico sul progetto e sulla linea  politica e tutto ciò non merita più attendismi di sorta, ma un momento di confronto importante per la comunità, per Potenza.