Giuseppe Giuzio (Fratelli d’Italia): Il bavaglio

Era l’11 settembre 2014 quando si proponeva la convocazione di un consiglio comunale aperto per discutere di Energia Petrolio, titolo V della Costituzione e art. 38 dell’allora Decreto Legge (poi divenuto legge) “sblocca Italia”.
A distanza di quasi tre mesi, nulla è stato fatto.
Ed ora, anche, la beffa: la conferenza dei capigruppo, infatti, ha bocciato l’urgenza della questione impedendo al Consiglio di discutere (prima del 4 dicembre, giorno in cui la Regione deciderà sull’impugnazione) e pronunciare su una materia tanto importante.
La votazione ha visto l’assenza del PD e il voto contrario del resto del centro sinistra.
Sull’urgenza si è espresso a favore tutto il Centro Destra e il Movimento 5 Stelle.
Il Presidente del Consiglio, innanzi allo stallo della commissione, si è assunto la responsabilità di interpretare come non urgente l’ordine del giorno.
Il tutto nella logica di non “rompere le uova nel paniere” a un centro sinistra già in frantumi.
Basti pensare a quando accade sul fronte post dissesto dove esponenti del PD, ancora, continuano, nel legittimo ma non condivisibile gioco delle parti, ad evidenziare che qualcuno non ha fatto il possibile per evitarlo.
Iudicello (da FB): “il dissesto è una iattura… non si è voluto evitarlo, e per questo io mi sono astenuto.
Carretta (da La Gazzetta del Mezzogiorno) dal canto suo evidenzia: ” … riteniamo che non tutto è stato fatto per evitare il dissesto”.
Da questo PD – che continua a difendere, pur di fronte a numeri certi, il passato ed accusare chi ha responsabilmente fatto un passo nel futuro – la città di Potenza dovrebbe prendere le distanze altrettanto dovrebbe fare tutto il Consiglio Comunale.
È lo stesso PD che prende tempo, anche, sul rimpasto di giunta, con continui rinvii in attesa del congresso che dovrebbe sancire i nuovi equilibri interni.
Si sta paralizzando l’attività amministrativa per, incomprensibili, logiche di partito, quando sarebbe più semplice se coloro che erano assenti (non giustificati) e/o non hanno votato a favore del dissesto, ma anche chi ha avuto responsabilità di governo nella passata consiliatura, facessero volontariamente un passo indietro, dando spazio ad altri che, invece, credono che la città possa essere rilanciata.
Dare responsabilità di governo a quella parte del Centro Sinistra che si è assentata o si è astenuta in sede di approvazione del dissesto, che non favorisce un governo di salute pubblica ed ora blocca la discussione sul tema petrolio, significherebbe riconsegnare (senza tener in debito conto il voto popolare che ha indicato una discontinuità con il passato) la città a chi negli ultimi 10 anni l’ha governata portandola al “crac: Potenza e i potentini non capirebbero.