La convocazione di un Consiglio Comunale aperto per discutere di Energia e Petrolio in relazione al Titolo V della Costituzione e all’articolo 38 del Decreto Legge poi convertito nella Legge Sblocca Italia, è stato formalmente richiesto da esponenti del Gruppo di Fratelli d’Italia in modo tardivo pretendendo comunque una convocazione di urgenza ed immediata propria di una cultura che trae le proprie origini in una destra autoritaria e reazionaria, poco rispettosa dei principi democratici e partecipativi.
Non è un caso, vogliamo evidenziare ai novelli consiglieri dell’estrema destra, che in questa Regione sono sempre stati all’opposizione certo non per alchimie partitiche ma perché la gente di Basilicata non ha mai creduto in una forza politica priva di progetti, idee e classe dirigente adeguata sotto il profilo istituzionale, per governare la nostra Regione.
Lo ribadiamo, il dissesto del Comune di Potenza, siamo stanchi di ripeterlo, è frutto non di debiti fuori bilancio ma di un disavanzo di amministrazione e poteva, con le procedure che abbiamo più volte evidenziato, essere evitato con un piano di riequilibrio triennale che non è stato tempestivamente adottato e che ora costringerà l’Amministrazione comunale a confrontarsi ogni anno con un possibile dissesto, governando solo l’ordinaria amministrazione, atteso che la programmazione europea sarà cantierabile tra anni e che gli operatori economici e la cittadinanza patiranno in modo strutturale questo disagio socio economico.
Vogliamo sottolineare che si continua a fare demagogia e strumentalizzazione politica, infatti non vi è un provvedimento amministrativo sul quale il Partito Democratico ed il Centro Sinistra non si siano ripiegati nel merito e ne abbiamo assicurato l’approvazione in modo diretto o indiretto, essendo noi maggioranza assoluta in Consiglio Comunale.
Questo perché noi guardiamo al bene comune e alle esigenze della Comunità. Non siamo interessati dai tatticismi di chi vuole annullare storie, culture, provenienze ideali e partitiche in nome degli organigrammi. E cioè governare tutti insieme a tutti i costi pur di star seduti sulle poltrone ormai per gestire esclusivamente l’ordinaria amministrazione.
Il Congresso del Partito Democratico, che è un momento partecipativo e di confronto con il popolo del PD, indicherà una linea politica e adotterà delle scelte sicuramente responsabili e finalizzate a garantire il bene della nostra Comunità.
Il resto sono piccole posizioni di retroguardia che guardano o esclusivamente a inciuci consociativi o che tendono a salvaguardare piccole nicchie di potere che in questo contesto di crisi strutturale appaiono anacronistiche e non finalizzate a traghettare Potenza verso una nuova fase, garantendole realmente il ruolo di Città erogatrice di servizi all’intera Comunità regionale.