“E’ ormai evidente al Consiglio comunale e alla città l’approssimazione e l’estemporaneità amministrativa con le quali viene gestito l’assessorato alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Potenza, in quanto è da circa un anno, e cioè dall’insediamento della Giunta comunale, che si registra l’assenza di un’idea di scuola e di un progetto di crescita e di gestione con l’intera comunità scolastica cittadina. Abbiamo in questi mesi registrato esclusivamente un approccio autoreferenziale e autoritario tanto – proseguono in una nota congiunta i consiglieri comunali del Pd Gianpaolo Carretta, Lucia Sileo, Nicola Lovallo – che ancora non è stata convocata la Consulta cittadina, così come è stato richiesto da tutti e, da ultimo, dal coordinamento dei dirigenti scolastici degli Istituti comprensivi della città, dal coordinamento dei presidenti dei consigli d’istituto, dalle associazioni di categoria e dal Consiglio comunale. Quello della Consulta cittadina è il luogo naturale, interistituzionale, ove ci si confronta sulle politiche di orientamento, sui servizi scolastici e sui temi dell’edilizia per sistemizzare il protagonismo della comunità scolastica. Non si è avuta la sensibilità di comprendere l’importanza di tale organismo, neppure dopo che il mondo della scuola ha dovuto autoconvocarsi per sollecitarne e richiederne con forza l’istituzione. Nel merito della gestione attuale occorre osservare che mentre negli anni scorsi vi era un ricorso chiaro e strutturale alla procedure a evidenza pubblica, basti pensare all’appalto per la gestione del servizio mensa e di assistenza integrata nell’anno 2009, con un durata di cinque anni e con un costo a pasto di euro 5,38, con l’attuale gestione assessorile si è schizzati, tramite una proroga, al costo di 7 euro. Inoltre anche a fronte del contributo regionale di circa 750.000 per l’assistenza integrata ai soggetti svantaggiati, al contrario degli anni passati, quando si era raggiunto l’obiettivo dell’Accordo di programma sull’inclusione scolastica, anche per la formazione del personale e con la partecipazione della Regione, del Comune, del Miur, dell’Università, del Tribunale per i Minorenni, dell’Asp e delle associazioni di categoria, oggi registriamo uno stallo intollerabile, in relazione alla gestione di un servizio normato dalle leggi 104/92 e 106/98. La mancata presentazione del Piano sul dimensionamento scolastico in uno al preoccupante dato che a seguito del bando per l’anno 2015/2016 inerente alla Scuola dell’infanzia, non si prevede alcuna nuova iscrizione, tali elementi attestano oggettivamente il fallimento gestionale dell’assessorato alla Pubblica istruzione. Un importante presidio culturale e strategico condotto senza mettere in campo idee innovatrici e riformatrici, senza un vero approfondimento delle problematiche e disattendendo le logiche di partecipazione, confronto e condivisione con tutta la comunità scolastica cittadina. Un approccio culturale, quello dell’assessorato integralista e autoreferenziale, che si attarda in una comunicazione propagandistica senza di fatti aver raggiunto un risultato, che la città non tollera più. Aspettiamo con preoccupazione di sapere cosa si è progettato e messo in campo in relazione al più importante evento culturale che coincide con il ‘Maggio potentino’ e con la festa patronale della città. E’ arrivato il momento di assumersi le responsabilità del proprio fallimento traendone le conseguenze come da più parti richiesto” concludono i quattro consiglieri comunali del Pd.