Gianpaolo Carretta (Partito Democratico): Decisione politico-amministrativa del Consiglio dei Ministri

“E’ con grande rammarico che dobbiamo constatare che il Consiglio comunale, con la Delibera n. 59, del 23.05.2015, ha presentato al Ministero dell’Interno un’ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato per gli anni 2014-2018, incapace di produrre effetti veri per le casse comunali, per la città e per il suo futuro. E’ con senso di tristezza e di impotenza – prosegue il consigliere comunale del Pd Gianpaolo Carretta – per chi ama la propria città, che dobbiamo prendere atto che era giusto, così come abbiamo fatto, votare contro un bilancio intriso di profili di illegittimità e soprattutto non risolutivo per le problematiche del Comune, così come evidenziato dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno, che ha rilevato la violazione di legge, nel non rispetto dell’art. 259 del T.U.E.L., e, sotto altro profilo, così come indicato dal parere dell’Organo di revisione economico-finanziaria del Comune di Potenza: “non esiste alcuna documentazione che possa attestare la certezza, la liquidità e la esigibilità di suddetto contributo” , che al contrario si era ritenuto, sbagliando, rinveniente dalla Deliberazione n.634, resa dalla Giunta Regionale di Basilicata, in data 14.05.2015. Tale deliberato era ed è, un mero atto di indirizzo a valenza politica, che rimandava la previsione di un contributo straordinario esclusivamente su base quinquennale al Comune di Potenza, ad un disegno di legge, che poteva essere approvato in sede legiferante esclusivamente dal Consiglio Regionale, in fase di assestamento di bilancio di previsione 2015-2017, e della relativa manovra di bilancio 2016-2018. Da ultimo, il Consiglio dei Ministri, con la decisione di ieri, ha bocciato, sia sotto il profilo tecnico-giuridico, che dell’opportunità amministrativa, l’ipotesi di consentire agli Enti Locali dissestati, con il cosiddetto Decreto spalmadebiti, di riequilibrare i propri bilanci in 5 anni e non in 3, introducendo, probabilmente, un principio di rigore e di moralizzazione nella gestione della cosa pubblica, censurando politicamente tale percorso. Ci dispiace non aver registrato analogo attivismo a livello parlamentare, regionale e comunale, per evitare l’incauta dichiarazione di dissesto, che non ci stancheremo mai di ripetere che, poiché la massa debitoria era costituita prevalentemente da disavanzo di amministrazione e non da debiti fuori bilancio, poteva essere compensata attraverso un piano di riequilibrio, così come avviene in tutti i casi similari in Italia, ed al quale l’Assessore al Bilancio stava lavorando, prima di essere revocata. Tutto ciò – aggiunge – avrebbe evitato alla città l’immobilismo amministrativo nel quale è caduta, il disagio socio-economico e la vera e propria depressione di un capoluogo di Regione, che si vede impotente nell’esercitare il proprio ruolo. Si è voluto pervicacemente, da più parti e con finalità differenti, avere un approccio ideologico in relazione alla situazione economico-finanziaria, così come tra l’ altro attestato dalla Magistratura contabile. Tale situazione andava semplicemente riequilibrata, negli stessi modi e con le stesse poste finanziarie utilizzate oggi, ma era più comodo da un punto di vista politico, parlare di “buco” e di crisi economico-finanziaria, per poter esprimere un giudizio politico sul passato. Lo abbiamo detto e ripetuto da sempre: “piano di riequilibrio triennale e voto nella primavera del 2016” , perché Potenza merita un’idea di città, un progetto di crescita, un dibattito ed una visione strategica intorno al proprio ruolo ed alla propria vocazione, elementi assenti dal dibattito politico-istituzionale. Potenza merita un Sindaco con una propria maggioranza politica omogenea, che attui un programma condiviso. Oggi ci troviamo nel pieno di una crisi economico-finanziaria che poteva essere evitata, con una sanzione di circa 2.300.000,00 euro perché è stato sforato il Patto di stabilità, in una situazione di paralisi amministrativa, con un Governo della città immobile e monco, praticamente in uno stallo totale. Abbiamo sentito ormai da mesi che bisognava andare avanti per evitare il commissariamento del Comune, e siamo stati d’accordo. Ma in questa situazione, di assoluta precarietà economica, di assenza totale delle condizioni di un governo cittadino stabile, in assenza, altresì, di una cultura politica e di una esperienza amministrativa, occorre fare di tutto per salvare la città, dalle secche in cui questa Amministrazione l’ha portata; cercare di porre rimedio ai danni fatti con la dichiarazione di dissesto, evitare il commissariamento, ma annunciare in maniera chiara e coraggiosa, che nella primavera del 2016 bisogna ritornare al voto, questo si, per il bene della città. Le argomentazioni altre, sono frutto di sterili posizionamenti di parte e della paura di ripresentarsi alla verifica elettorale, per sottrarsi al giudizio della Città, che invece saprà giudicare e valutare uomini e idee, per Potenza e per il suo futuro” conclude Carretta