“La modifica all’ultimo minuto del decreto ‘Enti locali, con la cancellazione della norma ‘Salva Potenza’, è un fatto gravissimo che merita una profonda riflessione. E’ ancora vivo – prosegue in una sua nota il presidente del gruppo consiliare comunale ‘Lista civica per la città’ Antonio Vigilante – il ricordo del Consiglio comunale in cui il viceministro Bubbico in persona, scortato dagli ‘alti papaveri’ del Partito democratico, propose la famosa soluzione (subito ritenuta, da esperti legali, quantomeno di dubbia praticabilità) che oggi scopriamo essere stata, a conti fatti, una presa per i fondelli. Mi chiedo: con quale coraggio Filippo Bubbico è venuto nel Consiglio comunale di una città in dissesto a riscuotere gli applausi, senza la garanzia che il vertice politico nazionale avrebbe accettato il suo improbabile ‘Salva Potenza’? Ma soprattutto, con quale finalità politica Filippo Bubbico è venuto a proporci una soluzione che lui stesso, come scopriamo oggi, sapeva bene essere poco più che una pia illusione, se non un vero e proprio bluff? Lo ha fatto davvero per ‘il bene della città’? O era forse per lucrare, a beneficio dei suoi uomini, qualche posto da assessore? O magari, per impiccare un’intera città al ricatto ‘non abbandonate il centrosinistra, e vedrete che noi salveremo la città’? O ancora, forse, per raggirare il sindaco De Luca, che in questi giorni cerca in maniera febbrile una soluzione, anche a costo di compromettere il rapporto con gli alleati che lo hanno sostenuto finora? Filippo Bubbico è persona che non ha orrore di dire prima una cosa e poi il suo contrario, come nella famosa vicenda del Sito Nazionale Unico di Stoccaggio delle scorie radioattive, anno 2003, quando si disse prima sostanzialmente favorevole – in audizione presso il Governo – al mortifero Sito Unico in Basilicata, e poi, dopo scoppiata la rivolta di Scanzano, si mise senza vergogna a capo della stessa, come se niente fosse. C’è voluto un processo per scoprirlo. Con un personaggio simile, io non ho paura di confessare un sospetto: il viceministro Bubbico è stato mandato a Potenza nel disperato tentativo di proseguire la tattica che il centrosinistra adotta sin dall’inizio della consiliatura con il sindaco De Luca, l’unica che conosce: temporeggiare, fingere le migliori intenzioni, tenere in ostaggio l’intera città capoluogo, in attesa di un (impossibile) armistizio tra le diverse anime del PD. Tutte le chiacchiere sul ‘De Luca stimato anche dal centrosinistra’, ventilate da chi non ha fatto altro, in 12 mesi, che minare la credibilità del Sindaco, sono strumentali a questo progetto. Il centrosinistra non ha fatto altro in 12 mesi, che prendere in giro il primo cittadino, di cui non ha né stima né rispetto.Bene: se così fosse, il viceministro Bubbico si dovrebbe solo vergognare, e con lui tutti i vertici romani del Pd che sono venuti in Consiglio comunale a farsi baciare la pantofola. Perché oggi, dovrebbero capirlo tutti a cominciare dal viceministro, la società è cambiata. Esiste un’informazione più libera, la gente è più istruita, la povertà non si accompagna più all’ignoranza e la gente ha sempre meno paura di presentare il conto ai suoi politici. I tempi di Emilio Colombo sono finiti. Il viceministro Bubbico, oltre a dimostrare di non contare politicamente quanto egli stesso vada vantando per le nostre contrade, ha fatto un grave errore: ha mancato di rispetto a tutta la nostra città, ha abusato del bisogno di un capoluogo sul baratro (ridotto così, peraltro, dai suoi compari di partito), per abiette ragioni di segreteria. E Dario De Luca, così come ha fatto bene a provare il tutto per tutto, oggi fa bene a dirsi amareggiato per quanto accaduto, e ad allontanarsi, speriamo definitivamente, dal pericoloso abbraccio. Invitiamo il Sindaco della nostra città, al quale confermiamo la nostra fiducia nonostante la gestione non esemplare di questa fase, a raccogliere i pezzi di quella parte sana del Consiglio comunale, quella che, da destra, da centro e da sinistra, gli ha consentito di governare finora (come sul bilancio, sul dissesto e sul piano trasporti), e ricominciare il lungo cammino per far rinascere Potenza. E’ un percorso possibile, ma è necessario abbandonare ogni forma di subalternità, ricostruendo il rapporto con gli alleati e recuperando un confronto democratico con l’organo consiliare. Soprattutto, questa volta, senza cappello in mano davanti a nessuno” conclude Vigilante