“Potenza con le royalties del petrolio, subodorando che la strada prospettata è, in teoria, percorribile – spiega in una sua nota il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Giuseppe Giuzio – si mette sulla difensiva evidenziando quasi con coro unanime, che pur non essendo contrari al salvataggio, vanno prima accertate le responsabilità personali e politiche di chi il dissesto lo ha creato, come se i nomi e cognomi degli autori del “default” fossero ignoti o soggetti a segreto di stato e, poi valutato concretamente il buco di bilancio, quasi insinuando che il rendiconto presentato dalla Giunta De Luca non fosse attendibile. Ferma la condanna nei confronti dell’operato dell’Amministrazione Comunale che ha governato la città nell’ultimo decennio – un operato ritenuto da tutti inadeguato rispetto alle reali esigenze dei cittadini a causa di una profonda autoreferenzialità del Sindaco e di gran parte della Giunta che, chiusi in un isolamento sempre più marcato, hanno imposto alla città scelte quasi mai condivise con le forze politiche, il Consiglio Comunale e, di conseguenza, con i cittadini stessi – non si può non sottolineare l’odierno ostracismo, la guerra di posizionamento politico di molti consiglieri regionali, da un lato condizionati dalla consapevolezza che i potentini non dimenticheranno chi oggi si oppone al salvataggio della città, condannandola ad ulteriori sacrifici, dall’altro con la voglia di dimostrarsi protagonisti nel bacino di voti più importante della Basilicata. Troppi i componenti dell’assise regionale, eletti con i voti dei potentini, che poi si dimenticano che Potenza è la città capoluogo. Nessun pretesa, favoritismo o limitazione all’assenza del vincolo di mandato ma semplice riconoscimento del giusto ruolo da riservare a chi accoglie ogni giorno, generosamente, tanti che della provincia raggiungono la città. Potenza, lo sappiano i cittadini, se si volesse si potrebbe salvare, lo ha fatto capire chiaramente il già sindaco Santarsiero ma la politica tergiversa, si incarta più o meno strumentalmente e perde tempo in ideologismi ormai superati. La “proposta sul tavolo” è l’unica che in tanti mesi di chiacchiere e prese in giro ha una struttura giuridica, una copertura economica e un fondamento fattuale consistente. La stessa, infatti, cerca un reimpiego delle risorse delle royalty 2013-2014 – troppo spesso destinate alla spesa corrente (sanità, università, forestazione etc.), invece che a sviluppo, infrastrutture e posti di lavoro – per dare sostegno, in un momento di mancanza di trasferimenti statali, agli enti locali in affanno e con preminenza alla città di Potenza. Nulla di scandaloso, nessun furto ai cittadini un modo limpido, chiaro, diretto e costruttivo per impedire che quella sofferenza economica/finanziaria che oggi vive buona parte della nostra regione possa trasformarsi in tragedia. A prescindere da come andrà a finire Potenza deve tornare ad essere “capoluogo trainante” lo deve essere, previo riequilibrio di bilancio, per i servizi di eccellenza da offrire ai suoi cittadini e ai tanti che vi vivono o transitano occasionalmente, riscoprendo i suoi innumerevoli attrattori turistici unici per storia e tradizione a partire dalla Storica Parata dei Turchi. Potenza, in un modo o un altro, risorgerà dalle due ceneri e lo farà generosamente non dimenticando che è capoluogo di regione e come tali ha tanti oneri da assolvere nei confronto dei lucani. Ora chiede solo di non essere abbandonata al suo destino e lo fa con la discrezione e timidezza che da sempre contraddistinguono i cittadini del capoluogo, nella speranza che lo spirito di antagonismo, diretto o mascherato, esplicato da molti amministratori possa essere superato nell’interesse superiore della comunità lucana” conclude Giuzio.