La seduta ha inizio alle ore 10.00.
PRESIDENTE
Si procede all’appello nominale. I presenti sono 26, la seduta è valida. Devo giustificare le assenze dei consiglieri Mussuto, fuori Potenza per impegni familiari, e Lepore.
Colleghi, prima di dare inizio ai lavori dell’odierna seduta, consentitemi una comunicazione personale. Ringrazio tutti i Consiglieri per essermi stati vicini in un momento doloroso come la perdita di mio fratello. Vi ringrazio per l’affetto e l’amicizia che mi avete tutti dimostrato.
Vi sono, poi, altre comunicazioni da fare. Dopo la costituzione del “megagruppo” del Partito Democratico c’è stato qualche altro movimento di cui dovremmo prendere atto; innanzitutto, vi è stata la formale costituzione in Consiglio Comunale – come previsto dall’articolo 9 del vigente Regolamento del Consiglio recentemente modificato – del gruppo dei Popolari Uniti, costituito dai consiglieri Graziadei, Campagna, Triani e Bongiovanni, che hanno eletto capogruppo il consigliere Michele Graziadei. Al gruppo dei Popolari Uniti fanno riferimento, ovviamente, anche gli assessori Molinari e Singetta.
La costituzione del gruppo del Partito Democratico ha avuto un riflesso immediato sul Gruppo Misto, al quale aderivano, prima degli ultimi sviluppi, i soli consiglieri Trombetta e Napoli, che avevano designato il consigliere Trombetta come capogruppo e il consigliere Napoli come rappresentante del gruppo in Commissione Statuto. Al Gruppo Misto va ora automaticamente iscritto, come da nota ufficiale e formale fattami pervenire dal Segretario Generale, anche il consigliere Donato Pace, che non ha aderito al neo-costituito gruppo del Partito Democratico.
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
E’ obbligatorio, da una lettura… Non ha aderito… Non è obbligatoria l’adesione al gruppo del PD… Perché faceva parte del gruppo dei DS… Per questo, allo stato attuale, a norma di regolamento, viene iscritto al Gruppo Misto, salvo ulteriori sviluppi.
Naturalmente, ciò impone una rivisitazione della composizione delle Commissioni Consiliari, rivisitazione sulla quale l’Ufficio di Presidenza aveva già iniziato a lavorare, ed è per questo che l’Ufficio di Presidenza è formalmente riconvocato per lunedì mattina, alle ore 8.30, per proseguire – anche alla luce di questi ulteriori sviluppi – il lavoro intrapreso sulla ricomposizione delle Commissioni consiliari. Bisognerà, ovviamente, prendere atto anche della nuova composizione della Commissione Statuto ed eventualmente della Commissione Speciale sugli espropri, cosa che faremo con apposite delibere consiliari nella prima seduta utile.
In sede di Conferenza dei Capigruppo (che sarà convocata a margine dell’Ufficio di Presidenza) prenderemo anche decisioni attinenti alla definizione dell’aspetto logistico e di quant’altro connesso alla ricomposizione delle Commissioni e dei gruppi in Consiglio Comunale.
L’Ufficio di Presidenza inizia a lavorare venerdì, naturalmente ritengo che, dato il momento elettorale, sia opportuno rinviare… L’Ufficio di Presidenza procederà ad individuare le possibili soluzioni; le determinazioni, poi, della Conferenza dei Capigruppo e del Consiglio ci saranno successivamente.
Possiamo dare inizio ai lavori della seduta odierna con il primo punto iscritto all’ordine del giorno: “Modifiche al Regolamento Comunale per l’applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani”. La delibera è stata approvata a maggioranza dalla Seconda Commissione Consiliare, con il voto contrario di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Gruppo Misto, e con l’assenza – all’atto della votazione – di Patto Segni, Verdi e SDI. Cedo la parola all’assessore Pace, per una breve illustrazione della delibera.
PACE F.
Questa deliberazione nasce da diverse esigenze. Si viene ad intervenire sul testo vigente del Regolamento Comunale per l’applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani; alcune modifiche riguardano questioni prettamente tecniche sull’esonero delle aree adibite allo smaltimento dei rifiuti speciali e gli spazi occupati per la preparazione di queste sostanze (come è il caso dei parrucchieri e degli estetisti).
Vi è, poi, la parte relativa all’applicazione della tassa in funzione dello svolgimento del servizio. Per quanto riguarda le unità immobiliari situate all’interno del perimetro di raccolta, e così come deliberato da questo Consiglio Comunale, la tassa è dovuta nella misura del 100%, qualunque sia la distanza dal più vicino contenitore o cassonetto. Per le unità immobiliari situate fuori dal perimetro di raccolta (per intenderci, la zona delle campagne) la tassa è ridotta nella misura del 60% se la distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita è inferiore o uguale a 500 metri, e dell’80% se la distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita è superiore ai 500 metri. In sede di prima applicazione le domande di sconto vanno presentate entro il 30 luglio 2008. Di questo si tratta.
PRESIDENTE
Ci sono interventi sulla delibera? Dichiarazioni di voto? Prego, consigliere Lomonaco.
LOMONACO
Volevo solo dire qualcosa riguardo a questo. Sono contento che l’Amministrazione ha messo in atto qualcosa che negli anni io ho portato avanti. Le passate Amministrazioni hanno fatto… oltre alle Amministrazioni, anche i Consigli Comunali, perché ho presentato diversi ordini del giorno… Quando dico “Consiglio Comunale” mi riferisco anche al mio ex gruppo di appartenenza, che votò contro il mio ordine del giorno.
Oggi, forse, giustizia è stata fatta su questa delibera, perché a molti cittadini che abitano nelle aree rurali viene riconosciuto il pagamento della quota dovuta. Vi erano cittadini che avevano solo il servizio di raccolta ed andavano a pagare il 100%, oppure cittadini che abitano ad oltre 500 metri di distanza dal cassonetto e pagavano il 35%. Oggi l’Amministrazione bene ha fatto, con gli uffici, a ridurre il prezzo lasciando uguale il servizio. Dicevo che giustizia è fatta nel senso che nella passata Amministrazione ci fu una decurtazione del 25% all’Università degli Studi della Basilicata, e invece per le aree rurali questo non è avvenuto.
Ebbene, io mi rallegro e sono felicissimo, anche se questa volta non ho fatto niente riguardo alla cosa; il merito è dell’Amministrazione, mentre altre volte mi ero prodigato per questo. Una cosa che mi rammarica è che la volta scorsa la Minoranza votò a favore del mio ordine del giorno; questa volta, invece, la Minoranza vota contro un provvedimento della Giunta, forse perché l’ha presentato la Giunta e non il Consiglio Comunale. Per questo chiedo alla Minoranza di rivedere un po’ la sua posizione, perché se quattro anni fa gli ordini del giorno presentati dal sottoscritto erano condivisibili, credo che sia altrettanto condivisibile questo provvedimento che viene oggi da parte dell’Amministrazione.
PRESIDENTE
Ringrazio il consigliere Lomonaco. Prego, consigliere Trombetta.
TROMBETTA
Grazie, Presidente. Ora so di poter aggiungere alla schiera dei miei amici qualcuno che è in possesso della palla di vetro; quindi ringrazio il collega Lomonaco per avermi fatto capire questo suo “potere”, considerato che è riuscito a leggere il voto della Minoranza prima che lo stesso venga esplicitato. Lo ringrazio per questo. In Commissione il voto è stato di astensione, non è stato un voto contrario, quindi bisogna che il collega Lomonaco veda la documentazione prima di parlare e, comunque, quando andremo in votazione vedrà i risultati. Grazie.
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
Io ho la comunicazione della Seconda Commissione Consiliare, che riporta come gruppi contrari Forza Italia, Alleanza Nazionale e Gruppo Misto.
TROMBETTA
Astenuti. A verbale siamo astenuti.
PRESIDENTE
La comunicazione ufficiale, a firma del Presidente… Rettifichiamo, allora, la comunicazione della Commissione, su invito del Presidente. Il voto di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Gruppo Misto non è contrario, ma è di astensione.
LOMONACO
Siccome avevo capito benissimo quel che Lei aveva detto, cioè che la Minoranza aveva votato contro questo deliberato, e siccome non sono un mago e non riesco a leggere nella palla di vetro, allora…
Fase interlocutoria
LOMONACO
Non voglio fare nessuna “storia”, ma siccome il Presidente della Commissione ha detto che sono capace di leggere nella palla di vetro, allora dico di verificare certe situazioni. Io sono Consigliere comunale; non ho partecipato alle ultime tre sedute della Seconda Commissione Consiliare per impegni personali, quindi ero all’oscuro della situazione. Quando sento il Presidente del Consiglio che dichiara che l’Opposizione vota contro… beh, dico: buon senso.
Se devo difendere il Presidente della Seconda Commissione, lo difendo, però se c’è da dire qualcosa, lo dico pure. Il Presidente della Seconda Commissione avrebbe fatto bene ad alzarsi e a correggere il Presidente del Consiglio dicendo che il voto era di astensione e non era un voto contrario, invece di trovare o cercare qualcosa nella palla di vetro.
PRESIDENTE
Grazie, collega Lomonaco. Prego, collega Imbesi.
IMBESI
Grazie, Presidente. Vorrei fare un’unica precisazione. Non mi pare che il collega Trombetta abbia offeso, nella maniera più assoluta, il collega del Partito Democratico, quindi vorrei capire – visto che Lei è difensore delle note consiliari – per quale motivo il Collega ha avuto la possibilità di parlare due volte sullo stesso argomento. Lo chiedo solo per curiosità.
PRESIDENTE
Il collega Lomonaco ha chiesto di intervenire per fatto personale, perché evidentemente si è sentito offeso, in qualche modo, dalle parole del collega Trombetta. Ha chiarito la sua posizione; abbiamo capito tutti che la questione deriva da un’errata trascrizione del responso della Seconda Commissione Consiliare – cosa di cui abbiamo preso atto -. Ripeto, ancora una volta, che in Commissione i gruppi di Minoranza hanno espresso un voto di astensione e non un voto contrario, così come riportato nella nota della Seconda Commissione.
Detto questo, in assenza di altri interventi, metto in votazione la delibera: “Modifica al Regolamento Comunale per l’applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani”. Favorevoli? Contrari? Astenuti? La delibera è approvata all’unanimità. Per l’immediata esecutività. Favorevoli? Contrari? Astenuti? La delibera è immediatamente esecutiva.
Passiamo, ora, al secondo punto iscritto all’ordine del giorno: “Approvazione del Bilancio di Previsione 2008, del Bilancio Pluriennale e della relazione previsionale e programmatica per il triennio 2008/2010, nonché del programma triennale 2008/2010 e dell’elenco per l’anno 2008 dei lavori pubblici”.
Prima di passare la parola all’assessore Pace per l’illustrazione della delibera, vi devo qualche piccola precisazione e comunicazione. La Commissione ha approvato la delibera del Bilancio a maggioranza, con il voto contrario di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Gruppo Misto e con l’assenza, all’atto della votazione, di Patto Segni, Verdi e SDI.
Come da decisioni adottate in sede di Conferenza dei Capigruppo, anche questa volta, data la rilevanza e l’importanza dell’argomento in discussione, la Presidenza non userà certamente il cronometro, però è d’obbligo richiamare l’attenzione dei Colleghi sul rispetto del Regolamento, che per il Bilancio prevede dei tempi massimi di 30 minuti per i Capigruppo e di 20 minuti per gli altri consiglieri. Vi pregherei, quindi, di contenere i vostri interventi in questi termini.
Vi devo, inoltre, un’altra comunicazione. Come da decisione adottata sempre in sede di Conferenza dei Capigruppo, qualora ci dovessimo rendere conto, intorno alle ore 13.00, che i lavori si prolungano per più tempo, il Consiglio sospenderà i lavori alle 13.30 per riprenderli nel pomeriggio, alle ore 15.30. Questa è una valutazione che faremo intorno alle ore 13.00, se ci dovessimo rendere conto che gli interventi programmati sono ancora tanti.
Devo, poi, esprimere, a nome dell’Ufficio di Presidenza, un ringraziamento agli uffici, che hanno non solo rispettato i termini, ma che hanno offerto la loro collaborazione alla Presidenza e – anche con sistemi innovativi rispetto al passato e certamente più economici – hanno consentito alla Presidenza di rendere partecipi i Consiglieri della proposta di Bilancio.
Senza voler fare assolutamente valutazioni di merito, che non mi competono in questa sede, devo però, dato che la norma attribuisce al Consiglio Comunale – come ben sapete – poteri e funzioni di indirizzo e di controllo, richiamare, o comunque invitare, l’Amministrazione a tenere buona nota delle raccomandazioni contenute nel parere del Collegio dei Revisori dei Conti e della relazione del dirigente dell’Unità di Direzione Bilancio.
Do il benvenuto anche – consentitemelo – al nuovo Collegio dei Revisori dei Conti, che abbiamo da poco tempo eletto e riconfermato per i due terzi. Pregherei il Presidente, qui presente, di far venire in aula anche gli altri due componenti, perché ritengo che l’approvazione del Bilancio di Previsione sia un atto che richiede necessariamente la presenza del Collegio nella sua interezza.
Detto questo, cedo la parola all’assessore Pace per l’illustrazione del Bilancio di Previsione.
PACE F.
Grazie, signor Presidente. Come ogni anno, questa di oggi è un’occasione molto importante per la vita politica e amministrativa della città, perché il Bilancio di Previsione 2008 e Pluriennale 2008/2010 vanno a delineare gli scenari normativi ed economico-finanziari necessari per la programmazione delle scelte amministrative e di governo della città.
E’ un momento storico importante, ma anche conflittuale, perché interviene all’indomani della presentazione del disegno di legge delega in materia di federalismo fiscale, presentato dal Governo oggi dimissionario lo scorso 29 settembre 2007. Questo Bilancio è figlio di questa conflittualità, di una legge delega dello Stato che ha rappresentato un campo di battaglia per gli Enti Locali, dove si è sfidato il pregiudizio di uno Stato che da troppi anni ci classifica come spreconi ed individua, come fattore di contenimento su cui intervenire, il taglio dei trasferimenti dallo Stato ai Comuni.
E’ questo pregiudizio, affiancato ad un incompleto e contraddittorio federalismo fiscale, che i Comuni hanno combattuto e, se non hanno vinto in termini economici e finanziari, certamente hanno affermato e fatto valere il principio di un’autonomia costituzionalmente garantita che, se non altro, è servita a far maturare il convincimento che i Comuni sono i primi centri erogatori dei servizi ai cittadini; sono i principali e preponderanti appaltatori di opere pubbliche; sono l’elemento fondante del “Sistema Stato”, inteso come induzione delle dinamiche di sviluppo del Paese e non come deduzione di sudditanza assistenzialistica.
Diciamo subito che è giunto il momento di una seria scelta federalista, perché rispetto alle buone intenzioni la realtà dei fatti si dimostra fortemente deludente e smentisce i principi nati dalla riforma del Titolo Quinto della Costituzione. Si prevedono, infatti, normative di dettaglio che espropriano gli Enti Locali della loro autonomia costituzionalmente garantita, in favore di un accentramento di potestà statuali volte a far cadere solo sui Comuni la scure del taglio dei trasferimenti per far quadrare i conti della finanza pubblica.
Da ultimo, ricorderete, tanto per fare uno dei tanti esempi, la vera e propria usurpazione subita dai Comuni lo scorso dicembre: 1,2 milioni di euro in meno che il Comune di Potenza si è visto sottrarre dalle proprie casse, per un calcolo presuntivo – poi rivelatosi assolutamente errato – derivante dalle maggiori entrate stimate nella rivalutazione catastale degli immobili rurali ai fini ICI, incremento di gettito che probabilmente sarà inferiore ai 150 mila euro.
La difesa del principio dell’uguale trattamento dei cittadini, l’ordinato sviluppo del sistema delle imprese e la piena autonomia finanziaria dei Comuni sarebbero stati gravemente compromessi se il disegno di legge delega, che aveva il pieno favore della Lega – e noi ringraziamo Prodi per aver fermato il suo iter di approvazione -, fosse stato approvato dal Parlamento.
Il disegno di legge presenta numerose incongruenze e difficoltà, anche di natura tecnica. Innanzitutto, il meccanismo di distribuzione delle risorse, nello schema proposto, finisce per erogare più soldi non ai territori a minore capacità fiscale, ma a quelli più ricchi. Il maggiore fabbisogno rispetto alle entrate è ragione non per assicurarne con mezzi adeguati la copertura, ma per consentire ai Comuni più ricchi somme superiori al fabbisogno che per essi medesimi lo Stato aveva preso in conto.
Ancora, manca la valorizzazione dell’autonomia finanziaria degli Enti; le scelte operate precludono pressoché totalmente lo spazio di libertà finanziaria per gli Enti più poveri, tutto ciò aggravato dalla scelta poco felice dell’IRPEF come tributo su cui fondare l’autonomia tributaria degli Enti Locali.
Infine, c’è il problema del rapporto tra Stato e Regioni. La disciplina in materia di finanziamento delle funzioni per assicurare i livelli essenziali delle prestazioni resta contraddittoria e sconnessa. Si rischia, infatti, di trasformare le Regioni in mere agenzie dello Stato, il quale ha titolo a stabilire l’ammontare della spesa, a determinare le prestazioni ed il costo di esse, e verifica anche i risultati ottenuti. Stabilisce anche le modalità della spesa. In poche parole, è lo Stato a stabilire che cosa, con quali risorse e in quale modo le prestazioni essenziali debbano essere fornite agli utenti.
Tutto ciò premesso, il quadro normativo previsto dalla Finanziaria 2008 non prevede alcuna manovra aggiuntiva per la finanza locale rispetto a quanto già disposto dalla Finanziaria 2007. E meno male; sarebbe il primo anno, dopo nove anni consecutivi di tagli sistematici. Viene agevolato l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione a copertura delle spese di investimento e viene stabilito un più ampio margine di flessibilità nei criteri del Patto di Stabilità. Nel contempo viene presa una serie di adempimenti tecnici e amministrativi volti al contenimento della spesa, al costo della politica e alla razionalizzazione di alcuni beni e servizi strumentali al funzionamento dell’Ente (ad esempio utenze telefoniche, dotazioni strumentali, conferimento di incarichi di studio, consulenze e ricerche; fenomeni che – ad onor del vero – questo Comune ha sempre conosciuto come estremamente marginali).
Non ripeterò, ovviamente, la relazione tecnica, di cui ho dato ampia diffusione e, spero, altrettanta ampia illustrazione in Seconda Commissione. Un solo dato: la previsione delle spese correnti per il 2008 assomma a 76,5 milioni di euro, 5,5 milioni in meno rispetto al 2007. Un taglio drastico, obbligato dal crollo dell’entrata per proventi diversi – questa è la voce contabile – causato dal completamento del programma di dismissione del patrimonio disponibile, avviato dalla Commissione Straordinaria di liquidazione e finalizzato alla copertura dell’anticipazione concessa al Comune dal Ministero per il pagamento della massa ammessa al passivo dall’organo straordinario di liquidazione, a seguito del dissesto finanziario dell’Ente.
Gli immobili da vendere sono finiti, sono quasi terminati; il famoso mutuo di 65 miliardi di lire è stato coperto dai proventi delle vendite per poco più della metà, fino ad oggi. Ciò significa che da quest’anno in poi, a meno di eventi straordinari fortemente auspicabili – e dopo vi dirò anche quali speriamo si verifichino -, anche le rate di quel mutuo dovranno pagarsi con i nostri fondi ordinari.
Se a questo aggiungete che l’indebitamento complessivo di questo Comune – più di 130 milioni di euro – si traduce in 12 milioni e mezzo di euro di rate-mutuo, e che queste rate impegnano più di un terzo delle nostre entrate tributarie, questo bilancio, lungi dal voler essere un documento di programmazione economica e finanziaria, risulta essere il frutto di una mera elaborazione tecnica che ci consente appena sufficientemente di coprire le spese e i servizi essenziali che siamo obbligati ad offrire alla comunità. Un bilancio nudo, dunque, scarnificato nella spesa.
Ciononostante, il 2008 sarà un anno che questa città dovrà ricordare, un anno in cui proveremo a riaprire le porte della programmazione a questa Amministrazione, un anno in cui proveremo a vendere l’immobile adibito a Palazzo di Giustizia, un’operazione complessa che dovrà necessariamente passare sia attraverso il mantenimento perpetuo del vincolo di destinazione dell’immobile all’esercizio dell’Amministrazione Giudiziaria, sia attraverso il consenso del Ministero competente.
E’ un’operazione stimata nell’ordine di 35-40 milioni di euro: risorse ingenti che destineremo all’abbattimento del nostro debito storico; un problema strutturale, un debito che si vedrebbe ridurre di oltre un terzo e che libererebbe risorse correnti per oltre 4-5 milioni di euro l’anno, e per sempre.
Ribadisco: per sempre, poiché non si tratta di un effetto una tantum, ma di un beneficio che risolve un problema storicamente radicato, a tutto vantaggio delle generazioni future. Non è cosa facile, ma siamo fiduciosi, perché nei prossimi mesi potremo presentare all’attenzione di questo Consiglio un’operazione i cui benefici non si limitano soltanto a quello anzidetto, ma che a cascata produce effetti sorprendentemente positivi anche dal punto di vista finanziario di cassa, di gestione delle somme giacenti in Banca d’Italia, di benefici previsti proprio da questa Legge Finanziaria dello Stato in termini di rimborso, da parte del Ministero, delle penali per estinzione anticipata dei mutui in essere attraverso proventi straordinari.
Oggi questa opportunità è solo una ferma intenzione; evidentemente il suo concretizzarsi sarà sottoposto alla vostra attenzione con la più ampia e consapevole condivisione.
Il 2008 è l’anno del Regolamento Urbanistico e del Piano Strutturale Comunale: concepire nuove funzioni di livello metropolitano attraverso il governo del territorio e dell’ambiente, con il coinvolgimento di altri nove Comuni dell’hinterland come soggetti attivi di una pianificazione a livello strutturale unitaria e concertata. Con l’adozione del R.U. abbiamo fatto del capoluogo il fulcro del suo territorio, attraverso ambiti ottimali di pianificazione per un vero riordino urbanistico che mira ad un nuovo progetto territoriale di qualità urbana, con luoghi ben progettati, inclusivi, attenti all’ambiente, per una vera svolta in termini di qualità della vita dei cittadini.
Avremo nuove aree per l’edilizia popolare, convenzionata e sovvenzionata, attraverso il superamento degli aspetti autorizzativi tipici degli strumenti urbanistici tradizionali ed il perfezionamento della perequazione fondiaria e dello strumento espropriativo, nonché nuovi criteri di trasparenza e di partecipazione alle scelte dell’Amministrazione attraverso la concertazione Comune/privati per l’individuazione delle aree a destinazione pubblica.
Proprio il superamento dello strumento espropriativo significherà che, per il futuro, non potranno più esserci sentenze di risarcimento danni per errate procedure di esproprio, sentenze che in questa legislatura hanno gravato per quasi 11 milioni di euro in debiti fuori bilancio, sentenze che lo scorso un anno ci hanno fatto completamente cassare il piano triennale delle opere pubbliche per il superamento dei limiti di indebitamento previsti dal Patto di Stabilità, sentenze derivanti da contenziosi che, finalmente, si avviano ad un progressivo esaurimento. Per quest’anno non ci aspettiamo niente di particolarmente preoccupante su questo fronte.
Dunque, il Piano Strutturale Metropolitano è la sfida di quest’anno; la città di Potenza amplia il proprio raggio di azione ad un’area di 120 mila abitanti, in un intervento volto ad inserire in una veste unitaria le esigenze, le problematiche e gli obiettivi in un territorio omogeneo, al fine di armonizzare gli interventi medesimi compiendo scelte condivise e condivisibili.
Altro anno importante può dirsi per i trasporti. L’approvazione del Piano Urbano di Mobilità come essenziale piano strategico per la crescita e lo sviluppo della mobilità urbana. Il nuovo programma di esercizio del trasporto pubblico locale, l’attivazione del ponte attrezzato, la scala mobile di Via Mazzini, il percorso metropolitano della tratta ferrata ex FAL garantiranno un vero piano di trasporto pubblico integrato con quello su gomma, in modo da rendere un servizio eccellente in termini di efficacia ed efficienza. Non solo: l’intero sistema, nel corso di quest’anno, verrà messo a gara e finalmente avremo una gara economicamente appetibile. E una gara economicamente appetibile da un lato non potrà andare deserta, dall’altro libererà l’Amministrazione dal rischio di subire pressanti richieste che qualunque privato in regime di proroga rispetto alla gestione di un servizio pubblico avrebbe facile gioco ad imporre.
Il tutto è passato attraverso una revisione radicale, da parte della Regione, del sistema di contribuzione ai Comuni per il servizio di trasporto pubblico. Riscrivendo una delibera vecchia di dieci anni…
PETRULLO
Presidente, chiedo scusa se interrompo l’Assessore, ma se a nessuno interessa la relazione, che almeno non si dia fastidio a quelle pochissime persone che la stanno seguendo. Presidente, per cortesia, si eviti l’utilizzo dei telefoni, si evitino i colloqui in questa stanza. Si può uscire. Siamo in due o tre a sentire, ma vorremmo non essere disturbati.
PRESIDENTE
Ha perfettamente ragione, Collega. Pregherei i Consiglieri di comportarsi in maniera da consentire all’Assessore di svolgere al meglio la sua relazione. Prego.
PACE F.
Ovviamente, ringrazio i Consiglieri presenti per la pazienza che avranno. Dicevo: il sistema dei trasporti è passato attraverso una revisione radicale, da parte della Regione, del sistema di contribuzione ai Comuni per il servizio di trasporto locale; viene riscritta una delibera vecchia di dieci anni, che riconosceva come trasporto pubblico il solo trasporto su gomma.
Oggi, invece, proprio i collegamenti meccanizzati, le scale mobili, il ponte attrezzato e così via sono considerati elemento maggioritario e preponderante del sistema urbano di mobilità, perché il ruolo della città capoluogo passa attraverso un servizio di eccellenza quale quello del trasporto integrato, appunto, un servizio a disposizione dell’intera comunità regionale (pensate che in città, nelle ore di punta, si contano oltre 120 mila presenze), un ruolo che la Regione ha recepito non come imposizione o sovrapposizione di competenza, ma come riconoscimento alla città di Potenza della propria dignità di città capoluogo.
Il tutto si è tradotto in un contributo straordinario per il trasporto, pari a 750 mila euro, un contributo che è strutturato in quello ordinario, che passa dai precedenti 3 milioni circa agli attuali 3,8 milioni di euro. Siamo in attesa, anche, delle ulteriori determinazioni in virtù del dettato normativo della Legge Finanziaria 2008, che destina alle Regioni ulteriori risorse per incentivare il trasporto pubblico locale.
Il programma triennale delle opere pubbliche. 16 milioni e mezzo di lavori previsti per quest’anno. Manutenzione straordinaria della viabilità urbana e rurale, manutenzione straordinaria dei prefabbricati di Bucaletto, del patrimonio edilizio comunale, adeguamento degli impianti sportivi e delle scuole, ricostruzione dell’autoparco presso la vecchia sede del mattatoio comunale, sistemazione della Piazza Di Giura, completamento degli interventi inseriti nel progetto integrato di sviluppo urbano di cui all’accordo di programma sottoscritto con la Regione Basilicata.
Ma è vero o no che sta cambiando il volto della città? Abbiamo cantieri seminati ovunque, oltre 60 milioni di opere, che arriveranno a cento entro la fine della legislatura. Il contratto di quartiere relativo alla riqualificazione di Via Tirreno, il piano di riqualificazione urbana di Bucaletto (dove sono in corso i lavori per la costruzione dei primi cento alloggi che permetteranno lo smantellamento dei primi prefabbricati), il completamento della stazione autolinee e del collegamento meccanizzato con la stazione FF.SS.
Ed ancora: la realizzazione del nuovo cimitero, la riqualificazione dei quartieri (in Viale Dante, ieri, l’inaugurazione della piazza antistante la chiesa di Sant’Anna). Il 2008 è un anno da ricordare per ciò che attiene all’utilizzo dei fondi comunitari nell’ambito dei POR regionali 2007-2013, dove dovremmo elaborare la proposta da candidare a finanziamento nel nuovo ciclo di programmazione.
Ed ancora: interventi PRUSST relativi ai piani di riqualificazione dell’ex fornace Lasala, l’ex fornace Gallitello, quelle brutture che finalmente non vediamo più. Sul versante della nuova edilizia scolastica sono da segnalare i lavori di adeguamento sismico della scuola sede dell’ex IPIAS di Via Lazio, della Scuola Media Leopardi, della Scuola Elementare di San Nicola, quella di Viale Marconi e, infine, la nuova scuola a Bucaletto e la ricostruzione della Scuola Elementare di Via Perugia.
Il quadro normativo nazionale, volto al riconoscimento di sostanziale autonomia delle istituzioni scolastiche, all’Ente Locale attribuisce un ruolo prioritario di coordinamento e di proposizione all’istruzione, in un contesto di città vista come comunità educante capace di chiamare a responsabilità condivisa tutti i soggetti operanti sul territorio e che hanno un ruolo più o meno istituzionale nel determinare i percorsi formativi.
Il Comune nel sistema istruzione: la Consulta permanente della scuola come istituzione in grado di supportare le scelte amministrative, attraverso un continuo e costante monitoraggio della realtà e delle sue esigenze, quindi il riassetto organizzativo della scuola comunale dell’infanzia, la razionalizzazione della distribuzione delle sezioni presenti sul territorio, e poi l’adozione del Piano cittadino dell’offerta formativa che sia in grado di garantire una risposta coerente alle esigenze concrete di istruzione e formazione espresse dal territorio; il potenziamento dei servizi finalizzati all’assistenza e all’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili, l’adeguamento organizzativo del sistema di attività di assistenza scolastica integrata, un servizio – quest’ultimo – di invidiabile qualità e che supera ogni aspettativa quanto ad indice di gradimento da parte dell’utenza.
L’organizzazione della terza Conferenza cittadina sulla scuola sarà un altro obiettivo dell’anno. Nella conferenza verrà illustrata una serie di progetti di carattere generale rivolti alle scuole e con il coinvolgimento di tutti i soggetti operanti sul territorio, allo scopo di creare una rete tra le scuole e le Istituzioni utile a determinare i percorsi di formazione.
Modernizzare il “Sistema istruzione”, nella consapevolezza che i processi educativi non possono circoscriversi all’ambito scolastico, ma devono coinvolgere tutto il sistema sociale nella sua complessità e multidimensionalità. Infine, il completamento del piano di riorganizzazione e dimensionamento della rete scolastica cittadina, che costituirà la risposta avanzata alla dispersione scolastica, alla frattura pedagogico-didattica tra i due subordini di scuola, Elementare e Media, e all’assunzione concreta di responsabilità intorno agli esiti della formazione.
E molto altro ancora: viene confermato il più favorevole sistema tariffario del servizio di mensa scolastica; il piano comunale degli interventi per l’attuazione del diritto allo studio; la fornitura gratuita dei libri di testo e delle borse di studio – pagate con un po’ di ritardo, ad onor del vero – e, da ultimo, il piano triennale per la fornitura degli arredi scolastici.
Diciamo pure che questa Amministrazione non ha mai pensato di tagliare risorse ai servizi sociali, perché vi può essere una crescita complessiva della città solamente se essa è socialmente compatibile e amica per i suoi cittadini. Per questo si è programmato un disegno unitario di sistema urbano di Welfare al fine di pervenire ad un dispositivo-quadro per le politiche sociali, rappresentato dal piano regolatore sociale che si collocherà al termine di questo processo.
Alle azioni da perseguire – azioni di Welfare, di integrazione e di sistema, ma anche di estensione ai servizi per la persona, oltre a quelli consolidati (tempo libero per la terza e quarta età, emergenza caldo, servizio solidarietà) – si aggiungono la sperimentazione di altri servizi innovativi, tra cui la banca del tempo, il progetto di inserimento lavorativo per disabili, il progetto città/rifugio e le importanti innovazioni regionali, quali, ad esempio, la legge sulla promozione della cittadinanza solidale e la rete regionale integrata dei servizi di cittadinanza solidale, senza trascurare, infine, le politiche giovanili, le politiche per la pace, l’attenzione per i minori e le iniziative a sostegno delle politiche sull’immigrazione.
Parallelamente, vengono delineate le basi di un vero progetto turistico e di marketing territoriale della città di Potenza, attraverso l’avvio di un laboratorio tematico con i Comuni aderenti al Piano Strutturale Metropolitano finalizzato alla promozione turistica, alla pianificazione dei grandi eventi di rilevanza extracomunale, alla valorizzazione del sistema di offerte e di ricettività turistica. Il progetto “Ospitalità nei borghi” è un importante esempio di marketing territoriale che opera attraverso interventi di ristrutturazione e di riqualificazione degli immobili e delle attività commerciali e turistiche del Centro Storico, il ripristino delle facciate, l’adeguamento delle vetrine e delle insegne, l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Attendiamo la nuova legge regionale sul commercio, così da poter dare una nuova e più adeguata regolamentazione alle esigenze inevitabilmente mutate nel corso degli anni e prevedere, quindi, una diversa programmazione commerciale della città e del suo comprensorio metropolitano.
Abbiamo posto in essere azioni economiche a sostegno delle attività commerciali e artigianali che vogliono investire, mediante un contributo in conto interessi volto ad abbattere il costo del denaro e attraverso apposite convenzioni con i Cofidi e i Confidi.
Altro strategico settore di intervento dell’Amministrazione Comunale sta nel suo cuore pulsante, che è il personale. Anche per il personale il 2008 sarà un anno da ricordare. Entro il 30 aprile prossimo questa Amministrazione varerà il piano di stabilizzazione dei precari dell’Ente e con il Piano occupazionale 2008 sfrutteremo le opportunità offerte dalla Legge Finanziaria; faremo i concorsi e, compatibilmente con la costante evoluzione ed attuazione del quadro normativo di riferimento, i cosiddetti CO.CO.CO. presto saranno soltanto un ricordo.
Ed ancora: l’attenzione verso le categorie protette; il rientro negli obblighi previsti dalla Legge 68/99, con il proseguimento del programma di assunzione dei lavoratori diversamente abili, già avviato nel 2006; il nuovo modello organizzativo, con l’obiettivo di offrire servizi sempre più puntuali nella pianificazione delle risorse e sempre più capaci di introdurre innovazioni; l’avvio delle posizioni organizzative complesse… il tutto per affermare sia l’indispensabile correlazione tra salario di produttività e l’effettivo miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi, sia la valorizzazione delle professionalità interne nell’ottica della definizione di responsabilità di risultato e di procedimento, orientata all’innovazione e alla crescita della struttura.
L’ACTA ha ormai alle spalle la grave emorragia finanziaria patita nel 2006. Grazie a un diligente lavoro di superamento delle criticità finanziarie e gestionali e ad un confronto costante con l’Amministrazione Comunale, si prevede per l’Azienda la chiusura del corrente esercizio finanziario in sostanziale pareggio di bilancio. Un pareggio che proietta l’ACTA sullo scenario di una più complessa riorganizzazione delle proprie attività. La trasformazione dell’ACTA in società per azioni è, era e rimane un obiettivo primario e il suo processo non si è mai arrestato. Anzi, colgo l’occasione per dire che mi auguro che questo Consiglio approvi la delibera di ripiano delle perdite di esercizio 2006, così come proposta dalla Giunta Comunale, e che già da molto tempo è all’attenzione della competente Commissione Consiliare.
Il ripiano della perdita 2006 è assolutamente necessario per riequilibrare il rapporto tra patrimonio netto dell’Azienda speciale e il capitale sociale della costituenda S.p.A. e il piano di risanamento proposto è attualmente l’unico possibile. Bisogna fare presto, e la fretta è dettata da un’opportunità economico-finanziaria che nasce dall’esigenza di collocare sul mercato una società solida, efficiente, che sappia competere con le sfide della globalizzazione. In questa direzione, bene il piano di un’azienda che si prepara a candidarsi come fiore all’occhiello, come punto di eccellenza nell’erogazione dei servizi suoi propri e in una posizione di leadership su scala regionale.
Mettiamo oggi l’ACTA nelle condizioni di non dover più chiudere in disavanzo; gli diamo le risorse necessarie e sufficienti per svolgere – con sacrificio, ma con serenità – il proprio servizio. Non si ripeterà più quel terribile 2006, dagli esiti infausti per le note vicende connesse ai costi del ciclo di smaltimento, all’impiantistica e ai bilanci forzosamente rideterminati. Il tutto a tariffazione invariata, e prelevando dalla lotta all’evasione fiscale e dall’ampliamento della base imponibile le maggiori risorse che si sono rese necessarie.
Non solo la TARSU rimane invariata, ma tutte le altre tariffe comunali. Quanto all’ICI, abbiamo prontamente recepito l’ulteriore detrazione per le abitazioni principali prevista in Finanziaria nella misura dell’1,33 per mille della base imponibile, e comunque fino ad un massimo di 200 euro. Questa agevolazione, sommata alle detrazioni previste dal nostro Regolamento (altri Comuni hanno fatto scelte diverse, hanno ridotto le proprie agevolazioni e recepito soltanto quanto previsto dalla Legge Finanziaria; noi abbiamo sommato le nostre a quelle della Legge Finanziaria) comporterà che la quasi totalità – il 97% – dei nostri cittadini non pagherà l’ICI sulla prima casa.
Questo è il quadro, e all’interno della sua cornice dobbiamo insieme costruire il futuro…
Fase interlocutoria
PACE F.
Quella della Finanziaria è l’1,33 per mille, come detrazione, fino ad un massimo di 200 euro per ogni abitazione principale. Praticamente non si pagherà più l’ICI sulla prima casa in virtù di questo doppio meccanismo di detrazione, quello previsto al nostro Regolamento Comunale sommato a quello previsto dalla Legge Finanziaria. Altri Comuni non hanno optato per questa scelta.
Questo è il quadro, e all’interno della sua cornice dobbiamo insieme costruire il futuro della nostra città, e sul ruolo di città capoluogo, di città guida dell’intera comunità regionale, una città-comprensorio, erogatrice di servizi di eccellenza e di propulsione di tutta la competitività territoriale.
Tutto questo deve necessariamente passare attraverso la forza della politica come regia di attuazione di un programma elettorale del Sindaco. Certamente “Sarà Potenza 2009”, ma per fare ciò è inevitabile una Maggioranza compatta che si assuma la responsabilità di governo nella sua interezza. Ed allora, il mio entusiasta benvenuto al gruppo unico del Partito Democratico; alle altre forze politiche di Maggioranza rivolgo un fermo invito ad uno sforzo di condivisione delle volontà amministrative e delle scelte decisionali, perché ciascuna componente – dalla più grande alla più piccola – ritrovi le ragioni di un’appartenenza convinta al Centrosinistra, nel profondo rispetto della qualità e della quantità del proprio contributo politico offerto.
Queste, in sintesi, le principali linee di intervento programmatico dell’Ente e le politiche di bilancio per il 2008; il resto sono solo numeri. Tuttavia, con ciò non abbiamo la presunzione di tirare fuori dal cilindro tutte le risposte e le soluzioni di cui la città pure ha bisogno, ma vogliamo proseguire un programma ambizioso, ma possibile, che il Centrosinistra, nella sua interezza, deve sentire come un dovere al quale non può sottrarsi, in ossequio ai tanti elettori che hanno riposto in noi la loro fiducia e le loro speranze. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a Lei, Assessore. Colleghi, diamo inizio al dibattito, pregandovi di iscrivervi a parlare, in modo da consentire alla Presidenza l’alternanza prevista dal Regolamento. Chiede di intervenire il collega Trombetta; la parola gli spetta di diritto, nella sua qualità di Presidente della Seconda Commissione, prego.
TROMBETTA
Grazie, Presidente. Sindaco, Assessori, colleghi Consiglieri, il mio intervento inizia come Presidente di Commissione, per poi passare ad essere quello del Consigliere di Opposizione. Inizio, quindi, con il ringraziare quanti hanno messo la Seconda Commissione nelle condizioni di lavorare sul Bilancio di Previsione finalmente in condizioni ottimali. Lo dico sulla scorta di ciò che è accaduto negli anni precedenti, quando sono stato sempre costretto ad alzarmi per lamentare qualcosa, o più di qualcosa, che non aveva funzionato.
Questa volta ha funzionato tutto, quindi il mio ringraziamento va, oltre che agli Assessori, che si sono presentati puntualmente alle riunioni di commissione nelle quali erano stati convocati, anche all’Ufficio Bilancio – ben diretto dall’ingegner Laguardia – e all’Ufficio di Presidenza, nella persona della dottoressa Atella, che ha ben coordinato i lavori. Una nota di apprezzamento va sicuramente rivolta alla segretaria, alla dottoressa Maria Pagano, per l’abnegazione che ha messo nel lavoro di ogni seduta della Commissione. Veramente, grazie di cuore a tutti.
Voglio sottolineare anche qualche mia “puntatina” verso qualche collega Consigliere, più volte richiamato ad una maggiore attenzione per fare in modo che le spiegazioni di chi era presente in audizione potessero essere quanto più lineari possibile. Questo è un momento di scuse che voglio rivolgere, per tutti, al collega Imbesi, più volte richiamato perché nella sua foga e nella sua veemenza è portato spesso ad interrompere i lavori della Commissione. Porgo, quindi, le mie scuse a quanti hanno dovuto subire miei interventi non urbani e non civili dal punto di vista comportamentale.
Conclusa la fase da Presidente, voglio entrare nel merito di questo documento di previsione, l’ultimo che ci vedrà partecipi ed artefici per 12 mesi, quindi per l’arco dell’anno 2008.
Eravamo abituati a sentire lamentele rispetto al comportamento di un Governo Berlusconi che ha cominciato con i tagli dei trasferimenti presso gli Enti Locali; questa volta mi piacerebbe sentire lamentele anche nei confronti del Governo Prodi, che sicuramente non ha fatto meglio, anzi, secondo il mio punto di vista, è riuscito a fare anche peggio, considerati due esempi che ci vedono partecipi e considerato il fatto che è peggiorato il calcolo sul Patto di Stabilità. L’Assessore ce ne dava conferma: è sempre più difficile poterlo mantenere. Non dobbiamo dimenticarci del taglio di 1.200.000 euro sull’ICI, avvenuto con una semplice circolare. E’ vero: è probabile che rientrino, ma prima che rientrino, comunque il Comune dovrà sopportare delle gravi difficoltà.
Dicevo che siamo al resoconto. Ed allora, cominciamo da un dato che potrebbe passare in second’ordine, ma che io ho letto e ho riletto, e mi è sembrato sempre più strano nella sua valutazione. Mi riferisco alle entrate extratributarie. Bene, la relazione, a pagina 14, dice: “Con questa denominazione vengono definite tutte le altre entrate correnti del Comune, le quali acquisiscono sempre più importanza al progressivo venir meno della dipendenza della finanza derivata per il finanziamento della gestione dell’Ente“.
In maniera asettica, quando ho ricevuto la relazione, senza essere entrato minimamente nei particolari del documento programmatico, sono corso immediatamente a vedere la risultanza di questa voce, sperando di trovare innovazioni, dati, indicazioni politiche rispetto al mantenimento di quello che è dettato nella relazione del provvedimento di Bilancio di Previsione. Ebbene, mi trovo con un meno 32,32%. Allora mi chiedo e vi chiedo: quali politiche innovative? Alla finanza derivata bisognerebbe sostituirsi con la finanza creativa. Ma dove è la finanza creativa? Che cosa abbiamo creato per evitare questa decurtazione del 32,32%, che mi sembra assolutamente esagerata rispetto a quello che andiamo a scrivere?
Dicevo, quindi, della difficoltà, della scarsa capacità di inventiva politica per arrivare ad un risultato che sia quanto meno accettabile al posto di questo 32,32%. Invece, niente. Sindaco, qui mi rivolgo a Lei: un modo spicciolo, piccolo, forse piccolissimo, per evitare questo dato negativo può venire anche dall’approvazione del Regolamento per l’assegnazione dei locali di proprietà del Comune. Le ricordo che in occasione di una seduta di Commissione, alla quale Lei fu invitato per relazionare in merito al mancato arrivo in Commissione di questo provvedimento – più volte sollecitato -, Lei ci disse che si impegnava in prima persona a farlo arrivare sul tavolo della Commissione entro un mese.
Era gennaio; siamo a marzo; domani saremo ad aprile. A volte basterebbe avere il coraggio di dire: guardate, non ci sono riuscito. A volte, su certe cose, basta una telefonata per dire: quello che ci eravamo promessi non si può mantenere per questo motivo. Sarebbe accettabile. Si potrebbe scusare un atteggiamento di questo tipo, ma nascondersi dietro queste evidenze fa male a tutti, e probabilmente può fare male anche a Lei, in prima persona.
E invece niente, ritorno a dire: meno 32,32%. Si preferisce pescare dalle tasche dei cittadini. Mi fa piacere sentir dire dall’Assessore del 97%… della possibilità che viene data ai nostri concittadini di non pagare l’ICI sulla prima casa. Bene, questo sarà un modo per non piangere l’anno prossimo sul Bilancio di Previsione, allorquando il Governo Berlusconi darà l’esenzione totale dal pagamento dell’ICI sulla prima casa (ho io la palla di vetro, in questo momento).
Fase interlocutoria
TROMBETTA
I commenti a voi, dopo, nei vostri interventi.
E invece restiamo con lo 0,8% sull’addizionale comunale IRPEF, quindi con il massimo stabilito per legge. Restiamo con una TARSU invariata, che non è assolutamente un bel risultato raggiunto. Ci saremmo aspettati tutti di vedere una riduzione di questa tassa, invece niente. Probabilmente abbiamo deciso di mantenere le precarietà che fino ad oggi hanno contraddistinto questa Amministrazione sulle politiche ambientali.
Ricordo a me stesso che negli anni passati siamo stati vittime di un contratto a costo fisso per mantenere in piedi l’inceneritore. Oggi ci viene detto che ciò non accadrà più. Siamo stati costretti a smaltire i nostri rifiuti in comuni diverso dal nostro, questo – ci viene detto adesso – non accadrà più. Ed allora perché la TARSU non diminuisce? Questa è una domanda che pongo a voi per avere una risposta. Perché se tutto diminuirà, non capisco perché i nostri concittadini non debbano pagare una TARSU inferiore. C’è qualcosa che non funziona. I numeri, forse, in questo caso, non sono tali, e quindi non sono soggetti a calcoli matematici.
Ed ancora. Il 19,76% in meno rispetto alle entrate derivanti da servizi pubblici. Bene, probabilmente anche questo dato denota un fallimento della politica in tal senso. Probabilmente i nostri concittadini non sono felici di ricevere quello che stanno ricevendo, e qui inserisco un qualcosa che non avevo tenuto in considerazione, ma che ieri sera, durante la cerimonia di inaugurazione della piazza antistante la chiesa di Sant’Anna, mi è venuto in mente. Sindaco, è una piazza bellissima. Le dicevo, prima di iniziare questo Consiglio, che probabilmente è la più bella piazza che abbiamo in città in questo momento, così come non vanno sottovalutate tutte le opere che questa Amministrazione ha fatto, i vari interventi di riqualificazione, il Nodo del Gallitello, tutte cose belle, ottime…
Ma ieri sera, mentre ascoltavo le sue parole durante la cerimonia di inaugurazione, sono stato portato a fare delle riflessioni, e mi dicevo: probabilmente a questa città, su un ipotetico tavolo di un pranzo qualunque, di una qualunque giornata, abbiamo servito ai nostri cittadini il dolce, però stiamo continuando a far loro mancare il primo, il secondo, la frutta e forse, in alcune zone, anche il pane. Mi riferisco e pensavo a Bucaletto, al Serpentone… e non voglio stare qui a fare l’elenco delle varie zone di questa città che probabilmente vivono di una precarietà assurda. C’è gente, a Bucaletto, che sta chiedendo da tempo di rifare il tetto di un prefabbricato e non si hanno i soldi per intervenire e per aggiustarlo.
Meno 45,34% di proventi diversi. L’assessore Pace puntualizzava, prima, che deriva tutto dalla dismissione degli alloggi, che man mano diventano sempre di meno e, quindi, contribuiscono in maniera negativa a non rimpinguare le casse della nostra Amministrazione. Bene, questo è assolutamente vero; ma se è vero, che cosa lasciamo agli eredi dell’Amministrazione di questa città? Come faranno i futuri amministratori a rimpinguare le casse di questa città, visto che non siamo stati capaci di proporci per una finanza creativa?
8.427.000 euro di mutui da contrarre per il mantenimento della viabilità rurale e cittadina e per la pubblica illuminazione. Mi permetterete di fare una sottolineatura rispetto a questo dato. Io questi mutui li leggo come mutui elettorali. Probabilmente torneremo su zone già oggetto di interventi; probabilmente torneremo ad aggiustare buchi, quanto più possibile, sulle strade della nostra città, senza intervenire in maniera strutturale per porre fine a problemi che da anni si manifestano e tornano a manifestarsi sempre nelle stesse zone, lasciando da sole quelle contrade che, magari, non hanno “santi in paradiso”, non hanno “capipopolo” che possano intervenire per migliorare viabilità o pubblica illuminazione.
SINDACO
Per esempio?
TROMBETTA
Per esempio, Contrada Cozzale presenta un tratto di strada di 500 metri ancora sterrato, che, in caso di pioggia o neve, la gente è costretta a percorrere veramente in maniera “anomala”.
Affissioni. Da poco abbiamo approvato il nuovo regolamento. Mi trovo una cifra di incremento, rispetto alle entrate, dello 0,73%. Io dico: probabilmente si vuole dare un ordine migliore alla giungla delle affissioni che ancora esiste in città, e su questo sono d’accordo, ma un regolamento dovrebbe prevedere anche una maggiore attenzione al poter rastrellare o, comunque, reperire delle risorse che, anche poche alla volta, aggiunte l’una all’altra, possono comunque quantificare un “cappelletto” utile da mettere a disposizione della comunità.
Della TARSU abbiamo parlato, e del regolamento sulla localizzazione delle antenne che cosa possiamo dire? Più volte ci è stato promesso e ci è stato detto: sì, c’è; è pronto, lo portiamo. Abbiamo sentito, l’altro giorno, l’Assessore all’Ambiente, il quale ci dice che adesso è stato affidato lo studio all’Università. Allora, delle due l’una: o era pronto e non era buono, oppure non era pronto e si vuole approntare. Fateci capire la verità dove sta, perché è un problema che è cominciato a inizio consiliatura e che continuiamo a portarci senza capire “la dritta” di questa cosa, perché è veramente qualcosa di assurdo.
Tra le altre cose, lo studio è stato assegnato all’Università, ma diceva l’Assessore che, comunque, il Comune spenderà dei soldi. Se era pronto, è normale che si spendano dei soldi per fare questo regolamento? Non lo so, me lo direte.
Tutto questo piccolo sperpero di patrimonio, di soldi, aggiunto anche a quello della sperimentazione della raccolta dei rifiuti nel Centro Storico della città, finisce per essere rilevante. Ricordo che abbiamo messo addirittura i posacenere attaccati ai paletti che contraddistinguevano i posti presso i quali andavano conferiti i sacchetti a terra. Ditemi se non è vero che abbiamo sperperato denaro pubblico. Mi verrà detto che erano somme ridicole. Probabilmente, torno a dire, potevano essere utilizzate per altro, potevamo aggiustare un tetto a casa di qualcuno.
E poi l’ACTA. Mi piace sentire dall’Assessore che è in itinere il passaggio della municipalizzata a società per azioni. La deliberazione – è una cosa che dice lo stesso Assessore – predisposta per l’indicazione delle modalità di ripiano delle perdite di esercizio dell’ACTA che fine ha fatto? Dove è stata smarrita? Chi l’ha smarrita? Perché non viene portata in Consiglio? Ci dice, l’Assessore, che è depositata presso gli uffici, ma perché non si porta in Consiglio Comunale? Non si riesce a capire. Anche questo è un altro lato oscuro che non riusciamo a comprendere.
Vogliamo trasformare l’ACTA in società per azioni, con il capitale che tutti conosciamo e che tutti facciamo finta di non conoscere, e probabilmente tutti mettiamo la testa sotto la sabbia, come lo struzzo, per non rendercene conto. Come può essere appetibile una municipalizzata con questi debiti? Non si riesce a capire questa società dove vuole arrivare, a che cosa vuole arrivare e dove può arrivare. La municipalizzata chiede di gestire l’inceneritore e non si capisce perché si assegna ad altri. Allora, o la mettiamo sul mercato in condizioni di competitività, o lasciamola morire, però decidiamo cosa fare. E’ una riflessione che vi sottopongo in maniera asettica, non voglio che cada nella politica, questa riflessione. Pensiamo al bene di questa città rispetto a questa cosa.
Nel 2004 la società era pronta a divenire società per azioni; aveva una struttura sana; la proposta era già depositata presso la Giunta Comunale e non è stata presa in considerazione. La Finanziaria del 2005 imponeva il passaggio, al massimo entro il 31 dicembre 2006, da municipalizzata a società per azioni. Oggi, quando diciamo che abbiamo una municipalizzata per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, la gente ci ride dietro.
Fateci capire; è soltanto questa la questione. Vorremmo capire. E poi, sui ritardi dei pagamenti del fatturato che l’ACTA fa all’Amministrazione Comunale, l’assessore Pace… io non voglio smentire quello che dice lui, però lo voglio mettere di fronte ad una realtà, a considerazioni, a dati che sono stati forniti a noi in Commissione… ci dice che, più o meno, gli arretrati sono all’incirca 2 milioni e mezzo di euro; è un calcolo nettamente distante da quello che ci riferisce il presidente dell’ACTA, Mazzaro, il quale ci dice di avanzare 6 milioni di euro.
PACE F.
Non diciamo due cose false, sono due momenti di calcolo diversi.
TROMBETTA
Io voglio capire, sto sottoponendo a tutti a questa riflessione perché voglio capire; voglio capire perché il Presidente dell’ACTA mi dice di avanzare 6 milioni di euro e dice che il tesoriere ha chiuso i conti. Io sono preoccupato, da amministratore pubblico, perché probabilmente stiamo andando incontro al pagamento di interessi passivi che sono esorbitanti. Mi è stato detto che non è stato possibile pagare le tredicesime ai dipendenti dell’AGECO, perché l’Amministrazione non ha trasferito i fondi dovuti…
Allora, io voglio capire; non voglio fare nessuna polemica; il mio non è un intervento polemico, ma sto facendo domande; io voglio capire, vorrei capire; vorrei essere messo nelle condizioni di fare una valutazione su dati certi, che non siano contrastanti fra di loro, rinvenienti dalla stessa forza politica, fra le altre cose. Il conflitto tra questa Maggioranza e Presidenza e Consiglio di Amministrazione dell’ACTA va vanti da inizio consiliatura, e non possiamo capire come si possa e come si potrà migliorare la situazione di questa struttura se andiamo sempre in conflitto, se ci riferiamo cose diverse, se ci raccontiamo bugie, perché da una parta o dall’altra la bugia c’è. Allora, bisogna capire chi non è onesto nel trasferire le notizie.
Del fallimento della Z.T.L… va bene, probabilmente troveremo qualcosa sul PUM e la rivaluteremo dopo aver visto questo provvedimento. Lo stato di sicurezza della nostra viabilità, delle nostre strade. Di incroci pericolosi ne conosciamo tanti, uno su tutti: quello che porta su Viale del Basento venendo da Chianchetta, dall’ufficio postale. Incidenti continui. Non vi si pone rimedio, non c’è un semaforo, non c’è chi regolamenta la viabilità in quella direzione. Non si capisce perché.
E che cosa dire della cultura? La cultura è andata incontro a una riduzione, anch’essa. Ci dispiace, perché da questa parte politica, la mia, difficilmente avete ascoltato giudizi negativi rispetto al modo di agire, però mi dovete far capire questo passaggio su una delle relazioni che ci sono state consegnate: “… rafforzare il binomio cultura/turismo, promuovendo rassegne ed eventi di spettacolo per valorizzare il patrimonio architettonico, storico e religioso del territorio“. Avete letto quanto c’è a disposizione di questa Amministrazione per il turismo, considerata l’importanza del connubio cultura/turismo? Bene, ve lo dico io: zero. Ed allora perché scriviamo queste cose? Perché mettiamo per iscritto queste cose?
Fase interlocutoria
TROMBETTA
Grazie per la spiegazione, ma non sono d’accordo, perché se le cose vanno insieme, probabilmente i fondi dell’uno e le attività dell’uno dovrebbero favorire l’altra e, quindi, essere l’uno traino dell’altra; però sono modi di vedere e vi ringrazio per la spiegazione. Non ero arrivato a tanto. Nemmeno un centesimo per l’apposizione di targhe e numeri civici all’interno dei vicoli e di alcune strade del Centro Storico. Questa è anche promozione di cultura e turismo? Desidererei un’altra spiegazione, anche su questo, perché anche su questo, probabilmente, non ero arrivato.
Sicurezza delle scuole e degli impianti sportivi. Vogliamo spiegarci anche su questo? Gli ultimi eventi credo siano chiari, in tale direzione. Chiusura di strutture a catena, una dopo l’altra, ed allora io da amministratore pubblico, ma soprattutto da genitore, mi chiedo: considerata la carenza di sicurezza per la mancata messa a norma di queste strutture, i nostri figli dove li mandiamo? E’ una domanda che faccio a me e che rivolgo anche a voi, in qualità di amministratori, ma soprattutto di genitori, e fra noi ce ne sono tanti.
Verde pubblico. Tutto demandato al Regolamento Urbanistico. Se il buongiorno si vede dal mattino, ancora deve fare giorno.
Impiantistica sportiva. Tutto demandato al Piano Strutturale. Un modo come un altro per dire: amici non possiamo fare niente, lasciamo ai posteri l’ardua sentenza.
Stato di attuazione dei programmi. Sullo stato di attuazione dei programmi mi sono permesso di fare una semplice addizione, perché non era stata fornita; probabilmente il modello che ci è stato consegnato non è stato fatto su un foglio Excel. Importo impegnato, 159.336.000 euro; importi liquidati 54.979.000 euro. Abbiamo liquidato il 34,50% di quello che abbiamo impegnato. Consideriamo che la maggior parte di queste opere rivengono da fondi pubblici.
Allora io chiedo: perché questi soldi non sono stati ancora spesi? Non mi si venga a dire che riguardano tutte opere dell’ultimo anno, perché se andiamo ad analizzare il documento troviamo cose del ’98, del ’99, del 2000, del 2001… Vorrei capire, quindi, se questi fondi sono stati elargiti, dove giacciono, se giacciono, e per quale motivo non diamo un’accelerata rispetto alla progressione dei lavori in città.
Con questo non voglio dire che non sono state fatte cose; torno a ripeterlo, perché già l’ho detto: c’è il mio apprezzamento rispetto a ciò che è stato fatto. E’ stato servito il dolce, ma non è stato servito il pane.
Un altro dato importante, dal quale emerge l’aumento della povertà in città, è quello riferito all’introito dell’imposta comunale sul consumo dell’energia elettrica, che risulta invariato negli ultimi anni. Vi sottopongo una riflessione rispetto a questo dato, che per me è sintomatico di una povertà in città. Mi viene detto che gli aumenti di TARSU e ICI nelle entrate dipendono dall’aumento della base imponibile della stessa tassazione. Se aumento la base imponibile di questa tassazione, vorrà dire che ci sono più abitazioni a disposizione dei nostri concittadini.
Perché non aumenta il consumo dell’energia elettrica, allora? il mancato aumento del consumo dell’energia elettrica è un dato sintomatico di povertà di questa città, perché la gente risparmia sul consumo di energia elettrica che, fra l’altro, è anche aumentata. Questa è un’altra riflessione che vi sottopongo. Tutto ciò viene denotato e viene sottolineato non solo da quello che vi sto riferendo io, ma da un dato che ci viene sottoposto dal Sole 24 Ore.
Potenza risulta essere al 77° posto su 103 capoluoghi di provincia, ma il dato sconcertante è che abbiamo perso 20 posizioni rispetto all’anno precedente e, se non fosse per un quarto posto riferito all’ordine pubblico, per il quale abbiamo perso pure una posizione rispetto all’anno precedente, ci troveremmo di fronte ad una catastrofe, perché abbiamo il centesimo posto per tenore di vita (ricordo: sempre su 103); abbiamo il 78° posto per affari e lavoro; abbiamo l’89° posto per servizi, ambiente e salute; l’81° posto per tempo libero.
Ditemi dove sono le positività di questa città. Se a questo aggiungiamo, purtroppo per Lei, Sindaco, e mi scusi se voglio tornare anche su questo dato, che anche la capacità di attrattività del nostro Sindaco è diminuita (come tutti sanno, il Sindaco stesso, in prima persona), allora vorrà dire che i nostri concittadini, che la nostra popolazione non è assolutamente contenta di quello che siamo riusciti a fare in quattro anni, e non possiamo pensare di fare tutto nell’ultimo anno che abbiamo a disposizione. Sappiamo che non sarà possibile, sappiamo che non è nelle nostre possibilità, soprattutto finanziarie.
Concludo, quindi, dicendo che probabilmente sarebbe il caso, ogni tanto, al posto di giustificazioni e di autoreferenzialismi, recitare una preghiera, che è quella del mea culpa. Lo possiamo fare anche senza batterci il petto, vale lo stesso. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a Lei, collega Trombetta. Ci sono altri interventi? Non ho ancora ricevuto iscrizioni a parlare. Pregherei i Colleghi di iscriversi, in modo da consentirci di programmare i lavori. Ha chiesto la parola il consigliere Pesarini, prego.
PESARINI
Grazie, Presidente. Un carissimo saluto al Sindaco, agli Assessori e ai colleghi Consiglieri. Prima di entrare nel merito del mio intervento, volevo dire che ho ascoltato in religioso silenzio l’intervento del presidente Trombetta, che ho visto questa volta molto, molto attento a “fare le pulci” all’attività dell’Amministrazione. La cosa mi riempie di gioia, perché significa che ciascuno di noi comincia a svolgere veramente il proprio ruolo, però ho l’impressione che – questo lo dirò successivamente – al presidente Trombetta siano sfuggiti i grandi temi che questa Amministrazione ha affrontato in questi quattro lunghissimi anni, anni duri (e poi dirò perché anni duri).
Ho annotato, presidente Trombetta, tutte le cose che Lei ha detto. Mi pare che sia sceso un po’ troppo nel particolare. Io mi aspettavo, da un Presidente di Commissione, un intervento un po’ più elevato.
Si dà atto che il consigliere Lovallo assume la Presidenza.
PESARINI
Lasciamo andare, comunque. Io sarò più breve del consigliere Trombetta, anche perché sono un consigliere semplice, un commissario semplice della Seconda Commissione. Lo ringrazio per l’ottima, per l’imparziale guida che pone nella direzione di questa Commissione che, secondo me, è una delle più importanti dell’attività amministrativa.
Mi associo anche io ai ringraziamenti per tutto il settore tecnico di questa Amministrazione (parlo degli Assessori che hanno avuto la bontà di venire in audizione in Commissione e di consegnarci tutti, puntualmente, relazioni molto dettagliate, che andavano lette, ma non certo in maniera così particolareggiata come è stato fatto); ringrazio anche i dirigenti che sono intervenuti nelle Commissioni; rivolgo poi un ringraziamento alla segreteria di Commissione, all’Ufficio di Presidenza… insomma, un po’ a tutti; non faccio nomi perché potrei dimenticare qualcuno.
Io vorrei partire da un dato che secondo me è fondamentale, presidente Trombetta, e che ci mette nelle condizioni di capire perché ci sono state delle défaillance, delle mancanze sulla spesa corrente in questa Amministrazione. Cari amici, credo che – avendo ciascuno di noi fatto un’analisi seria ed approfondita di questo bilancio – tutti abbiamo capito che ci sono delle negatività, purtroppo, delle cose che non si sono potute fare, però tante altre, molto più importanti, sono state fatte.
Noi dimentichiamo un dato fondamentale che non dobbiamo trascurare, presidente Laieta: questa Amministrazione ha dovuto, fin dall’atto del suo insediamento, fare i conti con un debito fuori bilancio di 140 milioni di euro. A tutti sfugge questo dato che, secondo me, è fondamentale. Sappiamo anche da dove deriva questo debito che mette letteralmente in ginocchio l’Amministrazione, obbligandola a pagare – lo ha detto anche l’Assessore – una rata di mutuo di 12 milioni di euro all’anno.
Allora, colleghi Consiglieri, di fronte ad un dato di partenza così eclatante, quale Amministrazione avrebbe potuto far meglio? Non lo so. Questa rata di mutuo ha inibito fin dall’inizio a questa Amministrazione di procedere, presidente Trombetta, ad una seria programmazione nei diversi settori dell’Ente. Sappiamo benissimo che questo è il dato che pesa fortemente su questa Amministrazione.
Soltanto una grande capacità manageriale dell’Amministrazione guidata da Santarsiero, con tutti gli Assessori, oltre che una grossa lungimiranza politica, hanno fatto sì che questa Amministrazione si ripiegasse in un’unica e sola direzione, quella della politica del risanamento – e lo ha detto ottimamente l’assessore Pace -, per cercare di recuperare risorse che altrimenti non sarebbero state reperibili da nessun’altra parte. Sappiamo che, fin dall’inizio, attraverso il recupero dei crediti ed il risanamento finanziario, si è acquisita e conservata una liquidità di cassa, perché sappiamo pure che la cassa era pignorata. Sono stati eliminati quasi totalmente le consulenze e gli incarichi di studio.
Vi è poi la stabilizzazione del personale precario; questo è un dato storico, che rilevava sempre l’assessore Pace. Entro il 30 aprile si procederà alla stabilizzazione dei precari (argomento tanto caro al Presidente del Consiglio, Campagna), se non ho capito male, attraverso un concorso pubblico che vedrà, però, anche la partecipazione degli esterni, e tutto questo contribuirà certamente a creare una stabilità nella complessa macchina organizzativa. Un ringraziamento, quindi, va a questo personale precario, che si è prodigato – nonostante non fosse nella pianta organica – nell’attività dell’Ente.
Allora, come fare per andare avanti? Sappiamo che quando ci sono i debiti bisogna vendere gli immobili. E’ partito il piano di dismissione degli alloggi, anche se devo dire con grande franchezza, assessore Pace, che dobbiamo completare ancora alcuni aspetti della dismissione. Mi pare di aver capito che c’è la paventata ipotesi della dismissione del Palazzo di Giustizia; questo potrebbe ridurre notevolmente la rata dei mutui che, come abbiamo detto in precedenza, grava fortemente sull’attività dell’Ente, e ci potrebbe consentire di guardare con fiducia e serenità ad un futuro che io, Presidente Trombetta, non vedrei così nero come lo vede Lei.
Un altro dato storico incontestabile. Il ringraziamento va al Presidente della Terza Commissione e a tutta la Terza Commissione. Amico Trombetta, abbiamo approvato un Regolamento Urbanistico, cosa che non avveniva da decenni, che, insieme all’approvazione del PUM (Piano Urbano della Mobilità), secondo me sarà la vera scommessa sulla quale dovrà confrontarsi questa Amministrazione e disegnerà il futuro non solo della città di Potenza, ma dell’intera area metropolitana. Questi sono, Presidente Trombetta, i temi che vanno guardati, non certo l’ICI o la TARSU, se aumentano o non aumentano di piccola entità.
In una situazione tale, in una situazione di grande disagio finanziario, conseguenza… Come ho detto prima, e purtroppo lo devo ripetere, questo è il vero motivo per cui questa Amministrazione, sulla spesa corrente, non ha potuto fare di più: era facile pulire di più il verde, fare strade, illuminazioni…, ma con un debito di 140 milioni di euro (che sappiamo derivare da quelle famose sentenze per occupazione abusiva di suolo) ai P.E.G. dei vari dirigenti sono state assegnate, purtroppo, delle dotazioni economiche irrisorie, e tutto quello che si è fatto è attestato nelle cose da fare e nelle cose che sono state fatte.
Volendo scendere nel particolare e volendo affrontare solo alcuni settori di questa Amministrazione, partirei dai lavori pubblici, per volare alto, presidente Trombetta. Abbiamo sentito l’assessore Fiore che in audizione in Seconda Commissione, con grande determinazione, ci ha parlato di un programma che prevede una straordinaria manutenzione dell’area rurale ed urbana e degli edifici scolastici; ci ha parlato della bonifica dell’area di Parco Aurora, l’ex sede del Tribunale; ci ha parlato dell’abbattimento delle passerelle di Via Adriatico; ci ha parlato della riqualificazione del Centro Storico e di Piazza Di Giura; ci ha parlato del completamento della riqualificazione di San Rocco, Piazza Crispi, Rione Santa Croce; ci ha parlato della riqualificazione di Rione Risorgimento, di Via Messina e di Rione Murate; ci ha parlato del parcheggio di Contrada Rossellino e della messa in sicurezza di tutti gli impianti sportivi della città… Presidente Trombetta, se questo è poco, io non so.
E poi, mi pare che stia giungendo a soluzione anche il problema del completamento del Cimitero Civico, un dato fondamentale, amici miei. Sappiamo tutti quello che è accaduto nel passato, quando alla perdita di un caro si aggiungevano problemi di ordine economico molto gravi, e ciascuno di noi ci è passato direttamente. E poi, sempre per parlare delle cose fatte, siamo stati recentemente a Bucaletto, Sindaco, e abbiamo visto con grande gioia che i lavori della scuola elementare, che Lei aveva promesso in un’assemblea pubblica, sono già avanti; abbiamo visto le case fatte o in corso di attuazione; abbiamo sentito, assessore Molinari, i cittadini che hanno detto: finalmente cominciamo a vedere le case. Finalmente cominciamo a vedere le case.
Non vogliamo le pacche sulle spalle o le strette di mano, vogliamo la concretezza, e Bucaletto… presidente Trombetta, non me ne voglia, perché Lei ha parlato prima di me, sa che nutro stima nei suoi confronti; mi rivolgo a Lei solo perché mi ha preceduto e perché ha fatto un ottimo intervento, come al solito, come forma, naturalmente. Poi il presidente Laieta, ne sono sicuro, smonterà politicamente l’intervento del presidente Trombetta e di altri che sicuramente interverranno dopo.
Abbiamo parlato solo di quello che sarà realizzato nel 2008, senza parlare delle opere triennali, che qualcuno dice essere il libro dei sogni. Abbiamo parlato di quello che si realizzerà nel 2008; a me, cittadino, interessa sapere cosa si farà nel 2008. La ricostruzione della Scuola Elementare di Via Perugia che, mi pare di aver capito, novità assoluta, sarà provvista di pilastri ammortizzanti, e il completamento della stazione autolinee di Via Nazario Sauro, laddove finalmente potrebbe trovare allocazione la sala del Consiglio Comunale, perché voi sapete che noi siamo ospiti – non so se graditi – in questa struttura.
E poi, ancora per le opere da realizzarsi in quest’anno, sappiamo che a breve ci sarà l’apertura delle scale mobili di Via Mazzini e con questa opera, mi pare di aver letto, assessore Fiore, sale a circa 75 milioni di euro l’importo dei lavori che sono stati appaltati in questi quattro anni. 75 milioni di euro, un dato eccezionale, che sommato a tutto quello che sta accadendo nel campo dell’edilizia, con le case in costruzione, ha consentito, Colleghi, di rilanciare il settore trainante, il settore dell’edilizia, laddove si registra la piena e totale occupazione.
Spostiamoci su un altro settore. Il Nodo complesso e la delocalizzazione dell’autoparco sono due dati incontestabili, due dati eccezionali, sui quali si misurerà il futuro di questa città dal punto di vista del traffico; lo sappiamo tutti, perché siamo tutti utenti di questa città, e sappiamo cosa avverrà una volta che saranno completati i lavori del Nodo complesso del Gallitello.
E poi, ancora, il progetto… mi pare che sia in corso di attuazione… il progetto definitivo per la costruzione dei 300 parcheggi di viale dell’UNICEF che, secondo me, con l’ultimazione dei lavori del Ponte attrezzato, che abbiamo ereditato al 10% dell’opera, metterà questa Amministrazione nelle condizioni di pensare seriamente e veramente alla chiusura del Centro Storico al traffico veicolare.
E poi i settori della mobilità, della viabilità e della protezione civile. Abbiamo udito l’ottimo assessore Coviello, puntuale, preciso, silenzioso, operativo, il quale ha messo in evidenza le criticità del suo bilancio, ma ciononostante ha cercato di darsi un programma, di darsi degli obiettivi che sta perseguendo e realizzando come una formica, un po’ al giorno. Obiettivi di mantenimento e obiettivi strategici, così l’assessore Coviello ha diviso la sua azione amministrativa. Obiettivi di mantenimento che riguardano, appunto, l’attività ordinaria dell’Ente, sulla quale ho già detto, purtroppo, e obiettivi strategici, quelli fondamentali, quelli connessi al perfezionamento della qualità della vita del cittadino, perché è a questo che noi dobbiamo tendere: al miglioramento della qualità della vita del cittadino.
Del Nodo complesso ho già detto. Vorrei ora parlare del miglioramento dell’accesso al polo ospedaliero e al campus universitario. L’inizio dei lavori per il miglioramento degli incroci: ci sono 200 mila euro stanziati per il 2008 per il miglioramento di questi incroci, perché ci sono – ha ragione, presidente Trombetta – delle problematicità, delle criticità.
L’inizio dei lavori, finalmente, in una contrada che, forse, non aveva ricevuto molta attenzione in passato, parlo della strada che porta a San Luca Branca, dove ogni volta che ci andiamo, per i famosi fuochi pirotecnici del mese di settembre, notiamo le difficoltà di spostamento. Ci sono 400 mila euro. E poi, sempre per parlare degli interventi in corso: la particolare attenzione che si sta rivelando nei confronti della Z.T.L., l’acquisto di nuovi bus a basso impatto ambientale (mi riferisco al progetto Civitas, che ci è stato illustrato, in una delle sue audizioni, dall’assessore Coviello) per un importo di 535 mila euro.
I lavori di miglioramento e di messa in sicurezza dell’autoparco comunale che, come sappiamo, è stato delocalizzato e spostato a Via Appia, per un importo di 410 mila euro. E poi la Legge Tognoli, la legge per la costruzione di box auto; per tutti quelli che, come me, hanno una casa, ma non un garage, i box auto sono importanti.
Sempre tra gli obiettivi strategici nell’ambito della mobilità, parlando sempre del lavoro dell’assessore Coviello, il Piano Urbano della Mobilità, cosiddetto PUM, e il programma di esercizio di trasporto pubblico locale finalmente troveranno attuazione; accanto all’ampliamento della metropolitana – abbiamo tutti sperimentato i vantaggi che derivano dalla metropolitana ferroviaria urbana -, con l’attivazione delle due fermate di Rione Lucania e Rione Francioso, certamente porteranno una boccata di ossigeno nell’ambito del trasporto pubblico cittadino e, quindi, un netto, deciso miglioramento della qualità vita della nostra città.
E poi, la ricostruzione. Vogliamo dire qualcosa sulla ricostruzione? Benissimo: la proposta di recupero del patrimonio edilizio storico, (parliamo di Palazzo Palermo, ce lo ha detto l’assessore in Commissione); l’allestimento del nucleo museale del Risorgimento all’interno di Palazzo D’Errico e poi, problema molto serio, la definizione di un piano organico di intervento per assicurare un ristoro agli abitanti di Contrada Bosco Piccolo.
Nell’ambito della protezione civile – noi siamo una città a forte rischio sismico – l’attenzione che sta ponendo questa Amministrazione è notevole. Non voglio elogiare l’opera dell’assessore Coviello, ma lo faccio perché tante cose sono state fatte e tante sono in cantiere, e quindi parlo della sistemazione della sede del Centro Operativo Misto. Noi sappiamo che c’è una sede che sarà spostata da Parco Aurora a Rione Francioso.
Il protocollo d’intesa con l’Università della Basilicata per la valutazione della vulnerabilità sismica e la definizione di strategie di intervento per la riduzione del rischio sismico negli edifici della nostra città. Un aspetto che viene sempre trascurato, collega Garramone, ma che, secondo me, va tenuto in debita considerazione perché – ripeto – noi viviamo in una città a forte rischio sismico. L’episodio, il terremoto dell’80 ha lasciato segni che sono ancora visibili sulla nostra città.
E poi, assessore Casella, è un piacere ascoltarla in Commissione, perché Lei, con la semplicità di linguaggio che la contraddistingue, evidenzia sempre il suo lavoro eccellente in un settore che – consentitemelo, con grande umiltà – mi sta molto a cuore: quello dei servizi sociali. Ho visto una grande attenzione per gli interventi a favore dei minori, dell’assistenza pubblica domiciliare per gli anziani, gli interventi a favore di soggetti affetti da handicap, delle case di riposo, del servizio di teleassistenza, dei taxi a chiamata, dei progetti di inclusione sociale, del servizio di assistenza domiciliare ai minori.
Due grossi risultati stati raggiunti dall’assessore Casella nell’ultima parte del suo mandato…
PRESIDENTE
Un po’ di attenzione, Colleghi.
PESARINI
Dicevo: di due grossi risultati ci ha parlato l’assessore Casella in Commissione. Sto parlando dell’annosa vicenda del trasporto dei disabili dell’AIAS (questo è un risultato che l’assessore Casella ha raggiunto nel massimo silenzio) e poi, l’abbiamo visto l’altro giorno in una visita di cortesia a Bucaletto, la quasi ultimata opera del Rotary, laddove – mi pare di avere capito – ci sarà anche una piscina.
Qualcosa anche per la Pubblica Istruzione. Anche Messina, come al solito, si è recato nella Commissione di cui lui faceva parte prima di guidare l’Assessorato alla Pubblica Istruzione di questo Comune; è venuto spesso in Commissione, anche e soprattutto negli ultimi tempi, per darci notizie ed informazioni circa il ridimensionamento del personale scolastico. Sappiamo che c’è stato un grosso intervento da parte dell’Amministrazione nei confronti dell’Ufficio Scolastico Regionale, con il coinvolgimento anche degli Enti superiori (parlo della Provincia e della Regione Basilicata).
Si dà atto che il consigliere Campagna riassume la Presidenza.
PESARINI
L’assessore Messina ci ha parlato della definizione di tutte le procedure per il proseguimento del progetto “La città dei ragazzi”, un laboratorio permanente di educazione alla legalità e all’associazione. Un lavoro che metterà i ragazzi nelle condizioni di potersi cimentare con i problemi di questa città attraverso la collaborazione dei Consiglieri comunali.
Poi, mi pare di aver letto che è in corso la procedura per l’ottenimento dei fondi da destinare all’organizzazione e all’allestimento degli spazi nel nuovo contenitore di Via Lazio, da destinare a centro di servizi polifunzionali per la “Città educante”. Anche questo è un progetto di grande valenza, che permetterà un interscambio tra le istituzioni scolastiche e permetterà ai ragazzi del Consiglio Comunale Baby di svolgere la loro attività.
Grande attenzione è stata riservata anche agli asili nido, dove notiamo che c’è, forte, l’intenzione dell’Amministrazione di ridurre i costi per cercare di andare incontro alle esigenze dei cittadini.
Particolare attenzione è riservata anche al trasporto degli studenti. Vi sarà l’affidamento – mi pare di aver capito – di questo servizio all’esterno, stanti le notevoli difficoltà che affrontano i dipendenti comunali nella loro veste di autisti.
Per chiudere, visto che manca l’attenzione da parte del Consiglio (forse sono stato un po’ più “lungo” di quanto avrei dovuto), voglio dire: cerchiamo di guardare in alto, cerchiamo di guardare ai grandi temi, mettiamo da parte le polemiche, svolgiamo ciascuno il proprio ruolo, nelle vesti di Maggioranza e di Opposizione, ma cerchiamo, soprattutto, di fare gli interessi della collettività, motivo per il quale noi ci troviamo qui oggi a svolgere il nostro ruolo. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, collega Pesarini. Mi auguro che il suo sia l’unico intervento programmato da parte del Partito Democratico perché è stato piuttosto lungo. Prego, collega Imbesi. La prego di “guadagnare” qualche minuto.
IMBESI
Presidente, stia tranquillo, non supererò la mezz’ora che mi è concessa per Regolamento, quindi cercherò di non essere tedioso.
Comincio dando anch’io, come hanno fatto altri Colleghi e lo stesso Presidente, il benvenuto ai nuovi Gruppi che si sono costituiti. Auguro a tutti di svolgere questa ultima annualità di lavoro nel migliore dei modi. La cosa sembrerà strana, ma nel periodo delle elezioni succedono sempre stravolgimenti e cambiamenti, e questo è avvenuto anche al Comune di Potenza, fatto probabilmente legato – come dicevo prima – alla campagna elettorale; ma ben vengano le campagne elettorali quando si aggiustano le strade e si sistemano situazioni che in Consiglio durano da un anno e mezzo, non sistemate. Siamo quindi contenti di questo, ne prendiamo atto e siamo certi che i Colleghi continueranno a lavorare come hanno sempre fatto.
Io ho un “merito-demerito” (alcuni lo vedono, come me, come un merito, altri lo percepiscono come un demerito): ho sempre cercato di fare le mie valutazioni su qualunque atto, politico o amministrativo che fosse, cercando di guardare all’atto stesso come avrebbero guardato i cittadini che mi hanno delegato in questo ruolo, quindi “i normali cittadini”, visto che noi abbiamo un ruolo particolare all’interno di questa Assise. Dico un merito e un demerito perché molto spesso, in politica, tanti hanno padroni o mandatari e sono essi stessi mandanti e così via; io invece non ho avuto, non voglio e non vorrò mai avere padroni, per cui continuo a fare questa valutazione in questi termini.
La prima cosa che, credo, un cittadino di questa città avrebbe valutato, prima di accingersi a leggere, studiare e commentare – positivamente o negativamente – il bilancio comunale, è che certamente in questa città, come in tutta Italia (quindi non disconosciamo questa cosa), vi sono forti difficoltà economiche per le famiglie. Difficoltà economiche che colpiscono – lo dicevano i dati che qualcuno ha citato prima – ben più di un terzo della nostra cittadinanza.
Che cosa vorrebbe, quindi, il cittadino, come primo elemento? Il primo elemento che il cittadino vorrebbe, ovviamente, è una diminuzione degli oneri di tassazione (questo è poco, ma sicuro). E noi, che “dobbiamo tentare” di venire incontro alle necessità ed ai bisogni dei cittadini, ci dovevamo porre, probabilmente, come primo obiettivo quello di tentare di venire incontro alle difficoltà dei cittadini, diminuendo il regime di tassazione.
Secondo elemento che un cittadino si sarebbe posto nella pre-lettura del Bilancio: cercare nel Bilancio quelle indicazioni per l’anno corrente che portino ad un miglioramento dei servizi, che portino ad avere più servizi in determinati settori o, addirittura, servizi innovativi in settori nei quali non ne abbiamo.
Fase interlocutoria
IMBESI
Devo anche riconoscere che nonostante questo, in ipotesi, dovrebbe essere un periodo di maggiore attenzione verso i temi della politica, si sta verificando – qui e in tutta Italia – l’esatto contrario, perché i cittadini mi sembra che non si interessino assolutamente della campagna elettorale (forse questo l’avete notato anche voi); forse questa è la campagna elettorale peggiore che abbia visto in vita mia (non ne ho viste tantissime, ma qualcuna l’ho vissuta, quindi mi sembra che qualcosa debba necessariamente cambiare, in un caso o nell’altro, che vinca l’uno o che vinca l’altro).
Questo disinteresse – devo dire – è dimostrato anche dalla quasi totale assenza dei media (dico “quasi” perché una giornalista è arrivata pochi minuti fa, e la ringraziamo per questo, perché di fatto è l’unica giornalista che viene ai nostri Consigli Comunali, ormai). Quando si discute l’atto programmatorio di un’Amministrazione i media dovrebbero indubbiamente far sentire la loro presenza, perché chi meglio di loro raggiunge i cittadini e li tiene informati? Se in sede di discussione di un atto di questo tipo dobbiamo contare (ahimè!) una sola presenza da parte dei media – ripeto: ringraziandola, perché è l’unica che costantemente presenzia alle nostre sedute – evidentemente anche questo dimostra che c’è disinteresse dei cittadini verso la politica, perché se i giornali, che per vendere devo interessare i cittadini, non vengono, probabilmente anche i giornali ritengono che ai cittadini non gliene frega assolutamente niente (scusatemi l’espressione).
Ho fatto questo “cappelletto” per arrivare al terzo punto che bisognava affrontare: far tornare l’interesse nei cittadini, far tornare la voglia di partecipare alla vita amministrativa, la voglia di partecipare alla costruzione e al miglioramento della loro città.
Passo, ora, ad una valutazione più congrua del Bilancio. In primis, il Presidente e l’Assemblea tutta ricorderanno che io ho richiesto ogni volta, per anni ed anni, che gli Assessori tutti presentassero delle relazioni accompagnatorie del Bilancio di Previsione, così come delle relazioni accompagnatorie del Bilancio Consuntivo. Devo dire che questa volta qualcuno ha dato seguito a questa richiesta, che più che una richiesta era qualcosa di più, visto che uno che esercita un lavoro dovrebbe svolgerlo seguendo i dettami normativi, e indubbiamente la relazione del Bilancio è una relazione richiesta.
Come si può fare una valutazione dei numeri se non si danno degli obiettivi politici, delle strategie di attuazione? Devo ringraziare, quindi, quei pochi – ribadisco e sottolineo: pochi – Assessori che, coerentemente con il loro mandato, hanno trasmesso alla Commissione Consiliare Permanente competente, e di conseguenza ai Commissari e al Consiglio, le loro relazioni. Alcune le ho trovate ben dettagliate – le citerò tutte, una per una -, alcune un po’ più scarne, ma comunque ben venga che ci siano. Per quanto riguarda alcuni settori non abbiamo le relazioni degli Assessorati. Ci sono state trasmesse alcune relazioni – anche qui poche, per la verità – da parte di alcuni dirigenti; ben venga, sempre, il fatto che le relazioni siano pervenute, ma anche qui, tra virgolette, penso che qualcuno non abbia completamente svolto il mandato al quale è chiamato.
Vediamo, allora, di guardare a queste valutazioni. Io terrei a citare l’amico e collega Pesarini, che ha detto di volare alto; io avrei voluto, sinceramente, volare alto, purtroppo l’aeroporto non lo avete fatto, avete fatto il ponte a Gallitello, quindi dovrò proseguire terra, terra (me ne scuso, e mi perdonerete per l’atteggiamento).
La prima cosa che voglio valutare è questa. Qualcuno ha detto che l’Amministrazione ha fatto tanto, tanto, tantissimo, sebbene nelle difficoltà. Io riconosco che molte cose sono state fatte, indubbiamente, però, senza fare il supporter di nessuno (perché, come dicevo all’inizio non ho, non ho avuto e non avrò padroni), devo anche dire che certi dati statistici ci dovrebbero far riflettere. Prima di fare i fan, dobbiamo essere corretti e valutare i dati. Se abbiamo fatto solo cose fatte per bene, mi chiedo: perché si perdono consensi? Perché la simpatia verso l’Amministrazione decresce? Dovrebbe essere il contrario, invece… Questo, ripeto, lo dicono le statistiche e non io; lo dicono dei numeri.
Parlo di questa Amministrazione nel suo complesso, aggiungerei, perché questi dati non vanno a demerito solo della Maggioranza, ma probabilmente anche della Minoranza che non ha saputo pungolare adeguatamente, che non ha saputo intervenire in maniera forte, decisa, sapendo quindi spingere l’Amministrazione in altre direzioni, forse anche per la mancanza di numeri, dico io (questa è la realtà).
I numeri ci dicono che il 20% della popolazione è venuta meno, rispetto ad un supporto che aveva, invece, dimostrato in periodo di campagna elettorale quattro anni fa; evidentemente, anche qui la spiegazione è molto semplice: non si è contenti. Se al 73% sottraiamo il 20%, significa che circa il 30% e di più (perché bisogna fare la proporzione dei sostenitori) di quelli che prima sostenevano l’Amministrazione, oggi non sono più contenti di come essa ha agito nel corso dei quattro anni. Questo non per stemperare i toni di entusiasmo, ma per riportare le cose alla naturalità, alla realtà dei fatti.
Sempre per tornare alla realtà dei fatti, vorrei fare una valutazione sull’elenco delle cose fatte: ce ne compiacciamo, però le case a Bucaletto ancora non le abbiamo viste (questo ovviamente come semplice battuta).
Rispetto ad alcune cose che, probabilmente, hanno creato tensioni nella cittadinanza, io ne individuo tre, che sono state le più rilevanti nell’ultimo periodo, che io definirei greco-romano, perché in questo periodo abbiamo costruito i ponti, tipo quello di Via di Giura, però i romani avevano un senso: facevano i ponti perché dovevano attraversare qualcosa, noi abbiamo fatto un ponte e l’abbiamo spezzato a metà per attraversare solo una piccola strada. La seconda è quella di Via Lazio, dove abbiamo fatto il Colosseo, dimenticando che i romani l’avevano aperto, invece noi l’abbiamo chiuso, vicino all’Ospedale. La terza è la nave, però gli stiamo abbattendo le vele – e meno male, dico io, perché con le torri sarebbe stato peggio -. Al di là delle battute, andiamo adesso nel concreto. Dicevo prima che avrei valutato gli elementi che ci sono pervenuti dalle varie direzioni, in primis dalla Direzione Affari Generali.
Ho letto tutte le relazioni; non mi aspettavo moltissimo dalla Direzione Affari Generali, perché tratta tematiche particolari, però una cosa che mi ha fatto piacere leggere nella relazione della dottoressa Matera è che è stata svolta attività di trasmissione alla Direzione Generale e alla Direzione Bilancio dell’elenco delle sentenze notificate. Io ricordo che un mio Collega aveva fatto un’interrogazione specifica, ed avremmo dovuto ricevere – anche noi come commissari – l’elenco delle sentenze notificate per la quantificazione dei danni economici per il Comune derivanti da possibili o probabili sentenze o da sentenze già notificate.
Ho chiesto lumi al Collega che aveva fatto questa interrogazione, ma il Capogruppo di Alleanza Nazionale mi ha assicurato di non aver ricevuto alcuna comunicazione in tal senso; allora mi sono chiesto se questa notifica fosse arrivata – magari solo ieri – al Presidente della Commissione Consiliare competente, ed anch’egli mi ha assicurato che questo elenco di sentenze notificate non è stato mai trasmesso alla Commissione.
Mi auguro – è una sollecitazione, quella che faccio – che tale comunicazione, adesso, venga fatta anche ai Commissari, perché anche noi dobbiamo verificare in che situazione il Comune potrebbe trovarsi da qui a poco (o già si trovi in questo momento). Visto che è una cosa fortemente richiesta sia dal singolo Consigliere, sia dall’intera Commissione (che all’epoca, addirittura, fece alcune riunioni in tal senso anche con l’Ufficio Legale), mi auguro che questa quantificazione venga fatta, anche perché nella relazione si dice di aver trasmesso queste comunicazioni alla competente Commissione.
Per quanto riguarda la Direzione Ambiente ed Energia, devo dire che più scarna di così la relazione difficilmente poteva essere fatta, perché è una mezza “paginetta”, devo dirlo, e mi dispiace per il dirigente Grano, ma veramente mi sembra una cosa da scuola elementare, lo dico con sincerità, senza fare offesa a nessuno.
Dire: “Energia, facciamo il progetto calore sicuro. Qualità, avviamo i cantieri”, e fare due nomi non mi sembra che sia una relazione così come dovrebbe essere; però prendiamo atto della scarsezza delle parole utilizzate, probabilmente nel pensiero volevano essere di più.
Anche quest’anno, nonostante la programmazione fatta, dovremo necessariamente produrre 200 nuovi loculi per mantenere la situazione tranquilla, come attualmente, ad onor del vero, è (quindi riconosco che, in questo momento, non ci sono grandi sofferenze del Municipio rispetto alla gestione cimiteriale); si parla dell’integrazione della convenzione con il gestore del canile municipale (noi ci aspettavamo sempre che si facesse la gara, ma sembra che ci stanno le integrazioni dei rapporti) e sembra che finalmente sarà avviato il piano regolatore degli impianti pubblicitari, che mi pare in Commissione sia venuto già cinque o sei volte, ma che fino ad oggi non ha mai visto la luce.
Una relazione completa è sicuramente quella inviata dalla dottoressa Salvia, che io non condivido in diversi punti (ma questo è un altro concetto rispetto alla completezza del documento programmatico). Continuo a rilevare che nelle previsioni c’è la “Banca del tempo”. Io ancora non ho visto i risultati di questo progetto; mi piacerebbe capire, onestamente, cosa ha prodotto in questo triennio (mi pare che sia stato fatto dal 2005 al 2007). L’Assessore, magari, mi risponderà, perché non ci è mai stata trasmessa una relazione sugli effettivi dati che il progetto “Banca del tempo” ha prodotto per l’Amministrazione, fermo restando che è un progetto a costo zero. Sappiamo che l’Amministrazione non investe denaro in questo e che è lasciato solamente al volontariato civile, che io sottolineerei quale cosa interessante, però ci interesserebbe anche capire cosa ha prodotto, ed in questi anni nessuno mai ce lo ha detto.
Si fa riferimento alla norma regionale, che io onestamente non ho condiviso e continuo a non condividere, sulla promozione della “Cittadinanza solidale”, che per me rimane un sistema di “sostegno alla disoccupazione” e non un metodo per risolverla. Questo, ovviamente, compete alla Regione; mi pare, però, che anche i risultati che dalla Regione arrivano, dopo il terzo anno di sperimentazione di questo sistema, non siano poi così brillanti.
Per quanto riguarda, invece, le risorse rivenienti dal POR, si fa riferimento all’aver messo a bando i fondi POR per la gestione della forma imprenditoriale ed innovativa di servizi sociali. Sono contentissimo che sia stato fatto il bando; sono contentissimo che si sia in parte utilizzato un metro diverso rispetto ai precedenti bandi, nel senso che si è allargato il campo un po’ a tutte le associazioni. Sono meno contento che l’allargamento non sia stato completo, nel senso che il bando, secondo me, prevedeva grandi limiti per le associazioni, perché alla fine potevano partecipare solo determinate associazioni o associazioni che facessero capo, o fossero comunque collegate, alle associazioni in prima. Non voglio fare delle specifiche, perché chi conosce il bando ha capito benissimo a cosa mi riferisco.
Quando si fanno i bandi, se davvero si vuole dare a tutti la possibilità di promuovere iniziative, se si vuole dare a tutti la possibilità di sviluppare dei servizi innovativi, non si devono porre limiti. Non devono essere solo organizzazioni di volontariato, devono essere organizzazioni ed associazioni di qualunque genere; poi sarà, ovviamente, la valutazione del progetto a dire quali di queste associazioni, di queste organizzazioni, di queste cooperative, di queste società siano più o meno in grado di raggiungere l’obiettivo prefissato. Non è detto che l’associazione di volontariato sia più brava di una cooperativa di altro genere. No, non sta scritto da nessuna parte, ed è cosa che il settore dei servizi sociali dovrebbe, prima o poi, comprendere. Non si fanno bandi dove in parte si definisce già il soggetto. Questa è l’unica cosa che voglio sottolineare, da questo punto di vista.
Devo dire, invece, che negli altri settori molto si è fatto, ed anche in questo caso bisogna rilevare che la valutazione statistica che abbiamo letto nel corso dell’anno rispetto ad un Assessorato è sintomo di risultati raggiunti, visto che era stata la migliore tra quelle degli Assessorati sottoposti a valutazione.
Un’altra valutazione pressoché scarna è stata quella depositata per la Manutenzione e Servizi tecnici. Non so, onestamente, chi ce l’abbia trasmessa, perché non c’è né una firma, né altra indicazione, quindi non so se ci viene dall’Assessorato o ci venga dall’ingegner Lisi. Non è firmata da nessuna parte, c’è un’indicazione del responsabile nell’ambito della relazione, ma non c’è alcuna firma, né alcuna indicazione da questo punto di vista (l’ho guardata bene e con attenzione). Presumibilmente viene dalla direzione del responsabile però, ripeto, non posso metterci la mano sul fuoco.
Quello che vorrei valutare è che, tra le finalità da conseguire – ed in questo senso devo fare un piccolo appunto a chi diceva prima che abbiamo fatto tantissime cose – ancora si mette quella di abbattere le barriere architettoniche presenti negli immobili comunali e la prevenzione degli incendi nelle scuole e negli impianti sportivi. Siamo ancora nello stato di non avere – purtroppo, dico io – le condizioni minime previste dalla legge. Capisco – ripeto – che abbiamo difficoltà di tipo economico, ma facciamo attenzione, perché io mi chiedo (e mi rivolgo in primis al Sindaco, che è il nostro primo rappresentante, responsabile per le sue incombenze, dal punto di vista anche della magistratura): non sia mai si verificasse qualche guaio, cosa succederebbe, visto che ancora, ripeto, in tante situazioni questa viene evidenziata come prima finalità da perseguire?
Sulla valutazione della relazione dell’assessore Coviello. All’assessore Coviello – permettetemi di dirlo – devo fare i complimenti perché, secondo me, la sua è la relazione più completa che ci è stata trasmessa, perché rappresenta in maniera corretta tutto quello che è stato fatto e che si intende completare nell’anno 2008, perché ha indicato gli obiettivi programmatici che ci si era posti, ha messo le cifre, ha indicato in maniera corretta le voci di spesa, insomma ha fatto una relazione corretta. Bravo, Assessore! Su alcune cose, ovviamente, io non sono d’accordo e te le farò rilevare, però il solo fatto che tu l’abbia fatta in questa maniera deve essere da esempio agli altri.
La prima cosa che farei notare è che tu prevedi l’allargamento della Z.T.L. nel Centro Storico della Città. Mi sarei aspettato, però, oltre a quanto ci hai detto in commissione, qualche parola sul metodo di sviluppo della Z.T.L. nell’ambito della città. Tu hai detto che probabilmente se ne parlerà dal primo di giugno, o poco dopo, però non hai evidenziato in che maniera la vorrai svolgere. Ti ricordo, però, che in questo momento il nostro Centro Storico, al quale tutti noi siamo legati, vive un grande, grande momento di difficoltà. Io non sono convinto che la chiusura del Centro Storico porterebbe ad una sua rivitalizzazione. Sono convinto, purtroppo, che succederà l’esatto contrario perché, da quando abbiamo cominciato a chiudere il Centro Storico con piccoli strumenti (parzialmente e tutto quello che volete), abbiamo visto che il Centro Storico si è svuotato. Quando nel Centro Storico sono state portate, come ha fatto l’Assessore allo Sport, alcune attività (ce le abbiamo di fronte, perché ancora in piazza) mi è parso che la risposta, invece, ci sia stata.
Io, quindi, onestamente, ci penserei molto sul fatto di fare una chiusura complessiva del Centro Storico. Io guarderei più a riaprire la vita del Centro Storico. I Centri Storici rappresentano la vita di una città. Noi oggi abbiamo già tolto al Centro Storico il ruolo fondamentale di centro commerciale; ormai il centro commerciale ce l’abbiamo a Via dell’Edilizia, e non so se è stato bene, non so se già questo è stato un bene. Su questo, quindi, vorrei farti riflettere – te come tutta la Giunta, perché questa è una scelta che sarà fatta dall’intera Giunta, ma che partirà, ovviamente, da una scelta dell’Assessorato -.
Vedo e verifico che ci sarà il bando di gara (e dico: era finalmente ora!) per l’assegnazione delle aree di parcheggio; noi lo chiediamo da anni e speriamo che, prima o poi, si faccia, anche qui con un’apertura generale.
Come ho già detto, in Commissione e fuori, mi aspettavo qualcosa di più, come intervento, sulla necessità di far partire un sistema di taxi nella città di Potenza. Lo so: le difficoltà sono tante, ed ogni anno ce lo diciamo, perché ogni anno l’ho fatto rilevare. Questo, fino ad oggi, purtroppo, è un tuo neo; devi affrontarlo, probabilmente su questo dovresti lavorare un po’ di più. Non si tratta solo di fare un bando per invitare i soggetti interessati, qui si tratta di fare una scelta amministrativa: una città come Potenza, che è capoluogo di regione, non si può permettere di essere l’unico capoluogo di regione a non avere un servizio taxi decente (dico che non è decente per non dire inesistente, perché l’Assessore sa meglio di me che gli operatori sono uno, due o tre, ma sono “dispersi nel deserto”, nel senso che non si sanno gli orari, non si sa dove stanno, non si sanno i numeri di telefono…). Anche su questo punto, probabilmente, l’Assessorato, nella sua interezza, deve fare un ripensamento.
Forse sarà necessario fare degli investimenti, anche di carattere comunale, come accade in alcuni comuni, perché in alcuni comuni il servizio taxi è comunale, e quindi ci sono dipendenti comunali (ma a quel punto c’è anche un servizio). Forse è qualcosa a cui bisogna pensare, visto che non si riesce – e di questo ti do atto -, nonostante i vari bandi, ad interessare il privato da questo punto di vista.
Un’altra relazione che ho gradito molto è stata quella dell’assessore Singetta che – devo dire – è stato doppiamente corretto perché, non avendola portata direttamente, avendola dimenticata in Assessorato, ce l’ha fatta pervenire tramite un altro collega, e questo dimostra che quando uno vuole mantenere gli impegni, li può mantenere; devo dare merito all’assessore Singetta di aver fatto questo.
Nell’ambito delle scelte programmatiche sappiamo quanto è stato fatto; l’abbiamo detto pochi giorni fa, quindi non andrò a ripetere quanto abbiamo già evidenziato nell’ambito del Regolamento Urbanistico e delle pecche che ancora questo mantiene. Faccio solo rilevare che anche qui, guardando dalla parte del cittadino, mi sarei aspettato, nell’ambito del programma di una città futura (anche perché questo programma, di fatto, è quello che ci porta alle elezioni), un pochino più di coraggio per quanto riguarda la situazione case, che è decisamente drammatica nella città di Potenza (l’Assessore lo sa meglio di me). Sicuramente questo mio piccolo pungolo potrà servire al suo Assessorato per fare di più e meglio nel futuro.
Due parole soltanto – il Presidente me lo consentirà – sulla situazione ACTA; mi creda, Presidente, ho tagliato almeno cinque punti successivi, e ho tagliato quello che dovevo dire sull’urbanistica facendo riferimento a quanto già detto sul Regolamento.
Per quanto riguarda questo bilancio, abbiamo notato diverse cose. Mi ha interessato molto l’ipotesi della vendita del Tribunale, che si attestava, secondo quanto ci ha detto l’Assessorato competente al Bilancio, intorno ai 30 milioni di euro, cifra che ci dovrebbe consentire, nel caso in cui si addivenisse ad una soluzione in questo senso, praticamente l’abbattimento di quello che era il mutuo, contratto a suo tempo, dei famosi 64 miliardi. Mi ha molto interessato; però non ho trovato nella relazione indicazioni specifiche.
Io non vorrei che anche questo fosse un meccanismo tecnico per presentare un bilancio, ma che poi nella concretezza non trova possibilità attuative, perché ricordo che per molti anni – ed è stato quello il motivo per cui diversi bilanci sono stati sottoposti a vincoli e a valutazioni da parte del Ministero, a dichiarazioni di dissesto e compagnia bella – si faceva, nell’ambito dei bilanci, una valutazione di introiti percepiti potenziali, parlando di dismissioni di immobili (valutati peraltro in maniera molto forte dal punto di vista economico) che poi sistematicamente non venivano venduti e, quindi, automaticamente quella previsione iniziale, importante, di introito non si verificava, alla fine.
Onestamente, in questo momento, io non so quanti soggetti (lo dico sinceramente, a meno che non vogliamo smembrare il Tribunale) siano in grado di “cacciare” sic et simpliciter somme di questo genere, quindi vorrei invitare l’Assessorato, da questo punto di vista, a perpetrare tutte le possibili forme e tentativi di vendita, ma a non farci troppo affidamento, a meno che non ci sia una scelta diretta del Ministero di investire queste cifre. Dubito, però, che il Ministero (che peraltro oggi ci ha riconosciuto i pregressi degli anni passati, anzi parzialmente ci ha riconosciuto i pregressi degli anni passati) possa sic et simpliciter prendere 30 milioni dalle casse dello Stato e darli al Comune di Potenza. Ho veramente grandissimi dubbi che quest’operazione si possa fare. Mi auguro che si faccia, ma ho veramente, fermamente, grandi dubbi, quindi credo che la situazione si manterrà con il mantenimento del mutuo.
Rispetto all’ACTA. Peccato che non si sia verificata la querelle direttamente tra l’Assessorato e l’ACTA, perché sarebbe stata simpatica, in quanto entrambi i soggetti, sia il Presidente che l’Assessore, hanno facilità di linguaggio e battuta pronta. Si sono distanziati di dodici ore, ma abbiamo avuto due presentazioni completamente diverse. L’Assessore sosteneva alcune cose; l’ACTA sosteneva esattamente il contrario. Le cose sulle quali bisogna riflettere sono fondamentalmente, credo, due. In primis, come diceva anche il Presidente della Commissione, si rileva da parte dell’ACTA una mancata copertura economica di 6 milioni di euro, a fronte di un bilancio di circa 10 milioni di euro. Qui parliamo del 60% delle spese non coperte, non alla fine dell’anno, ma al marzo di quest’anno (quindi anche dopo la chiusura dell’anno finanziario), cosa che ovviamente ci fa molto riflettere su quello che è lo stato dell’arte all’ACTA.
Mi chiedo, onestamente, come si possa pensare, in questo momento, di poter fare dell’ACTA una società per azioni, perché io credo che non ci sia giudice, non solo a Potenza, ma in tutta Italia, che, di fronte ad una società con 6 milioni di euro di pagamenti non effettuati, possa autorizzare una trasformazione in società per azioni. Me lo chiedo e, magari, i Revisori dei conti mi spiegheranno se questo è possibile, ma sono sicuro che non può avvenire. Sono proprio certissimo, da questo punto di vista. Probabilmente, prima di pensare a questo, bisognerebbe trasferire questi soldi, visto che – ripeto – il Consiglio di Amministrazione, rappresentato dal Presidente, ci ha comunicato che 6 milioni di euro sono non pagati.
La seconda cosa, invece, riguarda il contrario. Da un lato c’è una situazione di non copertura da parte del Comune, dall’altro quella in cui, invece, l’ACTA ci ha comunicato un ulteriore aumento anche per quest’anno. Ha parlato di 300-400 mila euro di aumento, come se parlassimo di caramelle; 300-400 mila euro di aumento anche per la previsione dell’anno in corso. Le scuse addotte per questi aumenti, cioè che sono legati soltanto agli aumenti dell’Enel, non le ho condivise, anche perché, al di là del fatto che è indubbio che ci sono stati degli aumenti – Enel, gas, telefono, utenze in genere -, è anche indubbio che l’Amministrazione doveva prevedere una riduzione dei costi per quest’anno. Una riduzione dei costi determinata dalla riapertura di quella “famosa cosa” che abbiamo sul monte, dal non dover utilizzare la movimentazione dei nostri rifiuti in altre discariche (visto che è stata riaperta la discarica di Pallareta)… Insomma, tutte queste ci dovevano portare ad un risparmio, invece questa parte non si è risparmiata e viene imputata in bilancio con gli stessi costi degli anni passati, e per il resto c’è l’aumento. Anche qui, onestamente, non abbiamo capito come vengono fatti i conti. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, collega Imbesi. Consigliere Travaglini, prego.
TRAVAGLINI
Sarò molto breve, anche per chiudere i lavori in orario compatibile. Ho soltanto alcune note su alcuni argomenti e taglierò il discorso generale.
Vado per temi, evidentemente. La relazione dell’Assessore poneva un tema di carattere politico generale rispetto alle entrate differite: il problema dell’ICI introdotto dalla Finanziaria che va a differire il ricavato sull’ICI rispetto alla Finanziaria attuale. Per rispondere anche al consigliere Trombetta sulla questione ICI, dirò che c’è un problema di tassazione generale importante; credo che questa sia stata – almeno in passato -, e sia ancora, una delle entrate principali dei Comuni sulle quali, poi, tessere un bilancio.
Il problema di aver tolto, nei fatti, l’ICI con questa Finanziaria, con un secondo blocco di sconti per la prima casa, che in realtà come Potenza ha portato all’abbattimento dell’ICI per circa il 97% dei proprietari di case (in altre realtà questa percentuale non è così alta, non è così globale), vuol dire, chiaramente, che questo va a carico di una fiscalità generale di alcuni fondi che lo Stato trasferirà agli Enti Locali.
Se il prossimo Governo – sia esso di Centrodestra, di Centrosinistra o quello che è – toglierà l’altra parte, ovviamente riguarderà ciò che non ha fatto questa Finanziaria, giustamente, dico, e a mio parere c’è anche da discutere sull’utilità delle tassazioni dei beni immobiliari, c’è anche da discutere sulla tassazione dei beni immobiliari ecclesiastici ad uso economico, che sono mancate entrate della collettività a fronte di guadagni di parte (se è un albergo è della Chiesa poco importa, più o meno sempre tanto si paga). Lo stesso dicasi se si abbatte l’ICI al 100% per tutte le case: vuol dire che anche una villa di 300 o 500 metri quadrati può non pagare l’ICI, se è prima casa. Addirittura, se abbattono l’ICI anche sulla seconda casa, io lo considererei un furto verso la collettività, quindi attenzione a cosa significa abbattere l’ICI. E’ una detassazione sociale, come si è tentato di fare con questo Governo? A Potenza, che non è una città ricchissima, siamo al 97% delle prime case; se alcuni hanno delle ville su cui l’ICI si paga, non lo vedo come un gran danno, giacché usano un suolo della collettività, quindi hanno un carico urbanistico anche molto alto.
Attenzione, quindi, a non fare demagogia sull’ICI, e a non fare l’errore di dire che ora Berlusconi toglierà l’ICI, perché mi sembrerebbe il colmo. Berlusconi toglie l’ICI a se stesso, e su questo possiamo fare anche un po’ di propaganda elettorale; spero che non avvenga.
C’è un altro aspetto che toccava sempre il consigliere Trombetta, leggendolo come un indicatore, anche in maniera corretta, se vogliamo: quello dell’imposta aggiuntiva sull’energia elettrica che va a diminuire, a confronto anche con l’imponibile per quanto riguarda la TARSU. Che vada a diminuire il consumo di energia elettrica è un atto dovuto di tutte le società e di tutte le comunità, e quindi dei Municipi, a prescindere dalla crescita o non crescita economica o dal PIL, se vogliamo parlare in questi termini. Sappiamo bene che la crescita del PIL non è un indicatore né di qualità, né di sviluppo; è un indicatore economico che ha la sua debolezza, ed attualmente la debolezza è totale, anche rispetto a studi fatti (sto parlando di studi liberali, in generale anche).
Questo è un atto dovuto; un bilancio comunale – per arrivare a noi – dovrebbe, anzi, prevedere in qualche modo di abbattere il consumo generale di energia, sia per l’uso privato, sia, soprattutto, per l’uso pubblico. Questo per entrare nel merito del bilancio. Vedo che finalmente tornano i 600 mila euro per gli impianti fotovoltaici sulla sede comunale, sugli uffici comunali, o comunque sulle proprietà comunali; spero che rapidamente si veda l’inizio della realizzazione, giacché se ne parlava già due anni fa e per questioni di bilancio si è dovuta tagliare. Credo che sia fondamentale portare la città di Potenza ad un standard medio nazionale per quanto riguarda gli investimenti sulla sostenibilità, sull’abbattimento dell’inquinamento, sull’abbattimento di CO2 e sull’uso dell’energia alternativa.
Ora passo ad un altro tema, sempre sulla questione del bilancio. Vedo ancora una volta, ma credo definitivamente – fatte salve le situazioni finanziarie generali -, una mancata attenzione al problema della partecipazione, ad investire quote di bilancio sulla partecipazione. Quando mi riferisco alla partecipazione, non mi riferisco all’Assessorato alla Partecipazione (che è un assessorato di riferimento, immateriale o senza portafoglio), ma all’investire in uffici dedicati alla partecipazione, soprattutto in alcuni settori – e oggi come ieri è importante -, per esempio sul Regolamento Urbanistico e sul futuro Piano Strutturale, sull’ACTA e sul problema della gestione dei rifiuti, sulla mobilità e sulla problematica della chiusura dei Centri Storici o dell’utilizzo dei vari quartieri.
Bisogna investire in uffici appositi per la partecipazione, bisogna investire denaro per creare, anche temporaneamente, uffici dedicati alla partecipazione. Ciò che si pensa di introdurre in una nuova gestione della cosa pubblica sui temi che ho prima ricordato non può essere realizzato se non con una forte spinta nel settore della partecipazione, del coinvolgimento, ed è una spinta che deve anche basarsi su un approccio economico.
Sulla sostenibilità, ho notato che ci sono capitoli in cui c’è l’investimento, ma questo andrebbe anche incentivato, perché è su questo tema che i Municipi si misureranno rispetto ad una virtuale classifica di città vivibili.
La questione della mobilità e della chiusura del Centro Storico è una questione tanto di bilancio, quanto di politica generale, ed è di fondamentale importanza in un quadro che ci ha visti impegnati in un percorso che vedrà tra breve il Piano Urbano della Mobilità arrivare in Consiglio per essere votato (è stato già votato in Commissione).
E’ un pezzo molto importante del programma e deve essere legato – lo diceva il consigliere Imbesi prima – ad una qualificazione, riqualificazione o ad un ripensamento del Centro Storico. Il Centro Storico non può essere pensato, in chiave moderna, per una sua vivibilità, per una sua vita, senza chiusura al traffico veicolare, perché se la circolazione nel Centro Storico fosse libera, con il numero di veicoli che circolano oggi a Potenza ci sarebbe sempre un intasamento di traffico; i parcheggi che ci sono – pochi o molti che siano – sarebbero sempre saturi, quindi non sarà quello certamente il modo per neutralizzare il problema.
C’è, poi, il problema del commercio; è anche su questo che bisogna puntare, sulla qualità del commercio in città, sul cercare di ripensare il commercio, e fortunatamente siamo ancora in tempo (anche se, purtroppo, c’è un segnale negativo per quanto riguarda la zona di Tito o altre aree commerciali), perché i grandi o grandissimi centri commerciali sono quelli che possono depauperare i Centri Storici, nonché i quartieri o i negozi di vicinato.
Credo che tutti i Municipi d’Italia, ma io mi pongo il problema della città di Potenza, debbano rivedere il problema del commercio di vicinato e delle filiere corte, siano esse alimentari o non alimentari, delle filiere corte sia come rete commerciale sia come utilizzo dei negozi. La rivitalizzazione del Centro Storico inizia con il far partecipare i cittadini, soprattutto del Centro Storico, ma anche delle zone limitrofe, perché del Centro Storico, appena sarà servito dalle scale mobili, faranno parte anche i cittadini di Viale Dante, di Rione Francioso, di Via Zara ecc.; sono questi fattori di mobilità, quindi, che possono portare i cittadini a fare acquisti nel Centro Storico, anche per quanto riguarda, gli esercizi commerciali di generi alimentari (fruttivendoli, salumerie e quant’altro).
Per quanto riguarda l’ambito più generale, sia in bilancio, sia nel Regolamento Urbanistico non è presa in considerazione la filiera corta per l’ortofrutta. C’è una battaglia che si sta facendo, un’idea che si sta portando avanti (ma bisogna vedere se si arriva a soluzione): quella di avere un mercato generale dell’ortofrutta che sia quello che si chiama “produttori/consumatori”, ma che sia anche al servizio degli esercenti – fruttivendoli, in questo caso – della città di Potenza. Credo che questo sia l’unico strumento per non creare una battaglia tra poveri, far vivere i fruttivendoli nei rioni – sperando che la gente sia incentivata a fare la spesa il più vicino possibile a casa propria – e dare la possibilità ai produttori lucani, in questo caso, di scavalcare la rete commerciale.
Un’ultima cosa che riguarda ancora il bilancio – poi arriverò all’ultimo tema – è un capitolo che riguarda la protezione civile. L’Assessore si è impegnato, e ci siamo impegnati, ad approvare, circa due anni fa (mi sembra nel 2006 o nel 2005), il Piano di protezione civile, che oggi è in aggiornamento. E’ un lavoro corposo, significativo. In quella discussione, soprattutto in Commissione, fu posto un problema importante – che ha anche un suo costo, ovviamente -: quello della simulazione e della prova dei circuiti di protezione civile in caso di sisma o di altre calamità. Dissi all’Assessore, quando era presente, ma lo dissi pure in Commissione e qualche volta anche in Consiglio – ora siamo alla fine della consiliatura -, che è fondamentale per la città di Potenza avere un Piano di protezione civile.
Questo fortunatamente c’è, è un buon piano che si aggiorna di anno in anno; però è fondamentale per la cittadinanza di Potenza avere la possibilità di sperimentare la propria autodifesa in caso di sisma, e questo lo si fa con simulazioni. Le simulazioni non vanno più di moda; si sono viste soltanto quando ci sono stati episodi di terrorismo, ogni tanto sono “scoppiate” queste simulazioni da fiction sui problemi del terrorismo (che ben vengano, nelle grandi città).
La città di Potenza, dal 1980, da quando abbiamo una coscienza forte su questo, deve darsi le poste in bilancio (cercandole anche con risorse esterne, con fondi europei, ecc.) per poter sperimentare sul campo, in maniera realistica, evacuazioni, uso dei punti di emergenza e quant’altro, cioè per applicare in situazioni simulate il Piano della protezione civile.
Questo ha un costo, non si può fare a costo zero; credo che l’Assessore lo sappia, però questa posta in bilancio è un atto di civiltà che dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli e a chi dovrà affrontare situazioni di emergenza. Lo dico perché siamo quasi all’ultimo bilancio; ce ne sarà un altro, però diciamo che dobbiamo almeno cercare di farlo in quest’anno.
Ultimo problema è quello dell’ACTA; il problema dell’ACTA, delle società per azioni e del deficit dell’ACTA per il 2006. C’è una richiesta fatta da questo Consiglio Comunale, al di là dell’input, sul problema della Caserma dei Vigili del Fuoco, che rimane; è un patrimonio storico della città che non si può pensare di abbattere per ricostruire, per lasciarlo a zona residenziale, per essere appetibile per il risanamento dell’ACTA.
Lo dico chiaramente: il Consiglio Comunale si è espresso con un ordine del giorno, ha dato mandato alla Giunta di fare questo; ovviamente questo è un problema di bilancio – dell’ACTA in questo caso, ma il bilancio dell’ACTA entra nel nostro bilancio -, ma è un fatto sul quale credo tutto il Consiglio – e la Sinistra l’Arcobaleno, che rappresento – vuole una risposta, e purtroppo i tempi sono brevi, quindi ce la dobbiamo dare. La delibera che dice all’ACTA di pianificare anche dismettendo il patrimonio immobiliare deve prescindere, e questa deve essere una scelta collettiva, non della Maggioranza ma di tutto il Consiglio, da quel patrimonio che è un patrimonio storico-culturale della città di Potenza.
Il passaggio dell’ACTA a S.p.A. non mi interessa più di tanto, ma non ne vedo l’esigenza storica. Una municipalizzata può essere, fra qualche anno, più attuale di una S.p.A., più attuale di una privatizzazione; non mi interessa che una società che lavora sui rifiuti, su un bene collettivo come questo, debba per forza fare utili. A me interessa il servizio ai cittadini e che la collettività, per quanto riguarda l’inquinamento e la gestione dei rifiuti, sia consapevole di avere un progetto; se c’è una società municipalizzata, interna al Comune, è tanto di guadagnato; non è un grande problema. Piuttosto, c’è da risolvere il problema della gestione dei rifiuti e di quella “caffettiera”, che si chiama inceneritore, che abbiamo, e che credo ancora non ha portato ad una risoluzione equa, giusta e soprattutto sostenibile. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, collega Travaglini. Prego, consigliere Coviello.
COVIELLO R.
Credo sia compito di ogni consigliere comunale fare qualche considerazione in materia di bilancio, perché credo che questa sia la materia più importante trattata dal Consiglio Comunale in via ordinaria; poi capita, come in questa legislatura, di avere il piacere di cimentarsi anche con materie urbanistiche, però il bilancio rimane il tema principale sul quale un’Amministrazione lancia le sfide in Consiglio Comunale per cercare di amministrare una città.
Questo è l’ultimo bilancio che deve fare questa Amministrazione, l’ultimo bilancio ordinario, di un’annata intera, che porterà questa consiliatura alla fine di un mandato. Una legislatura sta finendo, quindi bisogna analizzare questo bilancio, ma soprattutto il bilancio di questa Amministrazione Comunale.
Bisogna dire che quando si parla di bilancio, in questa Amministrazione si ha sempre grandissima difficoltà. Abbiamo un ammontare debiti molto, molto oneroso, però io non vorrei essere ripetitivo…
Fase interlocutoria
COVIELLO R.
Io non vorrei essere ripetitivo, quindi parlo di bilancio, parlo di un bilancio risicato perché abbiamo una situazione debitoria molto, molto gravosa. Ma vi è una cosa che ogni volta voglio sottolineare: se i debiti ci sono, qualcuno li ha contratti. In questa città i colori politici non si sono mai alternati; voi siete i figli di un certo sistema politico, quindi siete eredi anche di questi debiti perché, se siete eredi politici di quel sistema, siete eredi anche di questi debiti.
Noi ci muoviamo con grosse difficoltà. La nostra città, caro Sindaco, è sempre agli ultimi posti di tutte le graduatorie nazionali. Abbiamo delle situazioni abbastanza incancrenite. Noi abbiamo, signor Sindaco, fatto gli ultimi quattro bilanci e abbiamo messo “zero” tutti e quattro gli anni per le politiche giovanili; questo è sintomatico di qualcosa che non va in questa città.
Se una città vuole puntare sui giovani e non investe per questo non si può, poi, lamentare se tanti giovani non tornano in questa città, se non vi è un sistema che garantisca a questi giovani una prima occupazione, un primo inserimento, se è vero che l’Amministrazione Comunale è il primo tassello, il primo riferimento di ogni cittadino di questa città. E’ il primo tassello. Non abbiamo investito sui giovani e poi ci lamentiamo del fatto che questa città non cresce. Le intelligenze vanno via perché non diamo ai giovani la possibilità di affrontare un futuro più roseo in questa città.
Io credo che questa Amministrazione basi il suo percorso politico sull’urbanistica e sui lavori pubblici. Sapete vendere bene quello che altri hanno cercato di portare in questa consiliatura, cioè fare dei finanziamenti. Avete saputo mettere su qualche cantiere, però credo che una città non possa vivere solo di urbanistica e di lavori pubblici.
Voglio ricordare al consigliere Pesarini che alla fine, a furia di parlare di lavori pubblici e di urbanistica, si confondono le ruspe per case, quindi si vedono le ruspe di Bucaletto come case. Il tema dell’urbanistica e dei lavori pubblici è un tema molto affrontato in questa legislatura. A Bucaletto non ho ancora visto case realizzate; forse c’è qualche cantiere, qualche ruspa, ma credo che oggi nessun cittadino di Bucaletto può dire di avere avuto un alloggio.
Abbiamo avuto delle carenze, signor Sindaco, sulle politiche giovanili, e di qui l’allontanamento di molti giovani. Io non dico, perché non voglio fare strumentalizzazioni politiche, che l’Amministrazione Comunale deve essere l’unico tassello di creazione di sviluppo per i giovani, ma credo che sia il primo anello di congiunzione fra lo sviluppo e l’inserimento di giovani in questi meccanismi.
Abbiamo visto che in molti temi che dovrebbero contraddistinguere un’Amministrazione di centrosinistra, non abbiamo avuto un segnale determinante, forte. Per esempio, non possiamo dire che questa Amministrazione Comunale crede nel progetto scuola, che noi investiamo sulla scuola. Anche per quanto riguarda le strade, non abbiamo soldi per fare la manutenzione ordinaria. Abbiamo uno stato penoso della viabilità cittadina e non cittadina di questa città.
Signor Sindaco, Lei ha vissuto, in questi quattro anni, grazie a fondi che venivano dal CIPE, fondi che hanno consentito qualche opera pubblica; però io le volevo ricordare che essere Sindaco di una città, amministratore di una città, non è solo urbanistica e lavori pubblici, è anche cercare di pensare ai servizi sociali, investire molto sui servizi sociali, sulla scuola, sulla viabilità, sull’ambiente. La situazione delle nostre aree verdi è a dir poco penosa.
Volevo concludere con questa piccola considerazione: se questo è l’ultimo bilancio, quindi è anche il bilancio di una consiliatura, credo che questa Amministrazione non ha fatto il bene di questa città. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Coviello. La parola al consigliere Petrullo, prego.
PETRULLO
Obiettivamente, avverto un po’ di disagio a fare l’ennesimo intervento in un contesto che, tutto sommato, non fa molto onore alle prerogative di un Consiglio Comunale, perché il contesto nel quale noi andiamo a fare i nostri interventi è un contesto di indifferenza da parte della città, ma anche da parte nostra; è un contesto nel quale si avverte forte il disagio di non poter intervenire fattivamente, neanche secondo le prerogative che ci assegna la legge, se neanche le linee generali, credo, sono mai partite da un Consiglio Comunale. Abbiamo un’attività di mera ratifica delle decisioni prese dall’Esecutivo, in linea di massima giustamente, ma qualche volta anche secondo un procedimento progressivo di esproprio delle prerogative, in base ad una configurazione della democrazia che sta subendo delle modifiche sostanziali, anche se molto più nella prassi che nella norma.
Tutto sommato succede questo; succede che noi prepariamo i nostri “interventini” nell’indifferenza più o meno generale, fra letture di giornali, squilli di telefono, con i media che ci snobbano, come ci snobba una città e come ci snobbiamo noi stessi fra noi; facciamo il nostro “interventino”, riteniamo di aver adempiuto al “compitino” che avevamo come consiglieri comunali e ce ne torniamo contenti a casa, contenti di aver fatto il nostro dovere.
Pesarini ci invitava a volare alto: credo che in questo contesto sia obiettivamente difficile volare alto. Oggi, qualunque cosa possa dire io, per esempio sul fatto che per le politiche giovanili ci sono 2 mila euro in bilancio, non ha granché senso; può servire per buttare una pietra in uno stagno, ma le onde si calmeranno nel giro di qualche secondo, seppure ci saranno onde.
Non capisco, poi, come ci si possa profondere in ringraziamenti per attività dovute. Io oggi ne ho sentiti troppi, di ringraziamenti. Noi i ringraziamenti, in genere, li usiamo…
Fase interlocutoria
PETRULLO
… Profusione di ringraziamenti anche per gli atti strettamente dovuti. Noi, in genere, diciamo “grazie” in varie forme; quando sappiamo che è qualcosa di assolutamente dovuto diciamo un sobrio grazie, perché ce lo aspettavamo, ma comunque siamo educati e diciamo “grazie”. Ci profondiamo, invece, in ringraziamenti quando ci viene offerto qualcosa che a noi non spettava, quando c’è un gesto di generosità eccezionale, quando c’è qualcosa che va ad incidere sul nostro stato emotivo. Ditemi voi: per la prima volta in quattro anni abbiamo avuto le carte nei tempi indicati; perché ci profondiamo in ringraziamenti, se non è stato fatto altro (e per la prima volta in quattro anni) che il dovere che competeva ad ognuno?
Allora, scusatemi, io oggi non farò ringraziamenti, perché ognuno ha fatto il suo dovere, strettamente il suo dovere, non siamo andati oltre. Sicuramente ci sarà un ringraziamento, ma di quelli sobri, propri di quelle situazioni nelle quali si fa il proprio dovere e non si va oltre; non c’è stato nessuno slancio eccezionale da parte di nessuno.
Rimango ancora un po’ fuori dall’argomento, però gli stimoli sono forti. Io credo che si sia verificato negli anni, in Italia e da noi, un effetto assolutamente perverso della “Bassanini”. Bassanini ci insegnò che noi possiamo autocertificare, ma situazioni di fatto, non capacità professionali, capacità politiche… I termini quali sono stati? “Lungimiranze politiche”. No; quello non ci compete. Bassanini si era fermato ad un punto diverso. Voi potete certificare che siete nati in questo giorno, che vi chiamate in questa maniera e che vi siete laureati o diplomati; ma la “Bassanini” non vi autorizza ad autocertificarvi tutti i brillanti risultati.
Sono quattro anni… Pesarini, io mi sto rivolgendo soprattutto a te. Non compete… anche per un garbo che dovrebbe essere proprio di ognuno… non compete ad un individuo autocertificare i suoi brillanti risultati, le sue grandissime capacità, capacità manageriali… L’ho notato nell’intervento di Pesarini, l’ho notato nell’intervento dell’Assessore, ma soprattutto – gli altri anni di più, quest’anno, per la verità, di meno – nella relazione di Mazzaro, dell’ACTA, che dice che grazie a questa grandissima capacità della direzione generale sono riusciti non lo so a far cosa, perché sappiamo in quale situazione versa l’ACTA. Comunque, questa cattiva abitudine (che è anche di cattivo gusto) di interpretare troppo estensivamente il contenuto della Legge Bassanini credo che non debba esserci più.
In sede di bilancio che cosa ci dobbiamo chiedere? Io ho solo una breve domanda: come si vive a Potenza? La risposta ce la danno quotidianamente i giornali e quotidianamente la gente: si vive male. Allora oggi ci dobbiamo chiedere come si può migliorare, con il bilancio preventivo, la vita di Potenza dell’anno prossimo. Questo ci dobbiamo chiedere, e se questo tipo di miglioramento potrà esserci o meno.
E allora: capitolo ACTA. Negli ultimi anni ho sentito tantissimi elogi sull’aumento della capacità di attuare la raccolta differenziata a Potenza, ma dopo quattro anni un’Amministrazione capace arriva a portarla ai massimi livelli, non può ridursi a stare ancora molto, molto al di sotto del 50%. Lo può fare, non c’è giustificazione, oppure diteci quali sono state le giustificazioni che hanno impedito un processo di questo tipo.
Abbiamo un’ACTA che non fa il concorso per il direttore generale già da troppo tempo. A mia domanda specifica al Presidente dell’Ente, ci è stato detto – udite, udite -: “Perché stiamo aspettando che la Regione ci dia un elenco dei dirigenti che potrebbero far parte della Commissione, per un maggiore rispetto della trasparenza”. E’ ridicolo; ma nessuno sollecita l’ACTA a fare formalmente – dico: formalmente – il concorso per il direttore generale e si procede con nomine transitorie che stanno comportando anche delle vere e proprie fughe, perché comunque anche la nomina transitoria viene interrotta e non si sa mai per quale motivo, se per un disagio nel quale può vivere il direttore generale, perché poi scompare di botto… Per altro: se c’è questo disagio, perché c’è disagio?
La trasformazione in S.p.A., al di là delle considerazioni di Marcello, credo sia dovuta per legge, ma non se ne parla, e questo è – io uso sempre questo termine – un grave inadempimento. Oggi i tempi non sono buoni per la trasformazione, ma erano buoni quattro anni fa, perché non si è fatta? Lo sto chiedendo da quattro anni, ma nessuno mi ha dato una giustificazione: si sta facendo lo studio, sono pronti, sono nel cassetto, escono oggi, escono domani… Dopo quattro anni non sono usciti, e mi rifiuto di pensare che usciranno nei prossimi tempi e probabilmente, a questo punto, diventa un caso fortunato che non escono, perché le condizioni dell’ACTA sono pietose. La situazione è allarmante, il personale si lamenta, i sindacati si agitano.
Tutto viene criticato per quanto riguarda la situazione dell’ACTA, i cui servizi si sono ridotti, e non si sa perché, visto che deve diventare S.p.A. Abbiamo il problema dell’inceneritore. Vergognoso. Da quattro anni ne stiamo parlando. Doveva andare a regime quattro anni fa, non ci è andato ancora; se non sbaglio, non funziona ancora, non è stato collaudato. E’ responsabilità di questa consiliatura, o no?
Pesarini, “voliamo alto”. E’ responsabilità di questa consiliatura un inceneritore? Soldi buttati, levati alla comunità. Ma levati non soltanto per la realizzazione, levati quotidianamente per uno scellerato contratto del quale ancora non ha risposto nessuno, perché tutto sommato questo inceneritore durante la vigenza del contratto avrà lavorato allo 0,01%, e quanto ci è costato? Quanto ci è costato? “Voliamo alto”… Abbiamo tolto soldi ai cittadini e glieli togliamo quotidianamente perché costa di più, senza l’inceneritore, fornire il servizio, e quotidianamente noi andiamo a spillare un euro dalle tasche dei nostri concittadini.
Io ho appuntato: è una “iacovella” che dura da quattro anni. E’ così. Quante promesse abbiamo avuto: domani parte, domani facciamo il collaudo, dopodomani funziona al 100%. Quante ne abbiamo sentite, in quattro anni, di queste assicurazioni, assicurazioni finite nel nulla. Non è successo niente, l’inceneritore non funziona, non si sa se funzionerà, comunque è già desueto. Stiamo scegliendo qualche cosa di strutturale? Stiamo individuando una via alternativa seria, una programmazione al riguardo? No.
Le relazioni degli Assessori. Non dico tanto quelle scritte, ma quelle sentite in Commissione erano allarmanti. Quella dell’assessore Mancino è emblematica. Politiche giovanili – ci ritorno -: 2 mila euro, rispetto ai 5 mila dell’anno passato. Scusate, ma con questi 2 mila euro che cosa ci volete fare? Volete comprare le caramelle ai giovani del capoluogo? Volete fare la calza per la Befana ai giovani di Potenza? 2 mila euro: è vergognoso! Ma non facciamo a tempo neanche a fare una ricarica minima del telefonino, a questi giovani! Che senso hanno – me lo dovete spiegare -, che senso politico, in termini di programmazione, in termini di speranza per questa città, 2 mila euro?
Leggo che per pace e immigrazione ci sono mille euro. Con mille euro non so che cosa si fa; neanche un volantino sulla pace. Poi ci sono 30 mila euro per l’assistenza pubblica per gli immigrati dal Terzo Mondo. Saranno ben spesi e saranno pochi, ci mancherebbe altro; però questo contrasto tra i 30 mila più 21 mila per gli immigrati e i 2 mila per la cultura della pace, questi 50-60 mila euro per l’immigrazione, che è un problema ecc., contro i 2 mila delle politiche giovanili…. E che valgono i nostri giovani? Che prospettive devono avere?
Pesarini, voliamo alto! Buttiamo la zavorra, così ci alziamo ancora di più e vediamo meglio quello che c’è. 2 mila euro per le politiche giovanili – non lo so -, contro i 5 mila dell’anno scorso. Caramelle e cioccolate. Andiamolo a dire ai giovani. Per la verità, troveremmo orecchie sorde perché il distacco che si è creato tra la politica e il mondo reale è, ormai, secondo me, insanabile. Non gli possiamo dire che abbiamo messo 2 mila euro in bilancio, perché ci riderebbero appresso, ma anche se ne mettessimo 10 mila ci riderebbero appresso, perché non è mai stata all’oggetto di questo Consiglio una seria politica giovanile, e siamo arrivati alla fine, purtroppo.
Stato di attuazione dei programmi. Vi ha fatto cenno il consigliere Trombetta; ha portato delle somme generali: 34% (se non sbaglio) utilizzato, e ha fatto riferimento anche a stanziamenti vecchi. Qualche esempio a campione va fatto: “Allacciamento viario zona PIP Canale”, 2 milioni e 600 mila; spesi 83 mila euro. Abbiamo i soldi dal 1989, da venti anni, e questi soldi che fanno? Sono 2 milioni e 600 mila euro, sono 5 miliardi! Dove li teniamo? Nel salvadanaio col porcellino?! Io leggo: “Agensud, allacciamento viario zona PIP Canale”.
Leggo ancora: “Programma di riqualificazione urbana di Bucaletto, scuola elementare”; nel 1997, 2 milioni e 600 mila euro, spesi 400 mila. Dal ’97, dico. 2001: “Primo intervento Cimitero”; 1 milione, spesa la metà. “Secondo intervento Cimitero”, 2001; 4 milioni e 400 mila, spesi 1 milione e 700 mila. Sul Cimitero c’è un’altra “chicca”, non ci limitiamo ai soldi che ci facciamo dare… Ecco, la “chicca” è pesante, e riguarda tutte e tre le voci: sono fondi dei privati. Noi abbiamo esatto dalle tasche dei privati 5 milioni mezzo di euro, dal 2001. Ultima “ratuccia”, pretesa nel 2007: 180 mila euro. Perché? Immagino per realizzare loculi. Cioè ce li hanno già pagati e non li abbiamo realizzati, se non in minima parte rispetto ai soldi che ci hanno dato. Dove sono questi soldi? Perché non li realizziamo? Se i privati ci hanno dato i soldi, perché non si realizzano le opere? Sono gravi responsabilità.
“Creazione di fontane e miglioramento arredo piazze”; dal 2002, 191 mila euro, spesi 730 euro, cioè spese 1.400.000 delle vecchie lire. Abbiamo cambiato il rubinetto ad una fontana. Sono soldi che, per lo più, provengono dai mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti. E allora io chiedo il conto di questi soldi. Dove sono? Ci sono? Ci devono essere. E perché non si spendono? Per inettitudine, per incapacità, o perché non ci sono più i soldi? Datemi una risposta. Sono mutui contratti ormai 4, 5, 6, 7, 8, 10 anni fa!
“Realizzazione rete antincendio Bucaletto”; 500 mila euro, spesi 13 mila. Per il completamento dell’Autoparco non abbiamo speso neanche una lira. Per il completamento della strada Sant’Antonio La Macchia-Ospedale non abbiamo speso neanche una lira. 500 mila euro per l’attraversamento pedonale; abbiamo un sacco di soldi, ma non abbiamo speso niente, pochi spiccioli, forse per rifare le strisce. Sempre per volare alto, Pesarini! Ho notato che Trombetta è stato accusato di entrare troppo nel particolare, ragion per cui non volava alto, ma tu hai fatto la stessa cosa, hai elencato tutto, ma non le cose fatte, le cose che faremo, non si sa se e quando, entrando, quindi, nel particolare e pretendendo in questa maniera di volare alto.
Lo stato di attuazione è paranoico, lo dovremo far leggere ai potentini: quanti soldi abbiamo, come li dovevamo spendere e come non li abbiamo spesi.
Poi ci sono le situazioni cronicizzate. Arredo urbano: stato pietoso, dalle strade ai marciapiedi, all’esistenza delle barriere architettoniche, agli edifici abbandonati da decenni, ormai casa di riposo per fantasmi e topi. Da troppi anni li abbiamo, perché non pesino troppo su questa città. Ma abbiamo difficoltà anche a fare la manutenzione ordinaria, anche a cambiare i fiori davanti alla statua di San Gerardo, che per una volta sono stati cambiati e che si sono appassiti di nuovo, per i quali non ho capito perché non si faccia niente, eppure teniamo tanti di quei soldi lì! Abbiamo ancora il 66% da spendere! Ci possiamo dire queste cose senza temere di volare troppo basso?
E gli impianti sportivi? Ne chiudiamo uno ogni due mesi. Per quali motivi? Allarmanti, a leggere: “non ci sono le condizioni igieniche”. Come mai? E quelle palestre dove abbiamo trasferito l’attività momentaneamente danno le garanzie di legge? Temo di no; stavano peggio. Stavano peggio. E allora? Funzionano a singhiozzo, oggi sì e domani no.
Gli immobili. Dovremmo fare un censimento degli immobili: lo stiamo chiedendo da quattro anni, oltre al Regolamento. Quattro anni inutilmente passati. “E’ pronto, arriverà domani”… non lo sappiamo ancora.
Piano delle antenne. Potrà dare fastidio che questa Opposizione non dimentichi il problema e lo ricordi quasi ad ogni Consiglio Comunale, ma è altrettanto vero che quasi ad ogni Consiglio Comunale ci è stato risposto che il piano delle antenne era pronto. Oggi vengo a sapere, attraverso l’intervento del consigliere Trombetta, che è stato affidato all’Università: spiegare il perché, spiegare quanto costerà e spiegare anche la riferibilità della spesa da affidare ad esterni con le nuove disposizioni normative che ce lo impedirebbero, o quasi.
Fase interlocutoria
PETRULLO
Tu forse credi di dire qualche cosa a giustificazione, ma questa è un’aggravante, perché non siamo in grado di farlo. Da quattro anni…
Fase interlocutoria
PETRULLO
Benissimo; allora glielo davamo quattro anni fa, in maniera da rispettare la legge. Questa è un’altra cosa, e non parliamo di questo. Se l’Università è deputata a farlo, glielo davamo quattro anni fa. Dicevo: è un’aggravante; quello che dicevi tu non è una giustificazione, è un’aggravante. Se l’Università è capace di farlo, perché non lo ha fatto quattro anni fa in due mesi?
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
Collega Laieta!
PETRULLO
Abbiamo il decennale ritardo del Ponte attrezzato, che chissà se partirà a maggio. Abbiamo una tassazione al massimo, per avere che cosa? Per avere quali servizi?
Le future inaugurazioni: ho lamentato sempre come manchi e sia mancata, in questa città, una seria programmazione che definisca quale sarà il ruolo di questa città e quale sarà il ruolo, per esempio, del Centro Storico. Fra poco si apriranno anche le scale mobili di Via Mazzini e saremo in grado di portare, ogni ora, milioni di cittadini nel Centro Storico attraverso le scale mobili già in funzione (che sono vuote), attraverso il Ponte attrezzato (che temo non sarà frequentato), attraverso le scale mobili di Via Mazzini (che, ovviamente, saranno vuote).
Allora: noi dobbiamo portare un esercito di persone nel Centro Storico per fare che cosa, se abbiamo tolto tutto al Centro Storico?! Il Centro Storico è stato smantellato, non c’è più un ufficio, non c’è niente, che ci portiamo a fare 150 milioni di persone al giorno? Solo la sera, forse, ce ne sarebbe bisogno (ma ovviamente le chiuderemo) perché la sera vanno in Centro i giovani, per i quali abbiamo previsto 2 mila euro. I giovani vanno in Centro, ma ovviamente per loro le scale mobili saranno chiuse; faranno tardi e non potranno rincasare, perché non possiamo permettere che gli addetti, dopo essere stati per 18 ore a “grattarsi la pancia” (perché non ci saliva nessuno), possano essere presenti quando servirebbe.
Questo è il futuro del Centro Storico di Potenza, abbandonato da quattro anni, e ci lamentiamo. Trombetta ha ricordato che io feci un’interrogazione nel primo anno: le vie del Centro Storico, i nostri vicoli, vengono ricordati per quello che rappresentano e non per il nome. Abbiamo “la discesa dell’Ariston”, abbiamo “il vicolo del Banco di Roma”, abbiamo “il vicolo di Ignomirelli”… guai a ricordare il nome esatto, perché non c’è scritto! Chi è nato dal ‘75 in poi non l’ha mai potuto leggere, perché è dal terremoto che noi ci portiamo la grossa responsabilità di non aver ridato il nome ai vicoli del nostro Centro Storico! E’ vergognoso. Sono passati quattro anni da quando mi è stato promesso che sarebbe stato fatto. Pesarini, questo con tutte le belle cose che hai detto tu, e sempre cercando di volare alto…
Dopo di che, la funesta notizia che i mutui dovremo pagarli con i fondi ordinari. E’ una notizia terrificante, perché non so come faremo a pagarli e comunque, se li pagheremo, ci sarà ancora meno “trippa per gatti”.
E’ evidente che se c’è 1 milione, in una famiglia, a spenderlo è capace sia il padre che il più piccolo dei ragazzi. A spendere che ci vuole? Si esce e si compra quello che, più o meno, corrisponde al fabbisogno della persona che in quel momento ha i soldi in tasca. E’ quando non c’è il milione che bisogna vedere che cosa si è capaci di fare, che bisogna vedere dove sta la capacità di progettare, anche di immaginare, di prevedere le entrate per un futuro che sarà sempre più nero, e rispetto a questo, purtroppo, nel nostro bilancio di previsione ancora non c’è niente.
I Revisori dei Conti – lo ha ricordato molto opportunamente il Presidente all’inizio della seduta – hanno fatto delle raccomandazioni. In buona sostanza, la legge ci impone di fare qualche cosa di serio, e cioè di programmare l’affidamento degli incarichi esterni e delle collaborazioni, perché non possono più pesare sulla groppa delle Amministrazioni Comunali, e ci ha imposto di fare un piano triennale del contenimento delle spese. Questi due atti mancano, ed il Collegio dei Revisori dei Conti giustamente ha invitato l’Amministrazione a provvedervi quanto prima. Io mi domando: gli interventi programmatici di questo tipo, se non li facciamo oggi che si vota il bilancio preventivo, quando li faremo? E che senso avrà farli durante l’anno in corso, se non trovarli applicati, poi, l’anno prossimo?
E allora, lì dove, probabilmente, ci doveva essere una risposta, io lamento che non c’è stata; non c’è stata sulle cose serie, quelle che fanno guardare al futuro, quelle che potrebbero far tornare la speranza in questa città, speranza che è venuta meno, nella città come nel Paese, per responsabilità addebitabili all’incapacità politica. A questo punto mi sento anche di non dare alcun colore politico a tale incapacità, per quanto riguarda il livello nazionale: sono convinto che la cosa stia in questi termini. A quella locale mi consentirete di poter ancora dare un colore politico, per il semplice motivo che il principio dell’alternanza da noi non è ancora entrato in esecuzione.
Non c’è una programmazione del futuro che possa dare speranza ad una comunità che è vessata dalle tasse ed è poco servita. Le classifiche impietose del Sole 24 Ore ci relegano nei bassifondi della classifica, peggio del Potenza Calcio: in zona play out non ci siamo appena arrivati, ma ci siamo in maniera seria, e probabilmente, continuando così, riusciremo ad evitare anche gli “spareggi”, nel senso che potremo andare in vacanza prima, perché “retrocederemo” senza neanche fare gli “spareggi”.
Queste sono le mie considerazioni; nutro la speranza di non aver deluso il consigliere Pesarini, e quindi di essere riuscito a volare, anche se non all’altezza sua, perché bisognerebbe avere ali grandi, cosa che io non ho, che obiettivamente non ho. Vi ringrazio.
PRESIDENTE
Grazie, collega Petrullo. Non ci sono altri interventi di carattere generale, allora aggiorniamo… Sindaco, le chiedo scusa, ma avevamo preso l’impegno di aggiornare i lavori del Consiglio.
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
Scusate, però c’è la replica del Sindaco, poi ci sono le dichiarazioni di voto… E’ inevitabile che almeno un’altra ora di tempo ci voglia, pertanto… Abbiamo assunto degli impegni; abbiamo concordato, in Conferenza dei Capigruppo, che avremmo sospeso il Consiglio. Ora sospendiamo il Consiglio; riprenderemo i lavori alle ore 15.30…
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
Collega Laieta, io ritengo che sia più logico, invece, consentire al Sindaco, in sede di replica, di essere il più esaustivo possibile, quindi non vorrei comprimere il suo intervento.
Il Consiglio sospende i lavori; i lavori riprenderanno alle ore…
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
Scusate, Colleghi; ho assunto formale impegno in Consiglio Comunale, due Consigli fa. La Conferenza dei Capigruppo, l’altro giorno, ha concordato la sospensione dei lavori alle ore 13.30. Il Consiglio Comunale sospende i lavori alle ore 13.30 (ora) e li riprende alle ore 15.30. In aula.
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
Colleghi, il Presidente si conforma all’orientamento della Conferenza dei Capigruppo. Se questo non vi piace, se non è di vostro gradimento, il mandato è a disposizione del Consiglio. I lavori riprendono alle ore 15.30, in aula.
La seduta del Consiglio Comunale viene sospesa alle ore 13.35; riprende alle ore 15.55.
PRESIDENTE
Si procede all’appello nominale. I presenti sono 23, la seduta è valida.
Il Consiglio può riprendere i lavori sul secondo punto all’ordine del giorno, cioè l’approvazione del Bilancio di previsione. Erano terminati gli interventi nella discussione generale. Cediamo la parola al Sindaco per la replica.
SINDACO
Chiederò personalmente al mio Capogruppo di favorire una gestione del Consiglio che preveda di inserire una pausa solo laddove si ritenga strettamente necessario, nei termini e nelle occasioni in cui è opportuno farla, perché noi siamo un Consiglio Comunale ed affrontiamo questioni importanti. A mio parere, non è bello “spezzettare” i lavori, soprattutto laddove c’è la possibilità di poter continuare. Rispetto la decisione e la presa di posizione del Presidente, ma noi stiamo approvando il Bilancio del Comune. C’è anche una tensione istituzionale che è opportuno conservare; tensione che inevitabilmente si perde un po’. Si determinano delle assenze, certo ingiustificate, sempre tali sono, però è evidente che quando “spezzettiamo” la conduzione del Consiglio è inevitabile non operare al meglio delle nostre capacità. Lo dico come consiglio. Al di là delle singole persone, leggiamo il Consiglio come un organismo unico, che si muove, che palpita, che respira. Secondo me, non utilizziamo al meglio questo organismo, se lo gestiamo come è successo oggi.
Detto questo, devo dire che, contrariamente a quanto successo nei recenti dibattiti che hanno accompagnato il Regolamento Urbanistico, ed anche in altre occasioni quali l’assestamento di bilancio ecc., personalmente (sarà l’aria determinata, e un po’ inquinata, dal punto di vista istituzionale, dalla competizione elettorale), francamente, non ho molto apprezzato il dibattito che si è sviluppato stamani.
Quando approviamo un bilancio, inevitabilmente si fa la sintesi delle grandi questioni che sono in campo; ma per – utilizzando un termine che è stato utilizzato spesso stamani – “volare alto” l’occasione del Bilancio, mai come l’occasione del Bilancio…
Capisco che ci si possa dividere quando si vanno a determinare scelte importanti (il Regolamento Urbanistico, il Piano triennale, l’indicazione di come utilizzare i fondi strutturali, un regolamento…); ci si può dividere, si può portare in campo un’impostazione profondamente diversa sulla soluzione, ma, per le cose che vi dirò, un Bilancio come quello di cui stiamo discutendo necessiterebbe di stringerci tutti insieme intorno alle prime due pagine che l’Assessore ci ha letto, quando, con molta onestà intellettuale – lo ha fatto lui ed è capitato più volte anche a me di evidenziarlo -, a prescindere dal colore politico, ha richiamato il Paese ad uno sforzo, ad una nuova attenzione nei riguardi degli Enti locali.
Quelle due pagine, quelle prime due pagine di Federico Pace ci chiamano tutti ad una grande responsabilità, la responsabilità di sviluppare un’azione come Istituzione: quella di chiedere attenzione, di chiedere uno sforzo affinché in questo Paese si dia concretezza al Titolo V, cosa che non è avvenuta con il Centrodestra, certamente, e non è avvenuta con il Centrosinistra.
Lo abbiamo detto a chiare lettere, lo abbiamo detto perché noi siamo l’Istituzione. Quando stiamo qui dentro e parliamo delle grandi questioni rappresentiamo un’intera comunità; oggi in Italia le comunità locali sono, purtroppo, penalizzate da impostazioni che sono tornate al centralismo. E’ una delle questioni che l’ANCI ha posto a tutti i canditati premier. L’ANCI ha messo in evidenza, in una nota destinata a tutti i candidati premier ed approvata all’unanimità nel Consiglio nazionale, la necessità di ritornare a sviluppare politiche a favore degli Enti Locali se si vuol dare una prospettiva al nostro Paese, politiche innovative, politiche che partano dai veri problemi che hanno gli Enti Locali.
Gli Enti locali, oggi, non hanno bisogno soltanto di trasferimenti di risorse; non abbiamo bisogno soltanto di soldi, non ci basta. Il Comune di Potenza è la riprova di ciò. Ne abbiamo avuti, ne abbiamo e ne spendiamo (le tante opere pubbliche, i 70 milioni di euro cui ha fatto riferimento Tonino Pesarini questa mattina). Il problema è la cultura degli Enti Locali, come consentire agli Enti Locali di utilizzare le risorse, attraverso quali regole utilizzarle e così via. Il Bilancio, fondamentalmente, deve essere questo, soprattutto nel nostro Comune, gravato da un debito che ci costa oltre 11 milioni di euro di rata-mutuo da pagare, cifra che togliamo alla nostra programmazione, a quel poco di programmazione che un Ente Locale oggi potrebbe fare. Soprattutto nel nostro Comune, con un bilancio schiacciato tutto sulla spesa fissa, in Consiglio Comunale dovrebbe prevalere l’esigenza di fare un ordine del giorno per dire: rivediamo il modo con cui si fa politica negli Enti Locali.
Non c’è bisogno di utilizzare il Bilancio per massacrare un’Amministrazione e una Giunta e dire che in quel Bilancio non c’è nulla (non ci sono i soldi per le politiche giovanili, non ci sono i soldi per il verde, non ci sono i soldi per un adeguato sistema dei trasporti o per un adeguato sistema di sostegno alle politiche sollecitate dai nostri concittadini); è così, lo dico io, non c’è bisogno che ce lo dica l’Opposizione o che ci venga detto da altri; lo dice la Giunta, lo diciamo noi, lo diciamo con i numeri che sono lì dentro, però quei numeri ci impongono un’analisi ed una riflessione profonda, che deve partire da quello che è successo già in questa consiliatura, per comprenderlo.
Noi, due anni fa, siamo stati ad analizzare un Bilancio che ha avuto un taglio spaventoso sulla spesa corrente netta. La spesa corrente netta è una parte del nostro Bilancio corrente, escludendo la spesa del personale, la spesa del socio-assistenziale e tutti i fitti e le rate-mutuo che si pagano per i debiti, vale a dire quello di cui parliamo in queste occasioni: rifiuti, trasporti, verde pubblico, attrezzature per le scuole, impianti sportivi, manutenzione immobili, manutenzione strade ecc. Due anni fa, di questi tempi, ci fu la Finanziaria più dura che hanno subito gli Enti Locali; solo per inciso ricordo chi l’ha fatta, perché dopo nulla è cambiato: fu l’ultima Finanziaria del Governo Berlusconi. Dopo nulla è cambiato; dopo è cambiato qualcosa nel senso che ci hanno dato maggiore flessibilità, ma non sono cambiati i numeri.
In quella Finanziaria ci fu imposto un abbattimento della spesa corrente netta nell’ordine del 25-30%; fu un bilancio drammatico da chiudere, non sapevamo dove mettere i “meno” per chiudere un Bilancio che era in condizioni assurde. Ci fu una rivolta degli Enti Locali, in Italia, in quel momento. Noi passammo dai 43 milioni di euro, per queste voci (somma disponibile l’anno precedente), a 35 milioni di euro. Facemmo uno sforzo enorme.
Oggi, dopo due anni, non abbiamo avuto un incremento di trasferimenti, anzi: abbiamo continuato ad avere un decremento di trasferimenti; abbiamo avuto qualche vantaggio nella gestione, nel senso che il Patto di Stabilità fa riferimento a norme meno rigide e ci consente una maggiore flessibilità, ma abbiamo avuto anche situazioni assolutamente incomprensibili come, per esempio, il taglio all’ultima rata di trasferimento delle somme che erano nostre nel 2007, che di colpo per il Comune di Potenza sono diminuite di un 1 milione e 200 mila euro, con un’ipotesi di recupero attraverso il meccanismo che già vi ho spiegato in altre occasioni, che è estremamente complesso, e chissà se mai le andremo a recuperare… e comunque, a partire da allora, in queste condizioni dove non è cambiato nulla, stiamo tornando a parlare del nostro Bilancio.
Vi invito a fare questa considerazione: laddove tre anni fa avevamo speso 43 milioni di euro, quest’anno dobbiamo spenderne 37 milioni e mezzo, 6 milioni di euro in meno. E’ tutta spesa corrente fissa, abbiamo margini assolutamente minimi di intervento. Questo è il vero problema di un Bilancio come il nostro. Ecco perché noi siamo da manuale a fine anno, con gli aggiustamenti che ci sono durante l’anno e che ci consentono di far fronte, attraverso un’oculata gestione, a varie situazioni; ecco perché a fine anno chiudiamo il nostro Bilancio con un avanzo di amministrazione praticamente nullo, da manuale (5-10 mila euro, cosa che non succede in quasi nessun altro Ente italiano): perché abbiamo una spesa corrente le cui uscite sono talmente chiare, precise, definite, e anche talmente compresse, che il meccanismo della spesa corrente “viaggia in automatico”.
Quest’anno – vi do questo dato, e lo dico soprattutto ai colleghi Consiglieri della Maggioranza, per avere un elemento forte di soddisfazione rispetto all’attività messa in campo dalla Giunta, dall’Assessorato e dall’Ufficio – abbiamo dovuto far fronte, alla pari di due anni fa, ad un elemento drammatico del bilancio: 5 milioni e mezzo di euro in meno sulla vendita degli immobili, perché il dissesto che abbiamo subito dieci anni fa determina ancora per due o tre anni (almeno, se non sbaglio, Federico – anche di più, mi dice l’ingegner Laguardia -) una rata-mutuo di circa 3-4 milioni di euro. Per pagare quel mutuo, quel maxi-mutuo che facemmo per effetto del dissesto, c’è questo pagamento rateizzato, che per una quota di circa 4 milioni di euro viene, secondo le previsioni di allora, pagato attraverso la vendita degli immobili: ebbene, quella vendita degli immobili dallo scorso anno si è esaurita. Era già quantificata a ribasso, nel senso che era quantificata sul capitale e non teneva conto degli interessi, ma anche sul capitale il risultato finale è stato che abbiamo recuperato il 60%; quindi ci siamo dovuti far carico negli anni di pagare quella rata-mutuo attraverso le entrate correnti, ma quest’anno non abbiamo nemmeno un euro che ci deriva dalla vendita di immobili.
Questi 5 milioni e mezzo di euro in meno rispetto allo scorso anno non si avvertono, e riusciamo a respirare, come fanno tutti i Comuni d’Italia, grazie ai 5 milioni e mezzo in più che otteniamo per effetto di quanto abbiamo evidenziato in occasione dell’assestamento di Bilancio, quando abbiamo detto a chiare lettere in quest’aula – spesso dimentichiamo le cose – i risultati che abbiamo ottenuto dalla sommatoria di una serie di fatti: le positività – che si cominciano ad avvertire – dell’operazione BOC, che ci ha consentito di avere dei vantaggi che si sentono; la lotta all’evasione, che ci ha consentito di avere oggi una voce nell’ordine del milione e mezzo di euro in più; la stabilizzazione dell’ICI, frutto dell’individuazione di tanti soggetti che non pagavano…
Vi è, poi, un dato che grava sui cittadini. E’ stata una scelta dolorosa che ha fatto il Consiglio Comunale, e che non rinnego, per amore di verità, per dire le cose come stanno. Abbiamo positività e negatività; abbiamo le positività nel senso che recuperiamo quei 5 milioni e mezzo da numeri che sono frutto della nostra azione amministrativa, e negatività nei numeri che gravano sulla gente: è l’aumento dell’IRPEF, che abbiamo portato dalla 0,5 allo 0,8. Sono quei 5 milioni e mezzo di euro che oggi ci consentono di poter ancora mantenere un Bilancio che riesce a malapena a rispondere alle spese fisse.
Questo è il quadro all’interno del quale collocare i ragionamenti, che non possono che essere politici, in un’occasione di questo tipo, e rivendicare con forza un’azione governativa forte a favore degli Enti Locali. E’ quello che noi stiamo chiedendo con forza in questa campagna elettorale. Capisco che l’occasione diventa ghiotta, soprattutto in campagna elettorale, per metterci di tutto, però attenzione! Dobbiamo essere corretti. Innanzitutto, non mi piace questo attacco forsennato alla città, la città degli ultimi posti. Non è vero! La dobbiamo smettere con questa cosa, soprattutto noi Consiglieri! Soprattutto noi Consiglieri non possiamo andare alla ricerca degli ultimi posti (e non è nemmeno vero).
Vi porto io, allora, le statistiche, e vi porto quelle ufficiali, quelle con i numeri, che ci dovrebbero dare un po’ di orgoglio. Il rapporto del 2007, autorevole, fatto da Sole 24 ore, Legambiente ed altri sull’ecosistema urbano (piaccia o non a tanta gente) colloca questa città al 36° posto ufficiale. Ed è scritto. Io posso anche comprendere che ci siano statistiche che dicano il contrario, ma parliamo anche di questa, per il bene della città, o non parliamo né dell’una né dell’altra. Questo è un dato, ed è un dato ufficiale; ci sono anche livelli di credibilità nelle statistiche, questa è una statistica giudicata mediamente credibile e non l’ho mai citata nelle varie occasioni, e siamo al 36° posto. Non vi sto a dire le altre positività che emergono in uno studio ufficiale.
Potrei anche ricordavi che lo scorso anno la nostra città è stata citata da Legambiente (che non è mai tenera con noi) come città virtuosa, che è riuscita a portare la sua raccolta differenziata, nel 2006, al 14,5%. Siamo stati premiati perché la nostra raccolta differenziata è arrivata al 14,5%; eravamo a circa l’11% nel 2004, e quest’anno siamo già molto più avanti, siamo al 20%.
Siamo una città povera. Ci divertiamo a dire che siamo una città povera, eppure vi do i dati, i dati ufficiali del PIL regionale; valga anche per l’intera regione, questo dato. Il PIL regionale, nel 2006, è cresciuto del 2,1%, in un Mezzogiorno dove è cresciuto dell’1,3%; nel 2007, in un Mezzogiorno in cui il PIL cresce dell’1,4% (e in Italia dell’1,8%), nella regione cresce dell’1,5%.
Fase interlocutoria
SINDACO
Non mi interessa! No, no, andiamo a vedere. E’ troppo facile dire “la FIAT”, è troppo facile! Non so se è quello, caro Rocco. E’ troppo facile; questi sono luoghi comuni; portatemi i dati! Noi siamo la città dove – è scritto in un rapporto del Cresme – c’è il reddito medio pro capite massimo nella Provincia, la grande distribuzione, i servizi alle imprese con una quota doppia rispetto…
Fase interlocutoria
SINDACO
Scusatemi, io vi leggo i dati, voi li avete voluti portare in campo. Se ci vogliamo divertire a dire che siamo gli ultimi, bene; ma dimostriamolo, non facciamolo per politica, perché questo è uno degli elementi che fanno male alla città. Se i dati si portano, si citano e si citano tutti, in un confronto sereno; possiamo fare anche un Consiglio Comunale sulle statistiche, ma non si può utilizzare un Consiglio Comunale per tirar fuori luoghi comuni. Questo è un dato che ci deve appartenere.
Sia chiaro: non ritengo che questa Amministrazione, che questa Giunta sia la migliore possibile per questa città. Ritengo che siamo ordinari. Se qui ci fosse un governo di Centrodestra farebbe come noi, tranne che per alcune impostazioni di base, per alcuni elementi che caratterizzano le differenze di fondo fra gruppi politici, per l’attenzioni ad una parte o ad un’altra.
Quando, due anni fa, fummo costretti dal Governo a fare una riduzione del 25% sulla spesa corrente, lo dicemmo. Andate a prendere gli atti di quel Consiglio Comunale. Portammo il socio-assistenziale da 3,5 a 5 milioni di euro. Fu una scelta; riducemmo tante cose, ma non riducemmo il socio-assistenziale. E’ vero, Francesco? Sono dati; sono dati, questi; dobbiamo parlare con i dati: lo portammo da 3,5 a 5 milioni di euro. E‘ vero che nel nostro Bilancio, così com’è, è riportato “zero” per molte voci, ma gli 80 mila euro che abbiamo portato al Centro sociale, per aprire una struttura per i giovani dove fare musica, vedere film, avere computer a disposizione… sono o non sono politica per i giovani? E quei soldi chi li ha recuperati?
Non dimentichiamo, poi, il milione e 800 mila euro destinati ai lavori, appena avviati, all’ex IPIAS, dove realizzeremo un Centro sociale a cui tutta l’Italia guarda per la capacità innovativa che ha e che è frutto della sensibilità della Maggioranza. E lo rivendico: sensibilità politica e sociale che appartiene a noi, che abbiamo fatto quella scelta. Certo, quel milione e 800 mila un governo di Centrodestra non lo avrebbe perso, ma forse avrebbe fatto altro. Non l’avrebbe perso, ecco perché non rivendico una capacità di spesa che sarebbe appartenuta anche ad altri, ma rivendico la verità dei fatti: quel milione e 800 mila euro grazie ai quali abbiamo avviato un Centro sociale all’avanguardia nazionale sono o non sono politiche per i giovani?
E a Bucaletto, che è stato citato come esempio negativo dove non si fa niente, sono o non sono finalmente in costruzione le abitazioni? Nella città di Potenza, in questo momento, abbiamo un programma di case popolari, di edilizia sociale, per 500 alloggi, che nemmeno Milano e Roma hanno. Dobbiamo dirlo, questo. A Milano hanno presentato un programma di edilizia sociale per 300 alloggi; noi ne abbiamo 250 finanziati ed in costruzione e 250 frutto di scelte amministrative. Lo scorso anno i 7 Piani furono ritirati; eravamo tutti d’accordo sul fatto che fossero dei diritti acquisiti per gli imprenditori, e li abbiamo riconosciuti, ma quei diritti acquisiti oggi li abbiamo inseriti in un contesto, che è quello per il quale deve nascere l’edilizia sociale. Poco mi interessa che venga fuori un’abitazione privata in più; so che arriveranno 250 alloggi sociali in più, sono quelli che vanno a calmierare il mercato e a dare le risposte ai poveri di questa città. Questi sono i numeri che dobbiamo fornire e dire con verità alla nostra cittadinanza. Dire che a Bucaletto oggi non c’è niente e che prendiamo in giro la gente mi sembra negare violentemente la verità; a Bucaletto i dati sono nelle case in costruzione, nelle scuole in costruzione, nelle cose che stiamo facendo.
Per il Centro Storico si chiede una funzione. Mi sembra che al Centro Storico si stia dando davvero una funzione: quattro anni fa il Teatro Stabile e Palazzo Loffredo erano due scatoloni chiusi, oggi sono due contenitori d’eccellenza. Abbiamo 6 milioni di euro (di cui 3 ricevuti sette giorni fa), frutto di una scelta amministrativa ben precisa e di un’azione congiunta con la Regione Basilicata. Abbiamo ottenuto 3 milioni di euro per Palazzo Palermo, che si sommano ai 3 milioni di euro di Palazzo D’Errico, per fare del nostro Centro Storico un quartiere culturale d’eccellenza; questo era uno degli obiettivi che avevamo ad inizio consiliatura rispetto ai quali nelle prime sedute di Consiglio venivamo, come Maggioranza ed Amministrazione, sollecitati – ed anche sgridati – perché non si riusciva a vedere nulla.
I risultati sono lì, anche nei numeri di Palazzo Loffredo: le migliaia e decine di migliaia di persone che arrivano. Questo è il Centro Storico che vogliamo servire con il sistema delle scale mobili, che chiudiamo in tre anni. Tre anni fa il Ponte Attrezzato era a meno del 10% dei lavori e con una sentenza dell’Autorità di vigilanza che ne annullava, addirittura, la gara; la scala mobile che sale da Via Mazzini si fermava – solo con l’impianto di risalita – ai piedi della salita di San Giovanni, oggi si stanno ultimando i lavori dell’uscita alle spalle del Palazzo del Comune.
Questi sono i dati. Nel Bilancio non c’è la strada a cui si faceva riferimento, di Contrada Canale; è vero che quello era un vecchio finanziamento, ma l’appalto è prossimo. Questo vale anche per il Cimitero, e vale per le altre cose. Poi, di cose che non vanno ce ne sono tante, siamo perfettamente d’accordo; abbiamo anche noi dei ritardi rispetto ad impegni presi. Il Piano delle antenne, oggettivamente, è in ritardo; speriamo di recuperare con l’affidamento fatto all’Università.
La vicenda dell’inceneritore è una vicenda che speriamo di portare a compimento nei prossimi sei mesi con un affidamento che verrà firmato il giorno 2 e che dovrebbe portarci al collaudo ed al successivo affidamento definitivo di un impianto che appartiene alla storia della città. Se avessimo dovuto definirlo noi, probabilmente ne avremmo fatto un altro, ma è un impianto che è stato ereditato da questa città, dalla politica e dalle Amministrazioni di questa città, e che molto opportunamente in determinati momenti si è deciso di recuperare, perché in quei momenti quella – oggettivamente e tecnicamente – era stata individuata come la soluzione migliore per quell’impianto che faticosamente, anche con qualche errore e limite… Molte volte le interazioni con gli altri Enti sono positive, qualche volta sono meno positive; non sempre abbiamo avuto la migliore tempistica nelle autorizzazioni ed altro.
Le altre questioni: anche per quanto riguarda il completamento dell’autoparco si dice che non abbiamo fatto nulla. Certe volte resto un po’ sorpreso: si dimentica che noi abbiamo distolto i soldi dell’autoparco e li abbiamo già tutti impegnati per adeguare lo Stadio Viviani. E’ ben noto. Abbiamo preso un milione di euro da lì e l’abbiamo destinato a realizzare quello. L’autoparco, oggi, fa riferimento ad un finanziamento nuovo che sicuramente riusciremo ad attivare entro fine anno. 1 milione e 800 mila euro.
Ho notato, poi, anche alcune speculazioni, quando ci si è riferiti al fatto che si spenderanno per motivi elettorali i fondi per le aree rurali. Innanzitutto, non si legge bene fino in fondo il documento di bilancio, che laddove cita questa cosa, cita ben altro e molto di più, perché le somme indicate (sono 8 milioni e 400 mila euro) fanno riferimento a manutenzione straordinaria, viabilità rurale, urbana, pedonale, fontane urbane, immobili comunali, edifici scolastici, impianti sportivi e così via, quindi è qualcosa di molto più ampio. La viabilità rurale appartiene a tutti; non esistono contrade o frazioni o pezzi di territorio favoriti rispetto ad altri.
Siamo stati noi, in Consiglio Comunale, a definire una ripartizione di risorse che interesserà tutto il territorio comunale. Nelle campagne partiranno interventi per 6 milioni di euro e quelli che andiamo a recuperare, aggiuntivi a questi, saranno integrativi di quello che viene fatto. Anche il tratto di strada che è stato citato, nella Contrada Cozzale, viene costantemente monitorato; si trova in una zona che è costantemente in frana, una zona dove l’intervento sarebbe eccessivamente oneroso, ma dove costantemente pure si interviene. Mi sembra ingeneroso dover pensare ed indicare esattamente quel tratto di strada come esempio di mancato intervento dell’Amministrazione e di utilizzo clientelare dei fondi. Questo modo di utilizzare i fondi non ci appartiene. Lo dico a testa alta.
Detto questo, rispetto all’utilizzo di risorse della spesa corrente tengo ad evidenziare, per quel che riguarda le somme del personale – anche questo è stato oggetto di considerazioni, stamani -, che stiamo cercando di utilizzarle per completare un percorso che dovrebbe essere favorito fino in fondo – anche questo – dallo Stato. Una delle prime cose che, da Presidente ANCI, chiederò al prossimo Governo sarà quella di fare chiarezza sul precariato.
Noi non possiamo continuare ad essere amministratori, nel caso della nostra città, di 155 persone precarie, di cui 120 precari con il rispetto di una norma definita dalla Finanziaria – 3 anni di attività negli ultimi 5 alla data del settembre 2007 -. Non possiamo, pur avendo la precisa volontà di procedere alla stabilizzazione e mettendo risorse a disposizione per questo, il che significa rinunciare a nuovi concorsi, rinunciare a nuove prestazioni, rinunciare anche ad una migliore produttività dell’Ente, perché portare risorse nuove, ben definite, significa migliorare complessivamente la macchina amministrativa.
Vogliamo stabilizzare i precari. E’ un problema nazionale, e non si può far finta che questo problema non ci sia. Se si devono stabilizzare i precari, lo si deve poter fare senza “se” e senza “come”, come l’ultima Finanziaria ci sta imponendo: si stabilizzano, però poi bisogna avere una percentuale che deve rientrare in una serie di concorsi pubblici aperti anche all’esterno, in una situazione confusa che non ci aiuta. Noi, però, stiamo impegnando risorse per stabilizzare i precari e continuiamo ad impegnare risorse per il settore socio-assistenziale. Ho detto più volte che dovremmo fare un Consiglio Comunale ad esso dedicato.
Io non so se riflettiamo su quello che l’Amministrazione in questo settore, in maniera silenziosa, ma con risultati, sta facendo. I risultati sono più evidenti quando l’attività è ludica e ricreativa (penso all’estate per gli anziani, che pure hanno un grande risultato ed una grande soddisfazione), ma mi piace citare anche le risorse che spendiamo per l’assistenza domiciliare agli anziani (208 mila euro) e all’handicap (160 mila euro), il centro diurno per l’handicap grave (133 mila euro), i nefropatici (200 mila euro), i talassemici (180 mila euro), i nostri rapporti ed i fondi per le case di riposo di Via Raffaele Acerenza, “La Stelluccia”, “Presenza e realtà nel territorio”, “Il sorriso di papà” – vi do i dati, i riferimenti dello scorso anno -, le nostre variazioni di bilancio per l’assistenza domiciliare ai minori ai vari consorzi che operano, per non parlare dei nostri rapporti con gli istituti residenziali “Raffaele Acerenza”, “Casa famiglia Gigetta”, “Cooperativa sociale Antos”, “Prisma” ed altre ancora.
Si tratta di situazioni che spesso sfuggono anche all’analisi del dibattito in Consiglio Comunale; sembra che questi siano settori e cose che non debbano mai avere la giusta rilevanza ed attenzione, si ritorna sempre e solo sulle speculazioni, sempre e solo su questioni che spesso non sono quelle rilevanti per la nostra comunità.
Lo ribadisco: non ritengo che questo sia il bilancio che risolve i problemi della nostra comunità, né ritengo che sia, anche per noi, soddisfacente. E’ un problema strutturale, un problema che risente di situazioni generali e contingenti quali quelle legate al peso del nostro debito. Ritengo che lo sforzo complessivo fatto al contorno, nell’intercettare risorse per la nostra città, sia, ad oggi, uno sforzo straordinario. L’ultima risorsa ottenuta, i 5 milioni e 200 mila euro che la Regione ci ha messo a disposizione per Bucaletto, la dice lunga anche sugli indirizzi; anche quei soldi, probabilmente, sarebbero arrivati alla città, ma non so se sarebbero arrivati per fare case popolari. Questo vale per i fondi arrivati per i trasporti, vale per gli ultimi fondi che ho citato, per Palazzo Palermo, e vale per i 70 milioni di euro che abbiamo appaltato in questi anni. Pensate: è una cifra che, quando avremo la possibilità di fare dei confronti con realtà simili alla nostra, potrà farci dire che in questa consiliatura, probabilmente, abbiamo toccato un vero e proprio record di carattere nazionale.
PRESIDENTE
Ringrazio il Sindaco per la sua replica a tutto campo. Faccio solo una piccola precisazione: convengo con il Sindaco che in certe occasioni la sospensione dei lavori del Consiglio può risultare inopportuna, perché su alcuni argomenti topici potrebbe – dico “potrebbe” – smorzare l’effetto del dibattito in corso o potrebbe smorzare l’entusiasmo, l’attenzione. Quando, però, il Presidente del Consiglio assume formalmente impegni in Consiglio, lo fa non a nome proprio, ma in nome e per conto dello stesso Consiglio, che evidentemente, attraverso la Conferenza dei Capigruppo, conviene su certe determinazioni.
D’altra parte, mi sembra che tutto sommato la sospensione (benché si potrebbe certamente ridurre nei tempi) sia risultata utile, perché ritengo che altrimenti la replica del Sindaco, fatta frettolosamente in chiusura dei lavori di questa mattina, non avrebbe avuto la stessa attenzione e probabilmente sarebbe risultata più contratta nei tempi.
Detto questo, passiamo alle dichiarazioni di voto. Vorrei ricordare che il Regolamento attribuisce 20 minuti ai capigruppo e 10 minuti agli altri consiglieri – se non ricordo male -. Come al solito, il cronometro non c’è, la clessidra nemmeno, ma visto che siamo in sede di dichiarazione di voto e che i gruppi, fortunatamente, si sono anche ridotti numericamente, penso che ce la dovremmo sbrigare in un tempo non troppo lungo. Chi chiede di intervenire per dichiarazione di voto? Prego, consigliere Napoli.
NAPOLI
Grazie, Presidente. Ho notato una cosa: il Sindaco, nella sua esposizione, era nervoso. Vuol dire che qualcosa che era stato detto…
Fase interlocutoria
NAPOLI
Mettiamola così: a mio avviso era un po’ nervoso; ma ciò non toglie che…
Fase interlocutoria
NAPOLI
Io direi che in certe occasioni è meglio portare delle giuste argomentazioni più che una certa tensione, ma questo è un mio personalissimo parere. Fatto sta che il nervosismo era latente, checché ne dica il Sindaco, e fatto sta che ci troviamo davvero di fronte ad uno dei momenti più importanti della vita politica ed amministrativa, per la città, ma anche per l’Esecutivo, per chi governa. Di fronte a questo momento così importante, così delicato, due sono solitamente gli atteggiamenti: qualcuno magari elogia, forse a dismisura (sicuramente a dismisura, a mio avviso), quanto ha fatto l’Amministrazione, e qualcuno magari si presenta un po’ oltranzista, come chi è fiero oppositore nei confronti di chi governa. Di fronte a questa scelta, io ho, invece, preferito pormi nelle vesti di colui il quale vuole – come ho già detto in precedenti sedute – parlare il linguaggio della verità.
E allora, Sindaco, è senz’altro vero che vi è stata una riduzione dei trasferimenti dei fondi dello Stato e, aggiungerei, della Regione Basilicata; i dati sono lì a dimostrarlo, ma è altrettanto vero che, quando si parla di bilancio di previsione, dietro i numeri si nascondono anche alcune scelte politiche e, quindi, scelte che si rifanno ad alcuni valori di riferimento, che dovrebbero essere condivisi da tutte le forze politiche che fanno parte di un unico grande gruppo, oggi: il PD.
Se io dovessi passare in rassegna… ma vi assicuro che non lo farò, perché lo hanno fatto benissimo i colleghi Consiglieri dell’Opposizione che hanno preceduto questo intervento… Mi piace, invece, sottolineare alcuni aspetti, alcune diverse visioni ed alcuni diversi approcci usati nel momento in cui si amministra, o si ha la presunzione di amministrare, la cosa pubblica. Il dato è la centralità della persona. Lei, Sindaco, ha correttamente sottolineato quanto importante sia per chi fa politica, per chi ha a cuore le sorti della comunità che governa, pensare al benessere della comunità e, quindi, a soddisfare le esigenze dei singoli cittadini, però, poi – ahimè! – sono costretto a rilevare che la volontà di perseguire lo 0,8% per quanto riguarda l’addizionale IRPEF tutto fa fuorché andare incontro ai bisogni dei cittadini, alla centralità dell’uomo, alla centralità del nostro essere.
Lo 0,8% è un indice assai alto, il più elevato, il massimo quando si parla di addizionale IRPEF. E mi riallaccio, proprio per…
Fase interlocutoria
NAPOLI
Certo, vogliamo vedere anche gli altri Comuni fino a che portano le esenzioni? La invito a leggere ciò che fanno gli altri Comuni e l’attenzione che pongono rispetto alla centralità della persona. Ma questa non vuole essere un’accusa, e poi le spiegherò perché ho iniziato il mio ragionamento partendo da questo dato.
Poi, leggo qualche numero. E’ vero quanto dice: i numeri vanno letti nella loro interezza, tutte le classifiche, le percentuali, le graduatorie vanno lette senza infingimenti e senza lacuna alcuna. Prendo, allora, un dato riportato dal “Sole 24 ore” (che certo non è stato tenero con il nostro Consiglio Comunale, ma certo è stato, qualche volta, assai tenero nei confronti della sua Amministrazione), che ci situa, quanto a tenore di vita, al centesimo posto. Qualità della vita: 77° posto; 20 posizioni in meno rispetto al passato.
Allora, se è evidente (proprio perché dobbiamo parlare il linguaggio della verità) che la povertà sociale è una povertà crescente, che la nostra è una comunità che sta soffrendo, beh, se mi permette, Sindaco, nel momento delle scelte che devono poi concretizzarsi nei numeri di un bilancio, questa Pubblica Amministrazione, questo suo Esecutivo, avrebbe dovuto riservare un’attenzione particolare, direi doverosa, nei confronti dell’uomo e della centralità della persona. Questa è una grave mancanza che va sottolineata. Non si tratta di far parte o essere espressione dell’Opposizione, si tratta di far emergere un dato che risponde a verità. E’ questo il compito di chi siede fra questi banchi.
E’ certamente anche compito di chi siede tra questi banchi non sfuggire ad alcune responsabilità, mai di natura personale, responsabilità tutte di natura politica. E’ vero, Sindaco, che il nostro è un Bilancio ingessato; è ingessato perché paga degli errori che sono stati commessi nel passato; guarda caso, però, si dimentica di dire che chi ha governato quest’Amministrazione lo ha fatto nel segno della continuità; si dimentica di dire che sono chiare le responsabilità politiche, e corresponsabili saremmo noi, se non le sottolineassimo in questa assise.
E’ semplice richiamare una Finanziaria che nel 2005 ha segnato uno spartiacque rispetto al passato; sarebbe per me facile, facile ricordare qualche intervento, anche di colui il quale siede sullo scanno più alto di questa assise, il presidente Pietro Campana, autorevole esponente dell’Esecutivo nella scorsa legislatura, che rimarcava quante riduzioni vi erano state da parte della Regione e dello Stato nazionale, insensibile, quest’ultimo, alle esigenze di un’Amministrazione che non poteva svolgere il ruolo di volano di sviluppo economico di un territorio, di un Comune che era il primo interlocutore dei cittadini, che aveva l’obbligo di dare dei servizi.
Inviterei il Presidente, se non lo ha fatto, a ripassare i suoi interventi e a leggere i dati degli ultimi Bilanci, dove non solo le riduzioni dei trasferimenti si amplificano, ma rendono, diversamente da quanto sostiene il Sindaco, assai più difficile spendere quelle risorse, perché se prima si faceva leva su un regime di bilancio di cassa e poi di competenza (quindi a criteri diversi), il Centrosinistra, che al Governo ha dato pessima dimostrazione della sua capacità di governare i bisogni del Paese, si è inventato, come al solito, un pasticcio, un misto dei due criteri, rendendo assai difficile e assai più complesso, per chi governa il territorio, districarsi in una materia alquanto complessa.
Al di là di questo aspetto, Sindaco, come si fa a non rimarcare in questa sede, in questa occasione, alcune fra le vere deficienze di questa Pubblica Amministrazione? Mi riferisco alla TARSU. La città è sporca, Sindaco; la città non concepisce più un modo di gestire un servizio lontano anni luce dalle esigenze dei cittadini. Quel contratto, Sindaco, è un contratto che non ha fatto l’Opposizione; l’ha fatto chi prima di Lei ha governato questa città, e Lei, nel segno della continuità, nulla ha fatto, se non promettere grandi cambiamenti anche in questo settore.
Sull’ACTA il Presidente mi consentirà di rubare i 5 minuti “alla Santanchè”, come promesso, e mi consentirà di fare qualche brevissima considerazione sulla TARSU. Sindaco, se Lei guarda con un pizzico di onestà intellettuale i dati dell’ACTA, si accorgerà che qualcosa non funziona, e non da oggi. Leggendo la relazione, appare chiaro che un pareggio di bilancio dell’ACTA può essere favorito soltanto dall’attività dell’inceneritore, a partire dal 1° aprile 2008, cioè da domani, dove si prevede che l’inceneritore possa ricevere almeno 40 tonnellate di rifiuti al giorno, pari al 60% dei rifiuti prodotti dalla città di Potenza. Quindi, è fondamentale…
Fase interlocutoria
NAPOLI
Sì, 60%. Poi ci sono ulteriori costi dettati dallo smaltimento delle scorie. Io non ho…
Fase interlocutoria
NAPOLI
Al di là di questo aspetto, che è meramente tecnico, parlavo dell’aspetto economico, Sindaco, perché si parla di un pareggio di bilancio garantito soltanto dal perfetto funzionamento dell’inceneritore, che preveda quella percentuale di smaltimento a partire dal 1° aprile 2008. Ciò significa che qualsiasi rinvio, Sindaco, provocherà ulteriori costi ed ulteriori problemi di bilancio all’ACTA, di cui dovremo, in qualche maniera, farci carico. Di fronte a questo stato di cose, di fronte ad una città che è palesemente sporca – diciamoci le cose come stanno -, ci saremmo attesi una svolta rapida da parte della sua Amministrazione, senza tentennamenti e senza preoccupazione alcuna.
E’ vero, sì, che il Consiglio di Amministrazione dell’ACTA, questo Consiglio di Amministrazione, ci ha abituato sempre, anno dopo anno, a disavanzi di bilancio, però è anche vero che, in una situazione di difficoltà economica qual è quella che riguarda la nostra città, un’attenzione particolare per questa vicenda, naturalmente, era dovuta.
Poi c’è un altro aspetto che merita una riflessione: quello delle difficoltà nel fronteggiare le rate di mutuo annuali che graveranno sulle casse comunali. Nel momento in cui ci è stato detto, in maniera molto onesta, in maniera molto chiara, che la capacità di introito derivante dalla vendita degli immobili è stata pari al 60% e che oggi saremo costretti a farci carico del pagamento annuale delle rate di mutuo attraverso le entrate correnti, è ulteriormente chiaro quali sono le vere, grandi difficoltà di questa Amministrazione, e noi non dobbiamo negare questo aspetto, così come non dobbiamo negare altri aspetti.
Parlo dell’impiantistica sportiva. Se immaginiamo la nostra città capoluogo come un centro di eccellenza nella fornitura di servizi, qualcuno dovrà spiegarmi perché gli impianti di questa città, eccezion fatta per lo sforzo profuso per lo stadio Viviani (i cui lavori dovevano ultimarsi all’inizio del campionato e si sono protratti fino alla fine di gennaio 2008)… se pensiamo alla piscina comunale, che è chiusa, che vede la difficoltà di alcune società sportive ad avvalersi della struttura, che costringe una squadra di pallanuoto a recarsi in Campania per disputare le proprie gare interne di campionato, qualcosa non funziona. Ed ancora, Presidente…
PRESIDENTE
Collega, vorrei ricordarle che Lei è in dichiarazione di voto; le avevo promesso 5 minuti in più per rispetto alla Santanchè, ma Lei si sta prendendo anche qualcosa per Storace, e non mi pare il caso. La pregherei di esprimere il suo voto, grazie.
NAPOLI
Di qui a qualche minuto, Presidente. Trasferimenti regionali (Lei è Presidente dell’ANCI di Basilicata, Sindaco) per funzioni delegate diminuiti del 62,08%. Di chi è la responsabilità? La responsabilità è di un semplice consigliere comunale che si prende la briga di sottolineare questo dato all’Esecutivo? E’ responsabilità di un consigliere comunale richiamare il segno negativo, pari al 19,76% di entrate, rispetto ai proventi…
Fase interlocutoria
NAPOLI
Il Presidente dell’ANCI ha l’obbligo di fare chiarezza su questo punto nei confronti delle Istituzioni, che sono gli interlocutori privilegiati; certamente la responsabilità di questo mancato chiarimento, o della difficoltà di far comprendere quali e quante differenze ci sono tra chi esercita una funzione legislativa e chi, viceversa, esercita un’altra funzione, si appalesa seria.
Un altro aspetto, Sindaco: meno 19,76% di entrate rispetto ai proventi previsti da servizi pubblici. Ci siamo chiesti perché? La città, forse, non offre una gamma di servizi pari alle aspettative dei cittadini? O forse i mancati proventi rispetto a quelli previsti sono dettati da quell’assenza di qualità che gli stessi servizi dovrebbero avere? Tante e tali, Sindaco, sono le questioni che in questo Bilancio di previsione emergono, e naturalmente, di fronte a questi dati, non si può chiedere uno sforzo congiunto e comune a chi dovrebbe esercitare, all’interno di questa sede istituzionale, il ruolo dell’Opposizione.
Parlare il linguaggio della verità, piaccia o non a qualcuno, è una prerogativa del consigliere comunale, a maggior ragione se è espressione dell’Opposizione, a maggior ragione se lavora nell’interesse della città. Il voto è contro.
PRESIDENTE
Grazie, collega Napoli. Chi altri interviene per dichiarazione di voto? Prego, consigliere Petrullo.
PETRULLO
Ho aspettato con ansia un intervento da parte della Maggioranza, che evidentemente ha inteso oggi…
Fase interlocutoria
COVIELLO R.
Si lamentano che il livello del dibattito non è stato altissimo, ma nessuno della Maggioranza ha difeso questo bilancio. Dalla Maggioranza un solo intervento, stamattina; dopo ci si lamenta che il dibattito non è stato altissimo in questo Consiglio Comunale; è un controsenso. La Maggioranza doveva difendere il bilancio…
SINDACO
Lo hanno fatto. La Maggioranza… Il dibattito anche con due interventi è dibattito.
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
Consigliere Petrullo, prego. Siamo in fase di dichiarazione di voto, non in dibattito.
PETRULLO
Ho dovuto constatare che non c’era nessuno della Maggioranza che volesse fare una dichiarazione di voto; evidentemente, come dicevo stamattina, si sono delegate troppo le funzioni dei consiglieri in mano all’Esecutivo, cioè il Sindaco ha parlato per tutti. Il Sindaco doveva parlare per l’Esecutivo. Ma forse parlerà dopo; cercherò di stimolare il Capogruppo, ma non mi riuscirà sicuramente, perché se non ci sono riuscito stamattina, figuriamoci in dichiarazione di voto. E’ un muro di gomma questa Maggioranza, un autentico muro di gomma, ma del resto con i numeri che tiene!
Venendo al dunque, devo fare anche io un appunto sul metodo dei lavori di oggi, sulla sospensione, sul fatto che questa non sia opportuna in certi momenti, ecc.; una risposta va data anche su questo. Probabilmente è vero che qualche volta una sospensione può interrompere la tensione che c’è sull’argomento in quel momento; si tratta di scegliere le priorità.
E’ evidente che qualche cosa va sacrificata per privilegiarne qualche altra; d’altro canto sappiamo tutti che un portatore di handicap su un ascensore pubblico dà fastidio. Dà fastidio perché rallenta il flusso di tutta la gente che deve salire, che ha fretta; rallenta quei processi di dinamismo moderno che contraddistinguono la nostra vita. Li rallenta, eppure il Legislatore ci ha detto che il portatore di handicap va rispettato; a noi non lo ha detto il Legislatore, ma ci fu un impegno da parte del Presidente, e mi ha fatto piacere che sia stato mantenuto. In ogni caso, non ho chiesto niente di particolare, oggi, e non lo chiederò più, perché quelle manifestazioni di outing sono cose che avvengono una volta ogni tanto. Ho apprezzato la scelta fatta oggi; però è una questione di priorità: se viene prima l’esigenza di non far cadere l’attenzione, ben venga. Io saprò adattarmi a questo.
SINDACO
Si poteva fare un po’ più breve, io ho contestato anche il fatto di… avevo detto di “staccare” per un’ora. Era quello, non perché non si debba tenere conto di esigenze…
PETRULLO
Io, da oggi in poi, ubbidirò e mi adeguerò.
Allora: il Sindaco non ha apprezzato il dibattito, e mi dispiace. Mi dispiace, però voglio sperare che ad abbassare la media del dibattito sia stato soprattutto il discorso di Pesarini, ma qui ovviamente faccio una battuta. Il Sindaco non ha apprezzato il dibattito, però per certi versi anche noi dell’Opposizione non abbiamo apprezzato l’intervento del Sindaco. Espressioni come “non c’è bisogno che lo dica l’Opposizione” sono esagerazioni non condivisibili; perché non c’è bisogno che lo dica l’Opposizione? Noi siamo qua per questo. Se non dobbiamo stare qui per sottolineare le cose che non vanno, non convocateci neppure; faremmo prima. Così avremmo l’elenco delle cose belle fatto da Pesarini ed avremmo tutti “volato” ed avremmo avuto una visione di Potenza quanto più bella possibile.
Si è parlato anche di correttezza che sarebbe mancata. Io non credo che non si sia corretti quando si rappresentano dati statistici veri quanto quelli che ha rappresentato il Sindaco, altrimenti dovremo pensare che anche il riferimento del Sindaco non sia corretto. Del resto, se la fonte del Sole 24 Ore è buona per dirci che siamo al trentaseiesimo posto per l’ecosistema, sarà altrettanto buona quando dice che stiamo malissimo per quanto riguarda il tenore di vita. La fonte è la stessa, non è brava in un’occasione e meno brava in un’altra.
Correttezza per correttezza, il PIL regionale che aumenta dell’uno per cento lo sappiamo tutti che non è aumentato per la città di Potenza; è aumentato per dei fattori che non riguardano assolutamente la città di Potenza, ma per fenomeni industriali, che fra l’altro…
SINDACO
Questo non è scritto; il PIL sale anche per la città. Questo non è scritto.
PETRULLO
Eh, ma non è scritto neanche il contrario.
SINDACO
Appunto, però io ho dei dati sulla città che sono ufficiali.
PETRULLO
Dovremmo chiederci anche a quale costo l’indotto FIAT ha consentito in buona parte l’aumento del PIL, perché lì c’è stata una contrattazione sindacale che si contrappone al modo di pensare…
SINDACO
Le dico soltanto un dato: a Potenza salgono del 4,2% le contrattazioni, le compravendite nel settore residenziale. Dato ufficiale.
PETRULLO
Però questo è un dato parziale che non fa…
SINDACO
No, è un dato destinato a salire, perché questo è relativo al secondo semestre 2006.
PETRULLO
Qui ci sarebbe da parlare tantissimo, perché il fenomeno potentino è un po’ come i fenomeni che caratterizzano la vita nel Terzo Mondo, cioè a fronte di una maggioranza che sta sempre peggio, c’è una piccola parte che sta sempre meglio, che è quella che compera tutto, alla fine. E’ così nel Terzo Mondo, e così finiremo anche noi; basterebbe vedere la situazione che c’è in Via Pretoria, dove i locali, ormai, diventano sempre di più proprietà di pochi centri di potere.
SINDACO
Anche qui… questa indagine sa a quanto dà i prezzi nel Centro Storico? Poi glielo do; lo devo trovare.
PETRULLO
Poi, sulla spesa aumentata in periodi di crisi sul socio-assistenziale: “il Centrodestra li avrebbe indirizzati diversamente”. Forse anche meglio, non lo sappiamo, ma non si fa la politica con le ipotesi.
La funzione del Centro Storico quale quartiere culturale di eccellenza. Noi abbiamo, anche questa volta, invertito l’ordine logico delle cose, un po’ come ha fatto la Regione con il Regolamento Urbanistico: prima di creare la struttura stiamo esercitando la funzione, cioè facciamo le attività culturali senza ancora aver creato la struttura, cioè il Centro Storico quale quartiere culturale di eccellenza, perché il Centro Storico sappiamo tutti in quali condizioni versa.
Se il ponte attrezzato lo abbiamo ereditato al 10% dopo tanti anni, diteci voi di chi è la colpa, se non di questa stessa parte politica, che in buona misura riveste ancora le posizioni… le persone sono le stesse anche nell’Esecutivo, per certi versi, e comunque un’eredità politica non la si può lasciare, altrimenti si devono lasciare cose buone e cose negative; quando si rinuncia all’eredità si rinuncia a tutto, non soltanto alle cose negative.
Abbiamo messo il dito solo sulle speculazioni? Non credo proprio. Non credo assolutamente che abbiamo fatto questo; abbiamo fatto il nostro dovere, sottolineando i momenti di caduta di questa città, che sono tanti, che sono troppi, e che sicuramente sono in numero superiore alle cose che pur sono state avviate, e non solo da questa Amministrazione. Oggi questo Esecutivo mette sulla bilancia, sul piatto del “pro”, tante cose che sappiamo essere figlie della vecchia consiliatura; oserei dire che il 60-70-75% delle opere che si stanno inaugurando ora sono figlie dell’altra consiliatura; non possiamo, però, accettare solo questa eredità positiva e dimenticare quella negativa che ci ha dato la consiliatura precedente, come invece troppo spesso sento in quest’aula.
E’ per questo motivo che preannuncio, con uno squillar di trombe, il voto negativo di Alleanza Nazionale.
PRESIDENTE
Ringrazio il collega Petrullo per aver mantenuto il suo intervento in tempi più che accettabili. Consigliere Pace, prego.
PACE D.
Anch’io devo fare qualche considerazione sul bilancio. Innanzitutto, vorrei complimentarmi con l’Assessore per la bella relazione che ha permesso, pure a chi tra i Consiglieri non era presente in Commissione, di capire qualcosa, di capire che ci troviamo di fronte ad una previsione di bilancio magra, per quanto riguarda questa Amministrazione; naturalmente dopo tutto non ci si può aspettare dei miracoli se all’inizio della consiliatura si è partiti già con 80 milioni di euro di debiti. Poi, come sappiamo, si sono aggiunti tanti altri debiti fuori bilancio; in questo caso sfiderei chiunque a risolvere i problemi, a portare in positivo l’Amministrazione.
Si parla di un bilancio di previsione che non è altro, secondo me, che un momento di pianificazione che ci porta a tradurre in numeri quello che dovrebbe essere il proseguimento dell’azione politica per il futuro esercizio amministrativo, e allo stesso tempo non ci sottrae all’onere dell’attività amministrativa gestionale dell’Ente.
I riferimenti normativi e i limiti che questi ci impongono, nonché tutti gli adempimenti a carico dell’Amministrazione Locale per la compilazione del bilancio di previsione… Mi riferisco soprattutto al Patto di Stabilità, reso più flessibile, alla Legge Finanziaria, al contenimento degli oneri del personale, alla riduzione dei costi della politica, alle novità legislative sull’applicazione dell’ICI… se tutti questi fattori da un lato rappresentano un limite da rispettare, dall’altro permettono a questa Amministrazione di mettere in pratica una serie di iniziative, nella fase di gestione, con criteri amministrativi che dovrebbero rappresentare dei pratici esempi di riduzione dei costi della politica, e di adottare provvedimenti la cui ricaduta agevolerà senz’altro le fasce deboli e i contribuenti.
Sicuramente non è compito facile per questa Amministrazione, in quanto determinerà la necessità, a parere del sottoscritto, di minori investimenti nell’acquisto di beni strumentali, nonché nell’uso di alcuni servizi a favore dell’Amministrazione, ma il tutto non può, né deve incidere sul garantire i servizi fondamentali ai cittadini. Tuttavia, secondo il sottoscritto, questa Amministrazione può ricorrere a maggiori spese per il personale avvalendosi delle opportunità di deroga offerte dall’articolo 3, comma 120, della Legge Finanziaria, però solo per quanto riguarda le occupazioni giovanili. L’Amministrazione avrà pure il difficile compito di garantire la massima funzionalità dei servizi utilizzando le risorse umane e ricorrendo sempre meno a collaborazioni e consulenze esterne che potrebbero rivelarsi in seguito maggiormente onerose.
Detto questo, vorrei fare qualche riflessione per quanto riguarda le uscite e per quanto riguarda le entrate. Per quanto riguarda le entrate, tutti siamo consapevoli che la stima del gettito delle entrate – ICI, imposta comunale sulla pubblicità, TARSU ecc. – è valore puramente indicativo, provvisorio; si cercherà in seguito di rendere concreti l’indirizzo politico (che dovrà, poi, trasformarsi in reali attività dell’Amministrazione Comunale tendenti ad un maggiore incremento con la lotta all’evasione fiscale) e la capacità di adoperarsi e di sapere andare incontro alla crescente domanda di servizi locali erogati, direttamente o indirettamente, dall’Ente.
Per quanto riguarda le uscite, oltre alla realizzazione delle opere di miglioramento della viabilità pedonale e dei mezzi di trasporto, io credo che sia indispensabile pensare ad una serie di pianificazioni dell’opera di smaltimento dei rifiuti per tutto ciò che impegna il Comune in maniera diretta e indiretta, atta a conseguire una maggiore efficienza nella raccolta differenziata, un più sicuro sistema di smaltimento, nonché efficacia, utilità ed economicità nel riciclaggio, con una ricaduta sociale benefica e meno onerosa per i contribuenti.
Ancora, poiché si tratta sempre di un bilancio assai magro, io credo che il ricorso a consulenze e ad incarichi professionali esterni dovrà essere progressivamente ridotto, se non del tutto eliminato, valorizzando nel contempo le risorse umane tra il personale ed i funzionari dipendenti della nostra Amministrazione, soprattutto se questo si rivelasse meno dispendioso delle consulenze esterne private.
Detto questo, con queste considerazioni, io mi auguro che l’Amministrazione possa ancora continuare a fare sforzi, e naturalmente esprimo il mio voto favorevole. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a Lei, consigliere Pace. Consigliere Trombetta, prego, per dichiarazione di voto.
TROMBETTA
Grazie, Presidente. Farò recuperare tutto il tempo che forse stamattina ho sottratto a quanto normalmente dovutomi per l’intervento. Il mio intervento di stamattina era volto verso due direzioni: una puntava a sottolineare quelle che, a mio modesto modo di vedere, erano delle mancanze di questa Amministrazione, l’altra parte, invece, poneva dei quesiti. Ho apprezzato l’intervento del Sindaco fino al punto in cui ci metteva di fronte alla grande difficoltà di gestire il bilancio da parte della Maggioranza. Su questo non ci sono dubbi; gestire è sicuramente più difficile che parlare, però in una via di mezzo si pone l’ascolto, e quindi, magari, si può dire che, dopo aver ascoltato, qualcosa, a livello di risposta, si può anche dare. Il Sindaco, invece, ha rimproverato noi di essere entrati nelle piccolezze invece di “volare alto”, ed è venuto a darmi una risposta piccola, piccola su un tratto di strada di Cozzale. Sindaco, io ho posto una domanda assolutamente più importante rispetto alla strada rurale di Cozzale…
SINDACO
Le clientele. L’utilizzo clientelare dei fondi per le aree rurali.
TROMBETTA
No, non è su questo. Io mi aspettavo di ricevere una risposta sull’ACTA, sul futuro dell’ACTA.
SINDACO
La posso dare; mi era sfuggito quel passaggio, è vero.
TROMBETTA
Io mi aspettavo di avere risposte sulla finanza creativa che deve subentrare a quella derivata, che voi avete citato sul vostro…
SINDACO
Qual è la finanza creativa?
TROMBETTA
La finanza creativa è un modo diverso per approcciare a nuove entrate rispetto alla finanza derivata.
SINDACO
Finanza creativa possono essere i 5 milioni per Bucaletto? Qual è?
TROMBETTA
Finanza creativa significa inventarsi qualcosa per aumentare le entrate…
SINDACO
Noi ci siamo inventati qualcosa per avere i soldi per Bucaletto, 5 milioni di euro; 3 milioni di euro per palazzo Palermo; 3 milioni di euro per…
TROMBETTA
Sindaco, non è questo…
SINDACO
No, un esempio. Stamattina non ti ho interrotto per chiedere quale…
TROMBETTA
Un esempio può essere quello che due anni e mezzo fa vi siete inventati sui BOC. Quella è finanza creativa.
SINDACO
Palazzo di Giustizia. L’ha detto l’Assessore, stiamo immaginando di vendere il Palazzo di Giustizia, ma qual è…?
TROMBETTA
Adesso ci arriviamo, però stiamo trasformando questa dichiarazione di voto in un dibattito a due.
SINDACO
E’ anche giusto… ma la finanza creativa dobbiamo spiegare qual è. Sarà deformazione professionale, ma voglio capire.
TROMBETTA
Io le ho portato un esempio; per tutto il resto, così come ha detto Lei, possiamo un giorno incontrarci in un Consiglio Comunale…
SINDACO
Però, io dico, finanza creativa… Io ti do una risposta: per me finanza creativa è intercettare fondi disponibili sui vari strumenti…
TROMBETTA
E non è quella la finanza creativa.
SINDACO
Allora qual è?
TROMBETTA
La finanza creativa, le ho detto, è un modo diverso…
SINDACO
E quale?
TROMBETTA
Le ho fatto un esempio, che può essere quello dei BOC, ma ce ne sono mille e mille di cui…
SINDACO
E l’abbiamo fatto. E quali? Mille; uno di questi mille.
TROMBETTA
Le ho detto quello dei BOC, e non mi dilungo più di tanto su questo. Le ho fatto un esempio; mi ha chiesto un esempio e gliene ho fatto uno. Vorrà dire che andremo a studiare entrambi la finanza creativa e poi vedremo di applicarla per le sorti di questa Amministrazione.
Fase interlocutoria
TROMBETTA
Oltre a questo, finita la dismissione degli alloggi, Sindaco, cosa si farà per rimpinguare le casse di questa Amministrazione? Qualcuno che “vola alto” ha detto che si venderà il Palazzo di Giustizia; io vorrei vedere chi lo compera. Io sarò qui; mi auguro di vivere almeno altri 30 anni per vedere chi comprerà, nei prossimi trenta anni, il Palazzo di Giustizia.
SINDACO
Come il Nodo complesso, che non doveva mai partire. Del Nodo complesso pure si disse, ad un certo punto, che non sarebbe mai partito.
TROMBETTA
A meno che Lei non metta in piedi una cordata di imprenditori come vuole fare Berlusconi per l’Alitalia, altrimenti non credo ci siano acquirenti per il Palazzo di Giustizia.
Chi “vola alto”, probabilmente, si è allontanato troppo dalla realtà; Pesarini vola troppo alto, e chi “vola alto”, purtroppo, per problemi di distanza, finisce per non vedere ciò che accade sulla terra. Il nostro torto, probabilmente, è quello di camminare troppo per le strade di questa città. Pesarini, per Lei, e forse solo per Lei, questa città aveva bisogno di un aeroporto, non per farla decollare, ma per farla atterrare e per farla vivere tra gli uomini di questa città, sulla terra, perché Lei forse ha dimenticato, andando troppo in alto, che dei 140 milioni di debito di questa Amministrazione è partecipe anche Lei con la sua formazione politica, perché anche Lei era in quella Maggioranza che secondo Lei ha procurato i 140 milioni di debito. I 140, Pesarini, li avete trovati voi nel 2004.
Il Regolamento Urbanistico, Pesarini. La grande cosa del Regolamento Urbanistico bisognerà metterla in atto, e mi sembra che i “mal di pancia” in questa Maggioranza già ci siano. Abbiamo letto qualcosa dai giornali; se i giornali dichiarano e fanno delle uscite e delle pubblicazioni false non è colpa nostra, ma di sicuro c’è “mal di pancia” nella Maggioranza sul Regolamento Urbanistico. Allora cerchiamo di mettere i piedi per terra, collega Pesarini, di guardare in faccia la realtà e di vedere di che cosa ha bisogno questa nostra città. Il voto, naturalmente, è contrario. Grazie.
PRESIDENTE
Prego, consigliere Laieta.
LAIETA
Aveva ragione il Sindaco: la risonanza emozionale si mantiene nel momento in cui si inizia qualcosa e si porta a termine, soprattutto in un dibattito su un bilancio, che nell’anno è l’appuntamento più importante, più significativo. Proprio per questo noi avevamo chiesto di continuare, peraltro avendo sottoposto la scelta anche al vaglio dell’Opposizione; ne avevo parlato; ho avuto l’assenso, ci siamo convinti che forse era la cosa migliore da farsi, ecco perché ho detto che era sbagliato andarsene in quel momento. Tutto sommato, però, grazie alle sollecitazioni questa risonanza emozionale è salita, l’abbiamo recuperata, quindi possiamo sintonizzarci su varie onde.
Quello che più mi dispiace è che se voi, tutti insieme, ve la prendete con il consigliere Pesarini, che sarà stato anche ossessivo nel riprodurre e nel comunicare tutto ciò che è stato fatto, ma è tutto realtà…
Fase interlocutoria
LAIETA
Sono le proiezioni che ciascuno di noi deve avere. Guai se ci fermassimo ad analizzare solo secondo il pensiero di quello che vorremmo fare. Tanto per cambiare, oggi noi siamo passati dalla logica di Aristotele alla logica di Popper, alla logica pragmatica di Popper, che è la logica della concretizzazione, cioè del fare, quello che sta dicendo oggi Veltroni in tutta Italia: cioè siamo e vogliamo essere il partito del fare. Qui a Potenza l’abbiamo già dimostrato; lo dimostreremo se i cittadini ci daranno anche la possibilità di governare l’Italia.
Io non so tu dove ti collochi, se ti collochi nel Centrosinistra, nel Centrodestra, se hai una posizione di Centro, non lo so… quindi non hai né patria, né… ma a qualcuno potrei dire che le difficoltà maggiori sono oggi, se leggete la stampa, di Berlusconi, perché non sa. Il giorno prima fa una previsione, un investimento che potrebbe essere ideale; la notte si accorge che non è possibile e l’indomani cerca di correre ai ripari, ma è troppo tardi. Questa instabilità dell’umore porta alla non credibilità, invece noi vogliamo essere giudicati per quello che abbiamo fatto, per quello che riusciremo a fare, ovviamente come proiezione futura. Guai a non investire sul futuro; sarebbe un grave errore non dare e non riconoscere questo ad un’Amministrazione.
Mi sarei aspettato dall’Opposizione un programma o progetto contrapposto al nostro, così si fa l’opposizione, non entrando nei dettagli; anzi, addirittura siete entrati nei piccoli dettagli: 100 metri o quanto era, 30 metri di una strada di Cozzale… Ma siamo parlando del bilancio di una città capoluogo di regione, non potete ridurvi così! Elevatevi, portate un vostro progetto contrapposto…
PETRULLO
Comincio ad elevarmi andandomene.
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
Collega Petrullo! Colleghi!
LAIETA
Lo diciamo sempre sul piano politico, nel modo più assoluto.
PRESIDENTE
Era nella foga discorsuale.
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
Era la foga dell’intervento, collega Petrullo.
TROMBETTA
Lei esordisce da capogruppo offendendo!
PRESIDENTE
Colleghi, per cortesia!
LAIETA
No, nel modo più assoluto, io ho rispetto dell’opposizione, però voi non potete…
PRESIDENTE
Collega Petrullo!
Fase interlocutoria
LAIETA
Non ho detto questo.
Fase interlocutoria
LAIETA
Ho detto: l’Opposizione si fa…
PRESIDENTE
Collega Trombetta!
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
Collega Petrullo!
Fase interlocutoria
LAIETA
Consigliere Trombetta, io non ho detto quello che tu stai dicendo in questo momento.
Fase interlocutoria
LAIETA
Ma leggiamo i verbali.
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
Collega Laieta, la prego di rivolgersi alla Presidenza nel suo intervento.
SAMELA
Pure tu devi stare zitto. Non abbiamo interrotto nessuno! Non abbiamo interrotto nessuno!
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
Colleghi!
Fase interlocutoria
SAMELA
Non abbiamo interrotto nessuno!
Fase interlocutoria
LAIETA
Se sono questi gli argomenti che avete, non penso che la città li apprezzerà.
Dicevo che noi abbiamo il coraggio, lo abbiamo avuto, avremo il coraggio, sempre, di presentarci alla città e di dire quello che abbiamo fatto, perché abbiamo un programma, abbiamo un progetto, e rispetto a quel progetto noi andiamo avanti.
Consigliere Trombetta, quando ha fatto l’intervento, oggi, mi sembrava il comandante di una nave che non guardava la rotta, Lei guardava a destra e a sinistra. Secondo me, Lei a destinazione non arriverà mai così. Mai arriverà. Noi, invece, questa è la differenza, guardiamo la rotta, cioè guardiamo dove vogliamo arrivare. Programmiamo, abbiamo programmato, abbiamo nel programma stabilito le priorità. Per noi le priorità erano e restano – anzi erano, perché lo abbiamo già fatto – il Regolamento edilizio, il Nodo, l’urbanistica, tutta l’urbanistica, gli interventi sulla città, il ponte attrezzato. Abbiamo detto che per maggio sarà funzionale, il Nodo complesso del Gallitello.
Abbiamo dato alla città – che aveva due handicap, perché alle entrate aveva due passaggi a livello – una risposta concreta. Quelli sono progetti, non è un tronco di 30 metri di una strada di campagna. Guardate, quindi, più in là; date a questa città il vostro progetto, mettetelo a confronto con il nostro, anche in conflitto o scontro con il nostro, come volete voi. Quelle sono le alternative.
Noi abbiamo sopportato una decurtazione di fondi da parte del Governo centrale quando c’era Berlusconi. Certo, poi si è consolidato, come sempre, ma chi ha penalizzato per primo i Comuni è stato Berlusconi, non sapendo rispondere ai bisogni degli Enti Locali, soprattutto dei Comuni, non avendo… O meglio: doveva convogliare quei soldi in altre direzioni, allora ha “tagliato” agli Enti Locali, ha tagliato i trasferimenti. Così si amministra? Beh, penso che così sanno amministrare tutti quanti.
Oggi bisogna dare atto a Veltroni che sta gridando sulle piazze di voler ridare dignità agli Enti Locali e soprattutto ai Comuni, recuperando questa “punizione” che hanno subito…
SINDACO
Ricordandosi che è stato Sindaco. Forse perché si ricorda che è stato Sindaco.
LAIETA
Queste sono le sensibilità di chi si propone oggi per il Governo dell’Italia e le sensibilità che ha avuto questa Amministrazione, questa Maggioranza, nell’interpretare i bisogni, ma i bisogni veri, della città, e nel saper rispondere con puntualità.
Certo, poi i ritardi sono possibili, ma non per questo io devo frenarmi. Qualcuno diceva dell’ACTA che ha scommesso sulla parità di bilancio inserendo il ricavo dalla messa in funzione dell’inceneritore; quello è un atto possibile, ma non posso credere oggi che può fermarsi l’inceneritore e non ho più il bilancio in pareggio dell’ACTA. Ma così fermeremmo tutto! E poi quella non è una scelta… Vedete, io l’ho fatta. C’ero quando abbiamo fatto la scelta di dotare la città capoluogo di regione di un inceneritore. All’epoca abbiamo chiamato i maggiori esperti, e all’epoca quell’impianto era il migliore… non possibile, ma il migliore secondo le conoscenze tecnologiche di quel momento. Non c’è errore, quindi, nella scelta che si è fatta. Certo, sono passati gli anni, oggi è meno adeguato, si sta adeguando e speriamo che possa dare le risposte di cui questa città, a livello di smaltimento dei rifiuti, ha bisogno e necessità.
Bucaletto. Qualcuno diceva: “Ma dove sono le abitazioni?”. Evidentemente o queste persone non vanno a Bucaletto, oppure ci vanno e hanno una percezione un po’… non vorrei usare altre parole, altrimenti qualcuno si alza e se ne va, ma io quando parlo non offendo mai nessuno, parlo sempre della politica, non penso mai che quello che dico io o quello che dicono gli altri sia riferito alla persona. Mai. Io parlo sempre di politica. Ha una percezione un po’ particolare, diciamo così. Certo, c’era un certo Hume che aveva una concezione particolare della percezione; diceva che prima di percepire l’oggetto di percezione noi percepiamo l’impressione. Ecco, forse costoro hanno percepito, attraverso questa modalità che diceva Hume, l’impressione. No, è realtà.
I primi alloggi saranno pronti fra poco tempo perché stanno lavorando. Al primo lotto seguirà il secondo lotto. Cioè è una scelta. Questa Maggioranza ha deciso di riqualificare Bucaletto. Il problema è che quando l’Amministrazione non sceglie si dice che non sa cosa fare, che non è capace di fare, quando sceglie e fa le cose… sbaglia, non ha fatto niente.
Penso anche alla viabilità, di cui qualcuno ha parlato oggi. Oltre al collega Pesarini, anche altri hanno dato merito al programma della viabilità dell’assessore Coviello…
Fase interlocutoria
LAIETA
Se la relazione è soddisfacente, non puoi dire che là dentro non c’è, poi…
Fase interlocutoria
LAIETA
Ah, era un tuo punto di vista; ma dire che era fatta bene significa che risponde ai bisogni della città e della viabilità della città. Quello può essere l’unico… il senso è quello.
Vorrei dire ancora e richiamare ancora ciò che ha fatto l’Assessore ai Servizi Sociali. Come diceva il Sindaco, tutti gli Assessori oggi possono dire non solo al Consiglio, ma anche alla città di aver, anche con tante difficoltà – ma è normale, qualche ritardo è normale -, risposto soprattutto nei progetti prioritari, nei progetti che qualificano un’Amministrazione.
Questo lo abbiamo fatto, e sono sicuro che neppure l’Opposizione può disconoscerlo, tant’è che non lo disconosce ma, pur di dire che ciò non è bastevole, è entrata nel programma generale a guardare il piccolo dettaglio. Ma non serve a niente, i piccoli dettagli portano ad una navigazione che, purtroppo, non arriva alla destinazione principale.
Gli investimenti nel programma delle opere pubbliche: 16 milioni. Significa che un’Amministrazione, nonostante le ristrettezze economiche, nonostante le difficoltà economiche, guarda anche al futuro, cioè a quello che si può fare, a quello di cui la città ha bisogno.
Beh, ditemi voi se un bilancio di questo tipo non ha le caratteristiche politico-amministrative, perché se volessi prendere in considerazione le caratteristiche tecniche, basterebbe guardare ciò che hanno scritto i Revisori dei Conti, i quali hanno detto che è bilancio perfetto. Lo hanno detto i Revisori dei Conti nelle conclusioni. Ci troviamo, quindi, di fronte ad un progetto di bilancio che, pur nelle difficoltà – come dicevo prima -, ha una logica, ha un progetto, e quel progetto ha delle finalità, molte delle quali sono state realizzate e portate a termine.
Oggi, quindi, diamo alla città ed offriamo alla città un progetto di previsione che ha queste caratteristiche che vanno nel segno di una rinnovata politica, cioè della politica del fare, e quindi una politica che, pur guardando al futuro, crea e dà al presente grande attenzione, soprattutto attraverso le opere che ha messo in cantiere.
Colleghi Consiglieri, come Gruppo ringraziamo il Sindaco, ringraziamo questa Amministrazione, ringraziamo i tecnici, ringraziamo chi ha lavorato per questo Bilancio, ringraziamo l’Ufficio, ringraziamo tutti, perché oggi siamo nelle condizioni di dire alla città che questo strumento risponde alla logica, e l’unica logica che noi per forza dobbiamo rispettare è quella del giudizio della città. Questo Bilancio va nel segno di rispondere ai bisogni veri della città. Soprattutto per questo, il voto del gruppo del PD non può che essere un voto favorevole. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Laieta. La parola al consigliere Imbesi.
IMBESI
Io, sinceramente, avrei fatto a meno di fare l’intervento, e proprio per questo motivo sarò rapidissimo. Lo faccio facendo riferimento solamente ad alcune dichiarazioni, e la prima è sull’intervallo.
Il collega Laieta, insieme a qualcun altro, si è lamentato del fatto che si fosse deciso di fare l’intervallo. Io ricordo al collega Laieta, in primis, che c’era stata una decisione presa nei precedenti Consigli, in secondo luogo si era stabilito in Conferenza dei Capigruppo che la sospensione si sarebbe fatta nel caso si fosse arrivati all’ora di pranzo, in terzo luogo faccio notare che non ha parlato con tutta l’Opposizione, perché io non sono stato interpellato sull’argomento. In ogni caso, a me l’intervallo ha giovato, visto che sono dovuto andare in Ospedale a farmi fare delle medicazioni, per cui senza la sospensione avrei dovuto saltare la fase delle dichiarazioni di voto e, quindi, della votazione. Personalmente credo sia stato giusto farla, non perché mi abbia dato l’occasione di essere qui, ma perché era una regola già fatta, altrimenti avrei preso impegni di altro genere anche con il regime ospedaliero.
Io credo, sinceramente, che nessuno abbia “messo in croce” il collega Pesarini nei propri interventi; semmai qualcuno ha fatto notare delle cose che non condivideva, senza mai metterlo – ripeto – in croce, perché tutti lo rispettiamo. Lo voglio chiarire, perché da alcune cose dette dal collega Laieta sembrava quasi che fosse stato “messo in croce”. Assolutamente nessuno di noi ha fatto questo, e lo vorrei sottolineare.
Mi sembra, invece, che ci sia stata un po’ di tensione, a partire dall’intervento del Sindaco, che spesso si fa anche lui prendere dalla foga nei suoi interventi e dimentica che ognuno di noi fa il suo lavoro; se per voi il vostro lavoro di Maggioranza è quello di dire che le cose vanno bene, il nostro lavoro è quello di valutare le cose in maniera più asettica e trovare anche quelle che vanno meno bene. Vi voglio ricordare che non c’è necessità di esacerbare gli animi…
Fase interlocutoria
IMBESI
Se tu pensi che la verità sia sempre e soltanto da un lato, io non voglio discutere. Se tu ritieni che sia sempre e solo così… Io ritengo che la verità abbia sempre molteplici facce, e probabilmente tu avrai ragione in alcune cose e noi in altre; ma questo non dobbiamo giudicarlo noi, ognuno mantiene la sua idea. L’importante è chiarire che le tensioni e le offese vanno evitate. Rispetto…
Fase interlocutoria
IMBESI
L’ho voluto chiarire. So bene che non avevi quell’intenzione, sto cercando non di far da paciere, ma di dare un po’ di chiarezza generale.
Rispetto alla possibilità di scegliere tra il Nodo complesso e l’aeroporto, io – ahimè! – avrei scelto l’aeroporto. Voi avete fatto una scelta diversa, però ormai aspettiamoci la conclusione di questo. Visto che tu hai chiesto anche: “Cosa avresti fatto tu, se fossi stato amministratore?”, ti rispondo che io una cosa l’avrei fatta. In questi cinque anni, devo dire amaramente, non l’ho mai trovata in nessuno dei piani programmatici dell’Amministrazione, ma ritengo che ognuno di voi in cuor suo vorrebbe che fosse realizzata, ed è un parco per i bambini, per i ragazzi di questa città, che non c’è, perché quelli che esistono oggi non sono in condizioni tali da poter essere definiti parchi vivibili per le famiglie e per i bambini della nostra città. Visto che fino ad oggi questo progetto non è stato inserito nei piani, mi auguro che la prossima Amministrazione, chiunque vinca, possa inserirlo. Questa cosa non è mai stata inserita, in 14 anni che io sono in Consiglio Comunale; nessuno l’ha messa nelle sue priorità e forse la città ne avrebbe davvero bisogno.
Un ultimo elemento – e concludo questo brevissimo intervento – è quello relativo ai tagli all’Amministrazione. Forse qui è caduto in fallo il collega Laieta, dicendo che la ragione è sempre dal suo lato. Mi pare che i tagli all’Amministrazione li abbia fatti Berlusconi e li abbia poi ripetuti, in maniera sistematica, anche Prodi, addirittura aumentandoli e addirittura andando a tagliare – lo stesso Veltroni ha dichiarato che erano cose che non dovevano essere fatte – agli amministratori locali anziché agli amministratori centrali. Io dico che probabilmente facevano bene a tagliare tutti, non solo gli altri. Ma al di là di questo, ripeto, il dato sensibile è questo: hanno tagliato ed hanno fatto tagli alle Amministrazioni tutti i Premier che si sono susseguiti negli ultimi anni. Quindi, non si può dare la croce addosso ad uno e meriti agli altri, semmai, in questo caso, croce a tutti e due o meriti a tutti e due. Il mio voto è contrario.
PRESIDENTE
Grazie, collega Imbesi. Consigliere Travaglini, prego.
TRAVAGLINI
Grazie, Presidente. Non me ne vogliate, non volevo parlare. Il presidente Laieta forse aveva il diritto di concludere, poiché per prassi, in genere, conclude uno della Maggioranza, credo di essere rimasto solo io, perciò intervengo, ma soltanto per un problema di…
Fase interlocutoria
TRAVAGLINI
Rimane sempre per ultimo uno della Maggioranza, quindi va bene così. Mi scuso con il consigliere Laieta per non aver…
Anche perché poi si vota, in genere… L’ultimo voto, io mi ricordo quello; l’ultima sollecitazione è quella che vale, sennò valeva quella di Imbesi, invece di quella di Laieta, perciò volevo ricordare e ribadire il voto favorevole al Bilancio. Era soltanto per questo, solo per prassi, non rubo tempo a nessuno, soprattutto al Presidente. Grazie.
PRESIDENTE
Ringrazio il collega Travaglini per la brevità del suo intervento. Prego, consigliere Galante, del gruppo UdEur.
GALANTE R.
Mi corre l’obbligo precisare che esiste ancora l’UdEur anche in Maggioranza. Io non ho preparato alcun intervento, perché ho problemi familiari; sono qui solo per testimoniare, rimanendo l’unico del gruppo UdEur, che esiste ed appoggia a Maggioranza. Il mio voto è favorevole. Grazie.
PRESIDENTE
Ringrazio il collega Galante per la brevità e l’efficacia del suo intervento. La parola al consigliere Triani.
TRIANI
La nostra è solo una dichiarazione di voto molto semplice e breve, ed è una dichiarazione di voto, ovviamente, favorevole da parte dei Popolari Uniti, gruppo che – come ricordava il presidente Campagna – ufficialmente si è costituito nell’ambito di questa Amministrazione comunale. Il voto favorevole sul Bilancio è scontato, essendo il gruppo dei Popolari Uniti parte integrante di questa Maggioranza consiliare.
Ci siamo quasi volutamente astenuti dal partecipare al dibattito, non perché non condividessimo la relazione dell’Assessore (anzi, la relazione è sottoscrivibile nella sua interezza), ma perché, nel sottoscrivere nella sua interezza la relazione dell’Assessore al Bilancio, abbiamo voluto evitare, soprattutto in questo periodo particolarissimo, che è il periodo della campagna elettorale, di entrare in ogni tipo di polemica che avrebbe potuto assumere il carattere della strumentalità.
Riconfermiamo, pertanto, l’appoggio e l’apprezzamento per la relazione dell’Assessore ed il voto favorevole sul Bilancio da parte del gruppo dei Popolari Uniti. Poi ci saranno occasioni, tempi e modi di dibattere fuori da momenti particolari come quello elettorale, nel quale purtroppo – come abbiamo tutti avuto la possibilità di verificare – le posizioni non possono essere coincidenti con quelle del Partito Democratico, non per nostra responsabilità, non per nostra scelta, ma perché qualcuno, evidentemente, così ha deciso e… “vuolsi così colà dove si puote”. Noi abbiamo dovuto prendere atto giocoforza di questa condizione, di questa situazione, e abbiamo dovuto muoverci conseguentemente.
PRESIDENTE
Ringrazio il collega Triani. Sono ultimate anche le dichiarazioni di voto sul Bilancio di previsione. Vorrei solamente puntualizzare a beneficio di chi, alle ore 13.30, quando abbiamo sospeso i lavori, ipotizzava di poterli chiudere entro le ore 14.00, che la sessione pomeridiana è iniziata alle ore 15.50 e termina alle 17.50, quindi dopo ben due ore ulteriori di discussione e di dibattito in Consiglio. Questo significa che senza l’interruzione, probabilmente, il Consiglio avrebbe visto banchi “poco frequentati”, per lo meno banchi “poco frequentati”, invece siamo tutti qui a votare, finalmente, anche il punto 2 all’ordine del giorno.
Metto in votazione la delibera di approvazione del Bilancio di previsione 2008, del Bilancio pluriennale, della relazione previsionale e programmatica per il triennio 2008-2010, nonché del programma triennale 2008-2010 e dell’elenco per l’anno 2008 dei lavori pubblici. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva a maggioranza, con il voto contrario di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Gruppo Misto, ad eccezione del consigliere Pace, che ha votato favorevolmente.
Per l’immediata esecutività della delibera. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvata all’unanimità. La seduta è terminata. Grazie.
La seduta del Consiglio Comunale termina alle ore 17.50.
Mostra le delibere approvate nel corso della seduta:
- MODIFICHE AL REGOLAMNETO COMUNALE PER L’APPLICAZIONE DELLA TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI
- APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE 2008, DEL BILANCIO PLURIENNALE E DELLA RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA PER IL TRIENNIO 2008-2010, NONCHE’ DEL PROGRAMMA TRIENNALE 2008-2010 E DELL’ELENCO PER L’ANNO 2008 DEI LAVORI PUBBLICI.