La seduta ha inizio alle ore 10.10.
PRESIDENTE
Si procede all’appello nominale. I presenti sono 29; la seduta è valida, possiamo dare inizio ai lavori. Devo giustificare le assenze dei colleghi Liccione, trattenuto fuori sede da impegni di lavoro, e Mussuto, assente per improrogabili motivi familiari.
Prima di dare inizio all’esame dell’ordine del giorno, consentitemi semplicemente un piccolo “richiamo”: ieri, in Conferenza dei Capigruppo, avevamo sollecitato la puntualità, proprio per cercare di chiudere i lavori nella mattinata. E’ evidente che i ritardi si ripercuotano inevitabilmente sull’andamento dei lavori.
Come avevamo deciso in Conferenza dei Capigruppo, intorno alle ore 13.00, qualora ci rendessimo conto che i lavori devono proseguire oltre l’ora di pranzo, sospenderemo i lavori e li aggiorneremo al pomeriggio o ad altra data; lo decideremo insieme, in relazione a quello che sarà l’andamento dei lavori del Consiglio.
Diamo inizio all’esame dell’ordine del giorno; primo punto: “Interrogazione urgente del consigliere Petrullo su interventi cimitero previsti nell’elenco delle Opere Pubbliche”. Prego, Consigliere.
PETRULLO
Nell’elenco delle Opere Pubbliche finanziate negli anni precedenti, allegato al Bilancio di previsione 2008, rinvengo tre voci che vado a specificare: primo intervento cimitero, codice funzione 10.05, anno di impegno dei fondi 2001, importo 1 milione 84 mila e spiccioli proveniente da privati; secondo intervento cimitero, stesso codice, stesso anno, importo 4 milioni e 389 mila euro, più altri piccioli; costruzione nuovi loculi, stesso codice, anno 2007, importo proveniente da privati 180 mila euro. Totale importi finanziati da privati, quindi, 5 milioni 654 mila euro e spiccioli; di questi soldi sono stati spesi 2.446.000 euro, salvo errori o omissioni.
Da tanto deriva la seguente interrogazione urgente: per quale motivo sono stati richiesti ed incassati i fondi, perché a distanza di sette anni non sono stati spesi, quando verranno spesi, se verranno corrisposti gli interessi ai cittadini che hanno inutilmente, ad oggi, versato le somme, come sono stati impegnati gli importi, ovvero se gli stessi si trovino depositati con vincolo e dove, se gli importi così depositati abbiano fruttato interessi, e come siano stati impegnati gli stessi interessi.
MOLINARI
Il consigliere Petrullo introduce un problema relativo ai lavori di costruzione di loculi all’interno del civico cimitero. Gli interventi nel civico cimitero denominati n. 1 e n. 2 consistono nella realizzazione di complessivi 976 loculi e 1.284 cellette, nonché di una nuova struttura di servizio all’ingresso del cimitero.
Quest’ultima è stata finanziata con mutuo della Cassa Depositi e Prestiti, i rimanenti lavori sono finanziati con i proventi derivanti dalla concessione dei loculi ai privati cittadini. Per l’affidamento dei lavori relativi all’intervento in argomento, con determinazione n. 98 del 14.11.2002 dell’Unità Ambiente ed energia, è stata indetta gara di appalto per pubblico incanto, ai sensi dell’art. 20 comma 1 L. 109/94, per un importo totale dei lavori a corpo di euro 2.641.003,97 oltre IVA, di cui euro 2.568.283,57 posti a base d’asta e soggetti a ribasso, ed euro 72.720,40 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso.
L’Amministrazione ha appaltato solo una parte di questi lavori, per complessivi euro 4.500.000 circa, decidendo di non realizzare (per altro già da tempo) una parte dei lavori compresi nel progetto preliminare iniziale. Praticamente, facciamo riferimento ai lavori ricompresi nella parte del cosiddetto monumento di Giacinto Albini; era previsto, dal 2001/2002, che lì si potesse creare un piccolo spazio per ricavare altri loculi. Poi si decise, con la precedente Amministrazione (Assessore ero sempre io), di non realizzare questo intervento.
I lavori appaltati sono effettivamente cominciati all’inizio dell’anno 2004 e sono oggi in fase di ultimazione. Durante l’esecuzione dei lavori, per effetto di alcune varianti migliorative, i loculi da realizzare sono divenuti circa 1.300, rispetto ai 976 previsti, e si evidenzia che l’Amministrazione ha già consegnato, ad oggi, circa 900 loculi. Sono già due anni, ormai, che possiamo dire (anche in maniera esaustiva, in occasione della ricorrenza dei Defunti) che non c’è più, per la verità, quell’emergenza loculi che pure ha afflitto questa comunità per molti anni.
Relativamente ai lavori inseriti nell’anno 2007 per euro 180 mila, si evidenzia che i lavori sono terminati e che i circa 120 loculi che si sono realizzati sono già stati assegnati ai cittadini; quanto alla valutazione che il Consigliere fa relativamente al denaro che sarebbe stato incassato dai privati, e non speso per un periodo così lungo, c’è da chiarire, per la verità, che il meccanismo prevede semplicemente una partita di giro.
Ciò vuol dire che ai privati cittadini è stato chiesto, all’atto della prenotazione del loculo, un minimo acconto, quindi quella voce che ha evidenziato in spesa di 2.446.311,67 euro corrisponde, grosso modo, alle effettive entrate che si sono determinate come proventi da parte dei cittadini. Ci sono dei residui che dovrebbero ammontare a circa 3/400 mila euro, non di più, pertanto non c’è, da parte dell’Amministrazione, una somma di denaro richiesta sette anni fa ai cittadini e tenuta nelle casse comunali, e quindi da dover investire o mantenere con gli interessi, restituire o altro. Il meccanismo, quindi, ha consentito di richiedere semplicemente, all’atto della prenotazione, un acconto in una percentuale di circa il 20%, e poi, al momento dell’effettiva concessione del loculo (quindi della costruzione e realizzazione), il saldo.
Oggi, ripeto, non ci sono (e quindi questa risposta esaurisce le altre domande che venivano poste) soldi, tra i residui dell’Amministrazione, inutilizzati e non spesi per oltre sette anni, perché altrimenti, effettivamente, avremmo potuto determinare un minino nocumento ai cittadini che sette anni fa avevano dato dei soldi poi spesi con ritardo. Colgo anche l’occasione per dire che a breve, sempre all’interno del civico cimitero, verranno appaltati anche gli altri lavori. Si sta concludendo anche un iter amministrativo con le Ferrovie per la concessione del nullaosta per fare i lavori a ridosso della ferrovia.
PRESIDENTE
Consigliere Petrullo, prego.
PETRULLO
Se sono stati incassati soltanto degli acconti, perché il bilancio riporta, invece, come somme già incassate, una somma doppia? Questa è la prima domanda alla quale vorrei una riposta.
Poi, la prospettazione dell’Assessore cozza con una realtà che è sotto i miei occhi. Ora non so se questo sia un caso singolo o se sia la normalità, ma immagino che sia la normalità, perché non penso che si possa fare un trattamento “X” al cittadino “Y” e un trattamento “Y” al cittadino “X”. Per esempio, nel 2004 un privato che aveva chiesto di entrare in questa graduatoria riceveva una comunicazione da parte del Comune di Potenza che gli diceva che la graduatoria stava scorrendo, che avrebbe potuto far parte di tale graduatoria, ma non chiedeva solo l’acconto, chiedeva tutti i soldi.
Fase interlocutoria
PETRULLO
Diceva: in tale ipotesi i versamenti saranno i seguenti: 575 euro… Praticamente, un loculo e una celletta quanto costano? 2.500 o 5.000 euro?
Fase interlocutoria
PETRULLO
3.300. Quindi nel 2004 è immaginabile che 2.500/2.600 fosse il prezzo di tutto il loculo?
Fase interlocutoria
PETRULLO
Un anticipo dell’80%? Chiedeva questi soldi, chiedeva 2.500 euro. “In caso di disagiata situazione economica è possibile chiedere all’Ufficio scrivente, con apposita istanza da inoltrare entro venti giorni, di effettuare numero quattro rate trimestrali…“… per cui poi venivano…
Fase interlocutoria
PETRULLO
Va bene, allora diciamo che verificheremo le due situazioni, sia quella contabile che quella della richiesta di acconti o del saldo. Grazie.
PRESIDENTE
E’ stata presentata agli atti, dal collega Trombetta, un’interrogazione urgente che riguarda la questione dell’inceneritore e che iscriveremo alla prossima seduta del Consiglio Comunale per consentire all’Amministrazione di approntare una risposta adeguata, come da regolamento.
Passiamo, quindi, non essendoci altre interrogazioni iscritte all’ordine del giorno, al secondo punto all’ordine del giorno: “Progetto strategico dell’Hinterland potentino – adozione del Piano urbano della mobilità”. Cedo la parola all’assessore Coviello per l’illustrazione della delibera.
COVIELLO D.
Grazie, Presidente. Vorrei chiedere ai Colleghi il consenso a rimanere seduto, in modo da poter consultare meglio gli atti e la documentazione che ho portato con me. Grazie.
Eviterei di leggere la relazione che vi è stata consegnata il 28 febbraio, perché do per certo che l’avete ampiamente analizzata e letta, quindi credo che sia inutile limitarci ad una semplice rilettura della stessa relazione. Vorrei soltanto entrare nel merito delle questioni tecniche più importanti, visto che il PUM è stato più volte illustrato sia alla Commissione, sia alla città, infatti la prima bozza del PUM fu presentata il 12 luglio 2006 a 74 soggetti interessati, in particolare agli ordini professionali, ai comitati di quartiere, ai sindacati, alle associazioni, agli altri enti pubblici, ai trasportatori, ai commercianti, agli artigiani ecc.
La bozza definitiva è stata, poi, illustrata dall’ingegner Ciurnelli nell’ottobre 2007 alla Terza Commissione consiliare; è stata poi discussa in Terza Commissione l’11 gennaio 2008, ancor prima di iniziare l’iter di adozione del Regolamento Urbanistico.
Voglio, innanzitutto, specificare che cosa è il PUM, perché in questa selva di sigle facilmente ci si confonde, infatti noi parliamo di POR, PRUSST, PISU, PUT, ITF, DICOTER ecc. Il PUM, come lo intendo io, e come è stato riportato nella premessa, è un progetto del sistema della mobilità che coordina le azioni di settore in un più ampio quadro di strategie, di obiettivi e di priorità, che investe non solo l’aspetto della mobilità, ma necessariamente anche il governo della città ed il suo sviluppo.
Vorrei elencarne anche le finalità, quelle materiali e quelle immateriali. Le linee guida del PUM sono: soddisfare i fabbisogni di mobilità della popolazione, abbattere i livelli di inquinamento…
PRESIDENTE
Chiedo scusa, Assessore. Prego i Colleghi… l’Assessore ci sta illustrando uno dei provvedimenti più importanti e, ritengo, più qualificanti per l’intera consiliatura. Pregherei i Colleghi di prestare la doverosa attenzione all’illustrazione, grazie.
COVIELLO D.
… abbattere i livelli di inquinamento atmosferico ed acustico nel rispetto degli accordi internazionali e delle normative comunitarie e nazionali in materia di abbattimento delle emissioni inquinanti, ridurre i consumi energetici, minimizzare l’uso individuale dell’automobile privata e moderarne il traffico, incrementare la capacità di trasporto, aumentare la percentuale di cittadini trasportati da sistemi collettivi, ridurre i fenomeni di congestione delle aree urbane, caratterizzati da una elevata densità di traffico, favorire l’uso di mezzi alternativi di trasporto.
In particolare, le azioni materiali che noi ci apprestiamo a fare e che in gran parte sono già iniziate sono: verificare le infrastrutture di trasporto pubblico relative a qualunque modalità, le infrastrutture stradali di competenza locale, con particolare attenzione alla viabilità a servizio dell’interscambio modale, i parcheggi, con particolare riguardo a quelli di interscambio, le tecnologie, le iniziative dirette ad incrementare e/o a migliorare il parco veicoli, il governo della domanda di trasporto e della mobilità, sistemi di controllo e regolazione del traffico, sistemi di informazioni all’utenza, logistica e tecnologie destinate all’organizzazione della distribuzione delle merci nelle città, nei consumi e nelle aree densamente urbanizzate.
Tutto il nostro studio è stato coordinato e finanziato dal DICOTER, che è il Dipartimento coordinamento territoriale, a cui abbiamo chiesto un finanziamento al fine di predisporre una pianificazione che coordini tutte le attività legate sia al PSM (Piano strutturale metropolitano) che al Piano dell’Hinterland potentino, quindi al Piano strategico. Abbiamo cominciato il nostro studio su alcune zone in particolare.
Si dà atto che l’assessore Coviello si avvale, per l’illustrazione della delibera, della proiezione di immagini.
COVIELLO D.
La figura che vedete alle mie spalle è proprio la zonizzazione; in questo caso si tratta della zonizzazione dell’area compatta della città, diciamo che sarebbe l’area urbana con l’aggiunta di Contrada Botte a nord e Contrada Marrucaro a sud.
Nella videata successiva vediamo le restanti aree che fanno parte del comune di Potenza, poi ci siamo “allargati” (potremo verificarlo nell’ulteriore videata) e tutto lo studio è avvenuto anche sui comuni limitrofi, sui nove comuni che confinano con la città di Potenza, cui aggiungeremo Pietragalla, che (come avete modo di verificare nell’immagine in alto a destra), anche se per pochi metri, confina con la città di Potenza ed ha manifestato la necessità di entrare a fare parte del Piano strategico. Il PUM doveva interagire, doveva coordinare tutta la pianificazione relativa al Piano strutturale, ma durante la sua istruttoria, la sua predisposizione, ha incontrato un “compagno di viaggio”, il Regolamento Urbanistico, con il quale si è confrontato e complementato. Il PUM, quindi, viene rafforzato e ancora di più riuscirà ad essere parte essenziale del Piano strutturale.
Naturalmente il PUM, per predisporre delle azioni materiali, deve operare per qualcuno o per qualcosa. Dobbiamo, quindi, verificare perché c’è questa necessità di trasporto da parte degli utenti; proiettiamo, allora, le linee di desiderio, anche per capire gli spostamenti sistematici delle persone intervistate in base ai dati ISTAT 2001. Materialmente, vedete le necessità di spostamento delle persone “nella” città di Potenza e “per” la città di Potenza; il dato che noi stiamo illustrando riguarda soltanto l’andata: 45 mila persone hanno necessità di raggiungere Potenza o muoversi nella città di Potenza ogni giorno, soprattutto dalle ore 7.00 alle ore 9.00, cioè l’80% delle persone si muove in città in questa fascia oraria, naturalmente il ritorno è consequenziale, però avviene in orari più spalmati durante la giornata.
Verificherete che la gran parte delle persone proviene dalle zone di Tito e di Pignola; è anche interessante verificare che Avigliano, che pure ha un corposo spostamento (infatti più le linee che vedete – chiamate linee di desiderio – sono spesse, più significa che avvengono spostamenti verso la città), pur avendo ugual numero di residenze rispetto alla somma di Pignola e Tito, ha un traffico in entrata a Potenza leggermente minore, quindi significa che la maggior parte della popolazione della città di Potenza tende a spostarsi come residenza nelle aree di Tito e Pignola. Allo stesso tempo, gli abitanti di Tito e Pignola trovano soluzioni sia per quanto concerne gli studi, sia per quanto concerne le attività lavorative nella città di Potenza.
Ora è interessante capire come avvengono questi spostamenti. Spero riusciate ad avere visione ottimale delle videate. Cercherò di farvi distinguere i colori, ma per le cose che riguardano prettamente il comune di Potenza, per non allargare troppo il discorso, ci riferiamo ai grafici che stanno a monte, che indicano, quindi, come il comune di Potenza interloquisce con il resto del territorio. E’ ben verificabile nel grafico in alto a sinistra che il 50% delle persone si sposta con autovettura privata, con il solo conducente a bordo; se aggiungiamo gli spostamenti di persone che abbiano almeno un passeggero a bordo verificheremo, sempre nel grafico in alto a sinistra, che i 2/3 del trasporto nella città avvengono con automobile privata; soltanto il 10% avviene con mezzo pubblico su gomma ed il restante 15% si realizza tramite mobilità lenta (quindi a piedi o con l’utilizzo di impianti meccanizzati).
Le cose si vanno leggermente ad equiparare soprattutto quando gli spostamenti avvengono dal resto del territorio, quando il trasporto pubblico riesce ad essere più incisivo, mi riferisco alla videata in basso a sinistra (resto del territorio verso comune di Potenza). Do i macro-dati, naturalmente, perché – come già ho detto – avete avuto modo di verificare il tutto nell’illustrazione fatta nella Commissione competente; a tutti i Consiglieri sarà distribuito un cd per prendere atto di questo studio.
Questi sono gli spostamenti sistematici, quantificati in 45 mila, naturalmente a questi vanno aggiunti gli spostamenti che riguardano necessità che sorgono giornalmente alla popolazione (raggiungere l’Ospedale, soprattutto, o l’Università o il Centro Storico per servizi non sistematici). Come dicevo prima, questi sono dati riferiti ad interviste confrontate con dati ISTAT 2001.
Adesso vorrei farvi vedere cosa succede sulle nostre strade nelle ore di punta. Premetto che i rilievi sono avvenuti dal 10 al 26 marzo 2006, per 14 ore al giorno, dalle ore 7.00 alle ore 21.00; abbiamo approntato 156 piastre, di cui 90 bidirezionali e 61 unidirezionali, proprio per conteggiare sia i mezzi leggeri che quelli pesanti. I dati che ne sono scaturiti sono stati più volte ripresi dalla stampa e illustrati in ogni relazione legata alla circolazione in città; parliamo di 70 mila macchine che giornalmente hanno necessità di transitare sulle nostre strade, di cui il 45% proviene o dall’Hinterland, quindi dai comuni limitrofi alla città, o da tutto il resto del territorio.
In alto a sinistra vediamo come si sviluppa il traffico nell’area compatta, quindi nel Centro, durante l’arco della giornata. Vediamo che abbiamo delle punte alle ore 7.45, alle ore 13.30 e alle ore 18.15, quando si raggiungono le 2.800 auto all’ora. Il grafico rappresenta quello che succede dalle ore 7.30 alle ore 20.30, con cadenza di mezz’ora. Verifichiamo che alle ore 7.45 c’è l’apice, e stiamo parlando dell’area compatta, cioè il Centro Storico con le aree limitrofe, che connettono al Centro Storico stesso. Siamo nell’ordine di 2.800 autovetture che contemporaneamente transitano sulle nostre strade alle ore 7.45. La stessa cosa avviene alle ore 13.30 (orario in cui il dato è leggermente più alto, siamo sulle 2.900 auto) e alle ore 18.15, dove la punta massima è di 2.400 auto.
Per quanto concerne l’area prossima al Centro Storico, la cosiddetta area esterna all’area compatta, quindi i rioni maggiormente popolati (Poggio Tre Galli, Macchia Romana e le contrade che ho prima citato), verifichiamo che il numero di macchine che transitano sul territorio è notevolmente maggiore, però essendo il territorio più ampio abbiamo meno intasamenti. Abbiamo una punta di 8.000 auto alle ore 18.00, quando tendono ad uscire dalla nostra città.
La terza videata illustra quello che succede nelle contrade, che sono attraversate dalle direttrici di penetrazione alla nostra città. Siamo sugli stessi valori (tra le 2.500 e le 3.000 auto), ma il traffico è più uniformemente spalmato.
A pagina 79 possiamo verificare dove maggiormente si concentrano gli ingressi nella città di Potenza. Naturalmente, l’accesso preferito da coloro che giungono da fuori comune è l’ uscita Potenza Centro, che viene attraversata giornalmente da 9.776 mezzi leggeri e 618 mezzi pesanti; Potenza Est è attraversata giornalmente, soltanto in ingresso, perché dovremmo calcolare anche i mezzi che sono costretti ad uscire dalla città, da 4.595 mezzi leggeri e 162 mezzi pesanti. Fra Potenza Ovest e la strada che viene da Pignola abbiamo circa 5.000 mezzi leggeri e 50 mezzi pesanti. Valori rilevanti.
Sicuramente minori sono i flussi di ingresso da Potenza Nord, che sicuramente saranno soggetti ad incremento perché abbiamo in questi giorni aperto la tangenziale, per cui tanti tra coloro che dovranno raggiungere la Regione Basilicata, con alcuni cantieri attivati che ci hanno costretto a regolamentare in modo diverso la circolazione, preferiranno utilizzare la tangenziale di nuova apertura piuttosto che la Potenza-Tiera, la “658”.
Fase interlocutoria
COVIELLO D.
9.776 mezzi leggeri giornalieri, ci riferiamo al Ponte Musmeci, il periodo è quello indicato, dal 10 al 24 marzo 2006, ma non è cambiato nulla; forse adesso sono di più perché abbiamo cantierizzato l’area del Gallitello, per cui le cose cambiano e sono in itinere.
Eviterei di parlare di ciò che riguarda il quadro conoscitivo; i dati che lo riguardano saranno a vostra disposizione con il cd. Ora, per regolamentare tutte le questioni concernenti la mobilità noi abbiamo predisposto un quadro progettuale sinottico, dove cerchiamo di far interagire tutti i sistemi di trasporto ed andiamo ad organizzare tutto ciò che si muove e che fa muovere, quindi strade, autobus, ferrovie, parcheggi ed altro.
Premetto che il PUM ci proietta al 2016, questo è l’arco di tempo in cui si dovrà sviluppare tutta l’azione del PUM.
Scorgiamo nella videata il sistema di viabilità, diviso in due colorazioni diverse. Abbiamo il blu scuro che concerne la nuova viabilità, quella che noi andiamo ad inserire sia nel Regolamento Urbanistico che nel PUM, che era già prevista dal vecchio PRG e che andiamo a confermare. Il PUM si limita a selezionare quello che aveva previsto già il vecchio PRG. Poi abbiamo la viabilità in celeste, che è la nuova viabilità che il PUM prevede ex novo.
La viabilità è stata più volte oggetto di discussione nella Commissione competente, quando è stato affrontato il Regolamento Urbanistico, e sono state illustrate in fase di adozione da parte del Consiglio Comunale le scelte che l’Amministrazione Comunale ha inteso percorrere. Il quadro è stato notevolmente semplificato, tanto che il 50% della viabilità prevista dal vecchio PRG è stato eliminato. Questo non significa che avremo problemi sulla viabilità, volevo soltanto dirvi, attenendoci alle opere principali, e mi riferisco al Nodo complesso del Gallitello…
NAPOLI
Presidente, chiedo scusa, può richiamare all’ordine l’Assemblea?
PRESIDENTE
Colleghi… Vi avevo già chiesto di prestare attenzione all’illustrazione dell’Assessore…
COVIELLO D.
Mi riferisco alle direttrici principali in fase di completamento o costruzione: Nodo complesso del Gallitello, strada di penetrazione di Contrada Canale verso il rondò ospedaliero, tangenziale di Dragonara e completamento di Via Giovanni XXIII; solo queste quattro arterie permetteranno di aumentare la velocità di attraversamento della nostra città, portandola dagli attuali 19 km orari ai futuri 24 km orari, con un aumento del 26%. Può sembrare un dato relativamente basso, ma vi assicuro che è altissimo, per come sono organizzate le città moderne e la nostra città, soprattutto.
Nel PUM, nel quadro sinottico in particolare, vengono evidenziate anche le linee di trasporto extraurbano, infatti vengono organizzati percorsi predefiniti ed unicamente utilizzati per raggiungere aree di interscambio con stazioni che permetteranno l’interscambio gomma/gomma o gomma/ferro.
Non dimentichiamo che abbiamo attivato da poco la metropolitana. Il PUM prevede che elemento essenziale della mobilità in città sia la linea ferrata, e proprio per questa motivazione abbiamo dapprima attivato in via sperimentale il servizio metropolitano, poi l’abbiamo confermato fino a maggio e, nel frattempo, stiamo predisponendo e completando la ristrutturazione di altre due stazioni, quelle di Rione Francioso e di Rione Lucania, che stiamo realizzando in contemporanea con il POR in atto nelle stesse aree.
Oltre agli emendamenti e all’ordine del giorno che la Commissione ha voluto predisporre, che sono assolutamente condivisibili, un altro punto essenziale è la costruzione della stazione (sempre sfruttando il vecchio tracciato delle FAL e dell’RFI) a Macchia Romana, nei pressi del vecchio casello; lì è prevista, contestualmente all’apertura della stazione, anche la costruzione di un impianto meccanizzato che collega direttamente il quartiere di Macchia Romana, in cui le residenze sono passate dalle 163 del 1991 alle circa 7.600 del 2008.
Cosa diversa vorremmo fare per la linea RFI e per Trenitalia, che noi inseriamo in un contesto più ampio, cioè nel Piano strategico metropolitano, e per questo abbiamo scelto, in questa fase, di soprassedere rispetto alla possibilità di costruire una stazione nei pressi della FIGC, per intenderci, chiamata “Porta Basentana”, perché fa parte di un ragionamento più ampio che dovremo fare con i comuni limitrofi e soprattutto con quelli che non confinano con la città di Potenza, come Bella/Muro e Baragiano, perché da lì proviene il vettore.
Abbiamo, poi, individuato nuove aree di parcheggio, come l’allargamento degli stalli a pagamento nella zona della Stazione Centrale; immaginiamo di regolamentare in modo diverso l’area della Regione Basilicata, perché, come si può verificare dalla videata di pagina 85, si è inteso misurare la durata della sosta nell’area della Regione Basilicata, ma anche all’Ospedale e all’Università. In particolare, però, ci si è soffermati sull’area della Regione Basilicata.
Il 39% delle persone parcheggia la propria macchina per un periodo di tempo superiore alle 5 ore, quindi non riusciamo a garantire uno scambio, non esiste un posteggio a rotazione. I problemi sono dovuti al fatto che anche la Regione Basilicata non ha i necessari parcheggi per i propri dipendenti, per cui dovremo trovare soluzioni alternative. In qualche modo questo aspetto va regolamentato; nei pressi dell’Ospedale in parte è stato già fatto, infatti negli ultimi mesi abbiamo sistemato gli stalli a pagamento e rivisitato anche le tariffe, sia per renderle più congrue rispetto a quelle applicate nel Centro Storico, sia, soprattutto, perché le tariffe stesse andavano adeguate alle necessità delle persone, che devono raggiungere l’Ospedale non certo per fini direttivi, ma per necessità vera e propria.
Contestualmente all’allargamento degli stalli a pagamento nell’area ospedaliera, nell’area della Regione Basilicata e nei pressi della Stazione Potenza Centrale andremo a rivedere prossimamente, ma questo lo faremo contestualmente al Consiglio Comunale e alla Commissione competente, l’allargamento della fascia oraria della Z.T.L. e a verificare se la zonizzazione debba rimanere la stessa, o se dovremo allargarla o restringerla. Possiamo chiudere con il quadro sinottico.
Naturalmente, il PUM rimane fine a se stesso se non saremo consequenziali con tutte le altre attività che abbiamo in itinere e che sono in fase molto avanzata. Mi riferisco, soprattutto, al nuovo programma di esercizio, la cui bozza è stata già portata all’attenzione della Terza Commissione consiliare, e spero che il Presidente quanto prima cominci la discussione, perché lì veramente potremo mettere mano ai problemi della mobilità in città. Dovremo fare subito la gara, quindi do conferma di questo, rispondendo alle interrogazioni fattemi, in ultimo, dal consigliere Napoli, ma ancor prima dal consigliere Petrullo. Il Direttore generale, qui presente, sta già lavorando.
Abbiamo avuto qualche problema con la Regione Basilicata, perché voi sapete che la Regione ha predisposto uno schema-tipo, un bando di gara-tipo che è tarato soprattutto sulle necessità della provincia di Potenza, per cui noi abbiamo difficoltà a mettere a gara sia il sistema di parcheggi, sia gli impianti meccanizzati, soprattutto. La Regione Basilicata dovrà prevedere un trasferimento per il trasporto pubblico anche per gli impianti meccanizzati. Attualmente avviene soltanto per il trasporto su gomma.
Noi non possiamo assolutamente negarci la possibilità di avere trasferimenti per gli impianti meccanizzati. Proprio per questa motivazione, l’altro ieri ho invitato tutti gli interessati, in particolare la Regione Basilicata e la Provincia di Potenza, nel ponte attrezzato ed abbiamo avuto modo di verificare la bontà del progetto e le sue potenzialità di fruizione da parte dei cittadini. Nella prima fase sarà soprattutto utile per coloro che vorranno raggiungere la nostra città, mi riferisco ai pendolari, potendo interscambiare con il trasporto extraurbano. Il Segretario potrà dare conferma di questo nostro attivismo.
In ultimo, ma sicuramente non è fatto essenziale del nuovo sistema di mobilità, vi è la chiusura del Centro Storico. Come voi sapete, il problema negli anni si è spostato; le persone non hanno più tanta necessità di raggiungere il Centro Storico; i maggiori afflussi, le maggiori richieste, provengono dalle aree dell’Ospedale e dell’Università, a seguire dall’area della Regione Basilicata e, quindi, del Gallitello, e in ultimo vi è la necessità di raggiungere il Centro Storico tra quelle più sentite da parte della popolazione.
Tutte queste esigenze troveranno assolutamente ristoro nel nuovo programma di esercizio del trasporto pubblico urbano, dove maggiormente sarà sottolineata la necessità di interscambiare con la metropolitana, con apposito servizio navetta, e con gli impianti di scale mobili. Io mi fermerei qui, sentirei le vostre osservazioni in merito, e poi, se è necessario e se lo gradirete, interverrò nuovamente.
PRESIDENTE
Grazie, assessore Coviello, per lo sforzo che ha dovuto fare per rendere “leggibile” uno strumento così importante ad un Consiglio che stamattina è abbastanza “euforico”. Evidentemente il risultato elettorale ancora agita gli animi. Vediamo di organizzarci.
La delibera è stata approvata a maggioranza dalla Terza Commissione consiliare, con l’astensione dei Verdi, di Alleanza Nazionale, del Patto Segni, e con l’assenza alla votazione di SDI, Forza Italia e Gruppo Misto. La stessa Terza Commissione ha rimesso al Consiglio sei emendamenti ed un ordine del giorno, dei quali darò lettura per consentire al Consiglio di fare la discussione generale sul tutto per poi passare alle votazioni.
Tutti gli emendamenti, compreso l’ordine del giorno, sono stati approvati dalla Commissione consiliare all’unanimità dei presenti, assenti alla votazione Forza Italia e Patto Segni.
Apriamo la discussione generale; diamo la parola al collega Rinaldi, Presidente della Terza Commissione, che ci darà lettura degli emendamenti e dell’ordine del giorno ed interverrà quale Presidente della Commissione, per cui gli compete l’intervento di apertura. Prego, collega Rinaldi.
RINALDI
Sarò breve, anche perché l’auditorio non è di quelli che incoraggiano interventi, c’è un basso “indice di ascolto”, c’è molta distrazione. Intervengo per dovere di Presidente di Commissione e per il piacere di salutare l’approdo all’adozione di un altro importantissimo provvedimento di pianificazione della città di Potenza, il PUM, che l’Assessore (che ringrazio per l’ottima illustrazione di dettaglio che ha fatto) ha definito in maniera tecnico/scientifica.
Io, per quello che ho capito nelle numerose interazioni che abbiamo avuto con l’Assessore, con l’Ufficio, con il consulente, l’ottimo professor Ciurnelli (che ringrazio, unitamente all’Assessore), ho dato una mia definizione di questo brutto acronimo, simile ad un colpo di pistola, PUM, al Piano urbano della mobilità. La mia definizione è di tipo geometrico/insiemistica.
L’Assessore si è affannato spesso a farci capire, si è ostinato nel sottolineare la differenza sostanziale che esiste tra il PUM e l’elemento del PUM, che è il Piano di esercizio del trasporto pubblico urbano. Il PUM, per me, è un insieme geometrico, all’interno del quale sono stati calati una serie di oggetti, di beni mobili e immobili, conditi ovvero miscelati con il “libretto di istruzioni” di ciascuno, in un sistema complessivo virtuoso capace di interagire ed offrire quegli obiettivi che l’Assessore ha descritto in maniera puntuale e dettagliata, e che io sintetizzo in: la migliore fruibilità possibile della città, sotto tutti gli aspetti, qualitativi e quantitativi, che ci ha ben illustrato – ripeto – l’Assessore.
L’iter del provvedimento del Piano in commissione. Si è parlato anche del fatto se fosse nato prima l’uovo o la gallina, se fosse propedeutico il PUM o il Regolamento Urbanistico… di fatto c’è stata, anche qui, una perfetta sinergia di tempi; le due cose sono procedute in maniera assolutamente parallela, tanto che l’un provvedimento fa riferimento all’altro, e viceversa, c’è stata semplicemente una forzatura dovuta a causa di forza maggiore.
Ad un certo momento, dopo che il provvedimento era stato consegnato in Commissione nel luglio 2007, e dopo aver udito, in quel di ottobre 2007, il consulente dell’Amministrazione, c’è stata una scelta di opportunità da parte della Commissione stessa: di soprassedere, dopo la fase di acquisizione di informazioni sul provvedimento, al completamento della fase istruttoria della Commissione in quella sede per dare spazio ai lavori relativi al Regolamento Urbanistico, la cui scadenza incombeva, fissata in prima battuta al 31 dicembre 2007 e solo per un caso, per necessità, prorogata al 3 marzo.
E’ tanto vero ciò che dico che immediatamente dopo l’adozione del Regolamento Urbanistico la Commissione ha ripreso la valutazione del Piano urbano della mobilità e dopo un’intensa seduta, ricca di riflessioni e di sintesi, è riuscita ad esprimere il proprio parere. Questo è stato possibile proprio in ragione del fatto che il lavoro conoscitivo e di approfondimento si è consumato nel migliore dei modi nell’anno passato. A tale proposito, sicuro di riuscire ad interpretare anche il pensiero dei componenti della Commissione, voglio esprimere un ringraziamento vero, sincero, all’Amministrazione – all’Assessore ed al Sindaco in particolare -, per aver saputo, nel caso di specie, scegliere un consulente bravo ed adeguato allo scopo.
Questo è stato determinante nella formulazione del Piano, perché il Piano, così come si è mostrato alla Commissione, non è consistito nella redazione di un mero adempimento di legge, o nell’opportunità di spendere dei finanziamenti, che pure ricorrevano nella circostanza, da parte del Ministero dei Trasporti; il professor Stefano Ciurnelli è stato bravo e capace nel dimostrare, in Commissione, come nella redazione del documento sia stato utilizzato un vero e proprio metodo scientifico, quello che partendo dall’ipotesi è giunto alla tesi, cioè all’auspicio di quello che il Piano propone per i prossimi dieci anni, passando attraverso una vera e propria sperimentazione.
La sperimentazione è stata fatta con un supporto significativo anche da parte dell’Ufficio, che ha saputo proporre e sottoporre all’attenzione del consulente la base dati già a conoscenza dell’ufficio. E’ stato, poi, di validissimo supporto in quella che è stata una conoscenza approfondita del territorio e di tutti gli oggetti che fanno parte di quell’insieme da parte del professor Ciurnelli, il quale – ribadisco quello che dissi a suo tempo in Commissione – ha veramente sbalordito i membri della Commissione, dimostrando di avere acquisito e di aver veramente approfondito la conoscenza della città nel periodo di affidamento a lui della consulenza.
Il Piano urbano della mobilità, quindi, come illustrato in Commissione, è apparso immediatamente come un Piano sicuramente virtuoso, oserei dire, e la sua virtuosità è dimostrata dal fatto che, a fronte di una serie di oggetti che già esistono e che sono messi in rete in questo sistema complessivo, altri ne stanno per giungere. Quelli principali, come il Piano di esercizio (l’Assessore ce ne ha informati), sono stati già trasmessi, più che per dovere, per piacere, alla Commissione, al fine di ricevere non il parere della Commissione, non dovuto (neanche come richiesta da parte dell’Assessorato), ma per avere ogni utile suggerimento e riflessione allo scopo.
Il Piano di esercizio, quindi, è già a disposizione dei membri della Commissione e non più tardi di ieri l’ho sottoposto nuovamente all’attenzione della Commissione.
Il Piano urbano della mobilità, così come si è presentato, è stato molto indicativo della quantità di realizzazioni che sono state prodotte negli anni e che, negli anni a venire, avremo il piacere e il privilegio di poter utilizzare. Tuttavia, tornando alla fase della riflessione finale, a seguito della quale c’è stato il parere definitivo della Commissione, e riconducendoci all’obiettivo fondamentale, alla finalità precipua del Piano urbano della mobilità, cioè rendere il più possibile fruibile la città, sotto i punti di vista, qualitativi e quantitativi, la Commissione ha, in questa fase di sintesi finale, riflettuto sotto alcuni punti di vista.
Il primo è stato quello di rendere assolutamente coerenti, nella fase di adozione dei due strumenti, alcuni emendamenti che interessano pure il Regolamento Urbanistico (che per le ragioni che ho detto è venuto semplicemente un attimo prima, per questioni di scadenze). Era ovvio e necessario che questi dovessero essere tradotti in emendamenti anche nel Piano urbano della mobilità, di qui i sei emendamenti (dei quali non riporterò nuovamente le motivazioni, ben indicate in sede di Regolamento Urbanistico) che si riconducono essenzialmente a delle aggiunte o sottrazioni rispetto alle previsioni di nuove viabilità indicate nel Regolamento Urbanistico. Previsioni ritenute, evidentemente a parere della Commissione, utili o inutili, a seconda che siano state aggiunte o sottratte. Questo credo fosse un atto dovuto da parte della Commissione: proporre in maniera coerente quello che è in corso di adozione ed è oggetto di osservazioni.
Più pregnante e significativo è, invece, l’ordine del giorno, che non vi vado a leggere nella parte motivazionale, che è sintetizzabile semplicemente in un’affermazione: laddove la Commissione ha ritenuto che per il conseguimento di questa migliore fruibilità ci fossero elementi di discontinuità, di disgiunzione rispetto a miglioramento dei tempi di percorrenza e della qualità dell’ambiente, rispetto ad alcuni elementi che potevano inficiare a contraris gli obiettivi nel complesso perseguiti dal Piano urbano della mobilità, ha immaginato di suggerire, con questo ordine del giorno, delle iniziative, delle valutazioni che l’Amministrazione Comunale potrebbe e dovrebbe avviare in un ragionamento, in una esplorazione di fattibilità – diciamo così -, sin da subito, nella consapevolezza che il Piano urbano della mobilità è un piano, e come tutti gli strumenti di pianificazione è dinamico e soggetto alle più opportune modificazioni ed aggiustamenti in corso d’opera.
Per altro, allo scopo e al fine di evitare di essere in questa azione di suggerimento, di indicazione, in antitesi con l’Amministrazione, in corso d’opera ci siamo edotti circa le intenzioni dell’Amministrazione e ci siamo resi conto che le nostre indicazioni erano assolutamente coerenti ed in sinergia con le iniziative che l’Amministrazione sta già intraprendendo.
L’ordine del giorno, fondamentalmente, suggerisce di utilizzare tutte le stazioni metropolitane già realizzate e complete in questa fase di avvio del PUM, quindi di mettere a produzione dall’immediato tutto ciò che è già esistente, suggerisce di realizzare una nuova fermata metropolitana a servizio dell’area del Parco Baden Powell, perché è stato fatto presente in Commissione come da una fermata a quella successiva si salterebbe, fondamentalmente, tutta l’area attualmente insistente a valle di Parco Aurora, dove adesso c’è un parco giochi.
Pareva assurdo che chi volesse raggiungere quell’area, con un Piano urbano della mobilità così dettagliato e puntuale, dovesse essere costretto a “prendere l’elicottero”, ovvero a fare un giro a piedi o con l’automezzo ben più lungo di quello che è il tragitto di pochi metri che separerebbe la fermata già prevista di Macchia Romana da una immediatamente successiva, nell’area sottostante di Parco Aurora. Suggerendo questo intervento abbiamo appreso con grande piacere e soddisfazione che era già nella mente dell’Ufficio e che è già nel pensiero dei progettisti l’ipotesi di candidare questo tipo di operazione alla nuova stagione di programmazione comunitaria 2007/2013.
L’ultima cosa che abbiamo ritenuto di suggerire all’attenzione dell’Amministrazione, per una riflessione, un approfondimento che sia tempestivo ed immediato, e che potrebbe essere pericolosamente inficiante rispetto ad alcuni degli obiettivi che si prefigge di conseguire il PUM è, letteralmente, quello che abbiamo scritto: la ricerca di adeguata soluzione all’attraversamento dei tre passaggi a livello dell’area di Verderuolo, così da incidere positivamente sulla circolazione degli autoveicoli in città.
Cioè, molto più semplicemente, e in soldoni, all’esito di questa sinergia di oggetti e di regole che stanno all’interno di questo insieme, l’auspicio della propensione a un maggiore utilizzo della metropolitana, quindi dell’uso della strada ferrata, potrebbe paradossalmente interferire con l’uso residuo degli autoveicoli privati e di trasporto urbano che potrebbero, come dire, infierire negativamente sia sui tempi che sugli affollamenti della circolazione stradale.
E’ necessario, quindi, immaginare da subito come poter eliminare una o tutte e tre quelle barriere attualmente esistenti in quella tratta abbastanza breve di Ferrovie Calabro-Lucane, tutte insistenti tra Verderuolo e Santa Maria. Anche questa è un’operazione che la Commissione riteneva di porre all’attenzione dell’Amministrazione, nelle more della candidatura di adeguati progetti alla programmazione comunitaria avviata ed in corso.
Detto questo, credo di potere esprimere il massimo compiacimento per l’approvazione che c’è stata, per il parere favorevole espresso in Commissione, ritengo che non ci sia stata unanimità in Commissione solo perché il periodo nel quale abbiamo ripreso ad esaminare determinati provvedimenti è stato anche un periodo in cui si sono sovrapposti impegni di carattere politico/elettorale che non hanno consentito a tutti di essere presenti o di esprimere un voto di approvazione, un voto favorevole. Io ho interpretato l’astensione come la necessità di potersi esprimere con più dovizia e convincimento in Consiglio Comunale. Tanto è, e di tanto ringrazio la Commissione ed il Consiglio Comunale.
PRESIDENTE
Ringrazio il Presidente della Terza Commissione per il suo intervento a tutto campo, che ha fornito ulteriori elementi di valutazione del provvedimento all’esame del Consiglio.
Consentitemi, semplicemente, di associarmi, personalmente, al suo apprezzamento nei confronti del consulente, perché ero presente, all’epoca, anche io in Terza Commissione ed ho potuto constatare, come tutti i Colleghi, che ci trovavamo di fronte a un professionista non solo serio, ma che aveva acquisito una conoscenza del territorio molto approfondita, e questo va a suo onore, ovviamente.
Pregherei i Colleghi di volersi iscrivere a parlare, ho una sola iscrizione, al momento, quella del collega Coviello, al quale cedo la parola.
COVIELLO R.
Grazie, Presidente. Senza dubbio, ci troviamo davanti ad uno dei provvedimenti più importanti di questa legislatura, che forse meritava più attenzione da parte dell’assemblea.
Fase interlocutoria
COVIELLO R.
E’ un provvedimento serio, che va studiato ed approfondito in maniera seria. E’ quello che ha fatto il gruppo di Alleanza Nazionale. Un ringraziamento va agli uffici, all’Assessore e al consulente per il lavoro che è stato fatto su questo provvedimento; un provvedimento, sicuramente, di notevole quantità e qualità che dovrebbe vedere la città di Potenza modificarsi nei prossimi anni.
Come ogni progetto, però, anche questo ha bisogno delle “gambe”, e di qui a poco andrò a fare delle riflessioni anche sui punti di criticità del PUM; oggi, però, diciamo quale è l’importanza di questo piano. Il PUM dovrebbe cercare di proiettare la città verso l’hinterland potentino con una dimensione diversa, cercando come spunti quelli che sono i flussi ordinari. Credo che il lavoro svolto, sia dal punto di vista gomma, che dal punto di vista gomma/ferro, dei collegamenti… abbia prodotto un progetto che debba trovare apprezzamento da parte di questo Consiglio.
Si dà atto che il consigliere Lovallo assume la Presidenza.
COVIELLO R.
Il PUM si collega direttamente al Regolamento Urbanistico, e quindi potrebbe soffrire delle stesse criticità. Mi spiego: nel Regolamento Urbanistico abbiamo individuato, come punti effettivi e nevralgici, alcuni interventi viari importanti che dovranno essere realizzati anche con l’intervento di molti privati, quindi il PUM si regge, all’interno del Regolamento Urbanistico, con l’intervento di alcuni privati che dovranno attivarsi per fare interventi di costruzione privata e, quindi, soddisfare anche alcune esigenze importanti del PUM. Vado a dirne una che è la più importante, secondo me: la strada che collega la parte Est alla parte Ovest di Potenza, quella che da Piani del Mattino dovrebbe portare alla Basentana, che dovrebbe essere l’arteria che dovrebbe collegare quell’anello che oggi si è iniziato con l’apertura della tangenziale.
Se il Regolamento Urbanistico non parte, quindi, se non dà i propri frutti, anche il PUM sarà sacrificato, perché noi dobbiamo essere onesti: questo strumento potrà essere efficace se avremo la capacità di attrarre finanziamenti per renderlo attivo; oggi – come sappiamo – noi non godiamo di una situazione finanziaria veramente felice, anche questa situazione (non poter soddisfare questi interventi direttamente, come Amministrazione) secondo me potrebbe essere un punto di ricaduta poco felice.
Credo, però, che se il Regolamento Urbanistico dovrà soddisfare le proprie aspettative, anche il PUM avrà ripercussioni positive per la città. Assessore, non è stato detto niente in merito ai finanziamenti, su come rendere attuabile questo Piano di mobilità, che secondo me è un argomento con il quale è importante, oggi, capire…
Fase interlocutoria
COVIELLO R.
Però noi dovremmo parlare di tutte le arterie, anche quelle più importanti, di come le andiamo a finanziare. Chiedo, quindi, un approfondimento in fase di replica, Assessore, anche su quali potrebbero essere i fondi da attrarre, su come cercare di soddisfare le esigenze del PUM.
Io credo che il riscatto di questa città, ma anche dell’intero Meridione, tutti lo dicono, può avvenire dal punto di vista strutturale ed infrastrutturale. Noi dovremmo cercare di attrezzarci, all’interno della città, su come uscire fuori dalla città, per poi capire se in questa regione Basilicata, in questa provincia e, in genere, nel Meridione si possono avere delle infrastrutture capaci di fare uscire la città o il Meridione da quella che è una situazione abbastanza delicata.
Sulle infrastrutture bisognava fare molto e credo che oggi, con questo progetto, noi il nostro piccolo tassello lo mettiamo, nel mosaico di un’organizzazione più generale che dovrà vedere, poi, queste arterie collegate all’intero comparto meridionale, per poi uscire dalla regione, quindi uno sforzo a vedere questo PUM come punto di partenza va chiesto alla Regione Basilicata, alla Provincia, che ha ancora competenze importanti sulla viabilità.
Credo che l’atteggiamento della Minoranza sarà un atteggiamento positivo rispetto a questo provvedimento, almeno quello di Alleanza Nazionale, perché credo sia necessario l’atteggiamento di chi, quando capisce che le cose sono fatte bene, ha il coraggio di apprezzarle. Qui non parliamo di alcun interesse personale, particolare, di nessun progettista, di nessun progetto; parliamo solo di un consulente esterno, che ha fatto un progetto qualitativamente apprezzabile, questa è la mia posizione personale e del mio Gruppo.
PRESIDENTE
Grazie consigliere Coviello, la parola al consigliere Spadafora.
SPADAFORA
Grazie, Presidente. A parte gli apprezzamenti da fare, ovviamente, agli Uffici, che hanno prodotto un Piano urbano della mobilità molto efficace, credo che questo sia un tassello importante rispetto a quello che l’Amministrazione intende porre nel percorso di questa consiliatura. Io avevo, però, da dire una cosa rispetto al PUM. Ieri sono andato a prendere la proposta del programma di esercizio dall’assessore Coviello per verificare l’integrazione del programma di esercizio con il PUM. Io avrei gradito, Assessore, che le due cose potessero viaggiare parallelamente rispetto ad un programma generale.
Lei ha iniziato col parlare degli ingressi nella città delle autovetture private che percorrono le nostre strade cittadine, che sono in percentuale abbastanza elevata, il 50%. Rispetto al Piano metropolitano, l’intersecazione e la connessione tra il programma di esercizio ed il PUM è fondamentale; penso, per esempio, al blocco del traffico in partenza rispetto ai nove comuni: con un programma di esercizio adeguato, e con l’integrazione dei vari sistemi di trasporto, si ridurrebbe notevolmente l’ingresso delle autovetture private nell’ambito cittadino.
C’è un altro problema: il PUM prevede anche una variazione dei percorsi cittadini; ho verificato, per esempio, nel programma di esercizio, che non c’è la possibilità, per abbattere i tempi di percorrenza, delle corsie preferenziali, che possono essere per gli autobus ecc. Dovrebbe essere modificata, in genere, tutta la viabilità cittadina rispetto a quello che noi possiamo offrire come trasporto pubblico, sia con il trasporto verticale che orizzontale.
Mi riallaccio, poi, a quanto detto da Coviello rispetto al Regolamento Urbanistico, dove l’attività dei privati è fondamentale. Ma non è fondamentale solo rispetto a una situazione edilizia, ma lo è anche rispetto a chi gestisce il trasporto pubblico, e mi riferisco proprio alle aziende private che devono necessariamente intervenire per il trasporto delle persone.
Io ho una piccola difficoltà, rispetto al percorso che si sta facendo, sulla presentazione sia del PUM che del programma di esercizio, e chiedo all’Assessore, approfittando di questo intervento, i motivi per i quali le due cose non possono essere discusse insieme, ma verranno discusse, in approvazione, oggi il PUM e in altra seduta il programma di esercizio. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Spadafora; la parola al consigliere Napoli.
NAPOLI
Grazie, Presidente. Non c’è dubbio che ci si trovi di fronte ad un momento senz’altro importante per la vita dell’Amministrazione targata Santarsiero, è un momento importante per la città, perché viene, in qualche maniera, adottato, fatto proprio, il Piano urbano di mobilità, ovvero un piano che interessa uno dei problemi importanti, più atavici della città di Potenza. E’ senz’altro un piano ambizioso, tutt’altro che scontato nella sua attuazione, però, perché sappiamo benissimo che rispetto ad una previsione generale, senz’altro attenta alle questioni irrisolte da decenni per la città capoluogo, è necessario qualcosa in più: avere la copertura finanziaria. Un piano può essere bello, può essere interessante, può essere ambizioso, come lo ho definito poc’anzi, però necessita anche della disponibilità di risorse finanziarie.
Il Sindaco dice che abbiamo i fondi del POR 2007/2013, che cercheremo di attingere da quei canali di finanziamento tutte le risorse necessarie per attualizzare quanto previsto dal Piano urbano di mobilità. Ricordo al Sindaco un passaggio importante, che denota la grande onestà intellettuale dell’assessore Coviello, a cui va dato atto dello sforzo compiuto in questa direzione: bisognerebbe far capire a livello di governo più alto, alla Regione, la necessità di una migliore e più funzionale distribuzione di risorse economiche anche per quanto riguarda l’utilizzo del sistema meccanizzato, che è un aspetto importante perché il Piano urbano di mobilità dia le risposte lungamente attese dalla nostra comunità.
Questo è un aspetto decisivo: far capire l’importanza, a chi destina risorse all’Amministrazione Comunale, di avere un “occhio di riguardo”, non perché è necessario averlo in ragione della funzione, del ruolo che il capoluogo di regione riveste, ma perché ci troviamo di fronte ad un progetto – che ho definito ambizioso – che probabilmente produrrà i suoi effetti – come ci è stato fin qui riferito – fino al 2016, momento in cui il Piano urbano di mobilità dovrebbe andare a regime.
E’ evidente che gli obiettivi che l’Amministrazione Comunale intende raggiungere sono assolutamente condivisibili. Come si può non essere d’accordo sulla necessità di soddisfare le esigenze dei cittadini, che ambiscono ad un sistema di mobilità e di viabilità importante, funzionale, moderno? Come si può non essere d’accordo sulla necessità di ridurre l’inquinamento ambientale ed atmosferico prodotto da un sistema veicolare alquanto convulso, congestionato? Come si può non essere d’accordo sulla necessità di ridurre i consumi energetici? Come non essere d’accordo sulla necessità di limitare l’utilizzo di auto private da parte dei cittadini?
I dati che ci sono stati elencati la dicono lunga sulla necessità di dotare la città, il comune capoluogo di regione, di un piano così ampio, così importante, che però richiede e richiama ad una grande responsabilità più attori su un territorio: la Regione Basilicata, la stessa Amministrazione Provinciale, il Comune capoluogo di regione e tutti i vari segmenti che compongono la nostra comunità.
Quali sono, però, Assessore, i punti, gli elementi di criticità, non perché si vuole stigmatizzare il suo operato, ma perché le si vuole offrire un suggerimento che, spero, possa essere fatto proprio da lei e dall’Amministrazione? Non c’è alcun riferimento, che credo fosse dovuto, nel momento in cui la città adotta un Piano urbano di mobilità, alla necessaria riorganizzazione e, quindi, al migliore utilizzo del personale della Polizia Municipale.
Come si fa a non prevedere sin da oggi, vista l’ambiziosità del progetto, la necessità di programmare una riorganizzazione del settore, naturalmente con il dirigente competente, sui nuovi snodi, sulle tratte che saranno più utilizzate dai cittadini, sui vari ambiti che saranno certamente influenzati e che saranno interessati dal nuovo Piano urbano di mobilità? Questo è certamente un punto di criticità, così come altro elemento di criticità sul quale occorre fare una discussione seria sin da oggi è la gestione delle aree blu a parcheggio in città.
Si dà atto che il consigliere Campagna riassume la Presidenza.
NAPOLI
Non si può pensare soltanto all’individuazione di altre aree. Si deve necessariamente immaginare una gestione del servizio parcheggio, e quindi delle aree blu, che sia funzionale a questo progetto.
Il rischio è quello di presentare, di mettere sotto una teca un bellissimo progetto che però manca di tanti tasselli. Allora, ecco la necessità di una riorganizzazione del personale della Polizia Municipale, perché renda un servizio efficiente e funzionale alla città, ricordando che il suo compito non è soltanto quello di sanzionare gli automobilisti, ma anche quello di essere i primi interlocutori del cittadino.
Importante ed interessante sarebbe anche avviare un ragionamento su come utilizzare al meglio le aree di parcheggio blu, magari immaginandole anche sulle tratte che saranno interessate dal traffico veicolare, che saranno interessate da tutta una serie di interventi previsti dal Regolamento Urbanistico. Non si può non immaginare di intervenire su tale questione, tenendo conto anche dei vari plessi dove allocano i vari uffici pubblici – lei, a titolo di esempio, ha indicato la Regione Basilicata -.
Allora, alcuni elementi mi inducono a dire e a suggerire che vi sono alcuni punti di criticità, ed altro punto di criticità è la mancata previsione, se non generica, di un terminale per i pullman blu che attraversano la città. Quelli sì che procurano gravi problemi di inquinamento atmosferico! Non deve sfuggire a nessuno, Assessore, che la nostra città è attraversata, e le sue strade sono attraversate, da un numero elevatissimo di pullman blu in qualsiasi orario, soprattutto negli orari di grande densità di traffico, dalle ore 7.00 alle ore 9.00 e negli orari che vanno dalle ore 12.00 alle ore 15.00.
Sono orari in cui la nostra città è letteralmente invasa dai pullman blu. Ebbene, il Piano urbano di mobilità non può non immaginare da subito un intervento che, in qualche maniera, limiti l’utilizzo di questi pullman, o addirittura preveda dei terminal per evitare che gli stessi facciano il loro ingresso in città, congestionino il traffico, occupino le strade della città.
Questo lo dico non perché io voglia, in qualche maniera, polemizzare necessariamente sull’azione della Pubblica Amministrazione, però quando ci si richiama alla responsabilità, e quando si fa un richiamo a tutte le Istituzioni che attraverso i loro provvedimenti intaccano, producono effetti sulla città… nel Piano urbano della mobilità bisogna necessariamente fare cenno a questo ulteriore aspetto.
Dicevo, quindi, che è un progetto senz’altro ambizioso, ma un progetto, a mio avviso, che anche nel metodo, e non soltanto nel merito, necessita di quale puntualizzazione. Avrei preferito, e lo dico senza timori di smentita, che prima di giungere al Piano urbano di mobilità…
Qui mi si consentirà un inciso: io ricordo che due anni fa, al termine dell’anno, uscì un pamphlet dove si indicavano tutti gli obiettivi raggiunti dalla Pubblica Amministrazione; vi era indicato il PUM, il Piano urbano di mobilità. Giungiamo soltanto due anni dopo, ad onor del vero, all’adozione e, quindi, all’approvazione di questo Piano urbano di mobilità.
Fatto questo doveroso inciso, mi sembra opportuno sottolineare un aspetto, e ritorno al metodo: avrei preferito, dicevo, Assessore, che il Piano urbano di mobilità fosse stato ampiamente preceduto dal Piano di esercizio, perché questo reca in sé tutta una serie di criticità che il Piano urbano si troverà ad affrontare senza alcuna risoluzione, almeno allo stato.
Va detto da subito che il PUM elimina qualsiasi alibi per questa Amministrazione. Oggi l’Amministrazione avrà, dopo il voto del Consiglio Comunale, l’opportunità, e direi, a questo punto, la necessità di bandire la gara ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico urbano integrato. Ci è stato detto, in passato, che si immaginava di mettere a gara questo servizio nel momento in cui la città si fosse dotata del Piano urbano di mobilità. Oggi lo abbiamo; oggi non è più possibile dire che dobbiamo ragionare in una logica organica e strutturale; questa logica, oggi, la portiamo a compimento, adottando il Piano urbano di mobilità; oggi, però, un minuto dopo la conclusione di questo Consiglio Comunale, l’Assessore deve mettere mano alle procedure per far partire questa gara ad evidenza pubblica.
Non è possibile che il servizio di trasporto pubblico urbano venga esercitato da una società, che è il COTRAB, che è in regime di proroga da anni, che utilizza questo servizio a dispregio delle più elementari regole di trasparenza che questo servizio richiede. Questo non deve essere più consentito, e dico di più, per sottolineare l’urgenza di questa mia indicazione: si ha a che fare con una società, con un consorzio, che a discapito di quanto previsto dalle disposizioni contrattuali di una convenzione che regola e disciplina i rapporti, di volta in volta, nel corso di questi anni, si è visto incrementare l’importo per soddisfare un servizio reso a piè di lista, senza un’attività di controllo da parte della Pubblica Amministrazione.
E’ arrivato il momento di voltare pagina; è arrivato il momento di cambiare registro. Il servizio di trasporto pubblico urbano della città è un servizio che merita le dovute attenzioni da parte di un’Amministrazione che si definisce seria. Non è più possibile “navigare a vista”, ma è necessario puntualizzare quelle che dovranno essere le disposizioni che dovranno regolare il servizio e, soprattutto, mettere a gara lo stesso, consentendo a tutti di partecipare, evitando in questo modo qualsiasi equivoco e qualsiasi voce.
La Pubblica Amministrazione recupera credibilità nel momento in cui mette in piedi programmi e progetti, ma anche provvedimenti che si caratterizzano per la trasparenza. Assessore, lei sa la stima ed il rispetto che le porto. Ho detto all’inizio del mio ragionamento che le va dato atto dello sforzo compiuto, ma questo non basta: la gente si attende di più, si attende che la Pubblica Amministrazione dia vita a provvedimenti che siano ineccepibili. Certo, tutto è perfettibile, ma facciamo che la perfettibilità la si vada a ricercare in ragione di alcuni elementi di novità nel frattempo intervenuti.
E’ necessario, allora, fronteggiare questo aspetto. Dicevo che anche sotto il profilo del metodo il PUM andava preceduto da tutta una serie di provvedimenti, primo fra tutti il Piano di esercizio, perché credo che sia assolutamente necessario. Dico, poi, e lo faccio anche qui a titolo di suggerimento: sento in giro, parlando con i cittadini, voci che, in qualche maniera, elogiano il ricorso al servizio metropolitano leggero.
Solo per dare qualche elemento, Assessore, nel corso della settimana passata mi sono preso la briga, insieme a qualche altro cittadino, di utilizzare quel servizio nell’orario mattutino. Le posso garantire che sono talmente pochi i cittadini che si avvalgono di quel servizio… sono veramente pochi e si contano sulle dita di una mano… che è opportuno, ed anche qui lo dico a mo’ di suggerimento, ripensare un servizio che ha dei costi, un servizio che crea dei problemi, perché non dobbiamo nasconderci dietro un dito e nasconderci il fatto che l’utilizzo di quel servizio reca non pochi problemi al traffico e alla viabilità cittadina.
Allora, se noi dobbiamo mettere in campo provvedimenti che diano delle risposte alle esigenze dei cittadini, abbiamo il dovere anche di rivedere alcune scelte, il che non significa sconfessarle; significa, anche qui, prendere atto che qualcosa non ha funzionato. Questo è sinonimo di intelligenza, non significa sconfessare alcune prese di posizione del passato; magari lo si potrà attivare, questo stesso servizio, in determinati periodi o archi temporali, dettati da alcune festività, da alcune ricorrenze, però attenzione ad elogiare un servizio, e ti invito, Assessore, a verificare quanto ho testé detto per ovviare a quello che sta diventando un punto di criticità, e che lo sarà, in un nuovo sistema do mobilità che noi vogliamo definire moderno ed efficiente.
Un ultimo aspetto, che attiene alle varie contrade, alle aree cosiddette esterne alla cinta urbana; lei conosce come e sicuramente più di me questo territorio, è un territorio che reca dei disservizi che vanno dalle difficoltà nella raccolta dell’immondizia (è immagine di questi giorni quella delle contrade piene di immondizia nei pressi dei cassonetti)… sono degli ambiti di territorio che non sono asserviti, come invece avviene per la cinta urbana, e questo aspetto riguarda sicuramente il servizio di trasporto pubblico urbano.
Allora: un’attenzione particolare a questo aspetto, un’attenzione anche a regolare meglio il ricorso ad alcune ditte che garantiscono il trasporto (che non sono il COTRAB) dalle aree extraurbane alla città, perché anche quelle hanno un costo, anche quelle dovrebbero essere riordinate in vista di un sistema di mobilità più complesso, organico e strutturale. Abbiamo, quindi, tutta una serie di questioni, rispetto alle quali dobbiamo ripiegarci, rispetto alle quali il Piano urbano di mobilità deve essere un primo tassello, rispetto alle quali l’Amministrazione Comunale deve dare delle risposte.
Poiché non siamo, però, disfattisti e non vorremmo passare alla storia di questa vicenda amministrativa come coloro i quali sanno soltanto dire “no” e non sanno guardare con l’occhio vigile di chi vuole migliorare le condizioni della città, e quindi migliorare un servizio, come coloro i quali non vogliono raccogliere la sfida che l’adozione di questi strumenti impone ad una classe politica seria, noi, almeno per quello che riguarda il Gruppo Misto, diamo a questo provvedimento il nostro voto di astensione, che credo di avere argomentato in maniera corretta ed intelligente, senza fare ricorso ad alcuna polemica di natura strumentale, ma avendo con puntualità indicato quelli che sono gli elementi di criticità, tanto nel merito che nel metodo.
L’invito e l’auspicio, veramente con la responsabilità che deve contraddistinguere chi rappresenta la comunità, al di là della sua appartenenza politica, è che il suo Assessorato, la sua persona, questa Amministrazione, il Sindaco della città si facciano carico di questo problema perché godere, all’interno della città capoluogo di regione, di un servizio di mobilità, di un servizio di trasporto pubblico integrato moderno, efficace e funzionale è interesse di tutti.
PRESIDENTE
Grazie, collega Napoli; prego, consigliere Travaglini.
TRAVAGLINI
Grazie, Presidente. Il provvedimento, è stato ribadito, è di notevole importanza all’interno delle attività, delle funzioni della Pubblica Amministrazione. Ricordava l’Assessore e ricorda la norma che il PUM è previsto dalle norme dettate dal Ministero; è, in qualche modo, prescrittivo, e nelle sue prescrizioni c’è un ordine ben definito, che va ripetuto per arrivare a ribadire un concetto molto forte.
Il primo obiettivo è quello di risolvere il bisogno di mobilità, e quindi di risolvere il diritto alla mobilità dei cittadini, il secondo (e diventa qui operativo, mentre il primo è obiettivo di principio) comincia a parlare chiaro: l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, nel rispetto degli accordi internazionali. Qui, ovviamente, dobbiamo tener conto di tutti gli accordi internazionali in ambito europeo ed in ambito più vasto, cioè mondiale. Mi riferisco, ovviamente, a quelli che discendono dal protocollo di Kyoto e dal protocollo di Bali, ultimo protocollo firmato, ed a quelle che sono le evoluzioni attuali (ieri, 22 aprile, si celebrava la giornata del territorio, della Terra, da 38 anni c’è questa data), in un contesto in cui la situazione del clima riguarda tutta la Terra, e quindi riguarda anche il territorio di Potenza.
Questo è il primo obiettivo operativo di un Piano urbano della mobilità; poi ci sono ancora obiettivi operativi, nell’ordine: ridurre i consumi energetici (tema legato al discorso di prima, ovviamente); ancora, minimizzare l’uso individuale dell’auto privata; aumentare i livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale; aumentare la capacità di trasporto; aumentare la percentuale di cittadini trasportati sui sistemi collettivi, sui sistemi pubblici, con varie procedure, dette sempre dal Ministero; diminuire la congestione delle strade urbane. Queste sono le prospettive.
Nell’illustrazione dell’ingegner Ciurnelli, fatta nel mese di ottobre, se non mi sbaglio – lo ricordava pure l’Assessore -, ben fatta… L’ingegner Ciurnelli ha lavorato in maniera analitica sul territorio e in maniera dettagliata nel comporre un programma; abbiamo avuto l’illustrazione, abbiamo avuto la possibilità di avere un interscambio, e ho avuto la possibilità, in quella sede, di interloquire con l’ingegnere per ribadire un concetto.
Ho letto più volte il PUM, è un documento complesso, un documento di oltre 200 pagine, che quindi richiede attenzione, è fatto di relazioni, di schede, di dati, di situazioni tecniche… quello che non ho colto in maniera molto approfondita è il fatto che gli obiettivi dell’abbattimento dei livelli di inquinamento, della riduzione dei consumi energetici, la problematica dell’aumento della capacità di trasporto e della percentuale di cittadini trasportati sui sistemi collettivi, non fossero il cardine principale, ovvero l’obiettivo principale da raggiungere.
L’obiettivo principale da raggiungere è stato ed è (ed è fondamentale) quello della decongestione del traffico in alcuni nodi, risolto con una programmazione di viabilità e di infrastrutture viarie diverse da quelle del Piano Regolatore, che prevedevano macrostrutture anche abbastanza esterne alla città (leggi tangenziale), sostituite, data anche l’analisi dei flussi di ingresso nella città (lo abbiamo visto prima con l’Assessore… Nord, Sud, Est, i vari punti di ingresso della città), con linee trasversali, con una specie di “tangenziali di attraversamento” (mi riferisco alla tangenziale nord/nord ovest e ad altre strade previste nel Piano, nonché all’ultima arteria, inaugurata pochi giorni fa, che arriva a Piani del Mattino da Tiera, che gioca un ruolo principale nell’ingresso in città).
Questa è l’impostazione; un lavoro ben fatto che, comunque, porta alle problematicità di cui vengo a parlare. La problematicità fondamentale, quando parliamo di mobilità collettiva, è quella che vede nella città di Potenza, anche più che in altre (per ragioni, ovviamente, di tipo economico, di utenza, in qualche modo), la popolazione usufruire con cifre intorno al 10% solamente del trasporto pubblico; ovvero il 90% delle persone…
Bene ha fatto l’Assessore ad illustrare per prime le tavole a torta che sancivano quante macchine camminano con il solo autista, quante con due persone a bordo e quanti, invece, poi, si servono dei trasporti collettivi su gomma o su ferro. Ebbene, il risultato è lì, sul cd, tutti lo possono vedere ed analizzare puntualmente, ma porta al fatto che solo il 10% della popolazione che entra o si muove all’interno della città usa il trasporto pubblico.
Allora qual è quel dato, quale è l’obiettivo di un Piano urbano della mobilità? Ovviamente lo è di tutte le città d’Italia, d’Europa e del mondo, perché sono indirizzi ministeriali, per quanto riguarda l’Italia, che derivano da Direttive della Comunità Europea, nella quale l’Italia è inserita, che derivano dai protocolli e dagli accordi internazionali, che derivano, ovviamente, da uno stato della Terra che è a livelli comatosi, a livelli di rischio, a livelli di rottura (se la rottura non è già avvenuta, perché ricordiamoci bene che la rottura ambientale è dovuta soprattutto all’emissione di CO2, l’emissione di CO2, nelle città, è dovuta soprattutto alla mobilità).
Stiamo parlando, quindi, di uno temi principali per quanto riguarda le città, causa dell’aumento della temperatura, causa delle variazioni climatiche, quindi tutte le città, grandi o piccole – e Potenza è una città media, ormai -, devono, in qualche modo, rispondere, nel loro piccolo o nel loro grande, a questi obiettivi. Se non si raggiunge un abbattimento di CO2 da ora in poi, gli obiettivi non sono raggiunti e non solo: si somma danno a danno, quindi la responsabilità è di natura anche etica e morale, non rispetto al nostro arco di vita, ma rispetto a quello, soprattutto, delle future generazioni, e le future generazioni sono ormai molto vicine; non parlo dei figli, che sono contigui alla nostra generazione, ma già i nipoti risponderanno a grosse conseguenze. Questa è la situazione.
Vengo, poi, al PUM e alla critica che ho posto a Ciurnelli rispetto al non aver fatto capire che questi sono i cardini, piuttosto che una grossa risoluzione della mobilità. Ad un certo punto il PUM parla di soddisfacimento di una domanda di mobilità che al 2016 aumenterà del 10%. Ora, l’arco temporale, corretto, che è stato posto, perché il lavoro è analiticamente e scientificamente corretto e non si è posto un tempo illimitato nel quale inquadrare il discorso (l’Assessore lo ha ribadito anche come punto fondamentale per leggere il provvedimento), è il 2016, ovvero un arco di 10 anni circa.
Il lavoro è partito nel 2006, quindi è di circa dieci anni. E’ in dieci anni che questo piano deve essere valutato, fra dieci anni dovrà essere ovviamente rimodulato; che vada bene o che vada male, ogni dieci anni uno strumento di questo tipo dovrà vedere la sua rimodulazione complessiva, nonché, negli anni, la sua valutazione e la sua rifinitura o i suoi piccoli aggiustamenti. E’ un sistema, quindi è una “macchina”. Anche un piano va visto un po’ come una macchina che va avanti e deve raggiungere i suoi obiettivi.
Il dato dell’aumento del 10%, nell’arco temporale, della domanda pone alcuni temi; un dato interessante è quello che il piano prevede un 40% in meno di automobili, di mezzi all’interno dell’area compatta. Questo vuol dire che il piano si è posto un problema di ridimensionamento del traffico veicolare nell’area compatta, quindi nell’area urbana, quella oggi più congestionata (perché con questo piano si va a spalmare, praticamente, il traffico sul territorio), rendendo ovviamente meno problematica la viabilità nei vari nodi.
Se l’obiettivo si raggiungerà – perché chiaramente questo dipenderà dal fare le strade e quant’altro – avere un 40% di mezzi in meno nell’area compatta porta al risultato a cui l’Assessore accennava, quello di aumentare la velocità media e portarla (correggimi se sbaglio) da circa 19 a 24 km orari, quindi è un aumento considerevole, una velocità abbastanza elevata rispetto alla velocità media attuale e alle velocità medie che si hanno nei grandi centri.
Ricordo, per quanto qualcuno possa rimanere sconvolto (ma è anche provato in tutte le città), che l’automobile è il mezzo più lento di mobilità urbana all’interno delle città. La velocità media non arriva a 10 km. orari, a volte raggiunge i 3, i 4 km. orari, in alcune zone e in alcune fasce orarie.
Quindi, l’automobile è tutto, meno che utile. Non ti trasporta velocemente, inquina e, in qualche modo, ti rende anche difficile la vita. Quindi l’obiettivo rimane questo: svuotare le strade urbane dalle automobili, trasferire sul trasporto collettivo e sul trasporto pubblico la cittadinanza. Su questo, ripeto, c’è una tendenza a privilegiare in via prioritaria le infrastrutture e le strade, che costano.
Voglio al consigliere Napoli, che ne ha parlato, che è vero che il trasporto metropolitano che stiamo sperimentando ha avuto il suo boom solo durante il periodo delle Festività dedicate ai Defunti e durante il periodo di Natale; è anche vero che se non c’è un’abitudine al trasporto collettivo, e quindi la disponibilità della cittadinanza tutta a fare questo salto culturale dal trasporto individuale (io me la vedo per me, ho la mia macchina e mi trasporto da solo) a trasporti collettivi – che possono non essere solo la metropolitana, ma anche il car pooling ed altri -, ovviamente c’è un costo. Però io dico e voglio fare osservare che c’è un costo anche nel costruire le strade.
Non bisogna sottovalutare che, quando parliamo di miglioramento della viabilità e, quindi, di miglioramento della mobilità, non che non sia un risultato concreto, ma investire in strade vuol dire investire denaro, vuol dire investire in suolo, vuol dire investire (disinvestire, se vogliamo) in CO2 o in quant’altro, perché è sempre un impatto, una entropia che cresce. E’ chiaro che tra investimento e sua produttività passa la fruizione di questo investimento. Se le strade sono fruite, cioè sono trafficate, una volta costruite, allora l’utilità sembra esserci.
Perché dico “sembra esserci”? Perché io costruisco una strada, spendo un milione di euro, la vedo attraversata dalle macchine, quindi dico: “Ho fatto una buona spesa”. Costruisco una metropolitana, rendo moderna una strada ferrata o compro dei vagoni tecnologicamente avanzati ecc. che non inquinano, sostengo una spesa, la metropolitana è frequentata da pochissima gente, l’investimento sembra non esserci.
E’ chiaro che se non riesco a riempire le metropolitane o gli autobus o quant’altro, i mezzi collettivi, di gente l’investimento è perso; ma pur riempiendo le strade di macchine, una volta fatto l’investimento, l’investimento è perso lo stesso perché ottengo un aumento, un consolidamento delle emissioni inquinanti e quindi quell’investimento mi produce ancora danno. E’ questo che bisogna capire nella linearità dei processi economici.
Vengo, quindi, al punto della metropolitana ed all’ordine del giorno di cui il Presidente ha parlato. Scusate, ma devo anche dire che su mia iniziativa la Commissione si è mossa, ha accolto le mie osservazioni e ne ha fatto un ordine del giorno. Della metropolitana, tra l’altro, parlai anche con l’ingegner Ciurnelli, anche entrando nel merito tecnico. Qui voglio parlare – perché credo che l’Assessore lo ritenga importante – dell’utilizzazione di tutte le fermate già costruite, delle pensiline di cemento armato costruite non ricordo in quale anno, ma in passate consiliature (quella di San Rocco ora è stata aggiustata ed altre sono funzionali, cioè basta poco per attivarle, in sostanza sono manufatti utili).
Utilizzare tutte le stazioni (credo che siano 6 o 7) e aggiungere quella del Parco Baden Powell, strategica per la valenza del Parco Baden Powell all’interno del Regolamento Urbanistico, vuol dire che lo stesso ingegner Ciurnelli o lo staff tecnico o chi tecnicamente se ne deve occupare deve rimodulare il PUM, perché questo dice chiaramente che la cadenza delle corse è di venti minuti. Può essere di venti minuti se non ci sono tutte le stazioni, perché, per come è la rete, per come sono le macchine, non c’è niente da fare. Se le macchine non fanno scendere i passeggeri in un secondo, ma in tre secondi i tempi si moltiplicano.
Giustamente, allora, il tecnico ha detto: “Se volete una cadenza di venti minuti, non mi potete mettere quattro stazioni tra i piedi in più, in cui la metropolitana – chiamiamola così – si deve fermare”. Se vogliamo un servizio capillare, dobbiamo rivedere tecnicamente l’uso della strada ferrata e del mezzo che ci va sopra. Siccome le tratte sono abbastanza corte e ci sono curve con un raggio abbastanza alto, nonché salite, non può essere una metropolitana di accelerazione come quella che abbiamo a Roma, a Londra, a Parigi… ma la dobbiamo vedere come una metropolitana di superficie (così è detta), con percorrenze più a livello di tram che di metropolitana.
Non è un guasto, però ovviamente questo non spetta a me e questo ordine del giorno impone allo staff tecnico di rivedere la modularità ed i tempi di percorrenza, ottimizzandoli secondo un criterio che vuole spingere assolutamente – e questo l’ha detto lo stesso Campos Venuti nel Regolamento Urbanistico – nella direzione del potenziamento e dello sfruttamento di una risorsa storica per la città di Potenza (storica perché abbastanza antica), di una fortuna che Potenza ha rispetto ad altre città: quella di avere già una rete ferrata per poter risparmiare.
Ovviamente questo imporrebbe anche l’uso e l’acquisto (il discorso degli investimenti) di nuove macchine che camminino su quella rete, fatte ad hoc per camminare su quella rete e fare servizio metropolitano. La discesa dalle attuali “littorine” della FAL non è semplice, è una discesa da treno; ora ci vogliono, evidentemente, macchine tecnologicamente pronte a quella strada ferrata, se non vogliamo fare un’altra strada ferrata.
Ovviamente ci vogliono investimenti se vogliamo fare una stazione nel Parco Baden Powell, e ci vuole un doppio binario perché lì poi si sovrappongono le due reti ferrate: le Ferrovie dello Stato e la rete FAL, quindi il sistema è complesso e ci vogliono investimenti. I privati destinano gli investimenti alle strade perché forse tutti i cittadini credono che solo lì è la mobilità.
Ed allora dobbiamo riscoprire le risorse per il trasporto collettivo, assolutamente da trasferire. Compito della politica e dell’Amministrazione è far sì che i dati illustrati nel PUM e gli obiettivi di trasferimento si realizzino nella maggior quota possibile, unica cosa che permetterebbe la sostenibilità economica del trasporto pubblico, di una qualsiasi gara o anche della municipalizzata ecc., la sostenibilità economica della gestione del trasporto pubblico, che oggi sappiamo è passiva intorno al 100%, e dipende dai finanziamenti dello Stato. Queste sono le politiche da implementare, altrimenti non c’è PUM che tenga. Ci sono strade e automobili e buoni propositi.
Vi è , poi, un altro punto cui ho accennato anche quando l’Assessore è venuto in Commissione. Ho chiesto esplicitamente e lo chiedo e lo dico all’assemblea di allegare a questo Piano della mobilità, per i motivi che andrò a dire rapidamente, un Piano della mobilità pedonale. Il Piano della mobilità parla chiaramente dei percorsi pedonali ed è anche abbastanza dettagliato e spinto ed anche condivisibile, però interlocutori importanti (anche l’analisi dei dati parla chiaro), oggi, nella città, per quanto riguarda il bisogno e la mobilità, sono due soggetti: gli anziani, che sappiamo aumentare a Potenza (Potenza è una città che ha decremento della popolazione, con una crescita notevole del numero di anziani, anziani che hanno o non hanno difficoltà, che hanno l’approccio con la strada che possiamo immaginarci) ed ovviamente i bambini, e poi gli altri.
Un Piano della mobilità pedonale allegato al Piano della mobilità è un messaggio, è una lettura per coloro che hanno bisogno della mobilità pedonale (questo Piano è molto tecnico, e metterlo in mano ad un cittadino diventa complicato). E’ importante predisporre dei piani che dicono che la città di Potenza sta guardando al pedone, soprattutto al pedone anziano e ai bambini, come interlocutore fondamentale, che più va a piedi (ovviamente è importante anche il pedone medio, tutti quanti) e meglio è. Per raggiungere questo obiettivo noi vi scriviamo che il percorso da casa a scuola, da casa all’ufficio postale per il pensionato o quant’altro, è sicuro ed è sicuro perché investiamo tot denari per questi percorsi, che sono anche segnati su una pianta.
Questo, quindi, è un lavoro da aggiungere assolutamente: oggi si misura una città per quante macchine in meno mettiamo sulle strade, l’unico indicatore di qualità sarà questo. Quindi è una preghiera che faccio, già lo dissi all’Assessore, di curare questo aspetto, anche in allegato al Piano della mobilità, che secondo me lo doveva comunque contenere.
Arrivando, quindi, alla conclusione credo che l’ultima cosa importante da dire è questa: il Piano della mobilità ha un peso fondamentale, insieme al Regolamento Urbanistico, rispetto all’impatto ambientale. Si riportano tot chilometri di strada, tot metri quadrati di superficie di suolo occupata, quante macchine prevedo camminino là sopra da ora al 2016, e quali tipi di macchine… Attenzione, oggi abbiamo sulle strade tanto il SUV da 3000 di cilindrata, tanto la macchina a gas, ed allora nelle città dobbiamo capire come e con quali mezzi si cammina, quindi non contano solo i chilometri di strada, ma anche quali tipi di macchine facciamo camminare nelle nostre città, se si può camminare o non si può camminare.
Il Piano della mobilità ha impatto ambientale dieci, venti, cento… quello che è, ed allora la valutazione di impatto ambientale del nostro PUM è un atto che doveva essere, forse, integrato nella costruzione; integrato perché lo accompagna, ma che deve essere fatto, eventualmente, per una sua modifica, ed è un piano, anche questo (ovviamente la parola “piano” lo dice), che è soggetto a valutazione ambientale strategica, perché è uno degli strumenti fondamentali per capire che carico ci sarà sull’ambiente. Questa è una nota, una sottolineatura critica, che va fatta perché dobbiamo capire che i processi vanno in qualche modo pilotati. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a lei, collega Travaglini, anche per la pazienza che ha avuto nei confronti degli altri Colleghi che sembrano interessati più a chiacchierare che ad ascoltare. Non ci sono altri interventi. Cedo la parola all’assessore Coviello per la replica.
COVIELLO D.
Grazie, Presidente. Non sono riuscito, tecnicamente, a sostituire l’ingegner Ciurnelli, da più parti elogiato. Io volutamente non l’ho voluto citare, perché l’ingegnere Ciurnelli si è limitato a fare il proprio dovere, nel senso che ha svolto un lavoro assolutamente non finalizzato all’emissione della fattura, non un semplice ottemperare alle normative vigenti – in particolare alla L. 340/2000 -, ma soprattutto perché ha saputo dialogare con tutta la città, con la Commissione, con tutti i soggetti che prima ho menzionato, e questo gli ha permesso di fare un piano con un’anima, un “piano umano”, diciamo, che non si deve confondere con un periodo storico, l’Umanesimo, che ha messo la nostra città, la nostra nazione più in particolare, nel modo di non essere al passo con gli altri.
Mi riferisco al consigliere Travaglini: non abbiamo quella cultura che dovremmo, in qualche modo, creare; viviamo in un Paese dove i paradossi sono tantissimi; noi cerchiamo di organizzare un sistema di mobilità sostenibile alternativo però, mentre ci scervelliamo sul come trovare le soluzioni a questa problematica, andiamo alla pagina 131 di Televideo e verifichiamo mese per mese come vanno le vendite delle auto. Se crescono le vendite siamo gioiosi se, viceversa, diminuiscono siamo sconfortati da questo dato.
Il paradosso è ancora più evidente nella nostra città: alcuni giorni fa ho avuto la fortuna di partecipare ad un convegno a Roma (dove il sindaco Santarsiero è stato, tra l’altro, relatore) e tra i dati che ci hanno propinato abbiamo verificato che noi siamo la quinta città d’Italia per il rapporto residente/automobile a propria disposizione; siamo i quinti se chi fa la graduatoria è un imprenditore; ma siamo la centesima città se a redigere la graduatoria è un ambientalista. Siamo la quinta città come rapporto tra utente ed automobile, e allo stesso tempo siamo la 26a città come consumo pro capite per combustibile destinato alla trazione; ciò significa che noi usiamo l’automobile soltanto per fare piccoli spostamenti, non perché abbiamo un’automobile che consuma meno, ma soprattutto utilizziamo l’automobile come bene patrimoniale: ce la compriamo, la mettiamo nel cortile e ce la guardiamo dal balcone. Assolutamente non è quella la finalità.
Ho, quindi, evitato volutamente di fare ringraziamenti perché tutti quanti noi, me compreso, abbiamo soltanto fatto il nostro dovere, e mi riferisco soprattutto a Rocco Coviello, quando dice che adesso a questo Piano bisogna mettere “le gambe”. E’ quello che abbiamo fatto, Rocco; non abbiamo voluto assolutamente predisporre una pianificazione fine a se stessa, cioè che non può essere supportata da subito, abbiamo proiettato tutto il nostro lavoro al 2016. Chi verrà dopo di noi dovrà dimostrare alla città perché cambia rotta, dobbiamo metterlo in difficoltà. Questa è la vera finalità della nostra azione.
Per quanto concerne gli emendamenti, dirò che devono essere assolutamente recepiti dal PUM, come saranno recepite eventuali osservazioni che verranno fatte sul Regolamento Urbanistico. Voglio un’altra volta sottolineare che il Regolamento Urbanistico, che in una prima fase non era contemplato nel PUM, è stato un vantaggioso “compagno di viaggio” nell’adozione e si è riusciti, anche per il certosino lavoro della Commissione, ad ottenere sia l’uovo che la gallina, parafrasando le cose dette dal Presidente della Terza Commissione, Rinaldi.
Per quanto concerne, invece, l’ordine del giorno, l’abbiamo in qualche modo condiviso a priori. Abbiamo più volte detto che, nell’ambito della programmazione dei fondi 2007-2013, per quanto attiene agli aspetti legati alla mobilità priorità assoluta va data al reperimento di fondi finalizzati alla costruzione dei sottopassi, soprattutto quello di Via Angilla Vecchia (il primo, per intenderci) e alla costruzione della stazione del Parco Baden Powell, soprattutto per evitare l’interazione della rete FAL con la rete RFI, che non ci permette di prestare il servizio metropolitano con la stessa cadenza che portiamo a Santa Maria.
Più volte si sono volute ribadire le questioni legate al Programma di esercizio con il PUM. Io voglio sottolineare, nuovamente, che sono due cose assolutamente diverse; il Programma di esercizio va trattato alla stessa stregua del Regolamento Urbanistico: bisogna entrare nel merito in modo appropriato e fare le scelte giuste. Il PUM sovrasta entrambe le pianificazioni, va oltre. L’unico risultato che siamo riusciti ad ottenere in questa discussione è che finalmente non ci siamo soffermati unicamente sulle opere pubbliche, ma anche sulle azioni immateriali che dovremmo mettere in atto.
Il consigliere Napoli sottolineava la necessità di predisporre un ufficio, un ufficio che riesca a gestire la mobilità in città. Questa è una priorità assoluta e più volte ce lo siamo detti, in tutti i contesti politici. L’occasione si presenta con lo spostamento degli uffici al nuovo palazzetto della mobilità, il “Mobility Center”, come abbiamo voluto chiamarlo in chiave europea, che ci ha dato la possibilità di avere finanziamenti per l’acquisto di quattro autobus – la gara è terminata l’11 aprile -. Ma non basta; bisogna mettere al suo interno persone pensanti, che riescano ad organizzare questi uffici.
Lo stesso palazzetto conterrà anche altre attività connesse a questioni fortemente legate alla mobilità. Possiamo fare l’esempio della stazione Radio Taxi (formalmente, noi non abbiamo la possibilità di istituire un punto dove poter far confluire le telefonate di coloro che vorranno utilizzare il taxi); potremmo metterci, addirittura, il check-in, per un primo livello di informazione e di prenotazione per il trasporto aereo per i costruendi aeroporti di Pisticci e Pontecagnano… potremmo farci anche tantissime altre cose, però non credo che questa, adesso, sia la sede opportuna per entrare nel merito di tutte queste questioni. Lo faremo, assolutamente e sicuramente, durante la discussione del Programma di esercizio che, come abbiamo detto, è già all’attenzione della Terza Commissione Consiliare.
Per quanto riguarda il servizio metropolitano, sì, forse in questa fase i dati sono in calo rispetto alle festività, ma non poteva essere altrimenti. Questo vale anche per gli altri sistemi di trasporto alternativo. Non si differenzia molto anche il dato dell’utilizzo del mezzo su gomma rispetto a quello ferroviario, ma come abbiamo detto, e come ribadiamo nel PUM, la metropolitana è assolutamente essenziale, ancor più del trasporto su gomma, e noi, con le giuste verifiche, con i giusti cambiamenti, dovremo fare assolutamente un miglioramento, e lo faremo con il Programma di esercizio, tanto è vero che quattro navette, le uniche quattro navette, sono a servizio del servizio metropolitano con cadenza di dodici minuti ognuna.
Per quanto riguarda la gara per il trasporto, l’ho già detto: ancora ieri ho parlato con il direttore generale, ho tentato di farlo, per la predisposizione della gara di trasporto pubblico. E’ un elemento essenziale. Senza la gara, senza una società certa che gestisca insieme a noi il servizio di trasporto pubblico, non andiamo da nessuna parte. Abbiamo voluto anche ribadire che per gestire un servizio di trasporto pubblico ci vogliono delle somme ben sostanziose. Noi non ci differenziamo dalle altre città italiane; riusciamo a recuperare, nel complesso, il 15% di quanto spendiamo, le altre città non fanno meglio, ma non è che “mal comune, mezzo gaudio”: dovremmo, in qualche modo, avviare quello che in termini ingegneristici è spunto, dobbiamo cominciare a pensare in modo diverso, e lo facciamo anche con quelle cose che il consigliere Travaglini ha richiamato, cioè con la mobilità alternativa.
Quelle, poi, sono le cose più affascinanti, alle quali, più che ad altre, ho dedicato il mio tempo. Noi abbiamo nominato il Mobility Manager, prima città nell’Italia del Sud, Marcello. Il Mobility Manager del Comune di Potenza riveste anche il ruolo di Mobility Manager d’area, cioè coordina anche gli altri Mobility Manager. Tutte le aziende, pubbliche e private, che superano i 150 dipendenti devono nominare il Mobility Manager; una volta che al loro interno sono riuscite a trovare chi si vuole dedicare a questi annosi problemi, una volta quantificata la somma da riconoscergli per questa ulteriore responsabilità, li abbiamo incontrati.
Timidamente abbiamo cominciato a ragionare di mobilità alternativa e, quindi, del car pooling, che consente a più persone di utilizzare la stessa macchina, e del car sharing, che sono delle autovetture messe a disposizione dall’azienda per coloro che raggiungono il posto di lavoro utilizzando il mezzo pubblico. Il Sindaco, nella sua illustrazione finale, sicuramente riuscirà a dare ancor più merito al lavoro svolto sia dall’Ufficio, sia dalla Commissione competente.
PRESIDENTE
Ringrazio l’assessore Coviello. Ritengo che il Sindaco ci voglia intrattenere ulteriormente sul PUM; ne ha facoltà.
SINDACO
Mi sembra doveroso, da parte mia, intervenire su un punto all’ordine del giorno che segna uno dei momenti più importanti di questa consiliatura, alla pari di altri momenti che abbiamo vissuto ultimamente; in particolar modo, penso al Regolamento Urbanistico.
Con l’approvazione del PUM noi, di fatto, andiamo a segnare un momento significativo, di svolta nella nostra città per quel che rappresenta la mobilità. Non più interventi approssimati, non più interventi caratterizzati dalla provvisorietà, per quanto ragionati, per quanto importanti, come pure ci sono stati nel passato; penso a quando si è intervenuti con il sistema dei sensi unici, penso a quando – tante volte – siamo intervenuti con un sistema di semaforizzazione. Da oggi in poi affidiamo ogni intervento nel settore della mobilità ad un momento di pianificazione che si è caratterizzato per l’assoluta qualità dell’indagine e della proposta.
Anche io devo ringraziare, oltre che l’Assessore – che in questa vicenda ha messo passione ed anche competenza; da tecnico, ha finito col dedicarsi sempre di più alla conoscenza di questi temi, fino ad impadronirsene -, l’ufficio, i nostri tecnici di ufficio, per l’attività che hanno sviluppato direttamente, e l’ingegner Ciurnelli. Alla pari di quello che è successo con il Regolamento Urbanistico, abbiamo voluto affidare la consulenza, la supervisione di uno strumento così importante ad un esperto di chiara fama nazionale.
Donato ha fatto riferimento ad un convegno nazionale dell’ANCI, al quale ho avuto il piacere e l’onore di partecipare in veste di relatore. Il PUM della città di Potenza era noto a quel tavolo; si sapeva che stavamo lavorando ad uno strumento importante.
Non a caso l’assessore Coviello ha definito il PUM “compagno di viaggio” del Regolamento Urbanistico; io direi di più, esattamente come abbiamo fatto il giorno in cui abbiamo adottato il Regolamento Urbanistico, ed esattamente come doveva essere secondo un percorso che solo da un punto di vista formale non è stato rispettato, ma lo è stato da un punto di vista sostanziale.
Voi ricorderete che l’ordine del giorno originario del Consiglio in cui abbiamo adottato il Regolamento Urbanistico prevedeva l’adozione del PUM un momento prima; non lo facemmo per una questione di opportunità, perché il Regolamento Urbanistico aveva un respiro – in termini di confronto, di analisi, di approfondimento – così vasto che ritenemmo più opportuno andare direttamente alla discussione del R.U., ma già in quella fase era evidente che il PUM aveva rappresentato uno dei pilastri del Regolamento Urbanistico, uno degli elementi importanti di confronto e di riferimento, tant’è che la viabilità cui ha fatto riferimento l’Assessore nella sua illustrazione è la viabilità, sono gli elementi di viabilità che caratterizzano e rappresentano la base del nostro Regolamento Urbanistico.
Come comprendete, vi è un’interazione di ampia portata tra i grandi strumenti di pianificazione della nostra città che ci consente di parlare di una città che cambia pagina. Ha cambiato pagina nell’urbanistica, cambia oggi pagina nella mobilità.
Il PUM ci consente di lavorare, da oggi, seriamente, ad un programma integrato di opere e di servizi. Voglio tornare su Ciurnelli e ricordare il giorno in cui, presentandoci il PUM, dimostrò una conoscenza totale ed approfondita della nostra città e delle problematiche del sistema urbano. Il PUM arriva oggi in Consiglio con una tempistica che è quella giusta. E’ vero: pensavamo, forse, di poterlo adottare con qualche tempo di anticipo, però voglio dire che questi sono strumenti che per essere portati a compimento necessitano, innanzitutto, di una conoscenza dello stato di fatto, di indagini… quelle indagini che ci hanno consentito di avere numeri che pure ci hanno sorpreso.
Il dato globale di 69 mila auto – non so se l’Assessore l’abbia dato globalmente o attraverso i dati relativi ai vari flussi – che in città quotidianamente si muovono, di cui 37-38 mila provenienti da fuori città, è un dato che ha sorpreso pure noi e che ci fa comprendere quanto determinante sia la conoscenza degli elementi a contorno per definire strumenti di questo tipo. Ebbene, grazie a queste conoscenze, grazie alle conoscenze e alla professionalità di chi ha redatto il PUM, oggi noi siamo in grado di definire un programma integrato di opere e di servizi, il cui risultato finale è ben chiaro e ben definito, anche nella tempistica e nei costi, su cui poi mi soffermerò.
La tempistica. C’è un tempo di attuazione che è nell’ordine dei 10 anni; è indicato chiaramente nella relazione dell’Assessore. E’ un programma di opere e di servizi il cui risultato finale sarà la riduzione dei tempi di attraversamento della città (oggi noi abbiamo una velocità media di attraversamento della nostra città che, seppure nella media delle altre città italiane, è una velocità bassa, e noi questa velocità l’alziamo); miglioreremo in maniera sensibile i tempi di accesso alle strutture strategiche della nostra città, quelle strutture che fanno della nostra città una città di servizi di eccellenza, città capoluogo: Università, Ospedale, Regione, le nostre Stazioni ferroviarie…
Tempi minori di attraversamento della città, quindi, e poi i parcheggi (un sistema di parcheggi ragionato al servizio dell’intero sistema e di prospettive come la Z.T.L., l’ipotesi di chiusura del Centro Storico) e il trasporto pubblico misto. Il PUM è l’elemento che ci consente di dire che il programma del trasporto pubblico che approda in Commissione, e che sarà la base della gara novennale che dovremo – ne convengo – fare rapidamente, si presenta oggi come un sistema che, mettendo in rete il trasporto su gomma, la metropolitana leggera e il sistema delle scale mobili, ci permetterà di avere un servizio di qualità migliore e tempi minori di attraversamento della città anche con i mezzi di trasporto pubblici, e ci darà la possibilità di arrivare alla chiusura del Centro Storico.
Dopo di che, vi sono altri strumenti: quello del car pooling (lo dico a Marcello Travaglini) è esattamente l’azione che fa la Pubblica Amministrazione per invitare (anche attraverso un sistema di azioni tendenti a favorire l’obiettivo, cioè attraverso un sistema di penalità per i cittadini che non sono all’interno di quell’obiettivo) ad un utilizzo plurimo del mezzo privato e ad un utilizzo maggiore del mezzo pubblico. Un sistema di azione da parte della Pubblica Amministrazione, quindi, per favorire questo obiettivo e penalizzare l’obiettivo opposto.
Il PUM ci consentirà di favorire la riduzione delle emissioni in atmosfera. E’ evidente che tutto ciò determina una riduzione delle emissioni in atmosfera, ma lo determina anche attraverso azioni virtuose già in atto e già frutto dell’azione del PUM. Pensiamo alla Z.T.L., che nasce nell’ambito di un progetto europeo che ci ha consentito di avere dei finanziamenti per effetto dei quali… non so se la gara già è in corso; è già espletata, addirittura… avremo in città quattro pullman di tipo ecologico e a riduzione di inquinamento.
Questo sistema ci consentirà di avere una riduzione del transito in città dei pullman extraurbani, anche qui in maniera ragionata: non esiste più l’unica area a cui sempre, in maniera generica, abbiamo pensato, fuori dalla città, dove far approdare i pullman extraurbani. Anche in questo caso la professionalità, le conoscenze, i ragionamenti hanno portato ad un sistema, all’interno del territorio, di approdo dei pullman extraurbani e di interscambio ragionato in zone strategiche.
C’è un “cervello” che governa tutto ciò, ed è un cervello che sta in una struttura che stiamo completando e che nel giro di 2-3 mesi sarà a nostra disposizione, attrezzata con la tecnologia necessaria: è il Mobility Center. Il Mobility Center, come ben sapete, è localizzato presso la stazione per i pullman urbani ed extraurbani, che sarà la vera struttura (5.000 metri quadrati) per la mobilità cittadina ed accoglierà l’ufficio mobilità ed anche i nostri vigili urbani.
Tutto ciò è il PUM, cioè un ragionamento importante sulla mobilità cittadina, un ragionamento unico, un ragionamento possente, un ragionamento che in parte è in attuazione e che per il resto deve essere attuato, con costi chiari – li diciamo – e con percorsi praticabili negli anni. In parte è attuato, dicevo: Nodo complesso del Gallitello, Nodo ospedaliero, il parcheggio finanziato e in fase di progettazione sulla Fondovalle (un parcheggio strategico, 4 milioni e mezzo di euro, per il quale abbiamo già approvato il progetto preliminare), la struttura del Mobility Center, pronta, la metropolitana leggera già in fase di attuazione. Pezzi importanti del PUM che già sono in fase di attuazione.
Queste opere, fuori dal PUM, sarebbero cinque grandi opere importanti, che però resterebbero tali; cinque pezzi isolati che ci potremmo, come Amministrazione, gloriare di essere riusciti a fare, ma che resterebbero fuori da un progetto organico al servizio della città.
Il Nodo complesso partì fuori dal PUM, perché fu una delle scelte iniziali che facemmo come Amministrazione; due mesi dopo che ci eravamo insediati chiedemmo alla SAT di cominciare a ragionare su come risolvere il problema del Nodo complesso del Gallitello. Appena partimmo, poi, con il professor Campos Venuti con i ragionamenti sul Regolamento Urbanistico e con Ciurnelli sul PUM, il Nodo complesso fu oggetto di un approfondimento feroce da parte dei nostri consulenti per comprendere in che misura quell’opera, nata per dare una soluzione puntuale ad un problema della città, potesse rientrare al servizio globale del sistema della mobilità.
Oggi, quindi, si comprende in quale disegno rientrano il Nodo complesso, il Nodo ospedaliero, le altre grandi opere a cui facevo riferimento; oggi si comprende in che misura sono già attuazione del PUM. La stessa metropolitana leggera, se fosse staccata dal PUM, lascerebbe – comprendo le considerazioni di Michele Napoli – qualche perplessità, sarebbe un “pezzo” che cammina da solo; inserita nel PUM, con il sistema integrato su gomma, che sarà tarato in funzione dell’obiettivo di utilizzare al meglio la metropolitana leggera, diventerà un pezzo fondamentale, e si comprende perché deve restarci.
Vorrei fornire qualche numero sulla metropolitana leggera. E’ vero: non abbiamo le grandi masse che la utilizzano, però tenete conto che in questo momento, a Potenza, ci sono 30 corse doppie della metropolitana, 60 treni che attraversano la città, fra quelli di sevizio puro di metropolitana e quelli che l’attraversano in un percorso di attraversamento della città.
Guardate, io vorrei fare una considerazione banale: anche il giorno in cui il nostro collega Michele Napoli è salito su uno di quei treni, penso che sei o sette persone a bordo ci saranno state.
Fase interlocutoria
SINDACO
Saranno tre; ma sai perché dico sei? Perché i dati ufficiali che ci danno le FAL sono: 350 persone di media, al giorno, che utilizzano la metropolitana. Questi sono i dati ufficiali: 350 persone di media al giorno, con punte settimanali di 500. Escludiamo quello che è successo nei giorni delle festività dei Defunti, quando abbiamo avuto punte che sono arrivate a 2.500 utenti, quindi mediamente abbiamo 350 persone al giorno, con punte di 500, e non si è mai scesi al di sotto delle 200 persone al giorno.
Questi sono dati ufficiali, però capisco che anche questi dati, per quanto possano essere significativi, estrapolati da un discorso più generale lascerebbero il servizio di metropolitana un bel risultato che comunque non risolve il problema; invece va inserito, anche questo servizio, con questi numeri, in un contesto che è quello a cui facevamo riferimento.
Dell’acquisto dei bus abbiamo detto. I semafori. Anche per questi abbiamo sentito dire: “Ritornate ai semafori; a che serve?”. Servono nella misura in cui già sono un pezzo di attuazione del nostro PUM, ed anche il progetto dell’ITS finisce con l’essere un progetto di cui a questo punto si comprende la potenzialità.
Tutto questo per un ragionamento interno alla città, senza tener conto che il PUM (è tutta la prima fase del ragionamento che ha fatto l’Assessore) è l’elemento che consente alla città di aprirsi al resto del territorio, soprattutto quello metropolitano. La prima relazione che l’ingegner Ciurnelli, in Sala dell’Arco, presentò a noi, forze politico-amministrative, e poi anche alle forze sociali interessate, fu sul sistema della mobilità dell’area metropolitana. Partendo da quel sistema, si è tarato il PUM ragionando sui collegamenti della nostra città con il resto dell’area metropolitana, quindi ci troviamo di fronte ad un momento di pianificazione di particolare rilevanza.
I tempi di attuazione, abbiamo detto, sono stati indicati in dieci anni. I costi. I costi fanno riferimento al sistema delle infrastrutture e al servizio del trasporto pubblico locale, fondamentalmente. Il sistema delle infrastrutture ha un costo chiaro, lo dicemmo in sede di Regolamento Urbanistico: 60 milioni di euro, il sistema della viabilità. Di questi 60 milioni di euro, per effetto dei meccanismi della perequazione, un terzo era a carico dei privati. Restano 40 milioni di euro. Ora, 40 milioni di euro li consideriamo assolutamente compatibili con le previsioni di flussi finanziari che interesseranno la nostra città.
Tra fondi POR e fondi Cipe potrei già anticipare alcune risorse ingenti che interesseranno la nostra città e che ci chiameranno ad un momento importante di programmazione. Tali risorse arriveranno attraverso una programmazione Cipe che consentirà all’area urbana di Potenza di contare già nei prossimi mesi su svariate decine di milioni di euro per la sua programmazione pluriennale. Svariate decine di milioni di euro. Non so se Raffaele, nella struttura di segreteria della Presidenza della Giunta Regionale può… conosce sicuramente la dimensione di un programma Cipe che per la Regione è di centinaia di milioni di euro e che alla nostra area urbana lascia ingenti risorse.
Fase interlocutoria
SINDACO
Io sul Governo Berlusconi… Il dato politico è ben chiaro, però, devo essere onesto, sui fondi FAS ci fu un’attenzione reale del Centrodestra, di cui la città di Potenza ha goduto, nella prima fase. Se sommiamo questa delibera Cipe già pronta ad una sensibilità che potrebbe ripetersi in questa direzione e ai fondi europei che arriveranno, noi per il prossimo sessennio abbiamo davvero la possibilità di avere somme superiori a queste.
Per onestà, in questi 40 milioni di euro non ci sono due opere il cui costo è il dato che ho chiesto personalmente a Ciurnelli mentre ero al telefono; pensavo fosse più alto, ma è un ordine di grandezza anche questo assolutamente praticabile. Sono le due scale inclinate, i due sistemi inclinati destinati a servire Macchia Romana e a collegare il Centro con la Stazione di Potenza Città delle FAL: due sistemi inclinati che completano il sistema delle scale mobili che già abbiamo (con la prossima apertura del ponte attrezzato e della scala di Via Mazzini). Il loro costo sarebbe di 5-6 milioni di euro, quindi un ordine di grandezza di spesa praticabile e chiaramente individuabile nei flussi dei finanziamenti che interesseranno la città.
Per quel che riguarda la tempistica, ribadisco: è una tempistica che nell’ordine dei dieci 10 anni potrebbe veder realizzato interamente questo Piano. Mi sembra un risultato importante.
Devo ringraziare, oltre l’Ufficio, l’Assessore ed il consulente, anche il lavoro della Commissione e del suo Presidente. La Commissione si conferma una Commissione straordinaria nella sua capacità di lavoro, di approfondimento e di analisi dei nostri strumenti di pianificazione. Il ringraziamento è formale ed anche personale, Raffaele, per quanto è stato messo in campo e che ci consente di guardare con fiducia, in questa fine consiliatura, anche alle vicende che riguarderanno il trasporto pubblico locale. Grazie alla Commissione, ma devo ringraziare anche la nostra Opposizione. La devo ringraziare per il diverso clima nel quale, da un po’ di tempo, le questioni amministrative di questa città vengono affrontare, anche quando siamo su posizioni contrapposte, di completa diversità di vedute.
Una città segna i suoi punti di crescita nella qualità del confronto. Ahimè, questa è una qualità che non vediamo in altri settori della città. Quello che è successo ieri e l’altro ieri in altri campi, che non sono quelli istituzionali ma sportivi, dimostra che lì, probabilmente, in tema di qualità del confronto dobbiamo crescere ancora molto. Ma qui l’aria è cambiata molto, anche quando non siamo d’accordo, anche quando siamo su posizioni contrapposte: merito di tutti, e di questo ringrazio. E’ cambiato il clima e la città lo percepisce. Una città che ha un futuro, una città che cresce ha bisogno di una qualità del confronto democratico che sia una qualità sana, che sia una qualità significativa.
Per questi motivi ringrazio per il voto favorevole che verrà espresso, con grande senso di responsabilità, dal gruppo di AN, che ha voluto cogliere gli elementi di positività in questa proposta (sappiamo che è un voto che va in questa direzione). Ringrazio anche Michele Napoli per l’annunciato voto di astensione; al consigliere Napoli mi permetto di chiedere un ripensamento verso un voto favorevole, alla luce dei dati che puntualmente ha voluto evidenziare come criticità, che erano quelli della spesa e della tempistica. Ritenendo di avere offerto una risposta credibile, non politica, e avendo lui posto un problema tecnico, io mi permetto di chiedergli un voto favorevole.
Non sono intervenuti altri consiglieri; non ho sentito la voce di altri componenti dell’Opposizione, di Trombetta… Mi permetto, alla luce di questo lavoro e anche della… l’avete seguito e avete potuto verificare che ci troviamo di fronte ad uno strumento che, anche rispetto al Regolamento Urbanistico, non comporta la possibilità di avere equivoci legati a qualche Interesse – voglio utilizzare la “i” maiuscola, per evitare che ci possano essere fraintendimenti -. Qui è davvero un dato tecnico, uno sforzo che è stato fatto, un’analisi, rispetto alla quale noi stessi ci siamo voluti affidare.
Ci siamo affidati, all’inizio, noi stessi con qualche perplessità. Io ricordo, ve lo devo confessare, quando il professor Campos Venuti ha dovuto far comprendere al Sindaco e all’Assessore, e poi noi alla Giunta, l’importanza… mica ce l’avevamo così chiara, in quella fase… l’importanza di avere un PUM alla base dello strumento urbanistico. Egli ci disse: “Non pensate di poter fare il Regolamento Urbanistico, se non abbiamo uno studio della viabilità”. Oggi anche a me sembra tutto chiaro, tutto scontato, ma vi garantisco che tre anni fa non lo era, per noi.
E ricordo quando Campos Venuti chiese non soltanto un PUM, ma chiese un PUM redatto da un professionista serio, un professionista in sintonia con lui, perché era giusto. E’ vero che il PUM è una scelta molto più tecnica, ma è inevitabile, quando si affrontano livelli di pianificazione così alti e così profondi, che ci debba essere una sintonia fra i vari livelli di progettazione. Quando il professor Campos Venuti propose Ciurnelli, noi pure ci chiedemmo – la cosa fu oggetto di confronto con il professore, e l’architetto Di Vito ne è testimone -: perché Ciurnelli e non qualcuno che noi pure conosciamo e che sappiamo essere molto bravo e che può essere espressione della nostra…?
Egli ci spiegò la necessità di una sintonia, di una capacità di lettura… per i tempi stretti che chiedevamo vi era la necessità che non ci fossero tempi morti già solo per cominciare a ragionare e mettersi in sintonia tecnologica rispetto alle due questioni.
Per le difficoltà che noi stessi abbiamo vissuto, per le perplessità che abbiamo avuto, in quel momento potevamo rappresentare “un’opposizione di noi stessi” quando ci confrontavamo rispetto a queste cose, e fu un confronto serio, che ci bloccò per 4-5 mesi prima di partire sulle questioni… Per questi motivi, ritenendo che abbiamo lavorato veramente per un risultato importante per la città, chiedo il voto favorevole di tutti. Ovviamente devo ringraziare – è d’obbligo – anche la nostra Maggioranza per il supporto forte che ci è stato dato e per la fiducia prestataci per questo importante strumento.
PRESIDENTE
Ringrazio il signor Sindaco. La discussione generale è terminata. Per dichiarazione di voto mi ha già chiesto di intervenire il collega Napoli, prego.
NAPOLI
Grazie, Presidente. Spero che le parole di apprezzamento del Sindaco nei confronti dell’Opposizione non siano limitate a questo provvedimento, ma che siano frutto anche di una valutazione di ciò che è accaduto nell’arco…
Fase interlocutoria
NAPOLI
Credetemi, vorrei davvero dare un voto favorevole, però non mi si può chiedere tanto, perché il voto favorevole viene anche da una valutazione attenta di ciò che è stato, di ciò che era stato sollecitato, di ciò che era stato, in qualche maniera, intimato alla Pubblica Amministrazione sul tema dei trasporti, della viabilità e della mobilità.
Non può che accogliersi con favore la volontà di dar vita ad un approccio di natura organica al tema della mobilità nella sua accezione più moderna, più seria, più giusta del termine, mi pare però doveroso, Sindaco, sottolineare alcuni aspetti, non per polemizzare, ma per evidenziare quanto a cuore stia a chi parla e alla comunità avere un sistema che sia davvero moderno ed efficiente.
Il dato che lei ha sancito in questa sede, relativo all’utilizzo del servizio metropolitano leggero, è “dopato” perché se si tiene conto degli studenti che da Avigliano a Potenza vengono ogni mattina e li si ricalcola nel momento in cui tornano ad Avigliano dopo avere ultimato gli studi a scuola…
Fase interlocutoria
NAPOLI
Ma sa perché? Ma non è vero, Sindaco, perché c’era un mio compagno di scuola, Angelo Verrastro, di Avigliano, che veniva al Liceo Classico, che scendeva a Potenza Città, come tanti studenti di Avigliano che frequentavano il Liceo Classico Quinto Orazio Flacco. Per cui non è vero che scendono a Santa Maria.
Allora, se vogliamo dire le cose come stanno, le dobbiamo dire per davvero, sino in fondo. Allora dobbiamo dire che il servizio metropolitano leggero è tale ed è utilizzato soltanto in quel lasso temporale. Nel resto della giornata, ovvero dalle dieci a mezzogiorno e dalle quattro del pomeriggio fino a tarda sera, l’utilizzo è davvero minimo.
Dobbiamo avere almeno l’onestà di dirci, nella massima assise comunale, le cose come stanno, così come dobbiamo avere la consapevolezza di evidenziare che certi provvedimenti (tuttora in vigore proprio in ragione dello sforzo fatto da questa Amministrazione) andavano in qualche maniera revocati, a meno che non si pensi che gli stessi siano dei meri espedienti.
Z.T.L.: c’è una sua ordinanza che non è rispettata. Tutti quanti entrano nel Centro Storico nelle ore mattutine. Sindaco, la prego, noi ci rechiamo quotidianamente, per le commissioni, nel Centro Storico, non vediamo più alcun vigile, non vediamo più alcun apparecchio elettronico che rilevi il passaggio nel Centro Storico, e non mi si venga a dire che la Z.T.L. funziona, sarebbe uno schiaffo all’onestà intellettuale di chi parla, sarebbe uno schiaffo a quello che i cittadini quotidianamente verificano per accedere al Centro Storico. E sfido chiunque ad alzarsi dalla sedia, a prendere la parola e a dire che ciò che ho riferito testé non risponde al vero.
Ma dico: quando si vuole strappare anche un voto favorevole bisogna parlare il linguaggio della verità. Noi dobbiamo parlare il linguaggio della verità. Questo tentativo di autocelebrazione sempre e comunque non va bene. Questo tentativo di autocelebrarsi in ogni occasione non va bene, perché ha un effetto contrario, ha un effetto boomerang.
Guardi, Sindaco, se io volessi strumentalizzare le sue parole, e mi riferisco all’episodio sportivo, direi che fino a domenica l’altra più volte Lei ha sostenuto il Presidente, più volte gli è stato accanto, più volte lo ha sostenuto e più volte si è preso anche dei meriti. Poiché non voglio strumentalizzare e voglio accantonare questo aspetto, perché la credibilità la si costruisce giorno dopo giorno, non si può negare che alcuni ritardi sono ritardi strutturali. Quando si dice da questi banchi, quando l’Opposizione dice: noi vorremmo dare un voto favorevole perché crediamo nella necessità di dar vita ad un provvedimento che affronti il tema della mobilità nella sua interezza e nella sua complessità, diciamo anche che ci saremmo attesi che in questo arco temporale la Pubblica Amministrazione, sollecitata ad intervenire su certi temi, l’avesse fatto.
In certi archi temporali, certe arterie della città sono invase dal traffico cittadino; invito tutti coloro i quali siedono in questi banchi a dire se l’Amministrazione Comunale ha affrontato o meno questo problema intervenendo con inflessibilità. Via Cavour, all’ora di pranzo, è intasata da autovetture, pullman, mezzi, il quartiere di San Rocco è assolutamente “invaso” da autovetture. E’ un problema che non nasce da ieri, è un problema che nasce da lontano, che viene dal passato, rispetto al quale la Pubblica Amministrazione non è mai intervenuta. E allora non ci si può dire: da oggi cambia tutto. Non è così. Da oggi poteva cambiare tutto se nel frattempo ci si era preoccupati, pian piano, in maniera graduale, di risolvere alcune questioni. La credibilità e il linguaggio della verità devono emergere con chiarezza, altrimenti mettiamo in campo un provvedimento che è propaganda. Noi non abbiamo più bisogno di propaganda, abbiamo bisogno di provvedimenti che rispondano alle esigenze dei cittadini, abbiamo bisogno di un’attività amministrativa che possa essere percepita come credibile da chi amministriamo. Questo non è accaduto, e dobbiamo dircelo con forza, senza nessuna remora.
Faccio un esempio, Presidente. Faccio un esempio, Sindaco. Anche qui, un suggerimento. Capisco Pesarini, ma la “stampella”, magari, la farà in un’altra occasione… Viale Dante, Sindaco. Domenica ho avuto la “brillante” idea di passeggiare, con mia figlia di undici mesi nel passeggino, in Viale Dante. Sindaco, non era possibile passeggiare: macchine dappertutto, sui marciapiedi, nei posti più impensati! Allora il concetto di mobilità non lo possiamo valutare a giorni alterni, non ce lo inventiamo in certe occasioni, in certe ricorrenze.
SINDACO
Michele, ma io sono d’accordo che oggi non va, noi stiamo lavorando per migliorare; che oggi ci sia una situazione di crisi, così è, è evidente.
NAPOLI
Dico un’altra cosa… perché altrimenti questa Amministrazione passa per essere la più moderna…: chi era seduto in questi banchi anche nella scorsa consiliatura ricorderà che partì da colui il quale vi sta ora parlando l’idea di immaginare ciò che il Ministero dell’Ambiente, nella scorsa legislatura (Governo Berlusconi), indicò come una prospettiva per i centri urbani aventi una maggiore densità di popolazione, cioè il ricorso al car sharing, che è esattamente quello che lei stava dicendo poc’anzi.
Il presidente Campagna, se la memoria lo sostiene ancora, ricorderà che tra questi banchi e da chi vi parla fu lanciata questa proposta. L’assessore Coviello, che con me era seduto tra questi banchi, ricorderà l’invito fatto alla Pubblica Amministrazione. Concludo dicendo – e poi davvero mi taccio, Presidente – che il voto favorevole, anzi il voto di astensione che in questa sede chi vi parla dà, è un’apertura di credito, per chi non l’abbia capito, perché se io dovessi limitarmi a valutare ciò che è stato fatto rispetto alle sollecitazioni sacrosante di chi vive la città e la conosce come e quanto voi, sarebbe un voto negativo. Poiché capiamo lo sforzo e ci vestiamo anche dei panni di chi ha il compito di voltare pagina, vogliamo dare un’apertura di credito, perché vogliamo credere che l’azione amministrativa davvero possa dare, finalmente, le risposte che la comunità si attende. Però non chiedeteci di farlo in maniera fideistica.
Abbiamo l’abitudine, vuoi per cultura, vuoi per appartenenza politica, di guardare le cose come stanno, di valutare gli elementi in maniera oggettiva, senza lasciarci condizionare, altrimenti, Sindaco, se avessimo dovuto guardare a tutto ciò che questa città ha avuto, dovremmo chiederci come mai, poi, la situazione economica di questa città – e parlo delle casse, e parlo delle finanze – sia così ridotta al lumicino.
PRESIDENTE
Ringrazio il collega Napoli. Sempre per dichiarazione di voto, il consigliere Pace, prego.
PACE
Ho sentito dire da diversi Consiglieri che il PUM è un progetto ambizioso, e naturalmente condivido l’ambiziosità di questo progetto. Ho ascoltato con attenzione la relazione dell’Assessore, l’ho letta e non trovo elementi che mi possano oggi far esprimere in questa assise un voto contrario. Il PUM, per me, per come l’ho interpretato, si presenta come qualcosa che si propone di contenere nel lungo periodo la pianificazione di tutto il sistema della mobilità, gli strumenti di pianificazione della città e di tutto il territorio. Anzi, dovrei aggiungere qualche altra cosa: per come è stato redatto, a mio parere, il PUM oggi presenta aspetti positivi di innovazione politica, di metodologia e di tecnica, soprattutto per quanto riguarda l’orchestrazione di tutti gli elementi che vanno a rappresentare il sistema della mobilità, non solo, ma di tutte le infrastrutture.
Naturalmente, parimenti lungimirante è l’estensione del PUM dell’area vasta della città di Potenza all’interno di tutti i comuni dell’hinterland potentino, ovvero di quell’insieme di comuni che oggi, a mio parere, candidano la città di Potenza come polo urbano e attraverso questo strumento vogliono condividere con la stessa città tutte le problematiche relative all’accessibilità, relative all’impatto ambientale, relative all’organizzazione di tutti i servizi del quotidiano. Sempre per quanto riguarda la mia interpretazione, è in questo modo che il Piano di Mobilità si interpone come l’altra faccia della pianificazione, con la quale naturalmente necessariamente condividere e portare a coerenza sulla base di conoscenze, obiettivi, strategie ed elementi funzionali al monitoraggio.
E’ in questo modo che io do una lettura del PUM che si interseca con il redigendo strumento urbanistico ed il Piano Strutturale Metropolitano: naturalmente penso al sistema della metropolitana (hanno parlato di metropolitana leggera), magari domani, così come è stato proiettato nel tempo, ci sarà una metropolitana che metterà in collegamento tutti i vari comuni (Abriola, Pignola, Pietragalla…); penso al sistema del trasporto tutto su gomma; penso all’organizzazione dei parcheggi e ai parcheggi dell’interscambio, alla mobilità lenta, alla Z.T.L., perché no, alle aree pedonali e a quelle ciclabili; penso alla tangenziale nord che è stata inaugurata l’altro giorno e che con la sua materializzazione non fa altro che promuovere lo sviluppo ed il riutilizzo di tutto il sistema viario a vantaggio dell’intera cittadinanza.
Tutti questi elementi, dunque, a mio parere, da oggi in avanti e proiettati nel tempo, non faranno altro che concorrere al raggiungimento degli obiettivi specifici che questa Amministrazione si è posta, e cioè di eliminare… anche con l’ausilio della Forza Pubblica, dei Vigili, se vengono impiegati in questo settore; anzi, eventualmente possiamo anche far scorrere la graduatoria per l’assunzione definitiva degli ultimi quattro… eliminare tutte le conseguenze negative che possono incidere sul piano sociale, economico e ambientale. Questi elementi concorreranno essenzialmente ad eliminare il congestionamento della città e tutti i disagi che oggi viviamo, sia automobilistici che pedonali.
Sulla scorta di tutte queste considerazioni, il voto della Sinistra Democratica sarà favorevole. Grazie.
PRESIDENTE
La parola, sempre per dichiarazione di voto, al collega Trombetta.
TROMBETTA
Grazie, Presidente. Oggi avevo deciso di non prendere la parola, soprattutto dopo avere ascoltato l’intervento del mio collega di gruppo Michele Napoli. Penso che a quello che è stato detto dal Collega non ci sia null’altro da aggiungere. Il nostro voto di astensione voleva e vuole essere un premio al lavoro fatto per portare in Consiglio Comunale questo piano. Sono stato, però, sollecitato dall’ultima parte dell’intervento del Sindaco a prendere la parola, e la prendo sulla scorta di ciò che egli stesso ha detto quando ci ha ricordato che il livello del dialogo in questa sala si è alzato anche grazie al contributo che questa Opposizione riesce a dare.
E’ un giudizio un po’ diverso rispetto a quello espresso in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale, quando ci è stato ricordato di non essere capaci di “volare alto”, di non aver dato un contributo giusto, onesto, e forse di non essere entrati bene nel merito di un provvedimento che si chiama Bilancio di previsione. Il Sindaco ci ha parlato di tutt’altro, ci ha parlato anche di un buon livello di democrazia nel dialogo che si riesce a portare avanti in questa sala. Oggi – ed è questo il motivo per cui ho voluto prendere la parola -, purtroppo, devo prendere atto che queste parole non hanno avuto seguito, perché questa sala è stata privata dell’occasione di poter conoscere quanto negli ultimi giorni è accaduto (sono vicende note a tutti, ma soltanto attraverso la stampa) per l’inceneritore.
Io avevo inoltrato un’interrogazione urgente in tal senso, alla quale si è deciso di rispondere prossimamente, forse a fatti e a cose avvenute; sono state richiamate la democrazia e l’apertura al dialogo, e questa democrazia, questa apertura al dialogo, probabilmente, oggi, per questa motivazione e per questo elemento, non ci sono state concesse. E’ questo, ripeto, il motivo per cui ho deciso di prendere la parola; invece, sulla scorta di quanto già dichiarato dal collega Napoli, condividendo – e lo ripeto – appieno il suo intervento, il mio voto sarà di astensione. Grazie.
PRESIDENTE
Vorrei solamente ricordare che il Regolamento prevede per le interrogazioni urgenti, qualora l’Amministrazione non sia in grado o non abbia gli elementi per rispondere nella stessa seduta, l’iscrizione all’ordine del giorno della seduta successiva, cosa che verrà immancabilmente fatta. Probabilmente ci sono questioni ancora in itinere per le quali è opportuno rinviare, da parte dell’Amministrazione, una risposta all’interrogazione su una questione molto importante, e questo bisogna riconoscerlo.
Volevo, però, cogliere l’occasione per richiamare in ogni caso all’osservanza del Regolamento, nel senso che per ciascun gruppo è previsto in dichiarazione di voto un solo intervento, a meno che non ci siano delle manifestazioni di voto diverse rispetto all’intervento del capogruppo o di chi prende la parola; questa regola vale anche, ovviamente, per il Gruppo Misto. Mi rendo conto che all’interno del Gruppo Misto sono presenti diverse forze politiche, per cui il Consiglio, almeno fino ad ora, ha dimostrato di non essere fiscale su questo aspetto, però un richiamo alla norma regolamentare penso che sia in ogni caso opportuno.
Per l’alternanza, diamo la parola al consigliere Graziadei.
GRAZIADEI
Grazie, Presidente. Poche parole, giusto per esprimere il voto favorevole del gruppo dei Popolari Uniti su questo provvedimento che ci ha visti impegnati, e quindi anche partecipi e protagonisti, fin da quando è stato presentato la prima volta. Più persone del nostro gruppo sono state impegnate, all’interno della Terza Commissione, a seguire l’intero provvedimento e a dare anche il proprio contributo attraverso indicazioni e suggerimenti che sono stati anche raccolti.
Certo, qualche ulteriore riflessione, anche sulla base delle criticità evidenziate da qualche Collega, ci pone nella situazione di non essere chiusi rispetto alla possibilità di vedere questo provvedimento solo come una fase di avvio che ci consentirà, nel momento in cui cominceremo a metterlo in atto, di poterlo mettere ulteriormente a punto e, quindi, di andare meglio a definire in che maniera poterlo far funzionare.
L’interesse della città è fondamentale, quindi in questo momento abbiamo raccolto un risultato positivo che ci fa dire che offrire alla nostra comunità un piano di regolamentazione dell’intera mobilità, così come è stato sviluppato, così come è stato affrontato e portato avanti dal gruppo di progettazione, dall’assessore Coviello e da tutti gli amici che hanno contribuito alla definizione e alla stesura finale, è motivo di vanto per l’intera Amministrazione e per la città. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a lei, collega Graziadei. Prego, consigliere Coviello.
COVIELLO R.
Presidente, io intervengo per confermare la posizione di Alleanza Nazionale. Credo che abbiamo fatto un po’ di confusione in alcuni punti della seduta del Consiglio. Il PUM non parte dalle criticità di questa città. Deve prenderle in esame tutte quante. Dice che questa città è una città dove la mobilità è una questione delicata, in cui ci sono molti punti di criticità come gli autobus extraurbani, che vi sono alcune… Il PUM è molto critico nel fare lo stato dell’arte, però dice come, da qui a dieci anni, andare a risolvere questi problemi, quindi è solo una previsione di cosa si può fare per risolvere i problemi all’interno della città e di come la città deve sviluppare all’esterno i collegamenti con i paesi principali.
Tutto quello che non è previsto nel PUM non è possibile attuarlo; tutto quello che è previsto nel PUM, ci vuole il coraggio e la forza per metterlo in atto. Questa è la posizione di Alleanza Nazionale. Diciamo che noi apprezziamo le criticità espresse dal PUM, apprezziamo dal punto di vista qualitativo le idee messe in campo per risolvere questi problemi. E’ solo per questo che si dà la fiducia ad un progetto, a un’idea su come risolvere i problemi, su come questa città deve uscire fuori e come deve risolvere i problema all’interno. Confermo, quindi, l’intervento di questa mattina e il voto favorevole al provvedimento. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, collega Coviello. Prego, consigliere Laieta.
LAIETA
Signor Presidente, signor Sindaco, colleghi Consiglieri, è un momento, questo, particolare della vita della città, anche perché è un altro grande provvedimento che giunge in questo Consiglio dopo il Regolamento Urbanistico. Devo dire che nel 1985, nel Consiglio dell’85, già un nostro amico, l’assessore Salicone, tentò di fare un piano di questo tipo. L’assessore Salicone non ebbe molta fortuna, però le premesse, l’organizzazione del piano, quindi del progetto, erano diverse, la qualità era diversa. Ecco perché l’assessore Coviello deve stare tranquillo.
Assessore, ti ringrazio a nome di tutta la maggioranza, ma direi anche dell’Opposizione, perché AN… Prendiamo atto di questa posizione non solo di responsabilità, ma anche di crescita politica. La politica non è soltanto scontro, non deve essere confronto-scontro, ma deve essere anche in grado di riconoscere che un provvedimento, al di là di chi lo presenta, se ha le qualità, se risponde all’esigenza della città, deve essere votato; dobbiamo avere il coraggio di votarlo.
Questo è l’appello che il Sindaco, prima di me, aveva fatto al Consiglio Comunale, soprattutto chiamando in causa l’Opposizione e il consigliere Napoli. L’appello non a votare per forza un provvedimento; non ci interessa questo voto; a noi interessa, invece, la partecipazione ad un provvedimento che è per la città, non è della Maggioranza; se è un provvedimento per la città, è del Consiglio Comunale, di tutti noi. Solo così noi rispondiamo alle esigenze della nostra città e la città può dire veramente che questo Consiglio è per la città e per i cittadini, non è per ciascuno di noi o per parte di noi stessi. Non ci interessa. Il lavoro che ha fatto l’Assessore, che porta peraltro la firma prestigiosa del professor Ciurnelli, è un lavoro che, ne sono sicuro, non solo oggi è affidabile, ma domani avrà i suoi effetti positivi. Ne sono sicuro, quindi proprio per questo noi, ma anche – ho visto – parte dell’Opposizione… Non mi piace il termine “parte”; dico “parte” perché si è espressa soltanto quella parte, AN, in modo favorevole, e noi la ringraziamo non per il voto… non è il voto, è l’aver percepito la novità, la bontà e la novità, la grandezza, direi (lo sottolineo: la grandezza), di questo piano. Perché non è facile.
Vedete, in tutte le città i Piani della Mobilità e, quindi, del trasporto non hanno vita facile – Napoli, Milano, Firenze e così via sono di esempio – perché è la materia in sé che è ostica. Se ci metti anche l’orografia della nostra città… Ecco perché alla fine il problema esiste. Però possiamo dire: noi ci abbiamo provato, l’Assessore ha provato a dare un piano di qualità. Organico, sì. Di qualità, lo sottolineo. Di qualità, e che nella sua organizzazione risponde alle esigenze della città.
Certo, se poi vogliamo trovare, come diceva Rorschach… è un grande della psichiatria, ha fatto un test, si chiama Rorschach dal suo nome – lo conosce, Avvocato -… Diceva: se noi ci perdiamo, o il paziente si perde, nei fini dettagli o nei piccoli dettagli, perde di vista il problema globale. Non fare questo errore, consigliere Napoli, perché la città non capirebbe; non capirebbe perché poi, peraltro, la bontà del provvedimento, tutto sommato – lo hai evidenziato -, c’è.
Il particolare non può inficiare la bontà di un provvedimento che è più generale e che tiene in sé i pregi e le qualità che il Sindaco ha evidenziato in questo Consiglio, cioè un programma integrato che ha opere e servizi. Bisogna ringraziare questa Maggioranza che si è attivata per avere fondi di sponda, perché il costo di questo progetto non è, né può essere sopportato per intero dalle casse del Comune. Ecco perché, come diceva il Sindaco, se i fondi Cipe, che non sono per la Maggioranza, per il progetto o per altro…
Fase interlocutoria
LAIETA
No… Diceva dei fondi Cipe che sono stati assicurati alla Regione Basilicata, e faceva un appello a che il nuovo Governo, se ha questa capacità di guardare oltre se stesso, non può non riproporre e rafforzare.
Allora, questa è la politica che noi vogliamo, ed è la politica che ci chiede la città: non più scontro, che non serve, ma la qualità di ciascuno di noi di capire che in alcuni momenti è fondamentale anche riconoscere che quello che fanno gli altri è fatto bene. Se questo è, allora, tutto il Consiglio oggi non può che rispondere in un solo modo, nel modo positivo. L’ha capito AN, e gliene diamo atto ancora, ma sono sicuro che anche l’altra parte dell’Opposizione l’ha già capito.
Fase interlocutoria
LAIETA
Non quella vera, le Opposizioni sono tutte vere. Sono tutte vere e noi diamo lo stesso credito a tutte le Opposizioni, perché ciascuna Opposizione ha in sé le qualità, le possibilità, ma deve poi trasformarle oggi nel voto, domani in quello che sa fare. La giornalista mi dice sempre di essere legato ad Aristotele… Aristotele diceva: ognuno si misura per quello che fa, nelle opere sta la virtù di ciascuno di noi. E sono sicuro che in questa opera c’è la virtù non soltanto di questa Maggioranza, ma anche di tutto il Consiglio, basta saperlo riconoscere. L’orgoglio serve a poco, non serve a niente. Essere rigidi solo perché si è Opposizione serve a poco. Non capire che oggi la città ci chiede di essere tutti insieme con la città… questo, secondo me, deve e può andare oltre qualsiasi barriera, qualsiasi ostacolo, qualsiasi modo di pensare, anche se diverso dal nostro.
Certo, qualche cosa in più si può fare. Come il Sindaco diceva, noi abbiamo programmato più punti di snodo per… Napoli chiedeva perché il terminale per gli autobus extraurbani non lo prevediamo. Ma questa, se è una scelta che si può fare, si può prevedere nel Piano Strutturale Metropolitano, che è l’unico a poterlo contenere, perché oggi già la risposta dei punti di snodo è convincente ed assicura la qualità della mobilità e, quindi, del trasporto.
Dicevo prima, e lo ripeto… lo diciamo anche all’Assessore, ma sono sicuro che l’Amministrazione, nella sua interezza – l’ha ribadito l’Assessore -, lo sa: la gara del trasporto urbano è necessaria; si sta già lavorando, sono sicuro che si farà per tranquillità di tutti, non soltanto nostra, ma di tutti, perché la vogliamo fare; non accettiamo, però, il retro-pensiero di chi pensa che noi diciamo di volerla e non la facciamo mai. Anche su questo punto, Assessore, Sindaco, ci confronteremo. Sono sicuro, siamo sicuri, che anche su questo punto sapremo rispondere in modo giusto e nei tempi giusti, così come siamo sicuri che la città capirà quello che stiamo facendo in questo momento. Detto questo, quindi…
Fase interlocutoria
LAIETA
Via Cavour…
Fase interlocutoria
LAIETA
Dicevi che la criticità di quel tratto… Ma dovevi essere più onesto intellettualmente. Devi riconoscere che in quel tratto di strada ci sono lavori in corso che ne…
Fase interlocutoria
LAIETA
Tra Nodo ospedaliero o Nodo del Gallitello, è chiaro, nei lavori che stiamo facendo in quella zona ci può essere un…
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
Collega Laieta, la pregherei di avviarsi alla conclusione e di parlare rivolgendosi alla Presidenza, grazie.
LAIETA
In chiusura, quindi, io ringrazio il Presidente della Terza Commissione, che ha fatto non soltanto un ottimo lavoro e di pregio, ma ha anche dato come Commissione quell’apertura che ha consentito a tutti di fare emendamenti, ordini del giorno, per arricchire…
Quello che vorrei farti capire, collega Napoli, è che noi siamo aperti a migliorare lo strumento, il progetto, e quindi non chiusi. E questa è la prova provata: la Terza Commissione, la Maggioranza ha posto l’Opposizione nelle condizioni di poter partecipare a pieno titolo a questa scelta.
Ringrazio l’Ufficio, il dirigente dell’Ufficio e ringrazio l’Assessore. Devo dire che mi ha, oggi, impressionato favorevolmente. Impressionato per il pregio del lavoro che ha presentato in Consiglio, ma anche perché nella replica è stato giusto, misurato, equilibrato, professionale. Ti do atto, ma te ne diamo atto tutti, di aver portato in questo Consiglio un progetto di qualità, un progetto di cui la città, ne sono sicuro, saprà riconoscere i meriti che sono, lo ripeto, di tutti.
Chiudo dicendo che questo Piano ed il Regolamento Edilizio, che poi corrono e vanno in parallelo, sono due grandi appuntamenti a cui questo Consiglio e questa Maggioranza non solo hanno saputo rispondere alla grande ma, coinvolgendo tutti, hanno saputo dare quella risposta che la città da tanto tempo ci chiedeva. Il nostro voto non solo non può non essere favorevole, ma è favorevole, favorevole, favorevole. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Laieta. Passiamo alle votazioni, prima degli emendamenti, nell’ordine proposto dalla Terza Commissione Consiliare.
Primo emendamento: “Eliminare dalle previsioni del PUM il nuovo tratto di strada che collega Rione Murate alla nuova strada che collega Via Vaccaro a Rione Mancasi”. Favorevoli all’emendamento? Contrari? Astenuti? L’emendamento viene approvato a maggioranza, con l’astensione del Gruppo Misto, ma con il voto favorevole del consigliere Pace.
Secondo emendamento: “Eliminare dalle previsioni del PUM il nuovo tratto di strada che dalla Via Ligure, mediante nuova rotatoria, giunge sulla Via Anzio attraversando il primo parcheggio, lato sinistro a scendere”. Favorevoli all’approvazione dell’emendamento? Contrari? Astenuti? L’emendamento viene approvato a maggioranza, con l’astensione del Gruppo Misto e il voto favorevole del consigliere Pace.
Terzo emendamento: “Aggiungere nelle previsioni del PUM la costruzione del raccordo stradale di Via Vienna con l’arteria che collega Via Lisbona con Via Adriatico”. Favorevoli? Contrari? Astenuti? L’emendamento viene approvato a maggioranza, con l’astensione del Gruppo Misto e il voto favorevole del consigliere Pace.
Quarto emendamento: “Aggiungere nelle previsioni del PUM la costruzione di un tratto di strada che collega il ponte attrezzato con via Maratea”. Favorevoli? Contrari? Astenuti? L’emendamento viene approvato a maggioranza, con l’astensione del Gruppo Misto, ma con il voto favorevole del consigliere Pace.
Quinto emendamento: “Eliminare dalle previsioni del PUM il tratto di strada che congiunge Via Adriatico con il parcheggio a monte del palazzo della Regione Basilicata, costeggiando i palazzi lato sud di Piazza Adriatico”. Favorevoli? Contrari? Astenuti? L’emendamento viene approvato a maggioranza, con l’astensione del Gruppo Misto, ma con il voto favorevole del collega Pace.
Sesto, ed ultimo, emendamento: “Eliminare dalle previsioni del PUM il tratto da strada che congiunge Via Roma, altezza Scuola Materna-Elementare, con il parcheggio multipiano Parcheggio Uno, a valle di Via Mazzini”. Favorevoli? Contrari? Astenuti? L’emendamento viene approvato a maggioranza, con l’astensione del Gruppo Misto, ma con il voto favorevole del collega Pace.
Mettiamo in votazione la delibera: “Progetto strategico dell’Hinterland potentino – adozione del Piano urbano della mobilità”, con tutti i suoi allegati, così come integrato e modificato dagli emendamenti appena approvati. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Il provvedimento è approvato a maggioranza, con l’astensione del Gruppo Misto, ma con il voto favorevole del consigliere Pace.
Poniamo in votazione, dandolo per letto, l’ordine del giorno approvato dalla Terza Commissione. Favorevoli? Contrari? Astenuti? L’ordine del giorno è approvato a maggioranza, con l’astensione del Gruppo Misto e con il voto favorevole del consigliere Pace.
La seduta è terminata. Il Consiglio aggiorna i propri lavori al 9 maggio alle ore 8.30, con incarico per la Segreteria di fare avviso ai Consiglieri assenti. Grazie.
La seduta del Consiglio Comunale termina alle ore 13.40.
Mostra le delibere approvate nel corso della seduta: