La seduta ha inizio alle ore 10.00.
PRESIDENTE
Si procede all’appello nominale. I presenti sono 26; la seduta è valida.
Devo giustificare l’assenza del consigliere Graziadei, impegnato fuori sede in una riunione del Consiglio Nazionale del suo Ordine professionale. Vi pregherei, Colleghi, di prestare un attimo di attenzione. Questo è, purtroppo, un Consiglio Comunale che, sinceramente, non avrei mai voluto presiedere, perché abbiamo un compito molto ingrato.
Come sapete, abbiamo subito una grave perdita, e ritengo che in questa sede il Consiglio debba rivolgere un pensiero all’amico Gigi; per prima cosa, facciamo un minuto di raccoglimento.
Si dà atto che il Consiglio Comunale osserva un minuto di silenzio in ricordo del consigliere Chiriaco.
PRESIDENTE
Mi scuserete se leggo, ma capite che l’emozione può giocare, in queste circostanze, brutti scherzi.
Gigi non è più tra noi. Lascia certamente un vuoto incolmabile per la famiglia e per l’adorata Flora, ma con la sua perdita si sono impoveriti anche la società, lo sport e le istituzioni cittadine. Il suo era un modo unico ed inimitabile di rapportarsi con gli altri, inusuale, diretto, immediato, talvolta anche ruvido, poco incline alle chiacchiere, quanto, piuttosto, orientato al fare, senza fronzoli né compromessi, ma sostenuto da una grande generosità.
Molti di voi potranno vantare una sua conoscenza più datata della mia; io l’ho, infatti, conosciuto proprio in quest’aula solo nella primavera del ’95, quando, in un momento molto difficile per la città e per l’Ente, ci ritrovammo entrambi catapultati dalla volontà popolare nella massima Assise municipale, Gigi come consigliere e, poi, capogruppo dei Popolari (la maggiore formazione politica di Maggioranza), io, più modestamente, quale consigliere di Minoranza.
Ma, nonostante e al di là della durezza del confronto politico, la sua prorompente vitalità, la sua spavalda esuberanza, la sua goliardica visione della vita e della politica riuscirono a creare da subito un rapporto di franca amicizia, destinato a rinsaldarsi ancora più quando, nel luglio del 2000, ci siamo ritrovati insieme in Giunta e, poi, quando Gigi ha aderito al gruppo politico al quale appartenevo anche io.
Molti sono i ricordi, le circostanze, gli aneddoti che si affollano nella mia mente, ma che preferisco conservare alla mia sfera intima. Qui siamo in una sede istituzionale, nella massima Assise municipale, e dell’amico Gigi dobbiamo, innanzitutto, ricordare il grande apporto e il grande entusiasmo che poneva nell’affrontare le vaste problematiche dello sport e dell’impiantistica sportiva, ma non dobbiamo fare l’errore di restringere il suo impegno solo ed esclusivamente all’ambito sportivo, perché molteplici sono i suoi meriti anche nella promozione dell’associazionismo, così come nell’affrontare le difficili problematiche del mondo giovanile cittadino, e non solo di questo.
Certo, nell’impiantistica sportiva poneva a disposizione della collettività anche le sue non comuni competenza ed esperienza di ottimo tecnico e di grande sportivo, individuando ed imponendo, talvolta, anche quelle soluzioni progettuali che lo vedevano, poi, spesso, impegnato in prima persona in ruoli più tecnici che politici, che certamente non gli competevano, ma che la sua passione, la sua voglia di fare – e di fare presto e bene -, gli facevano di fatto assumere e portare a termine con grandi ed apprezzabili risultati.
La collettività e il mondo dello sport gli devono per questo tantissimo. Senza il suo impegno e la sua passione molte delle strutture sportive che sono, oggi, il fiore all’occhiello della città, non ci sarebbero, o non sarebbero comunque disponibili alla pratica sportiva, dal Palapergola al Campo Scuola, dalla palestra di Via Bramante a quella di Via Roma e così via.
Sarà stata una casualità, ma noi tutti abbiamo potuto rilevare una singolare quanto significativa circostanza, che l’amico Massimo Molinari ha richiamato in occasione delle onoranze funebri: nel mentre, in quella triste mattina del 30 aprile, la città si affrettava a recargli l’ultimo saluto presso la sala mortuaria dell’Ospedale San Carlo, una moltitudine di giovani affollava il Campo Scuola, quel Campo Scuola che proprio Gigi aveva voluto fortemente ristrutturare e restituire alla pratica sportiva.
E’ per queste valutazioni che, benché avessimo proposto, ed avremmo voluto, che la sua camera ardente fosse allestita in una sede istituzionale, per onorare nel miglior modo il consigliere e l’assessore comunale, abbiamo poi volentieri assecondato il desiderio della famiglia e del mondo sportivo, che hanno indicato il Palapergola di Rossellino, perché abbiamo ritenuto che quello fosse, simbolicamente, il luogo più significativo in cui la città gli potesse rendere l’ultimo saluto.
Noi lo ricorderemo sempre con affetto e gratitudine, come parte di noi stessi, come una persona amica che ha caratterizzato ed arricchito il nostro cammino.
Io ringrazio i Colleghi perché ieri, in Conferenza dei Capigruppo, si è sostanzialmente deciso di evitare interventi da parte dei componenti del Consiglio. Mi rendo conto che molti di voi, tutti, vorrebbero portare qui un saluto all’amico, però, per evitare che la cosa assuma un carattere ripetitivo, la Conferenza ha ritenuto opportuno limitare il numero degli interventi a quello del Presidente, e per questo vi ringrazio.
La Conferenza dei Capigruppo, però, a nome del Consiglio, sollecita l’Amministrazione a pensare all’istituzione di un “memorial day”, di una manifestazione sportiva da inserire nell’ambito delle manifestazioni sportive del Maggio, ed anche ad intitolare all’amico Gigi una struttura sportiva che sia adeguata alle cose che lui ha fatto per la città, naturalmente con l’accortezza di un’adeguata riflessione, che lasciamo alla discrezionalità del Sindaco e dell’Amministrazione. Grazie di nuovo.
SINDACO
Bene ha fatto il Presidente del Consiglio Comunale ad aprire questa nostra seduta ricordando Gigi, che in questa sala è stato protagonista. Lo abbiamo già ricordato in occasione del funerale, un funerale che ricordiamo per la grandissima partecipazione e per l’emozione che ha destato nella nostra città.
Abbiamo ricordato la sua figura, abbiamo ricordato il cittadino completo e protagonista, abbiamo ricordato la persona che, come tutti i soggetti forti e poliedrici che sono espressione della classe dirigente di una comunità, di essa è stato protagonista. Lo ha ricordato, rapidamente, il nostro Presidente del Consiglio: egli è stato protagonista su un orizzonte di 360 gradi, non soltanto nel settore dello sport; lo è stato da amministratore, da animatore culturale, lo è stato da professionista… una figura che, lo abbiamo ricordato, avrebbe potuto e dovuto dare ancora molto alla nostra comunità.
E’ una figura che ci mancherà; mancherà in questa aula, mancherà con le sue posizioni, ma anche con il suo carattere, con la sua esuberanza, la sua disponibilità, la sua allegria, la sua capacità, anche, rispetto alle questioni amministrative, di portare una posizione personale, originale, di carattere – per come ho conosciuto Gigi – sempre costruttivo, sempre a favore di una soluzione che si inserisse nel solco del progetto complessivo di crescita della nostra città.
Accetto l’invito del Presidente del Consiglio a valutare le modalità attraverso cui la comunità potentina possa ricordare Gigi in maniera perenne. Valuteremo, ricordando la sua figura, ricordando quello che ha fatto per la città… Sicuramente, caso mai partecipando a qualche Ufficio di Presidenza, avremo modo, dopo una riflessione in Esecutivo, di poter decidere insieme in che modo ricordare Gigi e far sì che la città possa ancora in un’occasione rendergli grazie, rendergli omaggio, e lasciare un segno tangibile della sua figura.
PRESIDENTE
Ringrazio, a nome del Consiglio, il Sindaco per l’impegno che ha assunto e che porteremo avanti insieme.
Passiamo, ora, all’ordine del giorno previsto dalla convocazione. Il primo punto, naturalmente, è un obbligo di legge, ed è quello di procedere immediatamente alla ricomposizione dell’organo nella sua interezza: “Surrogazione del consigliere comunale Luigi Chiriaco con il signor Antonio Vaccaro e convalida”.
Il signor Vaccaro ha già reso la dichiarazione dovuta per legge ed ha eliminato qualsiasi causa di incompatibilità alla surroga, alla convalida, per cui pongo in votazione il deliberato, in assenza di interventi o dichiarazioni. Favorevoli? Contrari? Astenuti? La delibera è approvata all’unanimità.
Al neo-consigliere Antonio Vaccaro porgo gli auguri del Consiglio. Mi rendo perfettamente conto che arrivare in Consiglio Comunale in queste circostanze non è certamente una cosa che si accetta con piacere, però è la legge, e noi diamo il benvenuto al collega che rientra in Consiglio Comunale. Siamo certi che farà del suo meglio e che apporterà a questo Consiglio un valido contributo. La deliberazione è immediatamente eseguibile ope legis. Il consigliere Vaccaro può prendere posto nei banchi. Penso che gli dobbiamo un applauso di benvenuto. Gli cedo volentieri la parola.
VACCARO
Grazie, Presidente. Per me oggi non è un certamente giorno felice, tranquillo, perché tutti sappiamo come sono arrivato qui. Innanzitutto, voglio dichiarare la mia adesione al gruppo dei Popolari Uniti. Certamente mi impegnerò, come ho sempre fatto, per portare avanti tutti gli obiettivi che questo Consiglio vuole raggiungere. Grazie.
PRESIDENTE
Prendiamo atto di quanto dichiarato dal consigliere Vaccaro. Naturalmente la sua adesione al gruppo dei Popolari Uniti comporta una nuova revisione dell’assetto, della composizione delle Commissioni consiliari, sulla quale l’Ufficio di Presidenza e la Conferenza dei Capigruppo saranno a breve chiamati a fare quanto di propria competenza. Il Sindaco mi ha chiesto di intervenire per fare alcune comunicazioni. Prego.
SINDACO
Colgo l’occasione per fare due brevissime comunicazioni. Una riguarda un evento che è previsto per domani, per il quale avete già avuto, sicuramente, l’invito: si tratta della cerimonia dedicata alla memoria del professor Vincenzo Verrastro, primo Presidente della Regione Basilicata, autorevolissima figura di amministratore, politico, studioso che abbiamo avuto nel secolo scorso, uno dei grandi protagonisti del Dopoguerra di questa nostra terra. A lui intitoleremo il viale della Regione Basilicata ed il piazzale della Regione Basilicata.
Abbiamo ritenuto opportuno legare la figura e l’opera di Vincenzo Verrastro all’Istituzione che con lui è nata e con lui si è formata. Questo succederà domani mattina, alle ore 11.00.
Nel pomeriggio, invece, su iniziativa della famiglia e con il patrocinio, oltre che della nostra Amministrazione Comunale, anche della Provincia e della Regione, ci sarà una riflessione sulla figura di Vincenzo Verrastro, con la presentazione di un volume curato dalla figlia Valeria, che pubblica i diari. Si tratta di un convegno che si terrà presso l’auditorium del Conservatorio, alle ore 18.00, anche con il patrocinio del Comune di Avigliano (sarà presente anche il Sindaco di Avigliano).
Detto questo, vorrei cogliere l’occasione, visto che se ne è parlato e che ieri mattina c’è stata una comunicazione in Commissione, per informare il Consiglio Comunale che abbiamo chiuso con un atto deliberativo una lunga vicenda, che è quella della stabilizzazione dei nostri precari. Questo tema è più volte ritornato, è stato più volte oggetto di sollecitazione da parte di tutti voi, singoli consiglieri, gruppi politici… Era uno dei grandi temi che avevamo.
La stabilizzazione è avvenuta nel solco di una normativa estremamente complessa, una normativa, per la verità, molto spesso poco chiara e contraddittoria, che ci ha chiamati, con l’Ufficio, con la dottoressa Scavone, e con il nostro Segretario Generale (ringrazio entrambi per il grande lavoro svolto), ad una riflessione molto ampia, al termine della quale, unitamente ai sindacati, il cui contributo è stato anch’esso determinante ed utile, siamo arrivati a definire una proposta, che è quella che è stata oggetto dell’atto deliberativo.
Tale proposta vede la possibilità di inserire a tempo indeterminato nella nostra pianta organica 132 unità. Questo è l’elemento di svolta, l’elemento forte. Nella nostra pianta organica portiamo 132 unità a tempo indeterminato. Abbiamo rinunciato a qualsiasi ipotesi di stabilizzazione che passasse attraverso percorsi – pur previsti dalla legge – a tempo determinato; abbiamo ritenuto quella strada inutile, una strada pericolosa per gli stessi lavoratori, senza alcuna certezza per il domani.
Questi 132 posti a tempo indeterminato, che introduciamo per un percorso di stabilizzazione, danno la possibilità, attraverso una procedura che è stata definita – non entro nel dettaglio -, ai nostri 80 dipendenti che operano nelle categorie a) e b), di accedere in maniera sostanzialmente diretta – passatemi questo termine -, attraverso una selezione, al lavoro a tempo indeterminato.
Le caselle nella nostra pianta organica sono già da mesi presenti, essendo stata già oggetto di deliberazione la modifica della pianta organica con l’individuazione di tutti i profili occupati dal nostro personale precario. Delle 132 unità di cui parlavo, 79 sono i dipendenti delle categorie a) e b). Questi avranno la possibilità, attraverso una selezione a loro riservata, di accedere direttamente all’assunzione a tempo indeterminato.
La restante parte, di 53 posti di lavoro, diventa oggetto, distribuita tra le categorie c) e d), intercettando profili occupati dal personale a tempo determinato…
Non abbiamo considerato tutti i profili, perché il nostro personale precario attualmente in servizio ha un numero superiore alle 132 unità. 126 sono quelli che rientrano in una particolare fattispecie del personale precario, cioè quello che opera e viene pagato attraverso i capitoli di bilancio specifici del personale, che rappresenta un elemento importante, considerato che il Patto di stabilità ci consente di operare nei processi di stabilizzazione senza dover superare una soglia economica riferita esattamente a quella spesa. Quelle 126 unità vengono portate a 132 ed intercettano altre figure di precari, cioè quelle che operano a progetto con l’Amministrazione.
Ebbene, i 53 profili, le 53 caselle previste nella nostra pianta organica saranno oggetto di un concorso pubblico al quale potrà partecipare chiunque, e dove l’elemento che consente all’intera operazione di intercettare i nostri precari sarà il titolo preferenziale che essi avranno per avere lavorato presso il Comune di Potenza. Questo è un elemento abbastanza significativo, che darà un vantaggio di partenza ai nostri precari, che in ogni caso dovranno superare un concorso pubblico aperto a tutti.
Al termine di questa operazione avremo la possibilità di avere il personale che ci serve a tempo indeterminato. 132 unità a tempo indeterminato. Il problema del precariato riteniamo, così, di averlo sostanzialmente risolto. Per l’Amministrazione era uno dei grandi temi che avevamo da affrontare fin da inizio consiliatura.
PRESIDENTE
Ringrazio il Sindaco per le sue comunicazioni. Procediamo con l’esame dell’ordine del giorno. Punto 2: “Interrogazione urgente del consigliere Trombetta relativa alla conduzione dell’inceneritore”. Prego, Consigliere.
TROMBETTA
Grazie, Presidente. Nella passata seduta di Consiglio ho presentato questa interrogazione urgente, considerato il fatto che ancora una volta, sul contratto di gestione dell’inceneritore, vi era stato un rinvio: non il primo, non il secondo, ma l’ennesimo riferito ad un problema che ci portiamo avanti da quattro anni, cioè da quando questa consiliatura è iniziata.
Pensavo di farlo per mettere a conoscenza l’intero Consiglio rispetto a questa materia, perché credo che non sia solo mio l’interesse a capire, a sapere qualcosa in più su questa materia. Per motivi regolamentari, o per altro, l’interrogazione è stata rinviata. Non credo che bisognasse acquisire altri elementi rispetto all’interrogazione, considerato che si cercava di capire qualcosa che era successo e non qualcosa che doveva succedere…
Considerato tutto questo, io oggi ritengo di dover ritirare la mia interrogazione, e lascio al buon cuore di chi dovrebbe, o avrebbe dovuto, rispondere la facoltà di relazionare al Consiglio, e di farlo sulle cose buone e sulle cose cattive, di farlo sempre, comunque, tenuto conto che in democrazia il Consiglio, che è organo a supporto del Direttivo, dovrebbe essere quanto meno informato su quello che succede.
Detto questo, ribadisco la mia volontà di ritirare l’interrogazione; quando qualcuno riterrà di doverci dire qualcosa, lo farà, e noi saremo ben lieti di conoscere motivazioni e fatti. Grazie.
PRESIDENTE
Collega, prendo atto del fatto che l’interrogazione viene ritirata. Il Regolamento, come Lei ben sa, prevede che le interrogazioni urgenti, qualora l’Amministrazione non sia pronta a rispondere, vengano regolarmente iscritte nella prima seduta utile successiva, cosa che è avvenuta. Se il Sindaco vuole comunque rispondere all’appello del Collega e dire qualcosa al Consiglio sulla vicenda dell’inceneritore, ne ha piena facoltà.
TROMBETTA
Presidente, io ho richiamato questo articolo del Regolamento, quindi sono consapevole di tutto, ma ancora una volta, stamattina, abbiamo ricevuto comunicazioni che esulano dalla conduzione dei fatti amministrativi di questa città… si poteva anche inserire qualcos’altro, ma non voglio fare polemiche.
PRESIDENTE
Appunto, il Sindaco è disponibile, questa mattina, a fornire le notizie da Lei richieste, e che interessano ovviamente tutto il Consiglio.
SINDACO
Per rispetto all’annunciata interrogazione, non avevo dato comunicazione di un atto che merita di essere adeguatamente trasferito alla conoscenza del Consiglio Comunale. Devo dire che l’interrogazione del collega Trombetta, la volta scorsa, non è stata oggetto di risposta non perché non meritasse la giusta attenzione o perché il Consiglio Comunale non dovesse essere tempestivamente informato su questioni significative ed importanti come quella dell’inceneritore, ma soltanto perché si trattava di una vicenda in itinere, il cui iter aveva bisogno di essere completato.
Trattandosi di una vicenda di carattere gestionale, avevo preferito che si cogliesse l’obiettivo, che la vicenda si concretizzasse e si chiarisse nei suoi vari aspetti per dare un’informazione compiuta. Avrei dovuto dare un’informazione incerta su una vicenda gestionale in itinere, e francamente ritengo che il fatto avrebbe finito con l’assumere una rilevanza di tipo politico più che amministrativo, come è giusto debba essere quando parliamo di atti all’interno di un’assise come la nostra.
La vicenda dell’inceneritore ha avuto un momento di complessità che si è inserito in un percorso ordinario che stava andando verso la firma del contratto con il soggetto che dovrà portare l’impianto al collaudo e al definitivo avvio della sua gestione ordinaria. Ha avuto un momento di complessità quando, pur fissata la data dell’incontro per la firma del contratto, sono emerse delle problematiche, delle esigenze di intervento sull’impianto che hanno determinato un ulteriore allungarsi dei tempi, che oggi sono definiti nella certezza del percorso che dovrà essere fatto e di cui vi dirò.
Quell’elemento di complicazione, che si andava a sommare alla necessità di definire una serie di atti che chiamavano in causa più uffici della nostra Amministrazione (Appalti, Bilancio, Ambiente) e alla necessità di interagire anche con i livelli istituzionali superiori, quali Regione e Provincia, in vari aspetti, oltre a quello specifico dell’ambiente, ha portato il Sindaco (ritengo in maniera assolutamente normale nell’ambito del suo ruolo) ad intervenire in maniera diretta, a farsi carico in maniera diretta e personale della vicenda, scendendo in campo in prima persona per determinare il momento di sintesi di cui l’intera vicenda aveva bisogno per una sua più rapida e chiara soluzione.
Si dà atto che il consigliere Lovallo assume la Presidenza.
SINDACO
L’azione ci ha portato, ieri mattina, alla firma del contratto. Il soggetto imprenditivo che ha completato la realizzazione dell’impianto, che lo ha gestito per due anni e che deve completare questo percorso di gestione finalizzato al collaudo (questo è l’obiettivo primario), ha firmato ieri mattina un contratto.
Il contratto prevede gli elementi già noti, che sono stati illustrati anche in Commissione, e che riguardano una gestione di sei mesi finalizzata al collaudo, che riguardano uno smaltimento preciso e definito per 24 tonnellate/giorno fino al momento nel quale ci sarà il collaudo stesso, e da quel momento 48 tonnellate/giorno; prevede un importo ben preciso, di un 1.100.000 euro più IVA, più altre clausole.
Quando partono i sei mesi? Questo è l’elemento che devo riportarvi in maniera puntuale e precisa: partono dal momento in cui è stato firmato (ieri) ad una data di qui a 60 giorni. Perché i sei mesi hanno avuto la necessità di questo “tempo/cuscinetto”? Come vi dicevo, era necessario intervenire per alcuni adeguamenti di cui l’impianto aveva bisogno per essere messo nelle condizioni di avvio. Si tratta di adeguamenti di carattere normativo, per sopravvenute norme legislative che riguardano gli impianti, e adeguamenti dovuti a situazioni determinatesi durante la fase di gestione (ci fu un momento in cui, per effetto di un incendio, si rese necessario un intervento di carattere straordinario, a carico dell’Amministrazione, che fu chiesto dai Vigili del fuoco).
Bisogna, quindi, entro questi 60 giorni, definire questo intervento, il cui costo è di 250.000 euro, esaurito il quale… Ci auguriamo di avere dato una fascia di tempo sufficiente, ma riteniamo che il tutto si possa definire in tempi anche minori. A partire da quel momento, quindi, partiranno i sei mesi al termine dei quali, ovviamente, noi saremo chiamati a fare le scelte definitive.
Dopo i sei mesi l’impianto andrà a regime. A quel punto dobbiamo capire come. A mio parere, a parere di tutti, deve andare a regime in un contesto che è quello del Piano provinciale e regionale di smaltimento. Andremo, insieme alla Provincia e alla Regione, a definire come e chi deve essere il soggetto gestore. Andremo a definire nel modo migliore i rapporti con l’ACTA. E’ partita, però, finalmente, ieri mattina, la fase che, con la firma del contratto, ci deve portare, di qui al più ad otto mesi, ad avere l’impianto collaudato e definitivamente affidato.
Chiedo ancora scusa, ma non voleva essere un atto irriguardoso, quello della volta scorsa. Lo dico al consigliere Trombetta: davvero in quel momento era in essere, in evoluzione, una fase tipicamente gestionale che meritava ancora un evolversi temporale per farmi essere nella condizione di rispondere in maniera compiuta, come credo stamattina ho potuto fare.
PRESIDENTE
Grazie, Sindaco, dei chiarimenti. “Interrogazione del consigliere Pace su «degrado urbano in alcune zone della città»”. Prego, Consigliere.
PACE
Grazie, Presidente. Con la presente interrogazione il sottoscritto, interpellato da alcuni cittadini, sia di Via Messina che di Via Pierre De Coubertin, segnala la situazione di degrado in cui versano queste vie, sistematicamente.
Io stesso, naturalmente, ho preso atto di quanto mi è stato riferito ed ho visto, tramite un opportuno sopralluogo, presso i cassonetti dell’ACTA, la presenza di vere e proprie “discariche”. Sembra, quindi, anzi affermo che gli operatori dell’ACTA svuotano soltanto i cassonetti e non si preoccupano di rimuovere la spazzatura deposta a terra, vicino agli stessi cassonetti.
Non solo, le siepi non vengono manutenute, le strade sembra non vengano pulite, la fontana dell’Epitaffio, dove oggi sostano non pochi turisti, sembra un ricettacolo di immondizia.
Interrogo, quindi, il Sindaco o l’Assessore competente per sapere quali provvedimenti intendono assumere per recuperare il decoro delle zone sopracitate. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Risponde il Sindaco.
SINDACO
Posso solo prendere atto dell’interrogazione del collega Pace e farne oggetto di una verifica puntuale presso l’ACTA. Intendo verificare anche alcune considerazioni di inefficienza e chiedere un intervento efficace, affinché si vadano a rimuovere almeno le situazioni di maggiore disagio, per quanto riguarda i dipendenti. Questo per quanto riguarda la pulizia.
Per quanto riguarda gli interventi di manutenzione del verde, stiamo operando nelle situazioni di maggiore esigenza ed emergenza. Il problema del verde, cari Colleghi, è strettamente legato al bilancio e alla sua spesa corrente. Considerate che quando abbiamo approvato il bilancio abbiamo avuto modo di evidenziare che quello è un settore che risente di una carenza di fondi che non ci consente di operare nel modo migliore.
Per quanto riguarda la pulizia, capisco le lamentele ed il disagio, e ritengo che sia doveroso da parte nostra intervenire per comprendere e risolvere il problema.
PRESIDENTE
Prego, consigliere Pace.
PACE
Ringrazio il Sindaco di quanto ha detto, però, naturalmente, per quanto riguarda il verde, almeno laddove c’è urgenza, credo che il problema non possa essere sottovalutato. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. “Interrogazione del consigliere Pace su «prenotazione cellette ossario»”. Prego.
PACE
Ho preso atto della graduatoria per la prenotazione di queste cellette ed interrogo il Sindaco sullo stato della graduatoria stessa e per sapere perché queste cellette ancora non vengono assegnate ai cittadini, in quanto le prenotazioni sono state effettuate da molto tempo, previo versamento di una congrua somma di denaro. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Pace. Prego, Sindaco.
SINDACO
L’Assessore competente, purtroppo, è impegnato; per quanto ne avessimo parlato, avevo bisogno di alcune puntualizzazioni. Nel merito specifico dell’interrogazione dirò che 80 cellette sono in corso di assegnazione secondo graduatoria, con ordine cronologico. Dopo di che, voi sapete bene che abbiamo, negli ultimi quattro anni, fatto uno sforzo immane per la realizzazione di loculi nel cimitero.
Tengo a dirlo e a sottolinearlo: da quando ci siamo insediati – lo dico sempre – il cimitero è stato uno dei grandi punti di attenzione amministrativa. Noi avevamo un vero e proprio mercato nero dei loculi, che a Potenza si vendevano a cifre fra i 18 e i 20 mila euro; oggi sono accessibili a 3 mila euro, acquistandoli direttamente da noi, tanto che abbiamo un mercato che è ormai all’attenzione dei cittadini dei comuni limitrofi che spesso, non trovando soluzioni nelle proprie realtà comunali, pensano di poterle trovare nella nostra città.
E’ un problema, quindi, che dobbiamo essere ben contenti, ed anche un po’ orgogliosi, come Amministrazione Comunale nel suo insieme, di aver portato a soluzione grazie alla realizzazione di oltre 1000 loculi in questi quattro anni. Le 80 cellette le stiamo consegnando, altre 200 sono in fase di ultimazione, con 150 loculi; abbiamo preferito, in questa fase, dovendo completare entrambe le opere, dare la priorità al completamento dei 150 loculi e successivamente a quello delle altre 200 cellette.
Si tratta di lavori che saranno completati entro settembre, quindi noi assegneremo subito 80 cellette, le altre 200 andranno a completamento appena saranno completati i 150 loculi. Gli uni e le altre, comunque, saranno pronti entro settembre e mi auguro che entro fine anno possa essere affidata, espletata la gara di appalto ed individuato il soggetto esecutore del nuovo cimitero.
Abbiamo esaurito tutta la procedura tecnico/amministrativa, siamo in possesso di tutti i requisiti necessari per poter pubblicare il bando, ritengo che il bando per l’affidamento definitivo della realizzazione del cimitero sarà pubblicato nei prossimi quindici giorni. E’ un bando che, per la dimensione dell’opera, inevitabilmente comporterà qualche mese per essere espletato, per cui ritengo che entro fine anno saremo in grado di avviare i lavori per il nuovo cimitero.
PRESIDENTE
Grazie, Sindaco. Prego, consigliere Pace.
PACE
Ringrazio di nuovo il Sindaco, ma il senso della mia interrogazione è: perché far versare 300 euro ai cittadini se non siamo in grado di assegnare le cellette? Se siamo in grado di fornire il prodotto è bene che si prenotino e che si versino i 300 euro; se non siamo in grado, nel giro di 4, 5, 6 o dieci anni, di assegnare le cellette, perché alimentare questa cosa? Facciamo versare ben 300 euro e poi non assegniamo le cellette.
SINDACO
Quante sono le persone che hanno versato…?
PACE
Sono molte. Le lamentele sono tante.
SINDACO
Più di 300, che tu sappia?
PACE
Io non ho avuto la richiesta di 300 cittadini, ho avuto la richiesta di cinque o sei cittadini. Mi hanno detto che hanno versato, nel 2005/2006, 300 euro per le cellette ed ancora oggi pagano loculi e cellette. Ci troviamo in questa situazione; se l’Amministrazione non riesce a fornire il prodotto perché fa versare i soldi? Tanto vale che…
SINDACO
Verificherò; probabilmente si tratta delle 300 in corso, che verranno assegnate entro settembre.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Passiamo alla quinta interrogazione: “Interrogazione del consigliere Pace su «segnalazione pericolo immissione veicoli su Via Appia per scarsa visibilità»”. Prego, Consigliere. Si chiami l’assessore Coviello.
PACE
Con questa interrogazione evidenzio la scarsa sicurezza con cui i veicoli escono dal piazzale del fabbricato costruito nella zona del Gallitello/Betlemme, zona D8 del vecchio Piano Regolatore, e si immettono sulla Via Appia. Considerata questa grave situazione di pericolo, dovuta a questi passi carrabili, si interrogano il Sindaco e l’Amministrazione su quali misure si intende adottare per garantire tempestivamente la sicurezza dei cittadini che fuoriescono dal piazzale di questo fabbricato. Grazie.
PRESIDENTE
Risponde l’assessore Coviello.
COVIELLO
Posso dare soltanto una risposta parziale, perché l’interrogazione è rivolta dell’assessore Fiore. Tra l’altro, dietro sollecitazione del consigliere Pace si è fatto un sopralluogo e si è evinto che la società che ha costruito quel palazzo non ha realizzato le opere prestabilite dall’Ufficio Urbanistica, e pare che ci dovesse essere un’interlocuzione tra il Consigliere e l’Ufficio.
Si dà atto che il consigliere Campagna riassume la Presidenza.
COVIELLO
Non so se questa è avvenuta. L’Ufficio Mobilità non può fare nulla, non può prevedere l’installazione di rallentatori o di specchi, perché lì il problema è legato all’uscita delle automobili dal piazzale del fabbricato, quindi è la società che ha costruito il palazzo che doveva continuare l’opera costruendo le opere connesse; doveva costruire i marciapiedi e reperire i passi carrabili ed altro. Ripeto: posso solo dare una risposta parziale, per le notizie di mia conoscenza.
PRESIDENTE
Grazie, Assessore. Prego, Consigliere.
PACE
Ringrazio l’assessore Coviello, perché entrambi abbiamo vissuto il problema; abbiamo fatto dei sopralluoghi, è vero, però la mia interrogazione era finalizzata a… chi mi doveva dare una risposta era l’Assessore ai Lavori Pubblici, in quanto noi, specialmente con la recente adozione del Regolamento Urbanistico, cerchiamo di cambiare radicalmente il modo di fare urbanistica in Basilicata, e soprattutto pretendiamo che siano fatte prima le opere di urbanizzazione e poi la costruzione dei palazzi.
Questo non avviene, e naturalmente ciò è a discapito dei cittadini, che versano 300 mila euro per l’acquisto di un’unità immobiliare senza che venga loro garantita la giusta sicurezza. Grazie.
PRESIDENTE
Allora, passiamo all’altro punto all’ordine del giorno: “Interrogazione del consigliere Pace su «realizzazione di bagni pubblici in prossimità di Piazza Mario Pagano»”. Prego, Consigliere.
PACE
Ho avuto l’ispirazione per questa mia interrogazione quando a Potenza c’è stato il comizio dell’onorevole Veltroni, quando la piazza si è piena di gente, di esterni alla città di Potenza. Sono sopraggiunti tanti cittadini che hanno trovato grande difficoltà per espletare le proprie funzioni fisiologiche. Andando in un bar trovavano chiuso, in un altro trovavano che avevano appena lavato e disinfettato, in ultimo, al Gran Caffè non c’era luce (si servivano dei propri telefonini).
Questa è stata l’ispirazione di questa interrogazione; sono servizi pubblici che un capoluogo di regione dovrebbe garantire a tutti i cittadini, e soprattutto all’utenza esterna. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a Lei, Collega. Risponde il Sindaco.
SINDACO
Nel nostro Centro Storico è notoria la carenza di bagni pubblici. Ci siamo posti il problema e riteniamo che sarà risolto nell’ambito del progetto complessivo che riguarda la sistemazione di Piazza Mario Pagano, che in queste settimane ha una fase di riflessione e di confronto tra i progettisti, i nostri Uffici e le Sovrintendenze, che ci consentirà, spero a brevissimo (questione di qualche giorno) di avere la proposta progettuale definitiva su cui avviare la nostra riflessione, quella che deve essere il nostro parere finale, come Consiglio Comunale.
Si tratta di un’opera per la quale, come Esecutivo, riteniamo, per quanto la competenza spetti all’Esecutivo, che quanto meno un passaggio in Commissione, in rappresentanza dell’intero Consiglio, sarà necessario per avere un parere. Il progetto si sta sviluppando; nell’ambito di quel progetto andremo a localizzare anche il servizio dei bagni pubblici, in modo da poter evitare le condizioni di disagio che il Consigliere, giustamente, ha evidenziato.
PRESIDENTE
Grazie, Sindaco. Prego, Collega.
PACE
Non sono soddisfatto di questa risposta; certo i cittadini non possono aspettare che realizziamo il progetto di Piazza Prefettura. La cosa mi sembra un po’ esagerata. Abbiamo dei locali, presso la chiesa di San Francesco, vuoti, che possono essere adibiti tranquillamente a questi servizi.
Finché parliamo di un cittadino di Potenza… io so come organizzarmi, bene o male riesco a cavarmela; ma con la gente che viene dall’esterno che figura facciamo? Diciamo: aspetta che facciamo Piazza Prefettura?
PRESIDENTE
Terminate le interrogazioni, possiamo procedere con il punto 7 all’ordine del giorno: “Art. 55 dello Statuto Comunale – Relazione del Difensore Civico”. Prego l’avvocato Messina di prendere posto per fare la sua relazione al Consiglio.
Vorrei ricordare ai Colleghi che l’art. 55 dello Statuto prevede che la relazione del Difensore Civico venga svolta entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello a cui si riferisce, e che la stessa è slittata alla seduta odierna perché il Consiglio era, a quella data, impegnato nella seduta di bilancio e nell’approvazione del Regolamento Urbanistico.
L’avvocato Messina, che ringrazio per la sua pazienza, ha dovuto aspettare un po’ per svolgere la relazione prevista. Vi ho anche inviato preventivamente copia della relazione, proprio per consentirvi di approfondirla per tempo e di intervenire, eventualmente, se lo ritenete, a supporto. Ringrazio l’Avvocato per l’ottimo lavoro che sta svolgendo. Ritengo che sia compito del Consiglio, in particolare, e anche della Commissione Modifiche Statutarie tentare, in occasione della revisione degli atti fondamentali dell’Ente, di dare più forza ed incisività alla funzione del difensore civico. Prego, Avvocato.
MESSINA
Egregio signor Presidente, signor Sindaco, signori Assessori, signori Consiglieri, signor Segretario Generale, gentili Signore, egregi Signori presenti, io ringrazio dell’opportunità, ancorché istituzionale, che il Consiglio mi offre per presentare questa relazione che ricomprende, per come anticipato dal presidente Campagna, l’arco di attività coperto dall’Ufficio che mi onoro di rappresentare dalla data del suo insediamento, cioè dal 2 ottobre 2006, fino a tutto il 31 marzo 2008.
Naturalmente, ad oggi c’è stata un’ulteriore implementazione che non è stata riportata nel riepilogo che l’Ufficio, in allegato alla relazione, ha fatto avere a tutti i Consiglieri, perché ne fosse edotto il Consiglio e per stimolare osservazioni, critiche, suggerimenti. Io, per dare modo anche a coloro i quali hanno ricevuto in ritardo la relazione… procederò alla rilettura sommaria dei punti salienti di questo rapporto, con la preghiera di rivolgermi richieste di spiegazioni. Io sono a totale disposizione.
Sia consentito anche a me, prima di procedere alla lettura di questa relazione, rivolgere un deferente ricordo alla figura di Gigi Chiriaco, caro amico, amministratore sensibile, grande sportivo, persona a me molto cara, che ha dispiegato da questa aula la propria sagace ed attenta attività amministrativa.
Ciò detto, mi riaggancio a quanto il presidente Campagna aveva rappresentato in incipit; questo ufficio, il Difensore Civico, era stato ascoltato in sede di Prima Commissione in data 19 settembre ed era emersa, sin da quella riunione, la necessità di consumare un passaggio consiliare al fine di rendere edotto il Consiglio dell’attività svolta in questi primi dodici mesi. Naturalmente, le emergenze che il Presidente ha brillantemente enucleato lo hanno reso impossibile; io ero a disposizione della funzione consiliare, che oggi viene assolta.
Rivolgo un ringraziamento, mi sento di farlo, al Sindaco, allo stesso Presidente, al Segretario Generale e a tutti i Consiglieri che in via pubblica, e privata, anche, hanno inteso testimoniare ed attestare la propria attenzione all’attività da questo Ufficio dispiegata.
Questa relazione è strutturata in modo tale da avere un inquadramento di natura storica, un inquadramento di natura normativa, un’elencazione dell’attività pedissequamente svolta, con una casistica delle principali istanze che sono state portate all’attenzione dell’Ufficio del Difensore Civico.
Ho avuto già modo di illustrare questo nel corso dei precedenti incontri, sia in sede consiliare che in sede di commissione: la materia relativa all’attività del Difensore Civico, per la verità, è scarsamente normata dalla legislazione, per cui c’è un riferimento, nel nostro caso, soltanto statutario e regolamentare, al quale io ho, ovviamente, ispirato la mia attività per l’assolvimento degli oneri e degli incarichi istituzionali.
Procedo alla lettura. Ovviamente, cercherò di essere il più succinto possibile. Qualunque richiesta è bene accetta.
Con propria delibera n. 29 del 3 maggio 2006 il Consiglio Comunale di Potenza mi conferiva l’incarico di assumere la posizione di Difensore Civico della città; con successivo atto formale, il 2 ottobre, il Sindaco di Potenza procedeva all’insediamento del Difensore Civico e dotava l’ufficio di una propria sede e di una struttura tecnico/operativa per l’espletamento delle sue funzioni istituzionali.
L’ottima collocazione logistica della sede e la disponibilità mostrata fin dall’inizio dal personale dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico a collaborare con l’istituendo Ufficio del Difensore Civico, aggiungendo una nuova performance al proprio bagaglio di esperienze già collaudate da un decennio di attività nelle proprie funzioni, ha consentito di avviare celermente l’attività, implementando, ad esempio, il sito istituzionale quale primo ed immediato canale di comunicazione con l’utenza.
A questo proposito mi sia consentito, immediatamente, rivolgere un ringraziamento sentito ed un’attestazione di pubblica stima al personale tutto dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, che ha con un’attività tenace, competente, costante assicurato il funzionamento dell’Ufficio del Difensore Civico. Un ringraziamento particolare va ai miei principali collaboratori, che sono il geometra Mazzeo, qui presente, comunicatore della struttura – tengo a sottolinearlo -, e il signor Rocco Rosa, i quali hanno consentito, con un’attività di scrematura iniziale, di valutazione immediata delle istanze che pervengono, l’inoltro agli uffici competenti con un tempo di attesa non superiore ad un giorno.
L’attività che io vengo chiamato ad assolvere. Dai primi contatti avuti con i cittadini che si sono rivolti al Difensore Civico è emersa una pluralità di questioni, legate prevalentemente ad una carente azione di comunicazione da parte degli uffici nei riguardi dell’utenza. La relazione che segue in merito all’attività svolta in questo primo anno, in questi primi 18 mesi, oltre a rispondere, in primis, ad un obbligo sancito dal vigente Statuto del Comune di Potenza, costituisce lo spunto per una riflessione comune sulle criticità che si sono presentate, ma anche per la definizione di un panel di interventi organici da parte di tutti i soggetti coinvolti nel processo decisionale.
Obiettivo finale di tale analisi è l’individuazione di possibili soluzioni condivise per migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione della Pubblica Amministrazione nei confronti dei cittadini. In questa direzione risulta di fondamentale importanza il progresso con gli uffici, che attualmente può definirsi work in progress, con risultati sempre più soddisfacenti ed adeguati man mano che i contatti si intensificano e si definiscono univoche strategie di intervento.
Il diritto dei cittadini ad un’informazione costante e corretta sulla vita amministrativa ha bisogno di essere sempre più valorizzato, ad ogni livello, come elemento idoneo a consolidare il concetto di democrazia partecipata, e deve stimolare l’apparato istituzionale a rafforzare la sua capacità di rappresentare le istanze proposte.
Da questo continuo flusso d’informazione con i vari uffici dell’Amministrazione Comunale si va delineando per alcuni una maggiore attenzione alle esigenze dell’utenza, peraltro nella consapevolezza che migliorando il rapporto con il cittadino aumenta la credibilità dell’apparato pubblico e si raggiunge il principale obiettivo della customer satisfaction. La funzione del Difensore Civico è quella di creare un rapporto sinergico tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione, al fine di rendere più fluida l’azione amministrativa e perseguire il soddisfacimento delle esigenze dei cittadini in termini di efficacia, efficienza, qualità e trasparenza degli interventi.
Passo, adesso, ad una rilettura dei passaggi che hanno significato il rapporto di comunicazione interna. In una fase iniziale si è rivelato fondamentale il coinvolgimento dei vertici amministrativi e politici, come emerge dai dati, qui riportati sinteticamente, relativi alle comunicazioni formali. A questi vanno aggiunti i frequenti contatti avuti per le vie brevi e finalizzati ad individuare una comune e condivisa metodologia di intervento.
Cinque sono state le istanze inviate al Sindaco, due le istanze inviate al Direttore Generale, sino al momento del suo mantenimento dell’incarico, tre le istanze inviate al Segretario Generale. Sono stati, successivamente, programmati specifici incontri sia con il Sindaco, quale massimo riferimento politico, che con i responsabili apicali dei singoli uffici; sono state convocate, inoltre, tre conferenze di servizio, per definire in sessione plenaria i criteri ed i metodi relativi ai contenuti e agli interventi ed anche alle modalità di gestione dei flussi di comunicazione.
Gli incontri con il Sindaco sono stati due, cinque gli incontri con il Segretario Generale, quattro gli incontri con singoli dirigenti, tre le conferenze di servizio con i dirigenti. Il ricorso all’Ufficio del Difensore Civico da parte del cittadino è andato crescendo in maniera esponenziale, e per un’analisi più puntuale (oltre al mero aspetto quantitativo, posso fornire anche elementi di tipo statistico), si è ritenuto opportuno disaggregare i dati sommari esposti nella tabella a) – che loro hanno – emergenti l’attività dell’Ufficio per raggruppamenti di tipologia e, quindi, ripartirli nella tabella b) in funzione delle rispettive Unità di direzione, unità di progetto ed aziende compartecipate cui sono state trasmesse le azioni in materia.
140 sono state le istanze pervenute, ed i dati disaggregati portano ad un totale di 15 istanze pervenute nel 2006; 60 istanze pervenute nel 2007; 15 istanze pervenute al 2008, con implementazione di ulteriori numeri fino alla data odierna. Di queste 140 istanze pervenute, 15 sono a mezzo e-mail, 39 a mezzo posta ordinaria, 4 a mezzo fax, 41 consegnate allo sportello, 41 con contatti telefonici.
L’attività ha, quindi, prodotto 98 istanze istruite, 72 istanze evase, 316 comunicazioni protocollate in entrata, 421 comunicazioni protocollate in uscita. Di queste, sono state indirizzate: 1 alla Protezione Civile, 2 all’Ufficio Unità di direzione istruzione, 5 ai servizi sociali, 20 alla Polizia Municipale – di cui 1 inevasa -, 0 alla Cultura, 2 a Sport giovani e lavoro – di cui 1 inevasa -, 4 ad Attività produttive e marketing territoriale, 0 a Ufficio piano urbanistico, 1 alla Regolamentazione e gestione gare, 4 alla Ricostruzione, 4 agli Affari generali, 7 agli Affari legali, 13 alle Risorse umane – di cui 1 senza risposta -, 1 a Bilancio e finanze, 6 a Entrate per tributi e servizi, 23 a Viabilità e trasporti – di cui 6 senza risposta -, 8 a Patrimonio espropri – di cui 1 senza risposta -, 10 a Edilizia e territorio -, 5 alla Manutenzione, 14 all’Ambiente – di cui 1 senza risposta -.
I dati esposti sono relativi ai soli contatti definiti, cioè a quei contatti che hanno determinato l’apertura di un procedimento d’ufficio; in realtà sono oltre 300 i cittadini che, a vario titolo, si sono rivolti al Difensore Civico per prospettare problematiche diverse, alcune delle quali affidate alla risoluzione con semplice contatto telefonico dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico.
A questo proposito, mi permetto di osservare come questo dato dei 300 contatti sia in realtà leggermente sottostimato, in quanto io ho inteso aprire l’Ufficio al contatto, alla comunicazione di tutti coloro i quali avessero intenzione di rappresentare esigenze personali, istituzionali, associative, al Difensore Civico; in tempo difficile come questo ho ritenuto che questo fosse un canale di comunicazione aperto con l’Istituzione e, come tale, meritevole di particolare attenzione, ecco perché il dato di 300 contatti è in realtà leggermente sottostimato.
Molte volte, infatti, il cittadino passa, entra, chiede un consiglio, se non c’è necessità di una canalizzazione istituzionale, quindi di un contatto con un’unità di direzione, con un assessore o altro, il problema viene risolto per le vie brevi. Di questo, infatti, do anche contezza. L’Ufficio ha allegato alla relazione una casistica delle istanze pervenute, in modo da far avere al Consiglio una percezione delle emergenze, delle esigenze particolarmente avvertite.
Ho ascoltato l’intervento del consigliere Pace in ordine alla necessità di dotare la città di strutture igienico/sanitarie: questo è uno dei punti dolenti che vengono sistematicamente sollevati nel confronto con il Difensore Civico; c’è una richiesta di maggiore attenzione all’igiene urbana, al decoro urbano, alla prevenzione di atti vandalici, soprattutto per il Centro Storico. E’ una domanda che cresce da tutte le parti della città e che deve essere necessariamente fatta propria, oltre che dal Difensore Civico, che la indirizza per quanto di sua competenza agli uffici di competenza, dalla Pubblica Amministrazione.
Vengo a dire. Riguardo ad una prima lettura, le istanze possono suddividersi in tre tipologie: semplice segnalazione di difformità operative e gestionali; segnalazione di disservizio con avvio di procedimento istruttorio; segnalazione relativa al mancato recepimento delle istanze da parte degli uffici che possono determinare contenzioso.
Nel primo caso, le problematiche esposte dai cittadini vengono risolte, per lo più, per le vie brevi, con il semplice intervento telefonico presso gli uffici competenti, e richiedono un tempo di risposta brevissimo; nel secondo, invece, per valutare il merito del livello di disservizi si rende necessario l’avvio di un formale procedimento istruttorio. Il cittadino, infatti, inoltra all’Ufficio del Difensore Civico la propria istanza, corredata dalla necessaria documentazione probatoria; a seguito di una prima valutazione, relativa alla materia oggetto di contenzioso, gli atti vengono trasmessi agli uffici competenti, che dovrebbero pronunciarsi con valutazioni di merito entro i 15 giorni previsti dallo Statuto e dai regolamenti comunali. E’ evidente che in alcune situazioni i tempi si dilatano.
Nell’ultima fattispecie, infine, oltre all’avvio dell’istruttoria rituale diventa imprescindibile instaurare rapporti diretti con i responsabili dei procedimenti oggetto di impugnativa, e in molti casi si rende opportuno indire conferenze di servizio per discutere nel merito le questioni con i diversi uffici interessati. La durata del procedimento di evasione dell’istanza, in questi casi, è in funzione dei tempi di risposta della Pubblica Amministrazione.
Le criticità emerse in questo primo anno di attività evidenziano come la vera anomalia del nostro sistema amministrativo sia riconducibile ad aspetti di tipo procedimentale, più che sostanziale. Ad eccezione di qualche caso isolato particolarmente complesso, i cittadini hanno più lamentato carenze o inerzie degli uffici nel dare riscontro alle loro richieste. Ciò determina nell’opinione pubblica un diffuso atteggiamento di diffidenza nei confronti dell’Amministrazione, che viene percepita come ingessata, pletorica, opaca nelle procedure, incapace di fornire informazioni e risposte in tempi certi, oltre che garantire il diritto degli accessi agli atti, l’efficienza e l’efficacia dei servizi.
A questo proposito, il risultato di questo primo anno, di questi primi 18 mesi di attività, si presenta come un chiaroscuro, un agrodolce, nel senso che, a fronte di una prima oggettiva e significativa difficoltà iniziale, rappresentata da ritardi all’evasione delle istanze che venivano puntualmente trasmesse, man mano, con il passare del tempo e con l’implementazione dell’attività dell’Ufficio che io ho l’onore di rappresentare, questi nodi si sono venuti, in qualche misura, sciogliendo.
E’ vero, però, che la credibilità dell’Ufficio del Difensore Civico è tanto più attuale, quanto più riesce ad intercettare e a soddisfare le istanze cittadine. Questa attività ha necessità di essere veicolata attraverso un doppio canale, quello della funzione amministrativa, sulla quale finora è stato svolto il maggiore impegno, per stimolare le Unità di direzione a fornire risposte in tempi ragionevolmente brevi, nei limiti delle loro possibilità e compatibilmente con gli impegni che vengono a gravare sullo svolgimento della loro effettiva attività, e della funzione politica, che fino ad ora è stata, in qualche misura, tenuta serbata.
Io avevo, nel corso del mese di gennaio, indirizzato un’esplicita richiesta al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale e al Segretario Generale, al fine di favorire un incontro per la enucleazione, per lo svisceramento delle problematiche di carattere più propriamente politico che potessero essere individuate a supporto dell’attività del Difensore Civico.
Purtroppo, per ragioni di funzionalità istituzionale, questo incontro è mancato; io mi auguro che nell’arco delle prossime settimane, dei prossimi mesi, si possa riallacciare il filo di un dialogo che deve essere assolutamente costante. E’ imprescindibile che ci sia un collegamento diretto ed immediato tra l’organo politico (che trova la sua massima espressione nel Consiglio, ma anche con il Sindaco ed i singoli assessori) e l’Ufficio del Difensore Civico, che – ripeto – svolge un’attività di implementazione, di stimolo, di incoraggiamento, anche, nei confronti delle Unità di direzione e delle funzioni amministrative che sono gravate, come dicevo precedentemente, da impegni ed oneri ragguardevoli.
Gli uffici più esposti sono quelli che gestiscono i servizi essenziali, di impatto diretto sul quotidiano di ciascun cittadino. Tributi, trasporti, scuola, lavoro, ambiente e qualità della vita sono gli ambiti che maggiormente scandiscono il rapporto tra quest’ultimo e la Pubblica Amministrazione. In questo contesto, dunque, si può banalmente rappresentare la seguente equazione: a maggiore richiesta dei servizi corrisponde una maggiore esposizione degli uffici, e per mero calcolo statistico aumentano le criticità.
Non sempre l’intervento del Difensore Civico può essere risolutivo nel rispondere alle esigenze del cittadino e nell’accelerare i tempi di definizione delle pratiche. La legge, infatti, non prevede alcun potere coercitivo sanzionatorio esperibile in caso di inerzia della Pubblica Amministrazione.
Questo è un limite della normativa che regola l’esercizio dell’attività del Difensore Civico; questi non ha nessun potere sanzionatorio, e questo, a mio parere, per certi versi, è un bene, perché non è avvertita, la sua funzione, come di controllo, come persecutoria o come requirente; dall’altro ne rappresenta il limite, perché, naturalmente, in difetto di un’attività penetrante di controllo, l’Ufficio del Difensore Civico non può fare altro che limitarsi ad una generica interlocuzione, sulla quale, purtroppo, qualche volta si crea equivoco, perché naturalmente la funzione del Difensore Civico, che tende alla risoluzione delle problematiche del cittadino, non può fare a meno dell’interazione con gli uffici degli assessori, dei dirigenti amministrativi, e quindi la risposta, che in qualche caso è di natura interlocutoria, non serve, purtroppo, a soddisfare il nucleo della richiesta che il cittadino rivolge in termini effettivi.
Di questo io mi dolgo molto, nel senso che, come loro hanno avuto modo di leggere, il numero di istanze evase, su un totale di 98 procedure istruite, ammonta ad un totale di 73. In realtà queste 73 istanze compendiano risposte da parte dell’Amministrazione che sono molte volte interlocutorie, ma che noi recepiamo, altre volte non c’è nemmeno risposta – e l’ho evidenziato -.
Il problema è che molte volte questo tipo di risposta, di evasione, non è complementare alla risoluzione effettiva del problema. Faccio un esempio: se il cittadino chiede l’accesso agli atti della Pubblica Amministrazione ai sensi della “241”, l’ufficio mi risponde e il problema è risolto.
Abbiamo risolto un caso delicato, che a me stava particolarmente a cuore, che era quello dei genitori dei ragazzi portatori di handicap; si è risolto con la squisita sensibilità, devo dire, del Sindaco, dell’assessore Casella, della dottoressa Salvia, e questo è un caso che ha avuto una sua pratica, effettiva, riconoscibile risoluzione. Purtroppo, in altri casi, la risposta che ci arriva è di tipo generico, è interlocutoria; non riusciamo a collocare in una casella risolutiva la problematica che ci viene esposta, e su questo c’è una sovrapposizione, una confusione del ruolo del Difensore Civico con quella del dirigente o dell’assessore.
Su questo, quindi, io farei un richiamo affettuoso, ma vorrei che ci fosse una maggiore sensibilizzazione da parte della Pubblica funzione alla problematica intesa in quanto tale.
Riassumo dicendo che, nella sostanza, l’Ufficio del Difensore Civico è una camera di compensazione, di intermediazione, che viene letta dal cittadino in termini credibili se la risposta è credibile. E’ democrazia se la risposta è credibile, è celere, è veloce e dalla parte del cittadino, senza per questo negare le esigenze dell’Amministrazione.
Il cittadino che io ho avuto modo di incrociare, la cui istanza ho avuto modo di conoscere nell’arco di questi mesi, è straordinariamente migliore di quello che noi crediamo. Il cittadino è mite, è paziente, è puntuale; richiede una risposta da parte della Pubblica Amministrazione, che credo sia doveroso concedere. Naturalmente, questo affanno, questo scambio di comunicazioni i cui tempi io cerco di contingentare al massimo, è emblema del funzionamento dell’intera macchina amministrativa.
Questa stanza di compensazione, ripeto, oltre ad essere veicolo di democrazia, perché come tale viene riconosciuta, è anche strumento di “sterilizzazione” di pericoli per l’Amministrazione, perché se il cittadino sa che il Difensore Civico è, in qualche modo, portatore di una propria istanza che è riconosciuta e riconoscibile, ed ha una risposta in termini sicuri, certi, amichevoli, è indotto a destrutturare una propria iniziativa finalizzata all’aumento del contenzioso, all’istruzione di un contenzioso, con vantaggio per l’Amministrazione in quanto tale, per il suo funzionamento e dei cittadini tout court.
Concludo questo mio intervento – rimando, naturalmente, ad una lettura più approfondita coloro i quali avranno la pazienza, la bontà, la compiacenza di leggere questa mia relazione – dicendo che fino ad ora questa attività del Difensore Civico si è orientata ad una categoria ricettizia, nel senso che, ad oggi, in questi 18 mesi di attività, il Difensore Civico si è fatto portatore di istanze che venivano direttamente rivolte alla sua attenzione, al suo Ufficio.
Io avrei un’ambizione, che va naturalmente correlata, da questo momento in poi, e in questo caso mi rimetto anche alla valutazione che gli amici assessori vorranno fare, ad una fase propositiva, propulsiva che mi piacerebbe aprire: cioè non soltanto l’ascolto, che è stato sempre – per la verità, devo dire, anche da parte dei miei collaboratori – molto attento a tutte le istanze dei cittadini, ma una fase di proposizione, soprattutto in tema di difesa civica della nostra comunità.
Auspico un innervamento di ulteriore consapevolezza civica. Questa città, che io amo molto, i cui cittadini io amo molto, ai quali devo questa passione, questo impegno, deve essere consapevole che il nostro è un bene comune, che va tutelato e difeso. Allora il degrado urbano, le scritte sul muro, l’atto di teppismo, il randagismo, l’intercettazione dell’istanza rivolta a sensibilizzare il cittadino a non portare il cane a sporcare… sono tutte cose che io intendo portare come elemento propositivo alla discussione, senza per questo, naturalmente, sovrappormi alle iniziative delle funzioni competenti, degli assessorati competenti.
La mia è un’opera di affiancamento, di stimolo, di aiuto, che io intendo portare avanti; quindi calda, caldissima, rivolgo la richiesta al Consiglio, al quale oggi ho l’onore di partecipare, di supportare l’Ufficio del Difensore Civico, questa funzione politica che in questo momento viene percepita come debole, ma che in realtà è forte, perché è la democrazia, il verbo attraverso il quale noi colloquiamo con i cittadini, a dargli forza, credibilità. Naturalmente, quanto più l’Amministrazione sarà in grado di farsi latrice di un messaggio di credibilità, tanto più la democrazia troverà beneficio, e tanto più i cittadini troveranno ristoro. Ringrazio tutti; sono a disposizione per tutte le richieste ed i chiarimenti che vorranno rivolgermi.
PRESIDENTE
Ringrazio il Difensore Civico per la sua relazione puntuale, lo ringrazio anche per la sua attività, accomuno al ringraziamento i suoi più stretti collaboratori, innanzitutto Gianni Mazzeo, del quale conosciamo tutti la passione che mette in questa attività. Prego, consigliere Laieta.
LAIETA
La relazione che il Difensore Civico ha posto all’osservazione di questo Consiglio, che ho letto in questo Consiglio stesso, già dal formato ci fa capire che è una relazione sostanziosa, importante, direi, perché, a parte la presentazione di quello che è stato fatto in precedenza, ci parla di quanto fatto nel 2008, prevede le strategie ed anche le valutazioni e le prospettive, cioè anche quelle criticità che possono migliorare il servizio, sempre nell’interesse del cittadino.
Per questo io lo ringrazio a nome di tutto il gruppo del PD, ma penso che sarà anche tutto il Consiglio a testimoniare la bontà del lavoro, la competenza evidenziata nel lavoro, la disponibilità, che è fondamentale, il saper cogliere l’esigenza del cittadino e il dare al cittadino la sensazione di essere disponibile. Questo è il lavoro che il Difensore Civico deve fare, fa, e siamo contenti di aver scelto bene, anche perché lo conosciamo… lo conosco da… vorrei non dirlo… è stato mio alunno al Liceo Classico.
Al di là di questo ricordo, che è sempre piacevole, ringraziamo e ringrazio il Difensore Civico perché è riuscito a far decollare un servizio che non solo è utile per la città, ma direi necessario. Quando il cittadino ha bisogno di essere aiutato, questo Ufficio non solo c’è, ma si mostra disponibile, cerca di interpretare l’istanza, di portarla a termine, quindi è un processo che inizia e che ha un termine. Questo va a dare al cittadino la sicurezza di essersi rivolto… e che la domanda rivolta ha una sua risposta. Questo va a vantaggio di tutta l’Amministrazione, di tutto il Consiglio, di tutta la città.
La comunicazione è oggi fondamentale, garantire al cittadino un servizio di questo tipo va a dimostrare al cittadino stesso che l’Amministrazione si apre, che non ha paura di mettere a disposizione, di far leggere, di dare, nella trasparenza, la possibilità di visionare gli atti, e nello stesso tempo di poter rivolgere quelle domande, quegli interrogativi per avere sempre più – questo è fondamentale – non solo la sensazione, ma la certezza che questa, che qualsiasi Amministrazione pubblica lavora per il bene di una città, di una comunità.
Questo traspare dall’ottima relazione che, come dicevo prima, è completa, perché fa un excursus richiamando ciò che è stato fatto e ciò che ha fatto nel 2008, anche nella prospettiva, se qualcosa non va, come ci diceva il Difensore, di potenziare questo servizio.
Però il Difensore stesso dice di essere stato messo nelle condizioni, anche logistiche… apprezza quello che noi siamo riusciti a mettere a sua disposizione, proprio perché riteniamo che questo lavoro debba avere una rilevanza fondamentale per la città.
Siamo, quindi, felici e contenti per due motivi: per esserci affidati a mani esperte, non solo, ma in mani disponibili, perché nella relazione con il cittadino che soffre dobbiamo far trasparire di essere non soltanto vicini e disponibili a supportarlo, ma anche quella relazione che va a cogliere la difficoltà di quel cittadino e fa capire al cittadino stesso che dalla difficoltà si può uscire, se siamo capaci di saperlo sostenere.
E’ questo ciò che noi apprezziamo di più, questa umanizzazione del lavoro, oltre alla professionalità, che è quello che rende il lavoro stesso di qualità ed utile, direi utilissimo, per la nostra città.
Chiudo dicendo non solo l’apprezzamento, ma l’augurio di continuare a lavorare con questa trasparenza, con questa competenza e con questa umanità; il lavoro così svolto, ne siamo sicuri, produrrà altri effetti positivi, oltre a quelli già notati e oggi colti da questa relazione e da quanto detto dal nostro Difensore Civico.
L’Amministrazione saprà cogliere anche gli input che lo stesso Difensore Civico ha voluto inviare per migliorare il servizio e per dare sempre di più al cittadino, nella speranza, che è quello che noi vogliamo, il risultato che vogliamo cogliere tutti, di poter sempre dire di un’Amministrazione che non lavora per sé, ma per la comunità. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, collega Laieta. Consigliere Coviello, prego.
COVIELLO
Grazie, Presidente. Un saluto ed un ringraziamento vanno al Difensore Civico da parte mia e del mio gruppo; il saluto è esteso anche a tutta l’organizzazione dell’Ufficio. Noi, ad inizio legislatura… ricordo che questo è un argomento che il consigliere Campagna aveva molto a cuore… abbiamo spinto molto perché questa figura venisse individuata, perché fossero dati i mezzi perché questa figura avesse senso in questa città, perché comunque noi avevamo bene inteso quale poteva essere il ruolo che poteva ritagliarsi un Difensore Civico dalle qualità eccellenti come quello che è stato nominato.
I risultati che si stanno avendo sono soddisfacenti, ma credo che si possa fare di più, non da parte del Difensore Civico, ma da parte di questa Assise, di questa Amministrazione, nel porre le condizioni per cambiare il rapporto che lega il Difensore Civico all’Amministrazione e al territorio. Noi oggi stiamo perdendo un’occasione, secondo me, perché abbiamo un Ufficio altamente qualificato, un Difensore Civico che conosce benissimo l’articolazione di quello che deve essere fatto, di come si deve rapportare con l’Amministrazione e con i cittadini.
Noi ora dovremmo fare quello sforzo statutario ed anche amministrativo per cercare di dare tutte le condizioni perché si possa lavorare meglio e per dare più risposte. Io parto dal presupposto che la relazione è un ottimo lavoro, ed è un punto di partenza. Ritorno dove sono partito: noi abbiamo spinto molto perché si individuasse questa figura, proprio perché avevamo chiaro il percorso che volevamo affrontare e quale era la figura del Difensore Civico, non del rispondere al Consiglio Comunale, ma ai cittadini. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a Lei, Collega. Consigliere Mussuto, prego.
MUSSUTO
Grazie, Presidente. Anche io non posso e non voglio esimermi dal ringraziare doverosamente e volutamente, più che altro, il Difensore Civico per il lavoro svolto, nonché il suo Ufficio, che con lui collabora. A dire il vero, rispetto al consigliere Laieta, che ha ammesso di conoscerla da tanto tempo… e la cosa che mi “dispiace” è che è stato suo alunno, ma per fortuna nella maggior parte dei casi l’alunno supera il maestro, per fortuna…
Fase interlocutoria
MUSSUTO
Era una battuta. L’ho detto quando sono intervenuto al momento dell’insediamento: sono uno di quelli che va “a pelle” e Lei, avvocato Messina, mi ha ispirato subito; ero convinto che avrebbe fatto un ottimo lavoro ed i fatti non mi hanno smentito; ho letto attentamente la sua relazione e sono rimasto davvero soddisfatto, direi orgoglioso di aver votato perché Lei divenisse il Difensore Civico.
Sicuramente i dati sono positivi e hanno un incremento notevole, in termini percentualistici, però io credo che noi dobbiamo e possiamo fare di più, assolutamente. Lei ha dato dei dati ben precisi, che denotano come, sostanzialmente, è riuscito ad acquisire la fiducia del cittadino, del contribuente, ma questo ancora non è sufficiente, perché quello che io registro nel contatto quasi quotidiano che ho con i cittadini è che molti, comunque, continuano a pensare – non so da che cosa derivi loro questa convinzione -, sono convinti che comunque Lei è di parte, non è imparziale nello svolgimento del suo lavoro, perché dicono: ma sì, tanto è stato nominato dalla politica e risponde alla politica. Bene, noi dobbiamo fare, Lei… non so, troviamo una soluzione che possa essere valida, possibile.
Noi dobbiamo trovare una soluzione che dia un segnale profondamente diverso all’esterno, cioè che la controparte sua siamo noi, è la politica, in primis, e gli uffici dopo. E’ ovvio che questo è a cascata. Ed allora, qualsiasi intervento pubblico che possa dare la sensazione e la percezione reale che effettivamente Lei è dalla parte del cittadino lo dobbiamo mettere in campo, assolutamente, perché tanti vorrebbero, come dire, fare delle richieste, sottoporle dei problemi che in certi casi sono molto forti, reali, però hanno paura che ci possa essere una ricaduta negativa nei loro confronti. Noi dobbiamo far capire che così non è. Sono certo che Lei sarà in grado di porsi in questi termini, non ho dubbi.
Per quanto attiene, poi, a qualche risposta che la parte politica o gli uffici non le hanno dato, lancio una proposta: per far sì che anche il consigliere, il Consiglio (che è l’organo sovrano, non lo dobbiamo mai dimenticare), possa intercettare il messaggio e farlo diventare un punto di forza, io sarei dell’avviso che, quando Lei non riesce ad avere risposte dagli uffici, dai nostri rappresentanti in seno all’Esecutivo, sarebbe opportuno fare una comunicazione ai consiglieri, ai capigruppo, se vuole (ma io ritengo a tutti i consiglieri), in modo tale che in questa Assise qualcuno sia portato a fare delle interrogazioni e a fare emergere queste negatività.
All’esterno, questo è basilare, fondamentale per quanto mi riguarda, dobbiamo dare assolutamente la sensazione che Lei è dalla parte dei cittadini, a qualsiasi costo, quindi io ribadisco che sono certo che Lei, con il suo staff, farà di tutto perché questa sua opera venga ulteriormente implementata e curata, e per questo auguro a Lei e al suo Ufficio un buon prosieguo. Grazie.
PRESIDENTE
Non ci sono altri interventi, pertanto cedo la parola al Difensore Civico per una breve replica.
MESSINA
Rivolgo un ringraziamento sentito ai consiglieri Laieta, Coviello e Mussuto e all’Assemblea tutta, che ha avuto la bontà e la pazienza di ascoltarmi. Al di là dei complimenti che vengono rivolti alla mia persona, e che ovviamente mi gratificano, anche se naturalmente sono sussidiari rispetto all’impegno che io intendo svolgere, credo che le segnalazioni che dall’Assise provengono debbano rappresentare ulteriore stimolo all’attività di questo Ufficio.
Ne parlavo prima in termini informali con il consigliere Mussuto; noi registriamo un ricevimento di 140 istanze, che sono un numero significativo, ma non bastevole, a mio parere. Va aumentato; va stimolata la consapevolezza da parte del cittadino che l’Ufficio del Difensore Civico è una stanza di compensazione, di mediazione, dal suo punto di osservazione.
Per fare questo, naturalmente, oltre che un’iniziativa di carattere istituzionale, ci sarebbe anche necessità di una veicolazione diversa, di una maggiore pubblicità, attraverso i canali istituzionali, come il sito del Comune, del Difensore Civico… per questo è necessario anche fare riferimento a risorse finanziarie che, mi rendo conto, non sempre possono essere distratte a favore di una funzione che pure merita un’attenzione particolare.
In questo caso è stato fatto anche uno lo sforzo di dare una dignità grafica a questa relazione. Io avrei voluto portarla, ma in realtà, poi, forse, ragioni di opportunità mi hanno fatto soprassedere dal coltivare l’iniziativa… E’ arrivata – non so se anche al Presidente – la relazione del Difensore Civico di Milano; naturalmente parliamo di scale di grandezza assolutamente incomparabili, per numero di abitanti, per funzioni, per impegni… e c’era, naturalmente, un corredo grafico, una struttura adeguata, parallela, coerente con il tipo di attività svolta.
Io mi sono sforzato di rappresentare quanto più dignitosamente possibile l’attività. Naturalmente, ripeto, c’è bisogno di intercettare il polso, l’iniziativa, la sensibilità del cittadino. In questo, forse, occorre uno sforzo di migliore collocazione statutaria, occorre sfrondare certe incrostazioni, certi limiti che questa norma statutaria, con l’istituzione del Difensore Civico, ha comportato, facendo sorgere qualche equivoco.
Ripeto, questa è la prima presentazione che io faccio, dopo i primi 18 mesi di attività, e credo che sia un punto di partenza; naturalmente non ho la presunzione di dire che la mia attività sia stata esente da manchevolezze, da errori… Come dice il poeta: non si è fatto apposta. E’ stato un procedimento di evoluzione, di apprendimento, di confidenza progressiva con la materia. Se c’è stata inerzia, se ci sono stati ritardi, se c’è stata incomprensione… naturalmente la colpa è mia, e non di coloro che non hanno compreso, e di questo faccio ammenda.
Io sono, ovviamente, a disposizione di questa Assemblea perché del Difensore Civico faccia quello che è giusto che sia, cioè la camera di ascolto, l’orecchio del cittadino, l’amico del cittadino. Naturalmente, è un punto di partenza, è un impegno, che io assumo solennemente, l’ho fatto al momento del mio insediamento e lo rinnovo oggi, a rappresentare con la più serena equanimità tutte le funzioni che io ho l’onore di assolvere a favore del cittadino, a favore dell’Assemblea. Un ringraziamento sentito, ancora, a tutti. Grazie.
PRESIDENTE
Cedo la parola all’assessore Singetta, delegato dal Sindaco a porgere il ringraziamento.
SINGETTA
Voglio ringraziare a nome del Sindaco e della Giunta il Difensore Civico per l’ottimo lavoro svolto non soltanto attraverso la redazione della relazione, ma soprattutto per l’impegno quotidiano che egli profonde, con la dimostrazione di doti professionali ed umane che sono state alla base della scelta unanime – lo voglio ricordare – da parte di questo Consiglio nell’individuarlo come Difensore Civico della città di Potenza. Temi del genere, forse, meritavano una platea più ampia.
Voglio cogliere anche le sollecitazioni che sono arrivate dal dibattito in aula, perché insieme al Presidente del Consiglio Comunale troviamo delle forme per divulgare in maniera più ampia l’attività del Difensore Civico. Io penserei anche ad una manifestazione pubblica in cui il risultato, la relazione annuale, può essere esposta.
Questo perché tutela dei diritti, trasparenza, democrazia, non sono soltanto categorie dello spirito, e purtroppo, a volte, rappresentano soltanto dei rituali di cui imbastiamo i nostri discorsi. In un momento, invece, in cui il cosiddetto vento dell’antipolitica spira fortemente, la figura del Difensore Civico va rafforzata. Questo non possiamo farlo attraverso modifiche statutarie, è un problema di legislazione nazionale, però già riuscire ad evidenziare il lavoro che viene svolto dal Difensore e dall’Ufficio, che è diventato l’unico tramite tra i cittadini e la politica, è un compito molto importante.
Io voglio anche ricordare che il compito, la funzione del Difensore Civico, viene rafforzata dalla modifica del titolo Quinto della Costituzione che ha eliminato le Sezioni di Controllo, che sino a qualche anno fa erano un filtro tra il cittadino e l’autorità giudiziaria.
In un Paese come il nostro, dove assistiamo ad un’esplosione dell’attività giurisdizionale, nel senso che abbiamo un numero sempre crescente di ricorsi e, quindi, una difficoltà sempre maggiore da parte degli organi giurisdizionali di offrire risposte celeri e certe al cittadino, il Difensore Civico è rimasto l’unico baluardo che può evitare il ricorso diretto all’autorità giudiziaria.
Il suo ruolo, quindi, è un ruolo importante, che in tutte le democrazie avanzate viene sempre più sviluppato, proprio perché non si può gravare il cittadino di un onere quale quello del ricorso continuo alle aule di giustizia. In questo ambito, quindi, il suo ruolo, la sua funzione, è una funzione di sensibilità, di trasparenza, proprio per dare al termine “democrazia” un contenuto concreto.
Io ritengo, allora, che noi non soltanto dobbiamo ringraziare il Difensore Civico per l’imparzialità, per la capacità e per l’esperienza professionale di cui ha rivestito questo suo incarico, ma dobbiamo fare di tutto perché questo compito possa essere evidenziato, portato a conoscenza dei cittadini, e questo non soltanto nell’interesse di chi in questo momento sta svolgendo l’incarico, ma, ritengo, nell’interesse della politica, nell’interesse del Consiglio Comunale, quindi nell’interesse della città di Potenza e di noi tutti.
PRESIDENTE
Naturalmente rinnovo i ringraziamenti al Difensore Civico; confermo, tenuto anche conto degli interventi svolti, e della relazione dell’assessore Singetta, la massima disponibilità da parte della Presidenza del Consiglio Comunale e delle sue articolazioni a fornire, ad offrire al Difensore Civico, al suo Ufficio, alla sua funzione, tutto quanto è necessario per promuoverne la figura, per promuoverne la conoscenza presso i cittadini, in modo da rafforzare e potenziare questo ruolo.
Confermo che si potrebbe certamente, in sede di revisione dello Statuto e del Regolamento, contribuire in modo determinante (al di là di quanto rilevava l’assessore Singetta, ovviamente, sull’esigenza che questo problema se lo ponga il Legislatore nazionale), nel nostro piccolo, nella nostra sfera di autonomia, a tentare di dare più forza, più incisività alla funzione del Difensore Civico, proprio per consentirgli di offrire un risultato migliore alla collettività.
A questo punto avremmo altri tre argomenti all’ordine del giorno. La modifica della Commissione espropri, per effetto di quanto dicevo in apertura, nel momento in cui abbiamo convalidato la surroga del collega Vaccaro, dovrà necessariamente tornare in Conferenza dei Capigruppo, perché venga inquadrata in un riassetto complessivo dell’attuale composizione delle commissioni consiliari.
Gli altri due punti iscritti all’ordine del giorno penso che non possiamo trattarli oggi, perché l’Assessore al ramo è fuori sede per motivi istituzionali ed il Sindaco è impegnato in un convegno presso la Camera di Commercio. Pertanto, se non ci sono motivi ostativi da parte dei Colleghi, propongo di aggiornare i lavori del Consiglio.
Prima di procedere all’aggiornamento, però, devo giustificare, e me ne scuso, perché lo faccio al termine della seduta, l’assenza del consigliere Petrullo, fuori sede per motivi familiari.
Detto questo, la seduta è terminata; i lavori del Consiglio sono aggiornati al 23 maggio, alle ore 8.30, in questa stessa aula. Riceverete comunicazione, perché ci sono altri argomenti da aggiungere all’ordine del giorno. Grazie.
La seduta del Consiglio Comunale termina alle ore 11.55.