La seduta ha inizio alle ore 11.35.
PRESIDENTE
Si procede all’appello nominale. I presenti sono 29; la seduta è valida.
Devo giustificare, in apertura, le assenze dei colleghi Galante Paolo (dovuta ad impegni istituzionali), Petrullo e Speranza (assenti perché fuori sede). Vi pregherei di far pervenire comunicazioni formali sulle giustificazioni prima del Consiglio… E’ giustificato anche il collega Mascolo.
Colleghi, vi prego di prestare un po’ di attenzione perché, come avete appreso, è deceduto un collaboratore del Consiglio, un valido dipendente comunale, ed è deceduto, come a volte succede, in un giorno festivo, il che ha impedito a molti di noi di essere presenti per portare il nostro conforto alla famiglia.
Ritengo che il Consiglio Comunale debba rivolgere un pensiero all’amico Fernando che ci ha lasciati, pertanto cedo la parola al Sindaco perché, come capo dell’Amministrazione, dica qualche parola per la perdita di un validissimo dipendente comunale.
SINDACO
Non è propriamente forma, né prassi usuale, che il Sindaco, l’Amministrazione Comunale intervenga in Consiglio in occasione del decesso di un dipendente. I dipendenti per noi sono tutti importanti, tutti significativi, tutti svolgono un ruolo – da quello più umile a quelli più esaltanti – ugualmente prezioso per l’Amministrazione Comunale. Credo, però, converrete con me (come ha già fatto il Presidente del Consiglio Comunale, con il quale ci siamo confrontati un attimo fa) che Fernando Porcella ha rappresentato un modo un po’ particolare di essere dipendente comunale.
Lo ha rappresentato nel suo legame profondo con la città, con la comunità potentina, legame rappresentato anche dalla sua passione per la storia della nostra città, dai suoi studi continui ed approfonditi. La sua è una delle firme che troveremo nel volume storico sul Bicentenario, sui due secoli di vita di Potenza da capoluogo di regione, che di qui a breve pubblicheremo. Ricordo le sue relazioni con gli altri storici della città: è ben noto il suo profondo e particolare legame con don Gerardo Messina.
Egli, dunque, è stato un dipendente particolare per questa sua passione forte per la nostra città, ma anche per il modo in cui ha inteso il suo ruolo di dipendente, assolutamente rigoroso, assolutamente dedicato al lavoro, assolutamente disponibile, assolutamente impegnato per l’Amministrazione Comunale. Ha attraversato molti uffici, lasciando ovunque un segno forte della sua presenza e della sua attività: anagrafe, ufficio elettorale, ufficio personale, ufficio del patrimonio. Nelle segreterie delle commissioni l’abbiamo tante volte trovato ed apprezzato per il suo lavoro.
Sono stato a casa sua, a portare le condoglianze mie e dell’Amministrazione Comunale alla famiglia; credo che la sintesi più forte del segno che lui ha lasciato nell’Amministrazione Comunale sia rappresentata da un episodio che vede coinvolto un nostro dirigente (il dottor Giuziante, che ho trovato lì) che per ore è stato davanti alla sua salma.
Vi “confesso” una frase dettami dalla vedova, che non conosceva il dottor Giuziante… ed anche in questo si manifesta un modo particolare di essere dipendente: lavorare a prescindere dal sistema di relazioni che poi si intessono, anche con i vertici dirigenziali dell’Ente… La signora, al mio commento sulla figura del marito, mi ha detto: “Quanta gente viene qui a salutarlo, a ricordarne la figura… c’è quel signore – riferita al dottor Giuziante – che da stamane è qui e piange sempre”.
Il dottor Giuziante, come sapete, ha avuto Fernando come suo stretto collaboratore non solo oggi, nella sua funzione di dirigente del patrimonio, ma – l’ho scoperto poi – anche quando era dirigente del personale. Credo che questa testimonianza rappresenti la sintesi della figura di Fernando Porcella. Fernando lascia sicuramente un segno; egli rappresenta una di quelle figure che ci sono nella comunità, e bisogna aspettare una generazione per riaverle, nel momento in cui vengono a mancare.
Egli non era un dipendente o un cittadino qualsiasi; era quel personaggio che caratterizza una comunità per il suo modo di essere, per quel suo modo particolare di fare, per quel suo modo particolare di amare la città, anche per quel suo spirito religioso così intenso, così forte, ma mai sopra le righe. Ricordo quando, da bambino, frequentavo la chiesa della Trinità, ed egli era già fortemente impegnato nel mondo religioso, nelle varie attività. Per tutti questi motivi, veramente la città ha perso, con Fernando, una persona che aveva dato, stava dando ed avrebbe ancora potuto dare tanto, una persona che non sarà semplice rimpiazzare, nella città e nell’Amministrazione Comunale.
PRESIDENTE
Ringrazio il Sindaco, a nome del Consiglio, per le parole che ha voluto dire per ricordare la figura di Fernando Porcella. Naturalmente, mi associo in pieno a tutte le considerazioni e a tutte le valutazioni che egli ha fatto.
Io voglio solamente aggiungere qualcosa che rientra più nella sfera dei ricordi personali. Tutti noi abbiamo apprezzato Fernando, perché lo abbiamo avuto al nostro fianco in Commissione Consiliare, lo abbiamo avuto al nostro fianco nelle attività istituzionali del Consiglio, ed abbiamo avuto modo di valutare ed apprezzare il suo modo di essere dipendente comunale.
Io, però, ho avuto modo di apprezzarlo ancor prima – lo ricordava poco fa il Sindaco -, proprio quando mi fu affidata la delega al Personale. Egli era uno dei miei più stretti collaboratori, perché era una persona assolutamente fidata, perché era una persona assolutamente onesta, perché era una persona assolutamente integerrima, perché era veramente uno di quei dipendenti che si incontrano raramente sul proprio cammino, e che è difficilissimo sostituire.
Vi racconterò una cosa: dovemmo forzare la sua coscienza… dico “dovemmo” perché, oltre al mio intervento, ci fu anche quello degli amici e dei colleghi… per convincerlo – ma la seconda volta, in seconda battuta – a partecipare ad un concorso per una selezione verticale. Egli aveva interpretato in maniera talmente rigorosa e, direi, talmente eccessiva (ma era nella sua indole) l’essere francescano da rifiutare anche una progressione di carriera che gli spettava a pieno titolo, perché il suo profilo professionale non rispondeva assolutamente alle funzioni che egli effettivamente svolgeva all’interno del Comune e che aveva già svolto in precedenza. Fummo costretti, quindi, a pregarlo di accettare di partecipare ad un concorso per una progressione di carriera che gli era dovuta. Era un atto di riconoscimento del suo valore e delle sue qualità da parte dell’Amministrazione.
Ma il mio ricordo di Fernando è ancora più antico. Lo diceva prima il Sindaco: egli, prima che all’ufficio personale, stava all’anagrafe, stava all’ufficio elettorale. Ebbene, io lo ricordo come un frequentatore assiduo, come un amico fraterno di mio suocero, che di quegli uffici era il responsabile, e con il quale ha conservato un rapporto di amicizia, un rapporto fraterno, anche quando lui andò in pensione. I casi della vita… saranno casualità, però a volte assumono un significato particolare: sono morti entrambi lo stesso giorno, il primo giugno; altra casualità è che Fernando ha preso servizio presso il Comune il primo giugno del 1976, 32 anni di servizio. Vedete, quindi, come certe volte le date, così fredde, così asettiche, dei numeri, acquistano un significato particolare, almeno per chi conosce fatti che vanno al di là dello stretto significato, della stretta asetticità di una data.
Vorrei chiudere richiamando le parole che ha usato don Gerardo Messina nel corso della celebrazione funebre per la perdita del caro Fernando. Egli ha usato questi termini: severo, serio, rigoroso, onesto. Penso che tali aggettivi gli competano tutti e che per questo il Consiglio debba onorarne la memoria con un minuto di raccoglimento.
Si dà atto che si osserva un minuto di raccoglimento.
PRESIDENTE
Diamo inizio ai lavori del Consiglio così come previsti dall’ordine del giorno. Al primo punto c’è una “Interrogazione urgente del consigliere Marsico relativa alle problematiche della scuola elementare «Mercurio» della città di Potenza”. Prego, Consigliere.
MARSICO
Grazie, Presidente. “In data 9 novembre 2007 la Quarta Commissione consiliare, in seguito alla richiesta di molti genitori della classe Seconda B, si è recata presso la scuola elementare «Mercurio» della nostra città. I genitori lamentavano la mancanza di spazi idonei in alcune classi.
In effetti, la Quarta Commissione rilevava che l’aula che ospita la classe Seconda B, composta da 23 bambini, ha uno spazio di non più di 16 metri quadri; la lavagna, fissata al muro, non consente la giusta visuale a molti bambini; inoltre, l’aula è esposta a nord e con la visuale diretta sul muro, in modo tale da non poter mai essere illuminata dai raggi del sole.
In più, si è rilevato che nella stessa aula non è possibile utilizzare – visti gli spazi – la cattedra per le maestre, che si vedono costrette ad utilizzare un banco.
Alla luce di quanto emerso, in data 12 novembre 2007 la Quarta Commissione consiliare ha indirizzato, con nota protocollo 144/07, all’Assessore competente il resoconto del sopralluogo effettuato, esponendo le problematiche emerse.
Essendo trascorsi, ormai, molti mesi, lo scrivente chiede quali immediati provvedimenti intende assumere l’Amministrazione in merito“. Grazie.
PRESIDENTE
Prego, assessore Messina.
MESSINA
Grazie, Presidente. Io entro subito nel merito dell’interrogazione. Premetto che a quel sopralluogo ho partecipato anche io, quindi mi sono reso conto della situazione, che chiaramente non è ottimale. C’è subito da aggiungere un chiarimento: noi – con una delibera di Giunta del novembre/dicembre 2006 – abbiamo chiesto a tutti i dirigenti scolastici del primo ciclo della nostra città un resoconto sulla struttura che loro avevano a disposizione.
Abbiamo mandato loro una delibera in cui indicavamo gli spazi, gli standard, e dicevamo pure qual era il massimo di capienza e di accoglienza della scuola interessata. Ritengo, però, che non tutti i dirigenti scolastici abbiano, poi, seguito l’indirizzo che l’Amministrazione Comunale voleva dare attraverso quel deliberato.
C’è da dire anche che, rispetto al discorso della logistica, la città di Potenza sta facendo veramente “salti” fenomenali, perché abbiamo restituito alla città numerosi edifici scolastici ristrutturati ed idonei per svolgere la propria funzione. Non ultimo, entro il prossimo anno scolastico sarà restituito alla nostra città anche l’edificio scolastico di contrada Bucaletto (quindi si tratta di un grosso risultato anche in questa direzione).
C’è un dato… voi avete sentito il consigliere Marsico, che magari mi ha ascoltato più volte in Commissione…: con il riordino scolastico che avevamo proposto nella nostra città si andava non solo ad unificare alcune scuole, ma soprattutto a razionalizzare gli spazi, a renderli più fruibili per dare la possibilità ai nostri cittadini/studenti, ai nostri cittadini/bambini (che sono in primis le persone interessate a beneficiare di questo riordino), di avere una scuola più confacente agli anni attuali.
Noi stiamo vivendo una vicenda molto, molto particolare: un riordino che viene approvato dalla città di Potenza e che trova dei punti di arresto in Consiglio Provinciale. Tale riordino sarebbe dovuto partire già dall’anno prossimo, ma subirà uno slittamento di un altro anno. Nel frattempo, ci accingiamo a fare una serie di incontri: ne abbiamo uno fissato per le 13.00, insieme al Sindaco, con i dirigenti scolastici, e ne avremo uno domani con il dottor Inglese, con l’Ufficio Scolastico Regionale, proprio per quanto riguarda il discorso del dimensionamento che la scuola nella nostra città (ma non solo nella nostra città, anche nella provincia), attraverso decreto ministeriale, sta per subire.
Che cosa voglio dire? Noi abbiamo fatto atti che consentivano di garantire degli spazi ottimali. Abbiamo nel polo nord della città di Potenza, a Rione Verderuolo in modo specifico, una situazione un po’ particolare: noi stiamo correndo ai ripari per bloccare il dimensionamento a Malvaccaro. Capitemi bene. Che cosa succede a Malvaccaro? I bambini sono pochi e l’edificio è vuoto, sia per quanto riguarda la scuola media che per quanto riguarda la scuola elementare. Ci sono bambini che, invece di iscriversi a Malvaccaro, si vanno ad iscrivere a Rione Verderuolo, sia alla scuola media che alla scuola elementare, ferma restando la libertà e la legittimità di scelta dei genitori, che nessuno vuole inibire.
E’ anche vero, però, che rispetto agli standard che noi avevamo messo a disposizione delle scuole, non tutti i presidi, non tutti i dirigenti scolastici hanno ottemperato al deliberato che l’Amministrazione Comunale ha fatto. Io ho anche provato a “prendere” qualche aula dalla scuola media, ma non è stato possibile, perché in quell’edificio di Rione Verderuolo noi abbiamo una situazione particolare: scuola media e scuola elementare convivono nello stesso edificio.
Nulla quaestio se il dirigente fosse lo stesso, ma purtroppo abbiamo due dirigenti scolastici, uno per la scuola media ed uno per la scuola elementare, che non consentono un facile corso, se vogliamo, dello svolgimento… ed una collaborazione più forte, più stringente, anche rispetto a queste istanze. Io ho provato a fare anche delle forzature, forzature che non sono state possibili, anche perché arrivavamo alla fine dell’anno; però mi propongo, a brevissima scadenza…
Ho già attivato una serie di passaggi; vorrà dire che, magari, il dirigente della scuola elementare dovrà fare a meno di un laboratorio e dovrà mettere a disposizione un’aula che usa come laboratorio per consentire lo svolgimento delle normali lezioni. E’ vero pure che questi dirigenti scolastici – e lo voglio dire in un contesto autorevole quale quello del Consiglio Comunale – non possono fare la corsa “all’accaparramento” dei bambini (perché questo significa un parametro diverso anche di inquadramento dei dirigenti scolastici), senza pensare che gli spazi sono quelli che sono.
Noi non possiamo inventarci, dalla sera alla mattina… Non possiamo prendere un’aula prefabbricata e metterla accanto all’edificio per consentire uno svolgimento più naturale delle lezioni. E’ pur vero che questa situazione non è una situazione di oggi, che si è verificata quest’anno. E’ una situazione che si trascina ormai da un po’ di tempo, e mi risulta che nel passato fosse più facilmente gestibile, perché con il consenso degli stessi genitori si faceva “a rotazione” per l’utilizzo di quell’aula. Quest’anno c’è stato un atteggiamento più rigido.
Io ritengo che, con il progetto di riordino che stiamo presentando, che stiamo ri-tarando per la città di Potenza, questo problema dovrebbe finire, perché anche su quel polo scolastico noi abbiamo intenzione di creare un istituto comprensivo. Con l’istituto comprensivo, il problema verrà gestito da un unico dirigente scolastico, gli spazi saranno entrambi suoi, ed io penso che il problema si risolverà naturalmente.
A partire dall’anno prossimo, però, io mi assicurerò che quest’aula venga utilizzata un po’ diversamente, non più come aula per le normali lezioni, ma magari come laboratorio più limitato… nel prossimo anno scolastico, che partirà da settembre… consentendo a questi bambini di avere uno spazio più adeguato e più ampio.
PRESIDENTE
Ringrazio l’Assessore. Prego, Consigliere.
MARSICO
Assessore, tutto sommato, la risposta mi soddisfa, però dobbiamo essere noi, poi, a controllare che qualche dirigente scolastico, il prossimo anno, non compia gli stessi errori che sono stati fatti quest’anno. Grazie.
PRESIDENTE
Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno: “Interrogazione del consigliere Lomonaco su: «Variante urbanistica Via Consolini comparto C5/C6 di Macchia Romana»”. Prego.
LOMONACO
Signor Sindaco, la maggior parte delle volte l’interrogazione è fatta per cercare visibilità… Il consigliere, con l’interrogazione, cerca visibilità all’interno del Consiglio Comunale, all’interno del contesto cittadino, o la fa per necessità. In questo caso, per il sottoscritto, si tratta di una necessità, di un’esigenza, considerati gli anni trascorsi con questo inconveniente che si trascina per queste tre palazzine in Via Consolini.
Mi sembra che la stessa cosa stia succedendo per la tangenziale: sono trascorsi anni, e alla fine si è aperta, anche se monca; o per il palazzetto dello sport, che sta là, non è terminato, però nel frattempo qualcuno già pensa alla gestione, non pensando ai guai che potrebbe portare alla gestione.
Allora, a tutto c’è un limite, signor Sindaco, e quello della pazienza è superato, riguardo a questo problema. Sono oltre sette anni che “rincorro” – io, con i cittadini – riguardo ad una variante. Non è stato detto che è impossibile fare tale variante; se era impossibile farla, allora non c’erano scuse e non c’era nessuna logica nell’insistere. La variante è possibile.
Se fosse stato un matrimonio sarebbero passati anche i sette anni… ché c’è l’infausto dei sette anni: è superato anche questo, perché siamo nell’ottavo anno. Ricordo benissimo che il dirigente, nella passata Amministrazione, era il geometra Guglielmi; furono effettuati più sopralluoghi, sempre riguardo a questa variante.
Con la nuova Amministrazione iniziano le delegazioni dei cittadini, accompagnate dal sottoscritto, dall’ex capogruppo, quando ancora lo era, del partito dei DS, dall’allora segretario cittadino degli allora DS: si arriva, c’è l’incontro, si decide, si chiama l’ingegner Robilotta… “è quasi tutto pronto”, però fino ad oggi nulla è successo.
C’è stato un incontro con l’Assessore ai Lavori Pubblici, con l’Assessore all’Urbanistica, con tecnici, dirigenti… chi più ne ha, più ne metta, i cittadini stessi… Era pronto il sopralluogo con il Sindaco e l’ingegner Robilotta, dirigente dell’ufficio, un anno fa: “tutto pronto, tutto bene, tutto…”… e stiamo aspettando.
Chiedo informazioni: dall’ingegner Robilotta, la “palla” passa all’ingegner Restaino che, interpellato, dice che la delibera è pronta. Però… Vero, assessore Singetta? La delibera è pronta, però non arriva mai né in Giunta, né in Consiglio Comunale, e i cittadini sono ancora lì che aspettano. Spero che avvenga il “miracolo”.
Io non vorrei che intervenissero, nel frattempo, i Vigili del fuoco, andando a chiudere l’unica uscita che c’è, perché il problema è quello: se intervengono i Vigili del fuoco, vanno a chiudere l’uscita che esiste. E poi? Poi si “rincorre”, ed allora, secondo me, non bisogna rincorrere quando succede qualcosa, bisogna rincorrere quando c’è la necessità, quando si è in tempo e quando si possono risolvere le cose.
Signor Sindaco, a me dispiace dire queste cose, mi dispiace veramente. Molte volte non servono i 60 milioni di euro che si vanno ad investire sulla città per dare risposte ai cittadini, ma ci sono anche queste piccole risposte che si danno ai cittadini, perché bisogna confrontarsi con i cittadini anche sulle piccole cose. Allora, sì, diamo l’immagine di un’Amministrazione che veramente ha rispetto dei cittadini, tutto il resto non serve a niente, se non si ha il rispetto, almeno, di parlar chiaro. Se necessario, bisognava dire che non era possibile; ognuno si metteva l’animo in pace e trovava una soluzione diversa. Io chiedo se veramente c’è la risposta, la volontà politica, per risolvere questo inconveniente.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Lomonaco. La parola all’assessore Singetta per la risposta.
SINGETTA
Ringrazio il consigliere Lomonaco perché mi consente, con la sua interrogazione, di fare il punto sulla situazione urbanistica di Macchia Romana. Devo dire che, in effetti, il Consigliere si è molto battuto, e lo ha raccontato attraverso il ricordo dei numerosi incontri che ci sono stati, il che rende anche visibilmente tangibile la difficoltà di occuparsi di una vicenda così complessa, che chiaramente non è soltanto quella relativa alla strada di accesso alla cooperativa Canto Nuovo, ma è una vicenda che vede la sua origine addirittura nelle scelte dell’Amministrazione degli anni ’80, epoca in cui venne edificato il quartiere di Macchia Romana, con le difficoltà di natura urbanistica che tutti conosciamo.
Devo dire che rispetto a questa situazione specifica vi sono state anche sollecitazioni di altri consiglieri per cercare di risolvere vicende che riguardano il quartiere di Macchia Romana; in particolare, devo ricordare che anche il consigliere Lovallo ha organizzato incontri per cercare di offrire soluzioni ad alcuni residenti del quartiere.
Per quanto riguarda specificamente la situazione di cui parla il consigliere Lomonaco, vorrei anche ricordare, a lui e a tutto Consiglio, come il piano di zona di Macchia Romana sia venuto a decadere a febbraio di quest’anno, quindi la variante che noi avevamo predisposto come strumento urbanistico ha bisogno di un diverso iter amministrativo che deve passare attraverso un nuovo piano, che abbiamo ormai ultimato.
Abbiamo, infatti, dato incarico al geologo ed attendiamo la relazione geologica in questa settimana; la vecchia variante, i cui contenuti fondamentali sono rimasti gli stessi che abbiamo avuto modo – seppure sommariamente – di illustrare, è stata riversata in questo nuovo piano che sarà portato quanto prima all’attenzione del Consiglio.
Avevamo, invece, individuato un percorso leggermente diverso relativamente al problema dell’accesso alla cooperativa Canto Nuovo, proprio per cercare di svincolarla rispetto all’iter amministrativo di tutto il piano di Macchia Romana, quindi avevamo individuato la soluzione di una variante urbanistica legata soltanto alla strada.
La progettazione esecutiva è stata finalmente redatta. Il consigliere Lomonaco ha detto bene: sono stati interessati vari uffici, vari dirigenti, vari assessorati, vari dipartimenti, proprio perché non è una situazione che possa essere definita soltanto con il tracciare una nuova strada, ma sono tante le interrelazioni che necessitano di una serie di pareri e del concorso di numerose persone. La progettazione esecutiva, però – approfitto dell’occasione per dirlo anche al consigliere Lonomaco -, è stata definita; in settimana, pertanto, il progetto esecutivo arriverà all’attenzione della Terza Commissione Consiliare.
Io penso che in questo modo avremo risolto il problema specifico dell’accesso alla cooperativa Canto Nuovo, e ritengo, comunque entro il mese di giugno, di riuscire a far arrivare all’attenzione della competente Commissione Consiliare il problema relativo a Macchia Romana. Sapete bene come per Macchia Romana abbiamo cercato, con notevoli difficoltà, di portare una serie di soluzioni concrete ai tanti problemi che negli anni si sono andati stratificando; non era assolutamente un discorso facile, non era un problema che potesse risolversi nel giro di poche battute.
Devo prendere atto della sollecitazione del consigliere Lomonaco, il quale faceva rilevare come in alcuni casi l’Amministrazione non fosse stata sufficientemente tempestiva, ma gli voglio anche ricordare che, ben prima che si insediasse questa Giunta, ci sono stati nella zona una serie di contenziosi di carattere amministrativo che si sono trascinati nei vari gradi di giudizio sino al Consiglio di Stato e che, quindi, hanno costretto l’Amministrazione a prendere atto di queste sentenze e a modificare comportamenti amministrativi che avevano già tracciato una strada, adeguandoli al disposto delle sentenze giudiziarie.
Voglio, comunque, rassicurare il Consigliere: in settimana, senz’altro, il progetto esecutivo, che è pronto e che io ho già avuto modo di vedere, sarà portato all’attenzione della Commissione, e ritengo che nell’arco della prossima settimana, e comunque nel mese di giugno, anche la variante complessiva di Macchia Romana – che comunque per noi deve seguire un percorso distinto – sarà portata all’attenzione della Commissione competente.
PRESIDENTE
Ringrazio l’assessore Singetta per la risposta. La parola al collega Lomonaco, prego.
LOMONACO
Ringrazio l’assessore Singetta, e sono contento per la risposta che ho ricevuto riguardo a questa interrogazione, se è vero che la settimana prossima il provvedimento arriverà in Giunta e successivamente in Commissione consiliare permanente. Non ho parole, se effettivamente succederà questo; però già preannuncio che, se non sarà così, ci saranno prese di posizione da parte del sottoscritto, così come ci sono state negli anni passati.
PRESIDENTE
Grazie, collega Lomonaco. Passiamo alla delibera al terzo punto dell’ordine del giorno: “Approvazione Programma di incarichi di studio, di ricerca e di consulenze per l’anno 2008, ai sensi dell’articolo 3, comma 55, della Legge 24 dicembre 2007, numero 244”.
Chiede la parola il collega Imbesi, prego.
IMBESI
Presidente, Le vorrei chiedere, anche a nome dei Colleghi di Minoranza che non sono attualmente in Consiglio, e che mi avevano chiesto di rendere palese la richiesta all’Assemblea, di rinviare questo punto all’ordine del giorno alla successiva seduta (appresa anche la disponibilità al rinvio da parte dei consiglieri di Maggioranza), affinché anche i Colleghi assenti possano partecipare al dibattito che sicuramente sarà ricco e produttivo.
PRESIDENTE
C’è, in sostanza, una richiesta di rinvio della delibera ad una seduta successiva del Consiglio. Consigliere Laieta, prego.
LAIETA
Sulla richiesta dell’Opposizione noi non abbiamo nulla da dire, se non che il deliberato, pur passato in Commissione, quindi già votato e così via, era nelle condizioni di essere votato già in questo Consiglio. Riteniamo, però, che la richiesta dell’Opposizione possa essere accolta. Noi siamo disponibili a venire incontro alla Minoranza, proprio per l’assenza del capogruppo di Alleanza Nazionale, fermo restando che questa è una delibera trasparente, chiara. In Commissione è stata dibattuta più volte e più volte è stato sentito il Segretario Generale (che noi ringraziamo), e riteniamo che sia pronta per essere votata.
Accogliamo, quindi, la richiesta dell’Opposizione sperando – è l’appello che facciamo al Presidente – che nella prossima seduta di Consiglio Comunale il provvedimento possa non soltanto essere portato in Consiglio, ma deliberato, peraltro perché riveste anche carattere di urgenza, e noi dobbiamo rispondere alle esigenze della macchina amministrativa della città. Grazie.
PRESIDENTE
Ringrazio il collega Laieta. Mettiamo in votazione la proposta di rinvio: favorevoli? Astenuti? Contrari? La delibera viene rinviata alla prossima seduta del Consiglio Comunale.
Ovviamente, faccio mie le raccomandazioni del capogruppo del PD. La delibera sarà iscritta all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale, che presumibilmente si svolgerà (ma riceverete regolare convocazione) il giorno 10 giugno. Sarà iscritta all’ordine del giorno per essere votata, pertanto pregherei i Colleghi della Minoranza di rendere partecipi gli assenti, in particolare il Capogruppo di Alleanza Nazionale, del fatto che il 10 giugno il Consiglio delibererà sull’argomento, anche perché ci sono esigenze di tipo amministrativo, di funzionamento della struttura, che richiedono di adottare l’atto.
Passiamo al quarto punto all’ordine del giorno: “Zona F12 di Piano Regolatore Generale – Spazi o edifici per servizi di carattere urbano. Progetto relativo al cambio di destinazione d’uso da autorimessa ad edificio di carattere urbano (uffici pubblici e/o privati) in Viale Marconi. Indici e parametri da osservare. Richiedenti Argenzio Carmela e Angelucci Marco”. Al riguardo, tenuto conto che la Commissione consiliare permanente ha espresso voto contrario al deliberato, cedo la parola all’assessore Singetta, per verificare qual è l’orientamento della Giunta.
SINGETTA
Grazie, Presidente. Io volevo annunciare l’intenzione della Giunta di ritirare questo provvedimento, intenzione basata soprattutto su una considerazione: la richiesta era arrivata a noi subito dopo l’estate del 2007, e quindi in epoca precedente al momento in cui la Conferenza di pianificazione ha poi licenziato il proprio parere in merito all’adozione del Regolamento Urbanistico, quindi si trattava di una situazione che, sia da un punto di vista giuridico che sostanziale, era diversa rispetto a quella che arriva oggi all’attenzione del Consiglio.
Ritengo, pertanto, di dover accogliere l’invito della Commissione Consiliare, la quale ha giustamente osservato che, essendo mutato lo strumento urbanistico di riferimento, sarebbe più opportuno procedere attraverso un’osservazione dei privati. Ritengo, quindi, in virtù di questo dato temporale sfalsato rispetto al momento iniziale della richiesta e al momento in cui noi l’avevamo trasmesso alla Terza Commissione Consiliare perché esprimesse il prescritto parere, che sia più giusto – e soprattutto più opportuno – ritirare il deliberato prima ancora che il Consiglio ne prenda atto.
PRESIDENTE
Ringrazio l’assessore Singetta. C’è, quindi, una richiesta di ritiro della delibera da parte della Giunta. Non c’è alcuna opposizione da parte del Consiglio. La delibera, allora, viene ritirata dall’ordine del giorno.
Passiamo al punto 5 all’ordine del giorno: “Approvazione nuovo Regolamento di contabilità e nuovo Regolamento di economato”. Cedo la parola all’assessore Pace per l’illustrazione della delibera.
PACE F.
Si tratta di una delibera che va ad innovare due importanti regolamenti finanziari del nostro Comune, che sono, appunto, il Regolamento di contabilità e quello di economato; è una delibera sostanzialmente tecnica, perché va ad adeguare le prescrizioni regolamentari alle innovazioni legislative che ci sono state in questi ultimi tempi, tra cui le innovazioni delle leggi finanziarie e le innovazioni dell’articolo 152 del Testo Unico sulle leggi in materia di Enti Locali.
Sono innovazioni di questo profilo, soprattutto tecniche, sulla gestione del bilancio, sulla gestione delle spese di economato, delle spese di rappresentanza… non c’è niente di “politicamente rilevante”; appartiene all’Amministrazione tecnica degli uffici. E’ un adeguamento normativo sui procedimenti amministrativi in materia di bilancio, finanze ed economato, niente di più.
PRESIDENTE
La Commissione ha licenziato la delibera a maggioranza, con l’astensione del solo gruppo di Alleanza Nazionale e con l’assenza, all’atto della votazione, dei gruppi dello SDI, dei Popolari Uniti, dei Popolari UDeur e di Forza Italia. Il consigliere Trombetta mi ha chiesto di intervenire nella sua qualità di Presidente della Seconda Commissione consiliare, prego.
TROMBETTA
Grazie Presidente. Come è stato detto già dall’Assessore, si tratta veramente di una delibera di carattere squisitamente tecnico. Volevo dire che la Commissione ha dedicato cinque sedute a questo Regolamento, durante le quali, grazie alla presenza dell’ottimo ingegner Laguardia, siamo riusciti a sviscerare tutto ciò che il Regolamento contiene.
Approfitto dell’occasione anche per ringraziare gli uffici per la grande collaborazione che hanno fornito alla Commissione, e sottolineo che erano dei regolamenti attesi, quanto dovuti, dall’Amministrazione, considerato che in essi sono contenuti tutti gli adeguamenti alle norme di legge che, negli anni, via via si sono susseguite e che non avevano visto trascritte queste cose nel documento contabile, sia del Regolamento di contabilità, che di economato. Rivolgo ancora un ringraziamento, quindi, alla struttura e agli uffici da parte della Commissione e, credo, dell’intero Consiglio Comunale.
PRESIDENTE
Ci sono altri interventi? Il collega Triani, prego.
TRIANI
Intervengo solo per ribadire il voto favorevole dei Popolari Uniti, in quanto il pomeriggio in cui questa delibera è stata votata il sottoscritto, unico rappresentante del nostro gruppo in Seconda Commissione consiliare, era assente per un impedimento legato ad altra incombenza. Avendo, però, partecipato ai lavori complessivi, a tutte le altre sedute della Commissione consiliare nella quale l’argomento è stato trattato, era scontato che il voto dei Popolari Uniti fosse favorevole a questa deliberazione. Riconfermiamo, in questa sede, il nostro consenso a quanto l’Amministrazione ci ha sottoposto.
PRESIDENTE
Ringrazio il collega Triani. Consigliere Pesarini, prego.
PESARINI
Anche noi del Partito Democratico esprimiamo il ringraziamento alla struttura per il lavoro effettuato, per le cinque intense sedute di Commissione. Un plauso va anche alla Commissione stessa, in particolare al suo Presidente per il notevole, per il grande equilibrio che pone nel suo lavoro quotidiano in una Commissione estremamente delicata, quale è quella del Bilancio.
Finalmente la struttura si dota di questo regolamento che la mette nelle condizioni di poter operare con grande trasparenza, con grande efficacia e con grande economicità. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a Lei, collega Pesarini. Se non ci sono altri interventi… Colleghi, non mi pare che vi siano proposte di modifica o di emendamento al testo del deliberato, al testo del regolamento così come proposto dall’ufficio e licenziato dalla Commissione. Ritengo – salvo parere contrario dei Colleghi – di poter dare per letti i due regolamenti, che sono il Regolamento di contabilità e il Regolamento di economato, così come articolati.
Non ci sono dichiarazioni di voto. Pongo direttamente in votazione la delibera: favorevoli? Contrari? Astenuti? La delibera è approvata all’unanimità.
Il punto 6 all’ordine del giorno del Consiglio odierno: “Ordine del giorno per l’adesione alla campagna pro Tibet”, data l’assenza giustificata del Presidente della Quarta Commissione Consiliare, collega Speranza, viene rinviato, salva eccezione da parte dei Consiglieri.
Riterrei, a questo punto, di aggiornare direttamente i lavori del Consiglio al giorno 10 giugno prossimo, alle ore 16.00, in questa stessa aula. Riceverete regolare comunicazione. La seduta è terminata. Grazie.
La seduta del Consiglio Comunale viene sciolta alle ore 12.30.
CITTÀ DI POTENZA
Consiglio Comunale del 3 giugno 2008
La seduta ha inizio alle ore 11.35.
PRESIDENTE
Si procede all’appello nominale. I presenti sono 29; la seduta è va-lida.
Devo giustificare, in apertura, le assenze dei colleghi Galante Pao-lo (dovuta ad impegni istituzionali), Petrullo e Speranza (assenti perché fuori sede). Vi pregherei di far pervenire comunicazioni formali sulle giu-stificazioni prima del Consiglio… E’ giustificato anche il collega Mascolo.
Colleghi, vi prego di prestare un po’ di attenzione perché, come a-vete appreso, è deceduto un collaboratore del Consiglio, un valido dipen-dente comunale, ed è deceduto, come a volte succede, in un giorno festi-vo, il che ha impedito a molti di noi di essere presenti per portare il nostro conforto alla famiglia.
Ritengo che il Consiglio Comunale debba rivolgere un pensiero al-l’amico Fernando che ci ha lasciati, pertanto cedo la parola al Sindaco perché, come capo dell’Amministrazione, dica qualche parola per la per-dita di un validissimo dipendente comunale.
SINDACO
Non è propriamente forma, né prassi usuale, che il Sindaco, l’Am-ministrazione Comunale intervenga in Consiglio in occasione del decesso di un dipendente. I dipendenti per noi sono tutti importanti, tutti significati-vi, tutti svolgono un ruolo – da quello più umile a quelli più esaltanti – u-gualmente prezioso per l’Amministrazione Comunale. Credo, però, con-verrete con me (come ha già fatto il Presidente del Consiglio Comunale, con il quale ci siamo confrontati un attimo fa) che Fernando Porcella ha rappresentato un modo un po’ particolare di essere dipendente comuna-le.
Lo ha rappresentato nel suo legame profondo con la città, con la comunità potentina, legame rappresentato anche dalla sua passione per la storia della nostra città, dai suoi studi continui ed approfonditi. La sua è una delle firme che troveremo nel volume storico sul Bicentenario, sui due secoli di vita di Potenza da capoluogo di regione, che di qui a breve pubblicheremo. Ricordo le sue relazioni con gli altri storici della città: è ben noto il suo profondo e particolare legame con don Gerardo Messina.
Egli, dunque, è stato un dipendente particolare per questa sua passione forte per la nostra città, ma anche per il modo in cui ha inteso il suo ruolo di dipendente, assolutamente rigoroso, assolutamente dedicato al lavoro, assolutamente disponibile, assolutamente impegnato per l’Am-ministrazione Comunale. Ha attraversato molti uffici, lasciando ovunque un segno forte della sua presenza e della sua attività: anagrafe, ufficio e-lettorale, ufficio personale, ufficio del patrimonio. Nelle segreterie delle commissioni l’abbiamo tante volte trovato ed apprezzato per il suo lavoro.
Sono stato a casa sua, a portare le condoglianze mie e dell’Ammi-nistrazione Comunale alla famiglia; credo che la sintesi più forte del se-gno che lui ha lasciato nell’Amministrazione Comunale sia rappresentata da un episodio che vede coinvolto un nostro dirigente (il dottor Giuziante, che ho trovato lì) che per ore è stato davanti alla sua salma.
Vi “confesso” una frase dettami dalla vedova, che non conosceva il dottor Giuziante… ed anche in questo si manifesta un modo particolare di essere dipendente: lavorare a prescindere dal sistema di relazioni che poi si intessono, anche con i vertici dirigenziali dell’Ente… La signora, al mio commento sulla figura del marito, mi ha detto: “Quanta gente viene qui a salutarlo, a ricordarne la figura… c’è quel signore – riferita al dottor Giu-ziante – che da stamane è qui e piange sempre”.
Il dottor Giuziante, come sapete, ha avuto Fernando come suo stretto collaboratore non solo oggi, nella sua funzione di dirigente del pa-trimonio, ma – l’ho scoperto poi – anche quando era dirigente del persona-le. Credo che questa testimonianza rappresenti la sintesi della figura di Fernando Porcella. Fernando lascia sicuramente un segno; egli rappre-senta una di quelle figure che ci sono nella comunità, e bisogna aspettare una generazione per riaverle, nel momento in cui vengono a mancare.
Egli non era un dipendente o un cittadino qualsiasi; era quel perso-naggio che caratterizza una comunità per il suo modo di essere, per quel suo modo particolare di fare, per quel suo modo particolare di amare la città, anche per quel suo spirito religioso così intenso, così forte, ma mai sopra le righe. Ricordo quando, da bambino, frequentavo la chiesa della Trinità, ed egli era già fortemente impegnato nel mondo religioso, nelle varie attività. Per tutti questi motivi, veramente la città ha perso, con Fer-nando, una persona che aveva dato, stava dando ed avrebbe ancora po-tuto dare tanto, una persona che non sarà semplice rimpiazzare, nella cit-tà e nell’Amministrazione Comunale.
PRESIDENTE
Ringrazio il Sindaco, a nome del Consiglio, per le parole che ha vo-luto dire per ricordare la figura di Fernando Porcella. Naturalmente, mi associo in pieno a tutte le considerazioni e a tutte le valutazioni che egli ha fatto.
Io voglio solamente aggiungere qualcosa che rientra più nella sfera dei ricordi personali. Tutti noi abbiamo apprezzato Fernando, perché lo abbiamo avuto al nostro fianco in Commissione Consiliare, lo abbiamo avuto al nostro fianco nelle attività istituzionali del Consiglio, ed abbiamo avuto modo di valutare ed apprezzare il suo modo di essere dipendente comunale.
Io, però, ho avuto modo di apprezzarlo ancor prima – lo ricordava poco fa il Sindaco -, proprio quando mi fu affidata la delega al Personale. Egli era uno dei miei più stretti collaboratori, perché era una persona as-solutamente fidata, perché era una persona assolutamente onesta, per-ché era una persona assolutamente integerrima, perché era veramente uno di quei dipendenti che si incontrano raramente sul proprio cammino, e che è difficilissimo sostituire.
Vi racconterò una cosa: dovemmo forzare la sua coscienza… dico “dovemmo” perché, oltre al mio intervento, ci fu anche quello degli amici e dei colleghi… per convincerlo – ma la seconda volta, in seconda battuta – a partecipare ad un concorso per una selezione verticale. Egli aveva in-terpretato in maniera talmente rigorosa e, direi, talmente eccessiva (ma era nella sua indole) l’essere francescano da rifiutare anche una progres-sione di carriera che gli spettava a pieno titolo, perché il suo profilo pro-fessionale non rispondeva assolutamente alle funzioni che egli effettiva-mente svolgeva all’interno del Comune e che aveva già svolto in prece-denza. Fummo costretti, quindi, a pregarlo di accettare di partecipare ad un concorso per una progressione di carriera che gli era dovuta. Era un atto di riconoscimento del suo valore e delle sue qualità da parte del-l’Amministrazione.
Ma il mio ricordo di Fernando è ancora più antico. Lo diceva prima il Sindaco: egli, prima che all’ufficio personale, stava all’anagrafe, stava all’ufficio elettorale. Ebbene, io lo ricordo come un frequentatore assiduo, come un amico fraterno di mio suocero, che di quegli uffici era il respon-sabile, e con il quale ha conservato un rapporto di amicizia, un rapporto fraterno, anche quando lui andò in pensione. I casi della vita… saranno casualità, però a volte assumono un significato particolare: sono morti en-trambi lo stesso giorno, il primo giugno; altra casualità è che Fernando ha preso servizio presso il Comune il primo giugno del 1976, 32 anni di ser-vizio. Vedete, quindi, come certe volte le date, così fredde, così asettiche, dei numeri, acquistano un significato particolare, almeno per chi conosce fatti che vanno al di là dello stretto significato, della stretta asetticità di una data.
Vorrei chiudere richiamando le parole che ha usato don Gerardo Messina nel corso della celebrazione funebre per la perdita del caro Fer-nando. Egli ha usato questi termini: severo, serio, rigoroso, onesto. Pen-so che tali aggettivi gli competano tutti e che per questo il Consiglio deb-ba onorarne la memoria con un minuto di raccoglimento.
Si dà atto che si osserva un minuto di raccoglimento.
PRESIDENTE
Diamo inizio ai lavori del Consiglio così come previsti dall’ordine del giorno. Al primo punto c’è una “Interrogazione urgente del consigliere Marsico relativa alle problematiche della scuola elementare «Mercurio» della città di Potenza”. Prego, Consigliere.
MARSICO
Grazie, Presidente. “In data 9 novembre 2007 la Quarta Commis-sione consiliare, in seguito alla richiesta di molti genitori della classe Se-conda B, si è recata presso la scuola elementare «Mercurio» della nostra città. I genitori lamentavano la mancanza di spazi idonei in alcune classi.
In effetti, la Quarta Commissione rilevava che l’aula che ospita la classe Seconda B, composta da 23 bambini, ha uno spazio di non più di 16 metri quadri; la lavagna, fissata al muro, non consente la giusta visua-le a molti bambini; inoltre, l’aula è esposta a nord e con la visuale diretta sul muro, in modo tale da non poter mai essere illuminata dai raggi del sole.
In più, si è rilevato che nella stessa aula non è possibile utilizzare – visti gli spazi – la cattedra per le maestre, che si vedono costrette ad uti-lizzare un banco.
Alla luce di quanto emerso, in data 12 novembre 2007 la Quarta Commissione consiliare ha indirizzato, con nota protocollo 144/07, all’As-sessore competente il resoconto del sopralluogo effettuato, esponendo le problematiche emerse.
Essendo trascorsi, ormai, molti mesi, lo scrivente chiede quali im-mediati provvedimenti intende assumere l’Amministrazione in merito”. Grazie.
PRESIDENTE
Prego, assessore Messina.
MESSINA
Grazie, Presidente. Io entro subito nel merito dell’interrogazione. Premetto che a quel sopralluogo ho partecipato anche io, quindi mi sono reso conto della situazione, che chiaramente non è ottimale. C’è subito da aggiungere un chiarimento: noi – con una delibera di Giunta del novem-bre/dicembre 2006 – abbiamo chiesto a tutti i dirigenti scolastici del primo ciclo della nostra città un resoconto sulla struttura che loro avevano a di-sposizione.
Abbiamo mandato loro una delibera in cui indicavamo gli spazi, gli standard, e dicevamo pure qual era il massimo di capienza e di acco-glienza della scuola interessata. Ritengo, però, che non tutti i dirigenti scolastici abbiano, poi, seguito l’indirizzo che l’Amministrazione Comuna-le voleva dare attraverso quel deliberato.
C’è da dire anche che, rispetto al discorso della logistica, la città di Potenza sta facendo veramente “salti” fenomenali, perché abbiamo resti-tuito alla città numerosi edifici scolastici ristrutturati ed idonei per svolgere la propria funzione. Non ultimo, entro il prossimo anno scolastico sarà re-stituito alla nostra città anche l’edificio scolastico di contrada Bucaletto (quindi si tratta di un grosso risultato anche in questa direzione).
C’è un dato… voi avete sentito il consigliere Marsico, che magari mi ha ascoltato più volte in Commissione…: con il riordino scolastico che a-vevamo proposto nella nostra città si andava non solo ad unificare alcune scuole, ma soprattutto a razionalizzare gli spazi, a renderli più fruibili per dare la possibilità ai nostri cittadini/studenti, ai nostri cittadini/bambini (che sono in primis le persone interessate a beneficiare di questo riordino), di avere una scuola più confacente agli anni attuali.
Noi stiamo vivendo una vicenda molto, molto particolare: un riordi-no che viene approvato dalla città di Potenza e che trova dei punti di ar-resto in Consiglio Provinciale. Tale riordino sarebbe dovuto partire già dall’anno prossimo, ma subirà uno slittamento di un altro anno. Nel frat-tempo, ci accingiamo a fare una serie di incontri: ne abbiamo uno fissato per le 13.00, insieme al Sindaco, con i dirigenti scolastici, e ne avremo uno domani con il dottor Inglese, con l’Ufficio Scolastico Regionale, pro-prio per quanto riguarda il discorso del dimensionamento che la scuola nella nostra città (ma non solo nella nostra città, anche nella provincia), attraverso decreto ministeriale, sta per subire.
Che cosa voglio dire? Noi abbiamo fatto atti che consentivano di garantire degli spazi ottimali. Abbiamo nel polo nord della città di Poten-za, a Rione Verderuolo in modo specifico, una situazione un po’ particola-re: noi stiamo correndo ai ripari per bloccare il dimensionamento a Mal-vaccaro. Capitemi bene. Che cosa succede a Malvaccaro? I bambini so-no pochi e l’edificio è vuoto, sia per quanto riguarda la scuola media che per quanto riguarda la scuola elementare. Ci sono bambini che, invece di iscriversi a Malvaccaro, si vanno ad iscrivere a Rione Verderuolo, sia alla scuola media che alla scuola elementare, ferma restando la libertà e la legittimità di scelta dei genitori, che nessuno vuole inibire.
E’ anche vero, però, che rispetto agli standard che noi avevamo messo a disposizione delle scuole, non tutti i presidi, non tutti i dirigenti scolastici hanno ottemperato al deliberato che l’Amministrazione Comu-nale ha fatto. Io ho anche provato a “prendere” qualche aula dalla scuola media, ma non è stato possibile, perché in quell’edificio di Rione Verde-ruolo noi abbiamo una situazione particolare: scuola media e scuola ele-mentare convivono nello stesso edificio.
Nulla quaestio se il dirigente fosse lo stesso, ma purtroppo abbia-mo due dirigenti scolastici, uno per la scuola media ed uno per la scuola elementare, che non consentono un facile corso, se vogliamo, dello svol-gimento… ed una collaborazione più forte, più stringente, anche rispetto a queste istanze. Io ho provato a fare anche delle forzature, forzature che non sono state possibili, anche perché arrivavamo alla fine dell’anno; pe-rò mi propongo, a brevissima scadenza…
Ho già attivato una serie di passaggi; vorrà dire che, magari, il diri-gente della scuola elementare dovrà fare a meno di un laboratorio e do-vrà mettere a disposizione un’aula che usa come laboratorio per consenti-re lo svolgimento delle normali lezioni. E’ vero pure che questi dirigenti scolastici – e lo voglio dire in un contesto autorevole quale quello del Consiglio Comunale – non possono fare la corsa “all’accaparramento” dei bambini (perché questo significa un parametro diverso anche di inqua-dramento dei dirigenti scolastici), senza pensare che gli spazi sono quelli che sono.
Noi non possiamo inventarci, dalla sera alla mattina… Non possia-mo prendere un’aula prefabbricata e metterla accanto all’edificio per con-sentire uno svolgimento più naturale delle lezioni. E’ pur vero che questa situazione non è una situazione di oggi, che si è verificata quest’anno. E’ una situazione che si trascina ormai da un po’ di tempo, e mi risulta che nel passato fosse più facilmente gestibile, perché con il consenso degli stessi genitori si faceva “a rotazione” per l’utilizzo di quell’aula. Quest’an-no c’è stato un atteggiamento più rigido.
Io ritengo che, con il progetto di riordino che stiamo presentando, che stiamo ri-tarando per la città di Potenza, questo problema dovrebbe finire, perché anche su quel polo scolastico noi abbiamo intenzione di creare un istituto comprensivo. Con l’istituto comprensivo, il problema ver-rà gestito da un unico dirigente scolastico, gli spazi saranno entrambi suoi, ed io penso che il problema si risolverà naturalmente.
A partire dall’anno prossimo, però, io mi assicurerò che quest’aula venga utilizzata un po’ diversamente, non più come aula per le normali lezioni, ma magari come laboratorio più limitato… nel prossimo anno sco-lastico, che partirà da settembre… consentendo a questi bambini di avere uno spazio più adeguato e più ampio.
PRESIDENTE
Ringrazio l’Assessore. Prego, Consigliere.
MARSICO
Assessore, tutto sommato, la risposta mi soddisfa, però dobbiamo essere noi, poi, a controllare che qualche dirigente scolastico, il prossimo anno, non compia gli stessi errori che sono stati fatti quest’anno. Grazie.
PRESIDENTE
Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno: “Interrogazione del consigliere Lomonaco su: «Variante urbanistica Via Consolini compar-to C5/C6 di Macchia Romana»”. Prego.
LOMONACO
Signor Sindaco, la maggior parte delle volte l’interrogazione è fatta per cercare visibilità… Il consigliere, con l’interrogazione, cerca visibilità all’interno del Consiglio Comunale, all’interno del contesto cittadino, o la fa per necessità. In questo caso, per il sottoscritto, si tratta di una neces-sità, di un’esigenza, considerati gli anni trascorsi con questo inconvenien-te che si trascina per queste tre palazzine in Via Consolini.
Mi sembra che la stessa cosa stia succedendo per la tangenziale: sono trascorsi anni, e alla fine si è aperta, anche se monca; o per il pa-lazzetto dello sport, che sta là, non è terminato, però nel frattempo qual-cuno già pensa alla gestione, non pensando ai guai che potrebbe portare alla gestione.
Allora, a tutto c’è un limite, signor Sindaco, e quello della pazienza è superato, riguardo a questo problema. Sono oltre sette anni che “rincor-ro” – io, con i cittadini – riguardo ad una variante. Non è stato detto che è impossibile fare tale variante; se era impossibile farla, allora non c’erano scuse e non c’era nessuna logica nell’insistere. La variante è possibile.
Se fosse stato un matrimonio sarebbero passati anche i sette an-ni… ché c’è l’infausto dei sette anni: è superato anche questo, perché siamo nell’ottavo anno. Ricordo benissimo che il dirigente, nella passata Amministrazione, era il geometra Guglielmi; furono effettuati più sopral-luoghi, sempre riguardo a questa variante.
Con la nuova Amministrazione iniziano le delegazioni dei cittadini, accompagnate dal sottoscritto, dall’ex capogruppo, quando ancora lo era, del partito dei DS, dall’allora segretario cittadino degli allora DS: si arriva, c’è l’incontro, si decide, si chiama l’ingegner Robilotta… “è quasi tutto pronto”, però fino ad oggi nulla è successo.
C’è stato un incontro con l’Assessore ai Lavori Pubblici, con l’As-sessore all’Urbanistica, con tecnici, dirigenti… chi più ne ha, più ne metta, i cittadini stessi… Era pronto il sopralluogo con il Sindaco e l’ingegner Ro-bilotta, dirigente dell’ufficio, un anno fa: “tutto pronto, tutto bene, tutto…”… e stiamo aspettando.
Chiedo informazioni: dall’ingegner Robilotta, la “palla” passa all’in-gegner Restaino che, interpellato, dice che la delibera è pronta. Però… Vero, assessore Singetta? La delibera è pronta, però non arriva mai né in Giunta, né in Consiglio Comunale, e i cittadini sono ancora lì che aspet-tano. Spero che avvenga il “miracolo”.
Io non vorrei che intervenissero, nel frattempo, i Vigili del fuoco, andando a chiudere l’unica uscita che c’è, perché il problema è quello: se intervengono i Vigili del fuoco, vanno a chiudere l’uscita che esiste. E poi? Poi si “rincorre”, ed allora, secondo me, non bisogna rincorrere quando succede qualcosa, bisogna rincorrere quando c’è la necessità, quando si è in tempo e quando si possono risolvere le cose.
Signor Sindaco, a me dispiace dire queste cose, mi dispiace vera-mente. Molte volte non servono i 60 milioni di euro che si vanno ad inve-stire sulla città per dare risposte ai cittadini, ma ci sono anche queste pic-cole risposte che si danno ai cittadini, perché bisogna confrontarsi con i cittadini anche sulle piccole cose. Allora, sì, diamo l’immagine di un’Am-ministrazione che veramente ha rispetto dei cittadini, tutto il resto non serve a niente, se non si ha il rispetto, almeno, di parlar chiaro. Se ne-cessario, bisognava dire che non era possibile; ognuno si metteva l’animo in pace e trovava una soluzione diversa. Io chiedo se veramente c’è la ri-sposta, la volontà politica, per risolvere questo inconveniente.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Lomonaco. La parola all’assessore Singetta per la risposta.
SINGETTA
Ringrazio il consigliere Lomonaco perché mi consente, con la sua interrogazione, di fare il punto sulla situazione urbanistica di Macchia Romana. Devo dire che, in effetti, il Consigliere si è molto battuto, e lo ha raccontato attraverso il ricordo dei numerosi incontri che ci sono stati, il che rende anche visibilmente tangibile la difficoltà di occuparsi di una vi-cenda così complessa, che chiaramente non è soltanto quella relativa alla strada di accesso alla cooperativa Canto Nuovo, ma è una vicenda che vede la sua origine addirittura nelle scelte dell’Amministrazione degli anni ’80, epoca in cui venne edificato il quartiere di Macchia Romana, con le difficoltà di natura urbanistica che tutti conosciamo.
Devo dire che rispetto a questa situazione specifica vi sono state anche sollecitazioni di altri consiglieri per cercare di risolvere vicende che riguardano il quartiere di Macchia Romana; in particolare, devo ricordare che anche il consigliere Lovallo ha organizzato incontri per cercare di of-frire soluzioni ad alcuni residenti del quartiere.
Per quanto riguarda specificamente la situazione di cui parla il con-sigliere Lomonaco, vorrei anche ricordare, a lui e a tutto Consiglio, come il piano di zona di Macchia Romana sia venuto a decadere a febbraio di quest’anno, quindi la variante che noi avevamo predisposto come stru-mento urbanistico ha bisogno di un diverso iter amministrativo che deve passare attraverso un nuovo piano, che abbiamo ormai ultimato.
Abbiamo, infatti, dato incarico al geologo ed attendiamo la relazio-ne geologica in questa settimana; la vecchia variante, i cui contenuti fon-damentali sono rimasti gli stessi che abbiamo avuto modo – seppure sommariamente – di illustrare, è stata riversata in questo nuovo piano che sarà portato quanto prima all’attenzione del Consiglio.
Avevamo, invece, individuato un percorso leggermente diverso re-lativamente al problema dell’accesso alla cooperativa Canto Nuovo, pro-prio per cercare di svincolarla rispetto all’iter amministrativo di tutto il pia-no di Macchia Romana, quindi avevamo individuato la soluzione di una variante urbanistica legata soltanto alla strada.
La progettazione esecutiva è stata finalmente redatta. Il consigliere Lomonaco ha detto bene: sono stati interessati vari uffici, vari dirigenti, vari assessorati, vari dipartimenti, proprio perché non è una situazione che possa essere definita soltanto con il tracciare una nuova strada, ma sono tante le interrelazioni che necessitano di una serie di pareri e del concorso di numerose persone. La progettazione esecutiva, però – appro-fitto dell’occasione per dirlo anche al consigliere Lonomaco -, è stata defi-nita; in settimana, pertanto, il progetto esecutivo arriverà all’attenzione della Terza Commissione Consiliare.
Io penso che in questo modo avremo risolto il problema specifico dell’accesso alla cooperativa Canto Nuovo, e ritengo, comunque entro il mese di giugno, di riuscire a far arrivare all’attenzione della competente Commissione Consiliare il problema relativo a Macchia Romana. Sapete bene come per Macchia Romana abbiamo cercato, con notevoli difficoltà, di portare una serie di soluzioni concrete ai tanti problemi che negli anni si sono andati stratificando; non era assolutamente un discorso facile, non era un problema che potesse risolversi nel giro di poche battute.
Devo prendere atto della sollecitazione del consigliere Lomonaco, il quale faceva rilevare come in alcuni casi l’Amministrazione non fosse sta-ta sufficientemente tempestiva, ma gli voglio anche ricordare che, ben prima che si insediasse questa Giunta, ci sono stati nella zona una serie di contenziosi di carattere amministrativo che si sono trascinati nei vari gradi di giudizio sino al Consiglio di Stato e che, quindi, hanno costretto l’Amministrazione a prendere atto di queste sentenze e a modificare comportamenti amministrativi che avevano già tracciato una strada, ade-guandoli al disposto delle sentenze giudiziarie.
Voglio, comunque, rassicurare il Consigliere: in settimana, senz’al-tro, il progetto esecutivo, che è pronto e che io ho già avuto modo di ve-dere, sarà portato all’attenzione della Commissione, e ritengo che nell’ar-co della prossima settimana, e comunque nel mese di giugno, anche la variante complessiva di Macchia Romana – che comunque per noi deve seguire un percorso distinto – sarà portata all’attenzione della Commis-sione competente.
PRESIDENTE
Ringrazio l’assessore Singetta per la risposta. La parola al collega Lomonaco, prego.
LOMONACO
Ringrazio l’assessore Singetta, e sono contento per la risposta che ho ricevuto riguardo a questa interrogazione, se è vero che la settimana prossima il provvedimento arriverà in Giunta e successivamente in Com-missione consiliare permanente. Non ho parole, se effettivamente succe-derà questo; però già preannuncio che, se non sarà così, ci saranno pre-se di posizione da parte del sottoscritto, così come ci sono state negli an-ni passati.
PRESIDENTE
Grazie, collega Lomonaco. Passiamo alla delibera al terzo punto dell’ordine del giorno: “Approvazione Programma di incarichi di studio, di ricerca e di consulenze per l’anno 2008, ai sensi dell’articolo 3, comma 55, della Legge 24 dicembre 2007, numero 244”.
Chiede la parola il collega Imbesi, prego.
IMBESI
Presidente, Le vorrei chiedere, anche a nome dei Colleghi di Mino-ranza che non sono attualmente in Consiglio, e che mi avevano chiesto di rendere palese la richiesta all’Assemblea, di rinviare questo punto all’ordine del giorno alla successiva seduta (appresa anche la disponibili-tà al rinvio da parte dei consiglieri di Maggioranza), affinché anche i Col-leghi assenti possano partecipare al dibattito che sicuramente sarà ricco e produttivo.
PRESIDENTE
C’è, in sostanza, una richiesta di rinvio della delibera ad una seduta successiva del Consiglio. Consigliere Laieta, prego.
LAIETA
Sulla richiesta dell’Opposizione noi non abbiamo nulla da dire, se non che il deliberato, pur passato in Commissione, quindi già votato e co-sì via, era nelle condizioni di essere votato già in questo Consiglio. Rite-niamo, però, che la richiesta dell’Opposizione possa essere accolta. Noi siamo disponibili a venire incontro alla Minoranza, proprio per l’assenza del capogruppo di Alleanza Nazionale, fermo restando che questa è una delibera trasparente, chiara. In Commissione è stata dibattuta più volte e più volte è stato sentito il Segretario Generale (che noi ringraziamo), e ri-teniamo che sia pronta per essere votata.
Accogliamo, quindi, la richiesta dell’Opposizione sperando – è l’ap-pello che facciamo al Presidente – che nella prossima seduta di Consiglio Comunale il provvedimento possa non soltanto essere portato in Consi-glio, ma deliberato, peraltro perché riveste anche carattere di urgenza, e noi dobbiamo rispondere alle esigenze della macchina amministrativa della città. Grazie.
PRESIDENTE
Ringrazio il collega Laieta. Mettiamo in votazione la proposta di rin-vio: favorevoli? Astenuti? Contrari? La delibera viene rinviata alla prossi-ma seduta del Consiglio Comunale.
Ovviamente, faccio mie le raccomandazioni del capogruppo del PD. La delibera sarà iscritta all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale, che presumibilmente si svolgerà (ma riceverete regolare con-vocazione) il giorno 10 giugno. Sarà iscritta all’ordine del giorno per esse-re votata, pertanto pregherei i Colleghi della Minoranza di rendere parte-cipi gli assenti, in particolare il Capogruppo di Alleanza Nazionale, del fat-to che il 10 giugno il Consiglio delibererà sull’argomento, anche perché ci sono esigenze di tipo amministrativo, di funzionamento della struttura, che richiedono di adottare l’atto.
Passiamo al quarto punto all’ordine del giorno: “Zona F12 di Piano Regolatore Generale – Spazi o edifici per servizi di carattere urbano. Pro-getto relativo al cambio di destinazione d’uso da autorimessa ad edificio di carattere urbano (uffici pubblici e/o privati) in Viale Marconi. Indici e pa-rametri da osservare. Richiedenti Argenzio Carmela e Angelucci Marco”. Al riguardo, tenuto conto che la Commissione consiliare permanente ha espresso voto contrario al deliberato, cedo la parola all’assessore Singet-ta, per verificare qual è l’orientamento della Giunta.
SINGETTA
Grazie, Presidente. Io volevo annunciare l’intenzione della Giunta di ritirare questo provvedimento, intenzione basata soprattutto su una considerazione: la richiesta era arrivata a noi subito dopo l’estate del 2007, e quindi in epoca precedente al momento in cui la Conferenza di pianificazione ha poi licenziato il proprio parere in merito all’adozione del Regolamento Urbanistico, quindi si trattava di una situazione che, sia da un punto di vista giuridico che sostanziale, era diversa rispetto a quella che arriva oggi all’attenzione del Consiglio.
Ritengo, pertanto, di dover accogliere l’invito della Commissione Consiliare, la quale ha giustamente osservato che, essendo mutato lo strumento urbanistico di riferimento, sarebbe più opportuno procedere at-traverso un’osservazione dei privati. Ritengo, quindi, in virtù di questo da-to temporale sfalsato rispetto al momento iniziale della richiesta e al mo-mento in cui noi l’avevamo trasmesso alla Terza Commissione Consiliare perché esprimesse il prescritto parere, che sia più giusto – e soprattutto più opportuno – ritirare il deliberato prima ancora che il Consiglio ne pren-da atto.
PRESIDENTE
Ringrazio l’assessore Singetta. C’è, quindi, una richiesta di ritiro della delibera da parte della Giunta. Non c’è alcuna opposizione da parte del Consiglio. La delibera, allora, viene ritirata dall’ordine del giorno.
Passiamo al punto 5 all’ordine del giorno: “Approvazione nuovo Regolamento di contabilità e nuovo Regolamento di economato”. Cedo la parola all’assessore Pace per l’illustrazione della delibera.
PACE F.
Si tratta di una delibera che va ad innovare due importanti regola-menti finanziari del nostro Comune, che sono, appunto, il Regolamento di contabilità e quello di economato; è una delibera sostanzialmente tecnica, perché va ad adeguare le prescrizioni regolamentari alle innovazioni legi-slative che ci sono state in questi ultimi tempi, tra cui le innovazioni delle leggi finanziarie e le innovazioni dell’articolo 152 del Testo Unico sulle leggi in materia di Enti Locali.
Sono innovazioni di questo profilo, soprattutto tecniche, sulla ge-stione del bilancio, sulla gestione delle spese di economato, delle spese di rappresentanza… non c’è niente di “politicamente rilevante”; appartiene all’Amministrazione tecnica degli uffici. E’ un adeguamento normativo sui procedimenti amministrativi in materia di bilancio, finanze ed economato, niente di più.
PRESIDENTE
La Commissione ha licenziato la delibera a maggioranza, con l’a-stensione del solo gruppo di Alleanza Nazionale e con l’assenza, all’atto della votazione, dei gruppi dello SDI, dei Popolari Uniti, dei Popolari U-Deur e di Forza Italia. Il consigliere Trombetta mi ha chiesto di intervenire nella sua qualità di Presidente della Seconda Commissione consiliare, prego.
TROMBETTA
Grazie Presidente. Come è stato detto già dall’Assessore, si tratta veramente di una delibera di carattere squisitamente tecnico. Volevo dire che la Commissione ha dedicato cinque sedute a questo Regolamento, durante le quali, grazie alla presenza dell’ottimo ingegner Laguardia, sia-mo riusciti a sviscerare tutto ciò che il Regolamento contiene.
Approfitto dell’occasione anche per ringraziare gli uffici per la gran-de collaborazione che hanno fornito alla Commissione, e sottolineo che erano dei regolamenti attesi, quanto dovuti, dall’Amministrazione, consi-derato che in essi sono contenuti tutti gli adeguamenti alle norme di legge che, negli anni, via via si sono susseguite e che non avevano visto tra-scritte queste cose nel documento contabile, sia del Regolamento di con-tabilità, che di economato. Rivolgo ancora un ringraziamento, quindi, alla struttura e agli uffici da parte della Commissione e, credo, dell’intero Con-siglio Comunale.
PRESIDENTE
Ci sono altri interventi? Il collega Triani, prego.
TRIANI
Intervengo solo per ribadire il voto favorevole dei Popolari Uniti, in quanto il pomeriggio in cui questa delibera è stata votata il sottoscritto, unico rappresentante del nostro gruppo in Seconda Commissione consi-liare, era assente per un impedimento legato ad altra incombenza. Aven-do, però, partecipato ai lavori complessivi, a tutte le altre sedute della Commissione consiliare nella quale l’argomento è stato trattato, era scon-tato che il voto dei Popolari Uniti fosse favorevole a questa deliberazione. Riconfermiamo, in questa sede, il nostro consenso a quanto l’Ammini-strazione ci ha sottoposto.
PRESIDENTE
Ringrazio il collega Triani. Consigliere Pesarini, prego.
PESARINI
Anche noi del Partito Democratico esprimiamo il ringraziamento al-la struttura per il lavoro effettuato, per le cinque intense sedute di Com-missione. Un plauso va anche alla Commissione stessa, in particolare al suo Presidente per il notevole, per il grande equilibrio che pone nel suo lavoro quotidiano in una Commissione estremamente delicata, quale è quella del Bilancio.
Finalmente la struttura si dota di questo regolamento che la mette nelle condizioni di poter operare con grande trasparenza, con grande effi-cacia e con grande economicità. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a Lei, collega Pesarini. Se non ci sono altri interventi… Col-leghi, non mi pare che vi siano proposte di modifica o di emendamento al testo del deliberato, al testo del regolamento così come proposto dall’uffi-cio e licenziato dalla Commissione. Ritengo – salvo parere contrario dei Colleghi – di poter dare per letti i due regolamenti, che sono il Regolamen-to di contabilità e il Regolamento di economato, così come articolati.
Non ci sono dichiarazioni di voto. Pongo direttamente in votazione la delibera: favorevoli? Contrari? Astenuti? La delibera è approvata all’u-nanimità.
Il punto 6 all’ordine del giorno del Consiglio odierno: “Ordine del giorno per l’adesione alla campagna pro Tibet”, data l’assenza giustificata del Presidente della Quarta Commissione Consiliare, collega Speranza, viene rinviato, salva eccezione da parte dei Consiglieri.
Riterrei, a questo punto, di aggiornare direttamente i lavori del Consiglio al giorno 10 giugno prossimo, alle ore 16.00, in questa stessa aula. Riceverete regolare comunicazione. La seduta è terminata. Grazie.
La seduta del Consiglio Comunale viene sciolta alle ore 12.30.
DELIBERE APPROVATE NEL CORSO DELLA SEDUTA:
- INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE LOMONACO SU “VARIANTE URBANISTICA COMPARTO C5 C6 DI MACCHIA ROMANA”
- APPROVAZIONE PRORAMMA DI INCARICHI DI STUDIO, DI RICERCA E DI CONSULENZA PER L’ANNO 2008, AI SENSI DELL’ART. 3 C 55 L. 24/12/2007 N. 244. RINVIO
- ZONA “F12” DI P.R.G. SPAZI O EDIFICI PER SERVIZI DI CARATTERE URBANO. PROGETTO CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO DA AUTORIMESSA AD EDIFICIO DI CARATTERE URBANO IN VIALE MARCONI. INDICI E PARAMETRI. RINVIO
- APPROVAZIONE NUOVO REGOLAMENTO DI CONTABILITÀ E NUOVO REGOLAMENTO DI ECONOMATO
- ORDINE DEL GIORNO PER L’ADESIONE ALLA CAMPAGNA PRO TIBET. RINVIO.