Consiglio Comunale del 10 giugno 2008

 La seduta ha inizio alle ore 17.15.

PRESIDENTE

         Si procede all’appello nominale. I presenti sono 27; la seduta è valida. Devo giustificare le assenze dei colleghi Coviello e Bongiovanni, dovute a motivi di lavoro. Diamo inizio ai lavori del Consiglio. Vi pregherei di prestare un po’ d’attenzione, però, perché vi vedo particolarmente distratti. Il Sindaco mi ha chiesto la parola per una sua comunicazione; gliela cedo volentieri.

SINDACO

         Si tratta di un argomento che ha visto spesso il Consiglio Comunale e voi Consiglieri interessati, anche attraverso interrogazioni o prese di posizione formali, di un tema che molto sta interessando la città in questa fase e che è stato oggetto, stamani, di un’intervista fattami da RAI Basilicata. L’intervista sarà mandata in onda questa sera, ma preferisco che il Consiglio Comunale apprenda queste cose prima che la vicenda venga resa nota dalla stampa. Non si tratta di nulla di particolarmente “esplosivo”, però mi accingo a fare una di quelle comunicazioni che in questo momento sono quanto meno opportune.

Sto parlando del Ponte attrezzato e della scala mobile di Via Mazzini, due strutture la cui apertura era attesa già da qualche giorno e rispetto alle quali ci sa sta chiedendo che cosa sta succedendo, a che punto sono i lavori, quando apriranno… Per la verità, ci sono state anche molte notizie su vicende giudiziarie, blocchi, situazioni poco chiare… A questo punto, allora, è bene dire qual è il reale stato dell’arte.

         Le due opere sono entrambe ultimate, complete, e sono state oggetto del collaudo tecnico-amministrativo da parte dei nostri tecnici (Rup, Direttore dei lavori). Per quel che riguarda il Ponte attrezzato, abbiamo un problema che è ben noto e che riguarda l’uscita su Via Mazzini, bloccata dal sequestro del cantiere. Ricorderete che in quel caso è stata rilasciata una concessione edilizia che si è sviluppata con un abuso; la situazione, dal punto di vista urbanistico, è stata risolta, nel senso che una domanda di sanatoria è stata oggetto di regolare approvazione, e ad oggi è stato richiesto il dissequestro, che ci auguriamo avvenga nel più breve tempo possibile, in modo da consentirci di avere l’opera interamente disponibile per essere aperta ed utilizzata.

         Per quel che riguarda l’altra struttura – anch’essa, come dicevo, completata e collaudata -, l’unico problema, che in questi giorni si sta risolvendo per renderla fruibile, è l’allacciamento alla rete ENEL, per il quale è stata già sviluppata l’intera procedura.

         Diciamo, quindi, che le due opere sono sostanzialmente ultimate e pronte per l’utilizzo. Devo dire anche che sono molto belle, affascinanti… due opere che si caratterizzano per qualità architettonica e funzionale.

         Per quel che riguarda l’apertura al pubblico, stiamo concludendo una trattativa. L’assessore Donato Coviello sta completando una fase in ordine alla gestione dell’opera. Come sapete, la Commissione competente ha in discussione la delibera che riguarda l’approvazione definitiva del nuovo programma del trasporto pubblico locale, una delibera che, quando sarà approvata, ci consentirà di portare finalmente a gara l’intera azione che riguarda il trasporto pubblico locale, il modello integrato che abbiamo immaginato.

         In questa fase stiamo valutando e verificando la possibilità di estendere il nostro rapporto con la società che gestisce il trasporto pubblico su gomma, l’ascensore e la scala mobile già in funzione (COTRAB), anche alle altre due scale mobili. Comprendete che la vicenda passa attraverso fatti economici, attraverso intese e quanto altro. Riteniamo che il tutto possa avere, entro qualche giorno (dieci giorni, un paio di settimane), una conclusione.

         La conclusione che riguarda il rapporto con il soggetto gestore ci consentirà – è l’ultimo anello che manca: l’individuazione del soggetto gestore – di avere l’autorizzazione da parte della USTIF, che è la società che dà “l’ok” ministeriale per l’utilizzo di strutture di questo tipo. A quel punto saremo in grado di aprire le scale mobili, entrambe le strutture, ed apportare già le prime modifiche al nostro sistema di trasporto pubblico locale per adeguarlo alla loro presenza.

Mi rendo conto che devo dare anche un’indicazione temporale, altrimenti la domanda arriverà, inevitabile: io mi sono posto un obiettivo; in genere mi pongo obiettivi vicini, anche correndo il rischio di essere smentito, ma che determinano un’accelerata in tutte le strutture che devono operare – a partire dal Sindaco, ovviamente – per cercare di cogliere l’obiettivo stesso. Non so se ci riusciremo, ma l’obiettivo temporale che ci siamo dati, con l’Assessore – non vorrei essere smentito da novità dell’ultimo momento -, è quello di metà/fine luglio. Eh, Assessore? Metà/fine luglio? Diciamo entro la fine di luglio, entro la seconda quindicina di luglio, in modo da poter avviare anche la sperimentazione della chiusura del Centro Storico (questione su cui ci dobbiamo confrontare, ed è evidente che c’è tutta la disponibilità a valutare ogni soluzione).

         Non si parla della chiusura totale; si sta molto discutendo; stiamo valutando un’ipotesi di chiusura parziale del Centro Storico; stiamo valutando – lo dico esplicitamente, tanto ne discuteremo – un’ipotesi che prevede la chiusura di Via Vescovado a partire dall’altezza della libreria Lo Giudice (in modo da avere comunque un “anello” che arrivi alle Poste e ritorni indietro), fino ad arrivare a Piazza Prefettura, alla Via Sacra e a Via IV Novembre. Prevediamo anche la chiusura del tratto di Piazza Matteotti, lasciando aperta in questa fase anche Via del Popolo, in modo da consentire l’attraversamento in basso.

         Sarà, quindi, una fase di approccio alla chiusura parziale; avremo due o tre mesi di tempo nei quali abbiamo anche nostre risorse con cui partire. Immaginiamo anche, nella fase iniziale, sicuramente, di fornire il servizio gratuitamente. Tale fase ci consentirà di avviare un’azione che io ritengo utilissima per il Centro Storico. Ovviamente, il passaggio sarà possibile per i residenti; sarà possibile per loro anche il parcheggio. E’ un’azione utilissima, a mio parere, anche per il commercio, e che è destinata ad aprire una nuova stagione di qualità, migliorativa, per il Centro Storico. E’ un’opinione mia, ovviamente.

         Questo è il contesto nel quale avviamo la discussione, e preferisco che questa si apra esattamente nel Consiglio Comunale. L’Assessore andrà nella Commissione competente, che sta discutendo la delibera sul trasporto pubblico locale, per formalizzare, aprire la discussione su questo tema, discussione che si apre con la Commissione e, più complessivamente, con la nostra comunità cittadina.

PRESIDENTE

         Ringrazio il Sindaco per aver voluto comunicare al Consiglio i programmi dell’Amministrazione che riguardano più propriamente il sistema dei trasporti.

NAPOLI

         Volevo…

PRESIDENTE

         “Volevo” cosa, collega?

NAPOLI

         Su questa comunicazione, che è decisamente importante…

PRESIDENTE

         Collega, non ho difficoltà a darle la parola, però voglio ricordarle che sulle comunicazioni il Regolamento prevede un intervento per gruppo, della durata di non più di 5 minuti. Ora, si renderà conto che svilire una questione così importante con un intervento così ridotto, anche temporalmente, è forse inopportuno.

         Il Sindaco ha già preannunciato che l’Assessore competente andrà in Terza Commissione; io ritengo che il Consiglio dovrà discutere di tale questione in maniera molto più approfondita, però – ripeto – se Lei mi chiede di intervenire, le cedo la parola. Tenga conto, però, che il Regolamento prevede un intervento per gruppo, di non più di 5 minuti. Prego.

NAPOLI

         Impiegherò molto meno tempo rispetto a quello che mi è consentito da Regolamento. Intervengo perché il tema è un tema importante, e lo faccio anche per chiedere al Sindaco di chiarire un aspetto dell’intervento che l’ha visto poc’anzi protagonista.

         Sindaco, chiedo scusa: questo esperimento temporale che riguarda anche la gestione delle scale mobili, quelle in via di ultimazione, o comunque del Ponte attrezzato, riguarderà la stessa società che gestisce attualmente il servizio di trasporto su gomma, oltre che gli ascensori? Sul punto, mi permetto di sottolineare che questa iniziativa, per quanto vada nell’interesse della città, si pone in contrasto con le più elementari regole in tema di diritto amministrativo.

         Trattandosi di un servizio pubblico, questo, naturalmente, deve essere oggetto di un bando di gara ad evidenza pubblica, e di qui la necessità, più volte sottolineata all’Assessore ai Trasporti, che nessun servizio allargato alla gestione di altri strumenti che vanno ad integrare il trasporto pubblico della città venga affidato in assenza di un bando di gara ad evidenza pubblica.

         Voglio anche sottolineare che il COTRAB…

SINDACO

         Non è deciso; stiamo valutando…

NAPOLI

         Mi pare doveroso sottolineare questo aspetto, perché si tratta di un tema importante… è il problema dei problemi, quello del trasporto pubblico integrato della città… mi permetto di sottolineare che questa potrebbe essere una sorta di forzatura rispetto alle più elementari regole che devono accompagnare questo servizio, che interessa gran parte della comunità cittadina.

         Voglio anche sottolineare un altro aspetto, Sindaco, che a Lei certamente non sarà sfuggito: il COTRAB (Consorzio Trasporto Aziende Basilicata) sta gestendo il servizio di trasporto pubblico su gomma in regime di proroga. Tale regime si protrae ormai da due anni, e poiché Lei è esperto, ed è ormai un decano della politica non solo cittadina, ma anche lucana, non le sfuggirà che nella nostra realtà ciò che è provvisorio corre il rischio di essere definitivo, anzi lo è sempre, ragion per cui sarebbe opportuno che questa vicenda venisse affrontata certamente in maniera approfondita, certamente nelle più legittime articolazioni del Consiglio Comunale, ma soprattutto nel rispetto di ogni regola che deve, naturalmente, garantire la trasparenza.

SINDACO

         La Commissione valuterà tutto. Circa la proroga, approviamo il piano ed andiamo immediatamente a gara. E’ quello che vogliamo. Approviamolo. Va bene. La questione dell’eventuale estendimento, la valutiamo in Commissione; non c’è nulla di deciso.

NAPOLI

         Prendo atto di questo fatto. Un’ultima considerazione: il regime di proroga ha aggirato un ostacolo previsto in contratto, cioè che al COTRAB non potesse essere garantito, sotto il profilo economico, un “di più” rispetto a quanto previsto da contratto. Attraverso il regime di proroga (quattro mesi, sei mesi, poi ancora quattro), in realtà, questa soglia che non doveva essere superata, lo è stata. Ecco, quindi, la necessità, Sindaco, di fare attenzione, perché questo è un tema delicato.

         Si tratta di un tema che sta a cuore anche a chi parla, anche all’Opposizione che, naturalmente, ambisce ad avere, all’interno della città, un servizio di trasporto pubblico degno di questo nome, quindi capirà bene che la massima attenzione è più che dovuta.

PRESIDENTE

         Grazie, Collega. Non ci sono altri interventi sulla comunicazione del Sindaco. C’è un’integrazione da parte del Sindaco, prego.

SINDACO

         Completo l’informazione: da ieri ci sono quattro pullman…

COVIELLO

         Non solo i quattro pullman. E’ una cosa che sicuramente interessa al consigliere Napoli. Ieri, in Giunta, abbiamo approvato la variazione di bilancio, quindi abbiamo trovato la sponda quale co-finanziamento al milione e 200 mila euro che ci ha dato la Regione Basilicata, ed avvieremo la gara per l’acquisto di altri dodici bus, assolutamente essenziali per effettuare il programma di esercizio che approveremo in Commissione.

PRESIDENTE

         Apprendiamo con piacere anche questa altra notizia fornitaci dall’Assessore, fermo restando che io ritengo che la Commissione ed il Consiglio debbano, poi, appropriarsi della questione complessiva per discuterne più ampiamente.

         Passiamo all’esame dell’ordine del giorno. Primo punto: “Comunicazione ai sensi dell’articolo 166, comma 2 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, numero 267, in merito alla delibera di Giunta comunale numero 74 del 15 maggio 2008 ad oggetto: «Primo prelevamento dal fondo di riserva ordinario esercizio 2008»”.

         Ritengo che, in assenza dell’Assessore al Bilancio, la comunicazione debba essere fatta direttamente dal Sindaco. Prego, Sindaco.

SINDACO

         Si tratta di 300 mila euro che preleviamo dal nostro fondo di riserva per questi obiettivi: 50 mila euro per gli incentivi all’Ufficio Legale… non so se il merito debba essere oggetto di discussione, ma in ogni caso è per gli incentivi… per spese legali e giudiziarie, 150 mila euro; per risarcimento danni, 80 mila euro; 20 mila euro per il Maggio Potentino.

         Queste sono le motivazioni che ci hanno portato a prelevare 300 mila euro dal nostro fondo di bilancio. Immagino che i consiglieri saranno tutti interessati a questa voce dell’incentivo che riguarda l’Ufficio Legale. La cosa è stata sempre oggetto di lunghe discussioni… Segretario, in ordine alla questione “incentivi”… questo è più del direttore generale… l’incentivo dei 50 mila euro rientra nel… contrattuali, che specificamente riguarda…

Fase interlocutoria

SINDACO

         Contratto integrativo che è stato oggetto anche lo scorso anno di uguale procedura; non so se fosse lo stesso importo. Queste sono le quattro voci per il recupero dal fondo di riserva di 300 mila euro.

PRESIDENTE

         Ringrazio il Sindaco. Mi ha chiesto di intervenire il collega Imbesi. Naturalmente, valgono anche per lui le raccomandazioni che facevo poc’anzi al consigliere Napoli. Prego.

IMBESI

         Devo dire che la comunicazione, Sindaco, è piuttosto scarna, nel senso che non spiega, né nella comunicazione scritta, né in quella orale, che probabilmente doveva essere fatta dall’Assessore al Bilancio, che avrebbe saputo meglio spiegare la questione… Per esempio, non si capisce bene perché si fa il prelevamento per fare dei rimborsi.  Questi 80 mila euro sui risarcimenti a cosa sono dovuti? Per quali motivi vengono fatti? A chi vengono fatti…? Questo bisognerebbe anche chiarirlo, per capire per quale motivo bisogna fare un prelevamento dal fondo di riserva e non, magari, una variazione di bilancio. Idem come sopra per quanto riguarda i 150 mila euro.

         Mi sembrerebbe il caso che questa comunicazione venisse o spiegata in maniera più consona, dando le risposte richieste, o spostata al prossimo Consiglio, con maggiori chiarimenti, visto che, comunque, è una cifra rilevante rispetto al fondo di riserva ordinario che abbiamo.

PRESIDENTE

         Collega, la comunicazione fa comunque riferimento ad un deliberato di Giunta nel quale presumo siano esposti con maggiore dovizia di particolari gli elementi che hanno determinato questo prelevamento.

         Se così non fosse, la Seconda Commissione Consiliare è pienamente abilitata a chiamare in audizione l’Assessore o il responsabile dell’Ufficio Legale per acquisire ulteriori elementi di giudizio. Non ritengo che la comunicazione (tenuto conto, appunto, che si tratta di un adempimento previsto per legge) possa essere spostata ad una seduta successiva.

         C’è; è stata data; chi ha necessità di ulteriori approfondimenti li può tranquillamente richiedere o direttamente attraverso un’interrogazione, o attraverso le articolazioni del Consiglio Comunale.

         Collega Petrullo, prego.

PETRULLO

         Presidente, mi dispiace di doverla contraddire, però che comunicazione è una comunicazione che non ci fa capire niente? Se è prevista una comunicazione al Consiglio, e se questa comunicazione ha un senso, questa deve contenere tutte quelle cose che io posso anche andare a leggermi nel provvedimento, sennò omettiamo la comunicazione, facciamo una modifica di quella legge che prevede la “barbara” usanza di dover comunicare una cosa che non si capisce, e facciamo prima.

         Ma aggiungo qualcosa di più alle richieste del collega Imbesi: per gli incentivi, io voglio sapere anche perché non sono stati previsti nel bilancio di previsione. Le spese legali che cosa riguardano? E per il risarcimento danni, mi chiedo, non ci vuole un accertamento di debito fuori bilancio? Credo che queste domande debbano avere una risposta non soltanto in sede di interrogazione formale, ma anche in sede di comunicazione al Consiglio dell’avvenuto prelievo. Se fosse possibile averle oggi, se è possibile averle la prossima volta… Insomma: che sia una comunicazione degna di questo nome.

PRESIDENTE

         Collega Petrullo, il secondo comma dell’articolo 166 del Testo Unico recita: “Il fondo è utilizzato con deliberazione dell’organo esecutivo, da comunicare all’organo consiliare nei tempi stabiliti dal regolamento di contabilità nei casi in cui si verifichino esigenze straordinarie di bilancio, o le dotazioni degli interventi di spesa corrente si rilevino insufficienti“. Già nel dispositivo del secondo comma dell’articolo 166, quindi, è contenuta la ragione per cui si ricorre al prelevamento dal fondo di riserva, che è perfettamente legittimo per queste spese di tipo straordinario.

PETRULLO

         Cioè questo è motivato a priori? Trova la sua motivazione nella norma, è il massimo.

PRESIDENTE

         Ritengo, Collega, così come le ho detto prima, che le motivazioni più adeguate, o elementi maggiori di dettaglio, siano comunque contenuti nel deliberato adottato dalla Giunta.

         In ogni caso, il Consiglio – ripeto – attraverso le sue articolazioni, o anche attraverso un’interrogazione da parte di chi voglia farla, può certamente ritornare sull’argomento per acquisire elementi di maggiore dettaglio, che ritengo solo l’Ufficio Legale sia in condizioni di fornire attraverso gli elenchi dei danni che devono essere risarciti con queste somme prelevate dal fondo di riserva.

         Se non ci sono altri interventi…

PETRULLO

         Volevo dichiarare che ero comunque soddisfatto.

PRESIDENTE

         La ringrazio, Collega, anche se non ne sono convinto.

         Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno: “Approvazione Programma di incarichi di studio, di ricerca e di consulenze per l’anno 2008, ai sensi dell’articolo 3 comma 55 della legge 24 dicembre 2007, numero 244”.

         La delibera è stata licenziata dalla Prima Commissione Consiliare con parere favorevole a maggioranza, con il voto contrario di Forza Italia e del Gruppo Misto, con l’astensione di UDeur e SDI e con l’assenza, all’atto della votazione, del gruppo di Alleanza Nazionale.

         Su questa delibera risulta prodotto in Consiglio un emendamento a firma di alcuni Colleghi. Si propone, al terzo comma del dispositivo della delibera, alla lettera b), di eliminare le parole “di norma”, laddove il punto b) recita: “la selezione degli esperti deve avvenire di norma mediante procedure comparative“. I consiglieri che propongono l’emendamento chiedono di eliminare le parole “di norma”. L’emendamento, comunque, verrà posto in votazione successivamente.

         Chi illustra la delibera? Ci sono esigenze di illustrazione?

NAPOLI

         Sì, sentiamo l’illustrazione della delibera.

SINDACO

         Io immagino che in Commissione siano stati abbastanza evidenziati i settori, l’Unità di Direzione e i tipi di consulenza, studio o ricerca a cui fanno riferimento gli incarichi. La Finanziaria ci impone, a partire da quest’anno, di avere una delibera di Consiglio Comunale per individuare, per ogni Unità di Direzione o di progetto, gli incarichi di studio o ricerca o consulenza che debbano essere oggetto di atti amministrativi.

         Abbiamo per l’Unità di Direzione Ambiente, Energia e Qualità urbana l’esigenza, evidenziata dai nostri uffici, per raggiungere gli obiettivi di cui al programma amministrativo, di definire tre incarichi di consulenza, uno per il piano energetico comunale, uno per l’avvio del progetto “calore sicuro”, l’altro per l’attuazione del regolamento comunale del verde pubblico e privato.

         Per le Attività produttive e Marketing territoriale vi è l’esigenza di affidare un incarico ad esperti di urbanistica commerciale per uno studio che definisca lo sviluppo della rete distributiva cittadina, al fine di elaborare progetti e strumenti inerenti gli adempimenti in materia di commercio sulle aree pubbliche e sulle aree private in sede fissa.

         Sempre per il settore delle Attività produttive e Marketing territoriale, è necessario un incarico ad esperti nel settore della programmazione della rete di pubblici esercizi per effettuare uno studio su situazione, problemi, prospettive ed esigenze di sviluppo della rete distributiva cittadina per progetti e strumenti inerenti gli adempimenti in materia.

         Per quel che riguarda, invece, il Settore Patrimonio ed Espropri, vi è la necessità di un incarico di consulenza ad un esperto in tecnica e metodologia valutativa, al fine di permettere all’Ente di definire il programma di aggiornamento della contabilità patrimoniale risultante dalla redazione dell’inventario dei beni.

         Per l’Unità di Direzione Programma complesso, Ufficio piano urbanistico: incarico al dipartimento tecnico ed economico per la gestione del territorio agricolo e forestale dell’Università di Basilicata, per effettuare analisi delle componenti agricole e naturalistico/ambientali del territorio afferente il Piano strategico di Potenza e dell’hinterland, nonché incarichi professionali per gli studi geologici, per la redazione del Piano strutturale metropolitano. Ancora: incarico di consulenza in materia di assistenza tecnica al Piano strategico.

         Lo stesso dicasi per il piano comunale di Protezione Civile, su supporto informatico dedicato. Settore Trasporti e viabilità: incarichi di consulenza riguardanti PUM, Programma di esercizio, Programma taxi, Piano parcheggi, contenzioso, ed incarichi finalizzati alla definizione del bando di gara per il trasporto pubblico locale.

         Manca il Settore Manutenzione e Servizi tecnici: incarico di consulenza ad un professionista per l’accatastamento del Palazzo di Giustizia; incarico di consulenza ad un professionista in materia di procedure di alienazione; incarichi occasionali di consulenza in materia di sicurezza.

         Per la Cultura: incarichi relativi a progettazione, coordinamento scientifico e tecnico, organizzazione, allestimento e redazione del catalogo di mostre d’arte.

         Tengo ad evidenziare una cosa: c’è stato uno sforzo per ridurre all’essenziale questo tipo di incarichi di studio, ricerca e consulenza. La proposta odierna, rispetto agli incarichi conferiti negli anni precedenti, determina un abbattimento che non sono in grado di quantificare percentualmente con precisione, ma che credo essere nell’ordine del 40-50%. Abbiamo ridotto all’essenziale, e devo dire che in molti casi l’approvazione della delibera arriva anche con un certo ritardo rispetto alle esigenze che abbiamo per attivare questi incarichi di consulenza.

PRESIDENTE

         Ringrazio il Sindaco. Ci sono interventi? Collega Petrullo, prego.

PETRULLO

         Allora, questa proposta di deliberazione, sebbene imposta dalla legge, offre comunque spunti di riflessione particolari. Non possiamo sottacere, infatti, il grido di dolore, di pochi mesi fa, del Sindaco, e comunque di tutto il Consiglio Comunale, e comunque della Giunta, sulla situazione economica in cui versa il Comune di Potenza.

         Mi ricordo anche la lettera aperta del Sindaco ai cittadini… 140 milioni di euro, mi suggerisce Pesarini… I debiti… Non so, debiti ereditati o quello che sono, insomma una massa debitoria che mette in ginocchio il Comune e per la quale spesso abbiamo dovuto sentire che opere pubbliche, o comunque necessarie, di minimo rilievo economico (come, per esempio, le targhe ad indicare il nome di una via o di un vicolo, o l’abbattimento di barriere architettoniche, o tante altre cose), non potevano essere fatte per mancanza di fondi.

         Oggi bisogna che qualcuno ricordi questa circostanza. Se i soldi mancano in maniera tale da non poter garantire l’esecuzione di opere assolutamente necessarie per toccare la soglia minima di civiltà in un capoluogo di regione, oggi dobbiamo chiederci se possiamo programmare una serie di incarichi di consulenza che – per quanto sia ottimo il risultato di aver ridotto questo tipo di spesa del 40-50% – comunque sono spese ridondanti, che probabilmente non possiamo permetterci.

         Dico questo anche perché, andando ad analizzare gli incarichi di consulenza richiesti, ce ne è qualcuno che, obiettivamente, non sembra né urgente, né assolutamente necessario, né comunque tale da imporci di doverlo affidare all’esterno, per esempio, l’incarico di consulenza ad un dottore agronomo forestale per l’attuazione del regolamento comunale del verde urbano pubblico e privato.

         Molte di queste consulenze, poi, alla fine, sembrano vivacchiare su un margine molto labile fra la consulenza e l’incarico professionale; noi dobbiamo avere chiaro il quadro, e cioè porci il problema se quello che andiamo ad affidare è un incarico di consulenza, di studio, di ricerca, o un vero e proprio incarico professionale. L’attuazione del regolamento comunale a me sembra più un incarico professionale che una consulenza; ancor più l’incarico di consulenza ad un professionista per l’accatastamento del Palazzo di Giustizia è un incarico professionale. Come può essere uno studio di consulenza, cioè qualcosa che prepari un provvedimento da parte dell’Amministrazione? O, ancora: gli incarichi occasionali di consulenza in materia di sicurezza. Dovremmo avere al nostro interno personale qualificato per poter svolgere questi incarichi senza doverli dare fuori. Assistenza tecnica al piano strategico ecc.

         Ma, al di là della considerazione sul margine molto labile che c’è tra consulenza ed incarico professionale, rilevo che da questa distinzione, ovviamente, poi, discende una diversità di approccio amministrativo da parte dell’Amministrazione Comunale, perché evidentemente una consulenza può essere ricercata in una certa maniera, un incarico professionale deve seguire delle regole di tipo completamente diverso.

         Dicevo: al di là di queste considerazioni di carattere generale, tecnicamente il Consiglio Comunale può, ora, approvare un programma di affidamento di consulenze all’esterno, senza che sia stata, ad oggi, certificata l’impossibilità di dare questi incarichi all’interno dell’Amministrazione Comunale? Fermo restando che è molto probabile che sia così, il presupposto amministrativo perché si decida di dare consulenze all’esterno è quello che non ci siano le risorse professionali all’interno dell’Amministrazione.

         Questo, ovviamente, non può essere un fatto notorio, che risulta a tutti, ma deve essere certificato. Altrimenti si potrebbe… Immagino già quale possa essere una risposta a questo problema, e cioè potrebbe essere quella: nel momento in cui c’è da affidare la consulenza, si verificherà se c’è o meno la professionalità all’interno, come tra l’altro c’è scritto nel deliberato.

         Ma questo Consiglio che bisogno ha di deliberare un programma di questo tipo, se non ha la sicurezza, certificata dagli uffici, dell’impossibilità di affidare incarichi di assoluta difficoltà, da dare a personaggi di una professionalità particolarmente spiccata? Se non abbiamo questa certificazione preventiva, quale necessità ci spinge a deliberare oggi questo programma di affidamento degli incarichi all’esterno? Evidentemente lo sappiamo già, ed allora va certificato prima.

         Poi c’è un problema particolare: l’incarico di consulenza per quanto riguarda l’allestimento delle mostre. Questa proposta di delibera va letta con altra delibera di Giunta, con la quale la Giunta ha già dato un indirizzo, e cioè quello di volere affidare una prossima mostra alla dottoressa Gavioli.

         Io non credo che ci fosse bisogno di una delibera di indirizzo della Giunta su questa materia, però io pongo questo problema di ordine tecnico. Affidare l’incarico della progettazione della mostra, dell’allestimento dello spazio espositivo, del coordinamento scientifico e tecnico, della stesura del catalogo, del trasporto delle opere ecc. come fa ad essere un’opera di consulenza? E’ un incarico professionale. Dà un risultato? Il risultato è il catalogo; il risultato è il trasporto, che deve avvenire in una certa maniera. Non c’è bisogno che ci sia una figura professionale che ci dice come deve essere fatto il trasporto, ci vuole qualcuno che se ne preoccupi, che scelga la ditta… è un incarico professionale.

Fase interlocutoria

PETRULLO

         E’ evidente che quello che dice Laieta non mi turba più di tanto, né cambia la mia convinzione, quindi faccio finta di non aver sentito.

Fase interlocutoria

PETRULLO

         Il problema, però, si complica quando andiamo a deliberare che per questo tipo di consulenza, che io non ritengo assolutamente una consulenza, non sia necessario ricorrere alle procedure comparative. Perché noi dovremmo deliberare che comunque, per tutti gli affidamenti di questi incarichi di consulenza, faremo ricorso alla procedura comparativa di selezione.

         E’ proprio questa eccezione, caro Lieta, che fa capire come la consulenza non sia una consulenza, ma un incarico, perché non si capisce il motivo per cui per questa materia soltanto debba essere prevista, anche in casi non di urgenza… Perché l’articolato è chiaro: “… in casi di particolare urgenza – e posso capirlo – ovvero nel caso di prestazioni di natura artistica o culturale…“… e perché non un altro? Perché solo quello? Perché c’è già una delibera di indirizzo della Giunta; per questo dico che vanno letti assieme, e per questo un incarico non è una consulenza.

         Allora, in tempi così difficili, economicamente parlando, e dichiarati da tutti, ammessi da tutti, senza la certificazione preventiva della mancanza delle figure professionali all’interno del Comune che ci consentirebbero di risparmiare un sacco di quattrini (al di là del forte risparmio del 40-50%), con questo tipo di eccezioni… Oh, si badi bene: io ritengo che nel campo della cultura bisognerebbe andare “a colpo sicuro”, a prescindere da ogni discorso che si può fare sulla necessità o sulla priorità di dover reperire fondi per un’altra mostra quando stiamo dicendo alla città che non ci sono i soldi per terminare i marciapiedi, che non ci sono i soldi per poter fare altre mille attività di cui la città ha assoluto bisogno…

         Dico: al di là di tutti questi discorsi che, ovviamente, sono validi, ma che non possiamo fare ad ogni piè sospinto, al di là di questi discorsi, mi rendo assolutamente conto che in una materia come quella della cultura ci debba essere un minimo di intuitus personae nella scelta del professionista che deve collaborare con l’Amministrazione perché una determinazione manifestazione riesca al meglio o, comunque, secondo quello che è il progetto dell’Amministrazione. Dobbiamo stare attenti, però, a come chiamiamo queste cose; è su questo punto che io chiedo rigore. Non è una consulenza, è un incarico; procediamo come per un incarico, con tutto quello che questo comporta, ovviamente, ma non cambiamogli il nome.

         Tutte queste considerazioni, in parte possono essere corrette dall’emendamento proposto dall’Opposizione, e cioè cancellando dalla lettera b) l’inciso “di norma”, il che significa che la selezione dovrebbe avvenire regolarmente, sempre e comunque, attraverso una procedura selettiva. Ferme tutte le eccezioni che ho fatto io per quanto riguarda l’affidamento di un incarico di consulenza o di un incarico professionale vero e proprio, in questo caso, comunque, se l’emendamento dovesse passare, io credo che anche la lettera c) dovrebbe subire delle modifiche, perché risulterebbe assolutamente in contrasto con quello che va a dire la lettera b), depennata, se passa l’emendamento, dell’inciso “di norma”. Grazie.

PRESIDENTE

         Ringrazio il collega Petrullo. Ci sono altri interventi? Collega Napoli, prego.

NAPOLI

         Grazie, Presidente. Io non mi attarderò, Sindaco, sulle questioni, pure importanti, che il consigliere Petrullo ha toccato nel suo intervento e, quindi, non mi attarderò nel rimarcare quel filo sottile che distingue gli incarichi professionali dagli incarichi di consulenza. Guardo un attimo alla sostanza del problema, e la sostanza del problema è quella che ha toccato, in maniera corretta, il consigliere Petrullo allorquando ha parlato dell’opportunità che viene concessa alle Pubbliche Amministrazioni di individuare professionisti cui dare incarichi di consulenza, in un momento in cui si discute tanto del problema dei costi della politica.

         Questo problema si appalesa ancor più grave nel momento in cui, come nel nostro caso, abbiamo a che fare con una Pubblica Amministrazione che certo non brilla per quanto riguarda la cospicuità delle casse, quindi delle finanze pubbliche.

         Se qualcuno ha menzionato poc’anzi alcune difficoltà per garantire alcuni servizi, alcune attività che, in qualche maniera, possono migliorare la qualità della vita, andando ancor più nel profondo del problema pongo un quesito: come si fa a profondere tutto questo impegno di fronte ad un atto che qualcuno ha definito importante, sul quale si è spinto l’acceleratore, sul quale non si è voluto ascoltare l’opinione dell’Opposizione, quando le casse comunali, ormai, sono davvero al limite?

         Senza spingerci oltre, ricordo al Sindaco che non più tardi di qualche settimana fa al Palazzo del Consiglio Comunale furono tagliate le linee telefoniche; non più tardi di qualche settimana fa si parlava delle vere, reali, concrete difficoltà della Pubblica Amministrazione ad erogare le retribuzioni ai dipendenti. Allora, ben venga l’affidamento di incarichi a professionisti, a luminari, ad esperti in tante materie, in tanti settori di grande interesse per la città, ma facciamolo nel momento in cui abbiamo le risorse, nel momento in cui abbiamo la possibilità di garantire che questi incarichi vadano a buon fine. Che senso ha mettere in piedi un provvedimento che resterà solo sulla carta, nella consapevolezza di non poterci avvalere dello studio, delle professionalità di coloro che abbiamo individuato?

E’ una questione, come al solito, di priorità nell’azione politico/amministrativa, Sindaco. Io capisco bene che amministrare la cosa pubblica è esercizio difficilissimo, a maggior ragione quando le casse comunali sono, come nel nostro caso, ridotte al lumicino, ma proprio perché ne siamo consapevoli, cerchiamo di invertire la rotta che è stata intrapresa, e cerchiamo di essere consapevoli delle difficoltà con cui ci troviamo ad amministrare questa città, la cosa pubblica.

         Che senso ha – lo dico anche ai componenti della Maggioranza che sostiene il suo governo – immaginare un consulente che si occupi, ad esempio, delle politiche ambientali, o comunque della tutela o della cura delle aree verdi, quando è sotto gli occhi di tutti, girando in qualsiasi angolo della città, in qualsiasi quartiere della stessa, passeggiando lungo quello che nell’immaginario collettivo dovrebbe essere il parco fluviale, o semplicemente recandosi a Montereale, che le erbacce raggiungono altezze considerevoli, che avvolgono o circondano le panchine?

         Dobbiamo avere anche l’onestà intellettuale di ricordare che nel bilancio le risorse a disposizione per garantire un minimo di vivibilità nei nostri quartieri sono veramente irrisorie, per non dire addirittura inesistenti. Allora che senso ha riempirci la bocca di incarichi a professionisti che dovrebbero dare l’input su come curare le aiuole e il verde pubblico?

         Io invito il Sindaco ad abbandonare, per un attimo, la sala in cui quotidianamente siede, e a recarsi nei quartieri della città, a recarsi lungo il parco fluviale, a recarsi a Montereale, anche di domenica mattina, a recarsi al Parco di Sant’Antonio la Macchia; solo così avremo la certezza che tante belle prospettive che abbiamo si scontrano con la dura realtà.

         Invito, inoltre, il Sindaco, ed invito tutti i Consiglieri ad immaginare la valenza di un provvedimento che bada all’affidamento di un incarico di consulenza sulle politiche ambientali. Rechiamoci per un attimo – lo faccia anche Lei, Segretario – a Piazza Pignatari, poco più in là del Palazzo di Città, a guardare i raccoglitori delle acque pluviali, i cosiddetti tombini: li troverà colmi fino all’estremità. Allora badiamo a queste cose, alle cose semplici, alle cose che i cittadini si attendono vengano fatte oggetto di cura.

         Lasciamo stare, per un attimo, gli incarichi e le consulenze che servono a far parlare i cittadini, di fronte alle difficoltà della Pubblica Amministrazione, dei costi della politica. E dico di più, e mi rivolgo soprattutto ai componenti della Terza Commissione Consiliare permanente che, come me, in sede di audizione di un funzionario dell’Ufficio Espropri, si sono sentiti dire a chiare lettere che l’ufficio è nell’impossibilità di garantire un controllo adeguato a che tutte le procedure di esproprio – anche quelle attuali, e non parliamo di quelle precedenti – siano seguite con la dovuta attenzione.

         Ed allora noi che ci troviamo? Ci troviamo un provvedimento dove si parla di incarichi, di esperti in tema di espropri, quando non ci preoccupiamo di dotare gli uffici che abbiamo di personale che possa essere di ausilio a chi quotidianamente si trova a fronteggiare situazioni di grande difficoltà e, direi, anche di grande complessità, alla luce dei lavori pubblici che sono in corso e alla luce di tanti interventi che sono in programmazione.

         L’alienazione: esperti che, in qualche maniera, indirizzino la Pubblica Amministrazione anche per l’alienazione dei beni di proprietà comunale. Ma dico: abbiamo un contratto, non so se ancora in essere o in dirittura di arrivo (parlo della fase terminale), con il CRESME, che ha curato l’alienazione degli immobili di proprietà comunale oggetto di vendita in favore degli inquilini. Non era possibile, ancora una volta, avvalerci di questa società? E’ mai possibile andare alla ricerca o all’individuazione di un professionista in grado di indirizzare la Pubblica Amministrazione anche per quel che concerne l’alienazione di altri beni di proprietà?

         Questi sono alcuni esempi per dire che a volte, e soprattutto quando vi è carenza di risorse pubbliche, va bene immaginare gli incarichi di consulenza, va bene immaginare di avvalerci di professionisti, ma dico: era opportuno farlo in questo delicato momento? Era necessario farlo di fronte alle difficoltà economiche e finanziarie dell’Ente? Non si tratta di essere miopi o poco lungimiranti; si tratta di guardare in faccia la realtà.

         Io capisco, Sindaco, che è piuttosto contrariato però… Se parla di altre cose, ci fa piacere, però vorrei che almeno prestasse attenzione all’intervento che, sommessamente, sto cercando di fare in questa Assise per dire che vi è la più ferma opposizione a questo provvedimento, per ragioni di metodo, per ragioni di opportunità e per ragioni anche di merito. La città necessita davvero di altri provvedimenti.

PRESIDENTE

         Grazie, collega Napoli. Consigliere Imbesi, prego.

IMBESI

         Purtroppo, devo verificare che anche su un deliberato così importante dall’altro lato della “barricata” nessuno si erge a dare il suo contributo al dibattito; ma indipendentemente da questo, cerchiamo di chiarire le posizioni.

Fase interlocutoria

IMBESI

         Volevo solo stimolare una tua risposta; vedo che ci sono riuscito…

         Io considero la legge alla quale fa riferimento il deliberato una legge che ha di fatto “preso per i fondelli” i cittadini italiani, perché… o quanto meno: a meno che nella sua applicazione non si sia ferrei… perché se facciamo una legge nella quale ci impegniamo a fare un programma di incarichi e rispetto al programma di incarichi, poi, siamo molto “flebili”, molto tranquilli nella definizione dei paletti, è evidente che non serviva fare questa legge, perché prima le Pubbliche Amministrazioni potevano comunque dare gli incarichi che sentivano la necessità di dover dare.

         Mi sembra del tutto evidente che la legge è stata approvata in Parlamento perché, in un momento in cui l’Italia (quindi non la città di Potenza, ma l’Italia tutta) vive un momento di grande difficoltà economica (tra l’altro, vi ricordo che è stata fatta nel 2007, quindi con un precedente Governo), in un momento in cui non c’erano soldi per assicurare un numero di incarichi alle Pubbliche Amministrazioni e la copertura economica per questi incarichi, voleva fare “una stretta al giro di boa”, che però, mi pare, abbia lasciato molto, molto larga.

         Di fatto è stato un modo per dire: va bene, fate, continuate a fare quello che avete fatto fino ad oggi, solo giustificatevi facendo un programma di incarichi. Io, invece, ripeto, se avessi fatto la legge, avrei interpretato in maniera differente. Avrei detto: se è proprio necessario, si fanno gli incarichi; se questi incarichi sono necessari, però, facciamo anche un regolamento che sia consono. Non siamo legislatori, quindi non possiamo variare la legge, la possiamo solo discutere nella sua applicabilità, però se volessimo interpretare le buone intenzioni del Legislatore questo dovremmo fare, ed ecco perché nella Commissione competente, così come in Consiglio, ci siamo permessi di far rilevare alcune cose.

         Siccome i presupposti per il conferimento degli incarichi erano, secondo noi, un po’ troppo larghi, innanzitutto abbiamo depositato un emendamento che, presentato dal sottoscritto, è stato sottoscritto (scusatemi per la ripetizione del vocabolo) da tutti i colleghi di Minoranza, e anche da diversi colleghi di Maggioranza che ne capivano l’intenzione.

Noi non vogliamo frenare la Pubblica Amministrazione nella possibilità di scegliere i soggetti che ritiene possano apportare lustro alla città, assolutamente no; diciamo, però, che se queste cose sono necessarie, almeno applichiamo delle regole che ci diano la possibilità di essere completamente tranquilli di fronte alla popolazione, nel senso che la popolazione tutta può, eventualmente, partecipare, che tutti possono esprimere le proprie volontà, ad un eventuale bando e così via.

         Abbiamo chiesto la cancellazione delle parole “di norma” perché è chiaro che se io faccio un regolamento per assegnare degli incarichi, e stabilisco che tutto deve avvenire a seguito di procedure comparative, a seguito di un avviso di selezione, e poi metto “di norma”, significa che automaticamente autorizzo i funzionari responsabili dei vari settori a non applicare il regolamento che ho fatto. Allora che cosa ho fatto a fare il regolamento? E’ come il cane che si morde la coda. Quella cancellazione, invece, obbligherebbe i nostri funzionari a seguire procedure sicuramente più trasparenti, laddove vi fosse bisogno effettivo di particolari professionalità. Questo il primo punto.

         Secondo punto. Su alcune professionalità noi abbiamo qualche dubbio che, peraltro, mi pare essere condiviso anche da alcuni componenti dei Popolari Uniti, che più volte in Commissione hanno messo in dubbio alcuni degli incarichi previsti, perché probabilmente quel personale è già presente nell’ambito della Pubblica Amministrazione, o anche perché vedevano la cosa, come la vedevamo anche noi, non più come consulenza, ma come incarico professionale. Ce ne sono diverse che, probabilmente, non dovevano essere inserite in questo elenco.

Peraltro, nell’ambito degli elenchi gli incarichi sono stati lasciati in maniera molto generica, perché quando si parla di incarichi di progettazione e di coordinamento dell’attività… si dice tutto e niente; non è la specifica progettazione dell’attività “x”, ma è la progettazione o la realizzazione di attività in generale. Questo significa non andare completamente nella direzione prevista dalla legge, che chiede una specifica sugli incarichi da assegnare, senza restare, quindi, in maniera generica nei vari settori.

         Tutte queste questioni ci portano a dire che il Consiglio Comunale deve, secondo noi, innanzitutto approvare l’emendamento proposto, che certamente non va nella direzione di impedire le attività dell’Amministrazione, ma nella direzione di dire: facciamole in una maniera più palese, in una maniera più trasparente, ben sapendo che nessuno, nella Pubblica Amministrazione, vuole… Questo lo sottolineo, perché ne abbiamo parlato anche con i componenti di Maggioranza: noi non mettiamo in dubbio che le cose non saranno fatte in maniera non tranquilla, non trasparente, ma proprio perché non lo mettiamo in dubbio vogliamo che l’Amministrazione segua, ogni tanto, pure qualche nostro suggerimento, nel senso di fare le cose ancora meglio, se possibile.

         Questo è l’invito che io rivolgo, anche a nome dei colleghi della Minoranza, ai colleghi della Maggioranza, per cercare di migliorare, se è possibile, il deliberato nella sua consistenza, lasciando, quindi, una traccia di maggiore trasparenza. Ovviamente, faccio mie anche alcune valutazioni fatte dal collega Petrullo relativamente alla questione dell’indicazione, che anche secondo noi doveva essere preventiva, rispetto agli incarichi da assegnare.

PRESIDENTE

         Grazie, collega Imbesi. Consigliere Laieta, prego.

LAIETA

         Non abbiamo paura di nulla, perché siamo trasparenti. Certo, è difficile immaginare veramente che un rappresentante della Destra possa parlare di immaginario collettivo, oggi neppure più Bertinotti utilizza questa espressione; evidentemente c’è un’involuzione della politica: la Sinistra va a destra e la Destra va a sinistra, e quindi c’è un’incapacità di saper interpretare, molte volte, il proprio ruolo. Beh – dice – almeno cerchiamo di prendere il ruolo degli altri, e chissà che non si possa, attraverso un altro ruolo, vestirsi domani in modo diverso da quello di oggi.

         Io ho sentito di tutto; si è parlato addirittura dei vicoli di questa città. Qui stiamo parlando degli incarichi. Stiamo parlando degli incarichi che sono previsti per legge; c’è una legge dello Stato che prevede, in determinati momenti e situazioni, che vengano e possano essere…

Fase interlocutoria

LAIETA

         Io mi atterrò proprio alla sostanza. Dicevo che una legge dello Stato prevede che si possano dare incarichi di consulenza o di ricerca, in determinate situazioni e momenti, attraverso un programma, ed ecco che l’Amministrazione si è dotata di questo programma e lo porta in questo Consiglio proprio perché attraverso questo programma si possano affidare incarichi ad esperti, a consulenti, a persone che hanno capacità professionali e titoli per la ricerca, proprio per rispondere a determinate esigenze.

         Ovviamente è un programma; l’Amministrazione non dice che tutti gli incarichi prospettati devono essere per forza affidati. E’ un programma, e questo programma prevede, e prevedrà domani, laddove vi sarà la necessità, di ricorrere a questi incarichi perché sono necessari. Guai se un’Amministrazione di una città capoluogo di regione non guardasse verso il futuro! E guardando al futuro deve attrezzarsi; il futuro è il nuovo, e si può affrontare il nuovo solo attraverso capacità particolari, attraverso persone che hanno determinati requisiti, titoli ed esperienza nel campo.

         Mi meraviglio di te! Fai l’avvocato, sai benissimo come in Tribunale si utilizzano e si ricercano i consulenti per poter avere una lettura specifica, professionale e tale da poter dare a chi deve decidere…

Fase interlocutoria

LAIETA

         Questa è un’Amministrazione, e l’Amministrazione deve dotarsi… Mi meraviglio. Fate ragionamenti che… E’ difficile seguirvi su questa strada; è difficile, perché voi siete dei professionisti. Quando il Tribunale nomina il consulente, il C.T.U., quello lo paga il Tribunale, non lo paga il cittadino.

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Consigliere Napoli, per favore.

Fase interlocutoria

LAIETA

         C’è la necessità, anche da parte del Pubblico, di dotarsi di una consulenza che supporti la decisione, perché decidere non è facile; non è facile, e non tutti hanno professionalità in determinati campi per poter decidere senza avvalersi di un consulente.

         Ecco, questa è la nostra trasparenza, contro la vostra presunzione di poter fare senza l’apporto di queste specificità. E’ questo che vi danneggia, ecco perché siete poco ascoltati, anche dal cittadino e dalla città: perché voi non vi rendete conto che fate opposizione su una previsione che la legge ti dà la possibilità di poter fare per poter usufruire, poi, di quel professionista.

         Allora, noi siamo da questa parte, non siamo dall’altra parte. Noi rispondiamo anche ai bisogni dei cittadini, perché noi abbiamo la responsabilità di amministrare; anche noi sappiamo che ci sono interventi… come tu dici, piccoli interventi che sono necessari per il cittadino. Lo sappiamo. Ma sappiamo anche che un’Amministrazione che deve guardare al complesso, alla globalità della città, non può non dotarsi di questi strumenti per essere al passo con il nuovo. Voi siete vecchi, allora, se ritenete che questo non sia dovuto.

         Allora, che cosa significa l’altra proposta? “Di norma”; ma il “di norma” è necessario, perché di norma si ha un atteggiamento, un comportamento, poi ci sono i momenti particolari che richiedono, invece, una scelta che non presuppone più quel criterio. Questo è previsto dalla legge e il Segretario Generale più volte, in Commissione, lo ha ribadito e sottolineato. Abbiamo impiegato più Commissioni, più confronti, proprio per essere (e il Presidente della Prima Commissione ne è testimone) limpidi, trasparenti, perché questa delibera, al pari di altre, ma questa in particolare, non deve avere “l’alea della trasparenza”, deve “essere” trasparente.

         Noi vogliamo che sia così, così deve essere e così sia, e il supporto e la firma del Segretario Generale non solo ci confortano, ma ci convincono che la scelta che faremo questa sera è la scelta che va nell’interesse dei cittadini, non dell’Amministrazione, ma anche nel vostro interesse, perché se ritenete che gli interessi dei cittadini sono l’interesse di tutti, anche l’Opposizione non può sottrarsi a questo interesse. Grazie.

PRESIDENTE

         Grazie a lei, collega Laieta. Prego, collega Travaglini.

TRAVAGLINI

         Sull’immaginario collettivo… credo che sia un concetto complesso ed appartiene a tutti, e significa quello che significa…

Fase interlocutoria

TRAVAGLINI

         Credo che sia un concetto fondamentale in chi pensa la politica. Comunque, al di là di questo, pensiamo al provvedimento. Il provvedimento deriva da una legge, la Legge 244, che tocca un tema “caldo”, un tema delicato per tutte le Amministrazioni Comunali d’Italia, che è quello degli incarichi esterni e delle consulenze. Questo è un tema sensibile, ed è diventato tema a cui l’opinione pubblica ha prestato grande attenzione. Lo sperpero nelle pubbliche Amministrazioni in molti Comuni d’Italia è stato uno dei punti di caduta, tanto dal punto di vista finanziario – e la legge pone dei limiti proprio sulla spesa -, tanto dal punto di vista della trasparenza, per gli incarichi di natura “clientelare” molto spesso usati dalle Amministrazioni.

         Molte Amministrazioni hanno sperperato. Ricordo soltanto un esempio, in Italia, per capire a quali livelli può giungere un’Amministrazione, per queste e per altre cose: il Comune di Taranto credo sia stato il primo Comune in Europa ad essere andato non in dissesto, ma in bancarotta, quindi la cosa ha una valenza molto particolare. Ricordo di aver appreso, da una trasmissione di Report, che a Taranto si davano tantissimi incarichi di consulenza.

         Questo, quindi, è un tema molto delicato e credo che il Legislatore giustamente vi abbia “messo mano”, perché i soldi saranno pure dei Comuni, ma appartengono a tutti e devono essere ben “organizzati”. Tale organizzazione è riportata al Consiglio Comunale sotto forma di approvazione di un programma sugli incarichi di studio, sulle consulenze e sulla ricerca, un programma deliberato dal Consiglio Comunale, cioè dall’organo principale che va, in qualche modo, a realizzare il programma dell’Amministrazione.

         Compito dell’Amministrazione, ovviamente, sarà seguire gli indirizzi, dare gli incarichi ed approntare la parte esecutiva. Ben venga, quindi, un’inversione di tendenza per quanto riguarda gli incarichi e le consulenze, ben venga che il Comune sia riuscito a dimezzare la spesa totale. Ovviamente non è necessario soltanto dimezzare la spesa per un problema di risorse economiche, ma è anche necessario capire che l’Amministrazione, per raggiungere degli obiettivi, deve porsi il problema dell’economicità, deve porsi il problema del massimo obiettivo con il minimo sforzo, cercando di recuperare tutte le risorse che al suo interno non ci sono.

         E’ chiaro che se un’Amministrazione non avesse bisogno di incarichi esterni, saremmo in grado di dire che è un’Amministrazione che possiede le competenze necessarie in un arco di conoscenze e di argomenti molto vasto. Le Amministrazioni tutte, però, si trovano, inevitabilmente, di fronte a problemi complessi, quindi auspicare che le consulenze e gli incarichi di studio siano, in qualche modo, azzerati, credo sia pura utopia. Ovviamente, bisogna cercare di seguire gli indirizzi che anche in questa delibera ci sono, che sono quelli della trasparenza, della necessarietà dell’incarico e del controllo dei risultati. E’ chiaro che tutto si basa su un programma che sia, in qualche modo, supportato da una giusta valutazione e che possa andare avanti.

         Ci troviamo ora di fronte ad un provvedimento che vede, nella tabella, incarichi e quanto altro. Forse meglio sarebbe stato se tutte le voci contenute nella tabella che riporta le varie unità di direzione ed i vari incarichi fossero state corredate, ognuna, da una scheda di dettaglio che indicasse meglio al Consiglio Comunale, ai Consiglieri che si trovano ad approvare questo provvedimento, le finalità, gli obiettivi ed il perché si dà un incarico all’esterno (questo è sancito dalla legge, cioè mancano le risorse interne; ma io intendo: spiegare la complessità che induce l’Amministrazione ad un incarico esterno di studio, consulenza o quanto altro).

         L’altro punto fondamentale, quello sul quale l’opinione pubblica è molto attenta, è quello della trasparenza nell’affidare l’incarico. Questo dovrà farlo l’Amministrazione; si gioca molto, ed è consapevole di farlo. E’ chiaro che, in questo contesto, quel “di norma” di cui si è parlato pone, ovviamente, degli interrogativi. Se c’è un “di norma” significa che la norma vuole che la procedura sia comparativa; è chiaro che è necessario che lo stesso deliberato preveda quali sono i procedimenti quando si è fuori dalla norma. O meglio, andare fuori dalla norma dovrebbe essere un’eccezione.

         A questo punto, siccome siamo in uno scenario in cui è il Comune che programma, quindi senza l’urgenza, perché i casi di urgenza sono altri; se abbiamo, quindi, il tempo di pianificare, di venire in Consiglio Comunale, di andare in Commissione con questa delibera, è chiaro che siamo in termini di pianificazione, ovvero di serena pianificazione, quindi il concetto di “di norma” può benissimo essere tolto. Se siamo in sede di serena pianificazione di una progettualità che copre l’arco di quattro anni, due anni, tre anni, uno, è chiaro che la comparazione per l’affidamento degli incarichi deve essere fatta, quindi su quel “di norma” si può aprire la discussione.

         Se rimane l’emendamento di cassare questa dicitura, se non si riesce a spiegare o implementare meglio, secondo me la proposta può essere anche accolta, perché serve a capire che l’Amministrazione si impone di entrare in una normativa di comparazione. Questo permette all’Amministrazione di essere trasparente verso l’esterno, a tutto vantaggio dell’Amministrazione.

PRESIDENTE

         Grazie, collega Travaglini. Consigliere Spadafora, prego.

SPADAFORA

         Mi corre l’obbligo di intervenire, Presidente. La cosa è stata discussa nella Prima Commissione, che ho il piacere di presiedere. Il collega Travaglini mi ha anticipato rispetto all’emendamento prodotto dal collega Imbesi e dagli altri colleghi dell’Opposizione. Ritengo, effettivamente, che quel “di norma” possa essere tranquillamente tolto dalla delibera, anche perché sono stati ampiamente discussi sia il programma, sia tutto l’iter, con i criteri di attribuzione dei vari incarichi, anche nel rispetto della delibera della Corte dei Conti. L’atto, quindi, è stato discusso completamente, nei minimi particolari. Obiettivamente, però, sarei d’accordo anche sul togliere la dicitura “di norma”. Grazie.

PRESIDENTE

         Grazie, collega Spadafora. Non ci sono altri interventi. La parola al Sindaco per la replica.

SINDACO

         Noi ci stiamo muovendo in un contesto che mi sembra di grande democrazia, trasparenza e lungimiranza, voluto dalla Finanziaria, che in un consolidato modo di operare delle Amministrazioni nell’utilizzare consulenze esterne o incarichi esterni per la propria attività, ha voluto che tutto ciò passasse attraverso un momento di chiarezza e di riflessione da parte del Consiglio Comunale. Lo leggo come un importante fatto che trasferisce al Consiglio Comunale una competenza importante quale quella dell’individuazione dei settori in cui chiedere le consulenze, non tanto per il fatto in sé, di discutere della singola consulenza (perché l’ingegnere o perché altro), quanto (e considero che questo sia stato lo spirito con il quale la Finanziaria ha voluto questa norma) per inserire il discorso delle consulenze in un quadro programmatico più ampio, che è di competenza del Consiglio Comunale.

         Ogni singola consulenza può andar bene o male, possiamo discuterne a lungo; il problema è capire se le consulenze rientrano in un’azione programmatica che è quella che tiene in piedi l’Amministrazione per cogliere i suoi obiettivi amministrativi. Questo è il motivo fondamentale per cui ne discutiamo, opportunamente, in Consiglio Comunale.

         E’ evidente che quando si parla di programmi, si finisce con il parlare di tutto e di tutti. E’ giusto dire: le consulenze costano; in un Comune che non ha soldi per riparare le buche, perché fare le consulenze? Perché dare 10.000 euro ad un ingegnere, ad un agronomo, ad un avvocato… quando con 10.000 euro sistemiamo le buche o tagliamo l’erba? Io sono perfettamente d’accordo che questo sia un tema, ma la classe dirigente si pone un problema: quello di distinguere.

         Noi dobbiamo parlare delle difficoltà economiche del Comune; è giusto che lo si faccia quando si approva un bilancio; è giusto che se ne discuta, che si spieghino i numeri; è giusto anche che si dica perché ci sono quei numeri; è giusto che si discuta della situazione complessiva in cui versano gli Enti Locali nel nostro Paese, della marginalità cui sono quotidianamente costretti – a prescindere dal colore politico di chi ci governa -; è giusto che si spieghi la differenza tra spesa corrente ed investimenti straordinari (come si utilizzano l’una e come si utilizzano gli altri; è giusto che si spieghi); è giusto che si prenda atto, nella nostra realtà, che la spesa corrente è – ahimè – sempre più schiacciata sulla spesa fissa, fino ad avere un avanzo di bilancio che quest’anno ammonterà quasi a zero (avremo toccato la perfezione della gestione di un bilancio comunale).

         Ma queste considerazioni, guardate, non significano che bisogna rinunciare a cogliere obiettivi amministrativi importanti per una comunità. Vedete, volendo semplificare al massimo (scusatemi anche per la banalità del paragone): noi siamo come una famiglia povera, una famiglia che ha grossi problemi economici, ma che non rinuncia né a comprare i libri, né a farsi una vacanza, giustamente e legittimamente. Casomai non compra la Treccani, ma compra un’edizione economica, non va in un albergo a cinque stelle, ma in uno a tre stelle, ma non rinuncia, perché quella famiglia ha il diritto di vivere.

         E noi non dobbiamo rinunciare all’ambizione di portare avanti i nostri programmi, e se per i programmi servono le consulenze – come servono – non dobbiamo meravigliarci che in Consiglio Comunale arrivi un provvedimento che, comunque, ha ridotto all’osso le consulenze, perché così è.

         Con il Segretario comunale, quando si parlava di questa impostazione, nata con i dirigenti… Francamente, non capisco che per un provvedimento rimasto per mesi in attesa (l’abbiamo rimandato anche l’ultima volta) si venga a dire: non abbiamo ancora capito perché non c’è quella consulenza, non c’è quell’altra… I nostri dirigenti vengono sempre, quando sono chiamati, e questo è un provvedimento nato sulla base delle loro relazioni, degli incontri fatti con il Segretario, delle esigenze che hanno messo in campo rispetto agli obiettivi da cogliere.

         Le consulenze programmate riducono del 40-50% quello che spendevamo, ma ci dovremmo lamentare del fatto (lamentare e non gioire, perché io non credo ai tuttologi, nella Pubblica Amministrazione) che il numero di consulenze alle quali facciamo richiamo equivale a quello di un Comune di 20.000 o 30.000 abitanti. Forse tali Comuni ne richiedono già di più, a riprova di un dinamismo e di un’attività amministrativa molto più intensa, perché questo è il senso della consulenza: c’è un’attività amministrativa intensa, ci si muove, si colgono obiettivi. Non abbiamo i tuttologi, e abbiamo bisogno di consulenze, ed ecco perché le facciamo. E le abbiamo ridotte all’osso.

         Poi, di ognuna possiamo discutere se c’è o non c’è bisogno. Per ognuna di queste si può andare a dire: ma perché l’incarico del piano energetico comunale? Abbiamo l’Ufficio Energia, il perito… lo faccia lui. Non è così. Guardiamo le cose nel loro complesso. Un Comune di 30 mila abitanti ne fa di più; chi ha esperienza di queste cose lo sa. Ci dovremmo lamentare del contrario: che sono poche, che c’è scarsa vitalità amministrativa, probabilmente.

         Invece abbiamo voluto comprimere all’osso; l’abbiamo fatto con i dirigenti – non è un’invenzione -, con le loro relazioni, con gli incontri che ci sono stati – perché ci sono incontri, quando si fanno queste cose – e con un’azione che è ispirata ad una logica di economicità.

         “Di norma”: di norma, quello che chiedo da Sindaco alla mia Amministrazione è che si faccia rapidamente tutto, nella norma. Se ho un finanziamento, anche solo di dieci euro, questo deve essere speso nel tempo più breve possibile, qualunque sia l’obiettivo che esso ha, e se la norma mi consente di avere una procedura la più rapida possibile, è quella che chiedo.

         Se sottosoglia, in maniera trasparente e chiara, un dirigente, senza dubbi, può scegliere un nome che il Sindaco non ha mai indicato, io gli chiedo di farsi carico di quella responsabilità, perché è troppo facile fare gare sempre e per tutto. Se la norma consente di avere un margine di flessibilità che permette di guadagnare tempo ed utilizzare al più presto i finanziamenti, “di norma” si segue la strada più rapida per cogliere l’obiettivo, senza essere in questo poco trasparenti.

         Bisogna avere la trasparenza ed anche il coraggio delle scelte; un dirigente che fa il dirigente è chiamato a saper scegliere, a farsi carico anche della responsabilità di scegliere per il meglio, nelle norme, nella trasparenza e nell’obiettivo che al più presto si spendano i soldi della Pubblica Amministrazione. Questa è un’Amministrazione che appaltato, con orgoglio, 70 milioni di euro, nella trasparenza, nella norma, senza imbrogli, senza che ci sia stato un solo scandalo. Questo, per me, significa “di norma”.

         Ci sono incarichi che richiedono un rapporto fiduciario, ed io chiedo che il rapporto sia fiduciario, come succede, per esempio, nel settore della cultura. In un’occasione abbiamo rinunciato ad un rapporto fiduciario per fare la gara. Quando si cominciò ad ipotizzare, ad inizio consiliatura, che chissà quali interessi ci potevano essere a favorire i locali, questa o quella tipografia… “Facciamo la gara” dissi “per il volume del Bicentenario”.

         Abbiamo fatto quella gara. Che errore è stato farla, e non affidarsi ad un percorso fiduciario! Abbiamo “acchiappato” una tipografia che ci ha fatto penare; il volume, che doveva uscire più di un anno fa, non esce. Errori su errori, fuori regione, un’incapacità nel fare le cose di cui non avete idea. Quella è stata un’esperienza traumatica. Quante volte ho detto al dirigente: avessimo seguito un percorso che ci portasse a scegliere una tipografia, che ci evitasse queste pene, che portasse in campo una professionalità che – pubblicamente devo dirlo – non abbiamo riscontrato…

         Queste cose dobbiamo dirle senza timore, perché tutti abbiamo le mani pulite; come le avete voi, le abbiamo noi e le hanno anche i nostri dirigenti. Questo è; questo è il “di norma”. Se il “di norma” mi consente, per ogni cosa che abbiamo da fare, di bruciare i tempi (e vi dirò anche alcune cose), io chiederò che “di norma” si vada sulla strada più rapida, senza rinunciare a trasparenza e professionalità.

         Capisco che quando si parla di queste cose si finisce con il parlare di tutto. Francamente… lo dico al collega Napoli, che me lo ripete spesso, in Consiglio… il Sindaco che passa molte ore nella sua stanza (perché è giusto che sia così, come ogni persona che lavora) è anche un Sindaco che sta nella città, che gira nella città; non è vero che non ci gira. Anzi, molte volte, quando giro per la città, penso di starci anche troppo, rubando tempo ad incontri, programmazione e quanto altro serve.

         Conosciamo i problemi della città. Ho l’ambizione di dire che li conosco più di tutti, proprio perché sono il Sindaco, non perché mi chiamo Vito Santarsiero, ma per il ruolo che ho. Se vogliamo parlare dei problemi, lo dobbiamo fare in maniera completa. So che ci sono problemi a Montereale, a Parco Sant’Antonio la Macchia, ma sappiamo anche che ci sono 500 mila euro che rientrano in queste consulenze (probabilmente, non so la necessità di avere supporto), che andremo ad impegnare lì. Lo sappiamo: spenderemo 500 mila euro, lì. Così è. Ci sono, collega Napoli. Abbiamo rimodulato fondi che avevamo a disposizione ed abbiamo portato 500 mila euro per Parco Montereale, Parco Sant’Antonio la Macchia, per il Parco dell’Europa Unita.

         Il Parco Fluviale del Basento è quasi completo nella progettazione. Lo possiamo ripetere ogni giorno, non lo cambiamo; però vorrei che qualcuno ricordasse, nel momento in cui lo cita, che gli abbiamo destinato, in Consiglio Comunale, un milione e mezzo di euro e che c’è una progettazione. Va bene, lì si è dovuta fare la gara, la norma non consentiva la progettazione diretta, perché io avrei preferito, in quel momento – per accelerare, averla già pronta ed evitare che in Consiglio Comunale qualcuno si lamentasse -, dare e seguire una progettazione diretta. E’ stato fatto tutto, il progetto esecutivo è quasi pronto, abbiamo tempi assolutamente ordinari, inferiori a qualsiasi media nazionale, per la progettazione dei POR, ed anche per la realizzazione. Inferiori a qualsiasi media nazionale. Un milione e mezzo di euro.

         I marciapiedi. Guardate, potremo trovare sempre dove non ce ne sono, però vorrei che qualcuno dicesse anche, pubblicamente, che ne abbiamo realizzati per 13.000 metri, in città. Tredici chilometri. Se volete, andiamo a percorrerli tutti. Anche questo significa vivere tra la gente. Ci sono tredici chilometri di marciapiedi, e mi dispiace che qualcuno dica che non è vero, ma io sono in grado di portarvi su tredici chilometri di marciapiedi. Tenete conto che tredici chilometri di marciapiedi sono un dato straordinario per la città, assolutamente straordinario, impensabile quando ci siamo insediati, senza tener conto dei POR e di altri 3 chilometri di marciapiedi che andremo a realizzare con un appalto di 300 mila euro che avverrà nei prossimi giorni.

         Dopo di che, di cose che non vanno, ne possiamo trovare a iosa. Avremmo potuto spendere non 70, ma 500 milioni di euro, ma avremmo sempre avuto qualcosa che non va. I problemi, quindi, in città ci sono. Penso all’episodio di ieri, del Difensore Civico. Io non posso accettare che si generalizzi un giudizio sul nostro Centro Storico come luogo degradato. A furia di gridare “al lupo, al lupo”, stiamo ammazzando il nostro Centro Storico. Il nostro è un Centro Storico dignitoso, anche nella pulizia. Lo inviterò sabato, domenica, lunedì… quando vuole, a visitare il nostro Centro Storico, anche nei vicoli, anche la sera, ma non si venga a dire che è il “luogo della vergogna”, e che diamine! E’ un’esagerazione.

         Abbiamo i problemi, lo sappiamo. Nell’ultima settimana siamo intervenuti anche in maniera massiccia, ma di qui a dire che il nostro Centro Storico è un luogo assolutamente impraticabile ce ne passa, mi sembra. E soprattutto non mi aspetto che lo dica un Difensore Civico che dovrebbe anche saper fare un elenco di responsabilità, chiamare a responsabilità tutti, e non esprimere giudizi in maniera così generalizzata, inopportuna ed azzardata. Noi siamo una città dignitosa, con un Centro Storico dignitoso, un Centro Storico che come in tante altre parti d’Italia vive problemi con i giovani, problemi che dobbiamo affrontare, che sappiamo di dover affrontare sicuramente in maniera migliore.

         Sappiamo di dover migliorare una serie di azioni, ma siamo anche una città che nel suo Centro Storico, negli ultimi anni, ha riversato centinaia, migliaia di persone con le attività che facciamo. Il nostro Centro Storico vive anche di questo, vive anche del fatto che vi abbiamo riversato il 90% delle iniziative da noi proposte: le notti bianche, feste di ogni genere, il nostro Maggio Potentino, i contenitori culturali che abbiamo, il commercio, che nel nostro Centro Storico migliora a vista d’occhio, le attività commerciali di ristorazione che ci sono…

         E’ chiaro che, poi, alla fine, si paghi un qualche prezzo, però il nostro Centro Storico è anche un Centro Storico che qualche anno fa viveva il dramma della droga, che certamente non è un male debellato in città, ahimè, ma vive sempre di meno nel nostro Centro Storico. Vive sempre di meno nel Centro Storico perché, evidentemente, si è sviluppata qualche azione. Vorrei, quindi, che quando parliamo di queste cose lo facessimo prendendoci un quadro complessivo di quello che accade nella nostra città.

         Io su quel “di norma” non sono d’accordo. Il Governo nazionale non ci ha detto, con la Finanziaria, di togliere “di norma” e di dire così. Anzi, il Governo ci ha detto che ci sono leggi ben precise su questa cosa, e laddove c’è la possibilità di evitare le rigidità, è giusto che si evitino i percorsi rigidi, che non aiutano nessuno.

         E poi, un atto di fiducia nei riguardi dei nostri uffici. I nostri uffici stanno operando in totale libertà, mia e vostra. Ora, affidiamoci; noi dobbiamo dare gli obiettivi, e se non raggiungiamo gli obiettivi ci dobbiamo risentire, ma rispetto a come cogliere gli obiettivi mi sento di dire agli uffici di operare in trasparenza, con qualità, nel rispetto delle norme e nel modo più rapido possibile, perché noi abbiamo a che fare (soprattutto noi Enti Locali, noi amministratori comunali) con le esigenze quotidiane e più immediate.

PRESIDENTE

         Grazie, Sindaco, per la replica. Per dichiarazione di voto, ci sono interventi? Consigliere Petrullo, prego.

PETRULLO

         Effettivamente, quando si parla di programmazione si parla di tutto, e il Sindaco ci è riuscito meglio di noi. Il Sindaco veramente è andato oltre ogni argine; anche il riferimento alla polemica con il Difensore Civico è abbondantemente fuori argomento, però è attuale e merita qualche considerazione velocissima. Tutto sommato, il degrado dipinto dal Difensore Civico, al di là del fatto che credo sia l’ultimo arrivato a dire questo (poteva arrivarci prima, secondo me)…

         Effettivamente, ci sono delle serate in cui il Centro Storico è invivibile. Quando il Difensore Civico ha parlato… metto le virgolette, permettetemi di ripetere il termine… di “orinatoio”, ha detto qualcosa che corrisponde alla verità e che è stato denunciato da questa Opposizione per tutti questi quattro anni. E’ vero che non è sempre in condizioni di completo degrado, il Centro Storico, ma ci sono momenti in cui le famiglie hanno timore a far rientrare i propri figli e le proprie figlie a casa oltre un certo orario, perché nei vicoli ci sono orde di giovani che non rispettano alcuna regola. E in un Centro Storico dove non si riesce a garantire questa sicurezza… beh, il degrado ha iniziato a fare capolino. Secondo me, quindi, il Difensore Civico ha fatto un errore: ci è arrivato tardi, molto tardi.

         Comunque non è questo il momento, e probabilmente avremo mille altre occasioni, per parlare di questo argomento, che merita, del resto, un Consiglio che abbia questo tema specifico, quindi torno all’argomento del giorno. Ho apprezzato molto l’intervento di Marcello Travaglini, quando ha parlato di un’attività di programma che, quindi, ha tutto il tempo perché si possa svolgere con una certa serenità, e non cercando di arrivare prima, perché è una programmazione. Noi parliamo dell’attività di questo Consiglio, non parliamo di quello che, poi, dovrà fare la Giunta, semmai molto velocemente. Noi abbiamo il diritto di farlo, in sede di programmazione, con tutta la calma possibile.

         Qualche scheda di dettaglio, quindi, in riferimento alle consulenze che dovremo dare, ci voleva davvero. Ho apprezzato molto il riferimento che ha fatto Marcello. D’altro canto, un programma deve essere specifico, deve essere dettagliato, sennò che cosa deliberiamo? L’aria fresca? Allora scusatemi, quando io leggo: incarico di consulenza in materia di assistenza tecnica al Piano strategico, ho detto tutto. Quale sarà la consulenza che potrà venir fuori, materialmente, dalla programmazione di questo Consiglio? E’ tutto; ci possiamo mettere dentro qualsiasi cosa. Noi oggi, allora, non stiamo programmando un bel niente; stiamo segnando una via le cui variabili sfuggono all’attenzione di questo Consiglio, sfuggono immancabilmente.

         Quando si fa riferimento alla cattiva politica, che sicuramente non è la nostra, che attraverso il conferimento degli incarichi arriva a favorire l’amico di partito, il grande elettore… questi esempi di mala politica che contiamo a iosa vanno combattuti non soltanto con la fiducia che ci dobbiamo scambiare reciprocamente. Non basta. La norma ci chiede di più; ci chiede che questa trasparenza emerga da atti concreti. A questo serve la programmazione da parte del Consiglio Comunale: a che si possa porre un freno, segnare un binario per quella che può essere un’attività che può arrivare da qualsiasi parte. Le variabili sono infinite, a quel punto.

         Noi oggi, allora, non possiamo deliberare di dare una consulenza in materia di assistenza tecnica al Piano strategico, perché stiamo parlando di una materia di una vastità immane. Domani, quindi, noi potremmo dare 1.500 incarichi su questo…

SINDACO

         Credo che in Commissione se ne sia parlato… Guardate, il fatto che debbano rimanere dubbi è sconcertante. La Commissione, che è un organo del Consiglio…

PETRULLO

         Quello c’è scritto. Quello stiamo approvando.

SINDACO

         E’ chiaro che i deliberati sono sempre una sintesi, Collega, sennò le Commissioni… facciamo tutti i giorni Consiglio e non ci sono problemi…

PETRULLO

         Se ci fosse una scheda dettagliata a fianco, anche per sintetizzarlo… Ma noi non abbiamo niente dietro la dizione: incarico di consulenza in materia di assistenza tecnica al Piano strategico. Ditemi che cosa può essere escluso da questo. Allora, è evidente che quello che ci impone la legge, che alcuna esigenza di velocità può by-passare, perché la trasparenza ci viene imposta dalla legge…Di fronte ad un deliberato di questo tipo, assolutamente generico e non rispondente a quello che la legge gli chiede di fare, dico: come facciamo?

         Poi, altre domande. Insomma, ditemi voi: quando io devo accatastare un immobile non faccio una ricerca cervellotica del geometra che me lo deve fare; non vado a ricercare il fine professionista, conoscitore di chissà quali norme. Stiamo parlando dell’accatastamento di un immobile: mi volete spiegare perché ci vuole una professionalità specifica, che non abbiamo all’interno del nostro Comune? Noi non abbiamo un geometra che sappia fare un accatastamento? Allora, se non è quello il problema, spiegatemi quali problemi presenta questo tipo di accatastamento. La motivazione. Perché noi dobbiamo programmare determinati incarichi di consulenza se non sappiamo dove sta la difficoltà?

         Ce lo impone la legge, al di là della fiducia che io nutro, illimitata, in tutti i dirigenti, in tutti quelli che amministrano di fatto il nostro Comune. La mia fiducia è illimitata, ma il mio ruolo mi impone di andare oltre, perché me lo chiede la legge, perché altrimenti non ci sarebbero determinate regole.

         Diceva, giustamente, il consigliere Napoli, di guardare ai fatti. Noi facciamo uno studio per stabilire come tagliare l’erba e non l’abbiamo mai tagliata. Domani sapremo come si può fare un disegno gradevole alla barba, ma non compreremo mai una lametta. “Scusate, ma noi dobbiamo guardare avanti, l’Amministrazione non si deve porre dei limiti, siamo come una famiglia povera che non si nega le vacanze”. No, noi non siamo una famiglia povera, noi siamo una famiglia allo stremo, perché noi stiamo decidendo di evitare di cambiare le scarpe ai nostri bambini per comprare il Corriere dello Sport, che è una cosa diversa.

         Non è vero che siamo poveri, ma possiamo andare in vacanza con una stella in meno. No, quando noi diciamo che mancano determinate cose che sono assolutamente primarie, stiamo dicendo che quella è una necessità che va soddisfatta prima di ogni altra cosa. La programmazione non può prescindere dal soddisfare le esigenze primarie. E’ questa l’impostazione che noi dell’Opposizione vorremmo che venisse assunta anche dalla nostra Amministrazione: non soltanto grandi panorami, grandi scenari verso i quali guardare con fiducia, ma pensare anche ai problemi quotidiani dei nostri concittadini, che non trovano una risposta da anni, da lustri, da decenni.

         E’ vero che quando si amministra va benissimo che il rapporto fiduciario vada privilegiato, però sfuggiamo alle ipocrisie amministrative. Non scriviamo che si devono fare le procedure comparative, non lo mettiamo proprio! Le faremo quando avremo tempo. Io sono d’accordo su questo tipo di gestione: non si può perdere tempo, ma noi siamo in sede consiliare, non stiamo affidando l’incarico, stiamo decidendo in quali campi si potrebbe dare un incarico che, però, deve essere vagliato perché possa essere deliberato.

         Allora, dico: è stata compressa all’osso la spesa per gli incarichi di consulenza? Lo sapete voi; in questo deliberato non c’è un accenno a quella che potrebbe essere la spesa finanziaria per queste consulenze. Questa è una carenza di questo atto deliberativo, ragion per cui molti teorici del diritto dicono che questo tipo di provvedimento andrebbe fatto in sede di bilancio preventivo. E’ vero che non è escluso che possa essere fatto in un secondo momento, ma ragioni di logica, di opportunità e di seria programmazione vorrebbero che fosse fatto in quel momento, perché è evidente che se questo tipo di consulenze costa “x”, io non lo so. E come faccio a deliberare oggi, come faccio a lasciare una cambiale in banco (io, Consiglio Comunale) ad un Organo Esecutivo, senza sapere a quale spesa andrò incontro?

         E’ rimasta una petizione di principio il fatto che le spese si sono ridotte del 40-50%. Non voglio pensare, allora, a che cosa è stato fatto negli altri anni. Il “di norma” non ce lo possiamo scegliere noi; quello è un binario cui ci costringe la legge e cui ci stiamo costringendo noi stessi, perché se prevediamo che debba essere fatta la procedura comparativa in un caso, non vedo perché non debba essere fatta in un altro. Perché andare a scegliere soltanto alcuni temi e non lasciare allora, coraggiosamente, senza ipocrisia, tutto il campo libero da queste scelte? Non facciamola mai, allora, la procedura comparativa. Allora, sì, saremo sicuramente, totalmente trasparenti, perché ci saremo assunti la responsabilità caso per caso.

         Troppo spesso, nei provvedimenti sia del Legislatore che delle Amministrazioni, c’è una sorta di ipocrisia amministrativa. Voler dare un colpo al cerchio e uno alla botte, far finta di aver rispettato tutte le regole, ma aprirsi una scappatoia. No: senza ipocrisie, questo è il mio invito, e comunque fare una programmazione che non prescinda mai più dalle esigenze primarie della città, fosse anche quella programmazione che riguarda l’affidamento degli incarichi all’esterno.

         La dichiarazione di voto per il gruppo di Alleanza Nazionale: noi voteremo favorevolmente all’emendamento perché riteniamo che dia più struttura, e quella trasparenza cui non ci obbliga la mancanza di fiducia, l’ho già detto, ma tutt’altro, ma nei confronti del provvedimento nella sua interezza, per i motivi esposti, rimaniamo assolutamente contrari.

PRESIDENTE

         Grazie collega Petrullo, consigliere Napoli, prego.

NAPOLI

         Grazie, Presidente. Sindaco, io sono d’accordo con Lei sulla necessità di stigmatizzare un articolo uscito oggi sulla stampa, non per il merito delle questioni poste, ma per il metodo. Chi riveste un ruolo delicato quale quello di Difensore Civico dovrebbe ben sapere che esistono luoghi e canali corretti sotto il profilo istituzionale che andrebbero percorsi allorquando si tratta di temi così importanti. Lei ha perfettamente ragione nel dire che ha provato sgomento nel leggere queste cose, non per la gravità e per la portata delle stesse, ma perché qualcuno che riveste un ruolo così delicato non può attaccare a mani basse la Pubblica Amministrazione in questa maniera, e soprattutto attraverso la stampa.

         Lo dico perché correttezza istituzionale e senso delle istituzioni impongono a chi parla, impongono ai consiglieri comunali, che rappresentano la comunità, di salvaguardare in maniera corretta i ruoli istituzionali e, naturalmente, le funzioni che ciascuno di noi riveste.

         Fatta questa doverosa premessa, che mi sembra alquanto opportuna allorquando si parla dei problemi della città, mi permetto anche di dire che Lei ha ragione: non si parte dall’anno zero, non siamo all’anno zero. Lei mi invita a fare una passeggiata lungo i tanti chilometri di marciapiede oggetto degli interventi della Pubblica Amministrazione, interventi di cui si deve dare pubblicamente atto, ma io rilancio e dico: la invito a passeggiare insieme al sottoscritto, e a quanti dei consiglieri comunali vorranno farlo, nei parchi della città, e capirà che quando sottolineiamo alcuni aspetti non lo facciamo perché vogliamo a tutti i costi ricercare la polemica, ma lo facciamo perché, come Lei, abbiamo a cuore le sorti della città, e perché l’azione politico-amministrativa proceda spedita nell’interesse della comunità che tutti amministriamo.

         Non possono, però, sfuggire agli occhi di chi, tra questi banchi, svolge un ruolo che merita rispetto alcune criticità che questo provvedimento evidenzia e pone all’attenzione. Quali? Come si fa a pensare di immaginare un incarico per studiare il piano commerciale della città? Ma sa, qualcuno, che in Regione si sta ancor oggi discutendo su una nuova legge che avrà valore per quanto riguarda i piani commerciali di tutte le città? Una legge, o un disegno di legge, che è fermo in Commissione, che è arenato, ormai, da sei mesi nelle Commissioni… e noi che facciamo? Diamo un incarico per indirizzare la Pubblica Amministrazione, che ha una funzione attuativa di una norma dettata dall’Ente Regione? Non fa un po’ strano, non fa un po’ specie? Ma sappiamo o no quelle che sono le regole elementari che vedono la Regione svolgere una funzione legiferativa e l’Amministrazione Comunale una funzione attuativa?

         Allora che genere di incarico diamo? Quale incarico per immaginare una rete dislocata sul territorio per i pubblici esercizi? Ma se non abbiamo un piano commerciale, se si sta lavorando nella sede preposta per adeguarlo alle esigenze che nascono dal territorio, a chi diamo l’incarico? A che pro? Quanto ci costa? Qual è la portata? Qual è la valenza? Qual è il risultato che può portare questo incarico? E come si fa a non far cadere gli occhi su questo deliberato quando si fa riferimento ad un incarico per quanto riguarda il Piano Urbano per la Mobilità? Ma se l’abbiamo votato in Consiglio! Ma allora non era più opportuno, prima di votare il PUM, affidare l’incarico ad un esperto e poi, magari, votare il PUM?

         Ma per davvero pensate che chi siede in questo Consiglio abbia il prosciutto sugli occhi? Ma vogliamo avere almeno l’intelligenza di sapere quello che scriviamo? Vogliamo, almeno, avere il buon senso di capire che certe critiche che vengono sollevate, non vengono sollevate in maniera strumentale, non vengono sollevate per alimentare necessariamente la polemica, ma vengono sollevate per evidenziare come questo modo di agire, a volte sbagliato e profondamente ingiusto, impone dei costi che noi non ci possiamo consentire? O volete che l’Opposizione stia seduta in silenzio, ed accetti supina alcune scelte che non sono condivise né nel metodo e né nel merito?

         Democrazia vuole che chi svolge il ruolo di oppositore nelle sedi istituzionali dia fiato ad un ragionamento di natura politica. Allora, quando si dice: “Noi andiamo incontro alle esigenze della comunità”, qualcuno mi dovrà spiegare perché ogni provvedimento… e vale per la provvisorietà della ZTL nel Centro Storico, vale per il provvedimento che immaginava la sperimentazione della raccolta dei rifiuti nel Centro Storico, vale per la vicenda di Murate, vale per tante altre vicende… ha visto i cittadini compatti contro scelte che non erano state partecipate.

         La partecipazione. Una partecipazione intesa in che maniera? Va bene la decisione, va bene la necessità di intervenire su certe questioni… va anche ricordato, però, che è un principio basilare della democrazia quello di far partecipare i cittadini, di coinvolgerli nei procedimenti politici ed amministrativi, perché solo se si coinvolgono i cittadini, solo se li si rende partecipi delle iniziative che la Pubblica Amministrazione intende porre in essere, è possibile raggiungere obiettivi che sono anche i nostri obiettivi.

         Come si fa? Dice: ma noi abbiamo una carenza di personale che non ci consente… Ma chi ha, nel corso di questi anni, consentito assunzioni nella Pubblica Amministrazione, senza avere un quadro lungimirante, che guardasse al futuro? Ci sono stati tanti interventi, tanti provvedimenti finalizzati a mettere all’interno delle Amministrazioni personale che poi, magari, non può essere adeguatamente utilizzato, vuoi perché non ha le conoscenze giuste, vuoi perché non ha le competenze specifiche… Ma voglio dire: chi, nel corso degli anni, ha amministrato la Cosa Pubblica? Chi ha retto le redini di questa struttura? Chi aveva l’obbligo di migliorarla nel corso del tempo, e perché oggi ci ritroviamo con questa carenza di personale? Qualcuno dovrà pur assumersi le sue responsabilità.

         Quanto al metodo, il Sindaco diceva che non accetta l’emendamento che vuole espungere dal provvedimento le parole “di norma”. Ha fatto riferimento alla necessità di instaurare un rapporto fiduciario con chi, naturalmente, può, nel più breve tempo possibile, portare a casa l’obiettivo che la pubblica amministrazione si era preposto, e ha fatto l’esempio, cadendo su una buccia di banana, del milione e mezzo di euro per il Parco Fluviale. Da quanto tempo, Sindaco, attendiamo un progetto definitivo? Da quanto tempo abbiamo questo problema, che è sotto gli occhi di tutti e che non siamo in grado di affrontare?

         Parlava di tempi rapidi, certi… noi di questa certezza della risoluzione di un problema che è sotto gli occhi di tutti non abbiamo contezza. Le faccio un altro esempio, che è quello del trasporto pubblico urbano. Mi dispiace dovermi ripetere, ma quel regime di proroga che consente al COTRAB, contrariamente a tutte le regole, di esercitare un servizio – e non voglio entrare nel merito – si protrae da due anni… e la tempistica, la necessità di mettere un punto a questo problema, dov’è? Non la si vede, non la si riscontra.

         Allora più concretezza, e umiltà, che oggi ho riscontrato nel suo intervento quando ha parlato di difficoltà oggettive. Vorrei che questo fosse un atteggiamento da Lei adottato sempre e comunque, e non utilizzato per ragioni di opportunità, mai per ragioni finalizzate a gonfiare l’attività di questa Pubblica Amministrazione. Umiltà, piedi per terra, ma soprattutto volontà di dare delle risposte concrete ai cittadini. Questo si aspetta la comunità, che credo stia andando delusa dalle tante promesse che non vengono realizzate.

PRESIDENTE

         Collega ha detto tutto, tranne quello che doveva dire.

NAPOLI

         Lo lascio dire a lei, Presidente.

PRESIDENTE

         Ci sono altre dichiarazioni di voto? Consigliere Imbesi, prego.

IMBESI

         Io sarò molto rapido. Innanzitutto, ringrazio il Sindaco e l’Ufficio di Presidenza per aver consentito questo dibattito, che se non fosse stato rinviato la volta scorsa probabilmente non sarebbe stato così partecipato; quindi, a volte anche venire incontro a richieste della Minoranza può servire a permettere alla città di esprimersi, perché di fatto noi esprimiamo le volontà della città.

         Poi, vorrei ringraziare, consentitemi di farlo, i Colleghi di Rifondazione Comunista e dei Verdi, che evidentemente la pensano come il sottoscritto, o come i colleghi della Minoranza, avendo espresso un loro giudizio positivo sull’emendamento presentato.

         Devo dire, invece, a questo punto, che forse l’emendamento presentato è stato sbagliato nella direzione. Non andava cancellata la dicitura “di norma”; andava cancellata l’espressione “mediante procedure comparative”. Probabilmente era quella la dicitura sbagliata. Se il Sindaco ci dice che lui vuole fermamente che il tutto sia fatto attraverso affidamenti fiduciari, probabilmente il deliberato doveva così dire: la selezione degli esperti deve avvenire mediante affidamento fiduciario. Poi, siccome ha dimenticato che in alcuni casi è obbligatoria la gara, forse bisognava aggiungere ancora: mediante affidamento fiduciario, di regola, e salvo i casi in cui si debbano applicare procedure comparative. Questo lo dico a mo’ di battuta, però onestamente non era quello che avrei gradito sentire dal Sindaco.

         Io avevo messo in preambolo il fatto che da parte nostra non c’era, come non c’è, anche dopo le sue parole, alcun dubbio che le cose verranno fatte seguendo le norme di legge, però ripeto, se l’indicazione del primo cittadino era quella di non applicare le procedure comparative, la deliberazione doveva essere fatta in tutt’altra maniera. Mi pare, invece, che l’indirizzo dell’Amministrazione sia stato chiaramente indicato dal primo cittadino nella sua replica, quindi, evidentemente, il deliberato segue quanto la Giunta voleva individuare.

         Io mi auguro che l’emendamento venga, invece, approvato, perché ritengo che la procedura comparativa… Ricordo che i casi di urgenza sono comunque stati lasciati. Noi non avevamo cancellato i casi di urgenza, avevamo comunque lasciato nel punto c) la possibilità che in casi di urgenza specifica si potesse fare riferimento anche ad incarichi che di fatto sono fiduciari, lasciando però la generalità degli incarichi ad una norma specifica di procedura comparativa, che evidentemente, se il Sindaco ci dice che non è questa l’indicazione, è inutile lasciare.

         Mi pare evidente, quindi, che il voto, se non dovesse esserci un’approvazione chiara, evidente e totale da parte dell’Amministrazione di quelle che sono le nostre indicazioni sull’emendamento, non potrà che essere negativo, per tutte le questioni che ho appena accennato.

PRESIDENTE

         La ringrazio, collega Imbesi, anche per aver espresso in maniera chiara la sua dichiarazione di voto. Collega Laieta, prego.

LAIETA

         Sarò brevissimo, solo per ribattere, ma proprio perché prima di parlare bisogna essere convinti di quello che si dice. Il Governo Berlusconi ha promesso (e lo posso capire, in un programma elettorale si promettono tante cose), però alla fine, quando ha ritenuto che la necessità primaria fosse quella di salvare l’Alitalia, ha indirizzato ingenti somme, che erano destinate ai cittadini, a quelli che non possono vivere, a quelli che non possono arrivare alla fine del mese, a quelli che non hanno…

         Ha bloccato i contratti, perché ha fatto una scelta che – lo posso anche capire – va verso una direzione, e la direzione è stata di investire, perché là non è… quello non è un investimento produttivo, ma ha spostato fondi che dovevano interessare i cittadini, e soprattutto chi l’ha votato perché ha promesso di fare questo e di fare quest’altro. Ha fatto una scelta, allora permettete che quando un’Amministrazione e una Maggioranza hanno – e devono avere – il coraggio di scegliere facciano le scelte, ed ognuno, poi, se ne assuma le responsabilità.

         L’unica cosa che non mi aspettavo dalla Minoranza, dall’Opposizione, era di udire che il tutto si riduce alla convinzione che su chi, poi, materialmente opererà, avete il sospetto che…

Fase interlocutoria

LAIETA

         E questo avete detto, perché voi avete fatto balenare che, poi, chi sarà ad operare in quel campo non poteva o può…

Fase interlocutoria

LAIETA

         Sgomberiamo il campo, allora, perché noi siamo stati abbastanza “larghi”, come Maggioranza. Ci avete chiesto due volte di rinviarlo in Commissione, e l’abbiamo rinviato, di rinviare il Consiglio perché, giustamente, si doveva fare un dibattito chiaro, limpido, alla luce del sole, e l’abbiamo fatto, proprio perché vogliamo essere convinti prima noi di essere trasparenti in questa materia, perché quando ci sono gli incarichi, e quando bisogna dare qualcosa, bisogna farlo nella piena legittimità, nella piena trasparenza della norma e della legge.

         Ed allora chiedo, su quel “di norma” che oggi mena scandalo anche per qualcuno della Maggioranza, dove sta questo scandalo, se… e no, Presidente della prima Commissione… si vota in Commissione e il Presidente, soprattutto, vota! Non può, poi, venire in Consiglio Comunale e dirci che “per me bisogna cambiarlo, quel «di norma»”. Mi dispiace per te, Presidente, ma proprio nella legittimità del ruolo, quando un provvedimento in Commissione viene votato in quel modo, si porta in Consiglio e si vota. O si è convinti prima, o non si può essere convinti del contrario dopo, soprattutto per il ruolo che il Presidente riveste in quella Commissione.

         Ecco perché noi abbiamo accettato il dibattito pieno in Consiglio. Sollecitazioni per l’urgenza ci sono state fatte tutti i giorni, perché la pratica era urgente, però abbiamo ritenuto – io per primo ho ritenuto – di dover ascoltare la richiesta dell’Opposizione perché il confronto in aula è il segno di della vera trasparenza, e noi questo vogliamo, perché siamo convinti delle scelte che abbiamo fatto, che ha fatto l’Amministrazione… Ma non è stata l’Amministrazione la prima a scegliere, perché i primi a scegliere sono stati i dirigenti, che hanno ritenuto che in quelle aree specifiche ci fosse bisogno di dare consulenze, di approntare un progetto ed un programma che possono non essere, poi, in realtà, alla fine, del tutto realizzati.

         Come diceva il Sindaco, questo è il Consiglio Comunale di una città capoluogo di regione, e stiamo parlando di pochissimi incarichi. Ma andate a vedere nei Consigli Comunali delle grandi città: questo non è neppure lo 0,001% degli incarichi che danno a Milano, che danno a Roma o in altre parti. Ed allora mi meraviglio di te, Michele Napoli. Un amministratore non può guardare soltanto l’area che sta vicino alle proprie scarpe, ma deve guardare avanti, se vuole il bene del cittadino. Deve sapere investire perché sa che quell’investimento non è per la Maggioranza o per l’Amministrazione, ma è per la città, è per il bene della città.

         Se capiamo questo, è più semplice capire che il vostro ruolo è quello di pungolarci – e fate bene -, il nostro ruolo è quello di amministrare, sapendo non solo di saperlo fare – perché lo sappiamo fare -, ma di saperlo fare anche nella trasparenza. Grazie.

PRESIDENTE

         Grazie, collega Laieta. Consigliere Spadafora, prego. Sempre per dichiarazione di voto.

SPADAFORA

         Intervengo per dichiarazione di voto e per ribadire il concetto fondamentale. Sono pienamente d’accordo a togliere le parole “di norma” dall’atto, anche perché vorrei ricordare al collega Laieta che l’emendamento è stato prodotto qui in Consiglio e non in Commissione, perché se fosse stato discusso, in Commissione… tra l’altro, c’è stato…

Fase interlocutoria

SPADAFORA

         Stavo dicendo che l’emendamento è stato presentato in Consiglio, non in Commissione. Sono pienamente d’accordo a togliere il “di norma”, anche perché non c’è una questione che possa riguardare la mancanza di fiducia nei confronti dei dirigenti o sulle procedure. Vorrei anche ricordare al Sindaco che l’atto è arrivato in ritardo in Commissione, perché è stata prodotta un’ulteriore integrazione rispetto al programma iniziale, dopo che noi avevamo già votato, quindi è stato opportuno riportare il provvedimento in Commissione e richiedere un’audizione con il Segretario Generale, che effettivamente è stato preciso nelle varie esposizioni e, tra l’altro, ci ha chiarito parecchi dubbi.

         Voglio ribadire che la questione sulle parole “di norma” non è passata in Commissione, pertanto, per quanto riguarda il gruppo dei Verdi, il voto è a favore dell’emendamento ed anche a favore dell’atto. Grazie.

PRESIDENTE

         Grazie a Lei, Collega. In assenza di altre dichiarazioni di voto, poniamo in votazione l’emendamento presentato direttamente in Consiglio nella seduta odierna da alcuni Consiglieri, e che in sostanza chiede di eliminare dal dispositivo della proposta di deliberazione, al terzo comma, lettera b), le parole “di norma”. Pongo in votazione l’emendamento.

Favorevoli? Contrari? Astenuti? L’emendamento è respinto a maggioranza, con voto favorevole all’emendamento di Verdi, Rifondazione Comunista, Gruppo Misto, Alleanza Nazionale e Forza Italia.

NAPOLI

         Prima di procedere alla votazione del provvedimento finale, si può procedere alla verifica del numero legale, cortesemente? Dell’emendamento e non del provvedimento finale. Prima del provvedimento possiamo procedere alla verifica del numero legale?

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Collega, il numero legale è visivamente presente in aula.

NAPOLI

         Lei deve procedere alla verifica numerica, facendo l’appello, Presidente.

PRESIDENTE

         Allora, procediamo (benché sia visivamente presente il numero legale) alla verifica del numero legale, così come richiesto dal collega Napoli. Prego.

         Si dà atto che il consigliere Mitro procede alla chiamata dei consiglieri per appello nominale.

PRESIDENTE

         I presenti sono 26. Possiamo procedere tranquillamente nella votazione della proposta di deliberazione: “Approvazione Programma di incarichi di studio, di ricerca e di consulenze per l’anno 2008, ai sensi dell’articolo 3 comma 55 della legge 24 dicembre 2007, numero 244”, così come depositata agli atti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? La proposta è approvata a maggioranza, con il voto contrario di Alleanza Nazionale, Forza Italia e dei consiglieri Napoli e Trombetta. Per l’immediata esecutività della delibera: favorevoli? Contrari? Astenuti? La proposta è approvata a maggioranza con lo stesso risultato della precedente votazione.

         Passiamo, ora, al terzo punto all’ordine del giorno. Pregherei i Colleghi di restare in aula, perché anche questo punto è stato già più volte rinviato: “Ordine del giorno per l’adesione alla campagna pro Tibet”. Il collega Speranza ha delegato il consigliere Mascolo ad illustrare brevemente e a dare lettura dell’ordine del giorno. Prego, Consigliere.

MASCOLO

         Si tratta di un ordine del giorno proposto dalla Giunta, che cade in concomitanza con l’organizzazione dei prossimi giochi olimpici, che sono l’emblema della pace e della fratellanza tra i popoli, e che inevitabilmente accendono i riflettori su un tema di fondamentale importanza, quale è quello del pieno riconoscimento dei diritti umani.

         Con il presente ordine del giorno si intende esprimere solidarietà al popolo tibetano e alla politica non violenta perseguita dal Dalai Lama, auspicando soprattutto il pieno rispetto da parte delle autorità cinesi dei principi sanciti nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo nel patto sui diritti civili e politici.

         Più in generale, questo ordine del giorno mira alla promozione del metodo democratico in tutte le sedi e le relazioni nelle diverse parti del mondo. Per queste ragioni l’Amministrazione Comunale, con il presente ordine del giorno, intende aderire ad un’associazione interistituzionale costituita per iniziativa della Regione Piemonte e con l’adesione dell’ANCI, che mira a promuovere e coordinare la campagna europea per il riconoscimento della piena autonomia del Tibet.

         Sulla base della condivisibilità di questi concetti, al fine di dare anche noi il nostro contributo al tema della pace, proporrei che il Consiglio Comunale facesse proprio il contenuto di questo ordine del giorno esprimendo un voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE

         Grazie, collega Mascolo. Non ci sono interventi? L’ordine del giorno è stato licenziato all’unanimità dei presenti dalla Quarta Commissione Consiliare. Prego, consigliere Lovallo.

LOVALLO

         Volevo dare merito alla Quarta Commissione per il lavoro svolto e sottolineare l’importanza dell’ordine del giorno in questo momento. Dichiaro il voto favorevole della Maggioranza, ma credo di tutto il Consiglio Comunale, trattandosi di un problema sociale. Era soltanto, l’intervento, a sostegno del lavoro che la Quarta Commissione ha posto in essere.

PRESIDENTE

         Grazie, collega Lovallo. Pongo in votazione l’ordine del giorno: favorevoli? Contrari? Astenuti? L’ordine del giorno è approvato all’unanimità. La seduta è terminata.

         La seduta del Consiglio Comunale viene scolta alle ore 19.50.