Consiglio Comunale del 24 giugno 2008

PRESIDENTE

         Si procede all’appello nominale. I presenti sono 28; la seduta è valida. Possiamo dare inizio ai lavori. Devo giustificare le assenze dei consiglieri Bongiovanni, Continolo, Russo e Sabatino (assenti per motivi di lavoro), e del consigliere Barile (assente per motivi personali).

         Vi prego di prendere posto e di tentare di fare silenzio, tenuto conto che questo ambito non è certamente dei migliori per svolgere le sedute del Consiglio Comunale. A questo proposito, rinnovo al Sindaco la preghiera di verificare con il Consiglio tutte le possibilità di dotare finalmente il Consiglio Comunale della città capoluogo di una propria, autonoma aula consiliare che ci consenta di svolgere al meglio i nostri lavori.

         Mi corre, altresì, l’obbligo, in apertura, di rinnovare al collega Ciriello, che non vedo tra i presenti, le più sentite condoglianze da parte di tutto il Consiglio per la perdita della cara madre, alla quale, sappiamo, egli era molto affezionato.

         Vorrei, poi, ringraziare il Commissario straordinario dell’ALSIA, che ha trovato, fra i suoi tanti impegni, il tempo per essere presente anche ai lavori del Consiglio Comunale.

         Infine è d’obbligo, ma è anche un piacere, ritengo (e parlo sia a titolo personale che a nome del Consiglio), giustificare il collega Napoli che da qui a qualche minuto dovrà abbandonare i lavori del Consiglio perché, come sappiamo tutti, questa mattina dovrà insediarsi nelle sue nuove funzioni di consigliere regionale. Gli facciamo i migliori auguri. Naturalmente, siamo convinti che, con la passione che gli è solita (al di là delle ovvie collocazioni di natura politica), farà cose egregie per la Regione e, in particolare – ci auguriamo -, per la città capoluogo di regione. Al collega Napoli vanno, quindi, gli auguri di buon lavoro da parte di tutto il Consiglio Comunale.

         Possiamo avviare i lavori del Consiglio con il primo punto all’ordine del giorno: “Interrogazione del consigliere Lomonaco su «bacheche necrologiche di Via Pretoria»”.

LOMONACO

         Signor Sindaco, l’interrogazione odierna viene, anche questa, da lontano, come quella di 20 giorni fa. Segnalo, innanzitutto, il degrado di queste bacheche, perché chi passa vede queste lastre di rame, di ferro o di zinco, o di quel che sono, tutte arrugginite, e credo che ognuno le noti. Si vede il degrado di Via Pretoria, in quel lato là. La cosa che mi preme di più riguarda, però, due bacheche poste in Via Pretoria per accogliere i manifesti delle persone decedute. Queste due “lapidi” sono messe una da un lato, in un vicolo, e una nell’altro vicolo, più avanti, però non in un senso che, camminando, te le trovi tutte e due di fronte; ce ne è una che, salendo, ti trovi di fronte, l’altra te la trovi alle spalle.

Sulle due bacheche, inoltre, non sono riportati i nominativi degli stessi deceduti, in modo che chi sale e chi scende legga gli stessi nomi; no, sono nomi diversi. Ed allora i cittadini si lamentano perché, salendo, trovano dei nomi e poi, tranquilli, continuano la loro passeggiata perché la cosa è finita… Già qualche anno fa, quando io presiedevo la Terza Commissione Consiliare Permanente, il dirigente del settore, architetto Grano, in Commissione si impegnò a rivedere, con… Presidente, se è possibile… altrimenti rinuncio e… Dicevo: l’Architetto prese l’impegno di rivedere tutta la problematica urbanistica per sistemare la questione di Via Pretoria riguardo a queste bacheche, però fino ad oggi nulla è successo. Io spero che questa cosa venga risolta immediatamente, in modo che si dia un buon servizio ai cittadini che da tempo lo richiedono.

PRESIDENTE

         Ringrazio il collega Lomonaco. Risponde l’assessore Gesualdi.

GESUALDI

         All’interrogazione presentata dal consigliere Lomonaco (con la quale si chiede espressamente di migliorare l’allocazione degli impianti affissionistici dedicati ai necrologi della zona di Via Pretoria) è stata riservata la massima attenzione da parte dell’Assessorato alla Pubblicità, tant’è che mi sono subito attivato presso il competente Ufficio per fornire un’immediata risposta ai quesiti posti dal consigliere, a fronte dei quali mi sento di riferire quanto segue: il servizio per le pubbliche affissioni e, quindi, anche quello relativo ai necrologi, è affidato alla concessionaria Cerin S.p.A., giusta convenzione numero 14878 del 27 giugno 2007.

In base alla suddetta convenzione, la Cerin è tenuta a rinnovare e ad integrare il sistema degli impianti affissionistici, ivi compresi, ovviamente, quelli per i necrologi. Constatato – in effetti, quello che dice il consigliere Lomonaco è vero – che gli stendardi adibiti alle affissioni dei necrologi, attualmente installati lungo i vicoli prospicienti Via Pretoria, risultano in gran parte arrugginiti e degradati per i lunghi anni d’uso, l’Ufficio preposto, da me sollecitato, in data 20 giugno 2008, ha dato disposizione alla Cerin, con nota numero 699/2008, affinché sia data assoluta priorità alla sostituzione e alla miglioria del sistema stendardi per i necrologi ubicati nel Centro Storico cittadino.

Nell’ambito, quindi, di questa imminente ristrutturazione, sicuramente sarà risolto il problema e sarà data risposta alla questione sollevata dal consigliere Lomonaco.

PRESIDENTE

         Prego, consigliere Lomonaco.

LOMONACO

         Riguardo alla risposta dell’Assessore mi ritengo soddisfatto, visto che egli afferma che in brevissimo tempo sarà risolta la questione, dando mandato alla Cerin.

         L’unica preoccupazione è: non vorrei che succedesse anche stavolta quanto accaduto per l’interrogazione di 20 giorni fa, quando l’Assessore mi rispose che in settimana la variante sarebbe arrivata in Commissione, invece sono passati 20 giorni e non so se la variante arriverà in Commissione questa settimana. Molte volte le bugie hanno le gambe corte, oppure sono “promesse di Pinocchio”, a Pinocchio si allungava il naso; in questo caso neanche il naso si allunga. Però, ripeto: sulla questione C5 e C6 tornerò alla carica. Ritengo che la previsione fatta dall’assessore Gesualdi si avvererà; però mi riservo sul resto.

PRESIDENTE

         Grazie, collega Lomonaco. Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno: “Interrogazione del consigliere Petrullo su «lavori di scarificazione della sede stradale in alcune vie delle città»”. Prego, Collega.

PETRULLO

         Mi hanno suggerito il termine “scarificazione”; quando me lo hanno detto, ho pensato: “Mah!”, poi ho avuto fiducia, fede, e l’ho usato…

Fase interlocutoria

PETRULLO

         La mia interrogazione riguarda i molteplici lavori di scarificazione, appunto, della sede stradale (ne ho indicati alcuni: quelli di Via dei Ligustri, Salita Mancusi, Rione Murate) ed è tesa a sapere il numero delle scarificazioni eseguite e dove sono state eseguite, il motivo della realizzazione, se si sia tenuto conto dei microtraumi che creano agli automobilisti, il costo di ogni operazione, le ditte affidatarie dei lavori e i metodi di scelta delle ditte, l’utilità o meno, ad oggi verificata, della realizzazione delle opere.

PRESIDENTE

         Grazie, collega Petrullo. Risponde l’assessore Coviello, prego.

COVIELLO

         Grazie, Presidente. Sicuramente il termine usato è giusto, anche se noi parliamo di “fresature” ben localizzate, puntuali e precise.

         L’interrogazione, che è prettamente tecnica, con risvolti economici ed amministrativi, meritava, comunque, anche una risposta scritta, perché, pur essendo concisa, chiedeva all’Amministrazione una risposta articolata in sette punti, pertanto adesso vi leggo in parte la risposta che nei prossimi giorni vi sarà recapitata.

         Il numero delle scarificazioni eseguite in ogni sito è quello ritenuto tecnicamente necessario. L’intervento inerente al Nodo complesso è stato eseguito in Via degli Oleandri, mentre il resto degli interventi sono stati eseguiti in Via Enna, Via Pienza, Via Roma ex salita FIAT, Macchia Romana (precisamente sulla strada di accesso a Via Ghandi), Via dei Ligustri (area CONI), Rione Francioso; non è stato rilevato il numero congruo; materialmente sarà fatto in questi giorni, e sarà puntualmente comunicato.

         A parere del sottoscritto, le scarificazioni sono assolutamente utili. Penso che le mie ragioni siano supportate anche dalle molteplici richieste che mi sono pervenute nel tempo. La popolazione intende quelle scarificazioni come rallentatori; così non è: abbiamo cercato di creare i presupposti per rendere ottimali le condizioni di viabilità, soprattutto quando le condizioni atmosferiche sono avverse.

         Il motivo più importante che ha indotto questa Amministrazione alla realizzazione di dette fresature è dettata dall’esigenza di sicurezza, che viene a mancare per l’eccessiva pendenza delle strade citate, soprattutto nel periodo invernale e a seguito di fenomeni atmosferici (pioggia, neve e ghiaccio) che le rendono pericolosissime.

Il danno che i microtraumi… laddove esistano davvero, perché solo in questo momento ho inteso qual era il senso della richiesta… Io immaginavo che le “microlesioni” o “microtraumi” si riferissero ai fabbricati limitrofi, perché durante alcuni sopralluoghi che ho fatto, soprattutto in Via degli Oleandri, siamo stati accusati anche di questa possibilità e, a seguito di specifica richiesta di un condominio, stiamo attrezzando con l’U.D. Protezione Civile una puntuale verifica.

Il costo dell’intervento inerente soltanto al Nodo complesso, e quindi l’area di Via degli Oleandri, è di euro 1.146,88, mentre quello dei rimanenti interventi, citati al precedente punto, è di euro 5.320.

Dopo richiamerò gli aspetti normativi e legali per i quali il lavoro è stato affidato ad una determinata ditta e non ad altre, ma voglio aggiungere una cosa rispetto a questo punto: l’intervento è stato fatto nel mese di dicembre, e precisamente nel periodo natalizio, per non arrecare problemi alla circolazione, visto che le scuole erano chiuse. Anche in quel tempo ho lamentato, soprattutto sulla stampa, che non avevamo possibilità di trovare ditte che potessero fare questo servizio. In effetti, noi avevamo chiamato la ditta per fare una sorta di manutenzione straordinaria sulla viabilità a seguito delle avverse condizioni atmosferiche. Ci siamo rivolti a questa ditta, che, tra l’altro, è l’unica ditta operante nel comune di Potenza che fa opere di fresatura e di asfalto; altre ditte stanno a Tito, a Sant’Angelo Le Fratte (da circa due mesi), a Ferrandina e a Pontecagnano.

Ogni volta che dobbiamo reperire una ditta che faccia questa attività incontriamo molte difficoltà. Caso emblematico è stato quello della partenza del Giro d’Italia da Potenza, quando, avendo anche la Provincia di Potenza la stessa necessità di manutenere in modo straordinario le strade, abbiamo veramente “fatto i salti mortali” per trovare una ditta che potesse, insomma, darci “ristoro”.

         Considerato che, trattandosi di manutenzione e di opere di modesto importo, stante l’urgenza e al fine di un’immediata esecuzione delle stesse, come previsto dall’articolo 125 comma 6 lettera b) del Decreto Legislativo 163 del 2006, si è proceduto all’affidamento diretto alla ditta Turlione Donato, idonea e di fiducia di questa Unità di Direzione (mi riferisco all’Unità di Direzione Trasporto e Viabilità), resasi immediatamente disponibile ad eseguire i lavori.

         L’utilità delle scarificazioni – e mi riallaccio a quanto detto prima – è fino ad oggi assolutamente evidente, vista l’assenza totale di incidenti stradali, grazie anche al rallentamento che si è ottenuto.

PRESIDENTE

         Grazie, Assessore. Collega Petrullo, prego.

PETRULLO

         Ringrazio l’Assessore, prendo atto della risposta ed aspetto quella scritta per poterla verificare più approfonditamente. Grazie.

PRESIDENTE

         Grazie a Lei. Terzo punto all’ordine del giorno: “Interrogazione del consigliere Petrullo su «provvedimenti adottati in seguito alla denuncia del geometra Ferrara»”.

PETRULLO

         Questo è un po’ il “tormentone” degli ultimi mesi. Leggiamo sul giornale, a più riprese, di denunce presentate da un dipendente del Comune di Potenza, il geometra Vito Ferrara, su fatti amministrativi che hanno accompagnato la realizzazione di più cooperative edilizie. Le denunce sono circostanziate, i termini usati sono molto espliciti e le fattispecie raccontate indicano fatti precisi che coinvolgono a pieno titolo la nostra Amministrazione.

         Queste esternazioni pubbliche hanno lasciato spazio, poi, a risposte che contengono, anche queste, delle vere e proprie denunce; ne è venuto fuori un intricato guazzabuglio nel quale sembrano intravedibili più fatti spiacevoli, sia da un punto di vista amministrativo che, purtroppo, anche da un punto di vista, ipotetico, di diverse responsabilità.

         Alla luce di queste esternazioni pubbliche, che coinvolgono l’Amministrazione Comunale in dibattiti sui giornali, chiedo che, invece, in questa sede il Consiglio possa essere informato di quali provvedimenti sono stati adottati.

         Fra l’altro, se non sbaglio, proprio stamattina sul giornale si parla di riunioni sull’argomento fatte dal Sindaco con gli addetti ai lavori. Io chiedo, quindi, di sapere cosa è stato fatto e quali prospettive ci sono perché la faccenda venga chiarita in ogni suo aspetto.

PRESIDENTE

         Grazie, Collega. Risponde direttamente il Sindaco.

SINDACO

         Solo il rispetto per un’interrogazione già presentata alla Presidenza del Consiglio mi ha portato a non intervenire ad inizio di seduta per dare l’informazione su questo tema. In presenza di un’interrogazione, mi è parso giusto aspettare che il collega Petrullo ponesse formalmente la questione.

         Ovviamente, non è sfuggita a nessuno una vicenda che va avanti da tempo, attraverso prese di posizione di un nostro dipendente, di un nostro tecnico – un geometra – che anche nel passato aveva evidenziato alcune problematiche in ordine a questioni che attengono alla realizzazione di immobili nel quartiere di Macchia Romana e, in particolar modo, alla realizzazione degli edifici di alcune cooperative.

Nel passato erano state evidenziate problematiche in ordine alle cooperative Tonale e Milan. A seguito di quelle denunce, ricorderete bene, ci furono degli incontri formali dell’Amministrazione, che andò a controllare, a verificare, ad evidenziare ogni eventuale anomalia rispetto a quelle procedure. Oggi è successa la stessa cosa. E’ successo che, in una sorta di contrapposizione tra il ragionier Pugliese ed il geometra Ferrara, sulla stampa sono emerse delle vere e proprie accuse di illegittimità nei percorsi amministrativi, nell’esecuzione di opere di urbanizzazione e quant’altro.

         A seguito di queste prese di posizione, c’è stato un incontro, convocato personalmente da me, in Sala dell’Arco, al quale hanno preso parte tutti i soggetti interessati alla vicenda: l’assessore Donato Coviello, l’assessore Singetta, l’assessore Fiore, il dirigente Restaino, il dirigente Robilotta, il dirigente Matera, il nostro Ufficio Legale, con funzionari che conoscevano ed hanno seguito l’intera questione.

         Già nel dare notizia di questo incontro ho evidenziato che, rispetto a tale questione, si farà chiarezza amministrativa totale e che la vicenda sarà interamente portata in Consiglio Comunale per la giusta informazione, ma anche per le giuste valutazioni.

         Emerge una vicenda tecnica, amministrativa e programmatica estremamente complessa, legata alle procedure (non propriamente le migliori) con le quali si è dato avvio al quartiere di Macchia Romana. Più volte ho già avuto modo di dirlo: tutto questo è legato ad un certo modo di intendere l’urbanistica nella nostra città, ma un po’ anche nel nostro Paese. I dibattiti che abbiamo avuto a Potenza, di respiro nazionale, hanno evidenziato come il problema delle opere di urbanizzazione che non anticipano la realizzazione degli immobili è un problema anche nazionale, ed è un problema che ha portato a situazioni di assoluta insufficienza di servizi o di realizzazione di servizi in maniera inadeguata.

         Io vi anticipo qualcosa, considerato che di questo ho parlato anche pubblicamente. Che cosa emerge nelle opere di urbanizzazione che vengono contestate in questi articoli, e relativamente alle quali vengono posti dei quesiti? Il geometra Ferrara, sostanzialmente, chiede di verificare se le cooperative del ragionier Pugliese sono tra quelle che hanno realizzato le opere di urbanizzazione nel rispetto delle norme e che hanno pagato per intero le relative opere di urbanizzazione.

         Che cosa succede nel quartiere Macchia Romana? Macchia Romana parte intorno al 1990, e parte con un grande Piano Particolareggiato che prevede opere di urbanizzazione per circa 50 miliardi di lire dell’epoca; prevede strade, acquedotti, fognature, marciapiedi, rete idrica, rete elettrica e quant’altro. Per la verità devo dire, per averne preso anche visione, che si tratta di un Piano Particolareggiato anche tecnicamente approssimato, considerato che il Piano quotato – l’ingegner Restaino ne può dare conferma – era un Piano quotato non propriamente preciso e puntuale. Era un Piano Particolareggiato che risentiva di una normativa anch’essa poco adeguata.

Considerate che, se pure l’Amministrazione avesse avuto immediatamente disponibili 50 miliardi per realizzare le opere di urbanizzazione, sarebbe stato difficile realizzare le stesse, perché non c’erano suoli disponibili per l’Amministrazione laddove erano previste le strade, i marciapiedi, laddove bisognava realizzare acquedotti e fognature, perché la cessione delle aree avveniva dopo il rilascio della concessione edilizia, lotto per lotto.

I cittadini hanno richiesto la concessione edilizia, lotto per lotto, nell’arco di un trentennio. Quindi: nell’arco di un trentennio si è avuta la disponibilità totale dell’area, ma nell’arco di un trentennio c’è stata anche la disponibilità totale delle somme economiche, perché i cittadini privati o le cooperative pagano ed hanno pagato gli oneri di urbanizzazione man mano che hanno richiesto le concessioni edilizie.

         Pertanto, pur volendo l’Amministrazione Comunale intervenire per realizzare le opere ed acquisire gli interi suoli, detta acquisizione anche qui, purtroppo, avveniva sempre con una logica di scomputo e non di cessione gratuita. Al di là di questo, resta soltanto un problema economico. La realizzazione di quel sistema di opere di urbanizzazione era legata ad una normativa che proiettava sui trenta anni la possibilità reale di realizzare tutto da parte dell’Amministrazione, invece che nel momento in cui il Piano è partito.

         Si è partiti, quindi, con l’Amministrazione che avrebbe dovuto realizzare tutto per 50 miliardi, e le prime cooperative che partivano, i primi soggetti, anche privati, che chiedevano la concessione edilizia dovevano pagare solo gli oneri di urbanizzazione. Le prime cooperative partirono ad inizio anni Novanta, e l’Amministrazione, ovviamente, non riuscì, per i motivi che abbiamo detto… anche perché le somme che nel frattempo venivano pagate come oneri di urbanizzazione, rientravano nel calderone generale del nostro Bilancio e non su un capitolo specifico dedicato a Macchia Romana, per cui le cooperative nacquero senza strade, acqua, fogne, luce e quanto altro. Man mano che si andava avanti, l’anomalia appariva evidente, per cui si chiese alle stesse cooperative di cominciare a realizzare, casomai, una pista, un allacciamento provvisorio, una fognatura… perché bisognava pur dare risposta alle esigenze di case che stavano nascendo.

         Nel 1995 l’Amministrazione, con una delibera di Consiglio Comunale del gennaio 1995, decise di introdurre il principio dello scomputo a Macchia Romana, per cui si disse: “ad una cooperativa che deve dare ancora un miliardo all’Amministrazione, invece di farci dare i soldi, facciamo fare uno scomputo”. Lo scomputo, chiaramente, faceva riferimento ad una revisione delle convenzioni. Le convenzioni, tra il 1996 e il 1997, vennero sostanzialmente riviste per tutte le cooperative, con previsione dello scomputo.

         Lo scomputo venne previsto con una procedura che era quella dell’approvazione di un progetto individuato come progetto dello scomputo: invece di richiedere i soldi, l’Amministrazione, approvando il progetto, individua le opere da fare. Il progetto, ovviamente, andava inserito all’interno di quello che era il grande Piano Particolareggiato complessivo, in un pezzo di quel Piano.

         Succede che, partendo con le nuove convenzioni… Intanto, già quando si firmano le convenzioni un pezzo delle opere di urbanizzazione è già stato fatto da alcune cooperative, tra il 1990 ed il 1996, per i motivi che vi ho anticipato. I progetti, poi, avevano difficoltà ad essere approvati nel rispetto del grande progetto, perché non c’era l’acquisizione dei suoli, perché non partivano i lotti dove erano previste tutte le opere di urbanizzazione. Cosa succede, allora? In assenza di Piani approvati secondo convenzione per fare lo scomputo, le opere di urbanizzazione vengono realizzate dalle cooperative sulla base di autorizzazioni date dall’Ufficio. L’Ufficio, quindi, di volta in volta, chiedeva alle cooperative di fare questo pezzo di strada, questo pezzo di acquedotto, di fognatura e quant’altro; e si è andati vanti in questo modo.

         Oggi abbiamo, quindi, una situazione per cui formalmente (a voler guardare rigorosamente la convenzione, salvo la legittimità degli atti successivi legati alle autorizzazioni date dagli uffici, il valore della legittimità di queste rispetto alla convenzione e rispetto ad autorizzazioni date anche dal Consiglio Comunale a procedere così) potremmo anche dire a tutte le cooperative: “Non avete rispettato la convenzione; tu mi dovevi dare un miliardo, non hai realizzato opere di scomputo nel rigoroso rispetto della convenzione, per me non hai fatto niente, mi devi dare un miliardo” (un’ipotesi estrema).

         L’altra ipotesi da considerarsi è che queste somme, questi oneri sono stati comunque spesi in opere di urbanizzazione realizzate attraverso questo meccanismo autorizzatorio, non in funzione, però, del grande progetto di riferimento, che era un progetto a sua volta limitato per i motivi che vi dicevo (piano quotato non preciso, aree ecc.). Però le opere di urbanizzazione sono state realizzate. Si tratta di fare questa verifica. Potrebbe anche verificarsi che una cooperativa doveva dare un miliardo ed ha realizzato solo 600 (salvo se nel rispetto di convenzione), ma potrebbe essere anche che doveva dare un miliardo, ha realizzato un miliardo di opere di urbanizzazione, ha speso l’equivalente, e quindi si tratta, da parte di nostra, di prendere delle decisioni su una sorta di sanatoria complessiva.

         Stiamo seguendo delle strade per la verifica sulle opere di urbanizzazione, che stiamo andando a verificare – sia chiaro – non soltanto per le cooperative di Pugliese, ma per tutte le cooperative di Macchia Romana. Questa è la relazione chiesta all’Ufficio, alla quale l’Ufficio sta lavorando. Verificare, cooperativa per cooperativa: quanto doveva pagare in termini di opere di urbanizzazione, quanto ha pagato in maniera contante, quanto ha pagato in termini di scomputo, quali opere ha realizzato con lo scomputo, dove sono i computi metrici che l’Ufficio ha (dice di avere, ovviamente, tutti i computi metrici), fare il relativo collaudo, verificare la congruità delle spese e, poi, prendere una decisione.

         Certo, ci possono essere dei casi in cui la spesa è maggiore o minore, ci sono tre o quattro cooperative in una condizione di caos totale per vicende interne, dove manca proprio il soggetto interlocutore (è morto il Presidente), ce ne sono alcune che sono fallite e stiamo recuperando i soldi nella massa debitoria del soggetto curatore fallimentare, ci sono alcune situazioni limite che attengono a 4-5 cooperative, che pure stiamo verificando.

         Insomma, questo è il contesto delle opere di urbanizzazione, molto complesso. Ho cercato di fare una sintesi; spero di essere stato chiaro. In ogni caso, questo è quello che è emerso da quell’incontro, quello che vi riporto e quello che sarà chiarito in maniera puntuale nella relazione che avremo.

         Per quanto riguarda un altro aspetto, che pure è posto nei quesiti di Ferrara e che riguarda la legittimità dei soggetti che sono parte delle cooperative, cioè dei singoli soci, la vicenda è più complessa. Noi l’abbiamo già affrontato per le cooperative Tonale e Milan, due cooperative che abbiamo ereditato in questa consiliatura, dove la verifica ha portato ad evidenziare alcune anomalie per effetto delle quali è stata bloccata la procedura, abbiamo chiesto chiarimenti, c’è stata la “messa a posto” – diciamo – degli atti della cooperativa e, quindi, per quelle due in particolare abbiamo le idee chiare.

Su tutto il resto, dove viene denunciata l’ipotetica presenza di soggetti non legittimati ad avere titolo di socio di cooperative, è stata chiesta una verifica assolutamente rigorosa, ma anche qui non soltanto per le cooperative di Pugliese, ma per tutte le cooperative di Macchia Romana. Anche in questo caso in Archivio sono stati presi tutti i fascicoli e l’Ufficio competente sta lavorando.

         Io devo ringraziare gli Assessori ed i Dirigenti che hanno partecipato all’incontro per l’assoluto rigore con il quale la vicenda è stata posta, ma, devo dire, anche per l’assoluta serenità con la quale si è affrontata la questione, che – ribadisco – è nei termini che ho cercato di sintetizzare e che ci chiamerà, come Consiglio Comunale, a prendere sicuramente qualche decisione di merito. Nell’ipotesi in cui ogni cooperativa abbia speso l’intera somma realizzando opere, quelle opere, in qualche modo, devono trovare un momento – consentitemi il termine, poi vedremo se è quello giusto – di sanatoria in Consiglio Comunale, perché non sono state realizzate nel rispetto del progetto originario, non sono state realizzate nel rispetto della convenzione, però probabilmente erano strettamente necessarie per rendere quegli immobili fruibili. Ci ritorneremo.

         Consentitemi, però, di dire una cosa, come dire, a soddisfazione di noi tutti che abbiamo sempre gridato alla necessità di cambiare un po’ la storia della nostra città. Tre giorni fa abbiamo fatto un atto di grande rilevanza e che ha rappresentato un messaggio importante per la città. Proprio a Macchia Romana, in un’area contigua all’area contestata, nel comparto C1C, siamo riusciti a fare quello che stiamo dicendo, che stiamo gridando.

Cioè nell’area C1C un tratto di strada di circa 400 metri, con pubblica illuminazione, marciapiede, asfalto, rete idrica, rete elettrica, rete telefonica, rete gas e quant’altro necessario è già stato realizzato, prima di realizzare le abitazioni. Alcuni lotti sono partiti, alcuni non sono partiti, ma noi già abbiamo l’opera di urbanizzazione primaria lungo quel tratto, e ce lo siamo fatti consegnare con cessione – tengo a dirlo proprio al collega Petrullo – gratuita dei suoli.

         Per quei suoli, per quelle aree su cui c’è la strada, c’è il marciapiede, e che normalmente erano oggetto di scomputo (noi non le ricevevamo gratuitamente; non le pagavamo, ma c’era lo scomputo, quindi solo apparentemente… è evidente che erano soldi che mancavano a noi), in questo caso abbiamo avuto la cessione gratuita, le opere già realizzate, con le case che ancora non sono costruite. Mi sembra che concretamente abbiamo detto alla città: “E’ partita una nuova stagione dell’urbanistica”.

         Tenete conto che la convenzione che abbiamo siglato con il C1C due anni fa, che in un qualche modo anticipava già le cose che abbiamo scritto nel Regolamento Urbanistico, è una convenzione che dice chiaramente che, al più contemporaneamente, ma o prima o contemporaneamente vanno realizzate le opere di urbanizzazione, prima che il primo cittadino metta piede nelle case; ed è il C1C, siamo a fianco di Macchia Romana. La strada realizzata, che ci siamo fatti dare, è utilissima – lo sapete tutti, lo sa soprattutto chi sta a Macchia Romana -; è importante perché senza quella strada noi non riusciremmo a fare i lavori di completamento su Via Martin Luther King… su Via Giovanni XXIII, che ad un certo punto si abbatte di quota nell’incrocio con Via Oscar Romero.

Tutto questo ci consente di realizzare i lavori, che altrimenti non avremmo potuto fare, di poter già da subito pensare ad un servizio bus a Via Oscar Romero, che non abbiamo mai potuto avviare per via delle pendenze delle strade provvisorie e, soprattutto, questa strada l’abbiamo avuta gratis e ce la siamo fatta fare e dare in funzione delle nostre esigenze.

PRESIDENTE

         Ringrazio il Sindaco. Prego, consigliere Petrullo.

PETRULLO

         Ringrazio il Sindaco della risposta. Auspico, ovviamente, un chiarimento veloce ed una relazione che potrà essere discussa in Consiglio.

         Una sola riflessione: fa meraviglia che un dipendente comunale che conosce i fatti – immagino – dal loro sorgere debba denunciare questi fatti sul giornale, senza farli precedere dall’opportuno e – credo – doveroso iter amministrativo, e cioè di riferimento a chi gerarchicamente è superiore e, comunque, anche all’organo politico.

         Questa situazione mi lascia molto perplesso, a meno che non ci sia stata anche questa fase amministrativa e che questa non abbia dato risposte. Ovviamente, visto che i fatti sono vecchi, non mi riferisco esclusivamente a questa consiliatura, ma anche a quelle precedenti, perché sarebbe ragionevole pensare che tutto quello che il geometra Ferrara ha detto oggi lo sapesse dall’inizio e, quindi, avrebbe potuto denunciarlo in sede amministrativa contestualmente al verificarsi di fatti amministrativi che potrebbero un domani risultare illegittimi.

         Mi farebbe piacere se in questo accertamento, in questo chiarimento, venisse fuori anche questo aspetto, cioè se ci sono state delle denunce in sede amministrativa da parte del geometra Ferrara all’interno del Comune già in precedenza, o se questa è la prima esternazione, perché, insomma, anche questa situazione fa riflettere.

SINDACO

         Certamente avevamo avuto, in sede amministrativa, una denuncia circa presunte illegittimità, e riguardava le cooperative – come ho ricordato – Tonale e Milan, in ordine alla legittimità dei soci assegnatari, e lì siamo intervenuti due anni fa in maniera immediata e chiarendo l’intera vicenda.

         In merito a questa vicenda, denunce amministrative precise non ce ne sono state. Immagino che il geometra Ferrara, che ha operato nel settore dell’edilizia residenziale pubblica, e quindi conosceva bene le vicende che attengono ai soci, alle cooperative, abbia – come dire – avuto ulteriori approfondimenti ed altro, per cui ha ritenuto opportuno, oggi, mettere in evidenza in maniera chiara la cosa.

         Immagino che la contrapposizione – è noto, sappiamo che su questa vicenda già qualche anno fa il Geometra era intervenuto -, probabilmente, nel corso degli anni ha portato, come dire, ad ulteriori approfondimenti, valutazioni ed altro, fino ad esplodere nelle ultime giornate con queste denunce.

         Tengo ad evidenziare che il tutto, anche nella ricostruzione, per noi è indifferente, perché poi alla fine dobbiamo fare chiarezza, chiarezza per il bene della città e per avere insegnamenti per il futuro. Non voglio guardare le cose sempre nella logica di dover puntare il dito contro qualcuno, chiunque esso sia.

         Succede che il ragionier Pugliese, in una nota, lamenta un atteggiamento vessatorio nei suoi confronti da parte di uffici ed altri. Risponde il geometra Ferrara dicendo: “Guarda, io non ti vesso affatto; secondo me, qui dobbiamo chiarire tutte queste cose e, se io dico delle fesserie, invito il Sindaco a rimuovermi”. Chiaramente il Sindaco, a quel punto, l’unica cosa che ha fatto è stata chiamare tutti intorno ad un tavolo, compreso il geometra Ferrara (che non ho citato prima, ma ovviamente era presente anche lui alla riunione); abbiamo fatto una bella riunione tranquilla ed è emerso quello che vi ho detto.

PRESIDENTE

         Prego, consigliere Coviello, immagino per presentare un ordine del giorno.

COVIELLO

         Un ordine del giorno urgente.

PRESIDENTE

         Prego, ne può dare lettura.

COVIELLO

         Ordine del giorno del Consiglio Comunale di Potenza sul corso di sostegno SIS. “Vista la decisione dell’Autorità competente di sopprimere il corso di sostegno della SIS con sede nella città di Potenza;

vista la petizione di oltre 260 studenti volta ad evitare tale soppressione, che arrecherebbe danno a numerosi di loro;

considerati i contenuti del dibattito svolto nella seduta del 20 giugno 2008 presso la IV Commissione Consiliare del Comune di Potenza, in cui sono state ascoltate le ragioni di una delegazione dei 260 firmatari della petizione;

considerata la possibilità di trovare una soluzione che consenta agli studenti del Potentino e dell’Area Sud della Basilicata di seguire con maggiore facilità il corso di sostegno,

impegna la Giunta a mettere in campo, di concerto con le Autorità competenti, ogni possibile azione al fine di evitare la soppressione della sede di Potenza per il corso di sostegno SIS“.

         L’ordine del giorno è stato discusso ieri in Quarta Commissione ed è stato approvato all’unanimità.

PRESIDENTE

         L’ordine del giorno è stato presentato ai sensi dell’articolo 32 del Regolamento; lo accogliamo. Se il Collega me lo consegna formalmente, lo acquisiamo agli atti e lo voteremo in coda, così come dice l’articolo 32, a chiusura dei lavori del Consiglio e, quindi, dopo gli altri due ordini del giorno già regolarmente iscritti.

         Passiamo al punto 4 all’ordine del giorno del Consiglio odierno: “Ratifica della deliberazione di Giunta Comunale n. 54 del 22.4.2008 ad oggetto: «Approvazione 1a variazione al bilancio di previsione 2008, al bilancio pluriennale 2008-2010 ed al piano esecutivo di gestione 2008»”.

         Il deliberato è stato approvato a maggioranza dalla competente Commissione consiliare, con l’astensione dei gruppi di Alleanza Nazionale, UDEur, Verdi, Forza Italia e Gruppo Misto, e con l’assenza, all’atto della votazione, di Patto Segni e Rifondazione Comunista.

         Passo la parola all’assessore Pace per l’illustrazione della delibera.

PACE F.

         Questa è la prima ratifica alla deliberazione di Giunta Comunale del 22 aprile, la prima variazione al bilancio previsionale 2008, variazione che si è resa necessaria per inserire alcuni fondi che non erano stati inseriti in sede di bilancio di previsione come, per esempio, i fondi sulla montagna e un’altra… perché la comunicazione della Regione era tardiva e, poi, si sono registrati dei maggiori incassi, che abbiamo ricevuto sui proventi delle rette della mensa scolastica.

Ma il motivo principale di questa variazione riguarda la variazione al piano triennale delle opere pubbliche per l’adeguamento e la messa in sicurezza dell’impiantistica delle strutture sportive, la cui situazione è ben nota a tutti. A causa di questa carenza di adeguamento dell’impiantistica si è resa necessaria una previsione ulteriore, rispetto a quanto deliberato in sede di bilancio di previsione, che riguarda un progetto di massima e di adeguamento di tutti gli impianti di proprietà del Comune.

         La cifra – che ricordo essere stata oggetto di discussione in Commissione -, pari a 700 mila euro, è frutto di una stima di massima degli Uffici, che hanno quantificato in questo importo quanto occorrente per fare un lavoro completo ed esaustivo su tutta l’impiantistica. I progetti sono in corso di redazione. Ovviamente, si tratta di una previsione inserita nel piano triennale, pertanto quando saranno pronti i singoli progetti di adeguamento e messa in sicurezza il finanziamento alla cassa verrà chiesto relativamente all’importo preciso risultante dal progetto approvato dagli Uffici.

Fase interlocutoria

PACE F.

         Esattamente, progetto per progetto. La cifra è di 700 mila euro come limite massimo.

Fase interlocutoria

PACE F.

         No, tu puoi chiedere l’attivazione di un solo mutuo, che è la sommatoria di 10 progetti, oppure chiedere il finanziamento man mano che arrivano i progetti, fino al limite di 700 mila euro. Ci sono diverse modalità di finanziamento. L’attivazione del mutuo, comunque, viene fatta con l’importo risultante dal progetto definitivo approvato dagli Uffici. Non si fa un mutuo preventivo e poi si fanno i progetti, è il contrario. Non so se mi sono spiegato. Vedo il consigliere Petrullo un attimo… Probabilmente devo essere più chiaro.

PETRULLO

         No, è chiarissimo. Non riesco a collegare ciò che ho sentito ora con il resto della manovra…

Fase interlocutoria

PACE F.

         No, ma non era polemica, la mia, assolutamente. Lungi dall’essere polemica, la mia affermazione. E’ che, ovviamente, se non c’è la previsione, gli Uffici non hanno neanche titolo a fare i progetti. Questo è. E’ una previsione del piano triennale: attivazione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti. E’ un impegno autorizzatorio alla redazione dei progetti. Se non si hanno i soldi, evidentemente è inutile fare i progetti. Va bene. Grazie.

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Ringraziamo l’assessore Pace per l’illustrazione del deliberato. Ci sono interventi? Consigliere Lovallo, prego.

LOVALLO

         L’Assessore è stato chiaro su questa delibera. In Commissione si era, come dire, valutato diversamente l’aspetto, però poi ho cercato, oltre che con il lavoro in Commissione, di capire con gli Uffici. Mi sono reso conto che non c’era la necessità di avere subito i progetti, perché questa è una variazione al piano triennale, quindi è chiaro che gli Uffici non erano in grado di fare la progettazione, quindi la stanno facendo. Questo è un anticipo; abbiamo fatto solo la variazione al piano triennale per i 700 mila euro, per poi intervenire sugli impianti sportivi che tutti quanti sappiamo necessitare di adeguamenti, di interventi.

         Quindi, voglio dire: tutto il falso allarme che si era creato in Commissione è stato chiarito benissimo. Abbiamo fatto bene, quindi, come Maggioranza, ad approvare… Certo, abbiamo ascoltato anche alcuni pareri della Minoranza, però, ecco, erano contrastanti, perché è soltanto una variazione e non l’approvazione dei progetti. Quando arriveranno i progetti, certo saranno portati in Commissione e saranno valutati, un momento dopo.

         Ringrazio, quindi, gli Uffici e ringrazio l’Assessore per la solerzia. Giustamente c’è un problema e noi abbiamo anticipato la… E’ un chiarimento. Il voto è favorevole.

PRESIDENTE

         Ringrazio il collega Lovallo. Ci sono altri interventi? Petrullo, prego.

PETRULLO

         Ci costringete sempre ad un’attività di difficile raccordo fra l’operato e l’impianto normativo. Innanzitutto, perché certi chiarimenti arrivano all’ultima ora, sebbene richiesti prima, in Commissione ecc. e poi perché anche la prospettazione del fatto non è mai coerente, ma è sempre una costruzione che avviene blocco per blocco. Questo rende difficile una valutazione di tipo politico, ma anche di tipo tecnico.

         Oggi sappiamo che c’è soltanto un progetto di massima. Questo ci era stato già detto, perché, quando la Commissione aveva chiesto informazioni, dall’Ufficio era arrivata una scarna nota con la quale si diceva: “I relativi progetti sono in corso di redazione”.

         E’ evidente, almeno per me, che non si fa una variazione di bilancio e cioè non si va a cambiare una lira da una posta ad un’altra… insomma, i progetti di massima dovrebbero avere poca ospitalità, si dovrebbe avere un termine preciso, perché io vado a variare il bilancio. Per variare il bilancio, devo spostare 100 lire ed aggiungere di meno. Se abbiamo un progetto di massima, che variazione di bilancio facciamo?! A meno che non decidiamo di fare le operazioni finanziarie – come si dice a Potenza – “a mozzo”, cioè: più o meno ci serve tanto, variamo il bilancio più o meno così.

         Ma c’è di più. Noi, oggi, dobbiamo ratificare una decisione che rimane di competenza esclusiva del Consiglio Comunale, perché le variazioni di bilancio sono di competenza del Consiglio Comunale. C’è una deroga, ma è prevista quando? Per motivi di urgenza. Motivi di urgenza che, ovviamente, dovrebbero essere rappresentati perché si possa adoperare la procedura di urgenza. Se voi prendete la delibera in esame oggi e la leggete dall’inizio alla fine, e poi rifate la lettura dalla fine all’inizio, vi renderete conto che non c’è una parola che giustifichi l’adozione del procedimento di urgenza.

         Questi sono motivi sufficienti perché quella deliberazione di Giunta sia assolutamente revocata, perché priva dei presupposti minimi della legge.

         Vado oltre, e cioè vado nel merito. Non fa niente che non mi avete spiegato perché è di urgenza; vi dimostro che non è di urgenza. La contrazione dei mutui, che dovrebbe essere oggi necessaria per avere questa variazione, è di competenza del Consiglio, ex articolo 42 del Testo Unico sugli Enti Locali. Se abbiamo soltanto i progetti di massima e, quindi, dovremo ancora fare, con la dovuta calma, i progetti esecutivi opera per opera, dove sta l’urgenza? Come avete inventato l’urgenza, se ancora i progetti si stanno facendo? Perché devo credere ad un’urgenza neanche indicata, ma supposta, che poi non c’è negli atti? Ed allora, perché la Giunta ha adottato questo provvedimento di urgenza di variazione di bilancio, senza sapere neanche se lo deve variare di 100, di 200, di 300 o di 400?

Fase interlocutoria

PETRULLO

         Facevo l’esempio, io. Ma è di massima però, potrebbero essere 620.

Fase interlocutoria

PETRULLO

         Allora, ripeto: in questa sede la replica, che mi auguro non sia polemica, potrebbe servire per spiegarmi i motivi di urgenza che non c’erano nella proposta di deliberazione; omissione grave, per quanto mi riguarda, ma probabilmente non voluta. Ma possiamo sopperire, me li date oggi i motivi di urgenza, me li indicate ad oggi, ed andiamo ad integrare la proposta di deliberazione.

         Allora, noi non sappiamo per cosa dobbiamo variare il bilancio, non sappiamo se é una manutenzione ordinaria, straordinaria… Si è fatto un cenno alla messa in sicurezza; si può sapere di che cosa e perché? E’ un semplice maquillage? Per esempio, al campo di bocce di Villa Santa Maria che cosa dobbiamo fare? Lo possiamo sapere prima di votare una variazione di bilancio? Ci sarà scritto nel progetto di massima? Perché non ci avete mandato almeno il progetto di massima? Ci ha risposto l’Ufficio: “I relativi progetti sono in corso di redazione”; va bene, ma vengo a sapere oggi che c’è un progetto di massima. Perché non è stato dato alla Commissione? Era un peccato se noi riuscivamo a sapere che cosa bisogna fare alla palestra Lepore, se quello che va fatto alla palestra Lepore è più urgente del completamento dei marciapiedi di Corso Gallitello?

Ricordo, a questo proposito, un intervento televisivo del vicesindaco del vecchio Consiglio Comunale, l’avvocato Lamonica, il quale, inquadrato dalle telecamere del TG3, disse: “Mai più senza marciapiedi a Via del Gallitello”. Potenza accolse la notizia con gaudio e si apprestò a queste belle passeggiate lungo la zona commerciale di Via del Gallitello. E’ vero, alcuni sono stati realizzati, ma in maniera molto, molto relativa. Mi chiedo: é più urgente completare il marciapiede a Via del Gallitello o fare non so quali lavori al Campo ENAOLI? Non lo so, perché non me lo avete detto; ma il voto me lo state chiedendo.

         Chiedo di più, vado oltre. C’è una scalinata, in Via Acerenza, che ha i gradini divelti, i relativi pezzi di marmo rimangono sul posto, a prova dell’incuria amministrativa, il verde sta aggredendo questa scalinata in maniera selvaggia, si aspetta la vipera anche per quelle scalinate. E’ sporchissima, l’ACTA non ci è mai andata; conto i pacchetti di sigarette, buttati da un’incivile popolazione, da mesi; c’è un pacchetto di Marlboro chiare che sta lì da mesi; l’ACTA non ci è mai andata. Dico: è così urgente provvedere – non so per quale motivo – al bocciodromo di Montereale, o forse la città gradirebbe di più che venisse rifatta quella scalinata?

         Io ho fatto due esempi, però, se mi date 7-8 giorni di tempo, vi faccio 12 mila esempi di quello che non è stato fatto e che non viene fatto in questa città, non in via di urgenza, neanche in via ordinaria, ed è stato promesso da quattro anni! E noi oggi dobbiamo votare un progetto di massima, senza sapere che cosa dobbiamo fare?! Allora io propongo un emendamento: con questi soldi facciamoci quello che la gente di Potenza ci chiederà di fare. Salve, ovviamente, le eccezioni. E’ chiaro che, se c’è una situazione di urgenza – nel momento in cui ce lo direte, sarà sempre troppo tardi -, quella potrà avere la precedenza. Altrimenti facciamo questo emendamento, pigliamoceli, questi soldi, e spendiamoli per quello che serve alla città, a tutta la città.

         Quello che si deve fare al Campo Sportivo Viviani io ancora non lo so. Ma io devo sapere se è urgente o meno. Assessore, io lo devo sapere.

Fase interlocutoria

PETRULLO

         L’avremmo voluto sapere pure in Commissione, però…

Fase interlocutoria

PETRULLO

         Chiedo scusa, ma io “alla cecata” non voto nessuno! Non voto nessuno! Figuriamoci una variazione di bilancio!

Fase interlocutoria

PETRULLO

         La variazione di bilancio sì, però.

Fase interlocutoria

PETRULLO

         E allora facciamo una bella variazione per completare i marciapiedi a Via del Gallitello. Quella, la votiamo di corsa.

Fase interlocutoria

PETRULLO

         Su quello mi sono già pronunciato. Se non mi fate capire che cosa dobbiamo fare…

PRESIDENTE

         Colleghi, evitiamo di interloquire.

PETRULLO

         Il mio intervento non vuole essere polemico; vuole essere l’intervento responsabile di una parte politica, che è l’Opposizione, che pone dei problemi. Domenica scorsa è uscito un bellissimo editoriale sul Corriere della Sera, a firma di un grande scrittore e giornalista, Sergio Romano, il quale ha detto: levatevi dalla testa che l’Opposizione deve per forza dialogare e condividere i provvedimenti della Maggioranza; l’Opposizione esiste perché vengano contestati quei provvedimenti e, laddove sono giusti, perché si dica: “Potevano essere fatti diversamente”.

Allora, l’Opposizione ha un ruolo fondamentale, il cui rispetto va a suggellare che vi è un processo democratico e sano. Se oggi dobbiamo intervenire polemicamente su un mutuo che non sappiamo perché lo dobbiamo contrarre, perché stiamo finendo il progetto di massima, e dobbiamo fare una variazione di bilancio… Ripeto: a meno che non accogliate il mio emendamento. Va benissimo il mutuo di 700 mila euro, ma per tutte le opere di cui sicuramente ha bisogno la città e per le quali ognuno di noi è portatore di un’esperienza personale; opere per le quali siamo tutti testimoni oculari, per cui non ci sarà neanche bisogno di perdere tempo nelle Commissioni per accendere un mutuo per finire i marciapiedi di Via del Gallitello o levare qualche barriera architettonica. Grazie.

PRESIDENTE

         Grazie, consigliere Petrullo. Ci sono altri interventi? Consigliere Imbesi, prego.

IMBESI

         Molto rapidamente, devo dire che non condivido quanto detto dal mio Collega rispetto all’emendamento, innanzitutto perché so che la sua è una provocazione, ma anche per restare consoni al modo di pensare che abbiamo sempre espresso. Se chiediamo – e lo chiediamo – che un mutuo, prima di essere contratto, sia chiaro, evidentemente anche gli emendamenti, laddove dovessero essere richiesti, devono essere chiari, specifici, relativi.

Fase interlocutoria

IMBESI

         Lo so. Ho detto anche che la tua era una provocazione, però per mantenere una linearità nel discorso che mi accingo a pronunciare, chiaramente devo anche dire che, se l’emendamento sarà presentato, io non potrò votarlo, per le stesse motivazioni per le quali non potrò votare in queste condizioni un variazione di bilancio.

         Sicuramente riconosco che lo sport ha alcune problematiche da dover risolvere, però qui ci troviamo di fronte ad una chiara situazione di indebitamento richiesta dall’Amministrazione; una chiara situazione di indebitamento che, però, non ha alle spalle una quantificazione esatta dei costi. Ha una quantificazione fatta – direbbero in Sicilia – “a muzzone”, cioè fatta così, a casaccio, senza che ci sia dietro una precisa progettazione, una precisa…

Fase interlocutoria

IMBESI

         Io non ho interrotto nessuno e vi pregherei, per favore, di poter completare; poi ognuno di voi è liberissimo di esprimere il proprio pensiero, di giustificarlo, sia i Consiglieri, sia – a maggior ragione – l’Assessore ed il Sindaco. Io dico la mia visione dei fatti.

         Credo che quando si fa un impegno di spesa, rilevante o non che sia, bisogna sapere anche come quell’impegno di spesa si è prodotto. Allora, ad oggi io non ho carte in mano che mi dicano… io, ma anche gli altri Colleghi… Ho chiesto prima – sono arrivato un po’ in ritardo e chiedo venia per questo – se era intervenuto anche il Presidente della Seconda Commissione Consiliare Permanente; mi dicono che non ha avuto ancora questa possibilità.

Ricordo, però, a me stesso prima che agli altri, che lo stesso Presidente, partecipando ai lavori della Conferenza dei Capigruppo di ieri, ha voluto fortemente rimarcare che, nonostante ci fosse stata la richiesta e la disponibilità a votare, buona parte dei commissari della Seconda Commissione Consiliare Permanente si era astenuta dalla votazione in Commissione, in attesa di una particolare documentazione che l’intera Commissione – non i commissari di Minoranza o di Maggioranza – aveva richiesto per dare un credito di fiducia al deliberato.

Si era richiesto, appunto, che questa documentazione arrivasse in modo da poter perfezionare il deliberato secondo la volontà non di uno o due gruppi, ma di cinque o sei, perché – lo ricordo di nuovo a me stesso prima che agli altri – su questo deliberato si sono astenuti Alleanza Nazionale, Forza Italia, Verdi, Rifondazione (mi pare), il Gruppo Misto… insomma, una serie di gruppi, anche di Maggioranza, che hanno evidentemente ritenuto – mi pare anche lo SDI… no, forse lo SDI no – di avere una posizione comune su una necessità, cioè quella di chiarire.

Nessuno mette in dubbio che questi lavori siano legittimi. Questo lo voglio chiarire, perché noi non siamo di quest’idea; siamo certi che i lavori sono sicuramente legittimi e necessari, però la quantificazione dei costi, visto che andiamo a fare una richiesta apposita di mutuo, dovrebbe essere anche consona e, quindi, presentata alla valutazione del Consiglio. Non ci interessano, quindi, altre valutazioni, se non questa.

         Il nostro voto non può essere favorevole, quantunque – ripeto – probabilmente in moltissime di quelle riportate in un elenco informale (consegnato brevi manu, a mezzo fax) delle strutture sportive nelle quali si sta, ci si accinge o si accingerà – per meglio dire, visto che il mutuo deve essere prima richiesto e concesso – a realizzare le opere… Chiaramente, però, c’è anche la necessità di capire che tipo di opere sono previste, cosa che – ripeto – non era specificata.

Devo dire che in genere gli Assessorati, anche quello allo Sport, nelle precedenti attività, hanno sempre quantificato in maniera corretta e precisa gli impegni di spesa. Mi dispiace che questa volta non l’abbiano fatto, perché noi riteniamo – lo ribadisco -, come Gruppo, che ci siano importanti necessità per lo sport, però, vista la condizione in cui versa, in cui si trova il Comune di Potenza, era altrettanto necessario quantificare la spesa, per avere la certezza che siano effettivamente 700 mila euro e non 780 mila o 620 mila. Grazie.

PRESIDENTE

         Ringrazio il collega Imbesi. Ci sono altri interventi? Consigliere Spadafora, prego.

SPADAFORA

         Grazie, Presidente. Volevo intervenire per un fatto fondamentale: di questa previsione di spesa si era già parlato, e addirittura se ne era parlato anche in Quarta Commissione per gli interventi sugli impianti sportivi. Gli interventi sugli impianti sportivi riguardano il parcheggio di Rossellino, la ristrutturazione di varie palestre, che addirittura non hanno le caldaie, ed altri interventi fondamentali, come la ricostruzione della tribuna, cioè della copertura della tribuna dal lato… la tribuna laterale, quella che era stata smantellata inizialmente.

         Anche per quanto riguarda l’urgenza, Luciano, io credo che sugli impianti sportivi ci sia estrema urgenza, anche perché, indipendentemente da tutto, i campionati ad agosto inizieranno, quindi senz’altro sono necessità che riguardano anche la città.

         In più, se non ricordo male, ci sono anche i fondi della montagna. Sono previsti interventi sulle strade rurali, che sono fondamentali, perché effettivamente ci sono delle strade dove noi attualmente, a volte, paghiamo anche dei rimborsi per i danni che subiscono le autovetture.

         Credo che a questo sia finalizzata l’urgenza, anche per contrarre in futuro il muto. Poi, non credo che non sia stata quantizzata la spesa; credo che perlomeno sugli interventi ci sarà senz’altro un punto di riferimento. Gli interventi sono finalizzati esclusivamente a queste azioni.

Fase interlocutoria

SPADAFORA

         Va ripristinata la copertura.

Fase interlocutoria

SPADAFORA

         Ma è stato detto in Quarta Commissione. E’ stato invitato l’Assessore…

Fase interlocutoria

SPADAFORA

         L’Assessore è stato invitato a riferire sugli interventi. Il Presidente della Quarta Commissione, in merito a questa faccenda, ha invitato l’Assessore e questi ci ha spiegato i vari interventi che sarebbero stati fatti sugli impianti sportivi. Devo testimoniare necessariamente questa cosa. Era mio dovere testimoniarlo. Era presente anche parte dei Consiglieri della Minoranza.

Fase interlocutoria

SPADAFORA

         Io, no.

Fase interlocutoria

SPADAFORA

         Io sto parlando esclusivamente degli interventi riferiti agli impianti sportivi. Devo testimoniare necessariamente questa cosa. Gli interventi vengono previsti. Grazie.

Fase interlocutoria

SPADAFORA

         Si è parlato di copertura del bocciodromo. E’ stato fatto l’elenco di alcuni interventi, su richiesta anche dei Consiglieri, per sapere quali erano gli interventi effettivamente previsti. Per quanto riguarda il bocciodromo, c’era il ripristino della copertura, credo.

Fase interlocutoria

SPADAFORA

         Va bene, ma non sono io, certo, a risponderti. Ti ho detto semplicemente…

Fase interlocutoria

SPADAFORA

         Grazie.

PRESIDENTE

         Ringraziamo il collega Spadafora. Ci sono altri interventi? Prego, Vicepresidente.

PICERNO

         Io non volevo intervenire, perché già hanno detto tutto i due Consiglieri di Opposizione, Petrullo ed Imbesi, però volevo aggiungere qualche cosa, Sindaco. Volevo ricordare ai Consiglieri tutti che un anno fa noi abbiamo fatto uno spostamento di un milione di euro (se vi ricordate bene) per lo Stadio Viviani. E’ stato detto in Consiglio Comunale che rimanevano 200 mila euro. Sindaco, Lei ha preso l’impegno, con l’Assessore, di trasferire quei 200 mila euro agli impianti sportivi per metterli in sicurezza.

Allora, io vedo qua, sull’elenco… perché il consigliere Spadafora può dire quello che vuole, ma su questo elenco che ci hanno mandato c’è scritto che i progetti saranno dati dopo; “dopo”, Giulio. Io ancora non so che cosa si farà. Il dirigente nostro ci ha detto che quello che si farà ce lo dirà dopo. E’ scritto qua, non ce lo inventiamo io e Petrullo, o io e Imbesi. Ce lo dirà dopo.

         Sindaco, volevo sapere dei 200 mila euro. Se noi per il Viviani abbiamo speso solo 800 mila euro, scusatemi, significa che non c’era bisogno più di niente. Ora vedo: “Viviani”. Volevo sapere che dobbiamo fare. E’ uscita qualche altra incombenza?

Poi, vedo qua – Sindaco, la cosa più importante -: “Macchia Giocoli”. Volevo ricordare agli amici consiglieri (a chi fa sport, fa calcio, fa calcetto) che il campo di calcetto di Macchia Giocoli è chiuso; non hanno fatto continuare i campionati. Sindaco, parlate con la Federazione Gioco Calcio. Ha bloccato i campionati di calcetto. A Potenza, città capoluogo, noi non abbiamo un campo di calcetto per fare i campionati di calcetto. Sono stati bloccati, perché il campo non è in sicurezza.

         Io volevo sapere: con i 200 mila euro dell’altra volta che cosa abbiamo fatto, se ora dobbiamo rifare di nuovo…? E poi volevo sapere: a Macchia Giocoli che si fa? Si fa il calcetto, si mette in sicurezza il calcetto, il campo grande, gli spogliatoi? Questo vorrei sapere. Noi non siamo contrari a questa cosa, ci mancherebbe! Ma vorremmo sapere analiticamente… perché – scusate se lo dico – non mi fido più dell’Amministrazione, perché è stato detto in Consiglio Comunale… Voglio sapere che fine hanno fatto i 200 mila euro. Perché non abbiamo messo in sicurezza questi impianti? Grazie.

PRESIDENTE

         Ringraziamo il collega Picerno. Ci sono altri interventi nella discussione? Prego, collega Pace.

PACE D.

         Per come è stata esposta la delibera, sinceramente io, come Sinistra Democratica, non mi sento di esprimere un voto favorevole, perché non è possibile richiedere un mutuo o fare dei prestiti su presunti progetti, che siano di massima o che non siano di massima. Il mutuo si accende nel momento in cui, per quel che mi riguarda, si ha una stima dei lavori, e idee chiare sui progetti che si vanno a realizzare. Grazie.

PRESIDENTE

         Ringrazio il collega Pace. Non ci sono altre richieste di intervento. Cediamo, quindi, la parola all’assessore Ginefra, che voleva fornire… penso sia un suo dovere…

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Chiedo scusa, siamo in Consiglio Comunale, per cortesia… Vorrei pregare gli operatori di Polizia Municipale di espellere…

Fase interlocutoria

GINEFRA

         Sono problemi reali.

PRESIDENTE

         Sono problemi che ritengo siano a noi tutti noti, e penso che ispirino la nostra azione quotidianamente.

GINEFRA

         Beh… lui ha il nipote che è disoccupato. Io ho un figlio, sposato con due figli, disoccupato, quindi siamo là… Non sono l’unico, figuriamoci!

PRESIDENTE

         Assessore, non sei l’unico.

GINEFRA

         Comunque, rientriamo in tema, perché mi sembra giusto e doveroso, rispetto alle sollecitazioni che sono venute dal Consiglio, dare dei chiarimenti. La manovra non è di 700 mila euro – forse qui è mancata l’attenzione da parte dei Consiglieri -, la manovra è di un milione e 500 mila euro, perché la manovra complessiva dell’impiantistica sportiva…

Se voi andate a rivedere il piano triennale approvato dal Consiglio Comunale, troverete 300 mila euro per l’attivazione di un mutuo per il parcheggio di Rossellino… Non è che noi… Nel piano triennale era prevista questa spesa, però non c’era il progetto fatto; il progetto lo abbiamo approvato in Giunta l’altro giorno. C’erano 200 mila euro per la messa in sicurezza degli impianti sportivi già nel piano triennale delle opere pubbliche approvato dal Consiglio Comunale, ed un altro mutuo – di ulteriori 300 mila euro – per la manutenzione straordinaria degli impianti sportivi, senza che ci fossero progetti.

Sono due fasi completamente diverse. Nella prima fase il Consiglio si esprime sulla possibilità o meno di attivare un mutuo per la ristrutturazione e la manutenzione degli impianti sportivi, ed è la fase in cui il Consiglio, rimodulando il piano triennale delle opere pubbliche, è tenuto ad esprimersi su questo problema. L’altra è, invece, una fase di gestione che spetta solo ed unicamente alla Giunta, tant’è che la Cassa Depositi e Prestiti non ha bisogno di una delibera di Consiglio Comunale che elenca impianto per impianto l’intervento che si deve fare, ma ha bisogno di una delibera di Giunta e sulla delibera di Giunta eroga o meno il mutuo da intercorrere. Questo è il passaggio che è poco chiaro al Consiglio.

         E’ ovvio che noi, in questa fase, abbiamo chiesto al Consiglio di esprimersi sul debito che il Comune doveva contrarre per l’attivazione di questo mutuo. La seconda fase sarà quella di approvazione, da parte della Giunta, dei progetti.

         Voi non vi siete pronunciati sul progetto del parcheggio di Rossellino. Il parcheggio di Rossellino è stato già approvato dalla Giunta, ed era soltanto un intervento elencato all’interno del piano triennale delle opere pubbliche.

         Perché ci siamo trovati di fronte – e passo al secondo problema – alla necessità di accendere un ulteriore mutuo di 700 mila euro? Signori miei, su tutti i giornali – e voi li avete letti – c’è un accanimento particolare nei confronti non solo dell’Amministrazione Comunale, ma verso gli impianti sportivi nel loro complesso. Noi siamo partiti, a febbraio dell’anno scorso, con il sequestro del Viviani; dovevamo consegnare i lavori il giovedì, il martedì ci sequestrano il Viviani. Abbiamo giocato la partita contro il Monopoli a porte chiuse, dopodiché ci hanno riaperto il Viviani. Subito dopo hanno sequestrato la palestra di Rossellino. Superato il problema di Rossellino, hanno sequestrato o chiuso la piscina. Superato il problema della piscina, hanno chiuso il palazzetto del CONI.

         Il problema è che un patrimonio comunale che si aggira sui 30 miliardi delle vecchie lire (parliamo di 15 milioni di euro) è supportato da un capitolo di bilancio (negli ultimi 12 anni, per le ristrettezze economiche che tutti conosciamo) da 100 mila euro. Io dico che un patrimonio di questa entità deve essere supportato almeno con un 10% del suo valore complessivo. Ciò significa che ogni anno, per tenere un patrimonio costantemente all’altezza della situazione, senza problemi di sicurezza e di fruibilità da parte della gente, bisogna appostare un milione di euro. Questa cosa non è stata possibile negli ultimi 15 anni – lo sappiamo tutti, perché i bilanci li conosciamo tutti – e siamo arrivati ad una situazione di grande difficoltà nel mantenere aperti questi impianti, siamo arrivati anche a situazioni di degrado, come era quella in cui versava il CONI.

         Io stavo dalla mattina alla sera dentro il CONI… dalle tre alle cinque… perché allenavo i ragazzini. Io mi vergognavo a far spogliare i ragazzini all’interno del CONI, ma non potevamo fare una manutenzione straordinaria, perché c’era sempre il problema – che tutti quanti conosciamo – sulla gestione, sulla proprietà. Ed allora, il CONI è stato chiuso per mancanze igienico-sanitarie.

         Chiaramente, tutti gli impianti sono nella stessa situazione. Sono nella stessa situazione anche gli impianti del bocciodromo di Montereale, del bocciodromo di Villa Santa Maria, del campo da tennis di Villa Santa Maria; ci sono impianti che non ottemperano alla “626”, non ottemperano alle normative vigenti sulla sicurezza. Nel campo di calcetto di Macchia Giocoli non si può giocare perché manca pure un’uscita di sicurezza. Gli spogliatoi del campo di Macchia Giocoli sono in una situazione di grande degrado.

         Per rimediare a tutto questo non c’era bisogno di 200 mila euro. Noi abbiamo fatto una stima a seguito di sopralluoghi effettuati dagli Uffici, ed abbiamo considerato che la spesa aggiuntiva a quella già preventivata, di 500 mila euro… Perché i 200 mila euro noi li spendiamo soltanto per adeguare tutte le caldaie.

A Macchia Giocoli ci sono le caldaie che non funzionano. All’ENAOLI non funzionano. E’ chiaro che in un rapporto di relazioni con le società sportive, queste ci hanno messi nelle condizioni di continuare a fare attività anche senza utilizzare l’acqua calda. Mi sembra normale che noi dobbiamo intervenire e, dovendo intervenire con addosso gli occhi puntati da parte dei NAS, dell’A.S.L., della Medicina del Lavoro…

         C’è stato il nostro dirigente – io ve lo voglio dire, forse molti di voi non lo sanno – che, per la chiusura della piscina, di tasca sua, perché poi ne risponde sempre, purtroppo, il dirigente, ha cacciato 1.500 euro di multa!

         Chiaramente, allora, noi non vogliamo più mettere le persone in queste condizioni; noi dobbiamo necessariamente fare in modo che le persone che utilizzano gli impianti sportivi, utilizzino una struttura degna di tale nome e dobbiamo mettere a riparo da eventuali rischi le persone che non fanno altro che firmare autorizzazioni per far utilizzare gli impianti sportivi dalle società.

         Allora, il mutuo perché è stato chiesto? Il motivo di urgenza, se vogliamo, possiamo anche dirlo in questi termini: la Cassa Depositi e Prestiti, purtroppo, si riunisce due volte al mese (il 15 del mese e alla fine del mese), come Consiglio di Amministrazione, per deliberare il mutuo, l’assenso al mutuo. Io non mi sottrarrò certamente alle Commissioni consiliari che vorranno veder chiaro negli interventi da fare in ogni impianto sportivo; non mi sottrarrò, però quello sarà un momento successivo. Io sono stato sempre disponibile, ed i Consiglieri possono tranquillamente dire che non mi sono mai sottratto.

Porterò nelle Commissioni Consiliari competenti (la Seconda, la Quarta, che si occupa di sport) tutti i progetti nel momento in cui avremo, in Giunta, approvato i progetti definitivi delle ristrutturazioni, delle riqualificazioni degli impianti sportivi, per metterci in condizione di essere il più trasparenti possibile. Tutto qui. Grazie.

PRESIDENTE

         Ringraziamo l’assessore Ginefra per le delucidazioni che ha voluto fornire al Consiglio. Cedo la parola al Sindaco.

SINDACO

         L’Assessore è stato chiaro, puntuale e preciso nello spiegare bene le motivazioni per cui è stata definita quella proposta di variante dell’importo di 700 mila euro per gli impianti sportivi.

         In questa Consiliatura abbiamo fatto uno sforzo per cercare di mettere a norma tutti gli impianti sportivi; tutti. Lo scorso anno abbiamo avuto l’emergenza stadio, rispetto alla quale mi spiace che ci sia stata un’affermazione che voglio attribuire più all’enfasi del dibattito che ad una precisa volontà: “Non mi fido più dell’Amministrazione”. Perché? E’ vero, noi andammo ad approvare in Consiglio Comunale un milione di euro per gli impianti sportivi, immaginando che avremmo speso sullo Stadio Viviani una cifra inferiore; però è anche ben noto a tutti l’iter che ha seguito lo Stadio Viviani, sono note le prescrizioni violente che abbiamo avuto da parte della Questura, dei Vigili del Fuoco, della A.S.L. e di altri, ed anche alcune “sorprese”, legate a sistemi a rete nella parte interrata dello stadio, che hanno fatto lievitare di molto quell’importo. Quel milione di euro, quindi, è stato speso in funzione delle esigenze del Viviani, non altro.

Fase interlocutoria

SINDACO

         Certo; quel milione di euro è stato speso per il Viviani. E, se è necessario spendere qualche altra cifra, perché si rendono necessari altri interventi, bene hanno fatto l’Assessore e l’Ufficio a prevedere un ulteriore importo, che – come bene ha detto – è sicuramente inferiore a quello di cui necessitiamo per i nostri impianti nel loro complesso. Dovessimo immaginare di intervenire in maniera ottimale ovunque, noi avremmo dovuto prevedere non 700 mila euro, ma probabilmente 2 milioni di euro, 3 milioni di euro. Il problema è che dobbiamo fare i conti con il bilancio, con il Patto di stabilità ed altro.

         Ci è parsa una scelta particolarmente significativa quella di fare uno sforzo ed intervenire in maniera radicale, almeno nei punti di maggiore difficoltà per la sicurezza, su tutti gli impianti della città, considerata l’attenzione che c’è su tali impianti. Il problema della sicurezza nel nostro Paese è un problema sul quale rischiamo molto, perché, se la contrapposizione politica ci porta ad una contrapposizione rispetto alle norme, noi diventeremo un Paese che non potrà più utilizzare nessuna struttura pubblica.

Se ci mettiamo a cavillare (che ci sia un Governo di Centrodestra e un’Amministrazione di Centrosinistra o viceversa) sul rispetto delle norme nelle scuole, negli edifici pubblici, nei Tribunali e così via, ci ritroveremo inevitabilmente in una situazione nella quale dovremmo, sostanzialmente, chiudere tutto.

         Abbiamo fatto uno sforzo su tutte le strutture sportive, perché abbiamo compreso che c’è una sensibilità, in questa fase, ed un’attenzione, rispetto alle strutture sportive, particolarmente forte, pertanto, piuttosto che metterci nella condizione di “rincorrere”, abbiamo voluto anticipare questa situazione con un intervento significativo. Tenete conto che al Viviani avevamo previsto anche una tribuna coperta, che abbiamo dovuto eliminare proprio per fare gli interventi.

         D’altronde, le contabilità sono lì a dire che cosa è stato fatto. Possiamo venire in Commissione senza problemi, portiamo i computi metrici, verifichiamo tutto quello che è stato fatto, portiamo anche tutte le questioni. Questo è lo spirito con il quale è stata fatta questa proposta.

Noi sappiamo che è un po’ fuori dall’ordinario. Anche a Donato Pace, della Sinistra Democratica, che consideriamo un pezzo importante della nostra Maggioranza, vorremmo evidenziare che, quando in Commissione l’Assessore viene e spiega che cosa è stato fatto, quando si vive un’emergenza nel settore dello sport di questo tipo, quando si interviene su tutte le strutture, cercando di rimuovere una situazione di questo tipo, non è vero che non c’è chiarezza. Lo stiamo dicendo.

Per quanto mi riguarda, possiamo sospendere questa delibera, la portiamo al prossimo Consiglio. Domani mattina convochiamo la Commissione; Assessori e Uffici vengono in Commissione e vediamo. Se in Commissione, però, pretendete che portiamo il progetto esecutivo per conoscere nel dettaglio le caratteristiche di ogni intervento, diciamocelo oggi: non è possibile. E non è nemmeno questa la procedura, non è modo di amministrare, non è modo di risolvere i problemi.

Se vogliamo, invece, ragionare in termini di tornare a puntualizzare dove si interviene e l’ipotesi di spesa (perché così fa) per ogni intervento, noi domani mattina siamo pronti a venire in Commissione, a spiegare tutto, con l’impegno di riportare la delibera nel prossimo Consiglio Comunale per i motivi che ha detto l’Assessore, considerato che la tempistica della Cassa Depositi e Prestiti è quella che è stata detta, ed è una tempistica che dobbiamo cogliere, perché gli interventi vanno fatti in questo periodo e non possiamo aspettare che arrivi l’autunno.

PRESIDENTE

         Colleghi, mi pare di capire che da parte del Sindaco ci sia una proposta di rinvio del deliberato per consentire un ulteriore approfondimento sulle questioni sollevate dai Colleghi di Opposizione, di Minoranza.

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Sì, certo… Poi, sarà cura del Presidente della Commissione competente indire una seduta straordinaria con l’audizione dell’Assessore e, eventualmente, anche dei tecnici. Non so… sono problemi di organizzazione dei lavori che competono al Presidente della Commissione.

         Mettiamo in votazione la proposta di rinvio del deliberato.

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         No, siamo in sede di votazione, non penso che…

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Collega, però, se vuole… La ascoltiamo volentieri, però al microfono.

PETRULLO

         La faccia non fa trasparire il “volentieri”.

PRESIDENTE

         No, assolutamente.

PETRULLO

         Tanto io parlo lo stesso.

PRESIDENTE

         Perché c’era… E’ uno strappo al Regolamento, però, se serve a fare ulteriore chiarezza, assolutamente.

PETRULLO

         Se si deve tornare in Commissione, io inviterei anche chi di competenza a spiegarci perché è stata fatta questa delibera in Giunta senza che siano stati rappresentati i motivi dell’urgenza, perché le variazioni sono di competenza del Consiglio. Questa è una prassi balorda che è in atto da quando sono qui. Ho sollevato più volte il problema. Certo, ci sono i casi in cui c’erano i motivi d’urgenza, ma ditemi qual è quello che c’è oggi, sennò invito il Segretario a darci il suo parere di legittimità su quel tipo di provvedimento.

Fase interlocutoria

PETRULLO

         “L’urgenza sta in sé” lo puoi andare a dire ovunque, tranne che in questa sala.

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Allora, Colleghi, per cortesia, ritroviamo il bandolo della matassa. Come Consiglio, diciamo che impegniamo l’Amministrazione, impegniamo la Giunta (perché l’eccezione sollevata dal collega Petrullo è assolutamente legittima e pertinente), nel momento in cui adotta provvedimenti di variazione di bilancio, a motivare nel provvedimento, ad esplicitare nel provvedimento i motivi di urgenza in forza dei quali la Giunta opera…

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Ma assolutamente… No, sono…

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Collega, sono d’accordo con Lei, per le motivazioni che ci sono state illustrate dall’assessore Pace, dal Sindaco e dall’assessore Ginefra. Sono d’accordo con Lei, l’urgenza è in sé, nel deliberato, però, ai sensi del Testo Unico, va esplicitata la motivazione in base alla quale la Giunta si…

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Ma mi stavo esprimendo anche prima. Se Lei non mi avesse interrotto, saremmo arrivati allo stesso punto.

         Con questo impegno da parte dell’Amministrazione, quindi, poniamo in votazione la proposta di rinvio del deliberato ad altra seduta. Favorevoli? Contrari? Astenuti? La proposta di rinvio è accolta all’unanimità. Il deliberato viene rinviato ad altra seduta.

         Passiamo al punto 5 all’ordine del giorno: “Adesione al Centro Servizi Territoriale (CST) della Provincia di Potenza, nell’ambito del progetto CST nel territorio della Regione Basilicata per l’attuazione della seconda fase del piano di E-governement”. Chi illustra il deliberato?

Fase interlocutoria

        

PRESIDENTE

Prego, consigliere Petrullo.

PETRULLO

         Quando una richiesta può sembrare soltanto strumentale, io preferisco non farla e, quindi, in altre occasioni, pur non essendoci il numero legale per poter deliberare, io mi sono astenuto dal fare quella richiesta perché poteva sembra strumentale. Oggi questo rischio non lo corro e, dal momento che stiamo per affrontare argomenti di una certa rilevanza, io vorrei che la Maggioranza si assumesse la responsabilità di queste decisioni partecipando all’assemblea e, quindi, consentendo alla stessa di arrivare al numero legale, che poi è il numero della decenza per portare avanti i lavori di questo Consiglio.

Fase interlocutoria

PETRULLO

         Dei singoli Consiglieri, sì.

Fase interlocutoria

PETRULLO

         Ma non c’è dubbio; solo che le visuali sono diverse.

Fase interlocutoria

PETRULLO

         Io sono qui, però. Visto che è personale, io sono qui.

Fase interlocutoria

PETRULLO

         La volta scorsa ho evitato di fare qualcosa del genere, perché non voglio che questi siano mezzi per strumentalizzare le decisioni dell’assemblea consiliare; però oggi come oggi io pretendo che qui ci sia il numero voluto dalla legge perché si provveda per il bene della città.

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Allora, Colleghi, c’è una richiesta formale del collega Petrullo di verifica del numero legale. Pregherei l’Ufficio di verificare se nel corridoio ci sono Colleghi, e di farli rientrare in aula. Pregherei il Segretario del Consiglio di dar corso all’appello.

         Si dà atto che si procede alla verifica del numero legale tramite appello nominale dei Consiglieri.

PRESIDENTE

         I Consiglieri presenti sono 15; la seduta è temporaneamente sospesa, riprenderà alle ore 12.05 con un nuovo appello nominale.

         La seduta del Consiglio Comunale viene sospesa alle ore 11.50; riprende alle ore 12.05.

PRESIDENTE

         Si procede all’appello nominale. Alla ripresa della seduta risultano presenti 17 consiglieri. La seduta è terminata. Riceverete avviso per la prossima seduta di Consiglio.

         La seduta del Consiglio Comunale viene sciolta alle ore 12.10.