PRESIDENTE
Si procede all’appello nominale. I presenti sono 27; la seduta è valida.
Possiamo dare inizio ai lavori. Devo giustificare le assenze dei colleghi Graziadei (impegnato nel congresso mondiale degli architetti, un evento eccezionale che si svolge a Torino), Di Chiara (impegnato in Ospedale per motivi professionali), Barile e Mascolo. Rinnovo, comunque, la preghiera di far arrivare per tempo le giustifiche all’Ufficio di Presidenza.
Ringrazio, poi, i colleghi Napoli e Galante, che nonostante i loro impegni trovano il tempo per svolgere le loro funzioni di consigliere comunale.
Primo punto all’ordine del giorno: “Approvazione del rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2007”. La parola all’assessore Pace per l’illustrazione, prego.
PACE F.
Signor Presidente, signor Sindaco, signori Consiglieri, l’anno trascorso, pur nella dolorosa ristrettezza dei numeri, si è caratterizzato per una più serena gestione rispetto al 2006, quando – come ricorderete certamente – furono necessari dei provvedimenti straordinari dettati da allora situazioni contingenti di emergenza finanziaria; tuttavia le sei variazioni di bilancio e al P.E.G. 2007 sono state sintomatiche di un positivo dinamismo finanziario che ha portato, nel corso della gestione, un incremento della spesa corrente e di quella per investimenti di oltre 7 milioni di euro.
Abbiamo dimostrato di saper reperire nuove risorse, eccezionale fu il dato della lotta all’evasione fiscale (più un 1 milione e mezzo di euro); abbiamo dimostrato di saper intercettare canali di finanziamento extracomunali, privati, di fondazioni bancarie e Ministeri vari; abbiamo avviato a soluzione problematiche strutturali di contribuzione ai settori nevralgici dell’erogazione dei servizi. Mi riferisco al settore della mobilità e dei trasporti, in special modo.
Il dato politicamente più significativo rispetto ad una manovra prevalentemente tecnica, quale è appunto il conto consuntivo, ce lo offre il conto del bilancio, che chiude con un avanzo di Amministrazione di circa 565 mila euro, un dato derivante da un riaccertamento puntuale dei residui sul titolo degli investimenti che, pertanto, determinano un avanzo interamente vincolato. Sul fronte della parte corrente, invece, l’avanzo è quasi nullo; dato, questo, che è sintomatico dell’eccezionale capacità di spesa di questa Amministrazione e dell’altrettanta salubrità del bilancio in generale.
L’assenza di disavanzo di gestione è conseguenza della buona gestione. Abbiamo avuto il coraggio di dire di no, di non spendere soldi che non avevamo, nonostante i vincoli imposti dalla Legge Finanziaria e nonostante le emergenze amministrative che pure abbiamo affrontato nel corso della passata gestione. I frutti di questi sacrifici sono tradotti nella gestione di competenza, dove registriamo il risultato migliore della storia finanziaria di questa città. Abbiamo 120 mila euro di avanzo finanziario rispetto ad una perdita di 136 mila euro del 2006, ai quasi 2 milioni di disavanzo del 2005, agli oltre 3 milioni del 2004. Questi dati lasciano emergere politiche di bilancio improntate al rigore, alla razionalizzazione, alla continua ricerca di efficienza della macchina amministrativa, il tutto in un contesto in cui gli indicatori finanziari dimostrano un sensibile, positivo aumento sia della velocità di acquisizione delle entrate, sia dell’autonomia impositiva e finanziaria dell’Ente.
Per far quadrare i conti non ci siamo inventati alchimie contabili. Le previsioni di bilancio e le variazioni operate in corso di esercizio sono state improntate alla prudenza e alla veridicità, tanto da determinare un valore percentuale di accertamento della spesa corrente rispetto alle previsioni di inizio d’anno vicinissimo al 100%, migliorando addirittura di qualche decimo il dato del 2006.
Abbiamo riconosciuto e finanziato tre debiti fuori bilancio, per un totale di oltre 4 milioni e mezzo di euro; un indebitamento che, come già in altre occasioni ho avuto modo di evidenziare, ci ha completamente cassato il piano triennale delle opere pubbliche per quell’anno, e tuttavia possiamo ritenere archiviata la triste storia dei debiti fuori bilancio per errate procedure espropriative. Anche i dati che emergono nel corso dell’anno corrente, gli accadimenti dell’attuale gestione (la transazione Aquino che da poco questo Consiglio ha avuto modo di approvare) e l’analisi del contenzioso in genere ci lasciano ben sperare per il prossimo futuro.
Il rispetto del Patto di stabilità. Era un obiettivo che lo scorso anno, in occasione della verifica e salvaguardia degli equilibri di bilancio – lo ricorderete certamente -, pensavamo di non riuscire a rispettare in termini di cassa, ma anche questo obiettivo è stato centrato ampiamente, anche grazie ad una delibera della Giunta Regionale che, uniformandosi a quanto deliberato da tutte le altre Regioni d’Italia a Statuto ordinario, ha consentito il raggiungimento del Patto facendoci considerare incassati i trasferimenti regionali accertati, ma non ancora trasferiti.
E’ proprio grazie a questo importante risultato che il Comune di Potenza ha visto migliorare la propria capacità di indebitamento, ovviamente non auspicabile. Non è incorso nelle sanzioni previste per il mancato rispetto del Patto, ma soprattutto ha potuto avviare il piano di stabilizzazione del personale precario per 132 posti, il tutto garantendo un’invarianza della spesa, anzi, anche una riduzione dei costi del personale rispetto al 2006.
Si dà atto che il consigliere Lovallo assume la Presidenza.
PACE F.
Un accenno al bilancio consuntivo 2007 dell’ACTA, che chiude con un inutile lordo di oltre 150 mila euro, una cifra che sorprende tutti positivamente. E’ stata definitivamente archiviata l’emergenza finanziaria del 2006 ed una gestione virtuosa, per certi versi anche ammirevole, consentirà all’Esecutivo di formulare quale indirizzo per il ripiano che l’utile venga posto a risanare la perdita d’esercizio del 2004 attraverso una ricapitalizzazione del fondo di dotazione aziendale; operazione, questa, che, insieme a quella di rifinanziamento, che si concluderà nei prossimi giorni, di concerto tra le due amministrazioni, metterà l’azienda nelle condizioni di essere trasformata in una solida Società per Azioni.
Quanto alla cassa, ai pagamenti, per intenderci, stiamo lentamente uscendo fuori da una delle più complesse crisi finanziarie che questo Ente abbia mai sopportato. Avviata a soluzione la questione delle questioni, quella relativa ai rimborsi per la gestione del Palazzo di Giustizia, siamo però – ahimè – ancora in attesa di vederci restituire il famoso 1.200.000 euro che ci fu sottratto in maniera quasi truffaldina, violenta, dal Ministero lo scorso novembre – ricorderete bene quella vicenda -, come maggiore introito presunto per la rivalutazione degli immobili rurali ai fini ICI: una stima semplicemente sballata, e che nella realtà si è rivelata di un importo inferiore ai 200 mila euro. Lo Stato avrebbe dovuto rimborsare il milione di differenza entro il 12 giugno, ma ad oggi non ne abbiamo ancora notizia.
Se a questo aggiungiamo i 2 milioni e mezzo di ICI sulla prima casa che l’Ente ha perduto in virtù di una scelta, anche condivisibile, da parte del Governo nazionale, e gli orientamenti normativi che producono una discrasia tra la velocità di riscossione delle entrate e la velocità della spesa, sarà sempre più difficile per gli Enti Locali raggiungere livelli ottimali nella dinamica dei pagamenti.
Siamo di fronte, dunque, ad un bilancio sano ma, ahimè, drammaticamente povero, dove l’Amministrazione è stata chiamata ed è chiamata a scelte difficili, coraggiose, dove l’obbligata caduta di attenzione per il quotidiano ha, però, lasciato spazio a programmi di ampio respiro.
Il capitolo degli investimenti. Lo stato di attuazione delle opere pullula di interventi. Soltanto nel 2007 sono state avviate e finanziate opere per oltre 16 milioni di euro: costruzione della scuola elementare di Via Perugia, parcheggio Viale dell’UNICEF-Ponte Attrezzato, completamento strada Sant’Antonio La Macchia-Ospedale, 3 milioni di euro in progetti definitivi per riqualificazione dei vari quartieri (Centro Storico, Murate, Risorgimento, San Rocco, Cocuzzo, Poggio Tre Galli, Santa Croce, Via Zara), e poi la ristrutturazione del Palazzo in Largo D’Errico.
A questo elenco si aggiungono le opere avviate negli anni passati e portate a compimento lo scorso anno: un elenco veramente lungo che avete avuto modo di analizzare nelle ultime pagine della relazione illustrativa del rendiconto di gestione, e che spazia dalla messa in sicurezza delle scuole a Bucaletto, al Ponte Attrezzato, alla scala mobile di Via Mazzini, alla riqualificazione dei quartieri e alla manutenzione straordinaria della viabilità e dell’agro rurale.
Tutto quanto così succintamente esposto ha visto come protagonista la Segreteria Generale che, sommando alle proprie funzioni quelle di Direzione Generale dell’Ente, ha dimostrato una rara capacità di coordinamento e direzione, rappresentando un fondamentale anello di congiunzione tra l’indirizzo politico di governo e la sua traduzione in azione amministrativa.
Un ringraziamento va, poi, alle Commissioni consiliari, al consigliere Imbesi, all’Opposizione in generale, che ci hanno consentito di correggere alcuni errori materiali sulle tavole riassuntive dei dati di bilancio. Rivolgo un ringraziamento anche all’Ufficio Bilancio e al Dirigente finanziario che hanno raggiunto risultati ambiziosi di gestione, centrando la parte “alta” delle aspettative auspicate dalla relazione annuale della Corte dei Conti di Basilicata. L’auspicio, per il prossimo anno, è che sul Rendiconto 2007-2008 i magistrati contabili non abbiano motivo di muovere alcun rilievo o formulare alcun suggerimento. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Assessore. Prego, consigliere Imbesi.
IMBESI
Grazie, Presidente.
Si dà atto che il presidente Campagna riassume la Presidenza.
IMBESI
Vorrei sapere, se non vi dispiace, qual è la valutazione che il Collegio dei Revisori ha dato. Nella relazione dell’organo di revisione che ci è stata consegnata non si capisce se il bilancio è stato redatto conformemente a quanto previsto dall’articolo 231 del T.U.E.L. Leggo testualmente: “L’organo di revisione attesta che la relazione predisposta dalla Giunta è/non è stata redatta conformemente a quanto previsto dall’articolo 231 del Testo Unico…” ecc. Quindi vorrei capire se “è” o “non è”, visto che mi pare che a questo punto questa cosa sia, più che un refuso, un copia/incolla.
PRESIDENTE
Colleghi, il consigliere Imbesi ha posto una questione, diciamo così, di carattere pregiudiziale per capire come a pagina 25 della relazione del Collegio dei Revisori dei Conti la dizione “è/non è” debba essere intesa (se è un copia/incolla, un errore, un refuso, ecc.).
I componenti del Collegio dei Revisori dei Conti, qui presenti, hanno già chiarito alla Presidenza di cosa si tratta, però, per maggiore tranquillità dei Colleghi, li pregherei di esporre al Consiglio la versione corretta, e a cosa è da imputare la doppia dizione. Prego.
ROMANIELLO
Consigliere, era solo per chiarire. La relazione dell’organo di revisione viene redatta sulla base di un formulario reso disponibile dal Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Si capisce dalla lettura dell’intera relazione, a mio parere, che il parere è positivo, ovviamente. Effettivamente c’è questo refuso, però si deve intendere che la relazione è stata redatta conformemente a quanto previsto dall’articolo 231 del T.U.E.L. Provvediamo, seduta stante, a vistare la pagina a fianco alla nostra versione originale – siamo due componenti su tre, presenti – e così anche formalmente si risolve la questione.
Grazie per la segnalazione.
PRESIDENTE
Ringraziamo il dottor Romaniello per la precisazione. Riteniamo, quindi, superata la pregiudiziale, essendosi trattato di una semplice dimenticanza. Non è stato cassato il “non”, ma ribadiamo che la relazione predisposta dalla Giunta è stata redatta conformemente a quanto previsto dall’articolo 231.
Possiamo andare avanti con i lavori. Ha chiesto la parola il collega Trombetta, al quale spetta intervenire anche – ritengo – nella sua qualità di Presidente della Commissione consiliare competente.
TROMBETTA
Grazie, Presidente. Ormai è diventata un’abitudine, la mia: quella di aprire ogni discussione quando si parla di bilanci.
Mi tocca ringraziare, ad inizio del mio intervento, ma purtroppo oggi non posso farlo come in occasione del Bilancio di Previsione, allorquando ogni componente della Giunta fece pervenire in Commissione una sua relazione, tanto da rendere il bilancio più fruibile a tutti, anche a chi non mastica in maniera perfetta di numeri. Questa volta ciò non è accaduto; abbiamo, quindi, un cambio di tendenza rispetto a quello che pensavamo fosse un problema risolto. Siamo qui, ancora una volta, a denunciare gli errori di un passato che pensavamo di aver superato.
Detto questo, ringrazio l’ingegner Laguardia per la sua partecipazione in Commissione, e l’assessore Pace. Entrambi sono intervenuti per darci indicazioni e per rispondere alle sollecitazioni di ogni componente della Commissione.
Questo bilancio è frutto di una previsione, ma è anche frutto delle tante imposizioni di cui i bilanci, oggi, sono oggetto. E’ importante, in fase di redazione dei bilanci, fare delle scelte; alla fine, a consuntivo, le scelte fatte ci dicono se i problemi sono stati risolti o sono stati rinviati al futuro. Azzerare i problemi è difficile, lo sappiamo, procrastinarli è sempre più facile; rinviarli al futuro è una soluzione a cui, purtroppo, si fa sempre riferimento. Tra problemi risolti e problemi in sospeso, comunque, c’è una buona differenza.
Gli indicatori finanziari ci dicono che la pressione è aumentata di 37 euro per abitante, mentre quelli tributari sono diminuiti di 18 euro; comunque abbiamo penalizzato i cittadini di 19 euro pro capite. La velocità di gestione della spesa corrente è diminuita. Sono, questi, indicatori assolutamente non positivi rispetto alla lettura del documento di bilancio.
Continua a diminuire la popolazione. La diminuzione della popolazione è, comunque, sempre frutto di qualche malessere, è sempre frutto di un disagio, è sempre frutto di una qualità della vita che potrebbe non essere accettata o, comunque, non è eccezionale rispetto a quanto i cittadini pensano di poter ricevere dalla Pubblica Amministrazione. Per questo voglio dire che i risultati numerici, ampiamente descritti dall’Assessore, sono importanti, ma non ci appassionano più di tanto, se andiamo a guardare la sostanza del bilancio stesso.
Molti problemi sono stati affrontati, sono stati discussi all’interno della Maggioranza, si è cercato di risolverli. Sappiamo che grande importanza è stata data all’urbanistica, in questa città. Diceva l’Assessore che sono tanti i lavori che nel corso del 2007 sono iniziati, hanno avuto corso; si spera possano terminare nei tempi giusti. Però non possiamo dimenticare i problemi che ci portiamo avanti dall’inizio di questa consiliatura. Purtroppo siamo costretti a ripeterci, ma lo facciamo per riportare sul tavolo di questa Assemblea il ricordo di quello che, probabilmente, saremo costretti a dover affrontare.
L’inceneritore. Problema che sembra in via di soluzione di mese in mese; l’apertura viene continuamente rinviata, e purtroppo ci troviamo sempre di fronte a questo problema che assolutamente non viene risolto.
Il verde pubblico. Si parla tanto di verde; si parla tanto, lo abbiamo visto anche nel Regolamento Urbanistico, dell’ampliamento di zone da destinare a verde e tutto quanto, però quello esistente, Sindaco, non viene assolutamente curato come i cittadini si augurano e si aspettano.
Le politiche ambientali. A parte il Piano della dislocazione delle antenne, cui ogni volta facciamo richiamo, senza mai riuscire a leggere uno straccio di regolamento, mi appassiona, fra le righe del bilancio, richiamare l’attenzione su una voce, che è quella sul progetto di controllo delle caldaie.
Avevamo una previsione di entrate per 200 mila euro, ci troviamo con un accertato di “zero”, e continuiamo a leggere dalle note che la O.L.A. ci fa pervenire che la qualità dell’aria in questa città, signor Sindaco, non è assolutamente migliorata. Ci troviamo comunque e sempre di fronte a questo problema da risolvere e, seppure, forse, in termini minimi rispetto a quello che può essere l’inquinamento prodotto dalle auto e quant’altro, anche quello delle caldaie è un problema importante, considerato che la nostra città vede l’accensione dei termosifoni per tanti mesi durante l’inverno.
I pullman blu. Anche dei pullman blu continuiamo a parlare, continuiamo a dire che sono una piaga del traffico cittadino, però i pullman blu continuano a girare in città. Le controversie (ATI, FAL) continuiamo a trascinarcele. Transazioni che ci erano state promesse in via di definitiva soluzione e che, invece, ancora oggi ci vedono di fronte a problemi economici di una portata della quale non sappiamo ancora concretizzarne l’entità.
E i debiti fuori bilancio. Continuano ad arrivare sulla scrivania della Segreteria della Seconda Commissione, e poi in Consiglio Comunale, imperterriti, con l’augurio sempre che sia l’ultimo, ma l’ultimo non sappiamo ancora quale potrà essere.
E poi l’ACTA, con questa benedetta trasformazione in Società per Azioni che non riesce a decollare, nella maniera più assoluta. Ci era stato promesso un Consiglio Comunale su questa tematica per capire tempi e modalità di trasformazione, ma ancora niente; tutto tace.
Problemi atavici, mentre continuiamo a parlare di città metropolitana, di area metropolitana nei dintorni del capoluogo, nei dintorni della città di Potenza. Siamo d’accordo con la lungimiranza, siamo d’accordo con le previsioni ad ampio raggio, siamo d’accordo con il voler guardare alla crescita di questa città guardando al di là del nostro naso, però di questi problemi, che abbiamo raccolto dalla precedente consiliatura e che sono quelli che dovrebbero essere limitati alla nostra visione “fino alla punta del naso”, non riusciamo a vedere soluzione. Questo, secondo me, è un impedimento forte rispetto al raggiungimento di obiettivi che voi ci descrivete ad ampio raggio.
Gli ammortamenti. Per quanto riguarda gli ammortamenti, abbiamo 118 milioni di debiti da restituire. Questo è, assolutamente, uno dei motivi più importanti tra quelli che determinano l’ingessatura dei nostri bilanci e, quindi, il freno della crescita della nostra comunità.
Certo, ci direte che giudicare è facile da parte nostra, che agire è assolutamente più difficile. Noi possiamo convenire con questa affermazione, con la quale vorrete “dipingere” gli interventi che arriveranno da questi banchi, però in nome di quella democrazia che dovrebbe accomunarci, che dovrebbe vederci tutti intorno ad un tavolo per risolvere i problemi, bisognerebbe che, una volta tanto, anche voi conveniste su queste problematiche, che foste capaci di dirci: “Sì, avete ragione, sono problemi che dobbiamo risolvere”, oggi con le parole, per domani – ma un domani che sia non al di là nel tempo, lontano nei mesi, negli anni, ma in un futuro prossimo – vedere risolti questi problemi e, quindi, la crescita della nostra comunità.
E’ comprensibile, altresì, la difficoltà di movimento all’interno della stesura dei bilanci di previsione e, conseguentemente, dei bilanci consuntivi. Tutto questo è sicuramente frutto dei tanti vincoli che ci vengono imposti dal Legislatore: Patto di stabilità, percentuali da rispettare, spese che, per certi versi, sono controllate dall’alto. Dicevo: questo è ciò che determina i bilanci ingessati.
Concludo questo mio intervento rivolgendomi al Sindaco, a cui sono stati assegnati tanti incarichi all’interno dell’ANCI. Pochi giorni fa, insieme, abbiamo appreso dell’apertura che il Governo vuol dare nel voler riscrivere le regole per gli Enti Locali e, di conseguenza, per i poteri da dare ai Sindaci e ai Presidenti delle Province e per la formazione dei bilanci.
Dicevo, Sindaco: Lei ricopre tanti incarichi importanti all’interno dell’ANCI. Lei siederà al tavolo della concertazione per riscrivere le regole, per aiutare a riscrivere regole importanti che potranno determinare la crescita di ogni comunità; l’invito, da parte mia, è che Lei porti sul tavolo della concertazione gli interessi che questa comunità ha nel voler risolvere questi mille vincoli, uguali su tutto il territorio, che determinano il blocco della crescita, allacciata alla stesura dei bilanci.
Lei farebbe cosa gradita a noi, ma anche a tutta la popolazione potentina, se riuscisse, in qualche modo, a far scrivere delle regole che possano anche non essere omogenee su tutto il territorio, ma che diano una migliore e una maggiore libertà d’azione a tutti noi amministratori degli Enti Locali. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a lei, collega Trombetta. Chi si iscrive a parlare? Non ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, passiamo direttamente alla replica dell’Amministrazione… Prego, Consigliere Imbesi.
IMBESI
Credo che la valutazione di un conto consuntivo non è e non può essere soltanto di carattere numerico. Non può e non deve essere così, tant’è che il qui presente da sempre, da quando è stato eletto per la prima volta, ha sempre ripetuto (come mi pare facesse anche il Presidente del Consiglio all’epoca, prima di diventare Presidente del Consiglio) che il bilancio va accompagnato dalle relazioni degli Assessori competenti.
Mi sono permesso (con tempi certi, con tempi dovuti, e quindi con assoluta possibilità che si potesse rispondere alla richiesta), di far presente la cosa ai pochi Assessori che sono venuti a relazionare sul Bilancio in Seconda Commissione e, in primis, al redattore principale, primario, del Bilancio stesso, ossia all’assessore Pace, ricordandogli che a sua volta avrebbe dovuto sollecitare, per questa ennesima mancanza, i Colleghi che siedono in Giunta. E dico volutamente “Colleghi” perché la stragrande maggioranza di coloro i quali sono Assessori e si accingono, ormai, a chiudere l’ultimo anno di Amministrazione sono stati consiglieri comunali e, quindi, dovrebbero conoscere e riconoscere le necessità del Consiglio, conoscere e riconoscere i doveri istituzionali nei confronti dell’assise che rappresenta la città.
Questo è un dovere istituzionale, perché voi non rendicontate i vostri numeri, ma rendicontate l’attività che avete svolto non di fronte a quaranta teste, ma di fronte ai 68.013 cittadini che in questo momento questo Consiglio rappresenta. Se ogni volta mi permetto di ricordare che venite meno al vostro dovere istituzionale di rendicontazione, forse ogni tanto dovreste anche “passarvi una mano sulla coscienza” e non dimenticare che la valutazione del vostro lavoro è prima politica e poi numerica.
Faccio questa dovuta precisazione, credetemi, molto affranto, perché, nonostante le continue e ripetute promesse, ogni anno, sia che si tratti di consuntivo, sia che si tratti di preventivo, i Bilanci non recano le vostre relazioni, o qualche volta ne recano solo alcune. Io ho sempre dovutamente ringraziato chi ha deciso di allegare la propria relazione al bilancio stesso, anche se di fatto non avrei dovuto farlo perché, come dicevo, è vostro dovere far valutare l’attività che avete svolto sulla base di quello che avevate, in questo caso, preventivato nell’anno precedente.
Nella speranza che questo Consiglio – anche se non è detto; parlavamo di questo poco fa proprio con il collega di AN – approvi anche il prossimo Conto consuntivo (perché probabilmente le elezioni ci saranno a giugno del 2009, e quindi è possibile che questo Consiglio possa approvare anche il Bilancio consuntivo senza lasciare l’incombenza al Consiglio che verrà), mi auguro che almeno quell’ultimo Bilancio abbia la “ciliegina sulla torta” cioè le relazioni di tutti gli Assessori.
Fatta questa valutazione, devo farne un’altra; anche questa non è molto simpatica. Sono stato, durante lo scorso fine settimana, a Cosenza, ad una riunione nazionale dei responsabili che lavorano insieme alla Commissione Europea, per conto della Commissione Europea, in Italia. In quell’occasione ho appreso di una città che in termini di perdita di abitanti ha fatto anche peggio della città di Potenza (però i dati che do sono di un trentennio, non di un decennio, quindi vanno valutati anche nell’ottica di un diverso trend). A Cosenza la popolazione (ritengo, più o meno per le stesse motivazioni della città di Potenza) è scesa, negli ultimi 30 anni, di ben 36 mila unità, passando da 110 mila agli attuali 74 mila abitanti circa, con una perdita media annua di 1.200 abitanti, frenata, per dire la verità, nell’ultimo decennio, nel senso che nell’ultimo decennio Cosenza ha perso mediamente lo stesso numero di abitanti della città di Potenza.
Faccio questa valutazione perché lì gli Amministratori si sono interrogati su questo problema. Parliamo, comunque, di una realtà del Sud, parliamo di una città capoluogo, parliamo di una città che, più o meno, vive le stesse realtà della nostra (non è una città particolarmente grande). Lì sono riusciti, in qualche cosa, a dare una risposta; per esempio, sono riusciti a far sì che il loro polo universitario abbia oggi 30 mila studenti, e quindi in parte hanno compensato la perdita di abitanti con l’arrivo di questi studenti (che vengono, ovviamente, non soltanto dalla regione Calabria, ma da tutta l’Europa).
Questo, per esempio, la città di Potenza non è riuscita a farlo: non ha saputo sfruttare adeguatamente il polo universitario per quanto riguarda, ad esempio, gli arrivi stranieri. Abbiamo arrivi ridicoli in termini di numeri (è inutile dire che stanno sotto le 50 unità).
Ma, al di là di questo, sarebbe giusto e doveroso per noi interrogarci sul perché una città capoluogo come la nostra, in una regione che, peraltro, è un terzo della Calabria, non riesca ad avere numeri migliori. Ogni anno, da dieci anni a questa parte – perché questo è quello che vediamo da dieci a questa parte, e non abbiamo in questo caso i numeri del trentennio -, vediamo che la popolazione scende sempre di 600 unità e, nonostante gli sforzi che certamente Comune, Provincia e Regione fanno, non c’è un’inversione di tendenza, neppure minima. Credo che gli amministratori dovrebbero porsi questo come primo obiettivo di una città.
Per quanto riguarda il Bilancio, sapete che, dopo una breve lettura, sia in Commissione, sia oggi ho fatto notare alcuni errori, ho rilevato alcune incongruenze, sicuramente dovute ad errori di battitura, e non certo alla professionalità di chi produce questi atti amministrativi, ma è indubbio che anche su questi atti amministrativi un minimo di attenzione va posta, perché se gli atti amministrativi sono viziati da uno, due, tre, quattro… dieci errori, finisce che poi la Corte dei Conti si chiede come ha fatto un Consiglio Comunale ad approvarli, come ha fatto un Consiglio Comunale a dire di sì o a dire di no (anche se è chiaro che se dice di no, è molto più semplice giustificarlo). Potremmo dire di sì/no, però forse non raggiungeremmo l’obiettivo di mantenere in piedi l’Amministrazione, perché ci sono anche problemi di questo genere. Al di là di questo, ripeto, un minimo di attenzione quando si producono questi atti di tanta importanza forse andrebbe mantenuto.
La valutazione del Conto consuntivo. Come ho detto all’inizio, la valutazione guarda oltre i numeri, e dovrebbe tenere in considerazione le azioni svolte, quello che si è fatto, quello che non si è fatto, quello che si era preventivato e non è stato realizzato ed anche quello che non era stato preventivato e che, invece, è stato realizzato, perché a volte, anzi sempre succede che alcune azioni in Bilancio preventivo non siano preventivate e poi, strada facendo, per necessità, per nuove intuizioni, per nuovi bisogni della città, vengono realizzate.
Purtroppo, però, come dicevo all’inizio, questa relazione manca. Io mi devo limitare, quindi, a fare la valutazione che feci del Bilancio preventivo, e dire che non posso approvare un Bilancio quando non mi viene detto “come, dove e quando” le azioni che volevate realizzare per la città avete realizzato.
Mi auguro che l’anno prossimo questa possibilità mi venga data, perché mi piacerebbe chiudere, una volta tanto – perché forse non mi candiderò più -, la mia attività amministrativa magari approvando un Bilancio comunale, dopo quattordici anni di attività. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie al collega Imbesi, al quale vorrei però far notare, pur condividendo le sue osservazioni circa la carenza di una relazione più corposa da parte degli Assessorati e degli Uffici, che comunque fra gli allegati c’è, al di là della relazione della Giunta, anche la relazione dei responsabili dei servizi sullo stato di attuazione dei programmi, per cui diciamo che, anche se in maniera non corposa, c’è comunque traccia delle relazioni a cui faceva riferimento nel suo intervento.
Ci sono altre richieste di intervento? Colleghi, ci sono altre iscrizioni a parlare? Non vedo mani alzate. Allora diamo la parola al Sindaco per la replica… Colleghi, però non possiamo fare “melina” qui. Forse in Via Anzio si usa diversamente… Sono due volte che il Sindaco si alza per procedere alla replica. La parola al collega Napoli.
NAPOLI
Grazie, Presidente. Devo, innanzitutto, esprimere alcune considerazioni (alla luce della mia ancor brevissima esperienza, di pochi giorni) su cose che possono essere un vanto per questa Amministrazione e, comunque, per il Comune di Potenza in genere. Ho potuto constatare, e lo dico senza timori di smentita, che gli uffici dell’Amministrazione Comunale, spesso da noi fatti oggetto di “attenzioni”, probabilmente riescono, nonostante il loro gravoso compito quotidiano, ad offrire – direi – un sostengo, un servizio che non potrei certamente definire ottimale, ma che senz’altro supera la sufficienza. Lo dico consapevole di ciò che ho poc’anzi affermato e ne voglio dare atto pubblicamente all’Amministrazione Comunale.
Detto ciò, Presidente, sarebbe buona abitudine, che vorrei non si perdesse, di fronte a provvedimenti importanti quale quello del Bilancio, dare l’opportunità ad entrambi gli schieramenti di evitare quella “melina” o tatticismo che Lei ha poc’anzi richiamato, e che, magari, va addebitato a chi sostiene il governo cittadino.
Detto ciò, espongo qualche considerazione (brevissima, per non tediare i colleghi Consiglieri, il Presidente e il Sindaco) per dire che – e lo ha fatto bene il consigliere Trombetta nel suo intervento – questo Bilancio va certamente letto con la dovuta attenzione non soltanto per quel che riguarda, assessore Pace, i numeri (che, come Lei sa, tecnicamente debbono naturalmente portare ad un risultato certo), ma perché dietro i numeri si nascondono anche le politiche che una Pubblica Amministrazione mette in campo. Quando si arriva alla rendicontazione dell’esercizio finanziario si è, in qualche maniera, al banco di prova, si è di fronte a quel momento in cui si ha la possibilità di verificare, dati alla mano, se le politiche previste, messe in campo, adottate dal governo cittadino abbiano dato i risultati auspicati. E se tecnicamente sul dato non può eccepirsi alcunché, qualcosa, invece, può eccepirsi sotto il profilo del merito e, quindi, delle politiche messe in campo.
Dico questo perché il Bilancio, al di là del mero tecnicismo, della mera contabilità che lo caratterizza, è un po’ la cartina-tornasole. Quando si parla di cartina-tornasole, tornano di botto dinanzi agli occhi di tutti noi quelli che sono i problemi atavici che hanno interessato e che interessano tuttora la città.
Alcuni elementi, per flash, Sindaco, che dimostrano come necessaria, o quanto meno opportuna, fosse una politica diversa da quella attuata dal governo cittadino, una politica che badasse alle priorità e non al tentare di fare qualcosa in tutti i campi e in tutti i settori, magari anche in maniera confusa o pagando i limiti delle risorse finanziarie che, come è noto a tutti, sono ridotte al lumicino. Li passo in rassegna rapidamente.
Il trasporto pubblico urbano integrato. Sindaco, questo era uno degli obiettivi che la sua Amministrazione si era prefissata di raggiungere. Beh oggi, a distanza di quattro anni, siamo di fronte ad un servizio di trasporto pubblico urbano, che è sotto gli occhi di tutti, a dir poco inefficiente, e che ha dei costi gravosi per le casse comunali. Andiamo avanti in regime di proroga, andiamo avanti in contrasto con le più elementari regole di trasparenza. Abbiamo dinanzi, avevamo dinanzi, un’opportunità, più volte sottolineata dallo stesso Assessore al ramo: l’assessore Coviello più volte, in quest’aula, aveva evidenziato l’opportunità di mettere in campo un’azione seria che risolvesse in maniera definitiva il problema del servizio di trasporto pubblico urbano.
Siamo in attesa di vedere il bando di gara; siamo in attesa di verificare quali saranno i paletti che la Pubblica Amministrazione vorrà questa volta indicare per evitare che vi sia un servizio a discapito dei cittadini e assolutamente non funzionale agli stessi, un servizio che abbatta i costi che gravano sulle casse comunali, senza del resto offrire un servizio adeguato. Abbiamo i contenziosi in essere, anche qui questione alquanto complessa, alquanto gravosa per l’Amministrazione, però sono dati che affrontati con serietà avrebbero potuto portare linfa alle casse e, quindi, velocizzare l’azione della Pubblica Amministrazione.
Il verde pubblico. Io noto gli sforzi; sono evidenti. Vedo i mezzi dell’ACTA dispiegati per le vie cittadine; purtroppo li vedo anche in orari in cui il servizio non può essere reso in maniera ottimale, perché quando la spazzatrice che serve per pulire le arterie passa nelle ore più caotiche della giornata, allorquando il traffico rende difficile l’opera degli addetti, vuol dire che qualcosa davvero non funziona. E non funziona, Sindaco, il vedere nella città, e soprattutto nella via principale della stessa, l’antico decumano, Via Pretoria, i mezzi dell’ACTA passare allorquando i servizi commerciali si apprestano ad aprire e allorquando i cittadini si recano nel Centro e nel borgo antico della città. Un servizio più efficiente eviterebbe di far verificare nel pieno centro cittadino una situazione che davvero non rende onore a questa Amministrazione.
E, poi, ancora, il verde pubblico. Faccio un esempio su tutti: vedo, ai margini di alcune strade importanti, anche della zona industriale, i mezzi che hanno falciato l’erba ed hanno rimosso il cumulo di erbacce lì presenti; vedo però il parco fluviale, il cosiddetto parco fluviale, letteralmente invaso da erbacce, tanto da renderlo praticamente impraticabile. E scusate il disguido di parole.
Altre questioni, non meno importanti, sono quelle relative all’impiantistica sportiva. Qualcuno che siede tra questi banchi – e mi riferisco anche al Presidente del Consiglio, Campagna – ricorderà che da questi banchi in tempi non sospetti, allorquando si parlò di riconversione dell’impianto una volta dedito al tennis, evidenziai quanto quell’opera, quanto quella riconversione registrasse degli elementi di criticità. L’assenza di parcheggi. Oggi si torna a parlare di parcheggi. Mi augurerei che in futuro qualsiasi iniziativa, qualsiasi intervento, non dimenticasse alcune questioni basilari per rendere fruibili gli impianti ai cittadini e agli sportivi.
E’ ancora in piedi la vicenda annosa dello Stadio Viviani. Non so come andrà a finire, con l’inizio del nuovo campionato di calcio che vedrà impegnata la massima squadra cittadina nel campionato di prima divisione; non so come si cercherà di dirimere la querelle, che pare oramai essere sul punto di partenza, con la società sportiva proprietaria del Potenza Sport Club.
Vi sono, poi, anche alcuni dati relativi al rapporto con l’Ateneo di Basilicata. Continuo a dire, e a rimarcare, che l’Università degli Studi è un corpo avulso dalla città, invece dovrebbe essere un elemento su cui l’Amministrazione Comunale dovrebbe puntare e, viceversa, un Ateneo che dovrebbe avere un’Amministrazione Comunale quale interlocutore principale.
E poi anche la questione rifiuti, che oramai rasenta l’emergenza. Lei, Sindaco, è stato oggetto, credo, di un’ordinanza, la numero 5 del Presidente della Giunta Regionale, dell’aprile scorso, con la quale si obbligava l’Amministrazione Comunale a mettere in piedi in tempi rapidissimi una nuova vasca, una nuova discarica per lo smaltimento dei rifiuti. Tale questione ci vedrà impegnati e impegnerà la sua Amministrazione in maniera anche gravosa sotto il profilo economico e finanziario.
Lei, in qualità di Presidente dell’ANCI, a mio avviso, ha il dovere di richiamare ai propri impegni anche l’Amministrazione Provinciale, assolutamente carente nell’ambito della pianificazione, tanto da costringere la Giunta Regionale ed il suo Presidente ad emanare un provvedimento straordinario, urgente, risvegliandoci tutti un minuto prima dell’emergenza rifiuti.
Credo che la città di Potenza abbia dato tanto all’hinterland, che continui a dare tantissimo ai paesi limitrofi, ma che abbia anche necessità, Sindaco, di vedersi rispettata. Io credo che, in qualità di Presidente dell’ANCI, in qualità di primo cittadino di questa comunità, Lei debba, nelle sedi più importanti, in quelle competenti, rimarcare il ruolo di un’Amministrazione che non può subire gli errori o le inefficienze da addebitare in capo ad altre Amministrazioni e farsi carico di risolvere questioni – come dicevo – importanti quali sono quelle dei rifiuti.
Ne approfitto anche per evidenziare un altro aspetto, che credo la riguarderà da subito, o di qui a qualche tempo. Un provvedimento approvato dal Consiglio Regionale è quello del riordino delle comunità locali, che solo formalmente non interessa il comune capoluogo, ma che in realtà lo vedranno protagonista e in prima fila, perché, se é vero che non facciamo parte delle Comunità Montane (così come l’altro capoluogo, Matera), è pur vero che siamo punto di riferimento nell’ambito di quell’area vasta metropolitana per i centri dell’hinterland, e, poiché si è parlato in quel provvedimento di una gestione di servizi integrati, appare chiaro che in quel progetto il Comune di Potenza, se pur formalmente non c’entri, nella sostanza diventerà capofila e dovrà farsi carico di alcune grandi problematiche che interessano l’area e l’hinterland più vasta intorno alla città capoluogo.
Ci attendiamo dalla sua replica, oltre che il dipanarsi di questioni meramente tecniche e, quindi, il richiamo alle ristrettezze economiche che non appartengono a questo Governo, ma che, abbiamo visto, hanno caratterizzato anche l’opera del Governo di Centrosinistra, allorquando aveva le redini di questo Paese, anche un cambio di passo.
Ci appressiamo alla fine della legislatura e vorremmo che la comunità potesse registrare alcuni importanti obiettivi raggiunti, che non sono soltanto quelli di aver messo in campo una serie di interventi che certamente hanno alimentato il sistema economico cittadino, perché non c’è dubbio alcuno che quando si aprono i cantieri e si avviano alcuni interventi importanti a trarne beneficio sono gli operatori economici della città. Di questo va dato atto; vorremmo semplicemente, però, che alcune opere messe in cantiere trovassero immediatamente una loro conclusione.
Il riferimento va al Ponte Attrezzato, di cui tanto si sente parlare, senza che nessuna parola venga spesa in ordine alle modalità di gestione di quell’impianto meccanizzato che doveva essere il fiore all’occhiello della città. Ci attendiamo una pronta risoluzione delle questioni di abuso edilizio che costringono la parte terminale dello stesso a fare brutta mostra di sé agli occhi dei cittadini, così come ci attendiamo, sul finire della legislatura, Sindaco, un impegno di spesa per rimuovere dall’antico decumano cittadino alcuni prefabbricati ormai degradati; anche quelli fanno brutta mostra di sé, e mi riferisco, in particolare, ad alcuni container in prossimità del Palazzo Bonifacio, che davvero segnano la vergogna per un’Amministrazione Comunale degna di questo nome.
Potrei andare oltre, senza dimenticare alcune questioni che riportano ad un problema, quello della partecipazione dei cittadini, che è stata ventilata a parole e mai attuata nei fatti. Perché se continuano a distanza di tempo ad elevarsi le grida di allarme dei residenti di Murate, se continuano ad elevarsi le grida di allarme dei residenti e degli operatori del Centro Storico, se continuano ad elevarsi le grida di allarme dei residenti e degli operatori di Macchia Romana, se continuano ad elevarsi le grida di allarme dei cittadini del Serpentone, se continuano ad elevarsi le grida di allarme dei tanti residenti di altri quartieri della città, non possiamo certamente addebitare la colpa solo ed unicamente a chi, magari, ha il dito puntato nei confronti dell’Amministrazione.
Bisogna avere consapevolezza e anche senso di responsabilità nell’ammettere che alcuni errori sono stati commessi. Solo se, con un pizzico di buon senso e con grande senso di responsabilità, siamo in grado di assumerci anche delle responsabilità – soltanto chi non opera non commette errori – forse potremo invertire le sorti di questa città. E si badi bene, quando si tratta di invertire le sorti della città per perseguire il bene comune (impegno principale per chi è impegnato politicamente in tutte le istituzioni, a partire da quella comunale per finire a quella regionale), credo che possa segnarsi un passo importante per questa comunità.
Noi vorremmo uno scatto di orgoglio, un cambio di passo, vorremmo un’Amministrazione Comunale protagonista, che non giochi mai di rimando ma che anticipi le questioni; subirle o continuare a subirle non fa onore a chi con grande impegno si sta dedicando a rilanciare le sorti di questa comunità.
Noi ci attendiamo dal suo intervento parole chiare in questo senso, e soprattutto una svolta nel concepire l’impegno politico: non più un impegno finalizzato ad erogare servizi non di eccellenza, ma magari un impegno circoscritto, secondo una scala di priorità, guardando al benessere della comunità, badando alle esigenze dei cittadini.
PRESIDENTE
Grazie, collega Napoli. Prego, consigliere Speranza.
SPERANZA
Grazie, Presidente. Voglio aggiungere alcune brevi valutazioni alla discussione che è stata fatta oggi e alla discussione che è stata prodotta in queste ultime giornate nella Seconda Commissione Consiliare, perché ritengo che, come sempre, il bilancio consuntivo sia senz’altro un momento importante di approfondimento tecnico, ma rappresenti pur sempre un passaggio politico su cui è necessario uno sforzo di analisi attenta da parte di tutti.
Mi preme, in apertura, ringraziare il Presidente della Seconda Commissione, che ha positivamente contribuito allo svolgimento dei lavori della Commissione stessa, così come l’assessore Pace, per la puntuale relazione, ed il dirigente Laguardia.
Io ritengo che ci sia una frase particolarmente significativa, Sindaco, da cui forse è utile far partire la riflessione sulla discussione di oggi, e cioè quella che l’assessore Pace porta quasi in conclusione della sua relazione, dove dice: “…dunque siamo di fronte ad un bilancio sano”, che è cosa fondamentale per un’Amministrazione come la nostra, “ma drammaticamente povero”.
Siamo di fronte, per l’ennesimo anno, per l’ennesima volta, ad una triste realtà, e cioè quella di vedere, in qualche modo, considerata la realtà degli Enti Locali più in generale – perché ritengo che questa frase sia una frase del Comune di Potenza, ma possa anche essere una frase che in queste stesse ore viene letta in tante altre assisi comunali in giro per l’Italia -, che ci fa capire come probabilmente negli Enti Locali ancora viene percepito troppo uno dei punti di spesa da tagliare e troppo poco, invece, uno dei momenti di eccellenza e di possibilità di individuare soluzioni possibili per le comunità e per la cittadinanza, come purtroppo questo bilancio ci fa capire.
Io ritengo che la battaglia, Sindaco, che tu stai portando avanti con l’ANCI esattamente su questo terreno, sul grande tema delle risorse, vada nella direzione giusta. La stessa delega che ti viene data, di entrare nell’Ufficio di Presidenza con alcune importantissima città – penso a Torino, penso a Palermo, penso a Napoli -, credo sia un momento di orgoglio importante, che sia senz’altro un riconoscimento al lavoro che tu hai voluto fare in questi anni, ma io credo anche alla qualità che l’Amministrazione Comunale nel suo complesso – e le stesse parole del consigliere Napoli, probabilmente, lo confermavano – ha espresso in questa legislatura, in questi ultimi anni.
Io ritengo che ogni volta che si parla del bilancio consuntivo sia facile giungere ad un elenco di lagnanze, ad un elenco di cose che non vanno, ad un elenco di cose che vanno migliorate, e ritengo che questa Amministrazione debba avere l’intelligenza, così come ha dimostrato in questi anni, di capire fino in fondo come i problemi che ci circondano siano davvero tanti. Nessuno pensa che abbiamo risolto, reso oro quello che oro non era prima. Nessuno ritiene che con la bacchetta magica, nel giro di qualche anno, abbiamo decisamente invertito una direzione di marcia che, probabilmente, ci portava su lande complicate. Eppure io ritengo che questo quaderno di lagnanze che spesso arriva dai banchi dell’Opposizione nel momento del bilancio sia ingeneroso, ingeneroso rispetto ad un lavoro serio, costante, che ha prodotto risultati postivi, che non è passato inosservato agli occhi di nessuno.
Sono 16 i milioni di euro che solo nel 2007 – quindi solo dentro questo bilancio che discutiamo oggi – sono relativi ad opere che sono state avviate e finanziate. Ce ne sono tantissime, l’elenco è stato espresso dall’assessore Pace: dalla Scuola Elementare di Via Perugia, al parcheggio Viale UNICEF-Ponte Attrezzato, al completamento della strada Sant’Antonio La Macchia-Ospedale, alla riqualificazione del Centro Storico, Murate, Risorgimento, San Rocco, Poggio Tre Galli, Cocuzzo, Santa Croce, Via Zara… Si potrebbe proseguire probabilmente per decine di minuti su quali e quanti sono stati gli interventi che noi abbiamo messo in campo.
Io ritengo che noi dobbiamo sforzarci; sforzarci perché con questa legislatura, con lo sforzo – appunto – di un’Amministrazione che ha messo in campo un’iniziativa forte, ritengo che abbiamo iniziato a cambiare il volto di questa città.
Vedete: alcune cose dette stasera non mi convincono fino in fondo. Se si dice che c’è un terreno di sfida sul miglioramento e sull’approfondimento dei rapporti tra Università e città io sono d’accordo, e ritengo che questa sia una delle sfide strategiche che abbiamo di fronte a noi. Se, invece, si dice che l’Università vive da una parte e la città vive da un’altra, si dice cosa falsa. Si pensi a quello che significa la relazione tra città e Università sul terreno della ricerca antisismica, dove c’è una relazione costante, documentata, c’è una relazione che “sta nelle carte” e che quindi non può essere messa in disparte.
Si pensi anche – per venire ad un problema di queste ore, che probabilmente affronteremo tra qualche minuto – allo sforzo, anche questa volta generoso, della nostra Amministrazione per provare ad affrontare il tema che forse il consigliere Napoli avrà anche incontrato in Consiglio Regionale, e cioè evitare lo spostamento del corso di sostegno della SIS da Potenza a Matera e far sì che anche l’anno prossimo ci sia l’opportunità di stare a Potenza.
Siamo stati noi per primi, in Quarta Commissione…
Fase interlocutoria
SPERANZA
Io mi interesso del Comune di Potenza e di quello che fa il Comune di Potenza, e quello che posso dire è che la Quarta Commissione Consiliare all’unanimità ha acquisito questo problema, a riprova di come anche la nostra città viva i temi dell’Università come temi specifici e fondamentali.
Ritengo che noi stiamo facendo bene anche sul terreno delle scuole. Abbiamo prodotto uno sforzo di innovazioni importante, quello della Consulta Cittadina sulla scuola, che è un punto di forza che non esiste in tantissime altre realtà, è uno dei pochi elementi del Mezzogiorno che dobbiamo sforzarci di far vivere.
Non voglio tornare su discussioni di lungo termine che abbiamo avuto anche in quest’aula sul Piano Strutturale Metropolitano, su quello che significa, su una scelta strategica fondamentale come quella di legare il nostro destino urbanistico, il nostro destino strategico, a quello dei paesi che ci stanno attorno.
Anche quando si parla di verde pubblico, io vi invito a rileggere i verbali della nostra discussione sul Regolamento Urbanistico, quando questo è stato uno dei temi qualificanti e caratterizzanti della battaglia che abbiamo davanti.
Quindi io voglio aggiungere poco altro, e c’è un punto che in particolar modo mi sta a cuore, e cioè come noi siamo ben consapevoli della realtà difficile che c’è intorno, siamo ben consapevoli di come ci sia una battaglia quotidiana degli Enti Locali nel loro complesso per provare a drenare risorse, per provare ad utilizzare quelle risorse nella miglior maniera possibile.
Questo è possibile, è stato possibile in questi anni grazie al buon lavoro fatto, e io credo che vada dato atto a tutti di questo risultato positivo, anche qualora ci sia sempre di più la necessità, anche nei prossimi mesi, di un lavoro positivo che dall’Opposizione può arrivare per aiutarci a migliorare le proposte che noi stiamo mettendo campo e che in questo ultimo scorcio di legislatura possono ancora aiutarci a realizzare quella Potenza che, penso, tutti quanti abbiamo nelle nostre idee e che questa cittadinanza ci chiede e, in qualche modo, merita. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, collega Speranza. Prego, consigliere Mussuto.
MUSSUTO
Grazie, Presidente. Cercherò di essere, almeno nella tempistica, a livello europeo, perché nelle qualità dialettiche assolutamente non lo sono: in questo è “padre-padrone” il Sindaco…
Non mi posso esimere dal ringraziare anch’io – non perché è dovuto, ma perché è sentito veramente – l’assessore Pace ed il dirigente Laguardia e tutta la sua struttura, perché effettivamente devo dare loro atto che hanno fatto e fanno un lavoro davvero capillare e massacrante. Noi li “torturiamo” quando arrivano in Seconda Commissione, perché chiediamo di tutto e di più e loro sempre pronti, disponibili.
Mi sento anche di fare un plauso ai Revisori dei Conti perché, per uno come me, che non è avvezzo a questi numeri, la loro relazione – l’ho letta attentamente – è effettivamente esplicativa, molto chiara, anche se non dobbiamo dimenticare che qualche “avvertimento” arriva anche all’Amministrazione, quando dice di pareggiare i conti, perché è il sistema migliore per avere un’ottima gestione, per avere un pareggio di bilancio. Questo è un fatto sicuramente positivo.
Al di là di questo, a me preme sottolineare solo alcuni aspetti, perché tutto il resto… Ci dovremmo rendere conto che probabilmente, Colleghi dell’Opposizione, si dovrebbe essere un poco più attenti quando si fanno le variazioni di bilancio, perché poi, alla fine, è quello il momento in cui i numeri rappresentano le operazioni, in termini di lavoro, che si vanno a fare. A partire da me, sia chiaro. Probabilmente una maggiore attenzione va posta in quella fase, in quei momenti.
Detto questo, io condivido l’intervento del consigliere Speranza, però c’è un “però”. Non credo che una criticità, anche se viene dalla Maggioranza, sia un fatto negativo. Io lo ritengo, invece, uno sprone a fare meglio e di più. Per cui assolutamente non condivido l’atteggiamento di volere a spada tratta difendere l’operato dell’Esecutivo, dell’Amministrazione, nella sua totalità.
Mi unisco al coro di coloro che hanno rimproverato l’Esecutivo: è il quarto anno che approviamo un consuntivo senza le relazioni dettagliate degli Assessori – ricordiamoci questo – e probabilmente non ne avremo il piacere. Eppure, ci è stato sempre detto che “la prossima volta ci sarà”; “la prossima volta ci sarà”, ma mi dispiace, amici, prima di tutto dell’Esecutivo, in queste carte non abbiamo avuto, ancora una volta, il piacere di leggere una relazione dettagliata delle cose che sono state fatte, variate e quant’altro.
Fase interlocutoria
MUSSUTO
Quello di previsione… però bisogna raffrontare i numeri… Ma sarebbe stato un po’ più esaustivo, perché non tutti – come diceva il presidente Trombetta – sanno leggere i numeri. Ognuno di noi ha la sua prerogativa. Se parliamo di lavori pubblici, allora credo – scusate la presunzione – di non essere secondo a nessuno, quanto meno, però per il resto è chiaro che anche io mi devo adeguare.
Sono stati toccati alcuni punti. Un’Amministrazione sicuramente si contraddistingue per le cose grosse che fa e noi, per fortuna, abbiamo un Sindaco che assolutamente vuol volare sempre alto, però non dobbiamo dimenticare che una cittadinanza ha bisogno anche di cose piccole, che sono poi la cartina di tornasole, sono lo specchietto per le allodole, per il cittadino qualsiasi.
E’ stato toccato il tema del verde. Io vi porto solo un esempio: il Sindaco, in occasione dell’approvazione del PRUSST Lasala, ebbe a dire: “Io preferisco il verde”. E chi non lo preferisce? Sicuramente anch’io mi adeguo a quella sua dichiarazione, perché anch’io “preferisco il verde”, però bisogna avere anche la capacità di proiettare nel futuro la possibilità di curare questo verde, perché se noi lo lasciamo incolto, forse sarebbe cosa buona, a questo punto, se l’Amministrazione stornasse un po’ di soldi e comprasse un gregge di pecore; forse con quello riusciremmo nel contempo a pascolare le pecore e a tenere pulito il verde. A Torino lo hanno fatto, hanno avuto una bella idea, probabilmente io ho copiato da loro. E probabilmente potremmo vendere pure gli agnelli, con un ritorno economico per l’Amministrazione. A parte la battuta, il problema è reale, il problema è vero.
Guardate, io mi vergogno, quasi. Lo vorrei dire al Sindaco: io mi vergogno, quasi. L’altro giorno, scendendo da casa, a Murate, tema che è stato richiamato, cosa che io non ho mai fatto proprio per un fatto, se volete, di campanilismo… Il collega Napoli ha ragione: scendendo da casa ho trovato, l’altro giorno, un signore del quartiere che stava tagliando l’erba. Stava tagliando l’erba. Io me ne sono vergognato. E se mi sono vergognato io, credo che si debba vergognare tutta l’Amministrazione. Quindi è servito solamente… Siamo stati bravi ad infilare il traffico là sotto e poi quello che succede, succede.
Fase interlocutoria
MUSSUTO
Murate, non vorrei che lo dimenticaste, è diventato il punto di passaggio principale per tutti gli automobilisti, quindi se questo è il bigliettino da visita che diamo a chi viene dall’esterno, credo che sia un bigliettino del tutto negativo.
Allora dico: sì, le grosse cose mi stanno bene, ma possibile che fra le pieghe di bilancio non riusciamo a trovare risorse, che sono pure minimali, per poter fare queste cose? E’ stato richiesto dal comitato di quartiere di saldare… c’è una ringhiera che è pericolosa e pericolante… sempre a Murate, consigliere Lieta… è stato richiesto di fare una saldatura, di mettere in sicurezza quella ringhiera: macché, niente. Insomma, a questo punto, scusatemi tanto, credo proprio che qualcosa vada rivisto.
Allora, se dobbiamo pensare alle cose grosse, come è giusto che sia, collega Speranza, cerchiamo anche di tener conto, di curare queste piccole cose che sono importantissime. Si parte dal basso, mai… Alla quotidianità dobbiamo guardare, e sono queste piccole cose che con un investimento minimale di risorse ci possono dare un’immagine sicuramente migliore. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a Lei, collega Mussuto. Prego, consigliere Pace.
PACE D.
Grazie, Presidente. Non vorrei essere critico come il Collega che mi ha preceduto. Dalla presa visione della relazione illustrativa si evince che il Consuntivo si chiude con un avanzo di 119 mila euro e con il Patto di stabilità che è stato pienamente rispettato in tutti gli obiettivi previsti dalla normativa. Questi due elementi, per quello che mi riguarda, sono segno di una buona e sana gestione. L’Assessore lo ha detto: è un bilancio buono, ma magro.
Le casse del Comune di Potenza, da quando ci siamo insediati, sono state sempre magre, non sono state mai floride, infatti ancora oggi – come ci ha fatto notare il Presidente della Seconda Commissione – abbiamo un passivo di 118 milioni di euro, dei quali 43, quasi 44, milioni sono di mutui e 75 milioni di BOC.
Beh, questa è una situazione che deve far riflettere tutti quanti, e a seguito di questa riflessione io credo che nessuno, né di Maggioranza né di Minoranza, oggi, possa permettersi di avanzare ipotesi di investimenti in termini di strutture superiori oppure in termini di maggiori servizi. Nessuno è in grado di farlo. Ad Avigliano dicono semplicemente che “senza soldi non si cantano messe”. Quindi è impossibile fare dei “salti mortali”.
Credo pure che in questa situazione vada dato atto all’Amministrazione, e anche ai dirigenti, di aver fatto e di continuare a fare uno sforzo tale da garantire alla cittadinanza i servizi necessari. Alla cittadinanza non è mai mancato niente, e sono stati garantiti, questi servizi, senza aumento di imposte quali l’ICI – ormai scomparsa – e la TARSU (dove i costi si sono compensati con i ricavi).
Va anche ricordato, come ha detto pure il consigliere Roberto Speranza, che ha investito molto, l’Amministrazione Comunale, nell’ambito delle opere pubbliche, e questo è sotto gli occhi di tutti i consiglieri, nessuno lo può negare. Sono state avviate e portate a compimento molte opere, che sono state citate; è stata fatta tanta manutenzione ordinaria e straordinaria non solo delle strade, della pubblica strada, ma anche della pubblica amministrazione.
E’ stata fatta la bonifica dall’amianto ai prefabbricati di Bucaletto, è stato fatto l’adeguamento in termini di sicurezza nelle scuole, è stata fatta la manutenzione – che si è dimenticata – di Via Aderenza… c’è stata la riqualificazione di Piazza Adriatico e Piazza don Bosco, c’è stato il completamento delle discese di San Gerardo e San Giovanni, c’è stato l’attraversamento di Via Di Giura – è stato detto -, c’è stata la manutenzione ordinaria del Centro Storico…
Nel Centro Storico la manutenzione ordinaria, a mio parere, non solo ha messo il Centro Storico in una condizione tale da fargli assumere sempre una posizione di polo attrattivo commerciale, ma oggi l’ha messo anche in condizione di essere centro culturale, tanto che si sono viste diverse manifestazioni, non solo nella Sala dell’Arco, ma anche al Teatro Stabile, a Piazza Duca della Verdura… Sempre nel Centro Storico di Potenza, il Museo Nazionale Archeologico Dinu Adamesteanu ha ospitato tante mostre, e oggi possiamo vantarci di questo. Naturalmente non dobbiamo dimenticare che il nostro Sindaco ci ha fatto rivivere 200 anni di storia con il Bicentenario. Eravamo tutti con la “cravattella” quella mattina.
Detto questo, concludo dicendo che l’Amministrazione non solo merita un plauso, ma anche una considerevole attenzione di meritocrazia per aver svolto ed aver garantito – e perché dovrà ancora garantire, in assoluta difficoltà – una serie di attività e di servizi. Il voto della Sinistra Democratica è un voto favorevole. Grazie.
PRESIDENTE
Ringraziamo il collega Pace, che ha già fatto anche la dichiarazione di voto. La parola al collega Petrullo.
PETRULLO
Comincerò con i ringraziamenti: uno in particolare va all’assessore Gesualdi, che non vedo. L’assessore Gesualdi ha realizzato quello che la Commissione più volte gli aveva segnalato con molta diligenza e con puntualità, e quindi siamo riusciti, finalmente, ad ottenere l’abbattimento di cartelloni pubblicitari che erano, oltre che contro ogni norma, anche contro ogni grazia di Dio. E’ stato eseguito il provvedimento, finalmente, la settimana scorsa, quindi volevo dare il mio personale ringraziamento all’assessore Gesualdi, il quale per questo solo motivo rimane giustificato per non aver fatto la relazione.
Gli altri no, però; gli altri non rimangono giustificati, non solo per la relazione, ma anche per qualche altra cosa che è rimasta in sospeso in questo anno: bisognava fare delle verifiche presso un Assessorato, come mi era stato assicurato, e non sono state fatte. Va bene, non fa niente, siamo a consuntivo… però anche io devo associarmi al coro di proteste sulla mancanza di relazioni, non per il fatto in sé e per sé che manchino le relazioni, ma per la scarsa considerazione che questo Consiglio è riuscito ad avere per quattro anni. Cioè quattro anni di proteste perché non c’erano le relazioni hanno fruttato quattro anni di insuccessi, il che è un record; un record non soltanto per l’Opposizione, ma anche per i Consiglieri di Maggioranza.
Allora a questo punto noi dovremmo chiederci… io mi chiedo: questa richiesta, per quanto condivisa da tutti, questo rimprovero, per quanto fatto da tutti, veramente non viene tenuto in nessuna considerazione? E’ possibile mai che il Sindaco, capo della Giunta, non sia riuscito in quattro anni a convincere i suoi Assessori che una relazione ce la dovevano fare? E’ scarsa considerazione nei confronti del Consiglio o non si è fatto quello che si sarebbe dovuto fare?
Oggi voi ci chiedete il voto su un conto consuntivo, però come al solito rimane attività difficilissima di traduzione dei numeri in attività politica. La relazione sarebbe servita a questo, a tradurre in termini politici quelli che erano i numeri che l’assessore Pace maneggia con un’eccezionale abilità, abilità che però non ha condiviso con i Consiglieri; non ce l’ha insegnata nel corso degli anni, e quindi per noi rimane difficile interpretare il numero. Oddio, cerchiamo di arrangiarci. Ma come? Cerchiamo di arrangiarci con quell’elenco di lagnanze, come le ha chiamate il consigliere Speranza… E’ termine un po’ riduttivo, “lagnanza”, perché la lagnanza è qualche cosa di cui mi lamento, quindi la questione è più soggettiva. Noi, invece, con la lagnanza riportiamo un problema. Se dovessimo chiamare i problemi di Potenza soltanto lagnanze, sarebbe riduttivo. Parliamo dei problemi, e non diamo un nome alla maniera con la quale il consigliere dell’Opposizione, doverosamente, porta la lagnanza in Consiglio.
Il problema è uno. Io non volevo intervenire, Presidente, e penso che avrei fatto cosa gradita a molti perché fa caldo ecc… poi, che volete, a sentire gli altri interventi, che funzionano un po’ come “aperitivo”, arriva “l’appetito”.
Sono diventate noiose le nostre riunioni sul Bilancio consuntivo… Presidente, cominciate a fare la conta, perché vedo che siamo in pochi. Più tardi, dopo gli altri ordini del giorno – dove sta Lieta? – potrebbe scattare una richiesta di appello, quindi cominciate a contarvi subito. Sono diventate noiose perché non è concepibile che un problema presentato diciamo nel 2004, sia tale nel 2008. Ne vorremmo uno nuovo. Perché non possiamo avere un “problemino” nuovo pure noi, senza ripetere le stesse cose? Questa è la consiliatura che si è contraddistinta per l’inceneritore – ogni anno ne parliamo -, per il Ponte Attrezzato – ogni anno ne parliamo -, per i problemi dell’ACTA… Non ci avete dato lo spunto per proporre un problema nuovo, e allora diventa noioso, ma la colpa non è nostra, la colpa è dei problemi che rimangono tali.
Il consigliere Speranza dice, giustamente: “L’Opposizione deve aiutarci a risolvere il problema”. E più che ricordarli?! Non perdiamo un’occasione per farlo. Però ci sarà anche una spiegazione per la circostanza, nell’ultimo anno quasi settimanale, che contraddistingue le pubblicazioni dei quotidiani locali. Nei primi anni di questa consiliatura i nostri quotidiani parlavano di tante belle cose; da un anno a questa parte riescono ad occuparsi della città di Potenza per più di un giorno alla settimana, dedicando ad uno specifico problema anche più di una pagina. Ci sarà un motivo.
Certi problemi non sono più sopportabili, purtroppo; non sono più digeribili. Una stampa che non ha mai nascosto – e comunque tutti le abbiamo sempre riconosciuto – una certa “filogovernatività” che arriva settimanalmente ad esporre con minuzia di particolari problemi di questa città… Un motivo ci deve essere, e dal momento che questo potrebbe essere l’ultimo nostro consuntivo, perché potremmo correre il rischio di non fare quello prossimo, un consuntivo generale, forse, dobbiamo farlo proprio oggi.
Allora, il programma di insediamento di questa Giunta. Senza entrare nel particolare, dico: oggi possiamo dire che quel programma si è realizzato, in termini di qualità della vita, per esempio? E se si è realizzato, in che percentuale? Possiamo dire che si è realizzato in buona percentuale? Io temo proprio di no.
In quel programma si parlava – io ebbi modo di dirlo già quattro anni fa – della Potenza dei balocchi, dei sogni. Io ebbi modo di dire: “Abbiamo dei debiti, pensiamo a come levare questi debiti”. Oggi siamo lì con i problemi irrisolti, con qualche grande opera avviata, ma la vita del potentino è peggiorata.
Io vorrei proporre un altro slogan, soprattutto in considerazione dei recenti accadimenti cittadini. A “Potenza-città cultura”, vorrei affiancare un altro nome: “Potenza-città zoo”. Abbiamo dato cittadinanza alle vipere. Ci sarà un motivo anche per questo. Abbiamo parlato tutti del verde pubblico. Arrivare a livelli di cattiva manutenzione del verde pubblico tali da vedersi invadere la città da animali pericolosi, che in genere, tranne che in qualche città del Sud America, preferiscono abitare nelle savane, o comunque in ambienti dove il verde è rigoglioso ed anarchico… vorrà dire che il nostro verde è altrettanto rigoglioso, è vivo, libero di crescere dove e come vuole. Allora, basta aggiungere un altro nome alla città: “Potenza-città zoo”.
Fase interlocutoria
PETRULLO
Ci stiamo riuscendo perfettamente. Risparmiamo pure qualche solo per la manutenzione del verde, ecc.
Allora, se tutti questi problemi sono costanti, aumentano… Che so, ho sentito dire che all’ACTA è finita l’emergenza. Quale, quella dei numeri, se gli abbiamo levato i servizi!? Quale, se sono quattro anni che stiamo chiedendo: quando diventa S.p.A.? Quattro anni che ci viene detto: “Ma il progetto è pronto, è nel cassetto”, quando sappiamo che era effettivamente già pronto e dal notaio con la vecchia consiliatura. Perché non ci avete mai detto cosa è successo in questa trasformazione? Nel frattempo l’ACTA, però, non è la stessa; è molto più povera. E il futuro dell’ACTA? Non lo conosciamo.
Ma vogliamo ricordare quante interrogazioni sono state fatte sul Piano delle antenne? Lo vuole la legge! Piano delle antenne: niente. Mi ricordo almeno cinque o sei di noi… le interrogazioni erano bipartisan. Perché la legge dice che dobbiamo fare il Piano delle antenne. Perché non siamo stati capaci in quattro anni di fare una cosa che la legge ci chiede di fare, e che costa poco e che era pronto? Anche l’assessore Fulgione ha detto: “Ma è qui, mi sono scordata di portarlo oggi. Ma probabilmente domani, se mi faccio un nodo al fazzoletto, arriverà il Piano delle antenne”. Poi c’è stato un cambiamento di rotta, abbiamo affidato all’Università l’incarico o qualcosa del genere – ricordo -. L’Università, ovviamente, se l’è presa comoda, perché ha detto: “No, piano”.
Fase interlocutoria
PETRULLO
E noi il Piano delle antenne non lo abbiamo. Da quanti anni ci fate parlare dell’inceneritore? E’ un grande fallimento, l’inceneritore, non solo di questa consiliatura. Anzi, forse questa consiliatura è quella che, in termini di proporzioni nella responsabilità, forse ne ha anche di meno, perché io vorrei… La storia dell’inceneritore ci è stata raccontata dal dirigente, ed è una storia kafkiana, in cui le responsabilità si sono cumulate negli anni senza che ci sia stato un limite di dignità e di vergogna sul problema dell’inceneritore, che abbiamo pagato una quantità di soldi infinita.
E devo ancora dirvi che il primo intervento mio fu quello di dire: “Perché non mettiamo la targhetta al vicolo che sono costretto a chiamare «dell’Ariston» o al vicolo «di Ignomirelli»?”. Perché non hanno un nome, perché dal terremoto non hanno la targhetta. Quanto costano le targhette? Probabilmente molto meno della consulenza che andremo a pagare ad un geometra per accatastare il Palazzo di Giustizia! Molto di meno, ma non è stato fatto.
Ma è pressappochismo, è superficialità, è indifferenza nei confronti di una cittadinanza che pretende di vivere un tantino meglio? Ma avrà lo snodo del Gallitello. Benissimo, ma non c’è solo quello, non c’è solo la grande opera, c’è il quotidiano, e il cittadino vive del quotidiano e per quattro anni a questo quotidiano abbiamo detto “no”. In tutte le lingue, lo abbiamo detto, e quindi io per la quarta volta devo dire: “Ma perché non mettiamo le targhette al vicolo «di Ignomirelli»?”.
La qualità della vita. A consuntivo, io dico, della consiliatura, perché non so se faremo il prossimo, siamo arrivati alle ronde nella città. Personalmente non sono assolutamente d’accordo con questa iniziativa. Dico “personalmente” perché non conosco l’opinione del gruppo, del partito, ma personalmente sono assolutamente contrario.
Se si arriva al fenomeno delle ronde, che c’è dietro? C’è quel degrado denunciato dal Difensore Civico… perché? perché non si poteva ritirare a casa, ma avrebbe dovuto dirlo anche prima, in determinati giorni… quel degrado che è stato contestato dal Sindaco, e che però, poi, è stato confermato nel momento in cui sono stati adottati dei provvedimenti che andavano nel senso di limitare questo degrado della città. Ma possiamo mai consentire che una città si auto-organizzi con le ronde? E’ un momento di maggiore civiltà o è un momento di “de-gradimento” totale delle istituzioni?
Quando si muove il privato per difendersi, vuol dire che non ci sta arrivando la parte pubblica. Ed è grave, è grave per noi che stiamo amministrando da quattro anni, è grave per i nostri figli, è grave per tutti. Per i nostri figli il problema serio è quello del sabato sera. E a fronte che vediamo? Per le politiche giovanili abbiamo previsto 2 mila euro, nel 2008. 2000 euro! Già l’ho detto in un’altra occasione, neanche una ricarica telefonica facciamo ai nostri giovani con 2 mila euro, perché il problema del disagio giovanile è strettamente collegato al problema del degrado del Centro Storico; è strettamente collegato perché quel degrado viene associato alle scorribande che i giovani farebbero, o fanno, il venerdì sera o il sabato sera.
Il problema va affrontato seriamente, e affrontare un problema seriamente non costa soldi. Non mi potete venire a dire: “Ma Berlusconi ci ha levato i soldi”. No, il problema va affrontato una volta per tutte, e voi non dovete mettermi nelle condizioni di ricordarvelo ad ogni consuntivo e ad ogni preventivo, perché a questo punto non sono io che sono noioso, ma siete voi che non risolvete problemi reali, problemi che la città vive come problemi e che vuole risolti, e non li vede risolti.
Quattro anni fa abbiamo parlato dei fabbricati che cadono a pezzi. Dopo quattro anni abbiamo qualche impalcatura, non per rifarli, non per aggiustarli, ma per evitare che qualcuno ci rimanga sotto! L’anno scorso abbiamo visto le impalcature alla ex Biblioteca Provinciale, oggi le vediamo in Via Vaccaro, all’ex dispensario. Dici: “Ma si rifà il palazzo?”. “No, scordatevelo, è soltanto per evitare che qualcuno ci rimanga sotto”.
L’Università. I rapporti sono intensi, c’è tutto il lavoro sul sisma… Potenza non vive la sua destinazione di città universitaria, non la vive bene. Si incominciano ad avviare i problemi della ospitalità degli studenti, forse li avremo risolti fra un lustro. Essere città universitaria credo che significhi altro che fare qualche lavoro insieme all’Università, significa viverla, farla vivere, sentire che questa città può diventare un laboratorio culturale.
Noi quasi la sopportiamo, l’Università. La struttura è venuta fuori a fatica e difficilmente il potentino, se dovesse parlare della sua città, nominerebbe l’Università come una ricchezza, quale invece è. Perché non la vive come città Universitaria, perché ancora molti potentini preferiscono andare fuori, e per tanti altri motivi, perché una città universitaria la si studia, non la si improvvisa con una struttura, con i professori e con gli studenti che ci vanno. Ci si costruisce attorno un mondo.
E’ un impegno, è uno sforzo che richiede qualche cosa di più ad una Amministrazione Comunale. E in questo voglio essere di sprone. E’ questo lo sforzo in più che si deve fare, non soltanto verso la grande opera pubblica che risolverà qualche problema e farà forse passare alla storia qualche amministratore, perché si assocerà l’opera pubblica, anche giustamente, al nome dell’amministratore che l’ha voluta. Ma io vorrei sadicamente, comunque, che anche le opere pubbliche che ci hanno fatto penare per 20 anni portassero i nomi di tutti quelli che sono responsabili di quei ritardi.
Ma dico: la città deve fare uno scatto in avanti in questo senso. Abbiamo le potenzialità, abbiamo la capacità. Bando al pressappochismo, constatato purtroppo anche oggi, quando il collega Imbesi ha dovuto sottolineare degli errori banali, tecnici… No, quella è superficialità, perché negli atti di un bilancio consuntivo quegli errori non si fanno. Quegli errori non si fanno. Non parlo tanto del secondo, quello di oggi: là è evidente che andava depennato e basta, ma parlo di quelli di prima.
Non ci sono le relazioni. Bisogna andarsi a guardare le carte nel particolare. Insomma: c’è un atteggiamento, a dispetto – sia chiaro, e in questo mi associo a quello che ha detto il consigliere Napoli – di uffici che, probabilmente, facendo una media dell’impegno pubblico a Potenza, sono quelli che lavorano meglio… Io ho avuto modo di constatarlo nell’esercizio della mia professione. La Regione Basilicata, guai a chi si avvicina! L’efficienza è qualche cosa di cui si è sentito parlare perché forse lo si è letto sul giornale, ma vai a fare un’istanza e non so se e quando avrai una risposta, e che tipo di risposta, per l’amor di Dio! Però, dico, anche in questo la parte politica, che può sfruttare un corpo di dipendenti così affidabili, potrebbe osare molto, ma molto di più.
Io ho parlato di pressappochismo e indifferenza perché se mancano le relazioni per quattro anni un motivo c’è, e non è riconducibile ad altro se non a caratteristiche negative. Non potete venirmi a dire che ve le siete scordate, perché per quattro anni non si scordano; il problema non ve lo siete posto; avete pensato che ai consiglieri non toccassero. Punto. E questo è poco rispettoso, è poco rispettoso per tutti i consiglieri.
Non lo potremo dire, probabilmente, l’anno venturo, che mancano di nuovo, solo perché forse non discuteremo il bilancio consuntivo, ma sarebbe il caso che chi si troverà l’anno prossimo a discutere questo bilancio si trovi di fronte delle relazioni, perché vanno fatte le relazioni. Punto. E su questo argomento io gradirei che il Sindaco prendesse una posizione decisa nei confronti della Giunta e degli Assessori e ci mettesse nelle condizioni di poterle leggere, finalmente, perché se il fatto di non darci le relazioni non provoca nessun richiamo, nessun provvedimento nei confronti di chi ha omesso di darcele, vuol dire che effettivamente la considerazione di questo Consiglio da parte della Giunta è davvero al di sotto dei voti minimi. Ragion per cui, ringraziando chi ha prestato attenzione o chi ha soltanto avuto la bontà di stare ossequiosamente in silenzio, preannuncio, evitandomi la dichiarazione di voto, un voto che non potrà che essere negativo.
PRESIDENTE
Ringrazio il consigliere Petrullo. Non ci sono altri interventi, avendovi rinunciato anche il collega Pesarini, che ringraziamo per questo. Possiamo, finalmente, dare la parola al Sindaco per la replica.
SINDACO
Se questo è l’ultimo dei nostri incontri di Consiglio sul Conto consuntivo, è anche l’ultima occasione che abbiamo perso. Devo essere molto franco con voi: mi sono sempre augurato che, al di là di qualche diversità inevitabile, le occasioni importanti (quale quella del Conto consuntivo, o anche quella del Conto consuntivo, anche se probabilmente non è questa la più importante) in cui il Consiglio è chiamato a discutere non si trasformassero in una banale contrapposizione con un’Opposizione che continua a rinfacciarci di non essere bravi, di avere una città – come è scritto anche sui giornali nazionali – “urbanisticamente disfatta, rumorosa, sporca, sempre più povera, ancor più caotica di quattro anni fa” e così via, e a farci un elenco che potrei raddoppiare senza difficoltà.
Potrei raddoppiare l’elenco dei problemi che abbiamo in città, dei drammi che vivono le nostre aree rurali, le nostre contrade, delle tante problematiche legate alle barriere architettoniche… Ahimè, se volessi fare l’elenco delle barriere architettoniche che non abbiamo eliminato in città, e che la gente viene dal Sindaco quotidianamente ad evidenziare, otterrei un elenco triplo rispetto a quello fatto in questa assise. O le problematiche legate ai trasporti pubblici. Il nostro trasporto pubblico urbano è un trasporto inefficiente; lo dico, lo abbiamo sempre detto. Non è un problema di elencazione. Se fosse un problema di elencazione, questo sarebbe il miglior Consiglio Comunale nella storia del nostro Comune.
Mi sarei aspettato, in queste occasioni, anche di fronte a problemi importanti come quello della sicurezza o quello delle politiche giovanili, che il Consiglio Comunale di una città capoluogo approcciasse tali questioni inserendole in un contesto, in un orizzonte che non può che essere quello del mondo nel quale viviamo.
Guardate: noi stiamo parlando di sicurezza nei vicoli della nostra città mentre c’è un Ministro che fa mettere il ditino dei bambini rom su un “qualcosa” per poterli identificare, che chiama l’Esercito nelle piazze italiane, che chiede alle Prefetture di sostituirsi ai Sindaci… cosa che ho avuto modo di ricordare al ministro Maroni personalmente – e chi era presente quel giorno lo sa – per dire che si tratta di tornare indietro di 50 anni.
Credo che se inserissimo in questo contesto il problema del nostro Centro Storico e di ronde ridicole – ridicole -, nate per una sera per ritornare, poi, ad ottobre, quando iniziano le campagne elettorali, probabilmente riusciremmo a dare alla nostra città non soltanto il giusto quadro dei suoi problemi, ma anche a dare al nostro dibattito una concretezza, con la possibilità, anche, di finalizzare atti amministrativi alla soluzione di qualche problema aggiunto (considerato che nessuno si sente in grado di rappresentare il meglio e di mettere in campo la migliore azione amministrativa).
Dico questo proprio perché ritorniamo costantemente sugli stessi temi, e ci ritorniamo in maniera inevitabilmente strumentale. Io, francamente, ho anche qualche difficoltà a rispondere e a tornare sulle stesse questioni: un’Amministrazione che non risolve niente, incapace, tutti i problemi buttati lì così… Francamente ho difficoltà. Con i miei amici di Maggioranza, che vedo nei gruppi, nelle riunioni, ci ritorno spesso: ho difficoltà a pormi nei riguardi della Minoranza in maniera ragionevole, cioè con un ragionamento che ci porti a qualche cosa.
Noi stiamo parlando di un Conto consuntivo. Le relazioni, cari Colleghi, non sono previste e non sono dovute. Le relazioni sono costituite dalla nostra presenza fissa e quotidiana – degli Assessori, del Sindaco e dei dirigenti – ogni qualvolta in Commissione ci è stata chiesta. Sempre. E quando al Sindaco è stato chiesto di venire in Consiglio a rendicontare su qualsiasi questione, non ci siamo mai tirati indietro. Mai.
Quelle relazioni sarebbero un presa in giro; diciamolo con franchezza. Se dovessi chiedere al mio Assessore di fare una relazione, questi elencherebbe una serie di positività, e poi non so a cosa servirebbe perché… Veniamo in Commissione, confrontiamoci, parliamo serenamente.
Le relazioni del Conto consuntivo sono il Bilancio preventivo. Avere avuto un Conto consuntivo con un disavanzo che è praticamente “zero”, significa avere una situazione nella quale la capacità di spesa dell’Ente (come ho ripetuto puntualmente negli anni precedenti) è altissima, una capacità di spesa che rasenta livelli da manuale del Bilancio. Questo – lo ripeto sempre – accade non perché siamo bravi, ma perché ci troviamo con un bilancio ingessato, tutto schiacciato sulla spesa corrente. Si dice che in questa Amministrazione non è successo nulla, ma il bilancio ha rappresentato e rappresenta oggi il dato, il problema numero uno che abbiamo affrontato e risolto.
Vorrei ricordarvi che nel 2004 abbiamo avuto un bilancio che aveva chiuso il Conto consuntivo con un disavanzo di 3,2 milioni di euro, e nel 2005 di 2 milioni di euro, che noi abbiamo sanato con la spesa corrente. Cioè questa consiliatura, questo Consiglio Comunale, nei primi due anni, si è fatto carico di 5,2 milioni di euro di disavanzo, per una serie di questioni che abbiamo ereditato, ed è un’eredità che pesa. Due giorni fa abbiamo perso l’ennesima causa relativa ad una vicenda di otto anni fa (una gara per pulizie), che comporterà una fuoriuscita di 250 mila euro.
In questo bilancio abbiamo messo ordine, checché se ne dica. E’ un bilancio povero, poverissimo, ma è un bilancio finalmente sano, che ha i numeri certi dei debiti e i numeri certi, non falsi, delle entrate e delle uscite. Per questo noi chiudiamo un Conto consuntivo con un avanzo di Amministrazione che è pari a zero, perché abbiamo saputo far bene i conti, abbiamo saputo dire: qui si può intervenire e qui non si può intervenire, facendo anche delle scelte sofferte, ma delle scelte. E’ questo il motivo per cui noi rispettiamo – cosa che, vi ricordo, fa il 50% dei Comuni italiani – il Patto di stabilità, che ci consente di non ricadere in una serie di vincoli e di fare un’operazione come, per esempio, la stabilizzazione dei precari, che altrimenti non si sarebbe potuta fare. E’ stato il bilancio il primo fare, la prima azione che abbiamo messo in campo.
Il parcheggio al Palarossellino, che puntualmente ci è stato rinfacciato e che ci dite, giustamente, che parte in ritardo, è un parcheggio che due anni fa era nel piano triennale e che non abbiamo fatto perché due anni fa – ve lo ricordo – i 7 milioni di euro di investimenti previsti li abbiamo dovuti cancellare, perché abbiamo avuto due sentenze – per 6 milioni e mezzo di euro – da pagare subito. Se dimentichiamo queste cose, possiamo ritornare per dieci volte a ricordare i fatti, però questa è la verità.
Avanzo di amministrazione “zero” significa che quello che avevamo previsto, che era nelle relazioni del bilancio, lo abbiamo oggi ritrovato nel Consuntivo, andando a spendere quello che potevamo spendere. Potrei dire che siamo stati dei geni a prevedere cento e a spendere cento. Non è così. E’ semplicemente il dato che certamente deriva anche da uno sforzo degli uffici, degli Assessori, dei dirigenti, ma è soprattutto il dato che proviene dall’avere un bilancio interamente schiacciato sulla spesa corrente e sulla parte di spesa fissa più facile da prevedere (perché prevediamo la spesa corrente, prevediamo l’abbattimento dell’8-10%, come abbiamo fatto, arrivando anche al 25% rispetto ad inizio consiliatura, ma quella è la spesa, non è facile sbagliare).
E così per i trasporti. Sappiamo che servono sempre di più; se prevediamo 8 milioni di euro, li spendiamo tutti. La capacità di spesa si vede sugli investimenti. Però anche lì abbiamo appaltato 70 milioni di euro. Siamo il centro di spesa più importante della regione Basilicata, siamo il centro di spesa, tra gli Enti Locali, più importante della regione Basilicata. Vi ricordo che nella consiliatura precedente si erano spesi meno di 10 milioni di euro. Ne abbiamo appaltati 70.
Si parla di priorità, e si dice che questa è un’Amministrazione che non ha avuto priorità: io vi ricordo solo l’urbanistica. Se non avessimo approvato il Regolamento Urbanistico, saremmo stati qui indicati come incapaci. La città di Potenza, questo dovrebbe essere motivo di orgoglio, oggi ha un Regolamento Urbanistico che non ha il blocco del territorio, come succede a Matera, come succede a Melfi, come succede ad Avigliano, come succede in tanti altri Comuni che il Regolamento Urbanistico non l’hanno adottato e sono entrati in una fase in cui la Regione, per norma, ha imposto una sorta di blocco. E’ evidente che questo non è un giudizio su altre Amministrazioni, di fronte alle quali mi tolgo il cappello, e dalle quali, anche personalmente, ho da imparare da un punto di vista amministrativo, però quel Regolamento Urbanistico lo abbiamo portato, e lo abbiamo portato con scelte forti, come la perequazione.
Sapete qual è la verità, cari Colleghi? E’ che sempre di più emerge che alla fine i veri motivi per cui si va in campagna elettorale e ci si scontra sono le differenze di fondo, di principio. Perché nella rincorsa fra il “non fatto” ed il “fatto”, i giochi sono chiari, e allora io starò ad elencarvi i 70 milioni di euro, le incompiute che abbiamo chiuso…
Ponte Attrezzato: ve l’ho detto in Consiglio la volta scorsa, è un’opera completa, l’abbiamo completata in tre anni, ed anche collaudata; abbiamo un problema oggettivamente dichiarato, che speriamo di risolvere entro il mese. Entro il mese speriamo di poter aprire il Ponte Attrezzato, insieme all’altra scala mobile. Abbiamo chiuso anche l’altra incompiuta che ad inizio consiliatura ci ricordavate: la stazione autolinee. Abbiamo messo mano ad un’altra cosa che ci ricordavate, cioè la Fornace Ierace. Abbiamo messo mano a situazioni… Caro collega Napoli, mi ricordo quando dicevi: “Questa è una città in cui ci vuole un anno e mezzo per avere una concessione edilizia”. Oggi la diamo in 20 giorni. Non lo so… infatti lo hai anche riconosciuto, però, voglio dire, il problema del rincorrersi tra le cose non fatte (che potremo moltiplicare per 10 e per 100, e ce ne sono) e le cose fatte (che pure andiamo ad elencare) è un gioco delle parti chiaro e ben definito che, però, non porta a nulla se non andiamo ad individuare bene e ad aggredire le questioni.
Noi stiamo facendo male al nostro Centro Storico, con questa contrapposizione. Il nostro è un Centro Storico che in quattro anni è stato visitato da circa 200 mila persone per gli eventi culturali. 200 mila. Palazzo Loffredo è lì, e sta lì fisicamente, ad essere apprezzato da chiunque viene a Potenza, come pure il nostro Teatro, come pure il borgo nel suo complesso, con i programmi che abbiamo. I 6 milioni di euro sono lì, ben definiti, con una gara d’appalto prossima sia per Palazzo D’Errico che per Palazzo Palermo e Palazzo Bonifacio. Il problema di Palazzo Biscotti ha avuto soluzione ed abbiamo risolto anche il problema di Penitente. I problemi restano, non li risolviamo tutti contemporaneamente, ma ci eravamo dati un programma, erano questi i contenitori principali – insieme ad un altro, che è l’ex cineteatro Ariston, per il quale stiamo lavorando e dove oggettivamente abbiamo delle difficoltà, dove ci sono dei problemi urbanistici e di contenzioso abbastanza complicati -.
Le cose che avevamo da fare, le abbiamo fatte. La pavimentazione in Via Pretoria è fatta. Gli altri 600 mila euro sono partiti. Abbiamo il progetto per Piazza Mario Pagano e credo che nei prossimi sette giorni avremo modo di poterlo visionare con i Capigruppo e partire con la discussione. E così altri interventi. Ribadisco, però, che il problema è che la contrapposizione non aiuta. Il gioco delle parti, violento, ci impedisce di discutere in maniera serena su due, tre, quattro, cinque questioni che sono quelle su cui trovare una posizione possibilmente comune.
Stavo dicendo che la vera contrapposizione diventa la contrapposizione di principio, di fondo, che è anche emersa nelle discussioni che abbiamo avuto. Per esempio, sulle questioni urbanistiche c’è una differenza di fondo fra Centrodestra e Centrosinistra, e questo, alla fine, vorrei far capire alla città. Noi abbiamo un’idea secondo cui l’urbanistica deve essere riformista e democratica, e – non mi vergogno a dirlo – abbiamo sviluppato un’azione tendente a favorire l’edilizia sociale.
L’operazione della perequazione, intesa come azione che ci deve portare ad avere gratuitamente i suoli, è un’azione vera, che ci porta per la prima volta in città ad avere gratuitamente i suoli e le infrastrutture – e lo abbiamo dimostrato nel comparto C1C -; è un fatto concreto. La Fornace Ierace parte con le opere di urbanizzazione. Si sta facendo la strada – e lo vedete tutti – prima delle fondamenta dei fabbricati.
Le politiche sociali in questa città sono un fatto serio. Io continuo a dirlo. Non se ne vuol parlare. Quante volte abbiamo chiesto, come Giunta, di tenere un Consiglio Comunale dedicato, Presidente? E lo dovremo fare, casomai prima dell’estate, in modo da consentire a Francesco Casella di fare un’illustrazione completa di quello che si fa e degli apprezzamenti che abbiamo sulle politiche sociali, che sono state una voce di bilancio che, pur nelle ristrettezze, abbiamo voluto rafforzare, anziché indebolire, spendendo i fondi per intero, come dice il Conto consuntivo.
Questo è un dato reale, un dato di fatto. E’ su questi temi che ci differenziamo: su come intendiamo lo sviluppo della città verso gli emarginati, verso l’urbanistica… su come intendiamo le politiche scolastiche in questa città (mentre dal Ministero, dal livello centrale, ci chiedono di fare le pluriclassi, noi ci opponiamo strenuamente, e riteniamo che anche le periferie debbano essere tutelate); su come intendiamo le questioni della sicurezza, che vanno risolte innanzitutto attraverso processi culturali, con la cultura della legalità, e non già attraverso la forzatura e la presenza dei militari. Sarebbe stato facile per il Sindaco dire: “Abbiamo una caserma a Potenza, dislocate 100 uomini a sera…”, ma non mi sembra la cosa giusta, e soprattutto non è compatibile e comparabile con la reale situazione di un Centro Storico che è aggredito più dalle chiacchiere e da cose folkloristiche, come le ronde, che da altro.
Ciò non toglie che abbiamo problemi, ciò non toglie che in occasioni di questo tipo si prendano appunti chiari e precisi, ciò non toglie che abbiamo delle difficoltà sull’inceneritore, come è vero, ahimè, considerato che abbiamo dovuto deliberare in Giunta un impegno di 750 mila euro per un adeguamento originariamente previsto per 250 mila (e le prime violente impuntature e storie sono quelle che nascono all’interno dell’Esecutivo e con gli uffici). Sappiamo che lì abbiamo delle difficoltà, ma sappiamo anche che questo inceneritore è partito con situazioni incerte, legate alla gestione, alle sue potenzialità.
E’ vero che abbiamo difficoltà sul verde; sarebbe stato facile poter dire: “I 250 mila euro (che non so dove andremo a prendere) per quella sentenza che ci ha visti soccombenti, li portiamo lì”. Il problema è del bilancio. Il verde si realizza con il bilancio. Io capisco che il verde possa avere priorità rispetto ad altro, però quando, ad esempio, si apportano modifiche alla Finanziaria, e si inserisce un’operazione che costa “100”, la prima domanda è: “Dove togli quei 100?”. Sono d’accordo, dunque: prevediamo 300 mila euro di spesa per il verde, e diventiamo belli, anzi scriverò che i 300 mila euro per il verde hanno un nome e un cognome, quelli del consigliere Tizio, Caio o Sempronio, però ditemi dove togliamo quei 300 mila euro.
E non ve ne venite con la storia della cultura, che è una sciocchezza enorme che stiamo consumando in questa città! E’ una sciocchezza enorme, perché per le attività culturali, che abbiamo realizzato con fondi Europei e che quest’anno avremo difficoltà a fare, mi augurerei che il Consiglio Comunale facesse un ordine del giorno per cercare di dare continuità ad un progetto che ha dato lustro alla nostra città. Speriamo di poter risolvere il problema, altrimenti il progetto si interromperà. Prendere 500 mila euro dal nostro bilancio è cosa complicata, ma per il resto la cultura vive delle poche migliaia di euro necessarie per dare il minimo ad una città capoluogo, e probabilmente è giusto che la città sopporti qualche poco di verde in più per avere quel minimo di iniziative, perché bisogna fare delle scelte. E non mi risulta che la nostra sia una città invasa da vipere, collega Petrullo. Non mi risulta.
Fase interlocutoria
SINDACO
Ma una vipera fa il paio con il topolino che ho trovato nell’albergo di Milano, ma da qui a dire che Milano è invasa dai topi ce ne vuole!
Fase interlocutoria
SINDACO
No, nella mia città, negli alberghi della mia città, topolini non ne ho visti. Fino a prova contraria, non ci sono topolini negli alberghi della nostra città.
Fase interlocutoria
SINDACO
E neanche vipere a Milano, sono d’accordo, però da qui a dire che Milano è invasa dai topi come Potenza è invasa dalle vipere, ce ne vuole! E l’ho visto con i miei occhi!
Per quanto riguarda le questioni delle politiche giovanili, a Potenza abbiamo avuto modo di comprendere come sia un problema nazionale. Nasce un coordinamento per far nascere sul territorio gli Informagiovani con queste finalità, perché le politiche giovanili non si risolvono… Se noi pensiamo che facciamo un contenitore ed abbiamo risolto le politiche giovanili, sbagliamo. Anzi, vi potrei dire che abbiamo risolto il problema, perché a Potenza stiamo realizzando un contenitore. Abbiamo un milione e mezzo di euro, tre miliardi di lire, che investiamo a Rione Santa Maria per recuperare con queste finalità un immobile, e i lavori sono in corso. Abbiamo realizzato presso il Centro Sociale una struttura dove abbiamo la possibilità di offrire delle cose ai giovani.
Le politiche giovanili sono una questione molto più complicata e complessa, che passa attraverso la capacità di mettere in rete i giovani con l’intera Europa, la capacità di offrire loro informazioni che non hanno. Non è un problema di iniziative; probabilmente ne abbiamo offerte anche troppe, e troppe nel Centro Storico, perché uno dei problemi del Centro Storico è che, ospitando centinaia di iniziative, è tornato ad essere cuore e punto di riferimento della città senza avere le caratteristiche per sopportare questa forma di “aggressione”, essendo molto più “gracile” di come appariva, perché caratterizzato da vicoli. Non abbiamo grandi spazi, non abbiamo luoghi dove i giovani, chiamati, attratti, possano poi sviluppare la loro presenza senza determinare disagio al resto della popolazione. Le politiche giovanili nella nostra città, comunque, passano attraverso l’inserimento della città in questa azione di respiro nazionale.
Non a caso si pone il problema, perché il problema che abbiamo a Potenza è lo stesso che si ha in altre realtà, e noi abbiamo la fortuna di poter essere nel governo di quei processi anche con una nostra rappresentanza, una qualificata rappresentanza tecnica che ci potrà aiutare ad avere strutture, come succede con le strutture di Informagiovani locali, ben inserite nel contesto nazionale. La Carta di Vicenza è il riferimento europeo per le politiche giovanili. A Vicenza il Centrodestra perde, in parte, le elezioni sulle politiche giovanili, se parlate con l’assessore Abalti che sta con me nel coordinamento. Questo è il paradosso. A Vicenza c’è stato un cambio della guardia fra Centrodestra e Centrosinistra su queste discussioni. E’ solo un riferimento.
Da un lato, allora, dovremmo recuperare uno spirito, a mio parere, un po’ più costruttivo, ed anche un po’ più di rilancio, un po’ più propositivo, uno scontro anche più ideologico, non di contrapposizione dura e violenta, ma di principio. Non dobbiamo arrivare alle guerre. Non rincorriamoci sulle piccole cose. Continuo ad elencarvele io: abbiamo fatto 12 mila metri di marciapiede in questa città. 12 mila, nuovi. E’ un risultato che ad inizio consiliatura nessuno avrebbe creduto di poter cogliere, eppure vi dico che non bastano. Ce ne sono altri 40 mila che sono pieni di barriere architettoniche indecenti, e chi frequenta quei 40 mila metri di marciapiede avrà una voce sempre più alta, e chi vuole portare quei 40 mila metri ad esempio in quest’aula avrà una voce sempre più alta, perché i 12 mila metri realizzati, benché siano un risultato straordinario, se non inseriti in un ragionamento globale di cose dette e poi fatte, e di programmi anticipati e poi fatti…
La finiamo. E’ chiaro che anche in questa previsione ed attuazione ci sono dei limiti. Quante cose abbiamo scritto e poi non siamo riusciti ad attuare. Noi cerchiamo, con il nostro sforzo, di proseguire almeno sulla strada maestra, cerchiamo di portare avanti un indirizzo, cerchiamo di non perdere la direzione. Poi, lungo quella direzione è evidente che ci sono dei problemi. Noi vogliamo essere come un gregge che cammina verso un obiettivo ben preciso, sapendo che all’interno di quel gregge la singola pecora non cammina dritta verso quell’obiettivo. Se prendiamo ad esempio la singola pecora, viene fuori il caos, perché un po’ va avanti, un po’ a destra, un po’ a sinistra, un po’ addirittura cammina all’indietro, ma se guardiamo il gregge nel suo complesso, esso si muove verso una direzione.
Ora, noi vorremmo essere giudicati per la direzione nella quale faticosamente il “gregge” della Pubblica Amministrazione, il “gregge” complessivo di una macchina complessa, si muove. Se guardiamo a tutto il gregge, probabilmente comprendiamo che stiamo facendo uno sforzo per portarlo verso una direzione, che per noi è chiara ed è alternativa ad un’altra direzione, e vogliamo che sia alternativa, sennò in Italia non ci sarebbe differenza fra una proposta ed un’altra, e la gente non capirebbe perché stare da una parte o da un’altra. Se continuiamo a guardare la singola pecora, allora noi ci perderemo in mille discussioni e rinunceremo a ragionare per gli obiettivi.
PRESIDENTE
Ringrazio il signor Sindaco per la replica. Per dichiarazioni di voto? Prego, consigliere Mussuto.
MUSSUTO
Io voterò a favore di questo bilancio però, Sindaco, vorrei fosse chiaro che la sua apprezzabile dialettica non è ciò che mi ha convinto a votare a favore. Voterò a favore perché è giusto che sia così per una serie di motivi, ma le criticità da me rilevate restano. Le criticità restano, e non a caso ho voluto sottolineare determinate cose. Lei può dire tutto quello che vuole. E’ vero, ci sono opere di una certa levatura, di una certa importanza, che danno pure una certa immagine, ma è altrettanto vero che molto probabilmente quelle “cosette” che ho detto, che ho evidenziato, sicuramente si possono risolvere con poco: ci vuole solo la volontà di fare. E sono cose reali che, tra l’altro, possono arrecare danni a questa Amministrazione, danni materiali.
E’ chiaro che qualcuno dice: “Ma sei stato abbastanza critico”. No, io ritengo di non essere stato critico, o di essere stato critico ma nei giusti modi, perché – ripeto – questo, per quanto mi riguarda, deve servire da sprone a fare meglio e a fare di più. E’ facile alzare la mano e assecondare tutto quello che la Maggioranza di cui fai parte ti pone o ti propone, ma credo che questa non sia la cosa giusta.
Lei lo ricorderà: io, in quattro anni, ho sempre parlato di soluzioni ragionate; è un termine che ho sempre usato, dal primo momento. E ci sono delle cose sulle quali probabilmente, se ci ripiegassimo un attimo in più…
SINDACO
Nicola, aspetto sempre la soluzione alternativa per Via degli Oleandri. Ancora non è stata portata.
MUSSUTO
Benissimo, e allora questa è una sfida. Questa è una sfida, Sindaco.
SINDACO
Compreso il referendum da farsi per i Colleghi della Minoranza, che abbiamo votato in aula.
MUSSUTO
Allora io la prendo come una sfida fra due tecnici, anche se io sono un tecnico minuscolo di fronte a Lei. Confrontiamoci sul progetto esecutivo e sul cronoprogramma, e probabilmente troverò, troveremo la soluzione. Probabilmente. Ma, ripeto, io ho posto l’accento più che su questo aspetto, che comunque merita una considerazione… Non dimentichiamo che stiamo dicendo in giro, abbiamo detto da sempre: “Fra due anni i lavori saranno finiti”. Non è così. Anche qui non è così, perché siamo andati avanti con consegne parziali. E Lei sa da tecnico, prima che da politico, che la consegna definitiva è quella che sancisce l’inizio dei lavori e da lì decorrono i termini contrattuali, per cui molto probabilmente arriveremo a due anni e mezzo. Poi ci sono perizie in corso e non so dove arriveremo.
Ma non è questa la sede, io non volevo accendere questa polemica su Via degli Oleandri, sul traffico che avete dirottato lì. Io ho detto solamente che mancano piccole cose per le quali il comitato vi ha fatto richieste alle quali voi non avete dato risposta. Queste sono le cose che, purtroppo, mi feriscono. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a Lei, consigliere Mussuto. Prego, consigliere Napoli.
NAPOLI
Grazie, Presidente. Accolgo con favore l’invito del Sindaco a riportare il ragionamento non nel senso di uno scontro tra parti, e a svolgere un ragionamento sulle differenze di natura politica tra chi ha una visione come la nostra e chi, magari, ha una visione opposta, avendo ben chiaro – è giusto che lo si dica – che l’obiettivo è comune. L’interesse della comunità è il bene comune, è un obiettivo che non possiamo non condividere. E’ evidente, però, che ci sono vie, strade diverse, rispetto alle quali c’è un’ovvia differenza tra il Centrosinistra e chi sta all’Opposizione.
Un esempio su tutti: Lei ha citato il tema della sicurezza. Tornerò sul tema della sicurezza. Di rimando le dico che una differenza abissale che si è potuta notare in questi quattro anni è sul tema della partecipazione. Non c’è stato un momento, Sindaco – e la sfido a dire il contrario -, nel quale la sua Amministrazione abbia assunto un qualsiasi provvedimento dopo aver visto il pieno, reale, concreto coinvolgimento dei cittadini.
Non si tratta di fare la “lista della spesa”, non si tratta di fare una mera elencazione di lagnanze, ciò equivarrebbe a banalizzare il tema; si tratta, invece, di prestare attenzione ad alcuni provvedimenti che i cittadini si attendevano, che legittimamente il suo governo aveva sbandierato come obiettivi da perseguire.
Quali? La raccolta dei rifiuti nel Centro Storico. Ricorderà bene le polemiche, non credo strumentali, di cittadini ai quali era stato offerto, era stato ventilato un servizio funzionale, efficiente, di qualità, ma se quella qualità, quell’obiettivo, si è limitato all’immondizia agli angoli della strada, al cattivo odore che ne veniva fuori, alle difficoltà di raccolta nel Centro Storico… beh, è evidente che quella partecipazione non solo non c’è stata, ma gli obiettivi che si era prefissata la Pubblica Amministrazione non sono stati raggiunti.
Penso alla stessa vicenda di Murate. Io capisco che di fronte ad un problema bisogna trovare la soluzione, però questo pragmatismo, questo decisionismo che non porta ad ottenere il consenso dei cittadini, non paga. Non basta vincere le elezioni, non basta raggiungere quella percentuale di consenso: bisogna vincere la sfida del convincimento dei cittadini. Ciò che è mancato è quella “moral suasion”, quell’opera di convincimento che deve portare i cittadini ad abbracciare le scelte dell’Amministrazione. Nel momento in cui manca, nel momento in cui le criticità si elevano, qualcosa non ha funzionato.
E allora, qual è la differenza tra chi ha governato ed aveva la possibilità di ritornare sui suoi errori e di ammettere le sue responsabilità e chi, invece, sta all’Opposizione? E’ esattamente in una scelta che noi avremmo fatto, se avessimo avuto le redini del governo cittadino. Di fronte alle prime polemiche non strumentali, di fronte alle prime critiche giuste e motivate ci saremmo ripiegati, avremmo fatto un mea culpa e avremmo studiato, insieme ai cittadini, una soluzione che poteva, in qualche maniera, risolvere le questioni che poneva.
Ricordiamoci che il cittadino è colui che paga i tributi, è colui che paga le tasse e che ha diritto a servizi di qualità, o quanto meno efficienti. E allora ai cittadini bisogna dare il conto della propria attività. Bisogna avere il coraggio – è qui la maturità di una classe politica, è qui quel senso di responsabilità che è mancato – di dire: “Va bene, ritorniamo sui nostri passi”, e non dire: “Abbiamo fatto il massimo, abbiamo fatto il meglio”. Bisognava dire: “Abbiamo sbagliato”. Questa è responsabilità.
Si tiene ancora in piedi l’ordinanza di ingresso nel Centro Storico, quando tutti accedono al Centro Storico, anche negli orari in cui il divieto dovrebbe valere. E’ vero o non è vero? Allora perché non diamo prova di revocare quell’ordinanza, in attesa… No, è questo che crea problemi di dialogo tra Maggioranza e Minoranza, è questo che crea quelle difficoltà di rapporto costruttivo che pure dovrebbe caratterizzare chi ha quell’obiettivo comune, che è l’interesse della comunità.
Ed allora ecco una delle tante differenze tra chi governa e chi sta all’Opposizione. Torno per un attimo sul tema della sicurezza. Guardi, Sindaco, a me fa male come cittadino, come giovane che è cresciuto e che vive la città, assistere allo strumento delle ronde. Però mi fanno impressione, e la invito a rifletterci per un attimo, alcuni fenomeni che nella nostra città non si erano mai registrati. Perché quando vediamo nella nostra città episodi come quello della persona che viene davanti alla sede di Macchia Romana e si dà fuoco, quando vediamo operai dell’inceneritore che salgono sui tetti, quando assistiamo, intimoriti, all’aggressione di Viale Marconi, dove due giovani scendono da una motocicletta e colpiscono a sprangate una persona… questi sono episodi di microcriminalità, soprattutto quest’ultimo, che devono far riflettere. Devono far riflettere.
Allora, quando si parla di sicurezza e quando si avverte il timore di fronte a questi episodi (che colpiscono di più rispetto agli episodi di grande criminalità, ai quali i cittadini guardano con distacco perché non li sentono propri, mentre avvertono questi temi, questi episodi, come un qualcosa che può toccarli nel loro animo) una riflessione su quello che andava fatto e non è stato fatto, sulla necessità di prestare una più forte attenzione rispetto a questo tema credo che sia dovuta. E guai se l’Opposizione, rispetto ad un tema così importante, non facesse valere nei banchi di questo Consiglio la necessità di prendere il tema della sicurezza come un tema centrale, rispetto al quale non si sfugge, e rispetto al quale non vorrei creare, come invece Lei ha fatto in questa sede, una distinzione tra Centrosinistra e Centrodestra.
Ha sentito qualcuno, dai banchi dell’Opposizione, dire che la ronda oppure le attività episodiche nate spontaneamente vadano accolte con un plauso? No, nessuno. E sfido Lei a trovare un articolo di stampa ad indicare che qualcuno di questa Opposizione ha applaudito a quella trovata, magari strumentale. No, su questi temi bisogna evitare queste distinzioni, perché non facciamo il bene della comunità, non facciamo l’interesse della stessa.
Parlavamo della scala di priorità che Lei, in qualche maniera, ha contestato. Ricordo, a me per primo e poi a Lei, che certamente è fatto oggetto di notevoli pressioni – abbia la bontà di lasciarmi finire, Presidente -, l’episodio dell’AIAS, del trasporto dei disabili, della querelle, di quel rimpallo di responsabilità tra Regione e Amministrazione Comunale. Noi abbiamo devoluto i fondi al Comune, e il Comune dice: “No, rientravano in un fondo generale”. Beh, ma c’era un servizio da dover offrire, c’era il rischio che quel servizio a favore delle fasce più disagiate potesse interrompersi.
E allora, anche su questo tema, attenzione a non sbandierarlo come un tema soltanto di una parte, perché chi sollevò – e non vuol essere un vanto – tale questione nei banchi di questo Consiglio fu il sottoscritto, per dire che le questioni, anche nel campo sociale, anche con riferimento alle fasce più disagiate, certamente non possono e non devono appartenere ad una parte anziché ad un’altra.
La cultura della legalità. Come non sposare la cultura della legalità? Però facciamolo per davvero, ed utilizziamola in funzione dell’autonomia degli insegnamenti negli ambiti scolastici. Facciamoci promotori, come Amministrazione Comunale, di riportare tra i banchi l’insegnamento dell’educazione civica, che una volta era materia di insegnamento. Perché non prendiamo in considerazione l’ipotesi di portare il Difensore Civico della città di Potenza ad offrire, di concerto con l’Amministrazione, negli istituti scolastici, partendo da quelli più bassi, un insegnamento in questo ambito?
Ecco come l’Opposizione, se coinvolta in un ragionamento più ampio, dove la politica guarda ad una visione più complessiva, meno angusta, può svolgere questo ruolo. Ecco come l’Opposizione può pungolare offrendo un contributo di idee, di intelligenza. Poi, certamente, chi governa deve svolgere la sua funzione e chi sta all’Opposizione deve esercitare l’attività di controllo, ma non dividiamoci sui temi importanti, non rimarchiamo differenze su questioni sulle quali il Consiglio Comunale deve essere compatto, come il tema della sicurezza e quello delle politiche sociali, e anche – me lo si consenta – sul tema di un trasporto pubblico urbano che sia adeguato e funzionale. Perché, Sindaco, quando dai banchi dell’Opposizione, in innumerevoli occasioni, viene rilevata l’opportunità di dar vita ad un bando di gara ad evidenza pubblica…
SINDACO
Ti posso chiedere un ordine del giorno alla Regione per dare 2 milioni di euro in più al Comune di Potenza?
NAPOLI
Perché no? E noi ci batteremo, l’abbiamo fatto, e può chiederlo ai suoi colleghi di partito del PD, ad Erminio Restaino, che se ne è fatto portavoce. Sulla questione della SSIS, sulla necessità di evitare che corsi di sostegno fossero spostati dal Comune capoluogo soltanto nel capoluogo della provincia di Matera, il sottoscritto ha ricordato ai componenti della Minoranza che su questo ordine del giorno questo Consiglio Comunale, in una sua articolazione, la Quarta Commissione, si era battuto a favore del mantenimento nella città di Potenza di questo che è un corso di sostegno.
Come vedete, ci sono tanti momenti di incrocio, purché si mettano al bando politiche il cui utile è fine a se stesso, si mettano al bando politiche di bottega, si accantonino questioni che niente hanno a che vedere con il bene comune. Se ragioniamo lungo questo viatico, se prendiamo l’abitudine non di rendere formali i rapporti tra Maggioranza ed Opposizione, ma di concretizzarli, di declinarli nei provvedimenti della Pubblica Amministrazione, la svolta, lo scatto di orgoglio, lo scatto di reni, un cambio di passo sono possibili. Abbiamo un anno a disposizione, passato il quale, naturalmente, ciascuno si assumerà le sue responsabilità. Il voto – e mi taccio – è un voto, come ovviamente può intendere, Presidente, negativo.
PRESIDENTE
Per dichiarazione di voto, il consigliere Triani, prego.
TRIANI
Credo che la dichiarazione di voto sul bilancio consuntivo che ci viene proposto potrebbe esaurire l’intervento in pochissime battute. Per una classe politica la responsabilità, a mio avviso, è quella di fare il possibile nelle condizioni date. Da questo punto di vista, il Sindaco ha espresso in maniera chiarissima la condizione di partenza ed i risultati prodotti, quindi potremmo esprimere il voto favorevole limitandoci a questa semplice dichiarazione, senza altre riflessioni.
Io, invece, voglio fare una riflessione, perché altrimenti tutti i nostri ragionamenti rischiano di rimanere molto teorici. Nel momento cui si parla del Consuntivo 2007, voglio porre al Consiglio una preoccupazione, che credo debba essere la nostra preoccupazione complessiva, che certamente mi risulta essere la preoccupazione del Sindaco, perché gliela ho sentita esprimere a Roma, e sicuramente è la preoccupazione di quanti, in questo momento, a livello nazionale e a tutti i livelli, si preoccupano di cosa sta succedono in questi giorni, in questi mesi, in queste settimane.
Se è vero che la responsabilità di chi amministra è fare il possibile nelle condizioni date, probabilmente le condizioni oggi date sono peggiori di quelle di ieri, e lo saranno ancora di più domani. Come si concretizza la riduzione, anzi l’abbattimento dell’ICI sulla prima casa, che è un risultato auspicabile per tutti? E’ auspicabile per i cittadini di questa città, che pagheranno sicuramente qualcosa in meno, che non pagheranno più qualcosa che già il Governo Prodi aveva cominciato a ridurre e che il Governo Berlusconi ha eliminato completamente. Ma come si trasferisce nel bilancio comunale questo mancato gettito per un’imposizione comunale, mentre il Governo nazionale, ancora oggi, non ci dice cosa si concretizzerà in termini di maggiori trasferimenti?
Dicevo prima che la responsabilità amministrativa di una classe che gestisce è quella di fare il possibile nelle condizioni date. Io già da oggi dico al Consiglio che se saremo ancora noi ad approvare il prossimo bilancio consuntivo, probabilmente le condizioni date dell’anno che stiamo vivendo saranno addirittura peggiori rispetto a quelle del 2007. Se questo è, il giudizio sul bilancio consuntivo del 2007 non può che essere un giudizio positivo e che tiene conto della reale condizione di partenza, ma anche della condizione nella quale ognuno si è trovato ad operare.
Certo, tutto poteva essere fatto, anche in maniera contraria rispetto a come è avvenuto, però i dati fondamentali di bilancio per quanto riguarda la gestione corrente nessuno di noi, certamente, era in grado di poterli modificare.
PRESIDENTE
Altre dichiarazioni di voto? Prego, consigliere Laieta.
LAIETA
La relazione del consigliere Speranza è stata così puntuale, così esaustiva nel raccontare il bilancio a livello amministrativo ed anche le scelte politiche, che mi porta a deviare un po’ il mio dire ed il mio intervento per dichiarazione di voto.
Se Potenza è come la descrive il consigliere Petrullo (“la città è caotica, urbanisticamente disfatta, rumorosa, sporca – io lo riprendo – e sempre più povera“), evidentemente…
SINDACO
E si chiede che venga mantenuta la promessa dell’aeroporto, indirettamente.
LAIETA
… il consigliere Petrullo vive altrove. Oppure la versione è altra. Se, come dici, vivi a Potenza, evidentemente utilizzi un altro modo di porre il problema: se non posso, essendo oppositore, riconoscere a questa Amministrazione, a questa Maggioranza, tutto ciò che di positivo è stato fatto, i punti di forza di questa Amministrazione e le risposte che ha dato alla città, non posso non dire – questo è poi il risvolto dell’Opposizione – che questa città è così, così, così, così.
Non fai, consigliere Petrullo, non rendi un buon servizio alla città di Potenza, perché la città di Potenza non è sporca – vai a vedere le altre città -… Rumorosa. E’ un rumore insignificante, mentre in altre città è veramente drammatico; sicuramente è drammatico. Sempre più povera. Qui il problema è dello sviluppo, e dello sviluppo non è il Comune direttamente responsabile, ma la politica nazionale, la politica regionale. Ma la politica regionale è anche sub iudice a quella nazionale.
E’ urbanisticamente disfatta. Le visioni politiche, a livello urbanistico, sono diverse. Gli errori ci possono stare, in un’Amministrazione e nell’amministrare, ma dicendo che è urbanisticamente disfatta non rendi neppure sotto questo aspetto un buon servizio alla città, perché questa Amministrazione è riuscita a dare due risposte importanti alla città: il Regolamento Urbanistico, che sarà approvato entro questo mese, e il Piano Strutturale Metropolitano. Ci sono gli accordi preventivi. Non nasce dalla sera alla mattina, ci vuole il tempo per realizzarlo, ma diciamo che gli accordi ed il fondamento già posto ci rendono ottimisti nel ritenere che, se non in questa, nella prossima legislatura il Piano Strutturale Metropolitano sarà realtà.
Questo stride con una definizione della città di Potenza come “urbanisticamente disfatta”; ti devo contraddire, ma sono i fatti che ti contraddicono. Allora la città di Potenza va raccontata per quello che è, non secondo l’occhio soggettivo, come il tuo, ma con occhio oggettivo, come facciamo noi, perché quando percepiamo i fatti e la città li dobbiamo percepire oggettivamente e non soggettivamente. Non serve, perché i cittadini sanno guardare e percepire in modo oggettivo, perché questo è. Certo, qualche cosa va migliorata, altre cose vanno fatte, ma tutto è in relazione – come diceva Triani – alle capacità economiche che ha un bilancio e che ha un’Amministrazione.
E allora, se siamo oggettivi, tutto ciò può essere riportato – e io capisco – in un giornale di partito. In questa ottica io posso anche capirti; a Roma devi dimostrare che Potenza gode e ha sempre goduto dell’appoggio dei cittadini, sa governare, sa rispondere alle esigenze della città. Evidentemente dovevate dimostrare o – direi – non dimostrare, ma giustificare la vostra “non forza” nel far capire alla città o dirigere la scelta o le scelte dei cittadini in modo diverso. Allora lo capisco; ecco perché è uscito sul giornale del partito.
Nel merito, nessuno può disconoscere che questa Amministrazione è riuscita ad investire 70 milioni di euro in appalti. Ma riconoscete almeno questo, è sotto gli occhi dei cittadini! Non può non essere riconosciuto e non può non riconoscere l’Opposizione a questa Maggioranza di aver cercato quei soldi, perché nel bilancio non c’erano, perché i bilanci oramai sono morenti, perché (soprattutto se le previsioni del Ministro Tremonti sono quelle annunciate per televisione) la scure si abbatterà – non ho capito perché – ancora una volta sui Comuni, perché le previsioni non si fermano all’ICI, un tributo, un introito che dalla sera alla mattina non c’è più, giustamente, favorendo anche i cittadini… No, a tutte le fasce.
Fase interlocutoria
LAIETA
Un momento, Prodi aveva fatto diversamente, voi lo avete dato a tutti quanti, indistintamente l’avete dato, ma non è quello che volevo dire, non è quello. Non è quello; non è quello, consigliere Napoli. E’: questo minore introito che i Comuni sopporteranno quando sarà ripianato, se Tremonti (sempre Tremonti) non solo non riconosce nessun trasferimento per l’ICI, ma addirittura annuncia altri tagli soprattutto verso i Comuni (il Comune, che è poi il perno politico-amministrativo di una regione e di una nazione)? Non ho capito questa avversione. Siete voi che dovete farvi portavoce verso Tremonti, se volete bene ai cittadini di questa città, altrimenti per difendere scelte che fanno altrove, voi necessariamente sarete contro la città e contro i cittadini di Potenza.
Ecco perché la città non vi dà il riscontro, ecco perché la città, nonostante le vostre grida, non vi ascolta: non vi ascolta perché non siete obiettivi nel ragionare su una città che con tutte le sue difficoltà economiche va avanti, investe e crea situazioni di miglioramento che non solo oggi, ma soprattutto domani i cittadini vedranno, e vedranno soprattutto i risultati positivi.
Io posso capire che la Città di Potenza abbia e trovi difficoltà nel portare avanti determinati progetti, ma bisogna essere onesti nel leggere bene il bilancio, sia quello di previsione che il bilancio consuntivo. Il Consuntivo non ha fatto altro che riportare tutto ciò che è stato fatto, e puntualmente è stato fatto e realizzato.
E’ un bilancio, peraltro, certificato, ha mantenuto la stabilità, ha il parere favorevole del… E non mi venga a dire, il consigliere Petrullo… No, prima ha parlato il consigliere Imbesi della questione “è/non è”. Te l’ha detto dopo: è stato redatto conformemente. L’ha detto dopo, l’ha ribadito. Non per questo ci può essere una richiesta pregiudiziale di non riconoscimento della relazione dell’organismo di revisione.
Questo fa capire che avete perso di vista la rotta e navigate a vista. Al contrario, invece (e qui ci distinguiamo), noi guardiamo la rotta finale, e cerchiamo di navigare sempre secondo quella rotta. Ecco, qui sta la differenza tra noi e l’Opposizione. Poi – e qui vi posso dare ragione -, per quanto attiene all’ACTA (e lo dico al Sindaco) un ragionamento noi, come Maggioranza, lo dobbiamo fare. Questo è un ragionamento che posso condividere, non perché l’ACTA non renda un buon servizio alla città, in quanto la città è pulita, ma perché oggi vi è la necessità di portare avanti quella previsione, cioè quella ristrutturazione, ed arrivare alla S.p.A., cioè a quella società per azioni che tutti noi (non soltanto la Maggioranza, ma anche l’Opposizione), tutti insieme – sono sicuro – vogliamo. Questo è, secondo me, un impegno che questo Consiglio (il Sindaco per primo) può prendere, perché è il momento in cui bisogna fare la scelta, e bisogna avere il coraggio di farla.
Non ci sono punizioni per nessuno, non ci sono punti di vista che possono danneggiare alcuno. Qui il bene della città e dei cittadini è superiore, la città ci chiede questa riforma e noi dobbiamo riformare l’ACTA, dobbiamo arrivare alla S.p.A., così come ha fatto la Regione. Io ho gridato più volte nelle assise che erano necessarie le due riforme, quelle delle Comunità Montana e delle A.S.L.: la Regione, la Giunta Regionale, è riuscita a dare alla Regione Basilicata due riforme necessarie, molte volte anche contro il parere di alcuni, perché la Maggioranza lo voleva.
Oggi il riformismo non può fermarsi. La città, così come la Nazione, ha bisogno di riforme. Ci vogliono oculatezza, ovviamente, e capacità di saper capire quali sono le riforme necessarie e primarie di cui la città, così come la Nazione o la Regione, ha bisogno e di cui, soprattutto, hanno bisogno i cittadini. Non so se hai partecipato al voto, Consigliere, ma sono sicuro che queste riforme potevano anche avere il voto favorevole dell’Opposizione.
Trasporto. Il Sindaco ti ha sollecitato. Noi come città capoluogo di regione abbiamo bisogno di fondi…
NAPOLI
Ma devi fare un bando di gara.
LAIETA
Quella è un’altra cosa, consigliere Napoli. Abbiamo bisogno di fondi dalla Regione, la quale deve riconoscere il ruolo della città capoluogo di regione e quindi anche l’apporto di un’Opposizione seria, che guarda agli interessi del cittadino, può dare il sostegno perché la Regione riconosca il diritto della città capoluogo di avere fondi a disposizione per organizzare un servizio di trasporto di qualità.
Sia attraverso il Piano dei trasporti votato in questo Consiglio, sia attraverso il Piano di esercizio che voteremo, la Maggioranza cercherà, ovviamente sempre se ci sono i fondi necessari, non solo di ottimizzare quel servizio, ma di dare la garanzia che quel servizio sarà ciò che il cittadino e la città vogliono e chiedono da tempo. Allora, se guardiamo e non andiamo oltre l’orizzonte di un bilancio di esercizio, quindi di un Bilancio consuntivo, se lo guardiamo sotto questo aspetto, il voto non può non essere favorevole, non soltanto da parte della Maggioranza, ma anche dell’Opposizione, perché basta prendere il Bilancio Preventivo e quello Consuntivo e ci si accorge, vi accorgete che tutto è stato puntualmente realizzato.
Certo, vengo anche al problema della sicurezza. Il problema della sicurezza non è una voce dei Comuni (mi capisci, il Comune partecipa), è un problema più grande che va inquadrato in un certo contesto. La cultura democratica non è per le ronde; non siamo mai stati per le ronde. Se, però, vi è un problema nel Centro Storico, questo problema è anche a carico di una cultura, evidentemente, e di un’educazione che vengono meno e che, purtroppo, non si riscontrano puntualmente nelle famiglie, che ogni giorno sono più disgregate. Se leggete i giornali di oggi o di ieri (ora non ricordo), purtroppo vi rendete conto di quante cause per separazioni ed annullamenti ci sono. Questo fa capire che c’è una difficoltà della famiglia nel dare risposte, anche in termini educativi, e quindi questo, molte volte, si ritorce anche sotto l’aspetto organizzativo esterno.
Chiudo dicendo, quindi, che questa Amministrazione è un’Amministrazione… E non devo essere io, ma mi piace guardare più l’Opposizione perché deve convincersi che, al di là delle posizioni, noi non possiamo danneggiare la città descrivendola o promuovendola con parole che poi non trovano riscontro obiettivo e riscontro reale.
Noi, come Partito Democratico (ma ho visto anche gli altri Colleghi della maggioranza), diamo pieno sostegno a questa Amministrazione. Il Bilancio è certificato attraverso le certificazioni che noi ritroviamo puntualmente nel deliberato e che accertano la regolarità tecnica. Per quanto riguarda la regolarità politica, abbiamo descritto, abbiamo ampiamente dimostrato che è un bilancio che ha mantenuto le promesse, nel senso che le previsioni trovano riscontro nel Consuntivo, quindi è un bilancio che noi approviamo ritenendolo un bilancio che, nonostante le difficoltà economiche, non soltanto locali ma nazionali, dà comunque alla città la capacità di guardare oltre il nostro piccolo orizzonte, perché noi sappiamo navigare, e chi sa navigare arriverà nel porto. La barca c’è, è stabile ed arriverà in porto. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a lei, collega Laieta. Prego, consigliere Petrullo.
PETRULLO
Non posso fare torto alla qualità degli interventi che ci sono stati dopo il mio. Intervengo molto brevemente. Risposta al capitano della nave, Laieta: che la città di Potenza sia “urbanisticamente disfatta” è un’espressione che ho più o meno copiato al 70%… indovinate da chi? Dal Sindaco. Perché è la verità. Che Potenza sia cresciuta urbanisticamente in maniera anarchica negli ultimi venti anni è opinione comune, ormai è una nozione acquisita da parte di tutti, tanto è vero che la usa regolarmente anche il Sindaco, e quindi vedere obiettivamente la realtà significa vedere l’esistente. Il Regolamento Urbanistico è quello che sarà.
Se oggi, quindi, non si rende un buon servigio alla città dicendo la verità, non lo si può certo rendere guardando ad un futuro che, fino ad ora, rimane soltanto immaginario. La differenza tra la Maggioranza e l’Opposizione sta in questo: noi guardiamo alla città, voi guardate alla città che vorreste e che non avete ancora realizzato.
Se dobbiamo ridurre la questione della sicurezza al problema delle separazioni e dei divorzi, mi sembra che sia davvero poca cosa. Le famiglie in Italia si possono divorziare per una riforma voluta soprattutto dalla parte politica che ti interessa, circa trent’anni fa, più di trent’anni fa. Che ciò crei oggi un disagio tale da mettere in pericolo la sicurezza delle città, mi sembra veramente un’invenzione che non esiste né in cielo, né in terra. La colpa non sta nelle famiglie disgregate: a Potenza non esiste un fenomeno di questo tipo, ci sono tante famiglie che hanno subìto una separazione e sono famiglie che, comunque, educano i loro figli al meglio.
Ma la mia risposta è più, diciamo… Ho avuto l’esigenza di intervenire in sede di dichiarazione di voto perché il Sindaco ha detto qualche cosa, secondo me, di molto importante. Cioè, quando il Sindaco dice: “La differenza nostra non è tanto nell’elencare le cose che non vanno bene, perché addirittura io potrei aggiungerne” (e in questo penso di non aver fatto bene l’Opposizione, perché se i disagi li deve dire il Sindaco vuol dire che non li ho detti tutti io, e quindi questo, dall’altro lato, mi dovrebbe consentire un minimo di gratificazione da parte vostra perché non li ho detti tutti), nel momento in cui afferma: “La differenza nostra sta nel come affrontiamo i problemi, in una diversità ideologica”, dice, evidentemente, qualche cosa di molto importante.
Potersi confrontare anche sulla maniera di risolvere i problemi partendo da ideologie diverse, e con il fine comune di aiutare la città a migliorarsi e a crescere, è una sfida importante, però questo presuppone che ci sia un confronto preventivo sui temi e non un decisionismo imposto non solo all’Opposizione ma – io dico – a tutto il Consiglio.
L’esempio classico l’ha fatto il Sindaco e, quindi, lo ribadisco io: il problema della cultura. Dice: “Finitela con la cultura, per risolvere i problemi non possiamo andare a prendere i soldi dalla cultura”. Bene. Problema cultura: una maniera di far crescere la città è affrontare il problema della cultura. Ma per caso il problema “cultura” può risolversi in una serie di mostre? Io mi pongo questo problema, e me lo pongo da quattro anni. Il problema della cultura è serio. Potenza può essere invidiata per qualche iniziativa: io voglio di più. Ripeto, però, che ci vuole un confronto preventivo.
La scelta di affrontare il problema della cultura a Potenza nella maniera in cui è stato affrontato in questi quattro anni è stata una scelta personale del Sindaco, sicuramente condivisa dalla Giunta, ma non progettata dalla Giunta. E’ stata progettata dal Sindaco e, per quello che è stato e per come è stato, gliene va dato merito – ci mancherebbe altro -, però se vogliamo ragionare di principi, di ideologie, per esempio, il problema della cultura dobbiamo affrontarlo a 360 gradi.
Diceva il consigliere Napoli che lo propose anche lui qualche anno fa, anche attraverso dei corsi di Educazione Civica nelle scuole, attraverso la diffusione e la promozione della lettura a tutti i livelli. Tali iniziative sono mancate a questa Amministrazione, per cui le iniziative culturali sono state imposte e, dal mio punto di vista, limitate settorialmente, e questa è una critica che noi riteniamo di poter muovere legittimamente.
Il consigliere Napoli ritornava sul concetto di partecipazione: per certi versi, partecipazione non c’è stata neanche con il Consiglio. Allora, se il Consiglio rimane ancora depositario delle scelte generali della politica dell’Ente, anche quelle sulla cultura potrebbero subire un passaggio in Consiglio.
Le priorità. Il mio rilancio è di questo tipo: le priorità. Probabilmente la differente ideologia ne fa vedere a noi qualcuna, al Sindaco qualcun’altra. Io invece ritengo che le priorità siano quelle che non deve ritenere primarie, necessarie, né l’Opposizione, né il Sindaco. E’ la città che ci deve dire di cosa ha bisogno e quali sono i problemi che devono essere risolti prima degli altri e spendendo i pochi soldi che abbiamo. A questo punto, una domanda. Quest’anno sono finiti gli incassi per la vendita degli immobili: che città lasciamo? Quale futuro c’è per risanare quella enorme massa di debiti che non rimane né stazionaria, né regredisce, ma aumenta, perché noi mensilmente contraiamo mutuo, uno per pagare i debiti, due per fare l’ordinaria manutenzione da qualche parte?
SINDACO
Collega, abbiamo dato la notizia in Consiglio su questo; che abbiamo esaurito e che… Usciremo con un bando per la vendita del Tribunale. Lo abbiamo detto pubblicamente in Consiglio, dando anche i dettagli dell’operazione ed altro.
PETRULLO
Sì. Ci sarà, però, un vuoto terribile, perché fino a quando si fa tutto questo e se si riesce a fare…
SINDACO
Se ci dite un’alternativa praticabile…
PACE F.
Anche nel Bilancio di previsione c’era un paragrafo apposito. Anche in Commissione ho relazionato più volte sulla…
SINDACO
Lo fanno tutte le città d’Italia.
PETRULLO
Dico: quale città consegneremo ai prossimi amministratori? Confermo il voto negativo.
PRESIDENTE
Per dichiarazione di voto, prego, consigliere Imbesi.
IMBESI
Grazie, Presidente. Io non volevo intervenire, però, devo dire al collega Laieta che se mi sono permesso di far notare alcune discrasie nel deliberato era, evidentemente, perché volevo che ai Consiglieri di Maggioranza, che votano favorevolmente per questioni politiche… ed io lo riconosco, perché capisco che ci sono questioni politiche che stanno alla base di una scelta favorevole o non favorevole, così come ci sono state questioni politiche che mi hanno portato a non votare favorevolmente il Bilancio preventivo e, chiaramente, se uno non vota il Bilancio preventivo, come può approvare il Bilancio consuntivo, che ne dovrebbe essere lo specchio fedele? E’ chiaro che sono queste le motivazioni.
Mi sono permesso, in prima istanza, in Commissione, di far modificare… ho fatto notare alcuni elementi che nella proposta di deliberazione (in questo caso, nella relazione illustrativa) erano sbagliati, ho fatto notare degli errori sicuramente non voluti che, però, apportavano modifiche sostanziali, per esempio, alla pressione finanziaria, che veniva ad essere dichiarata di 931 euro per abitante e in realtà era di 963 euro per abitante, con una differenza di 32 euro.
Mi sono permesso in Consiglio di far notare (e qua devo correggerla) che c’era un’evidente discrasia nell’indicazione della relazione dei Revisori, certamente dovuta a dimenticanza, comunque nel documento era esistente la discrasia e non era per nulla corretta da quello che veniva detto dopo, in quanto in seguito viene detto che si esprime parere favorevole al Bilancio, però non si dice assolutamente che il Bilancio è redatto conformemente a quanto previsto dall’articolo 231.
Se, poi, vogliamo trarre questa conclusione in maniera indiretta, pure lo possiamo fare, ma siccome questi documenti vanno alla Corte dei Conti, è bene stare attenti. Visto che me l’ha richiesto, le faccio notare una terza discrasia, che ho notato adesso: il deliberato, almeno nella parte che ho io (non so se sia stato poi modificato), prevede nella proposta di approvazione – parlo di quello, ovviamente, della Giunta comunale – di approvare il rendiconto di gestione corredato di Bilancio, Conto Economico, Conto del Patrimonio, relazione della Giunta comunale e del Collegio dei Revisori dei Conti. Questa proposta è datata 9 giugno. Il Collegio dei Revisori dichiara: “I sottoscritti… ricevuta in data 10 giugno la proposta di deliberazione consiliare e lo schema del Rendiconto approvato con delibera…“. Le faccio notare, quindi, una serie di cose che ovviamente possono essere modificate, possono essere fatte e così via, ma questo non è importante.
Se mi sono permesso di far notare queste cose è perché volevo dare il mio contributo in positivo e impedirvi di commettere qualche errore. Laddove questo contributo lo accettate in termini postivi e modificate il deliberato, tanto meglio per voi, per quando andrete ad approvare lo stesso contenuto. Se non lo fate, vuol dire che starò zitto, la prossima volta, e vi farò approvare un documento che reca degli errori. Dico questo soltanto per la precisione, senza che ci sia assolutamente, da parte mia, alcuna polemica perché – lo sapete – è lungi da me. Ho solamente voluto precisare per quale motivo avevo chiesto la questione pregiudiziale: perché credevo e sono convinto e ritengo sempre che un documento debba essere portato al meglio.
Può capitare un errore di scrittura, può capitare una dimenticanza. Se qualcuno legge attentamente il deliberato e lo fa notare, forse è tanto di guadagnato. Comunque, per quello che ho detto all’inizio, cioè per il fatto che c’è una valutazione politica ab origine che prosegue, non avrebbe senso non essere d’accordo ab origine rispetto ad un programma e poi approvarne il Rendiconto economico. Il mio voto sarà, ovviamente, contrario.
PRESIDENTE
Colleghi, possiamo porre in votazione la delibera.
NAPOLI
Cortesemente, può far richiamare in aula i colleghi Consiglieri che sono sulle scale, all’esterno, per una questione anche di correttezza e di senso delle istituzioni che non dovrebbe mai mancare, Presidente?
PRESIDENTE
Facciamo richiamare i Colleghi che sono fuori. Possiamo passare alla votazione del deliberato che, come abbiamo detto, è munito del parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti (che ringrazio per l’assidua presenza di questa sera) e che è stato licenziato dalla competente Commissione Consiliare con il voto favorevole del PD e dei Popolari Uniti, con il voto contrario di Alleanza Nazionale, Forza Italia e Gruppo Misto, con l’astensione dei Verdi e con l’assenza, all’atto della votazione, dell’UDEur, dello SDI, di Rifondazione Comunista e del Patto Segni.
NAPOLI
Può procedere alla verifica del numero legale, signor Presidente?
PRESIDENTE
Collega Napoli, a termini di regolamento non ho alcuna difficoltà a procedere alla verifica del numero legale, però forse le sfugge un particolare o non è stato informato su alcuni impegni assunti in Conferenza dei Capigruppo. Comunque, procediamo alla verifica del numero legale.
Si procede all’appello nominale. I presenti sono 26; la seduta è valida. Possiamo procedere nei lavori del Consiglio.
Pongo in votazione la deliberazione “Approvazione del rendiconto di gestione dell’Esercizio Finanziario 2007”. Favorevoli? Contrari? Astenuti? La delibera è approvata a maggioranza, con il voto contrario di Alleanza Nazionale, Forza Italia e Gruppo Misto, e con il voto favorevole del consigliere Pace.
Possiamo passare al secondo punto all’ordine del giorno – ricordando ai Colleghi che anche questo è un adempimento che l’articolo 96 del Testo Unico richiede venga portato a termine dai Consigli Comunali entro il 30 giugno -, che è quello dell’individuazione degli organi collegiali con funzioni amministrative ritenuti indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali ai sensi dell’articolo 96 del Testo Unico degli Enti Locali. La deliberazione è stata approvata dalla competente Commissione all’unanimità; risultavano assenti all’atto della votazione il Gruppo Misto, l’UDEur e i Popolari Uniti.
Ritengo che sulla delibera non ci siano interventi o dichiarazioni di voto; la pongo direttamente in votazione: favorevoli? Contrari? Astenuti? La delibera è approvata all’unanimità. Per l’immediata eseguibilità: favorevoli? Contrari? Astenuti? La delibera è immediatamente eseguibile.
Così come concordato in sede di Conferenza dei Capigruppo, invertiamo l’ordine del giorno, se non ci sono obiezioni da parte del Consiglio, anticipando i punti 8 e 9, i due ordini del giorno, il primo dei quali riguarda l’istituzione di un Centro di Radioterapia Oncologica presso l’Azienda Ospedaliera S. Carlo di Potenza, mentre il secondo riguarda il mantenimento della sede SSIS di Potenza.
Non ci sono eccezioni, per cui anticipiamo i due punti all’ordine del giorno. Passiamo al punto 8: “Ordine del giorno per l’istituzione del Centro di Radioterapia Oncologica presso l’Azienda Ospedaliera S. Carlo di Potenza”.
Prego, consigliere Laieta, per l’illustrazione dell’ordine del giorno.
LAIETA
“Vista la petizione popolare per l’istituzione di un Centro di Radioterapia presso l’Ospedale San Carlo di Potenza;
considerato che l’Ospedale San Carlo di Potenza è il più importante ospedale lucano, e che è dotato di una specifica Unità Operativa di Oncologia medica alla quale si rivolgono circa 8500 pazienti bisognevoli di cure tra ricoveri ordinari nuovi e day hospital;
tenuto conto che l’assenza di un servizio di radioterapia presso l’ospedale San Carlo di Potenza non consente ai pazienti oncologici di completare il percorso terapeutico, vanificando anche le qualità del lavoro precedente;
ritenuto che tanto è necessario per evitare di costringere gli interessati a lunghe liste di attesa e a continui viaggi;
rilevato che l’istituzione di un presidio di radioterapia presso l’ospedale San Carlo di Potenza non confligge con il Centro di Radioterapia del C.R.O.B. di Rionero, in quanto va ad integrare e non a sostituire tale servizio, rispondendo adeguatamente alle giuste esigenze del territorio di Basilicata;
tutto ciò premesso, il Consiglio Comunale di Potenza invita il Sindaco della città di Potenza a sostenere con forza la richiesta avanzata attraverso la petizione popolare, rappresentando al Presidente della Giunta e all’Assessore alla Salute della Regione Basilicata la necessità di tale istituzione, compatibilmente con la programmazione regionale“.
PRESIDENTE
Se non ci sono interventi, pongo in votazione l’ordine del giorno: favorevoli? Contrari? Astenuti? L’ordine del giorno è approvato all’unanimità.
Passiamo al punto 9 dei lavori del Consiglio: “Ordine del giorno sul mantenimento della sede SSIS di Potenza”. Non c’è illustrazione, ne do lettura: “Vista la decisione delle autorità competenti di sopprimere il corso di sostegno della SSIS con sede nella città di Potenza;
vista la petizione di oltre 260 studenti volta ad evitare tale soppressione, che arrecherebbe danno a numerosi di loro;
considerati i contenuti del dibattito svoltosi nella seduta del 20 giugno 2008 presso la Quarta Commissione Consiliare del Comune di Potenza, in cui sono state ascoltate le ragioni di una delegazione dei 260 firmatari della petizione;
considerata la possibilità di trovare una soluzione che consenta agli studenti del Potentino e dell’Area Sud della Basilicata di seguire con maggiore facilità il corso di sostegno,
impegna la Giunta a mettere in campo, di concerto con le autorità competenti, ogni possibile azione al fine di evitare la soppressione della sede di Potenza per il corso di sostegno SSIS“.
Prego, consigliere Napoli.
NAPOLI
Presidente, credo che sia opportuno, alla luce anche dell’ordine del giorno votato dal Consiglio Regionale, modificarlo rappresentando che già il Consiglio Regionale si è espresso in questo senso, altrimenti è un ordine del giorno che perde la sua valenza politica, essendosi il Consiglio Regionale già pronunciato all’unanimità per il mantenimento dei corsi SSIS nella città capoluogo. Quindi, sarebbe opportuno modificarlo per rafforzare… altrimenti è svilito nella sua valenza politica.
PRESIDENTE
Non capisco perché debba essere svilito, questo ordine del giorno. Va a rafforzare…
NAPOLI
L’impegno per la Giunta rispetto ad un provvedimento già preso dal Consiglio Regionale.
PRESIDENTE
Capisco perfettamente. Va a rafforzare ulteriormente un provvedimento che il Consiglio Regionale ha ritenuto già di adottare, quindi si aggiunge a quello.
Fase interlocutoria
PRESIDENTE
Colleghi, io lo lascerei immutato. E’ il Consiglio Comunale della città capoluogo che va ad integrare quanto già deciso dal Consiglio Regionale. Meglio così, insomma.
MARSICO
Presidente, ricordo che era in discussione prima che il Consiglio Regionale approvasse…
PRESIDENTE
Sì, certo. Pongo in votazione l’ordine del giorno: favorevoli? Contrari? Astenuti? L’ordine del giorno è approvato all’unanimità.
Colleghi, così come si era convenuto in sede di Conferenza dei Capigruppo, se non ci sono motivi di opposizione da parte dei Colleghi, rinviamo tutti gli altri punti iscritti all’ordine del giorno alla prossima seduta di aggiornamento del Consiglio Comunale, che si svolgerà l’11 luglio, alle ore 8.00, in questa stessa sede, con incarico per la Segreteria di fare avviso ai Consiglieri assenti. La seduta è terminata.
La seduta del Consiglio Comunale termina alle ore 20.40.