Il Consiglio Comunale di Potenza, tornato a riunirsi questa mattina, ha ascoltato una serie di interrogazioni dei consiglieri comunali. La prima quella del consigliere Liccione sulla sospensione dei corsi di ballo al Dancing di Montereale. A rispondere il Sindaco Santarsiero il quale condivide a pieno l’attività sviluppata dal Dancing e dalle associazioni di ballo per l’offerta che nel periodo estivo viene data alla cittadinanza per lo svago, però precisa che le difficoltà sono venute da una normativa nazionale che per l’attività all’esterno delle associazioni prevede una particolare licenza. In caso contrario c’è una illegittimità soprattutto quando c’è una denuncia di altri. Ogni iniziativa che viene fatta su luogo pubblico richiede una autorizzazione. Bisognerebbe lavorare per uno snellimento della parte burocratica e da parte nostra lo stiamo facendo. Liccione si ritiene soddisfatto dalla risposta del Sindaco e chiede che venga attivata ogni possibile iniziativa per consentire che nello spazio del dancing possano continuare a svolgersi attività di ballo. Si passa alla interrogazione del consigliere Pace su “Intervento n° 3 progetto di riqualificazione Parco Aurora”. Santarsiero precisa che sarà fatto un sopralluogo per verificare la situazione. Si passa alla interrogazione urgente del consigliere Lomonaco su disservizi postali in alcune contrade della città. Il Sindaco Santarsiero esprime rammarico per quella politica e per i tanti parlamentari della nostra terra che hanno consentito alla nostra terra di essere privata di servizi essenziali. Poste italiane ha un modello organizzativo che ci penalizza perché quello che succede nelle nostre contrade non viene deciso nella nostra città o in una struttura centrale ma a Taranto, in una realtà esterna alla nostre problematiche. In questo modo non si riesce a tenere sotto controllo neanche l’operatore. Santarsiero chiederà a Poste Italiane che il modello organizzativo torni ad avere un momento di decisione nella nostra città e chiederà ai nostri parlamentari, di entrambi gli schieramenti, di ritornare sulla questione poste che necessita di essere efficiente e puntuale ma che non deve dimenticare di avere una funzione pubblica.Lomonaco si ritiene soddisfatto della risposta.Si passa quindi alla delibera riguardante l’ alienazione con patto di locazione dell’immobile sede degli uffici giudiziali. Illustra la proposta l’assessore al bilancio Federico Pace. “ Il deliberato proposto all’attenzione di questa onorevole assise, rappresenta un’operazione che per caratteristiche e portata non ha precedenti nella storia finanziaria ed amministrativa della città; un’operazione che finalmente riapre le porte ad una qualche programmazione economica delle risorse di questo comune, una programmazione appunto, da troppi anni sacrificata da un bilancio ingessato, eccessivamente appesantito da un debito storico che sottrae risorse correnti tanto ingenti da rendere negli ultimi anni questo atto tipicamente programmatorio, un atto sostanzialmente formale, appiattito sulle spese obbligatorie, appena sufficiente a garantire i servizi minimi essenziali dell’Ente.– Sto parlando dell’alienazione con patto di locazione dell’immobile di proprietà comunale adibito a sede degli uffici giudiziari.– Dopo la grande operazione compiuta nel 2005 attraverso l’emissione del prestito obbligazionario (i B.O.C. per intenderci) per 80 mln. di euro, questa amministrazione intende completare il riassetto finanziario di bilancio attraverso una riduzione strutturale dell’indebitamento per contenere in maniera permanente le spese correnti derivanti dal pagamento di interessi sui mutui passivi contratti.– Un atto lungimirante quindi, che guarda al futuro, che produrrà effetti finanziari duraturi e costanti dal prossimo a tutti i futuri bilanci dell’Ente. – Una felice intuizione, un anno e mezzo di lavoro, una scelta, tuttavia quasi necessitata, perché negli anni scorsi, l’alienazione del patrimonio immobiliare disponibile dell’Ente, (gli alloggi di Malvaccaro, via Appia, via Grippo, via Tirreno , Ondina valla ecc…) non è stata sufficiente a garantire la completa estinzione del mutuo di 65 mld. di vecchie lire per quota capitale, contratto in seguito alla dichiarazione di dissesto finanziario dell’Ente.– La generale situazione debitoria del Comune, si è poi aggravata dal peso dell’indebitamento contratto negli ultimi anni, pensate che solo per debiti fuori bilancio derivanti da errate procedure espropriative, questa consiliatura ha finanziato oltre 15 mln. di euro.– Orbene, al fine di perseguire un obiettivo strategico di finanza pubblica, abbiamo pensato di procedere ad estinguere anticipatamente parte dell’indebitamento in essere attraverso la vendita con patto di locazione del palazzo di Giustizia di Città.– Il tribunale di Potenza, pur essendo un bene “funzionalmente indisponibile” in quanto destinato ad una pubblica funzione qual è quella dell’amministrazione della giustizia, può essere alienato senza mutarne la condizione giuridica, a condizione che l’acquirente, selezionato con procedure ad evidenza pubblica, ne garantisca il mantenimento della sua attuale destinazione d’uso.– Appunto perciò, la procedura di dismissione dovrà necessariamente prevedere, in un unica complessa procedura, un contestuale contratto di locazione all’Ente da parte dell’acquirente, in modo da non pregiudicare la condizione legale del bene destinato funzionalmente all’amministrazione giudiziaria e le cui spese di gestione sono delegate per legge ai comuni.– Con queste modalità, l’alienazione non produrrà alcuna menomazione del pubblico godimento del bene immobile in argomento.– Tanto più che, il Comune di Potenza, per legge (la disciplina è dettata da un r.d. del 1941) continuerà a gestire il Palazzo di giustizia, ed il costo di locazione, il canone verrà rendicontato tra le spese di gestione del Palazzo e rimborsato dallo Stato, così come previsto dal regio decreto medesimo come rimborso spese per pigioni in tutti i Comuni dove hanno sede gli Uffici giudiziari.– Veniamo ora ai numeri: un’operazione ragionevolmente stimata in 35/40 mln. di euro, risorse ingenti che vincoliamo prioritariamente all’abbattimento del debito. Un debito che oggi grava sul nostro bilancio per circa 120 mln. di euro e che vedrebbe ridursi di circa un terzo. Un abbattimento che genererebbe e libererebbe per sempre, dico per sempre, risorse correnti stimate in 3/4 mln di euro annui per minori rate mutuo da pagare. – Dicevo 35/ 40 mln. di euro, una cifra importante, ma inferiore al costo di costruzione dell’immobile risultato in circa 53 mln. di euro: questo perché il mantenimento del vincolo di destinazione produce una evidente e sensibile diminuzione del valore, e poi, perché il prezzo di vendita non lo fa il valore immobiliare ma il suo canone di locazione stimato dall’Agenzia del territorio in 3,1 mln euro/annui.– Infatti è sul valore del canone che si costruirà “la locazione finanziaria” dell’immobile,è su quel valore che da una informale indagine di mercato, hanno manifestato interesse ad acquistare i fondi comuni immobiliari di investimento e tra questi, anche la C.DD.PP.– Ma rispetto ad un’immobile sottratto alla disponibilità dell’Ente e a cui lo Stato non riconosceva alcunché per il sacrificio sofferto (anche il famoso “fitto figurativo” quel fitto che viene riconosciuto ai Comuni proprietari di immobili offerti all’amministrazione giudiziaria per la mancata disponibilità del proprio immobile, si è rivelato, dopo la nota querelle con il Ministero di Grazia e giustizia, una manciata di spiccioli), il beneficio che ne deriva da una sua alienazione non è solo quello di liberare disponibilità finanziarie a tutto beneficio della spesa corrente e dei saldi finanziari futuri: abbiamo calcolato che una Palazzo di tale dimensione, una volta privato, pagherebbe quasi 100 mila euro annui di ICI, e le spese di straordinaria manutenzione non saranno più a nostro carico.– Ancora, viene colto un obiettivo di finanza pubblica tanto rilevante che la legge finanziaria dello Stato rimborserà all’Ente le penali di estinzione anticipata dei mutui perché và nella virtuosa gestione del debito attraverso una sua riduzione strutturale. – Andiamo esattamente nella direzione auspicata e raccomandata dalla Corte dei Conti nel perseguire il riassetto finanziario dell’Ente locale, produrremo una giacenza vincolata di liquidità in tesoreria, tale che per il prossimo futuro, non ci costringerà più ad utilizzare l’anticipazione di cassa per i pagamenti ordinari (per intenderci, non pagheremo più interessi per il fido, lo scoperto del nostro cc bancario), in fine, qualora la giacenza dovesse superare in modo consistente il limite di anticipazione del tesoriere, potremmo investire la plusvalenza in strumenti obbligazionari statali che produrrebbero ulteriori benefici finanziari.– E’ dunque necessario individuare le procedure amministrative idonee che consentano di individuare criteri e modalità di vendita dell’immobile, chiedo al Consiglio, alla maggioranza e all’opposizione, il più ampio consenso su un’operazione che non produce effetti immediati ovvero di un tantum, ma che, a prescindere dal colore politico di chi l’ha confezionata, guarda con fiducia al futuro perché le generazioni e le amministrazioni che ci succederanno beneficeranno delle scelte coraggiose di oggi”.La delibera è stata licenziata dalla commissione a maggioranza con l’astensione dei Verdi, Patto Segni, gruppo misto e Udeur e assenza di Sdi, AN e FI.Petrullo (AN) ha prodotto tre emendamenti all’atto deliberativo. Interviene per illustrarli.Evidenzia come il debito sorto con il dissesto, ridotto perché per molti anni si sono pagate le rate di mutuo, ad oggi si è triplicato pur partendo da zero. Forse siamo degli spendaccioni. Da una parte si dice che non si possono fare alcune cose per mancanza di fondi, dall’altra il debito si è triplicato. Forse le amministrazioni succedutesi non sono state all’altezza della situazione. Bisogna chiedersi come si è arrivati a questa situazione. Bisogna invertire il trend per non appesantire ulteriormente le casse del Comune. Il primo emendamento riguarda le somme che vengono recuperate dalla alienazione e che devono essere utilizzate esclusivamente per il ripiano del debito. Il secondo emendamento riguarda la possibilità di avvalersi di consulenze esterne per la alienazione. Petrullo chiede di fare una verifica all’interno del Comune sulla presenza di professionalità in grado di portare avanti questo progetto. Per quanto riguarda la possibilità di alienare con patto di locazione, Petrullo precisa che nel nostro codice le locazioni ultratrentennali sono vietate. Se poi invece di patto di locazione diventasse patto di destinazione il vincolo potrebbe essere superato. Il terzo emendamento riguarda la possibilità di inserire il costo dell’immobile nella base d’asta.Interviene il consigliere Imbesi (FI) il quale dice che la proposta di deliberazione ha un fine giustificato. Abbattere di 40 milioni di euro la situazione debitoria del comune di Potenza trova reazioni positive anche all’interno del gruppo di forza italia. Relativamente ai tre emendamenti di Petrullo pensa che possano essere valutati dall’intera assise perché presentati per tutelare la città di Potenza.Interviene il consigliere Mussuto (Verdi) il quale dice che condivide la filosofia del provvedimento ma bisogna stare attenti alla gestione dello stesso provvedimento. Condivide anche gli emendamenti.Interviene Trombetta (gruppo misto) per il quale ci si trova a discutere ed approvare un atto che forse è quello più importante messo in campo da questa amministrazione.E’ dunque favorevole al provvedimento dal punto di vista di amministratore. Dal punto di vista politico precisa che in 15 anni le amministrazioni hanno prodotto un disastro economico che oggi ci si trova a dover affrontare. Questa parte politica deve quindi provvedere alla risoluzione della situazione e, in questa circostanza, lo farà insieme alle forze di opposizione che voteranno favorevolmente questo provvedimento.Fare leva sul passato per evitare errori che si ripercuotono sul futuro.Interviene Travaglini (Rifondazione Comunista) il quale ricorda che il bene immobile del Comune viene venduto per fare cassa. La base d’asta deve essere più alta, bisogna vendere per il valore del bene.Interviene Liccione (PD) il quale evidenzia che questa operazione non è ultimativa o estemporanea che si iscrive nella necessità di salvare a tutti i costi le politiche di bilancio. C’è la prosecuzione organica di una politica di bilancio che segue nella logica della continuità politica ed amministrativa un percorso che parte da lontano. Coloro che hanno assunto su di sé le scelte e le politiche di bilancio, avendo compreso le difficoltà, hanno sviluppato una politica di bilancio che ha una sua logica ed una sua coerenza. Si parte dalla dismissione degli immobili alla creazione dei BOC. Mai operazioni estemporanee ma meditate. Questa di oggi è una operazione che guarda alla possibilità di liberare risorse nel medio e lungo termine.Il consigliere Lovallo (PD) ringrazia l’assessore per i problemi risolti e dice che è un deliberato che dà respiro alla spesa corrente.Interviene Pace (gruppo misto) chiede se si tratta di locazione o di dismissione. Nel secondo caso il prezzo a base d’asta non dovrebbe scendere. Per quanto riguarda il provvedimento è favorevole.Interviene Laieta (capogruppo PD) il quale precisa che non condivide il pensiero di Travaglini. Quando si è in maggioranza non si vanno a mettere dubbi su una operazione che è assolutamente trasparente. I tre milioni di euro di fitto attuale sono virtuali. Il ragionamento va fatto sulla sostanza e non su quello che appare. Dà atto all’assessore di aver approcciato ad un problema con la medicina giusta. Se siamo convinti che l’operazione serve al Comune, alla Città, il voto che esprimiamo come PD è uguale a quello di tutta l’aula.L’assessore Pace precisa che si tratta di una vendita con patto di locazione con destinazione d’uso.La replica spetta al Sindaco Santarsiero il quale ricorda che da quando venne fuori la possibilità di poter procedere alla vendita dell’immobile che ospita il tribunale, la vicenda si è sviluppata senza affanno ma nella consapevolezza che si stava lavorando per il bene del Comune. “Si completa un lungo percorso di risanamento e razionalizzazione del bilancio comunale. Le grandi operazioni di emanazione dei BOC per 80 milioni di euro, di contenimento della spesa corrente, e di dismissione del Palazzo di Giustizia, che oggi si avvia con previsione di introiti per circa 40 milioni di euro, consentono di guardare con fiducia al futuro, nonostante la difficile congiuntura che oggi vivono gli Enti Locali.Il risultato è notevole se solo si pensa che all’insediamento di questa consiliatura l’Amministrazione comunale era gravata da 5 milioni di euro di pignoramento e da un debito complessivo di 140 milioni di euro già oggi ridotto a 120 milioni di euro.Abbiamo in questi anni drasticamente ridotto anche le consulenze. Il ricavato della vendita è giusto che sia esclusivamente riservata all’abbattimento del debito. Si darà respiro così anche alla spesa corrente.La vendita del Palazzo di giustizia è una operazione economica.”Il Sindaco ha ringraziato la Regione Basilicata, tanto la maggioranza quanto i membri della opposizione, tra cui il consigliere comunale Michele Napoli, per l’approvazione dell’emendamento all’assestamento di bilancio regionale che prevede il finanziamento dei sistemi meccanizzati di trasporto che, nel caso del Comune di Potenza, rappresentano un pezzo significativo del sistema integrato del nuovo piano di trasporto pubblico locale.Per dichiarazioni di voto interviene Travaglini (Rif. Com.) il quale esprime voto favorevole al provvedimento. Petrullo (AN) parla di un provvedimento lungimirante ma non generoso perché una istituzione agisce per il bene della comunità. Condividiamo il provvedimento perché farà bene alla nostra Comunità. Ritira il terzo emendamento alla luce di quanto detto dall’assessore Pace.Mussuto (Verdi) chiarisce di essere favorevole al provvedimento ma chiede che il prezzo di vendita a base di gara deve essere quello stabilito dall’Ufficio del demanio.Imbesi (FI) dichiara di essere favorevole al provvedimento ma chiede che non ci sia una base d’asta inferiore a quella stabilita dall’ufficio delle entrate.Napoli (gruppo misto) esprime voto favorevole al deliberato così come emendato dalla opposizione. Ciò dimostra la capacità di convergere su un provvedimento in favore della comunità. Abbiamo necessità che parte dall’obbligo di ridurre il debito pubblico e che ci è imposta da organi sovra comunali. Gli enti locali devono fare la propria parte. Bisogna mettere in campo in questa fine consiliatura ogni atto per ridurre spesa e prevedere in prospettiva politica di sviluppo. Il presidente Campagna pone in votazione gli emendamenti presentati dal consigliere Petrullo. Vengono approvati all’unanimità.L’intero provvedimento viene approvato all’unanimità.Si passa al provvedimento relativo al regolamento della scuola comunale dell’infanzia.La relazione viene tenuta dall’assessore alla pubblica istruzione Giuseppe Messina.“Il Comune è chiamato oggi a svolgere un ruolo determinante nell’ambito delle politiche cittadine sulla scuola. Un ruolo di coordinamento, un ruolo di confronto, un ruolo considerato di regia, un ruolo che lo rende protagonista e pronto a recepire un processo di cambiamento e di riforme. Riforma della scuola e riforma degli enti locali. La scuola comunale dell’infanzia è radicata sul territorio della nostra città, ed offre una significativa articolazione dell’offerta formativa destinata ai piccoli cittadini dai 3 ai 6 anni. La nostra scuola è sempre più un polo di eccellenza. Una scuola di sperimentazione didattica, una scuola di innovazione e di qualità, una scuola inserita a pieno titolo nella scuola cittadina primaria. Il servizio che noi offriamo è disciplinato purtroppo da un regolamento datato ( delibera n.76 del 12/7/93) non rispondente al modello organizzativo attuale presente nell’ente locale ed incompatibile con il quadro normativo e contrattuale. Si è reso pertanto urgente e necessario procedere alla formulazione di un nuovo regolamento. In un momento molto delicato della vita e delle prospettive della scuola della nostra città e molto di più nella nostra Provincia. Basta ricordare i tagli derivanti dal DM effettuati sulla nostra Regione (500) e prima erano 700. Siamo riusciti in città a salvare molte situazioni, prima fra tutte la scuola elementare di Malvaccaro. Nulla si è potuto purtroppo fare per Cerreta e Giarrossa se non quello di impedire la pluriclasse ed abbiamo fatto incontri con le famiglie.”Messina ha parlato poi del calo demografico. “Gli iscritti alla scuola materna comunale per l’anno 2008-2009 sono circa 700 contro gli 850 di due anni fa. Urge dunque un riordino scolastico. La scuola comunale dell’infanzia deve connotarsi sempre più come scuola che promuove il diritto alla qualità della vita del bambino ma anche dell’intera comunità. La scuola comunale deve caratterizzarsi per una sua identità specifica che le consenta da una parte di riconoscersi nel suo cambiare nel tempo e dall’altra di accogliere al suo interno una pluralità di voci, provenienti dalla società civile. Il regolamento è il frutto di una approfondita istruttoria. La delibera è stata più volte illustrata in quarta commissione che ha prodotto molte osservazioni interamente recepite dalla Giunta. Abbiamo avuto incontro con le parti sociali. Il regolamento proposto si divide in due parti:Nella prima ci sono le finalità ed i caratteri della scuola dell’infanzia con il dettato costituzionale, la scuola dell’infanzia e continuità del processo educativo, partecipazione delle famiglie, educazione alla convivenza democratica, educazione alla diversità e alla integrazione, indicazioni didattico/metodologiche.La seconda parte si occupa di Scuola dell’infanzia e continuità del processo educativo. Viene trattata l’organizzazione del servizio, l’ordinamento del personale, gli organi di gestione e di partecipazione.Noi proponiamo una scuola che sia espressione di un sistema formativo veramente integrato; una scuola che sia luogo della ricerca e della formazione dell’accoglienza e dell’integrazione; una scuola che abbia come fine la maturazione dell’identità del bambino, la conquista dell’autonomia, lo sviluppo delle competenze.”Il consigliere Mitro (PD) propone alcuni emendamenti che illustra all’assemblea. Interviene successivamente il consigliere Travaglini (Rif.Com.) che annuncia voto contrario al regolamento.Il consigliere Rocco Coviello (AN) precisa che la riforma era necessaria. L’opposizione si asterrà sugli emendamenti perché la forma usata non ci è piaciuta. Il consigliere Pace (gruppo misto) ricorda che in commissione si è astenuto. Oggi avendo preso coscienza del provvedimento annuncia voto favorevole.Il consigliere Lovallo (PD) ringrazia la commissione per il lavoro svolto e l’Amministrazione per tutto quello che ha fatto per la scuola dell’infanzia perché si è adoperata per non far chiudere i plessi ma è riuscita in parte nell’intento. Annuncia il voto favorevole.Il consigliere Laieta (PD) chiede scusa alla opposizione per non aver fatto loro condividere gli emendamenti. Bisogna andare verso la scuola pubblica. Il Comune ha avuto sempre la missione di rispondere ai bisogni di crescita psico affettiva e di crescita del bambino tenendo fermi i punti nell’azione educativa.Il Sindaco Santarsiero, nella replica, evidenzia che “il Comune ha sempre considerato la scuola materna come una delle sue specificità storiche. Non abbiamo mai fatto arretrare la scuola materna perché non abbiamo fondi ma abbiamo pensato alla sua riorganizzazione. Il servizio è sempre di eccellenza. I giudizi sono entusiasti e fanno riferimento alla organizzazione. Per la scuola elementare, visti i tagli, abbiamo voluto evitare le pluriclassi facendoci carico degli oneri aggiuntivi.”Si passa alla votazione degli emendamenti che vengono approvati a maggioranza con l’astensione di Rifondazione Comunista, Forza Italia e Alleanza Nazionale.Il regolamento viene approvato a maggioranza con il voto contrario di Rifondazione Comunista e l’astensione di Forza Italia e Alleanza Nazionale.Al termine del Consiglio Comunale il consigliere Bongiovanni (Popolari Uniti) fa appello affinchè l’amministrazione intervenga con forza sulla chiusura del ponte di Picerno.Il Sindaco Santarsiero precisa che già nella giornata di ieri è stata definita dalla prefettura di Potenza una ordinanza che vieta il transito dei mezzi pesanti sulla strada che attualmente viene utilizzata per raggiungere Salerno.
Il Consiglio Comunale viene aggiornato al 5 agosto prossimo.<!–
Questo post è stato inserito il Giovedì, Luglio 24th, 2008 alle ore 19:40 nella sezione Calendario del Consiglio Comunale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. Both comments and pings are currently closed. Modifica questa pagina.–>