Il Consiglio comunale si apre alle 10,25 con il presidente del Consiglio comunale Pietro Campagna che presenta la pubblicazione del periodico del Comune di Città Notizie nella rinnovata veste di giornale murale. Assegna dunque la parola al consigliere del gruppo misto Giulio Spadafora, inerente la localizzazione delle antenne radiotelevisive e di telefonia mobile. Nella risposta l’assessore all’Ambiente Massimo Maria Molinari nel sottolineare l’importanza e la delicatezza del tema trattato. “Abbiamo effettuato misurazioni in diverse zone del capoluogo con tecnici ministeriali fino al 12 dicembre scorso, misurazioni che sono risultate tutte nella norma. Ciò però non ci lascia inattivi e, a testimonianza di ciò, entro e non oltre la prima quindicina di gennaio presenteremo a questa assise un piano di localizzazione e delocalizzazione, sottolineando che lo stesso non è mai stato approntato dal precedente assessore Fulgione, che aveva commissionato e fatto portare a termine solo uno studio sulla materia”. L’assessore conclude evidenziando che a livello regionale si sono registrate prese di posizione che non vanno nella direzione di un pieno rispetto istituzionale tra i diversi livelli presenti a livello locale. Il presidente del gruppo consiliare dei Verdi Nicola Mussuto dichiara di abbandonare l’aula perché “mi sento un componente di maggioranza di serie B, perché nella seduta del 12 dicembre avevo chiesto attraverso un’interrogazione l’attivazione del semaforo a chiamata di via dei Oleandri, cosa che non avverrà perché il Comune non ha corrisposto il dovuto all’Enel. Chiedo in questa situazione come nelle altre più partecipazione. A margine interviene il sindaco Vito Santarsiero che evidenzia che “la mancanza di liquidità che lamentano i Comuni e che al Comune di Potenza costa 10 milioni di euro, fa sì che si verifichino anche difficoltà come quella lamentata dal consigliere Mussuto, non ritengo che però per un semaforo si possa decidere di abbandonare l’aula”. Il presidente Pietro Campagna assegna la parola al presidente del Cda Acta Federico Mazzaro per la relazione dell’andamento del bilancio preventivo economico 2008. “Siamo giunti al blocco del turn over, e un’attenta e responsabile contrattazione sugli istituti già previsti dai contratti in essere, grazie all’abnegazione posta in essere da lavoratori e sindacati, per far fronte a una mancanza di liquidità già nota agli esponenti di questa assise e ai componenti della giunta. Ricorso all’evidenza pubblica e alla Consip per l’espletamento delle gare, il cambio di sede, per ridurre le spese rivenienti da fitti, sono tra i provvedimenti adottati per tagliare ulteriormente una spesa già molto ridotta. Anche rispetto alla discarica di Pallareta, oggi si concludono alcuni dei controlli richiesti, che mi auguro possa consentirne la riapertura per evitare ulteriori possibili disagi. Salutiamo con favore l’istituzione dell’Aato unico rifiuti per la regione Basilicata. L’Acta si può candidare a gestire un ciclo più vasto dell’attuale, in sintonia con quanto previsto dall’Amministrazione del capoluogo lucano, nell’ottica di un piano strutturale metropolitano. Siamo un servizio di pubblica utilità che quindi non deve inseguire il profitto. Siamo pronti al salto di qualità che la città si attende, con una nuova veste giuridico-amministrativa, per questo riteniamo che la scelta più idonea sia la trasformazione in società per azioni. Dunque gestione economica sana, o meglio risanata. Ringraziamo l’assessore Pace per gli sforzi prodotti per le difficoltà che è chiamato ad affrontare quotidianamente. Concludo con l’appello accorato all’assemblea cittadina di proseguire a credere nelle potenzialità dell’azienda che presiedo. Nel caso si ritenesse che sul merito si riscontrino delle mancanze da parte dei componenti tutti del consiglio d’amministrazione siamo pronti a rimettere il mandato”. Il primo intervento dei consiglieri comunali è quello dell’esponente del gruppo misto è quello di Michele Napoli: “Comprendo tutti gli sforzi fatti dal Cda dell’Acta. Per fortuna non è una spa altrimenti il presidente Mazzaro avrebbe dovuto chiederne il fallimento. C’è qualcosa che non funziona. Le responsabilità politiche sono chiare e sono di chi amministra a tutti livelli questa regione da tempo. Mettiamoci dalla parte di chi dovrebbe ricevere un servizio e non lo riceve. Come sono utilizzati i fondi che i cittadini hanno pagato all’Amministrazione tramite la Tarsu? Le difficoltà produttive e organizzative sono sotto gli occhi di tutti. Qualcuno comincia a chiedersi perché dobbiamo continuare a pagare la Tarsu? Dobbiamo proseguire a ignorare quello che i cittadini percepiscono ogni giorno sulla propria pelle. Il Cda dovrebbe avere il coraggio, dovrebbe già aver avuto il coraggio di assumere in pieno le proprie responsabilità e dimettersi. Se non riusciamo a gestire lo status quo, come facciamo a proporci di amministrare il problema rifiuti su un’area più vasta”. Per An interviene il consigliere Rocco Coviello che in merito alla relazione del presidente Acta afferma che “ci si aspettava di più. Ci aspettavamo, per la correttezza intellettuale che le riconosciamo, che ci spiegasse la natura delle frizioni che si sono registrate tra Amministrazione comunale e Acta. Non ci aspettavamo che ci si prospettasse quello che si potrebbe realizzare in una relazione che ci giunge dopo tre anni di attese. Ci aspettavamo un’azienda che negli anni avrebbe dovuto saper spiccare il volo verso un livello più alto di servizi. Lei ci ha detto che invece ha provato ad amministrare come una brava massaia i problemi momentanei, senza guardare oltre. Probabilmente le dimissioni del cda erano la strada migliore che l’Acta potesse percorrere nell’attuale situazione”. Per Rifondazione comunista il presidente del gruppo Marcello Travaglini spiega “che le dimensioni di un’azienda per la gestione dei rifiuti possono essere sia comunali che sovra comunali, favorendo in primis gli stessi Comuni e non tanto l’azienda” Cita dunque il ‘caso Berlino’ ritratto dalla trasmissione di Raitre Report spiegando i motivi per i quali “non è da ritenere vantaggioso la trasformazione dell’Acta in spa. Dobbiamo invece ripensare il riciclaggio”. Per Forza Italia interviene il consigliere Fernando Picerno il cui “giudizio politico non può prescindere dal fatto che tutti e tre gli enti siamo del centrosinistra eppure non si riesce a fare una programmazione coerente nell’ambito dei rifiuti. La Tarsu la esigete regolarmente perché non altrettanto regolarmente forniamo il servizio? Perché si prosegue a intervenire economicamente sull’inceneritore se lo stesso non funziona e non si sa se mai funzionerà, lasciando sulla strada 20 lavoratori e le loro 20 famiglie. Non è il caso che Cda Acta e Amministrazione vadano a casa?”. Il capogruppo del Pd Angelo Laieta che in apertura d’intervento sostiene che “bisogna porsi all’interno del problema per cercare di trovare la soluzione politica e non sparare a zero. La relazione del presidente Mazzaro è stata onesta e puntuale. Certo si può fare di più, ma non è fallimentare quello che l’Acta ha posto in essere. Sostengo che la trasformazione in spa sia necessaria, dobbiamo tendere a coinvolgere i privati. Potenza non mi sembra che sia una città sporca. L’inceneritore serve e, se stiamo investendo e perché in tempi ristretti si giungerà al suo riavvio. Dobbiamo aumentare la raccolta differenziata, che oggi ha già raggiunto il lusinghiero risultato del 20% circa, sarà poi possibile diminuire i costi. Le amministrazioni locali vivono momenti di difficoltà anche a causa di buchi creati, ad esempio dai mancati introiti Ici, quindi chiediamo a Berlusconi di ripianare gli ammanchi e restituirci i fondi sottrattici”. L’assessore Molinari nell’apprezzare “il lavoro svolto dall’Acta, anche se i problemi ci sono, delle difficoltà, delle fratture però originate dal fatto che i rifiuti costano e per mantenere un atteggiamento legale. Dobbiamo ricordarci tutti, amministrati, amministratori e lavoratori Acta che esistono diritti e doveri. La raccolta differenziata è una realtà e per fortuna si sta incrementando. Ma non basta. Oggi l’Arpab è alla discarica della Pallareta per verificare alcuni particolari inerenti la discarica. Il termovalorizzatore è in via di ripartenza augurandoci che anche gli altri livelli istituzionali sappiano vigilare e far sì che i tecnici facciano la loro parte, senza colpevoli ritardi. Non bisogna dire che va tutto bene, come non va tutto male, ci sono colpe anche dell’assessorato. L’Acta è una figlia dell’Amministrazione comunale di Potenza che è amministrata al meglio. Abbiamo tutti visto i rifiuti in alcuni punti in città ma abbiamo conferito i rifiuti a Salandra solo quando la normativa ce lo consentiva”. Siamo la città terza nel Mezzogiorno per la raccolta differenziata dei rifiuti” interviene il Sindaco. “Con la raccolta differenziata si riescono a sviluppare politiche virtuose. E’ merito dell’Acta. Abbiamo commesso anche degli errori, le isole ecologiche nel centro storico, per esempio. Abbiamo oggi un problema sul nostro territorio, non abbiamo risolto il problema della discarica. La zona centro non ha discarica, e quindi i 18 Comuni scaricavano qui a Potenza. Oggi paghiamo 2 penalità, la discarica che ci sarebbe stata sufficiente per una quindicina d’anni, l’altra che non abbiamo una discarica. Tra un mese parte la raccolta differenziata porta a porta per 20.000 persone che poi sarà estesa all’intera città. Sappiamo che si può fare di più.