Il presidente del Consiglio comunale, Vincenzo Santangelo apre i lavori dell’assise assegnando la parola al consigliere del Pdl Antonino Imbesi per l’illustrazione dell’ordine del giorno riguardante la chiusura della caserma militare di Potenza. “E’ un ordine del giorno per chiedere il mantenimento di una struttura importante quale è quella della caserma” spiega Imbesi. Contro l’iniziativa il presidente del gruppo del Pd Gianpaolo Carretta che sostiene che “alla chiusura purtroppo già si è giunti. Per quello che riguarda il merito della questione l’Amministrazione ha già posto in essere ogni utile intervento affinché quanto indicato nell’interrogazione potesse verificarsi”. Il consigliere Imbesi ribadendo “che non si tratta di una dichiarazione in alcun modo politica chiedo che il Sindaco possa intervenire in favore della proposta”. Il sindaco Vito Santarsiero ritiene che “di fatto l’ordine del giorno sia stato già recepito dal Consiglio comunale. Ritengo al netto di quanto è successo nella vicenda Caserma Lucania, l’ordine del giorno che si potrebbe proporre oggi per chiedere tutti insieme al Governo nazionale l’assegnazione a Potenza di un presidio delle forze armate all’interno della Caserma”. Il consigliere Giuseppe Molinari, si dice favorevole alla proposta del Sindaco così come il consigliere Imbesi. Successivo punto all’ordine del giorno ancora presentato dal consigliere Imbesi riguarda l’istituzione dei ‘mercatini di natale’. Il Sindaco spiega che “è stato chiesto alla Regione un finanziamento già ottenuto per dotarci di strutture mobili per far svolgere i mercatini. Al momento però non siamo in grado di affidare le strutture, procedura per la quale è necessario lo svolgimento di un bando, entro le prossime festività natalizie. Già a cominciare dall’anno prossimo si porrà in essere quanto indicato nell’ordine del giorno”. A favore della proposta si pronuncia il consigliere del Pdl Nicola Becce e contro il consigliere Carretta. Anche per questo come per il precedente il Consiglio rimanda la discussione degli ordini con le integrazioni che si riterranno opportune. L’assemblea passa a esaminare le interrogazioni, si comincia con quella presentata dai consigliere Nicola Becce e Francesco Fanelli del Pdl inerente al numero di persone bisognose presenti nel Comune di Potenza e sulle iniziative intraprese per fornire risposte efficaci. L’assessore ai servizi sociali Donato Pace spiega che “tra i provvedimenti adottati ci sono quelli dei buoni pasto per indigenti, laboratori, tirocini formativi, assegnazione di alloggi che hanno riguardato tutti i nostri concittadini che quotidianamente vivono situazioni di disagio, disoccupati, licenziati, diversamente abili. L’assessorato eroga servizi a un totale di circa 1.250 persone”. Nella controreplica il consigliere Becce asserisce che “i numeri della crisi vanno ben al di là di quanto censito dal Comune. Gli interventi illustrati sono solo temporanei e non strutturali come i problemi di cui trattasi meriterebbero, penso ad esempio alla tossicodipendenza”. Interrogazione successiva è quella del capogruppo dei Dec Angelo Laieta con la quale chiede se “attraverso concorsi interni si possa supplire alla carenza del personale”. “Sono 59 i vigili a tempo indeterminato, 8 a tempo determinato, 8 ufficiali di cui 3 a fine anno in pensione. Nel 1980 erano 98 unità nella scorsa consiliatura 17 unità a tempo indeterminato. In questo momento non siamo in grado di immaginare concorsi per i vincoli imposti dal patto di stabilità. Per questo abbiamo avviato le procedure per un concorso interno per individuare 10 persone a tempo pieno da utilizzare per le mansioni amministrative del corpo della polizia municipale”. Il presidente Santangelo introduce la relazione dell’assessore al Bilancio Federico Pace per la presentazione della ‘variazione di assestamento generale al bilancio di previsione 2009 e al bilancio pluriennale 2009/2011′. “Signor presidente, signor Sindaco, signori consiglieri, come ogni anno, questa di oggi è un’importante occasione della vita politica e amministrativa della città, perché questa manovra generale di assestamento al bilancio 2009, interviene in un momento storico importante e conflittuale in quanto caratterizzato ed affiancato da un incompleto e contraddittorio federalismo fiscale che i Comuni hanno combattuto, e se non hanno vinto in termini economici e finanziari, certamente hanno affermato e fatto valere il principio di un’autonomia costituzionalmente garantita che se non altro, è servita a far maturare il convincimento che i Comuni sono i primi centri erogatori dei servizi ai cittadini, sono i principali e preponderanti appaltatori di opere pubbliche, sono l’elemento fondante del sistema Stato, inteso come induzione delle dinamiche di sviluppo del paese e non come deduzione di sudditanza assistenzialistica. Diciamo subito che è giunto il momento di una seria scelta federalista, perché rispetto alle buone intenzioni, la realtà dei fatti si dimostra fortemente deludente e smentisce i principi nati dalla riforma del titolo V della Costituzione. Si prevedono normative di dettaglio, che espropriano di fatto gli Enti locali della loro autonomia costituzionalmente garantita (oggi, nelle more dell’emanazione dei decreti attuativi alla legge delega sul Federalismo Fiscale, è congelata ogni possibilità di intervento di politica economica dell’Ente Locale), e la espropriano in favore di un accentramento di potestà Statuali volte a far cadere solo sui Comuni la scure del taglio dei trasferimenti, per far quadrare i conti della finanza pubblica (si prevede per il prossimo anno un ulteriore taglio dei trasferimenti dello Stato di oltre 1,5 mln di euro, portando il taglio degli ultimi cinque anni ad oltre 7 mln. di euro!!!). Tutto ciò premesso, veniamo ai numeri: una manovra generale di assestamento di 2 mln di euro circa a fronte di richieste pervenute dagli uffici pari a più del doppio; e di questi 2 mln., quasi la metà recepiscono finanziamenti della Regione Basilicata finalizzati ai trasporti, alla visita del Presidente Napolitano e alla mostra di S. Francesco d’Assisi; se a questo aggiungete che a seguito dell’approvazione degli ultimi debiti fuori bilancio e di quelli che verranno all’attenzione di questa assise entro la fine dell’anno, l’indebitamento complessivo di questo comune ha raggiunto quasi i 125mln di euro e che questo si traduce in 12 mln di euro di rate muto annue, e che queste rate impegnano più di 1/3 delle nostre entrate tributarie, questo bilancio lungi dal voler essere un documento di programmazione economica e finanziaria, è frutto di una mera elaborazione tecnica, che ci consente, appena sufficientemente, di coprire le spese ed i servizi essenziali che siamo obbligati ad offrire alla comunità. Nonostante le difficoltà, rispetteremo con relativa tranquillità anche quest’anno, il Patto di Stabilità nonché i limiti di spesa del personale nonostante il massiccio piano di stabilizzazioni del personale precario dell’Ente. Confortanti segnali provengono dal fronte dell’evasione fiscale ( miglioriamo le previsioni di 300 mila euro) grazie alla messa a sistema del Servizio informativo di controllo del territorio che incrociando i dati catastali con quelli urbanistici e tributari di ogni contribuente, porterà a numeri irrisori l’evasione dei tributi comunali in questa città. I proventi sulla Pubblicità risentono della pregnante crisi economica ( cala la domanda) e dell’esenzione decisa dallo Stato dall’imposizione fiscale per superfici pubblicitarie inferiori ad un metro quadrato (meno 200 mila euro). Proseguiremo con veemenza e tenacia una politica di rigore della spesa, dal controllo sistematico delle nostre utenze energetiche (Enel e Telecom in special modo), all’abbattimento dei costi per consumi elettrici attraverso il grande investimento sul fotovoltaico su tutte le superfici di proprietà comunale il cui bando è già in corso di pubblicazione. Dunque, siamo di fronte ad un bilancio sano, ma drammaticamente povero, dove l’Amministrazione è stata chiamata ed è chiamata a scelte difficili, coraggiose, dove paghiamo l’obbligata caduta di attenzione per il quotidiano. Soffriamo una preoccupante tensione di Cassa: abbiamo un arretrato nei pagamenti dei nostri fornitori di circa 8 mesi che si riducono a 60 giorni per i servizi essenziali di trasporto pubblico e di smaltimento rifiuti. Ma non siamo stati a guardare. Rispetto ad un dato medio nazionale di due anni di arretrato nei pagamenti della Pubblica Amministrazione e agli strumenti che il Governo ha previsto per contrastare un fenomeno che mette in ginocchio l’economia nazionale, siamo stati probabilmente il primo Comune del mezzogiorno ad attivare il meccanismo della c.d. Certificazione del Credito. Un nuovo strumento finanziario, un nuovo titolo di credito che l’Ente emette a favore del proprio creditore che ne fa richiesta e che a sa volta può essere ceduto pro soluto ad una banca o istituto di credito che lo monetizza. E proprio con questo meccanismo che probabilmente già in settimana riusciremo a perfezionare l’operazione di certificazione che consentirà all’ ACTA di ricevere una liquidità pari a circa 6,5 milioni di euro. Un operazione che va pressoché ad azzerare i crediti che l’azienda speciale vanta verso il Comune e che pone solide basi perché si proceda senza indugio ad una fulminea trasformazione in società per azioni. La delibera di trasformazione, adeguata alle recentissime evoluzioni normative in tema di privatizzazione dei servizi pubblici locali a rilevanza economica ( il decreto legge n. 135 del 2009 è stato convertito in legge la scorsa settimana) è tornata all’attenzione di questo Consiglio comunale che dovrà deliberare con ogni urgenza al fine di scongiurare il rischio di decadenza ope legis delle gestioni “in house” affidate direttamente a società di proprietà dell’ Ente locale, e quindi la liquidazione dell’azienda speciale e la messa a gara del servizio relativo. Il Comune di Potenza tra rimborso delle spese per la gestione del Palazzo di Giustizia (siamo fermi al 2006), compartecipazione irpef, addizionale comunale, trasferimenti erariali, rimborso iva servizi esternalizzati, vanta verso lo Stato crediti per oltre 15 mln. di euro e se a questo aggiungiamo il congelamento dei trasferimenti Regionali a loro imposto dal raggiungimento del limite previsto dal proprio Patto di stabilità per il 2009, l’erogazione dei nostri mandati di pagamento è drammaticamente paralizzata (fanno eccezione le spettanze del personale); siamo in trepida attesa, per oggi era prevista l’emanazione di un decreto legge che attraverso l’ICE, una banca costituita presso la cc.dd. pp. che ha già la disponibilità di un fondo di garanzia pari a 18 mld. di euro, consentirebbe lo smobilizzo di tutti i pagamenti della P.A. verso i propri fornitori per un totale di oltre 70 mld. di euro. Siamo pronti a qualsiasi intervento straordinario che il Governo vorrà immediatamente consentire. Tuttavia, stiamo per affrontare le linee guida del Piano Strutturale Metropolitano, la sfida di questo anno: la città di Potenza che amplia i proprio raggio d’azione ad un’area di 120.000 abitanti in un intervento volto ad inserire, in una veste unitaria , le esigenze, le problematiche e gli obiettivi di un territorio omogeneo, al fine di armonizzare gli interventi, compiendo scelte condivise e condivisibili. In settimana o forse già domani sapremo definire la data di apertura del Ponte attrezzato probabilmente prima del santo Natale; la consegna dei lavori del parcheggio della Fondovalle, la nuova piazza Prefettura, il nuovo Programma di esercizio del trasporto pubblico locale, i parcheggi, la gestione degli impianti meccanizzati ed il trasporto su gomma nel corso di quest’anno verranno messi a gara. Perché il ruolo della città capoluogo passa attraverso un servizio di eccellenza quale quello del trasporto integrato appunto, un servizio a disposizione dell’intera comunità regionale ( nelle ore di punta in città si contano oltre 120 mila presenze). E’ proprio sul ruolo metropolitano della città capoluogo che vorrei focalizzare l’attenzione del Consiglio. Oggi la città è guida e offre servizi all’intera comunità regionale. Basti pensare che ogni giorno il nostro territorio è percorso da più di 120.000 persone, è diventata il fulcro del suo territorio, il centro erogatore di servizi eccellenti (l’Università, il san Carlo, gli uffici pubblici) e di propulsione di tutta la competitività territoriale. Basti pensare che la spesa per la mensa scolastica è raddoppiata negli ultimi cinque anni a fronte di tassi di natalità che seppur positivi non sono stati tali da giustificare il raddoppio del numero dei pasti giornalieri; l’ offerta formativa scolastica che interessa l’intero bacino dell’hinterland provinciale, i servizi di ricettività turistica, l’impiantistica sportiva ( solo una partita al Viviani ci costa oltre 10.000 euro tra chiusura del traffico, transenne e messa in sicurezza dei percorsi stradali); i mercati, le fiere, la pubblica illuminazione, l’ambiente, il ciclo di smaltimento dei rifiuti, le mutate e crescenti richieste di vigilanza e sicurezza degli utenti fruitori dei servizi offerti dal capoluogo. Lo stesso Palazzo di Giustizia esplica funzioni ultra comunali ed al servizio dell’intera comunità regionale; i costi di gestione delle infrastrutture e delle opere pubbliche in via di completamento e della viabilità in genere, le nuove povertà, gli immigrati. Tutto ricade sul nostro Bilancio. Non ce la facciamo più, non possiamo farcela. Nei passati cinque anni di Amministrazione, abbiamo concepito, nuove funzioni di servizio Metropolitano, abbiamo colto una sfida che dobbiamo essere in grado di valorizzare ed anche rilanciare attraverso un dialogo ed un’interazione con la Regione Basilicata perché nuovi servizi, di cui il territorio necessita, vengano individuati e localizzati in questa città. Un ruolo che la Regione deve recepire non come imposizione o sovrapposizione di competenza, ma come riconoscimento alla Città di Potenza della propria dignità di città capoluogo. Accogliamo con grande entusiasmo i 40 milioni di euro della programmazione Por 2008/2011, ma oggi siamo chiamati anche ad una riflessione sulle dinamiche generali di finanziamento della spesa per investimenti quando, a fronte di potenziali nuovi e d utili servizi che si vogliono offrire alla comunità mediante opere, non ci si chiede dove si trovano i soldi per gestirle una volta che queste vengono completate. Questo è il quadro, e all’interno della sua cornice dobbiamo insieme continuare a costruire il futuro della Città di Potenza, il suo ruolo di città capoluogo, di città guida dell’ intera comunità regionale,: tutto questo deve necessariamente passare attraverso la forza della politica come regia di attuazione del Programma elettorale del Sindaco che abbiamo approvato pochi giorni or sono. Tutto questo deve passare attraverso una maggioranza compatta, una responsabilità che il centro- sinistra nella sua interezza deve sentire come un dovere al quale non può sottrarsi. Grazie”. Primo intervento è quello del consigliere del Pdl Rocco Coviello presidente della Seconda commissione consiliare permanente, (che si occupa anche del Bilancio) che dopo aver ringraziato gli uffici per il lavoro svolto. “Dovevamo iniziare delle azioni di rivalsa nei confronti delle cooperative di Murate e di Macchia Giocoli, si è dato seguito a ciò? Lo Stato ci ha restituito un milione di gettito Ici è un dato importante. Lo lotta all’evasione ha portato frutti? Pubblicità, c’è un aumento della richiesta di pubblicità. Diamo i posti migliori ai privati e teniamo per il Comune quelli meno visibili”. Il capogruppo Dec Laieta si chiede e chiede all’Amministrazione “nell’attuale stato di penuria di risorse, dove reperirete i fondi per mantenere in attività le cattedrali nel deserto che avete creato? Avete creato la Dubai di Potenza a contrada Cavalieri mentre altre zone rurali non hanno neppure l’acqua. Opere pubbliche tante iniziate nessuna terminata. Nodo del Gallitello, raddoppio dei costi per un lavoro che è diventato un obbrobrio sotto ogni punto di vista. Vallone santa Lucia, con l’avvio del ponte Attrezzato non più solo il parcheggio, ma anche il terminale dei bus deturpano ulteriormente uno dei polmoni verdi della città. All’interno di questo bilancio ci sono incongruenze e disparità che non mi pare vi possano consentire di attuare quanto progettato nell’ambito dei vostri programmi amministrativi. L’unica posta che mi pare abbia fondi in più sia quella della cultura. Perché non pensare anche alla lirica per uscire fuori dai confini del Palazzo comunale. Chiediamo i costi invece dell’inceneritore con fondi che penso potevano essere utilizzati diversamente. Ci saremmo aspettati una manovra più articolata così non è stato, lavoro e dipendenze – alcool e stupefacenti – non mi pare trovino la dovuta attenzione”. Il capogruppo dell’Udc Emilio Libutti sottolinea che “politicamente l’Udc conferma il rapporto che in questi mesi si sta stratificando con il centrosinistra. Il mio partito è contro il federalismo fiscale perché va garantito alle città più piccole il mantenimento di un sufficiente standard dei servizi. Ciò premesso l’incremento delle entrate correnti pari a 1.700.000 euro, per 1,1 milioni di euro per finanziamenti regionali, ci porta a dire che lo stesso ha carattere di provvisorietà, mentre le rispettive spese risultano strutturali. I 500.000 euro per un incremento di spese nel trasporto pubblico, per esempio, ritengo siano destinati ad aumentare e non viceversa. Queste le motivazioni che mi portano a pronunciare la mia astensione sul provvedimento”. Il coordinatore dei gruppi di minoranza Molinari esordisce chiedendo “se l’assessore speranza si sia o meno dimesso. Rispetto alla manovra di assestamento, seppur di ridotta entità, ha una valenza politica. Non ho individuato alcuna priorità in questo documento. Alcolismo, tossicodipendenze sono problemi che vanno affrontati con soggetti diversi rispetto a chi non si è accorto che il problema nel tempo andava acuendosi, penso ai Sert. Il problema della povertà, mensa per i poveri, dormitorio pubblico, sono realtà non presenti a Potenza, perché non si pensa a farli sorgere? Nell’ottica di una politica per la famiglia perché non si pensa a far sorgere qualche asilo nido in più? La difficoltà che vive l’impiantistica sportiva perché non viene presa in considerazione? L’emergenza degli autobus extraurbani in città andava affrontata, così non è stato. Vedo una forma di immobilismo amministrativo, con una macchina amministrativa ancora troppo lenta, farraginosa, poco modernizzata, poco europea. La cultura è una grande occasione se non diventa solo uno spot pubblicitario e se diventa elemento condiviso con soggetti quali le scuole, le parrocchie, le altre istituzioni. Penso che sia giunta l’ora di indire un appalto europeo per la gestione della pubblicità, degli impianti sportivi, del teatro. Il capogruppo Salvatore Lacerra sottolinea come “la relazione dell’assessore sia stata più politica che tecnica. A una visione sommaria di un Bilancio pari a 519 milioni di euro, per ogni cittadino eroghiamo servizi per 8-9.000 euro per cittadino. Ritengo che nessuno dei cittadini si potrebbe dire soddisfatto per ciò che riceve. Vanno evitati gli sperperi, per esempio attraverso la esternalizzazione di alcuni servizi, ottenendo sicure economie. Giovani e lavoro come posta di bilancio non prevede alcun aumento di spesa. Stessa cosa per i servizi sociali, piccolo aumento si registra solo sulla cultura. Un assestamento che dunque non convince e non ritengo debba essere approvato”. Nella replica il Sindaco evidenzia “che ogni azione che è stata oggetto di previsioni programmatiche in questa sede non può e non trova risposte. Tante le sollecitazioni giunte, ma per ognuna di esse i proponenti dovrebbero avere anche la bontà di individuare le entrate necessarie. Tra le questioni più impellenti sollevate, la lirica costa, per due serate oggi costerebbe circa 70.000 euro, tutta la stagione teatrale ci è costata 140.000 euro. Auspichiamo di intercettare per l’anno prossimo ulteriori risorse. Alle difficoltà che si vivevano con l’Abs oggi abbiamo una rassegna che ci assicura spettacoli di notevole livello grazie a ‘Cose di teatro e musica’ società inserita in un credibile circuito nazionale. L’inceneritore necessita di lavori di adeguamento di 600.000 per una struttura che è parte integrante del sistema rifiuti provinciale. L’assessore Speranza non ha presentato le proprie dimissioni ed è un eccellente componente di questa giunta. Rispetto ai Sert l’azione posta in essere è straordinaria e la manifestazione in programma per oggi pomeriggio ne è una testimonianza, testimonianza di come oggi ci sia un metodo di approccio nuovo nei confronti del disagio giovanile. Domani alle 18 si chiuderà definitivamente l’iter per l’assegnazione delle case nuove a Bucaletto e in quell’edificio è stata individuata una sede idonea per la Caritas che meritoriamente opera in quel rione”. Cominciano le dichiarazioni di voto con il consigliere Rocco Coviello che “da sei anni il capitolo di spesa per le politiche giovanili è pari a zero. Il bilancio della città di Potenza è ingessatissimo, ma bisogna fare delle scelte che vadano nella direzione della concretezza. Per questo il mio voto sarà negativo”. Il consigliere della ‘Lista civica per la città’ Michele Napoli sottolinea che si tratta di un provvedimento quasi puramente di natura tecnica. Bisogna essere sì rigorosi nei conti, ma si deve altresì consentire ai nostri cittadini si poter sperare. Rispetto alle politiche sociali dobbiamo ricordare il debito che il Comune ha con l’Aias. L’indice di povertà è in continuo accrescimento, l’Amministrazione deve andare incontro alle esigenze dei nostri concittadini, disagio giovanile in testa.