Consiglio Comunale dell’11 dicembre 2009

Il presidente del Consiglio comunale, Vincenzo Santangelo apre i lavori dell’assemblea facendo osservare all’assise, su richiesta del coordinatore di opposizione Giuseppe Molinari, un minuto di silenzio in ricordo dello scomparso professor Gabriele De Rosa, cittadino onorario di Potenza. Sempre il consigliere Molinari presente in apertura di seduta una interrogazione urgente riguardante la piscina comunale “che dal 1° gennaio al 30 giugno sarà gestita dalla federazione nazionale nuoto, così come deliberato dalla giunta. E’ un provvedimento che non ci convince del tutto, perché pur essendo una federazione italiana è di fatto un affidamento a privati di una struttura pubblica”. Il sindaco Vito Santarsiero nel riservarsi la possibilità di fornire all’interrogante una risposta scritta spiega che i motivi che hanno portato alla decisione “che consiste in un breve periodo di prova,  non riguarderà in alcuna misura la riduzione di personale ed è motivata da una situazione economico-finanziaria alquanto complessa”.  Dopo un confronto su una mozione presentata dal capogruppo del Pdl Fernando Picerno, con la quale il consigliere chiedeva un dibattito sul tema piscina, mozione che viene respinta, il presidente Santangelo assegna la parola al consigliere del Pdl Nicola Becce per l’illustrazione del primo punto all’ordine del giorno, un’interrogazione sugli asili nido negli uffici pubblici. Nella replica l’assessore alla Pubblica istruzione Massimo Maria Molinari comunica che la giunta del capoluogo è pronta a far ricorso ai fondi “che il governo stanzierà non appena ciò si trasformerà da proposta di legge a realtà”. L’interrogazione successiva è quella presentata dai consiglieri del Pdl Picerno e Francesco Fanelli sull’orario degli uffici comunali “soprattutto per quel che riguarda l’apertura di diverse strutture municipali al pubblico solo dopo le ore 11,30”. Il Sindaco si dice disponibile “a riverificare, dopo un aperto confronto, gli orari di apertura degli uffici pubblici”. Esaurito il tempo dedicato alle interrogazioni l’assessore all’Assetto del territorio Roberto Speranza passa all’illustrazione di un “provvedimento che ritengo di rilevanza epocale per Potenza, per il territorio Potentino e, dunque per l’intera regione”. Si tratta del’approvazione del documento di sintesi per la redazione del documento preliminare del Piano strutturale metropolitano dell’hinterland potentino. L’assessore ritiene che si tratta “si una straordinaria operazione culturale, sociale, politica. Discusso dai Sindaci coinvolti già nel 2008. Sistema naturale definito invariante, sistema insediativo (aree residenziali e aree legate al terziario), sistema infrastrutturale: questi i perni attorno ai quali ci si è mossi per porre in connessione la piccola area del Potentino con quella ampia del Mezzogiorno. Viabilità ferroviaria e stradale sono punti imprescindibili per giungere a rendere il nostro territorio più attraente, più connesso e più unitario per uno sviluppo diffuso che deve riguardare ciascuno e tutti i Comuni coinvolti in questo progetto. Le aree interne vanno urbanizzate e va messo a sistema lo sforzo che stiamo producendo, portando il prima possibile in Commissione le bozze dei progetti preliminari. Va stimolato il più possibile la discussione pubblica e con i Sindaci dell’area coinvolta. Ritengo che sia verificabile l’idea di un grande Consiglio comunale aperto a tutti le assisi municipali coinvolte per comprendere insieme l’importanza di questo documento. Politicamente, nel rispetto delle diverse posizioni, l’interesse comune va comunque e sempre tutelato. Non ci può essere sviluppo della Basilicata senza lo sviluppo della nostra città capoluogo”. Il consigliere Rocco Coviello (Pdl) giudica positivamente la relazione dell’assessore nel senso “di apertura al confronto su un tema importante. Il Psm credo che non darà nessuna garanzia e nessuna risposta concreta alle legittime richieste dei cittadini. Fotograferà di massima l’esistente e come potrebbero attuarsi gli sviluppi futuri. In assenza di una puntuali narmativa tutto ciò non consentirà di dare voce alle tante voci che vengono dai potentini. Mancano inoltre le priorità, priorità che come Pdl indicheremo: delocalizzazione dello stadio Viviani, terminal autobus extraurbani, bando regionale per ampliare le proprie attività agli artigiani, a Potenza manca una zona artigianale”. Il consigliere Becce asserisce che “d’ora innanzi ci ripiegheremo con grande attenzione su questo tema”. Il presidente del gruppo Dec Angelo Laieta sottolinea come “il Psm offre occasione di sviluppo? Ciò ci sta bene, il problema però è come ci arriva. Lo si deve fare infatti secondo la legge. Così non è stando a quanto stabilisce la legge regionale 23 e la circolare esplicativa. Il Psm è infatti aleatorio senza il Piano strutturale comunale (Psc), l’unico in grado di dare senso al Regolamento urbanistico. Dall’anno prossimo chiederemo alla Regione 5 milioni di euro all’anno su questo tema. Certamente chiederemo un’attenta rendicontazione di come tali somme saranno impiegate”. Il presidente della III commissione consiliare permanente Beniamino Straziuso (Pd) evidenzia che “trattandosi di un documento di sintesi, ogni valutazione sui particolari del Psm mi pare travalichi tale a mbito. Si tratta di un passaggio formale. Di un piano strutturale comunale sì, ma intercomunale così come le indicazioni che ci pervengono da Lisbona ci suggeriscono. Si inaugura con questo strumento una nuova stagione di rapporti interistituzionale, per creare un’area baricentrica lucana, in grado anche di valorizzare le aree interne regionali e non un buco nero che voglia ingoiare tutto e tutti. Un sistema urbano territoriale che possa essere connesso e unitario per garantire la migliore qualità della vita possibile e ottenibile Sistema preinsediativo e sistema infrastrutturale sono strettamente correlati a quello ambientale per giungere a uno sviluppo organico”.  Sempre dai banchi del Pd Mario Cerverizzo interviene ribadendo “che in un’ottica di piena collaborazione tra Enti, oltre ai Comuni interessati al tavolo programmatorio dovranno intervenire anche Provincia e soprattutto Regione, per risolvere macrotemi, penso alla delocalizzazione della SiderPotenza, all’utilizzo e alla creazione di aree produttive industriali e artigianali. Questo documento di sintesi è un’apertura dei lavori e come tale è d’uopo che il medesimo venga approvato”. Il consigliere del Pdl Imbesi indica lo strumento portato all’odierna discussione “manchevole di alcuna indicazione di sorta che possa connotare con precisione l’intenzione che con questo documento di sintesi si voglia perseguire. Non ci sono indicatori della città di Potenza riguardo alle infrastrutture, al tempo libero, al recupero degli edifici storici e così via per tutte le schede. In questo documento non vedo nulla, mi pare una scatola cinese”. Il consigliere chiude ricordando che “ci sono due petizioni popolari, inerenti ai temi urbanistici, che attendono da mesi di essere esaminate in Consiglio”. Per il Pd il consigliere Rocco Fiore esprime soddisfazione per l’atto che “ci accingiamo ad approvare, perché segna un’ulteriore importante tappa nell’ambizioso percorso urbanistico che questa Amministrazione, a cominciare dalla scorsa consiliatura sta portando a compimento. E’ una legge innovativa che abbandona i vecchi strumenti urbanistici che si rifacevano alla normativa del 1942. Il piano strutturale comunale non è prescrittivo o conformativo dei diritti di proprietà, sul tema la legge regionale è assolutamente chiara. Il livello intercomunale mi pare anzi quello più idoneo sul quale e nel quale lavorare. Il piano più è condiviso più risulterà fruttuoso per le realtà che in esso saranno coinvolte. Il documento odierno è una sorta di fotografia dello stato attuale in cui versano i Comuni protagonisti. Non mi pare che a ciò spetti dare o recepire delle priorità. La terza Commissione che ha già lavorato bene dovrà d’ora innanzi ripiegarsi ancora di più su un lavoro che andrà a determinare il futuro urbanistico di dieci Comuni, con un Piano strutturale comunale di Potenza che è metropolitano solo in quanto condiviso con i Comuni dell’hinterland del capoluogo”. La seduta viene sospesa alle 13,20 per riprendere nel pomeriggio. Alle 16,40 primo intervento è quello del coordinatore dei gruppi di opposizione Giuseppe Molinari che esordisce ricordando “che il cammino del Psm comincia nel 2007 e ciò significa che oggi il primo ingresso del Psm in Consiglio comunale è dunque un po’ tardivo. Dal punto di vista politico è comunque un passo positivo la sua odierna discussione. Certo è un piano che dovrà confrontarsi con le comunità locali interessate. Avrei preferito ai 10 Comuni viciniori, quella dei 15 Comuni del Prusst, con Potenza capofila per esempio per i piani turistici, penso a Trivigno, a Baragiano eccetera. Potenza in questi ultimi anni attraversa momenti di difficoltà. Da irradiatrice di servizi, la città con una forte spoliazione tende a un preoccupante appannamento. Lo sforzo che indica la traccia del Psm ci porta ad aprire una linea di credito per giungere a una decisione condivisa, magari allargando le decisioni ad altri Comuni così come ho indicato in precedenza. Va definito quale servizio strutturale di eccellenza la città può vantare. Potenza deve puntare sulla viabilità, sulla deindustrializzazione dell’area industriale del capoluogo, sulla delocalizzazione dello stadio Viviani, creare un centro sportivo attrattore anche per i non potentini, avviare il percorso per un polo fieristico con il Comune di Tito. Importante la scelta di individuare con precisione una stazione per i bus extraurbani. La scelta dell’interporto va rivista. Fatta eccezione per i Comuni di Pignola, Avigliano e Picerno gli altri Comuni coinvolti vivono un preoccupante spopolamento. Se saremo capaci di creare un’efficace rete infrastrutturale potremo attivare anche dinamiche di ripopolamento. Potenza non deve racchiudersi in questa aria metropolitana, Potenza non deve solo allargare i suoi confini, ma bisogna stabilire come il capoluogo di regione possa essere veramente posta a servizio e contestualmente essere guida della Basilicata. Sulle royalty ritengo sia sbagliato che lascino fuori alcuni Comuni lucani, Potenza in testa. Dobbiamo dimostrare la capacità di saper scegliere cosa che potrà determinare il nostro futuro”. Per il capogruppo del Pdl Fernando Picerno “la relazione dell’assessore non si può non condividere. Dalle parole però si deve passare ai fatti, campo sportivo, terminal bus extraurbano, realizzazione dei parcheggi a valle del Ponte attrezzato, solo dopo apriamolo altrimenti avremo un’altra struttura poco funzionale. Spazi per aggregazione giovanile, per il circo, per le fiere, una zona artigianale, un eliporto, un interorto, queste sono solo alcuni punti sui quali lavorare per questo motivo il nostro voto sarà di astensione”. Per il capogruppo del Pd Gianpaolo Carretta “è doveroso sviluppare considerazioni di carattere generale non riguardando questa seduta dell’assemblea la disamina tecnica del provvedimento. Prendo atto dell’atteggiamento politico dell’oposizione che fa rilievi positivi su questo strumento. Ciò a sottolineare la portata strategica e innovativa dello strumento. Apriamo con il Psm, uno strumento tecnico, un dibattito che in realtà è politico sul ruolo strategico ed economico-sociale che la città potrà rivestire nel futuro. Politicamente chiederemo con forza a tutti i livelli di rivedere il ruolo e i confini che Potenza dovrà avere. Aree industriali, zone artigianali, turismo, ambiente, il polo culturale: il Psm ci consente politiche di sviluppo onnicomprensive. Non dobbiamo essere un centro di servizi, ma dobbiamo essere in grado di aumentare la qualità di quelli che attualmente Potenza eroga. Potenza deve essere una città moderna che si apre al territorio, all’Europa, al Mediterraneo. Si inaugura una stagione di ottimismo e di collaborazione. Sindaco dobbiamo portare questo confronto anche al di fuori di questa aula, all’interno della società civile per dare risposte efficaci sotto il profilo occupazionale e socioeconomico”. Il capogruppo Salvatore Lacerra afferma che “vanno evitati i toni enfatici, vanno invece evitati i rischi, quello ad esempio che il confronto possa lievitare solo in alcun stanze. L’Amministrazione e il Sindaco si facciano realmente carico di far condividere profondamente il Psm a quest’aula. Strano che in questo documento di sintesi, che fotografa la situazione, manchi un normale livello programmatorio Regione-Provicnia-Comune e non viceversa come in realtà mi pare essere impostato. L’asse tra i due mari ritengo dovrebbe rientrare in un documento programmatorio come questo, così come i paesi che dall’asse tra Tirreno e Adriatico dovrebbero essere attraversati. Imprescindibile ritengo la presenza di un polo congressuale. In questa idea di sviluppo metropolitano metterei una qualche idea fantastica, penso alla realizzazione di un’opera straordinaria: Bilbao fino a qualche decina di anni fa era praticamente sconosciuta. Nello Stabile potremo programmare la realizzazione di piccolo opere che darebbero lustro alla città. Il mio voto sarà di astensione”. Per il consigliere della Lista civica per la Città, Michele Napoli si tratta “di una felice intuizione che per la prima volta disegna il futuro ambizioso della nostra città. E’ una sfida affascinante per la quale speriamo che il contributo che offrirà l’opposizione sarà tenuta nella giusta considerazione. Una sfida coraggiosa, culturale che vedrà l’opposizione non tirarsi indietro. Non bisogna lasciarsi abbagliare da idee che poi nella realtà vanno declinate. Dobbiamo dar vita a un confronto serio senza barricate. Amministrare non è esercizio facile, ma dobbiamo avere ben chiaro che questo provvedimento che disegnerà il nostro futuro deve e dovrà essere un provvedimento concertato con tutti i segmenti che in esso saranno coinvolti. Buttandoci a capofitto sul regolamento urbanistico abbiamo perso alcune occasioni che possono e devono essere recuperate per ritagliare a Potenza il ruolo organico che le compete, grazie a un progetto ambizioso attorno alla quale dobbiamo chiamare tutte le molte forze virtuose che in città sono presenti”. Il capogruppo Antonio Smaldone ‘Con Santarsiero per Potenza’ ricorda che “i regolamenti urbanistici non sono degli obblighi, ma piuttosto degli sfondi sui quali poter muoversi . Si è riusciti a pensare alla grande, 112.000 abitanti sono tanti e nell’ottica di una grande città dobbiamo pensare. Ci impegneremo affinché il Psm non rimanga un contenitore vuoto. Il deficit infrastrutturale del 46% rispetto alla media nazionale ci pone in una posizione di partenza difficile. Questa è la prima priorità. Aree artigianali e aree industriali dovranno essere create, migliorate, implementate. L’orizzonte lo vediamo già ma dobbiamo impegnarci per raggiungerlo nel migliore dei modi. Il Sindaco nella replica “ringrazia il Consiglio comunale per la qualità del dibattito sviluppatosi. Ringrazio l’Ufficio di Piano e anche le persone che hanno creduto in questo percorso. Ringrazio gli assessori Blasi, Singetta e Speranza. Per quanto riguarda spero che le sue dimissioni da assessore non arrivino mai anche se mi rendo conto che il ruolo che è stato chiamato a svolgere lo assorbirà in toto. Grazie anche a Campos Venuti e Federico Oliva che hanno seguito il lavoro e grazie anche all’ex assessore Lo Giudice che ha visto le prime discussioni sul PSM. E’ stato bello condividere con tutto il consiglio comunale la grande sfida che Potenza si avvia a vivere.

Arriviamo ad oggi con i confronti duri che ci sono stati sul regolamento urbanistico. Ho apprezzato molto i toni del collega Laieta che ci ha manifestato le giuste richieste che vengono da alcuni cittadini. Oggi comprendiamo meglio il regolamento urbanistico. Un atto che andava comunque fatto. Il vecchio piano regolatore generale andava messo da parte.  

Abbiamo creato un regolamento urbanistico con i primi effetti che sono sul sociale. Arriveranno anche gli altri effetti positivi. Lo abbiamo  approvato evitando in città il blocco dell’attività edilizia.

Ora tanti piani strutturali comunali andranno a formare il Piano strutturale metropolitano che rappresenta una grande svolta.            

Una giornata storica quella di oggi. La città di Potenza avvia con un atto istituzionale un comune percorso di crescita territoriale e socio-economica con altri nove comuni. L’area metropolitana del Potentino è destinata a cambiare radicalmente i percorsi di sviluppo dei dieci comuni in una prospettiva di unitarietà, attrattività, connessione territoriale.

Da oggi per Potenza cambia lo stesso modo di essere città-capoluogo, si apre la stagione di un territorio che si propone  quale polo integrato di servizi e luogo di una nuova sfida culturale. Ringrazio sia la maggioranza che l’opposizione per aver condiviso in Consiglio Comunale una nuova idea di futuro. Saranno i prossimi decenni a dare il senso compiuto di quanto oggi è stato approvato. Cogliamo il risultato grazie al lavoro degli uffici e grazie alle sensibilità e condivisioni delle altre nove Amministrazioni Comunali.

Crediamo nella possibilità che il verde possa essere uno dei pilastri fondamentali del nostro piano strutturale metropolitano.  Ragionando su un’area di questa dimensione oggi abbiamo la consapevolezza della necessità dell’alta velocità Salerno-Taranto-Lecce, della Potenza-Foggia, della Potenza-Bari.

Il documento ricondiviso con i dieci sindaci sarà messo a disposizione di ogni singolo consigliere, del presidente della commissione e di tutte le componenti della città per aprire un grande condivisione e partecipazione. Il documento finale sarà quello che delinea le linee del Piano Metropolitano. Siamo all’inizio di una fase di grande portata che ci permetterà di vincere la scommessa dello sviluppo.

Si apre per Potenza una stagione diversa. Abbiamo fatto emergere il peso della nostra comunità cittadina. E’ vero che la città è stata spoliata ma è anche vero che l’ambizione di una città capoluogo non passa attraverso l’erogazione di servizi che arrivano in città. Dobbiamo essere capoluogo per i servizi che riusciamo a creare. Dobbiamo creare le condizioni affinchè il territorio attrattivo porti nella nostra area anche strutture turistiche. Dobbiamo offrire una motivazione forte.

E la Regione deve considerarci città capoluogo e così nasce la richiesta dei cinque milioni di euro che ci auguriamo che il consiglio regionale vada quanto prima ad approvare.

Si apre una stagione di grande dibattito, quella di oggi è una giornata importante, una vittoria del consiglio comunale al di là del voto di astensione che considero un voto di fiducia e di stimolo nei confronti della maggioranza che deve lavorare. Sono convinto che da oggi anche il Consiglio comunale matura un nuovo modo di amministrare.”

Per dichiarazione di voto interviene Laieta. Richiama alla presenza i Popolari uniti, l’Idv e l’Udc che risultano assenti in questo momento. Invita il Sindaco a richiamare i componenti della sua maggioranza. “Ci asteniamo -dice- perché riteniamo che se accolte certe nostre richieste il voto può anche variare in positivo. Se ci convincerete con il progetto effettivo il nostro voto diventerà favorevole”. Il capogruppo del Pd Carretta annuncia il voto favorevole a nome di tutta la maggioranza. Il consigliere Napoli conferma il suo voto di astensione evidenziando però “assenze tra i banchi della maggioranza”. Il coordinatore dei gruppi d’opposizione Molinari conferma il voto di astensione “pronto a trasformarlo in un voto positivo se le nostre indicazioni saranno recepite”. Il provvedimento è approvato a maggioranza con l’astensione dei gruppi d’opposizione. La seduta termina alle 18,30.