Consiglio Comunale del 29 aprile 2010

Il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Santangelo apre i lavori alle 10,10 e, dopo l’approvazione all’unanimità dei verbali della seduta precedente, assegna la parola all’assessore al Bilancio Federico Pace che illustra il rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2009. “Abbiamo raggiunto il grande risultato del rispetto del patto di stabilità. Si registra un avanzo di competenza  vincolato di poco superiore ai 36.300 euro su un totale di entrate correnti di poco inferiore agli 82 milioni di euro. Tutti i principali indicatori finanziari risultano positivi e tra gli altri va evidenziato come la capacità di accertamento delle previsioni di spesa registri un tasso pari al 97%, dato che è sintomo di rigore nella definizione e redazione del Bilancio. Le entrate tributarie che registravano un andamento crescente fino al 2006 dal 2007 in poi, acuendosi ulteriormente nel 2009, con i margini di capacità impositiva dell’ente che è scesa dal 59 al 37%, soprattutto per i tagli determinati dallo Stato e per la soppressione dell’Ici. A ciò va sommato anche la diminuzione di 12 euro procapite  rispetto al 2008 dei trasferimenti regionali. La spesa per il personale ha visto un incremento dell’1,5% nell’ultimo anno e comunque ha una bassa incidenza sul totale della spesa, pur avendo concretizzato l’importante processo di stabilizzazione del precariato. Riconosciuti e finanziati 3 debiti fuori bilancio per un totale di 1,7 milioni di euro”. Primo intervento è il presidente della seconda commissione consiliare permanente l’esponente del Pdl Rocco Coviello: “Un parametro significativo è quello secondo il quale mentre tutta la provincia registrava un tasso di emigrazione il capoluogo aveva un dato in controtendenza. Oggi anche purtroppo il capoluogo si è tristemente adeguato. Altro dato critico è la mancata possibilità di consultare in Commissione le relazioni degli assessori. E’ un bilancio fatto di numeri al quale non si può dare una lettura politica”. L’assessore Pace ricorda “che le relazioni degli assessorati sia in fase di consuntivo che in fase di preventivo non sono previste”. Dai banchi dei Popolari Uniti, il consigliere Antonio Triani spiega che “il bilancio consuntivo è un atto esclusivamente tecnico, che segue una serie di atti amministrativi già approvati in Consiglio, una sintesi delle quattro variazioni di bilancio già dibattute. Va valutato per quello che è, atto tecnico, non politico così come invece è il bilancio previsionale. Dalla relazione dei revisori dei conti si registra l’estrema correttezza del documento, con dei parametri pienamente rispettati, un dato importante se confrontato con i timori, pur leciti, che si paventavano in merito lo scorso anno, penso ad esempio al patto di stabilità”. Il consigliere del Pdl Antonino Imbesi evidenzia come “la giunta abbia preso l’impegno formale di far arrivare le relazioni assessorili, impegno che non è stato rispettato”. Il Sindaco nell’affermare che “quella illustrata dall’assessore Pace è la sintesi dell’intera attività amministrativa e non della sua. Le relazioni assessorili forniscono sunti attraverso i quali offrire la propria collaborazione all’assessorato al Bilancio. Si tratta di una questione di forma e non di sostanza”. Il consigliere Messina ricorda che “in commissione per il bilancio consuntivo abbiamo ricevuto i Pec, mentre per quello preventivo l’audizione del Sindaco ha sintetizzato e superato la necessità di consultare la relazione”. Angelo Laieta conferma che “tecnicamente c’è poco da discutere sul bilancio consuntivo, ma giova soffermarsi per esempio su come la spesa si sia concentrata su un unico capitolo di bilancio, la cultura che ha visto l’importo degli interventi triplicarsi. A fronte di ciò manca la capacità di razionalizzare della spesa in tema di rifiuti. Si può aumentare la Tarsu e contestualmente aumentare gli emolumenti per chi amministra? Avete navigato a vista, spostavate le poste di bilancio dove c’erano delle aspettative e quelle aspettative andavano ripagate. La giunta ha senso se ai singoli assessori va riconosciuta la necessaria autonomia. Un altro elemento da evidenziare sono le percentuali di avanzamento dei lavori che non mi sembra rispondano al vero”. Il coordinatore dei gruppi d’opposizione Giuseppe Molinari torna sulle percentuali di realizzazioni delle opere e “su alcune opere che pur essendo prioritarie che ancora non trovano la via della realizzazione, pur risultando già finanziate anche se vanno rimodulate. Tutto ciò consentirebbe di rimettere in moto il sistema economico e produttivo della città. Va posta attenzione anche alle opere già realizzate che versano, a distanza di qualche mese, in uno stato di degrado. E’ dunque un bilancio largamente insoddisfacente, si poteva e si doveva fare di più”. Per il Pd il consigliere Giuseppe Messina afferma che “è lapalissiano come l’atto sia corretto contabilmente. I numeri, pur freddi, rappresentano al meglio la capacità di concretizzare il proprio programma governo. Un bilancio sano, pulito, che non rappresenta più una criticità. Le poche risorse a disposizione sono state messe a frutto incrementando globalmente la qualità della vita. Sono stati raggiunti tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Sono stati attivati grossi livelli di partecipazione sociale. La gestione economica e la gestione del territorio, per questa amministrazione e per questa maggioranza sono le priorità delle priorità”. Secondo il consigliere Imbesi (Pdl)  l’atto in approvazione oggi serve “a valutare l’efficacia e l’efficienza dell’amministrazione e la rispondenza dell’operato alle normative vigenti. In questo caso manca completamente la rispondenza tra gli obiettivi che il Comune si era posti e quelli che dice di aver raggiunto”. Imbesi prosegue illustrando alcune incongruenze tecnico-giuridico-amministrative. “Quando si registrano differenze di decine di milioni di euro tra le spese preventivate e quelle sostenute, auspico che i revisori dei conti sottolineino tali forti incongruità, incongruità che si registrano pedissequamente negli anni precedenti. L’avanzo di gestione di 36.370 euro è il segno di come non si sia saputo impiegare quanto si aveva a disposizione. Passando al novero delle opere pubbliche, se ne registrano 84 non completate e 27 ancora in fase progettuale, che vanno dal 2002 al 2008. Nel 2009 25 opere pubbliche previste. Ultimate 2, 17 neppure partite. Una città orgogliosa, capace di svolgere il ruolo integratore del territorio e altri 12 punti: questo era il disegno tracciato dalla maggioranza che poi ha vinto le elezioni. Non mi pare che oggi ciò si sia verificato e neppure sia in itinere. Il bilancio ha notevole pecche e per questo non mi pare che si possa scindere la valutazione tecnica da quella politica”.  Sempre per il Pdl Michele Napoli “c’è uno squilibrio finanziario ed economico che ammonta a 5,6 milioni di euro. Il patrimonio si è ridotto da 188 a 172 milioni di euro. C’è una condizione strutturalmente deficitaria dell’ente secondo 4 dei 5 parametri che la determinano. C’è un sostanziale impoverimento dei potentini, sì eredità del pregresso ma dovuto anche alla scarsa capacità amministrativa. E’ uno dei bilanci più miseri di questo ultimo decennio”. Il consigliere Emilio Libutti dal gruppo misto sottolinea che “le cifre devono delineare una situazione reale, devono essere trasparenti. In senso costruttivo va posta attenzione alla gestione dei residui attivi dell’Ente: è il problema centrale e vanno individuati i correttivi sui quali intervenire. I crediti che l’Amministrazione vanta nei confronti dei terzi assommano complessivamente a 220 milioni di euro, e da soli, potrebbero fornire le risposte necessarie a quanto richiesto dal bilancio dell’Ente. Propongo di chiedere ai potentini di devolvere il 5 per mille, così come hanno fatto in altri comuni,  in favore dell’Amministrazione con l’obbligo che questa destini le stesse somme alle necessità delle persone svantaggiate”. Per il Pd il consigliere Antonio Pesarini “il bilancio si inserisce in un percorso di risanamento dell’Ente cominciato già nel 1995. I 12 milioni di debito che annualmente paghiamo pesano sul bilancio. Contenimento delle spese per il personale, intensificazione della lotta all’evasione fiscale sono due dei principali punti che qualificano questo documento”. Il Consiglio viene sospeso alle 13,55. Riprende alle 16,20 con l’intervento del consigliere del Pd Rocco Liccione secondo il quale “il pareggio di bilancio, che oggi si sancisce attraverso questo documento, è meno banale di quello che può sembrare, soprattutto se lo si guarda alla luce delle difficoltà che si prospettavano un anno fa, quando si andava a redigere il documento previsionale. Il federalismo fiscale comporta una considerevole contrazione dei trasferimenti, che pur rimanendo tali in termini assoluti, vanno riconsiderati alla luce dei servizi che lo Stato ha delegato ai Comuni. I 9 milioni in meno di trasferimenti che si sono registrati a far data dal 2003 in poi, si è scelto che non pesassero sulla comunità attraverso l’istituzione di nuovi tributi. Altro dato sempre legato al federalismo fiscale è quello che impone di non utilizzare la leva tributaria  in nessun modo. Dobbiamo quindi offrire servizi migliori ottimizzando le risorse. Rispetto ai crediti non esigiti va considerata la carenza di personale che l’Ente è costretto a lamentare a causa di un sistema tributo oltremodo ingessato per far sì che il patto di stabilità possa essere rispettato”. L’altro esponente del gruppo misto Vito Mitro interviene per spiegare che “su un bilancio di previsione che parlava di una possibile spesa di 17 milioni di euro, la stessa non è stata realizzata: 10 milioni per il risparmio energetico, recupero palazzo d’Errico 3,4  milioni, 1,5 milioni di produzione di energia elettrica da fonti alternative, ancora 650.000 per la viabilità rurale. Di tutti questi impegni non c’è traccia di realizzazione alcuna. I 4,5 milioni spesi per energia, riscaldamento e telefono mi sembrano francamente troppi. Priorità per questa Amministrazione debbano essere verde e viabilità, c’è la necessità di valutazioni diverse in questi ambiti”. Il capogruppo dei Socialisti Giuseppe Ferraro si dice perlplesso “rispetto alla superficialità con la quale è stato trattato il dato dei pochi immigrati giunti a fronte dei molti potenti tini andati via, più di mille negli ultimi tempi. E’ sintomo di un’Amministrazione mediocre che ha partorito un bilancio mediocre. Per questo motivo il mio voto sarà contrario”. Per l’Mpa il capogruppo Salvatore Lacerra esordisce sostenendo “che è importante avere idee al di là del dato numerico. Bisogna comprendere come spendere al meglio ciò che si ha a disposizione e non solo impegnarsi a spendere fino all’ultimo spicciolo. Non è piaciuto procedere alla stabilizzazione di 15 persone avvantaggiate rispetto ad altre per compiti che la giunta aveva definito temporanei, così come non è piaciuto che l’assegnazione dello svolgimento della stagione teatrale sia stata effettuata senza una gara. E’un bilancio che contiene poco o nulla. Recuperiamo meno del 50% dei servizi che rendiamo tra quelli a domanda individuale. Non mi sembra che quindi ci sia una forte politica sociale. Nessun contributo è stato impiegato per il culto pubblico pur essendo stata prevista una spesa di 100.000 euro, pur potendo essere la fede un elemento comune sul quale ricostruire alcuni valori che la comunità sembra andare smarrendo. Rispetto alla voce risarcimento danni, interpretato alla luce di una città che dà l’idea di essere abbandonata, la medesima potrebbe essere notevolmente ridimensionata con interventi minimi, ma tempestivi. Diminuito l’importo destinato al nucleo di valutazione cosa che potrebbe comportare un sereno giudizio sul funzionamento della macchina pubblica. Non condivisibile anche l’eliminazione dei 400.000 euro per spese sociali”. Nella replica l’assessore Pace spiega “che alcune spese non sono state impegnate per ritardi registratisi nei finanziamenti attesi. Rispetto alle spese energetiche molto è stato fatto, ma certamente si può fare di più e meglio”. Il sindaco Vito Santarsiero afferma che la discussione “sul conto consuntivo ha investito temi propri invece del bilancio preventivo. Nella valutazione di capacità di spesa dell’Ente i dati forniti in ordine al residuo e il rispetto del patto di stabilità mi consentono di esprimere forte soddisfazione rispetto al traguardo raggiunto. Mi piace evidenziare che in un conto consuntivo da manuale, anche se la maggior parte della spesa corrente e schiacciato sulla spesa fissa, che rispetto all’autonomia impositiva, alla velocità della riscossione e altri indicatori segnano un trend positivo e non viceversa. Riguardo alla possibilità di definire un ente strutturalmente deficitario, i 4 parametri su 10 che indicano alcune criticità, sono determinate dai residui, dal debito storico dell’Ente e da altri. E’ vero che siamo un Comune povero. Siamo come una famiglia che ha come prima voce del proprio bilancio l’impegno di saldare un debito. Il nostro bilancio sulla spesa corrente ci chiama a politiche passive. Le politiche attive attengono a spese più vincolate, penso ai Pisus. Su queste ultime tra di noi dobbiamo confrontarci su questioni programmatiche, per le vicende tecniche possiamo contare su un ottimo professionista il dirigente del settore Pompeo Lagardia, di livello nazionale, così come un encomiabile assessore con delega al settore, e un più che valido collegio dei revisori dei conti”. Il capogruppo di ‘Con Santarsiero per Potenza’ Antonio Smaldone apre le dichiarazioni di voto annunciando “l’assenso della propria parte politica all’approvazione del documento. E’ un documento che ha il non trascurabile pregio di aver rispettato il patto di stabilità”. “Abbiamo amministrato bene le nostre scarse risorse e per questo motivo il mio voto è favorevole” interviene il capogruppo di Potenza dei cittadini Giuseppe Laviero. Voto favorevole anche del presidente del gruppo Sinistra per la Basilicata Roberto Mancino anche se “torno a chiedere con forza un grande impegno per l’occupazione sì a livello comunale, ma anche e soprattutto a livello regionale. La cittadinanza sociale è stata un fallimento”. Il capogruppo dei Dec critica “chi nella maggioranza descrive una città nella quale i servizi sono più che buoni, gli obiettivi sono stati raggiunti. Non riteniamo che ciò risponda al vero, dunque il nostro voto è contrario”. Il capogruppo del Pdl Fernando Picerno sottolinea “che i numeri di quest’anno ripetono quelli dello scorso anno e con questi numeri mi pare difficile condurre in porto la legislatura. Una famiglia povera non aumenta la paghetta ai figli. Perché non si spendono un po’ di soldi per istituire un ufficio apposito per il recupero dei residui attivi. Perché non diminuiamo il numero degli assessori da 10 a 8. Diminuire le spese è l’unico modo per andare avanti. Il nostro voto è favorevole”. Voto favorevole da parte dell’appartenente al gruppo misto Emilio Libutti che dice “che il conto consuntivo è la fotografia di quanto si è sviluppato nel corso del 2009, una foto non molto bella. Il voto favorevole è motivato dal fatto che le misure e i correttivi apportati devono trovare nel prossimo futuro opportuna applicazione e dal voler perseguire la strada di reperire nuove risorse”. Il coordinatore dell’opposizione Giuseppe Molinari afferma che “sì il bilancio è ingessato, sì ci sono debiti pregressi, ma bisogna entrare nell’ordine di idee che i tagli ci saranno sempre. Va invertita la prospettiva: bisogna pensare in modo virtuoso, stabilire due o tre obiettivi prioritari e perseguirli con forza. Dove intervenire? Bisogna pensare a chiedere modifiche sostanziali al patto di stabilità. Impiantistica sportiva, pubblicità, parcheggi, trasporti pubblici, l’ingresso a molti spettacoli voluti o organizzati dall’Amministrazione dovremmo guadagnare molto di più, anche solo attraverso l’applicazione di ‘tariffe politiche’ per reinvestire le risorse lì dove riteniamo più utile. Queste alcune delle motivazioni che ci portano a esprimere un voto contrario”. Il capogruppo dei Popolari uniti sottolinea nuovamente “come si tratti di un bilancio di una famiglia povera che però rispetta il patto di stabilità e le previsioni di legge. L’attività di gestione in senso assoluto ha l’obbligo di rispettare i vincoli di bilancio. Per il prosieguo è dunque d’uopo pensare a una riduzione della spesa che passi anche attraverso delle scelte impopolari, frutto sempre di un ampio e trasversale confronto politico, che potrebbe prevedere, come è stato detto, anche attraverso una più attenta tariffazione dei servizi erogati. Il nostro voto è favorevole”. Per l’Mpa Salvatore Lacerra “una famiglia povera che ha un mutuo da pagare sta meglio se ha una qualsiasi prospettiva. Il mio voto è negativo”. Ultimo intervento è quello del capogruppo del Pd Gianpaolo Carretta secondo il quale “si è annunciata una collaborazione dell’opposizione con la maggioranza spesso confondendo il consuntivo con il previsionale in discussione domani. 9 milioni in meno di trasferimenti dallo Stato è un dato. Che il governo di centrodestra ponga in essere continui tagli agli enti locali e al Mezzogiorno è una dato. Il Comune di Potenza non deve mendicare fondi straordinari ma deve chiedere che le venga riconosciuto il suo ruolo sopraterritoriale, regionale sopraregionale. I crediti verso terzi è un percorso che effettivamente ci richiama a un impegno più attento. Potenza non può essere esclusivamente una città di servizi. Il nostro voto favorevole a un bilancio congruo sia rispetto ai pareri tecnici, sia rispetto al patto di stabilità. Il deliberato viene approvato a maggioranza e la seduta si chiude alle 19,10