Consiglio Comunale del 29 ottobre 2010

L’introduzione dell’argomento principale, quello che riguarda il personale in servizio al Comune, è anticipata dall’approvazione della delibera riguardante la modifica delle Commissioni consiliari permanenti, resasi necessaria per l’adesione dei consiglieri Francesco Fanelli e Rocco Coviello al gruppo misto. Il documento, posto in votazione dal presidente Vincenzo Santangelo, viene approvato all’unanimità. Medesimo pronunciamento assembleare per la prima delibera posta in votazione consistente nell’approvazione dei verbali della seduta precedente. La discussione sulla struttura organizzativa della pianta organica comunale è introdotta dall’intervento dell’esponente dell’opposizione, il consigliere del gruppo misto Vito Mitro, primo proponente, che esordisce evidenziando: “C’è l’esigenza di fare un’analisi serena, fattiva e proficua. L’obiettivo è quello di favorire il personale attraverso un percorso condiviso che persegua la meritocrazia. Occorre una riorganizzazione nei servizi e negli uffici. La dotazione organica è di 725 posti previsti, con 106 posti vacanti. Il costo del personale ammonta a 23.417.000 euro, il 29,03% del totale del bilancio comunale. Abbiamo alcuni settori, scuola  e vigili registrano carenze quantificabili in 155 unità. Per la categoria D1 abbiamo 23 posti vacanti. Viceversa abbiamo 19 dirigenti a fronte dei 9 che ha la Provincia, che conta su un numero di dipendenti simili a quelli del Comune. Primo dato che emerge è quindi la carenza d’organico, nella polizia municipale e nei servizi sociali. Rispetto alla stabilizzazione positiva dal punto di vista sociale, ha reso dall’altro lato l’impossibilità di dar luogo alle assunzioni delle professionalità necessarie, per esempio nella polizia locale. E’ mancato il coinvolgimento del Consiglio comunale e delle Commissioni consiliari permanenti nel passaggio dal tempo parziale al full time della totalità dei dipendenti che si trovavano nella situazione del part time a 28, 33 e 36 ore. Riguardo alla mobilità interna è mancato il coinvolgimento dei dirigenti responsabili dei settori nei quali la stessa mobilità ha avuto luogo. Bisogna mettere l’uomo giusto al posto giusto. Rispetto alle posizioni organizzative, il loro numero è assolutamente inadeguato. Va aumentato sfruttando i risparmi rivenienti da pensionamenti e blocco delle assunzioni. Nessuna selezione interna è stata effettuata per determinarne l’attribuzione. Riguardo alle progressioni orizzontali è troppo rilevante il ritardo con il quale questo istituto viene applicato, così come non va abbandonato l’istituto delle progressioni verticali. Per i vigili non ci sono riconoscimenti pur operando in condizioni oggettivamente difficili e facendolo comunque con grande abnegazione. Passando al trasferimento degli uffici anagrafici anche in questo caso è mancato il coinvolgimento dei protagonisti, chi in quegli uffici lavora quotidianamente, i dipendenti comunali. L’auspicio è che gli spunti di riflessione offerti possano favorire significativi cambiamenti riconoscendo ai lavoratori quel ruolo di ‘risorsa dell’Ente’ che a loro compete”. “Nessuno sciopero in questi anni, e nessuna particolare segnalazione è giunta dal Consiglio comunale al governo cittadino”. Così replica l’assessore al Personale Federico Pace, che ricorda che “la consistenza della pianta organica è stata determinata in occasione del dissesto registratosi nel 1995, dal commissario prefettizio, nel febbraio del 1996″. Pace prosegue attraverso un particolareggiato excursus storico, con il quale pone particolare attenzione sulle vicende che hanno riguardato il personale precario, personale totalmente stabilizzato. La legge 244 del 2007 prevede che non si può procedere a nuove assunzioni se non si procede prima alla stabilizzazione del personale precario. La pianta organica così già povera al 1995 si è ulteriormente impoverita. La normativa impone poi un massimo di assunzioni nella misura del 20% dei pensionamenti registrati nell’anno precedente. Nel ‘99 nel 2001 tre istruttori informatici, nel 2006 17 operatori di polizia municipale e altre 8 figure, oltre ad altri lavoratori appartenenti a categorie protette. Per il 2011 abbiamo previsto di predisporre concorsi nei settori più in affanno, scuola e vigili. Entro il 2011 il numero dei dirigenti si ridurrà ulteriormente di due unità, passando dai 29 del 1995 a 16, con un numero di 1 ogni 41 unità. Le posizioni organizzative sono finanziate dal fondo stabile e sono state fatte con ampia concertazione e attraverso selezioni poste in essere dai dirigenti che dell’assegnazione delle stesse sono responsabili”. Il Sindaco nell’evidenziare “le tante troppe negatività sottolineate dall’intervento del consigliere Mitro”. “Le logiche seguite per la stabilizzazione altre non sono state se non quelle dell’interesse dell’Ente, dettate dalle indicazioni dei dirigenti, e andando incontro a quelle che sono le esigenze dei lavoratori. Siamo convinti che la qualità dei dipendenti determini la qualità di vita di chi è amministrato. Le progressioni registrate dall’Ente, due negli ultimi anni, hanno riguardato il 100% del personale, sfido a trovare un’altra Amministrazione comunale che abbia fatto lo stesso. Dei 900.000 euro risparmiati grazie ai pensionamenti, il 20%, 180.000 euro, ci consentono di porre a concorso 5 posti, decidiamo congiuntamente in quale settore bandire i concorsi. Riguardo ai dirigenti siamo arrivati a 17, con una riduzione progressiva che si sta verificando attraverso i pensionamenti. Per la polizia municipale il comandante, la cui nomina ha trovato ieri il conforto della magistratura, ritengo il dirigente Monserrati ottima persona e competente, come pure ritengo che il ruolo di comando della polizia locale richieda una figura che non rimanga in pianta stabile” conclude il Sindaco. Il coordinatore dell’opposizione Giuseppe Molinari si chiede “come l’Amministrazione comunale vuole far rendere al massimo la macchina amministrativa? Il cittadino di Potenza è soddisfatto di come vanno le cose? So che l’eredità è stata pesante. Ma è arrivato il momento delle scelte. Massacrare la Pubblica amministrazione non porta a niente, però i criteri di meritocrazia, efficienza e qualità sono irrinunciabili. Mobilità e viabilità, divisi in due ambiti differenti, così come pubblica istruzione e edilizia scolastica non vanno nella direzione dell’efficienza. Abbattere costi all’interno dell’Amministrazione, attraverso esternalizzazioni che rendano più snella ed efficace la macchina amministrativa”. Dai banchi del gruppo misto Rocco Coviello esordisce parlando di “una questione legata al personale, con una pianta organica comunale che per anni è stata vista come approdo finale della propria carriera lavorativa. Per i 69.000 potentini i 600 dipendenti comunali ritengano siano numericamente sufficienti per garantire un servizio d’eccellenza. Così però non è. Abbiamo delle incapacità dirigenziali. Va riconosciuto all’opposizione il merito di aver portato nell’assise cittadina più alta la discussione su un tema tanto rilevante, per il quale il confronto non può che essere costruttivo”. Sempre dal gruppo misto Emilio Libutti, esprime un giudizio “estremamente positivo rispetto alla politica sul personale posta in essere dall’Amministrazione. In un panorama generale degli Enti pubblici locali che in quest’ambito è a dir poco caotico. Nel grado di percezione dell’efficienza dell’Ente locale che il cittadino manifesta si confonde, erroneamente, la carenza dei fondi con la non capacità del singolo o dell’intera macchina amministrativa. Il nostro futuro sarà legato alla capacità di saper gestire le risorse: questo spetterà al personale degli enti locali, personale che è una risorsa. Riguardo al caso specifico, bisogna immaginare scenari nuovi di finanziamento e di introduzione di figure con forti capacità manageriali all’interno del Comune. Informatizzazione delle procedure e la formazione del personale sono due aspetti fondamentali sui quali si potrebbe e dovrebbe puntare”. Il capogruppo dei Dec Angelo Laieta chiede il numero legale, risultano presenti 21. “L’organizzazione del personale è materia che va discussa in Consiglio comunale. Perché – ancora Laieta – il contenzioso aumenta all’interno del personale dell’ente? Si vede che il personale non è soddisfatto di quello che ottiene. Non ci sono criteri certi e regole oggettive almeno stando a quanto riferito nei colloqui che abbiamo avuto con alcuni componenti del personale dell’ente. Posizioni organizzative hanno portato a un contenzioso perché non c’è stato un avviso interno per determinarle. Queste funzioni non possono essere date per l’eternità. Altra domanda per l’assessore è: quale motivazione devo avere se in quell’unità operativa io sarò comunque e sempre un’impiegata e non avrò mai la possibilità di accedere alla posizione organizzativa. Le regole e i criteri vanno stabilite nella Commissione competente. Rispetto alle progressioni orizzontali si tratta di uno strumento che dovrebbe servire anche a incentivare il personale, va utilizzato al meglio. Altra domanda che pongo è come mai ad alcuni vigili non sono stati assegnati i gradi così come richiesto dai lavoratori stessi, secondo quanto da loro maturato? Riguardo alla stabilizzazione e al full time che sono conquiste importanti per i lavoratori, ma si tratta di professionalità che a noi servono? Mobilità interna: è vero che nell’ambito della graduatoria, alcuni vengono spostati e altri no?”. Il capogruppo del Pd Gianpaolo Carretta parla di “un tema importante che però è stato utilizzato in maniera strumentale. Gli appelli alla condivisione vanno compresi evitando però confusioni constatato come talune competenze siano della Giunta, altre del Consiglio altre dei dirigenti. C’è un aumento dei contenziosi è vero, ma i risultati degli stessi danno sempre per prevalente la posizione dell’Amministrazione. Si è compiuta una grande opera di civiltà nella stabilizzazione del personale precario. Va approfondito il suggerimento più che positivo avanzato dal consigliere Libutti, per quello che attiene la necessità di incrementare e privilegiare la formazione del personale e l’informatizzazione della macchina amministrativa. L’azione messa in campo da questa Amministrazione negli ultimi sei anni, è un’azione percepita favorevolmente all’esterno. Malgrado la gravosissima eredità di un debito di 12,5 milioni di euro annui, si sta lavorando per riuscire a fare il meglio per l’Ente e, quindi, per la città”. Per il capogruppo dei Popolari uniti Sergio Potenza, ricorda “che nel passato alcuni atti, come la nomina di 20 dirigenti, riverberano il loro peso anche nell’oggi. Dei 12,5 milioni di euro è determinato solo per 4 milioni dal dissesto. Il 42% della spesa che l’Ente sostiene per il personale è notevolmente maggiore rispetto al 30% che è la spesa media sostenuta dagli altri enti locali. I Popolari uniti sono contro la politica delle raccomandazioni e ciò è necessario per volare alto dal punto di vista etico e morale”. Per il capogruppo del Mpa Salvatore Lacerra: “Trattare dell’argomento del personale significa parlare di identità: ritenersi con-dipendenti di un medesimo Ente. Così non si ha la percezione che l’Amministrazione funzioni e funzioni bene. Continuiamo a mantenere un numero di dirigenti esagerato rispetto alle reali esigenze. Va rivisto il macromodello: alcune funzioni vanno ascritte ai vertici altre non possono essere riferite direttamente al Sindaco. L’acquisizione di competenze può essere svolta effettuando ricerche all’interno, attraverso appositi corsi formativi”. Il presidente del gruppo ‘Con Santarsiero per Potenza’ Antonio Smaldone parla “di un Consiglio costruttivo e non strumentale. L’ufficio Tributi e tasse riceve 50 persone al giorno, nessuna di queste mi risulta si sia rivolto alla magistratura. La funzione dirigenziale è fondamentale e non va demonizzata. I dirigenti sono fondamentali per l’attuazione del programma e, dunque, per il salto di qualità che tutti auspichiamo. Chiediamo di evitare nuove esternalizzazioni, valorizzando le risorse interne e diminuendo le spese esterne”. Il sindaco Santarsiero precisa a margine del dibattito “che il debito di 12,6 milioni di euro c’è e ha una responsabilità culturale. Non ho fatto un euro di debito. 4 milioni di euro ai debiti fuori bilancio, 4 milioni di euro al dissesto, 4 milioni di euro alla spesa virtuosa, mutui per investimenti”. La seduta si conclude alle 13,40.