Il Comune di Potenza grazie alle decisioni del Sindaco Santarsiero continua a fare sprechi. E pensare che vorrebbero vendere finanche il Palazzo di Giustizia per fare “cassa” e ridurre gli oneri di un mutuo che assorbe parte delle risorse comunali. Nel mentre si discute su questa vendita, verrebbe da dire che a Potenza si vende finanche la Giustizia, vendita del Tribunale, su cui sono fermamente contrario e che sarà un “affare” per qualcuno ma non per la Città, come dirò appresso. Tra i tanti sprechi, che tutti constatano, ne indico alcuni forse meno evidenti e più “riservati”.Il Comune di Potenza ha un modello organizzativo da primato con oltre 20 dirigenti e conseguenti unità di direzione. Il guaio e che oltre a costi esorbitanti ed ingiustificati e che ricadono su tutti noi, la incisività dell’azione amministrativa viene frantumata in mille inutili competenze con il risultato che la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra ed anzi si ostacolano.Il modello organizzativo però non viene modificato ed invece di migliorare e rendere più efficiente il tutto, tutto si rallenta e si complica. E quando qualcuno va in pensione il nostro Sindaco non perde occasione per nominare nuovi dirigenti, addirittura esterni.Mentre i nostri giovani lamentano la mancanza di opportunità di lavoro, a Potenza può capitare che si presenti un curriculum e dopo qualche giorno si riceva anche un incarico. Certo non esorbitante, ma è quello che è accaduto con la delibera di giunta n. 72 del 12 maggio 2010.Così il Camune di Potenza oltre ai 21 dirigenti ha anche l’esperta consulente per la redazione dei PISUS 2007 – 2013 della Città.In Commissione non abbiamo avuto il piacere di sentire questa valente consulente e nemmeno era presente alla presentazione della bozza del piano che consta sia stato redatto dalla SAT in collaborazione con la Struttura di Piano. Se e quale sia stato l’apporto della consulente non è dato sapere.Di certo la bozza non individua l’assetto strategico che la Città dovrà darsi nel futuro, ed a parte una parziale analisi demografica del passato ed uno studio sulla mobilità urbana, manca completamente il quadro strategico di riferimento e mancano le scelte “politiche” per lo sviluppo della Città, scelte che vanno fatte e di cui non bisogna avere paura, perché se qualcuno pensa di conservare il gradimento dicendo si a tutti e disperdendo la spesa in mille rivoli ma condannando la Città al declino, questo Signore sbaglia, e sbaglia di grosso!