Catalogo

Premessa

Viene qui presentata una iniziativa inedita di una “raccolta” di opere pittoriche presenti in Basilicata e che richiamano la figura del Santo di Assisi. Sebbene l’impressionante produzione iconografica delinea “un altro Francesco” si può chiaramente ritenere di essere in presenza di un notevole contenuto di un’unica storia del francescanesimo distesa nell’arco di oltre sette secoli. Dal punto di vista stilistico le tante opere in tele, affreschi e dipinti, disseminate nei vari centri della regione, documentano il fervore religioso che nei secoli ha reso vivo l’estro creativo figurativo. Con la lettura di tavole e tele, si identifica, evidentemente, anche “l’inedito” o “poco noto” che caratterizza una parte di esse.

 

Dal raffinato san Francesco del Ribera di Matera, ai ritratti di Irsina o di Potenza, e alle interessanti pale d’altare di Tramontano, del Curia, del de Gregorio o del Vaccaro, sino alle raffinatezze cromatiche dei polittici di Simone da Firenze,Cima da Conegliano, Giovanni Luce da Eboli, Antonio Stabile o dell’Azzolino. Un tema quello di san Francesco nell’arte che è stato oggetto di numerosi studi fin da molto tempo e che sarebbe impossibile nei limiti di questa Mostra dar conto di tutte le innumerevoli opere in pittura che hanno avuto al centro la figura del Santo di Assisi. Esula egualmente dal nostro intento illustrare l’influsso che la spiritualità francescana ha esercitato sull’arte europea per l’enfasi posta sull’umanità del Cristo e per l’interesse verso la natura e l’uomo, i suoi sentimenti e la sua psicologia. Sono qui presentate solo alcune tipologie che nel corso dei secoli hanno fissato in Basilicata l’immagine del Santo in alcuni atteggiamenti o in alcuni episodi emblematici della sua vita.

Lo stimolante itinerario figurativo, quindi umano e vitale, che ci propone il manipolo di opere qui illustrate, con la loro datazione coprono un arco di tempo che va dal XV al XVIII secolo e si presentano come nodi focali della complessa figurativa lucana, attenta ed aperta alle più varie sollecitazioni culturali che nel tempo si sedimentavano in questa terra attraverso varie e vive espressioni tardogotiche, manieristiche e barocche.

La portata e la rapidità di espansione dei francescani, che si distribuivano sulla superficie di tutta la Regione, ha condotto ad un numero tale di insediamenti che le committenze necessarie alla diffusione devozionale del santo fondatore di Assisi furono intraprese quasi contemporaneamente. Non esiste centro che non comprende nel suo territorio un convento francescano. Pertanto verranno esaminate in primo luogo il secolo di produzione e relativi autori. A questo scopo saranno prese in considerazione alcune tra le più importanti, per autore, delle tante raffigurazioni presenti su tutto il territorio regionale. Vi si illustrano i dipinti reperibili nelle chiese dei diversi centri del potentino e del materano.

Essi spaziano dalle rappresentazioni geniali per abilità devozionale fino all’umile immagine isolata del santo. Per questo motivo la mostra Un Santo e la sua immagine ha scelto di concentrarsi soltanto su alcuni aspetti della sua vasta iconografia.

Si è volontariamente limitato il numero delle opere esposte e si è circoscritta la portata cronologica di questa rassegna delle rappresentazioni del santo. La mostra ha perseguito invece altri obiettivi. Quello fondamentale è l’accostarsi intimamente al santo, sul piano non solo estetico, ma anche devozionale, un colloquio a tu per tu con colui che portò impresse nella carne i segni della passione di Cristo. L’iconografia di san Francesco esterna il pensiero e il sentimento del Poverello e rende vivace un’immagine altrimenti stanca e statica. Tali opere, influenzate senza dubbio dai topoi agiografici, fanno però parte della storia dell’Ordine, che cristallizza le cause dell’origine nell’operato della figura del Santo fondatore. Per questo credo che tale “raccolta” sia ben più di una pura, anche se eccezionale, “passerella” di bei quadri. Credo e spero sia una ulteriore occasione per avvicinarsi al nostro Santo, vedendolo con gli occhi e con il cuore dei maestri del passato.